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Jouvence, 23/11/2023
Abstract: Come vengono "raccontati" i vari animali nelle fonti letterarie tradizionali hindū? L'autrice ci propone una corposa panoramica di storie tradotte dall'originale sanscrito e in massima parte ancora sconosciute al vasto pubblico; storie che, accompagnate dalle originali immagini di Sari Zanon, contribuiscono a gettare luce sul complesso rapporto tra animali umani e animali non umani, così come esso è stato declinato sul suolo indiano in un lunghissimo arco temporale.
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Jouvence, 23/11/2023
Abstract: Questo libro presenta la traduzione italiana di 70 poesie di Tahereh, pasionaria e mistica iraniana del XIX secolo, accorpate secondo la forma metrica, partendo dalle più brevi fino alle più lunghe. Nei suoi versi la poetessa rende testimonianza alla scoperta che ha rivoluzionato la sua esistenza. Ha incontrato un nuovo Maestro che, con la sua vita, la sua predicazione e i suoi scritti, le ha fatto intravedere l'avvento di un nuovo Giorno, un giorno in cui la tirannia sarà sconfitta dalla giustizia, il conflitto sarà sostituito dall'amore, l'esteriorità sensuale e la falsità prevalenti nel mondo recederanno per lasciare il posto all'interiorità spirituale e alla sincerità. Le poesie sono ricche di dotti riferimenti alla mistica islamica e per questo sono corredate da note esplicative e precedute da un'introduzione al suo pensiero e al suo affascinante linguaggio.
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Il professore e la ballerina del carillon
Edizioni e/o, 24/01/2024
Abstract: Hong Kong (nel romanzo "Never") è la protagonista silenziosa di questo romanzo in cui l'apatia di una società si scontra con l'orrore di vivere sotto un regime totalitario.Un romanzo allegorico, un grido silenzioso da una città unica al mondo, dove la libertà si fa ogni giorno più rarefatta.Il professor Q è un docente universitario di mezza età, frustrato sul lavoro e insoddisfatto della sua vita matrimoniale con Maria. Le sue giornate monotone, però, prendono una piega inaspettata quando incontra Eilis – la ballerina del carillon – di cui si innamorerà perdutamente e che lo risucchierà in un sorprendente turbinio di emozioni. E così, spronato da Fugo, un misterioso amico di gioventù, il cinquantenne professore si ritroverà invischiato in una relazione sentimentale totalizzante e obnubilato dal desiderio per la bambola Eilis, tanto da perdere di vista ciò che accade attorno a lui, dalle proteste studentesche alle insidiose forze che incombono sulla città. Ambientato a Never, una località fittizia che ricorda in maniera evidente Hong Kong e che, come quest'ultima, è tornata alla "madrepatria" dopo essere stata una colonia occidentale, il romanzo tocca temi universali e di stringente attualità, quali l'apatia delle società contemporanee e il pericolo rappresentato dai totalitarismi. La fervida immaginazione di Dorothy Tse partorisce una storia incredibile e dal ritmo concitato, un susseguirsi di eventi che la sua penna racconta con uno stile vigoroso e incisivo. Il professore e la ballerina del carillon è una fiaba moderna e sovversiva, dai toni cupi, dove la realtà cede il passo ai sogni e questi ultimi si trasformano in incubi. Eppure, è anche un romanzo illuminato da un flebile spiraglio di luce, antidoto contro l'indolenza e l'indifferenza.
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Edizioni e/o, 24/01/2024
Abstract: Il romanzo di una generazione che sa di dover partire ignorando la destinazione. In un mondo governato dall'incertezza e da falsi idoli, una giovane donna viaggia tra la grande metropoli, il paesello d'origine sul mare, il Marocco fantastico di un padre adorato ma sfuggente.Mina ha trent'anni e conduce a Londra una vita costruita con grande attenzione e poca spontaneità, nel tentativo spasmodico di sentirsi finalmente "giusta". Una sera riceve una telefonata da sua madre: il padre è morto. Mina torna a casa per i funerali, ma finisce per restare a lungo. Casa è la periferia di un paese sul mare in cui suo padre gestiva un piccolo bar sulla spiaggia frequentato per lo più da immigrati. Omar aveva cercato con quel bar di creare una piccola comunità per tutti coloro che non si sentivano accolti da quella nuova terra. In quello strano luogo dove nessuno sembra essere al suo posto, dove le persone troppo spesso appaiono come fantasmi che passano e svaniscono, Mina ritrova la famiglia, gli amici e soprattutto i ricordi del padre, questo mitico, inafferrabile, eterno migrante con un misterioso passato in Marocco.In quest'avventura sensuale ma a tratti quasi metafisica, Mina scoprirà che le radici sono solo un sogno sfuggente, un desiderio di ritrovarsi in una storia comune, in un affetto profondo che ci faccia dimenticare, almeno a tratti, la ferocia del mondo e le ferite dell'abbandono.Con il sostegno del MiC e di SIAE, nell'ambito del programma "Per Chi Crea"
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Edizioni e/o, 31/01/2024
Abstract: L'appassionante storia di Umm Kalthum, la più grande cantante araba di tutti i tempi.Una storia d'amore lunga cinquant'anni ambientata al Cairo, un romanzo esotico e appassionante che racconta il Medio Oriente e la posizione della donna nelle società islamiche. È la storia di Umm Kalthum, la più grande cantante araba di tutti i tempi, prima amica di re Faruk e poi di Nasser, amata da molti uomini mentre lei preferiva le donne, personaggio carismatico, capriccioso e geniale. Il romanzo narra anche del poeta Ahmad Rami, che amò Umm per tutta la vita e scrisse gli struggenti testi delle sue canzoni. Lei non ricambiava il suo amore, ma ne succhiava la linfa: i testi, l'ispirazione, il dolore. Con Rami tutto il mondo arabo fu innamorato della voce di lei, della sua sensualità ambigua, dell'amore impossibile che cantava.
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Edizioni e/o, 10/01/2024
Abstract: Un romanzo allegro, "leggero" ma molto bello. Racconta la storia di alcuni personaggi che si muovono nelle notti di Tōkyō alla ricerca di cose diverse e le cui storie piano piano si intrecciano."Finito il libro, pensa a un amico o a qualcuno che conosci. Prova a immaginare le persone che frequenta e di cui tu non sai nulla. Tokyo è fatta di persone così. Senza alcun dubbio". Sankei ShimbunIl "grande investigatore Shuro" sulle tracce del suo passato, Eiko, ragazza di provincia alla prima esperienza cinematografica, il tassista notturno Matsui che insegue il ricordo di una donna a bordo della sua vettura blu, il distributore di giornali Kōichi, esperto di corvi urbani e la sua fidanzata riluttante, Mitsuki, che fornisce attrezzature per film… Persone gentilmente indaffarate, pratiche e allo stesso tempo sognatrici, a volte stravaganti, tutte in cerca del tassello mancante che completi la loro vita. I loro percorsi s'incrociano nella Tokyo notturna di oggi, metropoli più sottotono e malinconica rispetto alla città rampante dei grattacieli degli anni '80, scenario fascinoso e a tratti enigmatico per i personaggi irrequieti e solitari di questo romanzo puzzle. Le piccole storie quotidiane su cui è costruito il romanzo proseguono in atmosfere sospese e a tratti oniriche, tra ricerche, incontri casuali, pensieri e conversazioni dei diversi protagonisti. Non sono eroi né criminali, ma esseri umani che cercano pazientemente di affrontare la routine dell'esistenza guardandola con occhi diversi, presi da una calma che solo in apparenza è rassegnazione. La loro è attesa dell'opportunità che offra il modo di effettuare il passo successivo e magari incontrare la persona perduta. Perché quasi tutti loro hanno perduto qualcuno e sperano di ritrovarlo prima o poi. Il lettore si lascia trascinare dalla narrazione, chiedendosi fino all'ultimo se i pezzi combaceranno o se equilibri e legami faticosamente raggiunti si scioglieranno nuovamente nel fluire degli eventi della grande città.
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Jouvence, 24/11/2023
Abstract: Poema narrativo di 30.000 ottosillabi di notevole successo, La guerra di Troia (Roman de Troie) è stato composto verso il 1165 da Benoît de Sainte-Maure, chierico della regione di Tours. Il racconto include le vicende che vanno dalla spedizione degli Argonauti per la conquista del vello d'oro alla morte di Ulisse. Vi si trovano numerose digressioni di carattere erudito e soprattutto episodi in cui vengono narrati, nello stile dell'erotica cortese, gli amori dei vari personaggi, Medea e Giasone, Elena e Paride, Achille e Polissena, Briseida, Troilo e Diomede. Del Roman de Troie è conservata una redazione bizantina anonima risalente al XIII secolo circa, di cui l'edizione curata da Fabrizio Conca rappresenta la prima traduzione in lingua moderna, in versi alessandrini.
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Jouvence, 24/11/2023
Abstract: Se in passato il nostro concetto di storia dell'antichità si è basato quasi esclusivamente sul mondo medio-orientale e greco-romano, molta strada è stata compiuta da allora sulla scia del grande archeologo danese Worsaae per datare gli oggetti ritrovati negli scavi del Nord, testimonianza del passato remoto dell'Europa. Dopo la scoperta delle pitture rupestri di Altamira e della Dordogna, un susseguirsi di scavi fortunati ha rivelato una serie di civiltà che si estendono dall'era glaciale fino al tempo dei Vichinghi, ognuna delle quali ci ha lasciato preziosi manufatti. Passiamo così in rassegna i cacciatori di mammuth di Predmost, i cavernicoli di Grimaldi, i cacciatori di renne di Stellmoor, che crearono i primi totem, gli abitanti dei villaggi lacustri della Svizzera, gli autori dei graffiti rupestri del monte Bego e della Val Camonica, i primi agricoltori che emigrarono dal Medio Oriente una trentina di secoli prima di Cristo, seguiti da fanatici sacerdoti che costruirono per tutta Europa monumentali sepolcri di pietra. Ma incontriamo anche i prosperi e pacifici villaggi dell'Età del bronzo, le orde germaniche e slave, e infine i navigatori vichinghi che seppellirono intere navi per onorare i loro re defunti.
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La voce del reale. Il rapporto voce-immagine nel cinema documentario
Meltemi, 24/11/2023
Abstract: Tra le diverse forme di narrazione assunte dal cinema, quella del documentario fa della parola filmata il perno del racconto. Ancora oggi la voce documentaria – per eccellenza "la voce off" del cinema – viene legata a quella onnisciente, didascalica, asettica del reportage. La nostra percezione di spettatori, assuefatta agli stilemi dell'imperante codice televisivo, sembra spesso non cogliere le radicali evoluzioni che, a partire dalla modernità, l'elemento vocale ha compiuto nel narrare il reale (Godard, Marker, Resnais, Rouch, Varda, Sokurov, Herzog; o, in Italia, Pasolini, Mangini, De Seta).Il presente volume propone una decostruzione dell'idea tradizionale di voce documentaria, focalizzando la riflessione sul documentario italiano dell'ultimo ventennio (Marcello, Marazzi, Frammartino, Comodin, Ferrente, Savona) e sul perché l'elemento vocale applicato a quello che, non senza ambiguità, definiamo "cinema del reale" costituisca uno dei terreni di maggior sperimentazione del complesso rapporto tra piano dell'immagine e piano del linguaggio. A partire dal neologismo oromedialità, si indagano le due opposte tendenze che attraversano la "voce del reale" nel nostro presente: da una parte, essa appare compromessa con il ricco impasto mediale delle narrazioni in cui è coinvolta; dall'altra, sembra sempre più recuperare un carattere di "carnalità" nella sua esposizione orale, svelando l'instabilità emotiva e/o materiale della sua performance.
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Ucraina. Controstoria del conflitto. Oltre i miti occidentali
Meltemi, 24/11/2023
Abstract: Non accade solo in Russia: la propaganda è sempre stata uno strumento potente e largamente utilizzato in tempi di guerra. In Italia abbiamo assistito a una comunicazione sul conflitto ucraino viziata da fake news e ricca di omissioni volontarie. Le voci considerate non conformi sono state inserite in liste di proscrizione e accusate di intelligenza col nemico. I nostri media hanno persino avviato una sorta di "caccia al putiniano", silenziando ogni complessità e gettando un'ombra sulla nostra democrazia, che talvolta sembra aver scordato la propria natura dialettica e critica.Secondo la narrazione dominante, saremmo davanti a uno scontro tra civiltà e barbarie: la stessa convinzione dogmatica che nei primi anni Duemila ha già portato l'Occidente in rovinose guerre in tutto il pianeta. Attingendo da fonti autorevoli e indipendenti, Benedetta Sabene decostrui-sce i grandi miti occidentali sull'Ucraina e sul conflitto e mette in luce i fatti che un dibattito pubblico a senso unico ha tenuto nascosti, su tutti: il condizionamento euro-atlantico sulla politica di Kiev, soprattutto durante e dopo la Rivoluzione arancione; il preoccupante dilagare del neonazismo nella società e nelle istituzioni del paese; le violazioni della libertà di informazione e dei diritti umani, che minano alle fondamenta la democrazia ucraina.
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Cronaca di una strage nascosta
Mimesis Edizioni, 24/11/2023
Abstract: Cosa accade nelle case di riposo per anziani dal 21 febbraio al 5 aprile 2020, quando, in seguito all'intervento della Procura di Milano al Pio Albergo Trivulzio, la "strage nascosta" irrompe nei media? È in quella manciata di giorni – poco più di un mese – che avviene quanto ricostruito in questo libro: il virus si diffonde tacitamente nelle case di riposo, aggredisce un numero elevato di residenti, determinando la maggiore catastrofe italiana dal dopoguerra per numero di vittime, e provoca, infine, l'apertura di varie inchieste giudiziarie. Il volume rivela che la strage è stata dovuta, oltre all'aggressività del virus, alla mancata volontà delle politiche pubbliche di scoperchiare il vaso di Pandora delle case di riposo. L'emergenza ha così svelato la criticità dell'esistenza ordinaria di queste strutture: le debolezze del sistema di governo, la bassa qualità dei servizi, i modesti finanziamenti pubblici, l'assenza di controlli. Questo libro si propone, guardando a quanto accaduto, di muovere al cambiamento.
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Longanesi, 16/01/2024
Abstract: "Qualcuno che conoscevo è una commedia gialla in cui anche la città di Torino [...] trova il suo spazio. [...] Una storia di mistero, un po' malinconica, che è anche la storia di crescita di una donna che cerca di ritrovarsi tra figli e relazione di coppia."Corriere della sera - Jessica ChiaSe la sorte ti ha riservato un parto trigemellare, meglio prenderla con umorismo. Forse è per questo che Valentina Bronti, trentenne, torinese, una carriera messa tra parentesi, ha scelto per le sue tre bambine i nomi di Emilia, Carlotta e Anna, come le celebri sorelle Brontë.Conservare alto l'umore non è così facile per Valentina, una vita incastrata tra illusori tutorial sulle pulizie domestiche e una relazione fallimentare con Marco, il padre delle bimbe che si è ritirato a dormire nello sgabuzzino. Finché un giorno viene convocata all'asilo perché le tre piccole pesti hanno tentato la fuga trascinando con sé una compagna. Davanti alla direttrice, c'è un'altra mamma: Chiara Barberis. Altezzosa e severa, Chiara lascia in Valentina una strana impressione. Un'impressione confermata dalla scoperta che si tratta proprio di "quella" Chiara Barberis: la sorella di Elisa, la ragazza scomparsa inspiegabilmente dieci anni prima, quasi inghiottita dal buio di una Torino che da sempre ha fatto del mistero il suo secondo volto.È così che Valentina si ritrova in una storia piena di ombre e bugie. Con un entusiasmo e una sagacia sorprendenti, prima di tutto per lei, si tuffa nelle strade, nei palazzi signorili, negli atenei della città, improbabile ma tenace investigatrice. Ciò che Valentina scoprirà di Elisa, di Torino e soprattutto di sé stessa è la materia spumeggiante di questo romanzo, capace di tratteggiare un personaggio attualissimo in cui convivono senso di inadeguatezza, acume e un'ostinata vitalità.
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Fuoriscena, 28/11/2023
Abstract: La verità prima di tutto è l'inizio del più famoso J'Accuse della storia moderna, quello di Émile Zola. La verità prima di tutto è anche il movente che ispira questo J'Accuse, che raccoglie la testimonianza della Relatrice speciale Onu sui territori palestinesi occupati da Israele dal 1967.Questo libro non nasce come un instant book. Prima degli attacchi del 7 ottobre 2023 – in un momento in cui l'attenzione mediatica sulla situazione in Israele e nei territori palestinesi occupati era prossima allo zero – J'Accuse voleva essere anzitutto uno strumento per comunicare ai lettori l'urgenza di un tema che non poteva essere ignorato. Attraverso il prezioso lavoro svolto da Francesca Albanese e confluito in tre Rapporti internazionali – presentati rispettivamente nell'ottobre 2022, nel luglio e nell'ottobre 2023 – era possibile documentare in maniera incontestabile l'affermarsi di una condizione di apartheid e di un'occupazione neocoloniale con migliaia di vittime. Questo fatto doveva essere portato all'attenzione del grande pubblico.Dopo il brutale e intollerabile attacco di Hamas, e dopo la guerra conseguente su Gaza, l'attenzione mediatica su Israele e Palestina è diventata massima, eppure resta impantanata in contrapposizioni fuorvianti (se critichi Israele stai con i terroristi; se porti l'attenzione sull'occupazione stai giustificando Hamas…), che impediscono la comprensione di una storia che non comincia il 7 ottobre. Il J'Accuse di Francesca Albanese non è l'intervento di parte di un'attivista ma è il contributo di una donna che svolge da anni un incarico di alto profilo istituzionale e che può aiutarci a vedere e a capire ciò che non vediamo.L'ampio saggio di Roberta De Monticelli che chiude il libro offre inoltre una visione profonda dei temi che questo conflitto ha messo in luce.
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Feltrinelli Editore, 27/11/2025
Abstract: Con La Vampata Scorza conclude il ciclo andino iniziato con Rulli di tamburo per Rancas riannodando tutti i fili che hanno alimentato l'affresco epico della lotta dei contadini peruviani per riconquistare le loro terre ai grandi proprietari terrieri. I protagonisti della leggendaria vicenda e l'ambiente carico di tradizioni del Perú sono gli stessi delle opere precedenti, ma a questi si aggiunge ora la figura dell'avvocato Ledesma, un personaggio storico, che dà il suo contributo alla rivoluzione contadina difendendo i diritti della popolazione più povera. Come i suoi predecessori negli altri romanzi del ciclo (Horacio Cachon, Garabombo, Tupac Amaru, Agapito Ro-bles), anche Ledesma contribuisce alla riappropriazione non solo delle terre ma anche dell'eredità storica e della cultura tradizionale, nel riscatto di un intero popolo. E come già negli altri episodi della saga, la narrazione procede seguendo diverse storie in un autentico racconto corale: accanto alle vicissitudini di Ledesma, si svolgono, fra le altre, la storia della trasformazione in santa di Maca Albornoz, la bella meticcia che aveva fatto perdere la testa ai latifondisti della regione, e quella dell'ambiguo amore del ladro di bestiame Doroteo Silvestre per un bandito, mentre i ponchos magicamente continuano a profetizzare gli eventi nei loro disegni. Manuel Scorza registra pagine dimenticate della storia della lotta dei comuneros peruviani riscattandole dall'oblio con una narrazione che mescola al realismo la fantasia mitica, creando figure indimenticabili.
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Adelphi, 28/11/2023
Abstract: Quando "Vita di poeta" fu pubblicato, nell'autunno del 1917, Hermann Hesse lo recensì subito. Nel suo articolo si leggevano le seguenti parole: "Questo Robert Walser, a cui già dobbiamo tanta bella musica da camera, suona in questo nuovo libretto in modo ancora più puro, ancora più dolce, ancora più alato che nei precedenti. Se scrittori come Walser appartenessero agli "spiriti guida", non ci sarebbe più guerra. Se Walser avesse centomila lettori, il mondo sarebbe migliore".Appare e scompare in questo libro, sotto sempre nuove spoglie, il personaggio di un giovane vagabondo, che ama le lunghe camminate e guarda il mondo con stupore. Talvolta dorme sulle panchine o in misere locande. Talvolta osa mettere piede, con la sua innocente insolenza, in locali di lusso. Talvolta si rivolge, con devota galanteria, ad affascinanti figure femminili. Gli capita anche che le mutevoli autorità del mondo, quali un capocameriere o un poliziotto, lo sottopongano a severe reprimende. E ogni volta il giovane vagabondo risponderà con amabile eloquenza. Non c'è nulla di più allarmante, in Walser, di queste insistenze sulle maniere soavi, e perfino vezzose: è lì che sentiamo la prossimità della follia. Un immenso disordine è a portata di mano, ma tanto più il giovane vagabondo continuerà ad avanzare con il suo passo elastico, avventato, con l'incoscienza di chi sa troppo e vuole soltanto celare ciò che sa dietro ampi arabeschi di parole. Ogni volta, ciò che Walser ci racconta è come l'avvio di un "Bildungsroman", di un "romanzo di formazione": ma è una formazione che si tronca subito, per ricominciare poi da capo, con una nuova storia. Il modello segreto, per Walser, non è lo svagato perdigiorno di Eichendorff né il Wilhelm Meister di Goethe, avido di assaporare il mondo. È piuttosto il disperato Lenz di Büchner, che vaga abbacinato, fuggendo qualcosa che lo ha già, per sempre, colpito. Ma, sulla via della scomparsa totale, qui ancora Walser vorrebbe fermarsi al penultimo passo, per quell'amore che pure la vita continua a ispirargli. Allora vagheggia un'esistenza minima e nascosta, come può essere quella di un bottone. E appunto a un bottone Walser rivolge in queste pagine un'appassionata esortazione, che è quasi la sua regola di vita: "Che tu non ti dia alcuna importanza, che tu sia, o almeno sembri essere, tutt'uno con la missione della tua vita, e ti senta interamente consacrato a quel tacito adempimento del dovere che si può chiamare una rosa dallo squisito profumo, bella di una bellezza che è quasi a se stessa un enigma, profumata di un profumo del tutto disinteressato perché non è altro che il suo destino".
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Adelphi, 28/11/2023
Abstract: Quando apparvero queste "Storie", nel 1914, un giovane recensore, Robert Musil, mise subito in guardia i lettori: "Uomini di spirito positivo e donne dotate di forte "caritas" troveranno queste trenta piccole storie un po' troppo giocose. Ad esse sarà rimproverato di non dimostrare alcun carattere, di essere capricciose, di gingillarsi con la vita, anzi magari di non avere cuore e di lasciarsi impressionare da quella sbalorditiva determinazione con cui l'insignificante, per esempio una panchina in giardino, talvolta occupa il suo posto nel mondo". Con quella ironica precisione che era per lui la socia inseparabile dell'anima, Musil ha accennato qui alla peculiarità di Robert Walser in un genere letterario, la "prosa breve", in cui oggi lo riconosciamo maestro. Ma le "Storie" non contengono soltanto campioni disparati di "prose brevi": almeno due testi, "Kleist a Thun", uno dei vertici dell'arte di Walser, e "La battaglia di Sempach" hanno una perfetta misura di racconti. Il primo, nella sua tensione, quasi insostenibile, è forse l'unico testo del nostro secolo che sembra proseguire il "Lenz" di Büchner; il secondo è una visione grandiosa, dove il sangue sgorga da araldici fantocci e il cozzare delle armi si blocca in un sospeso miraggio.Dietro la giocosità di Walser, dietro l'ingiustificata euforia che a tratti erompe nelle sue pagine, c'è qualcosa di immensamente oscuro e delicato. Da dove vengono questi suoi personaggi, non solo l'allucinato Kleist ma certe labili "silhouettes" ricorrenti, come il piccolo impiegato Helbling, lo studente Fritz Kocher o il paggio Simon? Benjamin rispose che "vengono dalla notte, là dove essa è più nera, da una 'notte veneziana', se vogliamo, illuminata dai miseri lampioni della speranza, con un qualche splendore festivo nell'occhio, ma turbati e tristi da piangere. Ciò che essi piangono è prosa". Una prosa che tocca una corda molto nascosta e raggiunge la bellezza più rara, quella cui Walser più teneva, quella che si ha "quando in apparenza il bello non lo si avverte affatto, ed è solamente una cosa come sono anche le altre".
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Adelphi, 28/11/2023
Abstract: Nell'ottobre del 1945 Georges Simenon sbarca a New York, ansioso di lasciarsi alle spalle le turbolenze degli anni di guerra, le accuse di collaborazionismo e le minacce di epurazione. Con la moglie Tigy e il figlio Marc si stabilisce in Canada, nel Nouveau-Brunswick – ma è agli Stati Uniti che guarda. E, per conoscere meglio il paese dove comincerà una nuova vita, parte al volante di una Chevrolet per un viaggio di cinquemila chilometri, che dal Maine lo porterà sino a Sarasota, sul Golfo del Messico. Ad attirarlo, come sempre, non sono le città – anche se confesserà che a New York si sente perfettamente a suo agio –, ma la gente e "i piccoli particolari della quotidianità": tutto ciò che può offrire ai suoi lettori "un'immagine più intima" degli Stati Uniti. Lui che aveva sempre captato, ovunque nel mondo, un disperato e insoddisfatto bisogno di dignità, finirà per essere conquistato dalla "forte tensione verso l'allegria e la gioia di vivere" che sprigionano le semplici ed essenziali case americane, dalla cordialità (o meglio: la familiarità) che regola i rapporti di lavoro, dalla fiducia in sé stessi che le scuole sanno inculcare negli studenti, dalla squisita cortesia degli abitanti del Sud – che nelle relazioni mettono "quel qualcosa di impercettibile e affascinante" che rende tanto preziosa l'esistenza – e scoprirà che proprio qui, nella sua nuova patria, vige "un tipo di vita che ... tiene conto più di qualsiasi altro della dignità dell'uomo".
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Solferino, 28/11/2023
Abstract: "In quanto membri della famiglia reale che hanno scelto di vivere in modo autonomo e completamente staccati dall'istituzione, Harry e Meghan al momento non hanno alcuna voce in capitolo riguardo alla direzione che prenderà la "Ditta". Ma il loro ruolo nella storia reale rimane più importante che mai. Le questioni sollevate dalla coppia, comprese le accuse di bullismo, misoginia, razzismo e manipolazione dell'immagine, unite alla crudeltà istituzionale di cui sono stati vittime, restano ampiamente ignorate e non affrontate dal Palazzo."L'8 settembre 2022, la notizia della scomparsa della regina Elisabetta II ha paralizzato il mondo. La sua morte, dopo settant'anni di regno, ha infranto lo scudo protettivo che circondava la famiglia più celebre del pianeta. Da quel momento, un numero crescente di persone si chiede se la monarchia abbia ancora una rilevanza storica e politica, e molti si spingono oltre: ha ancora un senso, e dunque un futuro?In questo momento cruciale della sua storia, Endgame alza il sipario su una famiglia divisa e su un'istituzione in crisi. Omid Scobie ha passato più di dodici anni al seguito dei reali, raccontando la vita e il lavoro della Royal Family e costruendo una fitta rete di relazioni all'interno del Palazzo, che gli hanno permesso di entrare nei suoi ingranaggi profondi. Grazie a conversazioni riservate e un lungo lavoro di ricerca – e al desiderio di rompere qualche ponte per raccontare una buona volta tutta la storia – Scobie offre ai nostri occhi un ritratto di famiglia improntato al caos, alla sfiducia, a forme di durezza draconiana: sull'House of Windsor si addensano fosche minacce che, allargando crepe già aperte al suo interno, mettono a rischio il suo ruolo, la sua immagine, la sua stessa sopravvivenza.
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La nave di Teseo O, 28/11/2023
Abstract: Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile è, fin dalla sua pubblicazione nel 1634, una delle colonne portanti della letteratura popolare italiana. Le cinquanta favole che formano il libro sono state ispirazione di moltissimi lavori successivi: fiabe, racconti, romanzi e film hanno fatto sì che la fama e l'interesse per quest'opera non cessassero mai. Emma Dante lavora da tempo sul testo di Basile per i suoi spettacoli teatrali, e da questo suo interesse nasce La festa dei morti, tre novelle tra le più belle – La scortecata, Pupo di zucchero e Re Chicchinella – rilette, tradotte e reinterpretate da una grande autrice in grado di renderle accessibili a tutti, salvaguardando la forza e l'irriverenza del linguaggio originale ma aggiornandolo ai nostri tempi. Le splendide illustrazioni di Maria Cristina Costa, con il suo segno caratteristico, il suo amore per le storie e per i dettagli, danno a questi racconti un'ulteriore dimensione e un fascino che le rende indimenticabili.
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Feltrinelli Editore, 27/11/2025
Abstract: "Ho imparato di più da tre minuti di Beniamino Placido che da interi corsi monografici." Alessandro PortelliSi può partire dalla letteratura dell'Ottocento per raccontare il nostro presente e i suoi contrasti? Beniamino Placido, una delle menti più brillanti, curiose e versatili della seconda metà del Novecento italiano, indaga il conflitto cardine della società americana attraverso due romanzi emblematici delle tensioni ideologiche ed emotive di quella cultura. La capanna dello zio Tom di Beecher Stowe appare nel 1852, Benito Cereno di Melville nel 1855. Il primo, "intrinsecamente consolatorio", ha la struttura, le tinte forti e gli intrecci aggrovigliati di un romanzo popolare. Benito Cereno, "intrinsecamente sovversivo", ha al contrario una struttura drammatica e sobria, ed è considerato un esempio di letteratura "alta". A prima vista lontanissimi per qualità, stile, riscontro di pubblico, questi libri presentano due prospettive diverse, a tratti opposte, sulla schiavitù, sulle sue ricadute economiche, culturali e umanitarie, e sul ruolo futuro della popolazione nera. Ma, a guardare meglio, i due romanzi condividono qualcosa di più profondo che definisce la società statunitense, ancora oggi. Passando per il cinema dei primi anni Trenta, I Promessi sposi e la pornografia, Beniamino Placido mostra come le due schiavitù siano in realtà una sola, la stessa che sottosta alle discriminazioni attuali.