Trovati 858954 documenti.
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Impatto sociale. Interventi di inclusione e strumenti per la misurazione
Egea, 10/01/2025
Abstract: In termini generali quando si parla di impatto sociale si fa riferimento ai cambiamenti che un'attività, un progetto o un'organizzazione produce su persone, comunità e società. La misurazione dell'impatto sociale, sia applicata ad attività concluse sia utilizzata a fini previsionali, mira a fornire una rappresentazione oggettiva del cambiamento. Negli ultimi anni il tema ha acquisito una crescente rilevanza nell'ambito degli studi di management. Ciò è sicuramente da ricondurre in termini pratici alla necessità di imprese, pubbliche amministrazioni e aziende non profit di soddisfare maggiori richieste di accountability, attraverso rendicontazioni sociali e di sostenibilità, circa gli impatti delle loro attività sugli stakeholder. Tuttavia, ad oggi, si registra un significativo deficit di riflessione scientifica e di pratica rispetto alla più diffusa misurazione d'impatto ambientale. Nel contesto specifico degli interventi di inclusione sociale misurare l'impatto è un compito tutt'altro che semplice. La rilevanza e la complessità che oggi il tema, nelle sue molteplici declinazioni, assume per le nostre comunità richiedono interventi efficaci in grado di generare cambiamento duraturo. Diventa dunque fondamentale comprendere quali siano le iniziative che "funzionano", e perché. Questo volume vuole costituire una guida per operatori, policy maker, CSR manager e filantropi che desiderino stimare rigorosamente il cambiamento generato da azioni che sono, per loro natura, difficilmente misurabili.
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Arcadia Edizioni, 16/05/2025
Abstract: Berto e Talino, compagni di cella, vengono dimessi dalla prigione. Il primo è un meccanico torinese "andato in malora per aver schiacciato un ciclista", il secondo un contadino accusato di aver bruciato una casa. Talino convince Berto a seguirlo in paese per la mietitura; ospitato dalla famiglia dell'amico, avrà l'incarico di occuparsi della trebbiatrice. Ma la travolgente passione di Talino per la propria sorella più giovane scatena la tragedia. Scritto nel 1939 e pubblicato due anni dopo, il romanzo fece molto scalpore per il tema dell'incesto e per il linguaggio che richiama le forme dialettali.
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Umani, animali e macchine. Filosofia e neuroscienze del linguaggio
Bollati Boringhieri, 06/06/2025
Abstract: La lingua in cui nasciamo non è solo uno strumento per comunicare: è la matrice che plasma la mappa del nostro cervello, il modo in cui pensiamo e conosciamo le cose, e persino la grammatica delle nostre emozioni e dei nostri sentimenti. Nell'epoca della rivoluzione digitale, la comunicazione si è evoluta al punto da coinvolgere non solo altre specie viventi, ma persino le macchine, i codici, gli algoritmi: il linguaggio si trasforma, si espande, fino a ridefinire i confini dell'umano. Pur nella sua straordinaria complessità, il linguaggio umano non è isolato. Forme di comunicazione esistono anche tra delfini, pappagalli, api e scimpanzé, solo per citare alcuni esempi. Oltre a ripercorrere l'evoluzione simbolica di Homo sapiens, Damiano Cantone e Franco Fabbro ci guidano alla scoperta di questi affascinanti mondi e – intrecciando biologia, scienze cognitive e filosofia – in una riflessione critica sulle nuove forme di comunicazione che stanno ridefinendo il nostro mondo.Tecnica e linguaggio condividono da sempre una traiettoria comune: sono strutture portanti dell'identità umana. Il linguaggio non è solo un mezzo, ma una potente tecnologia simbolica che definisce ciò che siamo e il modo in cui abitiamo il mondo. Oggi, di fronte a linguaggi artificiali capaci di simulare la parola umana, si impongono interrogativi radicali: che cosa distingue ancora l'umano? Possiamo immaginare un futuro in cui si comunica senza parole (ad esempio attraverso impulsi neuronali o interfacce digitali)? All'interno di scenari in rapido mutamento, in cui la distinzione tra naturale e artificiale si fa sempre più sfumata, la riflessione sul linguaggio è più urgente che mai: ripensare il nostro rapporto con la parola, la tecnica e l'intelligenza significa ripensare il futuro stesso dell'esperienza umana.
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Il rancore del tempo. Follia, cura e violenza sull'altopiano dogon (Mali)
Bollati Boringhieri, 13/06/2025
Abstract: Si può ancora scrivere sui dogon? Dopo decenni di studi – dall'egemonia della scuola di Marcel Griaule alle critiche più recenti – l'antropologia sembrava aver detto tutto sulla vita culturale e religiosa di questa società dell'altopiano maliano. Ma proprio l'idea che una cultura possa essere compresa una volta per tutte è ciò che Il rancore del tempo mette in discussione, nella convinzione che ogni sguardo vada riattraversato, ogni racconto riaperto.Antropologo e psichiatra, Roberto Beneduce è stato partecipe e testimone di mutamenti profondi nel corso degli ultimi trent'anni. Le sue ricerche restituiscono ai dogon una voce resistente e inquieta: racconti di guaritori e migranti, di malati e divinatori, che parlano da un luogo segnato dalla violenza, dai conflitti per la terra, dalla guerra e dalle nuove mappe della migrazione. La follia, le terapie rituali, i sogni e i silenzi si intrecciano in un racconto che mentre dissolve la presunta unità della cultura dogon scava nella crisi e ripensa la cosiddetta "medicina tradizionale" come dispositivo di cura e, allo stesso tempo, di memoria e riscatto. Contro l'antropologia di "secondo grado" già denunciata da Jean-Loup Amselle, e in dialogo con il pensiero di de Martino e Lévi-Strauss, Beneduce propone un'etnografia che non si accontenta più di interpretare simboli o rituali, ma si lascia attraversare dalla storia e dall'ascolto. Il suo progetto è scrivere con i dogon, non più su di loro, e costruire insieme strategie di conoscenza anziché accontentarsi di rappresentare l'altro da una distanza sicura. Le silhouette dei dogon, per anni prigioniere dei musei e dei cliché etnografici, tornano a muoversi come soggetti di memoria e di trasformazione. Il rancore del tempo è un'etnografia che interroga i suoi stessi strumenti e si fa gesto politico: per restituire complessità a vicende dimenticate, per non mascherare il dolore della storia, e continuare a raccontare – con rigore e rispetto – ciò che resiste e pulsa nell'ombra.
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Bollati Boringhieri, 13/06/2025
Abstract: "Una profonda riflessione su che cosa significhi essere una persona.""The New York Times Book Review""Un libro che raccomanderò a tutti per il resto della mia vita."Dakota Johnson"Bertino ci regala un romanzo sul nostro reale e umanissimo desiderio di connessione con l'altro.""Chicago Review of Books""Divertente e dolente allo stesso tempo… Un romanzo notevolissimo.""The New York Times""Un risultato monumentale, un capolavoro che risplende.""The Boston Globe"Nata nel settembre del 1977 a Philadelphia, Adina Giorno arriva sulla Terra proprio quando la Voyager 1 viene lanciata nello spazio insieme al suo prezioso disco d'oro. Con una sensibilità e uno spirito di osservazione fuori dal comune, Adina sa fin dall'età di quattro anni di essere diversa dagli altri. Grazie a un dispositivo per fax portato a casa dalla madre Térèse, infatti, si mette in contatto con la sua famiglia di origine, ad anni luce di distanza da lei, e scopre la sua missione: osservare e riferire le peculiarità degli esseri umani ai suoi superiori.Per anni Adina stessa sperimenta le angosce e le gioie dell'esistenza sulla Terra, e faxa resoconti sul crescere e vivere tra i terrestri, sui loro programmi televisivi, i centri commerciali, i rapporti di amicizia, gli animali, le stranezze del loro linguaggio. Ormai adulta, però, in un periodo di particolare vulnerabilità, decide di condividere le sue osservazioni in un libro. C'è la possibilità che non sia da sola?Marie-Helene Bertino ci regala un romanzo straordinario sul desiderio e l'appartenenza, sul sentirsi soli, sullo scoprirsi un po' strani e sul soffrire di misofonia, un romanzo che esplora la fragilità e la resilienza della vita, descrivendo in maniera sorprendente e originale cosa significhi essere divisi tra due mondi, isolati in un luogo che è casa e allo stesso tempo non lo è.
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Tecnocapitalismo. L'ascesa dei nuovi oligarchi e la lotta per il bene comune
Meltemi Editore, 02/05/2025
Abstract: Una ristretta schiera di Tecnotitani – a capo di imprese come Amazon, Google, SpaceX e Meta – detiene le redini del progresso tecnologico alimentando disuguaglianze laceranti, consumismo di massa, concentrazioni di potere e ingenti speculazioni finanziarie. È il "tecnocapitalismo" di cui Loretta Napoleoni offre un ritratto accurato e impietoso, e che mina alle fondamenta la democrazia e la società tutta.Per l'autrice, a minacciare il futuro è soprattutto la rapidità della trasformazione tecnologica: quanto più le innovazioni si susseguono dirompenti, tanto più i mostruosi profitti dei Tecnotitani si dilatano, a danno di salari e diritti del resto di una popolazione gettata in preda all'ansia. Come se non bastasse, le criptovalute e l'intelligenza artificiale applicata agli scambi di Borsa stanno gonfiando nuove bolle finanziarie destinate a scoppiare, mentre la corsa allo spazio viene appaltata alla voracità di nuovi Baroni.Tecnocapitalismo è un invito a riappropriarsi della tecnologia – e del futuro –, perché solo mettendo l'innovazione al servizio della collettività e del bene comune possiamo evitare il disastro sociale ed ecologico.
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VandA edizioni, 28/05/2025
Abstract: Ambientato nei primi anni Novanta in una città imprecisata del nord Italia, la storia intreccia le vite di tre donne: Bianca, giovane chimica alle prese con un amore perduto che si rifugia nel mondo delle metamorfosi degli elementi; Rachele, la nonna sudamericana visionaria, che esplora le camere mortuarie insieme all'amico eccentrico Sedano; e Rosita, una bambina brasiliana muta per il trauma dell'abbandono materno e che dorme per gran parte del tempo per sfuggire al dolore.Al centro il tema della perdita. Individuale e collettiva. Tutte e tre le protagoniste hanno perso ciò che avevano di più caro: Rosita la madre, Rachele e Bianca il sogno d'amore, e non solo quello. Alle spalle di queste identità individuali si impone una perdita collettiva. Siamo nei primi anni Novanta e nel cuore dell'Europa c'è una Sarajevo in fiamme che sembra sancire, anche lì, la fine di un sogno: quello di un'Europa capace di tenere insieme popoli affini e diversi. E tuttavia, qualcosa si salva, qualcosa resta. Le tre donne insieme, in una mutua protezione, troveranno la guarigione e inedite aurore attraverso l'immaginazione, il desiderio, le fiabe e la musica di Šostakovič.Un romanzo per le lettrici di Melania Mazzucco, Isabel Allende, Alice Munro, Rosa Montero, Margaret Mazzantini.
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Supply chain e operations manager. Protagonisti o comparse? Dieci esperienze esemplari
Egea, 14/03/2025
Abstract: Che cosa significa oggi essere un protagonista nelle funzioni Supply Chain e Operations? Come si può davvero contribuire al successo competitivo aziendale governando queste aree?Il libro racconta le storie di dieci manager (uomini e donne) provenienti da settori diversi – dall'automotive all'alimentare, dalle aziende ospedaliere ai servizi finanziari –, che hanno saputo trasformare le proprie funzioni da mere aree operative a veri e propri motori strategici dell'impresa. Sollecitati dall'autore, Maurizio Bossi, Emanuele Brunetti, Angelo Casero, Antonio Copercini, Laura Di Dio, Federica Ferrario, Massimo Lovise, Adolfo Pellegrino, Elisa Piazzola e Gianluca Sperone raccontano le loro esperienze, condividendo le sfide affrontate e le competenze su cui hanno fatto leva per risolvere problemi piccoli e grandi: dalla gestione delle disruption globali all'integrazione dei processi, dalla digitalizzazione all'adozione dell'intelligenza artificiale. Un viaggio che svela come supply chain e operations manager possano uscire dai tradizionali confini funzionali, acquisire una visione strategica e diventare interlocutori chiave dei vertici aziendali, proponendo soluzioni innovative che generano valore.Il libro offre una mappa concreta per evolvere in questa direzione, fatta di riflessioni critiche e prospettive sui trend destinati a ridisegnare l'ambito del Supply Chain e Operations Management, ma anche pratici strumenti di autovalutazione: un percorso che va oltre i modelli tradizionali, per immaginare una nuova generazione di manager capaci di trasformare la complessità in opportunità competitiva.
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Edizioni NPE, 15/05/2025
Abstract: Antonello Silverini è il primo illustratore insignito del premio MAM – Maestro d'Arte e Mestiere 2016. È uno degli illustratori di punta de "La Lettura", l'inserto culturale del Corriere della Sera, e collabora con alcune tra le maggiori testate italiane, tra cui Il Sole 24 Ore, la Repubblica, The Economist e The Washington Post, oltre ad editori sia italiani che stranieri. Ha realizzato le copertine per i romanzi di Ian McEwan per Einaudi e quelle di Philip K. Dick per Fanucci.Una raccolta preziosa per gli amanti dell'arte in generale e di Silverini in particolare. All'interno dell'artbook, anche alcune illustrazioni inedite dell'artista e gli schizzi preparatori delle sue copertine più celebri.
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I rinoceronti non sanno nuotare
Gallucci, 16/05/2025
Abstract: 1516. Un rinoceronte viene spedito a bordo di una nave per essere donato al Papa. Nessuno in Italia ne ha mai visto uno, ma Saverio non fa altro che immaginare e disegnare queste bestie gigantesche, con una spessa corazza, due lunghi corni simili a un drago e zampe possenti come le colonne di una chiesa. Il vascello però affonda e del pachiderma si perdono le tracce… finché Saverio non lo ritrova sulla spiaggia! Tra i due nasce una curiosa alleanza: il ragazzino infatti decide di nasconderlo per proteggerlo dai briganti che hanno affondato l'imbarcazione su cui viaggiava e che vogliono catturarlo a ogni costo…
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Le disavventure di Bepi il filosofo
Gallucci, 16/05/2025
Abstract: Bepi è un'orata e Sarad un granchio blu. Un giorno, mentre nuotano tranquillamente lungo i canali della laguna di Venezia, sono prelevati all'improvviso da un gigantesco uccello di metallo giallo. Poco dopo il Canadair li scarica insieme all'acqua e finiscono in un torrente sulle Alpi. Lontani da casa, i due amici vivono tante straordinarie avventure: fiumi impetuosi, dighe invalicabili, pericolosi predatori… Nel frattempo Gina, la fidanzata di Bepi, lo cerca disperata, con l'aiuto della garzetta Nena e di un gruppo di impavidi piccioni…
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L'enigma dello Juggernaut. Karl e Rosa contro le ingiustizie di Capitalia
Gallucci, 16/05/2025
Abstract: Nel regno di Feudalia la vita segue il ritmo delle stagioni. Adulti e bambini mandano avanti le fattorie e le giornate trascorrono senza sorprese. Ma le cose stanno per cambiare. Dalla vicina isola di Capitalia è arrivato il progresso, che promette benessere per tutti, una vita cittadina più emozionante e un lavoro meno faticoso di quello nei campi. Sembra tutto perfetto, ma Karl e Rosa, due intraprendenti ragazzini di Feudalia, cominciano a sospettare che si tratti di un gigantesco inganno. Nessuno degli adulti sembra essersene accorto, perciò spetterà ai ragazzi lottare per riconquistare la libertà perduta, risolvendo il misterioso e terribile "enigma dello Juggernaut".
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Gallucci, 16/05/2025
Abstract: La natura vive di trasformazioni incessanti: nessuna cosa è stabile e ferma, ma tutto varia e si rinnova. Per illustrare questa legge dell'universo, il poeta latino Ovidio compose una raccolta di miti incentrati sulle metamorfosi, i cui protagonisti – dèi, semidei ed esseri umani – mutano d'aspetto perché premiati o puniti per il loro operato. Nelle affascinanti storie di Eco e Narciso, Dafne e Apollo, Dedalo e Icaro, così come nelle molte altre qui raccontate, il cambiamento si rivela una forza a volte vitale e a volte rovinosa, ma sempre creatrice.
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La Tartaruga, 16/05/2025
Abstract: Torna in libreria, in un'edizione a cura di Benedetta Centovalli, con una nota di Nicoletta Leone e un'appendice critica, una delle opere più significative di Maria Corti, figura centrale della cultura italiana del Novecento. Cantare nel buio, la cui prima stesura risale al 1948, è un esordio ritardato di più di quarant'anni quando esce la prima volta nel 1991 e questo forte slittamento temporale si veste di giallo nel cercare di capirne le ragioni alla luce di documenti e di diverse stesure conservate. Al centro dell'indagine la vocazione narrativa dell'autrice, il suo bisogno di narrare, quel volere essere prima di tutto scrittrice. Cantare nel buio racconta la vita quotidiana di una piccola comunità di lavoratori pendolari nella Lombardia dell'immediato dopoguerra, costretti a viaggiare in treni fatti di carri bestiame verso la città e la fabbrica nella speranza di un'esistenza migliore. È lo stesso viaggio che l'autrice faceva, negli anni della sua vita di pendolare tra Milano e Chiari, dove era insegnante al ginnasio. Narrando le storie dell'ultima generazione di antichi Longobardi, Maria Corti salva quel mondo povero e tragico dalla cancellazione della Storia a cui sarebbe condannato. E di stesura in stesura quel racconto operaio si trasforma in favola antropologica, dando voce al "mondo barbarico e surreale" dell'irripetibile protopendolarismo padano, e allontana il romanzo dalla poetica neorealistica del tempo in cui era stato concepito. Gli amori, le vendette, le gelosie, hanno come protagonisti personaggi che incarnano ora un mondo contadino in estinzione, ora quello razionale e urbano della fabbrica e della giustizia sociale, ora una dimensione più fabulosa, trasgressiva e arcaica dell'immaginazione. A tessere le gesta e i sentimenti di tutti, una voce anonima e disincarnata, che accompagna i personaggi in un viaggio nella lingua e nel tempo, verso la memoria e verso il futuro.
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Tokyo Ghost Café. 17 storie di fantasmi e un manga
Gallucci, 16/05/2025
Abstract: Julian, straniero curioso, e Chie, coniglio saccente, devono riportare il piccolo Akira alla sua famiglia, lungo una via che si snoda al confine tra luce e tenebre, tra spettri noppera-bō senza volto, fantasmi bakeneko e inquietanti yōkai. Tutto comincia al Tokyo Ghost Café, bizzarra porta d'accesso per l'aldilà, in cui si entra sempre a proprio rischio e pericolo… 17 storie di fantasmi si intrecciano a un manga in un viaggio emozionante all'estremo Nord del Giappone.
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Raccontami la notte in cui sono nato
La nave di Teseo, 16/05/2025
Abstract: Quando scopre la storia di un ventenne australiano che mette in vendita la sua vita su eBay per seimila dollari, Lucien decide di fare altrettanto. Sente che le sue abitudini gli vanno strette e prova perciò a liberarsene. Le offre a Filippo, incontrato per caso: raduna fotografie e ricordi, segnala passioni, presenta nemici e amici, compresa la Signorina F., che non riesce a togliersi dalla testa. Lucien se ne va, portando con sé solo un quaderno dalla copertina nera. Filippo comincia a vivere la vita dell'altro, a farla sua, con disinvoltura e imprudenza, fino al punto di innamorarsi della Signorina F. Tutto si complica: Lucien e Filippo vengono travolti dalle conseguenze del loro stesso azzardo. Il vecchio "proprietario" della vita in vendita, da lontano, si mette in dialogo con sé stesso e con i fantasmi di artisti che ama, Perec, Magritte, Capote. Si accorge così di non avere dato il prezzo a troppe cose, a una miriade di ricordi, di sensazioni. E all'ombra della donna che lo ha messo al mondo, a cui non ha mai potuto chiedere della notte in cui è nato. Il romanzo con cui Paolo Di Paolo ha esordito, rivelando il suo talento narrativo, è una storia sulla forza oscura delle radici, sul patto profondo che ci lega a noi stessi. E sul potere della letteratura, che aggiunge vite alla nostra.
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Fino all'ultimo respiro. Storia di Niko e di suo padre Toto
Baldini+Castoldi, 16/05/2025
Abstract: Niko, unico figlio di Toto Cutugno, ripercorre in questo memoir dalla forza limpida e sensibile i tanti episodi che hanno costruito il rapporto tra un padre e un figlio: un legame fortissimo, una storia non lineare o del tutto ortodossa, ma scandita da un amore energico, costante, profondamente umano. Pur avendolo avuto sempre accanto, è solo quando Niko frequenta le elementari che viene riconosciuto da Toto, diventando ufficialmente il figlio del grande cantante. Se questo momento ha un rilievo pubblico, sotto i riflettori e sui giornali scandalistici, sul piano emotivo di un bambino segna un evento da cui tutta la sua vita sarà riscritta. Niko verrà catapultato dalla tranquilla normalità di una vita in campagna a una dimensione fatta di viaggi, concerti, incontri e avventure incredibili, ma anche dall'esposizione a un mondo inclemente, ai compagni di scuola che cominceranno a guardarlo in modo diverso, a un equilibrio famigliare composito, precario. Attraverso i suoi occhi, che scandagliano il passato mentre scorrono le pagine dei 39 diari che Toto gli ha lasciato, incontriamo e conosciamo il figlio che diventa grande, e l'uomo che è esistito accanto al mito musicale, un uomo che ha coinciso con la sua carriera, ma è stato molto di più. Luci, ombre, un cuore generosissimo, un padre innamorato, volitivo e carismatico, a volte volubile, altre fragile, un carattere dalla forza incrollabile costretto negli ultimi anni a fare i conti con la malattia più temuta. Niko racconta in punta di piedi le battaglie, la caparbietà e l'enorme coraggio che ha spinto Toto a non arrendersi e a continuare a viaggiare, mentre Niko cresce accanto a lui, e a volte distante, misurando la ricerca di sé nel conflitto come nella simbiosi, nel bisogno di scoprirsi libero e autentico, e d'essere visto, capito, amato. È nella meditazione e nelle parole successive alla perdita che la distanza si accorcia di nuovo, il legame si stringe ancora, fino a immaginare un tempo proteso al futuro, in cui trattenere tutto l'amore e lasciarlo cantare per sempre.
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Un segno di vita. Piccolo manuale di pop impopolare
La nave di Teseo +, 16/05/2025
Abstract: "Un segno di vita è il diario di viaggio di un disco scritto e registrato tra un rifugio in alta montagna, un seminterrato di Milano, un'isola nell'oceano in cui è sempre primavera, e un appartamento di Ferrara nella nebbia dell'inverno. Le avventure e le riflessioni mentre le cose immaginate diventano reali. In queste pagine è finito tutto quello che dalle canzoni è esondato per prendere un'altra vita." Esce nella primavera del 2024 l'ultimo album di Vasco Brondi, Un segno di vita. Come nel caso dei dischi precedenti, lo accompagnano pagine di taccuini, appunti, altri segni ancora, a comporre un diario di lavorazione che procede parallelamente alla registrazione delle canzoni. Impressioni, ricordi, riflessioni, conflitti, emozioni: tutto il vissuto e la gestazione di un disco assieme a tutto quello che lo precede, lo abbraccia, lo segue. Un libro intimo e acceso, vibrante e mai quieto, pieno di poesia, di silenzio, di lampi che illuminano tutto.
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Adelphi, 16/05/2025
Abstract: "Invettive musicali" è l'irriverente campionario di "giudizi prevenuti, ingiusti, maleducati e singolarmente poco profetici" che critici autorevoli ma non sempre così illuminati hanno espresso nei confronti di grandi compositori, da Beethoven fino a Copland. Nessuno di loro è sfuggito al "rifiuto dell'insolito", o peggio, a quella cronica durezza d'orecchio che tanto spesso impedisce di riconoscere il "bello" in ciò che è radicalmente "nuovo". Scopriamo per esempio, scorrendo le citazioni ritagliate dalle forbici erudite e affilate di Slonimsky, che la musica di Berlioz è simile "ai farfugliamenti di un grande babbuino", "Un americano a Parigi" "uno sproloquio ... volgare, prolisso e inutile", mentre i "Cinque pezzi per orchestra" di Webern sono da considerare "significativi e sintomatici quanto un mal di denti". A Brahms hanno dato dell'"epicureo sentimentale",a Wagner dell'"eunuco demente", ad Alban Berg del "millantatore... pericoloso per la collettività"; Verdi è stato etichettato come un "signore italiano" autore di "tiritere per ottoni e piatti tintinnanti", Liszt come "uno snob uscito dal manicomio", Reger come "uno scarafaggio miope, gonfio... accovacciato su una panca d'organo". La condanna delle dissonanze è pressoché universale – a partire, nientemeno, da Chopin –, e ogni novità è immancabilmente bollata come cacofonica: quella di Bruckner è "polifonia impazzita", "La mer" di Debussy diventa perfidamente "Le mal de mer", e Rachmaninov viene liquidato con un perentorio "mai più!". L'irresistibile antologia di Slonimsky si legge, dunque, come un'ilare antistoria della musica, "arte "in progress"" per eccellenza, sempre proiettata oltre sé stessa, e oltre le regole e le comode certezze dei 'benascoltanti'.
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Adelphi, 16/05/2025
Abstract: "Questo libro rischia di provocare un secondo Olocausto" scrisse all'uscita di "Portnoy" uno studioso generalmente posato come Gershom Scholem. La profezia fortunatamente non era fatta per avverarsi, ma è difficile negare che da allora il monologo di Alexander Portnoy abbia investito, e travolto, tutto quanto ha incontrato sul suo cammino. A cominciare dalle abitudini dei lettori, e dalla loro percezione di cosa possa, e soprattutto non possa, raccontare un libro. Poi, gran parte delle idee ricevute sui cosiddetti rapporti fra maschi e femmine, su noialtri quaggiù e le varie forme che diamo all'entità lassù. La vertigine comincia subito, quando chi legge pensa di affrontare il resoconto senza censure di una seduta analitica – cosa che, molto più di quanto si pensi, è vera – e si ritrova in mano un tipo diverso, e almeno altrettanto scabroso, di materiale: quello della "standup" più divertente e irrefrenabile mai messa sulla pagina; da cui si esce barcollando, e senza essere certi di volerne veramente uscire. Dopo molti anni, e infinite repliche, lo spettacolo aveva però bisogno di un nuovo allestimento, che qui presentiamo invitandovi alla prima.Prima di assumere la sua forma attuale, il materiale di "Portnoy" è stato varie altre cose – fra cui un commento parlato alle diapositive di zone erogene illustri, che Kenneth Tynan avrebbe voluto inserire nel suo celeberrimo e allora sacrilego musical "Oh, Calcutta!" Solo dopo lunghi ripensamenti il monologo ha finito per diventare, nel 1969, il quarto libro di Philip Roth (1933-2018). Quello della sua consacrazione (o sconsacrazione): e anche quello da cui, inevitabilmente, Adelphi comincia la pubblicazione di tutte le sue opere.