Trovati 858965 documenti.
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De Pisis : sei tavole a colori
Edizioni del Milione, stampa 1951
Masaccio : con 200 riproduzioni in fototipia / Mario Salmi
Casa Editrice D'arte "Valori Plastici", [1932]
Milano : Istituto editoriale italiano, copyr. 1957
Massimo Iannicelli editore, [200-?]
Lorenzo prima di don Milani : storia di un pittore mancato (1923-1947) / Cesare Badini
Ancora, 2023
Saggi
Abstract: Don Milani, al secolo Lorenzo Milani Comparetti, è ormai definitivamente entrato nell’immaginario collettivo. Senza la pretesa di esaurire l’argomento, ecco la storia di Lorenzino dio e pittore dalla gioiosa e privilegiata infanzia alla breve, ma bruciante, passione per la pittura. Don Milani l’abbandona perché l’arte è sorda e muta: un intellettuale la comprende razionalmente, un animo sensibile la intuisce poeticamente, ma se il fine dell’artista è solamente la ricerca della bellezza, allora è sterile e non compie alcuna missione socialmente e umanamente utile.
Renato Guttuso Gott mit uns / testi di Giacomo Noventa e Antonello Trombadori
Il Saggiatore, 1960
Beato Angelico / Liana Castelfranchi
Nuova ed.
Milano : Jaka Book, 2022
Abstract: Pur ripercorrendo l'intera opera dell'Angelico da Fiesole a Firenze e a Roma, questo lavoro di Castelfranchi esprime una tesi molto forte e fa dell'artista l'avanguardia dell'Umanesimo. Un domenicano imbevuto di tomismo che assorbe le nuove istanze culturali ed estetiche, in particolare la lezione dell'Alberti, attua una pittura che trattando soggetti religiosi (il termine era "devoti", ed è stato ripreso da Castelfranchi), ci pone davanti alla raffigurazione dell'uomo nuovo inserito in un contesto nel quale le regole della prospettiva e la lezione della luce (anche fiamminga) sono pienamente realizzate. Il miracolo del convento di San Marco totalmente affrescato ci conferma un Angelico capace di enorme lavoro e lo mostra straordinario capo atelier. I suoi committenti romani, i papi Eugenio IV e Niccolò I, erano stati a lungo nella scena fiorentina promotori della cultura umanistica e a Roma vogliono quell'Angelico che avevano già tanto apprezzato a Firenze tra la metà degli anni '30 e '40 del '400. Proprio nella capitale, ci spiega Castelfranchi, Beato Angelico raggiungerà in pittura una "classicità" purissima.
Giuseppe Mentessi : pittore, docente, filantropo (1857-1931) / a cura di Sergio Rebora
Roma : Viella, 2024
Collana dell'Unione femminile nazionale ; 4
Solo leveling / art by Dubu ; original story by Chugong. 17
Abstract: È arrivato il momento per Jinwoo di affrontare un nuova quest, che lo porterà dove tutto è iniziato e che dipanerà i segreti celati nella sua oscurità.
Dadamaino : 1930-2004 / a cura di Flaminio Gualdoni
Gallarate : Maga ; Busto Arsizio : Nomos, 2023
[Napoli] : Electa Napoli, copyr. 1999
Il Cerano, 1573-1632 : protagonista del Seicento lombardo / a cura di Marco Rosci
Federico Motta editore, 2005
Immagine e struttura : Ahmad Alaa Eddin ... / \a cura di Paolo Levi!
\Milano! : G. Mondadori, \1992!
Beato Angelico / Umberto Baldini
Il Fiorino, 1986
Giovanni Fattori / Lara Vinca Masini
Edizioni d'arte Il fiorino, 1982
Silvestro Lega / Giuseppe Mesirca
Edizioni d'arte Il Fiorino, 1985
Milano ; Udine : Mimesis, 2020
Abstract: Esiste una relazione sotterranea che l'attiguità storica e stilistica fra due o più opere dissimula e veicola. Per coglierla è necessario pensare che ciò che nasconde svela e che ciò che svela nasconde, ovvero che l'aspetto storico della ricerca nasconde e svela quanto di archetipico la storia stessa racchiude. Lo nasconde perché alla storia in quanto disciplina non è metodologicamente concesso di andare oltre i propri confini epistemologici e di conseguenza essa ignora tutto ciò che le è (apparentemente) estraneo. Al tempo stesso, non potendo nulla essere estraneo alla storia, essa non può che veicolare e svelare ciò che già comprende in sé. Tale svelamento può compiersi attraverso un montaggio che permette un relazionarsi di dati storici e stilistici in grado di fare dialogare le opere su un piano più profondo, strutturale, antropologico. Due dipinti di Marco d'Oggiono, la Vergine delle rocce e la Lucrezia romana, firmati in greco sul verso, costituiscono un significativo caso studio rinascimentale su cui esercitare un tipo di storia dell'arte antropologicamente orientata. Prefazione di Claudia Cieri Via.