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Rizzoli, 27/08/2014
Abstract: Nella comunità a cui appartiene Prenna, diciassette anni, è vietato frequentare estranei e d'obbligo indossare strani occhiali da vista. Le regole sono rigide: non bisogna rivelare la propria vera identità all'esterno né destare sospetti tra la gente "normale". Nessuno deve sapere che vengono dal futuro e sono fuggiti da un mondo devastato in cerca di un tempo migliore in cui vivere. In un sistema del genere c'è poco spazio per la libertà personale e nessuno per l'imprevisto. Ma se l'imprevisto ha l'aspetto di Ethan, un ragazzo disinvolto e generoso, che si taglia i capelli da solo e porta sempre vecchi pantaloni militari, cosa potrà mai succedere?Non si può sfiorare l'amore e far finta di niente, Prenna lo sa, per questo è disposta a infrangere qualunque divieto per lui. Insieme, Ethan e Prenna sfideranno il destino per poter dare al mondo un futuro migliore.
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Rizzoli, 27/08/2014
Abstract: Donne fiere che non cedono a minacce né a lusinghe, pronte ad affrontare il loro destino. Donne misteriose che compaiono e scompaiono nel volgere di un viaggio in nave. Donne soavi e inebrianti, come la Sicilia. Donne scandalose, perché non hanno paura di prendere ciò che è loro, compresa la libertà. Semplicemente, donne. Sono loro le protagoniste di questo libro unico, viste da un Andrea Camilleri in carne e ossa, prima di diventare lo scrittore più amato d'Italia. È il ragazzino timido che scopre il piacere di riaccompagnare a casa una compagna di classe, magari tenendola per mano. È il diciassettenne che di fronte al volto intenso e tenero di una diva del cinema scoppia in lacrime e decide di abbandonare la sua terra. È il giovane che in piena notte corre ad Agrigento in bicicletta, sotto il diluvio, per raggiungere una statuaria bellezza tedesca ossessionata dall'igiene. È il marinaio improvvisato che, nell'estate del '43, durante un bombardamento soccorre una bambina, e grazie al miracolo di un abbraccio riesce a dimenticare orrori e distruzione. È questo e tanto altro, il Camilleri che in un solo colpo ci regala un'autobiografia d'amore e una raccolta di indimenticabili storie. Un intimo, giocoso catalogo delle donne che nel corso dei secoli gli uomini hanno di volta in volta amato e odiato. Un viaggio di scoperta della seduzione, del sesso e di quel formidabile, irrisolvibile enigma che è l'universo femminile.
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Rizzoli, 27/08/2014
Abstract: Da anni ci raccontano un Paese devastato e senza speranza oppure un altro, finto, da commedia. L'Italia nuda, nelle sue ferite e nei desideri, è rimasta quasi invisibile. Giorgio Diritti l'ha mostrata nei suoi film, attraversando le pieghe della Storia e vicende quotidiane fatte di coraggio o di paura, tese tra le nostre radici e il futuro. Un viaggio di verità, una ricerca vitale. Ora Diritti porta la sfida dentro il suo primo romanzo, questo.È l'alba quando Carlo e Alice camminano per le vie deserte dell'Aquila diretti alla stazione.Non possono rifiutare l'occasione di trasferirsi al Nord, perché dal terremoto sono passati anni ma in città le cose restano ferme.Due destinazioni diverse. Un gruppo di adolescenti chiassosi riempie le giornate di Alice, in una casa famiglia di Genova. E lei, che si è sempre sentita determinata, una fucina di sogni, una forza della natura, ora dovrà fare i conti con storie dure e con il proprio passato.L'azienda è un mondo nuovo, tanto più se, come Carlo, finisci circondato di sole donne, a disegnare reggiseni nella provincia emiliana. Eppure lui si stupirà di sé, scoprendosi entusiasta, ambizioso, pronto a mettersi in gioco.La vita di prima è distante per entrambi e anche i ricordi si presentano a sprazzi: le strade in cui sono cresciuti, i piccoli gesti condivisi, le famiglie lontane. Essere in due, pensare per due ora è molto più difficile. Il loro amore è a un bivio e il futuro ancora da costruire.
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La quarta buona ragione per vivere
BUR, 27/08/2014
Abstract: L'inno alla pace di Charlie Chaplin nel Grande dittatore, il super-computer HAL 9000 e la sua folle "incapacità d'errore" in 2001: Odissea nello spazio, la figura ormai leggendaria di "Fantozzi Rag. Ugo".La storia del cinema è un susseguirsi di scene, personaggi e dialoghi che sono entrati a far parte dell'immaginario di intere generazioni, e in questo volume Walter Veltroni, da sempre appassionato di cinema, parte dal "momento meraviglioso in cui in sala si fa buio totale" per accompagnarci in un viaggio personale e affettivo tra centouno dei film più belli di sempre: muovendosi tra grandi classici e pellicole da riscoprire, Veltroni ricorda passaggi e protagonisti indimenticabili capaci di risvegliare sogni e fantasie di padri e figli e ci mostra perché "il cinema è la quarta buona ragione per vivere. й la quarta, certo, ma in fondo, come la letteratura o la musica, tutte le altre avvolge e accompagna".Titolo dopo titolo, i film raccontati si intrecciano con i ricordi di tutti noi, facendoci rivivere "le storie meravigliose che abbiamo visto durante la nostra vita".
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Rizzoli, 27/08/2014
Abstract: La scuola è agli sgoccioli, mamma e papà sono lontani per un corso di ballo. Ma niente libertà per Annalilla, che si ritrova ostaggio di Olga, la badante della nonna a cui i genitori l'hanno affidata. Per il suo spirito libero non esiste peggiore prigionia. E così, quando la badante si ammala, Annalilla escogita l'evasione perfetta: spedisce Olga a curarsi e non dice nulla a mamma e papà, che ignari di tutto continuano sereni la loro vacanza. Per Annalilla inizia una settimana di libertà, con davanti un mondo tutto da scoprire, dirigere e reinventare, insieme alla Voilà, l'amica di sempre, e alla nonna, che grazie a una chiave misteriosa le spalancherà un mondo di segreti passati e di promesse future: quelle che attendono tutti noi quando diciamo addio all'infanzia.
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Rizzoli, 27/08/2014
Abstract: Nel 1915, dopo anni di studi pazzi, intuizioni folgoranti e idee sbagliate, Albert Einstein manda alle stampe un articolo con il suo capolavoro, la "Teoria della Relatività Generale": un'equazione, una sola, in cui è racchiusa la più grande rivoluzione scientifica del XX secolo. Dalla fisica nucleare agli esperimenti del Cern, quella della relatività è una storia splendida e avvincente, forse complicata quanto la teoria stessa. I buchi neri furono concepiti sui campi di battaglia della Prima guerra mondiale; l'espansione dell'universo venne ipotizzata da un prete belga e da un meteorologo russo; Jocelyn Bell scoprì le stelle di neutroni grazie a una rete metallica e a una sgangherata struttura di legno e chiodi Il salto compiuto da Einstein ha trasformato nel profondo la grande fisica del Novecento e cambiato per sempre il nostro modo di pensare la struttura della realtà, dando il via a un processo di revisione concettuale che è tuttora in corso. Consentendoci di arrivare più lontano di quel che avremmo mai immaginato.
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Mondadori, 26/08/2014
Abstract: Il prete rosso, il prete di strada, il prete new global. Don Andrea Gallo è il fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto di Genova, un'isola di solidarietà che accoglie persone in difficoltà: tossicodipendenti, ex prostitute, ex ladri, uomini e donne in transito da un sesso all'altro. È diventato celebre quando ha denunciato i fatti della scuola Diaz e di Bolzaneto in occasione del G8 genovese, diventando un'icona del mondo pacifista. Don Gallo, però, è soprattutto un uomo di Chiesa, profondamente convinto di indossare l'abito talare, e altrettanto convinto di poterlo fare in piena liber tà di pensiero e di azione. Un prete angelicamente anarchico, che in questo libro rivela il suo punto di vista rivoluzionario su temi complessi come la lotta alla droga, il new globalismo, la politica, e racconta di incontri straordinari con quell'umanità dolente che bussa alla sua por ta e con le tante star del mondo dello spettacolo e della politica, da Vasco Rossi a Romano Prodi, che lo amano e lo sostengono da anni. Ciò che ne viene fuori sono i frammenti di un grande e attualissimo romanzo verista, qualcosa di simile a quel mondo di "storie dignitose e disperate" messo in musica e parole dal suo concittadino Fabrizio De André.
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Alla fine qualcosa ci inventeremo
Mondadori, 09/09/2014
Abstract: Tommy ha da poco compiuto sedici anni. Vive l'età in cui tutti gli adolescenti cominciano a fare progetti sul futuro e i genitori si preparano a lasciarli camminare da soli. Ma Tommy è un adolescente speciale: certo, è bravissimo a risolvere il cubo di Rubik, sa alzarsi perfettamente in equilibrio dopo aver girato per mezz'ora, in posizione yoga, come una trottola sulla sedia d'ufficio del padre, però il suo sguardo fatica a incrociare il tuo e il suo vocabolario è fatto di una manciata di parole. Perché Tommy è autistico, un dolcissimo, solitario ragazzone che senza l'aiuto di qualcuno difficilmente potrà percorrere le strade della vita. Tommy "frequenta" il liceo artistico, ma non conosce l'ambizione di un diploma o di una laurea. Il vero traguardo di quelli come lui è l'autonomia nelle piccole azioni di tutti i giorni: sapersi lavare e vestire, allacciarsi le scarpe, affettare le zucchine per un piatto di pasta da cucinare sotto lo sguardo attento di un adulto. E se fino a un anno fa la sua gestione quotidiana - già tutt'altro che semplice - era pur sempre l'unico problema dei genitori, per loro è ora arrivato il momento di affrontare nuovi angoscianti quesiti: che ne sarà di Tommy domani? Chi se ne occuperà quando il padre e la madre non avranno più le energie per camminargli accanto? Chi potrà arginare le ansie, le crisi di quell'"omaccione-bambino" dalla forza incontrollabile? Con la lucidità, insieme disincantata e ironica, e la visionarietà che gli riconosciamo, Gianluca Nicoletti ci racconta (e si racconta) cosa succede "dopo", quando al tuo bambino incapace di comunicare e giocare inizia a spuntare la barba e tu, oltre alle difficoltà del presente, devi fare i conti con il suo futuro. Con la fine della scuola superiore, il sogno dell'inclusione totale naufraga miseramente, per molti ragazzi autistici si aprono le porte dei centri per handicappati gravi, per tanti altri non c'è alternativa alla reclusione fra le mura domestiche. Aumenta il deserto intorno a loro. E ai loro genitori. I quali, mossi da un "miraggio di immortalità", si vedono costretti a trovare una soluzione in proprio: per questa ragione pullulano le associazioni, le onlus, i siti, i blog. Perché l'attivismo è il miglior modo "per dare un senso al quotidiano", e soprattutto per combattere il pensiero angoscioso che, quando non ci saranno più, quel figlio "strampalato" venga trattato dalla società come "materiale da discarica di esseri umani". Alla fine qualcosa ci inventeremo è un libro provocatorio e arrabbiato, ma - proprio come Una notte ho sognato che parlavi, di cui è il naturale seguito - struggente e pieno d'amore. Alternando il racconto di episodi vergognosi e buffi, imbarazzanti e commoventi, fa luce su una realtà che troppo spesso si preferisce tenere nascosta dietro le finestre di casa e soffocare nel silenzio.
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Mondadori, 26/08/2014
Abstract: Una difficile partita del brillante avvocato di "Presunto innocente", che rientrando in casa dopo un viaggio scopre che la moglie si è suicidata. Un romanzo di grande presa emotiva che va oltre i limiti di una storia criminale.
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L'uomo che metteva in ordine il mondo
Mondadori, 09/09/2014
Abstract: Ove ha 59 anni. Guida una Saab. La gente lo chiama "un vicino amaro come una medicina" e in effetti lui ce l'ha un po' con tutti nel quartiere: con chi parcheggia l'auto fuori dagli spazi appositi, con chi sbaglia a fare la differenziata, con la tizia che gira con i tacchi alti e un ridicolo cagnolino al guinzaglio, con il gatto spelacchiato che continua a fare la pipì davanti a casa sua. Ogni mattina alle 6.30 Ove si alza e, dopo aver controllato che i termosifoni non stiano sprecando calore, va a fare la sua ispezione poliziesca nel quartiere. Ogni giorno si assicura che le regole siano rispettate. Eppure qualcosa nella sua vita sembra sfuggire all'ordine, non trovare il posto giusto. Il senso del mondo finisce per perdersi in una caotica imprevedibilità. Così Ove decide di farla finita. Ha preparato tutto nei minimi dettagli: ha chiuso l'acqua e la luce, ha pagato le bollette, ha sistemato lo sgabello... Ma... Ma anche in Svezia accadono gli imprevisti che mandano a monte i piani. In questo caso è l'arrivo di una nuova famiglia di vicini che piomba accanto a Ove e subito fa esplodere tutta la sua vita regolata. Tra cassette della posta divelte in retromarce maldestre, bambine che suonano il campanello offrendo piatti di couscous appena fatti, ragazzini che inopportunamente decidono di affezionarsi a lui, Ove deve riconsiderare tutti i suoi progetti. E forse questa vita imperfetta, caotica, ingiusta potrebbe iniziare a sembrargli non così male...
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Gli ingredienti della felicità
Mondadori, 16/09/2014
Abstract: A un anno dalla morte del padre, il Bake Club è la prima cosa che riacquista un significato per Lottie. Misurare ingredienti e impastare dolci nel laboratorio della scuola insieme a Mac, il ragazzo per cui ha un debole, ha il potere di cancellare la dolorosa realtà che la circonda. Proprio come Mac, Lottie capisce che quello che desidera per il suo futuro è trasformare la sua passione in un mestiere. Ma per farlo deve preparare il dolce perfetto, vincere la gara del torneo scolastico nazionale e soprattutto trovare il coraggio di rivelare ai suoi nuovi amici il segreto che tiene nascosto da troppo tempo.
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Arrigoni e l'omicidio di via Vitruvio. Milano, 1953
Mondadori, 26/08/2014
Abstract: Milano, marzo 1953: Flavio Villareale, cinquantenne, attore, regista e proprietario del Teatro Imperiale, un elegante edificio liberty in zona Stazione Centrale, viene trovato senza vita nel suo appartamento di via Vitruvio, a due passi dal teatro. A scoprire il cadavere è Umberto Calcaterra, socio di Flavio e amministratore del teatro. L'esame del medico legale riscontra i segni inequivocabili di una morte per soffocamento: Flavio Villareale è stato ucciso. Trovare l'assassino è compito degli uomini del Commissariato Porta Venezia, guidati dal commissario capo Mario Arrigoni, convocato sul luogo del delitto al ritorno dalla interminabile festa di matrimonio del suo vice, Salvatore Mastrantonio, fresco sposo alla tenera età di cinquantaquattro anni. Il viaggio di nozze priverà Arrigoni dei servigi non proprio indispensabili del vice, a favore di quelli ben più brillanti dell'ispettore Giovine. I primi colloqui già mettono in evidenza la personalità della vittima, geniale artista ma pessimo soggetto: assatanato di sesso, dedito a pratiche sadomasochistiche, non esita a sfruttare il suo fascino e la sua posizione per sedurre ogni bella donna che incontri sul suo cammino. Come se ciò non bastasse, pesanti ombre arrivano anche dal passato: mussoliniano fino al fanatismo, pare abbia denunciato oppositori veri e presunti del regime all'Ovra, la polizia segreta fascista, non senza ricavarne un tornaconto personale. Toccherà al commissario Arrigoni risolvere il mistero, tra giovani e bellissime attrici, suggeritori ottuagenari e camerati non troppo pentiti... Per concludere che, ancora una volta, con un po' di generosità e meno egoismo, non ci sarebbero stati né morti né assassini. Dopo lo straordinario successo dei primi quattro romanzi torna Mario Arrigoni, il commissario dal volto umano, capace di comprendere le ragioni di tutti, innocenti e colpevoli. E tornano i luoghi e le atmosfere degli anni '50, con usi e costumi quotidiani di cui resta oggi solo un vago e dolce ricordo, descritti alla perfezione da Dario Crapanzano, una delle voci più originali e autentiche della grande scuola lombarda del noir.
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Mondadori, 02/09/2014
Abstract: Un circo misterioso terrorizza il pubblico con una performance straordinaria prima di svanire nella notte, portando con sé uno spettatore Due anni dopo American Gods, Shadow va a visitare una vecchia villa scozzese e si trova intrappolato in un gioco pericoloso di mostri e omicidi In un'Inghilterra vittoriana appena un po' alterata, Sherlock Holmes si trova alle prese con il più inquietante delitto della corona mai registrato dalla storia Due ragazzini si intrufolano in una festa e incontrano le ragazze dei loro sogni - e dei loro incubi I membri di un esclusivo club epicureo si lamentano perché hanno ingerito qualsiasi cosa gli fosse possibile ingerire, tranne il leggendario, rarissimo ed eccezionalmente pericoloso uccello d'Egitto Un incalzante succedersi di invenzioni - compresa un'avventura ambientata nel mondo di Matrix - affolla questa raccolta che contiene esattamente il tipo di storie che ci si aspetta da Neil Gaiman: brillanti, originali, fantasiose, capaci di fare un salto dall'horror al gotico, di mettere un piede tra i fantasmi e le paure dell'infanzia. Mescolando mitologia e filosofia antica con l'umorismo più pop, queste storie raccontano mondi dove niente è come sembra e c'è sempre il rischio di inciampare in qualche imprevisto, di imbattersi in una vecchia conoscenza, per poi ritrovarsi a casa, confortati dal riconoscere il più puro Gaiman in ogni pagina.
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Mondadori, 09/09/2014
Abstract: Due uomini e un ragazzo si stagliano contro l'orizzonte in un infuocato tramonto africano. Una catena di speranza e coraggio li ha condotti fin lì. Forza consumata senza risparmio. Vita di vita. Khaliq, nato in Sierra Leone, è sopravvissuto a esperienze estreme. Cresciuto alla Città dei Ragazzi, storica comunità educativa dove insegna Eraldo Affinati, adesso lavora in un bar. "Sa fare i migliori cappuccini di Roma. E succhi di frutta fresca da ricordarseli. Andate a trovarlo prima che sia tardi: non ve ne pentirete. Uno come lui non sta mai fermo per troppo tempo in uno stesso posto. Il pianeta Terra è la sua casa." Il giovane e l'adulto hanno stretto un patto: se il figlio avesse riabbracciato la madre perduta, il professore sarebbe andato a conoscerla. Questo libro racconta un viaggio attraverso la periferia di una grande città fuori controllo verso il villaggio lontano in cui una donna attende fiduciosa. I cieli africani, il buio vero, la luce accecante, la polvere negli occhi ardenti di bambini in tripudio per un pallone. Eraldo Affinati, accompagnato da un amico avvocato, sprofonda dentro se stesso: "Cosa vuol dire essere un insegnante? Mettere in grado chi hai di fronte di ascoltare la voce del suo maestro interiore. Ricucire gli strappi. Versare acqua sulla spugna secca...". I messaggi che riceve dagli indimenticabili studenti rimasti a casa, chiamati a leggere quale compito scolastico alcune lettere di coetanei morti da eroi nei moderni conflitti bellici europei, lo riportano alla storia martoriata del Novecento, in profonda risonanza con tutta la sua opera. Le radici strappate di Khaliq vengono raccolte dai fantasmi dei partigiani trucidati dai nazisti, i quali sembrano consegnare ai nostri adolescenti inquieti il testimone incandescente della loro giovinezza spezzata, rinnovando agli occhi dello scrittore il valore lacerante dell'azione paterna senza ricambio, né compenso. A fondo perduto.
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Mondadori, 23/09/2014
Abstract: Noi moderni lettori dei Vangeli siamo immensamente rozzi e limitati, se ci paragoniamo a un sacerdote ebreo o a un fedele cristiano del primo secolo. Cogliamo soltanto una minuscola parte dell'infinita ricchezza di citazioni e allusioni, rinvii interni ed esterni e sensi segreti con cui veniva composto un Vangelo. Leggere un testo è un'arte che abbiamo quasi dimenticato. Con infinita pazienza e umiltà, Pietro Citati ripercorre il cammino fatto da quei primi lettori: ricostruisce la trama di rimandi e riferimenti nascosti, legge gli indizi, ricompone gli intarsi, mostrandoci come la storia, gli eventi della vita di Gesù si sono compiuti con simboli immaginati molti secoli prima. Tutto il racconto evangelico - dal misterioso tema della nascita verginale di Gesù fino alle parole finali sulla croce: "Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?" - è fittamente intrecciato con il testo dell'Antico Testamento, con le leggende ebraiche che formano una specie di fondale, di eco e di conferma alle verità della nuova fede. Al di là del ricchissimo tessuto della tradizione, però, Citati cerca con tutte le sue forze di cogliere la novità, il respiro profondo della rivelazione cristiana. La modestia, il candore, la dolcezza di Maria non trovano riscontro nei testi antichi. E nemmeno la misteriosa immagine del "bambino nella mangiatoia", uno dei segni fondamentali in cui si riconoscevano i nuovi fedeli. Nessuno prima di Gesù e dei suoi discepoli ha amato con tanta intensità i poveri, gli ultimi, gli estremi, che vivono sotto e oltre il limite del nostro mondo. Nessuno prima di loro ha detto che i bambini, disprezzati dal mondo antico, nella loro incompletezza e debolezza tengono aperte le strade dell'amore paterno di Dio. La spada, la tensione, i contrasti, la violenza che Gesù porta nel mondo non hanno nulla a che vedere con la religione dei farisei. Nuova è l'idea che per la salvezza dell'uomo non vi è richiesta, domanda, esigenza, requisito, se non la fede: di qui nasce il profumo della vita eterna. Citati sembra conoscere e condividere tutte le inquietudini e i dubbi che tormentavano le prime comunità cristiane. È turbato dal mistero, dalla contraddizione e dal paradosso che sono alla base del cristianesimo, questa religione che ama la leggerezza e la grazia ma culmina in modo terribile nello scandalo della croce. Però sa anche che, come accade nel Vangelo di Giovanni, ogni incertezza, ogni dubbio si può capovolgere in un glorioso trionfo. Sa che l'ultima parola, nel cristianesimo, resta futura.
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Mondadori, 26/08/2014
Abstract: Il segreto dell'arma più potente della flotta bizantina, il fuoco greco, il micidiale strumento di morte che ha permesso ai signori di Costantinopoli di mantenere il controllo del Mediterraneo, è stato rubato. Ma in una corte dominata dagli intrighi e dal delitto chi vuole la verità e chi invece si serve del tradimento per liberarsi dei rivali nella corsa al potere? Un memorabile romanzo storico con il quale Luigi Malerba conferma il suo talento di raffinato narratore di trame e situazioni.
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Quando Nina Simone ha smesso di cantare
Einaudi, 26/08/2014
Abstract: "Un libro che si divora senza mai riprendere fiato. A lettura finita viene voglia di applaudire alla bravura e alla bellezza intatta di Darina, più forte dell'orrore". ELLE *** Darina è una donna giovane e bella. Una donna troppo libera in una città dilaniata dalla guerra dove essere donne non è facile ed essere libere è solo un sogno. O una condanna. 'Assim è suo padre. Un intellettuale laico in esilio, innamorato dell'alcol, del poker e del jazz, che insegna alla figlia il piacere del buon vino, l'amore per la letteratura e ad esser sempre - contro tutti i venti e le maree - libera e ribelle. Libera dalle regole, dalle tradizioni, dalle religioni, dagli uomini e dai mariti, da tutti quelli che pensano, ad esempio, che la verginità sia una dote per la donna. Ma a Beirut è l'inferno. Bombardamenti, massacri, fame, isolamento. Una lunga, agonizzante guerra civile. L'unica legge è quella delle armi. Per gli adolescenti che vivono lì la guerra con la sua adrenalina è una droga, come lo è l'hashish o il sesso che si fa per dimenticare l'orrore o la roulette russa che si prova per sentirsi vivi. Darina lo sa e sperimenta tutto fino in fondo e fino in fondo paga le conseguenze della sua folle ribellione. Poi una notte, dopo la morte del padre, viene picchiata e rinchiusa dalla sua famiglia in manicomio dove l'unico modo che ha per sopravvivere è fingersi pazza e scrivere su fogli immaginari la sua storia. Questa storia. Una storia vera, scioccante, autobiografica, raccontata ad alta voce. Pagina dopo pagina, con grazia e determinazione, disincanto e ironia, Darina ricorda, denuncia, grida. Grida la violenza e l'intolleranza, i bombardamenti e gli stupri, il sesso facile e disperato, il ricordo dei tanti uomini goduti e consumati come bottiglie di whisky, le sfide con la morte, il dolore per il padre che ha perduto, il lutto per un paese bellissimo che si sta distruggendo a poco a poco. Alla fine della lettura Darina è in piedi: una donna fiera e piena di vita pronta a regalarci la sua grande e irrefrenabile gioia di vivere. "Buonanotte, figlia mia, non so se libereremo Gerusalemme, ma almeno avremo liberato sul serio il tuo seno".
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Einaudi, 02/09/2014
Abstract: Scritto nel 1926 nella prospettiva del conseguimento di una libera docenza universitaria, e oggetto di un celebre rifiuto da parte della commissione esaminatrice, Il dramma barocco tedesco è sicuramente uno dei libri piu compiuti e caratteristici di Walter Benjamin e, al contempo, uno degli esiti piú alti conseguiti dalla cultura saggistica dell'intero Novecento. Il libro consiste in una perlustrazione lucida e filologicamente ineccepibile di uno dei periodi piú oscuri, grevi e avari di capolavori dell'arte tedesca ed europea. Le caratteristiche stesse di quella polverosa produzione drammatica (l'inclinazione anticlassicistica, il cerebralismo, la lut- tuosità barocca legata all'idea di un tempo vuoto della storia e, in particolare, il virtuosistico ricorso all'allegoria) sono però altrettanti elementi che rispondono idealmente allo sguardo indagatore benjaminiano producendo autentici tesori interpretativi. Infatti, il vero oggetto del libro, oltre a quello dichiarato dal titolo, era la stessa ideologia e principio ispiratore dell'arte contemporanea dei primi decenni del secolo, che proprio dall'impulso di contestazione dell'armonia classicistica e della compostezza formale dell'opera d'arte traevano la propria fonte d'ispirazione. Cosí, il motivo dell'allegoria, che Benjamin riporta a dignità culturale dopo secoli di autentica svalutazione ed emarginazione, non coinvolge solo il tema del saggio, ma anche il suo contenuto e il suo stesso stile, e il libro si rivela quindi essere una presa di posizione filosofica e "politica" su quanto era in corso di sperimentazione nelle grandi avventure estetiche, letterarie ed artistiche, dell' avanguardia europea.
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Einaudi, 02/09/2014
Abstract: Con straordinario scrupolo critico, testi ed eventi sono ricondotti al loro preciso contesto storico, così da sgombrare il campo da sbavature anacronistiche e ricostruzioni approssimative che hanno intorbidato questioni già di per sé complesse di storia politica e sociale come di storia letteraria. Ne scaturisce una lezione di metodo, che non rifugge da scatti polemici: queste Machiavellerie, "scontrose piuttosto che indulgenti", sono la testimonianza dell'etica intellettuale di un grande studioso. Dai saggi sui rapporti col Valentino e il suo luogotenente e boia don Micheletto a quelli sulla lingua e la civiltà letteraria del primo quarto del Cinquecento, ci appare la multiforme attività di Machiavelli che, se non fu un umanista nel senso proprio del termine, sempre riflette nella sua personalità e nella sua cultura il sapere e il sentire del suo tempo nelle punte più avanzate e originali: dalla grande stagione di Lorenzo il Magnifico e del Poliziano fino all'età del primo e del secondo papato mediceo, tragicamente chiusa dal sacco di Roma. Nel cuore di questo periodo, Machiavelli, "dopo la delusione del Principe, sempre più animosamente s'impegna a cercare nella letteratura militante dell'età sua una ragione di vita", e dai Discorsi all'Arte della guerra vagheggia una soluzione della crisi italiana "attraverso il recupero dell'antica tradizione fiorentina, in direzione opposta agli sviluppi cortigiani comuni al resto d'Italia".
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Einaudi, 26/08/2014
Abstract: Maggio 1814. L'uomo grassoccio e spaventato che approda all'isola d'Elba sembra uno dei tanti commercianti sbarcati a Portoferraio per affari. È Napoleone Bonaparte, Imperatore dei Francesi: la piccola isola di pescatori, contadini e minatori è quello che gli rimane di un regno che si estendeva da Cadice a Mosca. Ma qual è il vero volto dell'Eroe? Per trecento giorni Martino Acquabona, bibliotecario dell'Imperatore, cerca di decifrarne l'enigma e di sviare le nuove tempeste che si annunciano all'orizzonte. Le sue memorie compongono un ritratto obliquo e acuto di Napoleone e dei suoi uomini, delle sue donne, della sua epoca; raccontano seduzioni e tradimenti, attese e paure, odio e fedeltà, alla ricerca di una felicità possibile. Da questo romanzo è tratto il film di Paolo Virzí, con Daniel Auteuil, Elio Germano e Monica Bellucci, dal titolo N (Io e Napoleone).