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Einaudi, 02/09/2014
Abstract: Scritto nel 1926 nella prospettiva del conseguimento di una libera docenza universitaria, e oggetto di un celebre rifiuto da parte della commissione esaminatrice, Il dramma barocco tedesco è sicuramente uno dei libri piu compiuti e caratteristici di Walter Benjamin e, al contempo, uno degli esiti piú alti conseguiti dalla cultura saggistica dell'intero Novecento. Il libro consiste in una perlustrazione lucida e filologicamente ineccepibile di uno dei periodi piú oscuri, grevi e avari di capolavori dell'arte tedesca ed europea. Le caratteristiche stesse di quella polverosa produzione drammatica (l'inclinazione anticlassicistica, il cerebralismo, la lut- tuosità barocca legata all'idea di un tempo vuoto della storia e, in particolare, il virtuosistico ricorso all'allegoria) sono però altrettanti elementi che rispondono idealmente allo sguardo indagatore benjaminiano producendo autentici tesori interpretativi. Infatti, il vero oggetto del libro, oltre a quello dichiarato dal titolo, era la stessa ideologia e principio ispiratore dell'arte contemporanea dei primi decenni del secolo, che proprio dall'impulso di contestazione dell'armonia classicistica e della compostezza formale dell'opera d'arte traevano la propria fonte d'ispirazione. Cosí, il motivo dell'allegoria, che Benjamin riporta a dignità culturale dopo secoli di autentica svalutazione ed emarginazione, non coinvolge solo il tema del saggio, ma anche il suo contenuto e il suo stesso stile, e il libro si rivela quindi essere una presa di posizione filosofica e "politica" su quanto era in corso di sperimentazione nelle grandi avventure estetiche, letterarie ed artistiche, dell' avanguardia europea.
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Einaudi, 02/09/2014
Abstract: Con straordinario scrupolo critico, testi ed eventi sono ricondotti al loro preciso contesto storico, così da sgombrare il campo da sbavature anacronistiche e ricostruzioni approssimative che hanno intorbidato questioni già di per sé complesse di storia politica e sociale come di storia letteraria. Ne scaturisce una lezione di metodo, che non rifugge da scatti polemici: queste Machiavellerie, "scontrose piuttosto che indulgenti", sono la testimonianza dell'etica intellettuale di un grande studioso. Dai saggi sui rapporti col Valentino e il suo luogotenente e boia don Micheletto a quelli sulla lingua e la civiltà letteraria del primo quarto del Cinquecento, ci appare la multiforme attività di Machiavelli che, se non fu un umanista nel senso proprio del termine, sempre riflette nella sua personalità e nella sua cultura il sapere e il sentire del suo tempo nelle punte più avanzate e originali: dalla grande stagione di Lorenzo il Magnifico e del Poliziano fino all'età del primo e del secondo papato mediceo, tragicamente chiusa dal sacco di Roma. Nel cuore di questo periodo, Machiavelli, "dopo la delusione del Principe, sempre più animosamente s'impegna a cercare nella letteratura militante dell'età sua una ragione di vita", e dai Discorsi all'Arte della guerra vagheggia una soluzione della crisi italiana "attraverso il recupero dell'antica tradizione fiorentina, in direzione opposta agli sviluppi cortigiani comuni al resto d'Italia".
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Einaudi, 26/08/2014
Abstract: Maggio 1814. L'uomo grassoccio e spaventato che approda all'isola d'Elba sembra uno dei tanti commercianti sbarcati a Portoferraio per affari. È Napoleone Bonaparte, Imperatore dei Francesi: la piccola isola di pescatori, contadini e minatori è quello che gli rimane di un regno che si estendeva da Cadice a Mosca. Ma qual è il vero volto dell'Eroe? Per trecento giorni Martino Acquabona, bibliotecario dell'Imperatore, cerca di decifrarne l'enigma e di sviare le nuove tempeste che si annunciano all'orizzonte. Le sue memorie compongono un ritratto obliquo e acuto di Napoleone e dei suoi uomini, delle sue donne, della sua epoca; raccontano seduzioni e tradimenti, attese e paure, odio e fedeltà, alla ricerca di una felicità possibile. Da questo romanzo è tratto il film di Paolo Virzí, con Daniel Auteuil, Elio Germano e Monica Bellucci, dal titolo N (Io e Napoleone).
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Einaudi, 26/08/2014
Abstract: La timida Carolina frequenta l'Accademia di belle arti a Venezia e lavora per una rivista di fumetti giapponesi: ricostruisce le parti anatomiche censurate in originale. Alfredo prepara una tesi sulle brutte figure nei romanzi di Dostoevskij. Si conoscono sui battelli del trasporto pubblico: Carolina finisce nel Canal Grande, Alfredo si tuffa in acqua per salvarla. Da quel giorno fa incetta di notizie, documenti e diari sulla ragazza, e sui rapporti che la legano a Fabrizio, lo studente di economia che paga l'affitto producendo liquido seminale come cosmetico per la sua anziana padrona di casa. È cosí che Alfredo mette insieme il suo "romanzo", che in realtà è il suo ennesimo tentativo ingenuamente sofisticato di studiare gli altri persino nelle faccende d'amore: un'inchiesta a metà fra narrativa e saggistica, che tocca i temi centrali del nostro stare al mondo oggi: le città sono esseri organici; il corpo è una merce; le immagini che circolano nel pianeta vanno tradotte come le parole; l'identità intima delle anime è fondata dai mass media.
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Gli affari del signor Giulio Cesare
Einaudi, 26/08/2014
Abstract: La scoperta che la cosa piú grande di Cesare erano i suoi debiti, e che questi furono la causa reale del suo successo politico, suscita una reazione di incredulità e fastidio nel personaggio che parla in prima persona in questo romanzo: uno storico giovane e idealista che - a vent'anni dalla morte di Cesare - raccoglie materiali per scriverne la biografia. Brecht, narrando i colloqui del giovane col banchiere Spicro, e riproducendo gli immaginari diari del segretario di Cesare, Raro, riscrive la storia di Roma nel I secolo a. C., col risultato di restituirla, con sorprendente verosimiglianza, alla sua dimensione "affaristica". È una sfida credibile sul piano storico e felicissima sul piano narrativo. Brecht, in quest'opera rimasta incompleta e pubblicata postuma nel 1956, si è rivelato un romanziere efficace con uno stile da storico: probabilmente il suo tono freddo, asciutto, argomentativo non sarebbe dispiaciuto allo scrittore Cesare, per il quale è qui professata una latente, originalissima simpatia.
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Einaudi, 02/09/2014
Abstract: Davanti a Betty Sue Flowers gli uomini si riducono cosí, "tutti in fila in attesa del turno". Ma Betty Sue è scomparsa nel nulla, e in molti la rimpiangono. Anche il detective C. W. Sughrue si mette a cercarla, mentre è in caccia del vecchio Trahearne, lo scrittore alcolizzato in fuga dalle sue troppe donne. E mentre i colpi di scena si susseguono senza respiro, Sughrue sente di essersi cacciato in un guaio ancora piú grosso di quanto credeva, e che qualcuno - ma chi? - lo sta manovrando come un burattino. Inseguiti e inseguitori si scambiano continuamente la parte, e la realtà, fino alla fine, non è mai quella che sembra. *** "Il libro che ha cambiato per sempre le carte in tavola nel mondo del noir è stato L'ultimo vero bacio, nel 1978. E il bello è che l'ha fatto dall'interno stesso del genere, lasciando a bocca aperta il mondo dei lettori e quello degli scrittori. È stato proprio in quell'istante che io e tanti miei colleghi abbiamo capito con chiarezza cosa era possibile fare con un romanzo poliziesco, e quale livello si poteva raggiungere. Certo, bisogna chiamarsi James Crumley". Dennis Lehane "Il Grande Romanzo Americano? È uscito da un pezzo, e ha per titolo L'ultimo vero bacio". Neal Stephenson *** "... Scorsi una donna appoggiata allo stipite della porta, una silhouette in controluce, braccia conserte e caviglie incrociate come se ci aspettasse da chissà quanto, come se fosse lí da giorni interi, a scrutare un mare buio e tempestoso da un ballatoio coperto".
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Einaudi, 26/08/2014
Abstract: Il naso, Il ritratto, Il mantello: i racconti piú famosi dello scrittore russo. Un barbiere trova un naso nel panino che sta mangiando; un impiegato mite e solitario viene derubato del mantello nuovo e sarà vendicato dal suo fantasma; un uomo solo scrive un diario di fatti e date impossibili... Maestro del grottesco e del realismo fantastico, Gogol' reinventa la vita e ne rovescia il senso in una scrittura vivacissima, di pirotecnica originalità.
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Einaudi, 02/09/2014
Abstract: La storia di Chichikov, geniale artista del raggiro, antieroe plebeo che insegue il pallido miraggio degli ideali borghesi: il suo viaggio alla ricerca di "anime morte" per ottenere aiuti finanziari dallo Stato è un'avventura in cui tutti i valori sono capovolti in un paradossale realismo negativo: il benessere, la famiglia, la rispettabilità, ciò di cui Chichikov, aspira di piú si tingono di grottesco, e la sua storia e quella dei personaggi da lui incontrati si rivelano come tappe di un epos mancato, di una gigantesca parodia omerica che anticipa le avventure di altri illustri antieroi del romanzo moderno, dal Leopold Bloom di Joyce al Josef K. di Kafka.
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Einaudi, 02/09/2014
Abstract: A Salem, nella Nuova Inghilterra puritana del Seicento retta da un intransigente codice morale, un amore impossibile ripropone il grande tema della colpa e della redenzione. Hester Prynne, l'adultera, viene esposta sul palco della gogna cittadina, ed è costretta a portare ricamata sul petto la lettera "A", simbolo del suo peccato. Accanto a lei, l'anziano marito che si mette ossessivamente a caccia del colpevole, e il giovane reverendo Arthur Dimmesdale che soffre del suo peccato ma è troppo orgoglioso per confessarlo. Un grande romanzo allegorico, che annuncia Poe e la Dickinson, e che intrecciando amore, peccato, catarsi, esplora con moderna lucidità gli abissi dell'ambiguità umana.
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Einaudi, 02/09/2014
Abstract: Pubblicato postumo nel 1925, qui presentato nella traduzione di Primo Levi, Il processo può essere inteso come emblema della condizione umana segnata dall'angoscia e dalla solitudine, oppressa da potenze misteriose e imperscrutabili: Joseph K., il protagonista, è processato e poi condannato per una colpa non commessa, ignota al "tribunale" stesso. Con lui, come scrive Primo Levi, "si viaggia per meandri bui, per vie tortuose che non conducono mai dove ti aspetteresti".
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La letteratura americana e altri saggi
Einaudi, 02/09/2014
Abstract: Presentando la prima edizione di questa raccolta, nel 1951, Italo Calvino scriveva: "Questo volume raccoglie tutti i saggi e gli articoli che Cesare Pavese ha pubblicato - o aveva scritto per pubblicare - dal 1930 al 1950, nei vent'anni cioè che racchiudono pure tutto il suo lavoro di poeta e di narratore. E in verità, non si può separare l'opera creativa di Pavese da quella battaglia culturale - di rinnovatore di un panorama letterario e di ricercatore di ragioni poetiche e umane - che questo lbro documenta (né dalla sua fatica di traduttore, legata anch'essa per cronologia e contenuto a molti di questi scritti).Il libro dunque, nel fitto svolgersi dei suoi motivi, può darci un'autobiografia intellettuale di Pavese, la più ricca ed esplicita e legata - come ben richiede la sua vita - alla pratica del suo lavoro.Il valore di questi scritti, però, non sta solo nella documentazione di un cammino culturale individuale; l'esperienza di Pavese è stata esemplare e cruciale di tutta una generazione letteraria, quella cresciuta sotto il fascismo, quella che avvertì nuovi bisogni e fece una svolta, una sortita (letteraria e morale) nuova, e poi - morto il fascismo - si trovò di fronte altri problemi, e ancora alterne speranze e inquietudini".
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Einaudi, 15/11/2022
Abstract: Nella secolare disputa fra gli amanti di Stendhal che preferiscono Il rosso e il nero e quelli che preferiscono La Certosa di Parma (i rougistes e gli chartreux, come vengono chiamati in Francia), quasi a smentire la dedica che chiude il romanzo, "To the happy few", questi ultimi sono senza confronto i piú numerosi. Consacrato come capolavoro, a un anno dalla sua pubblicazione, grazie a un monumentale saggio di Balzac, soprattutto dai primi del Novecento in poi La Certosa di Parma diviene il romanzo piú celebre e piú letto di Stendhal. E questo nonostante la stesura rapidissima - fu scritto in soli cinquantatre giorni alla fine del 1838 - e la natura composita dei materiali e delle fonti utilizzati. Al "preambolo milanese" del primo capitolo, l'unico che l'autore abbia voluto intitolare, segue l'anti-epopea della battaglia di Waterloo, che inaugura l'età del disincanto. Come l'oscuro Julien Sorel, anche il nobile Fabrizio del Dongo è nato troppo tardi per conoscere il tempo dell'eroismo, della gloria e della spensierata allegria dopo le vittorie. E coloro che invece lo hanno vissuto con gioia ed entusiasmo, come la duchessa Sanseverina e il conte Mosca, devono accontentarsi di meschini succedanei, feste e intrighi alla corte del principe Ernesto Ranuccio IV. In tutta la parte ambientata a Parma emerge la traccia della fonte principale di quello che nell'idea originaria di Stendhal sarebbe stato "un romanzetto": la "cronaca" manoscritta L'origine delle grandezze della famiglia Farnese. Ne è nata invece una storia trascinante, calata, con una scelta geniale, nella realtà della Restaurazione in Italia. Storia fatta di passioni e cinismo, poesia del paesaggio e beffardo ritratto di ambienti e di figure aggrappate a idee e comportamenti dell'ancien Régime ormai solo scimmiottati, avvelenamenti sventati e riusciti, un'evasione rocambolesca, amori taciuti o confessati, esaltanti e distruttivi. La passione di Stendhal per l'opera lirica si riflette in questo melodramma nel quale ogni ruolo, sia dei protagonisti sia dei comprimari, è delineato con l'implacabile brevitas distintiva del suo stile. Spicca l'invenzione della Sanseverina, uno dei piú affascinanti personaggi femminili mai creati dalla letteratura. Storia con una conclusione tragica temperata però da un'irriducibile ironia, e raccontata con quel "brio" che secondo Stendhal definisce lo spirito italiano. Storia impossibile da ambientare in Francia, e che solo l'Italia come lui l'ha immaginata e amata poteva offrire."Sto rileggendo La Certosa di Parma. Spero che anche tu riesca a concederti questo piacere una seconda volta. Non mi pare si trovi molto di meglio, in giro". Walter Benjamin
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Einaudi, 26/08/2014
Abstract: Della Certezza è uno dei testi piu compatti e significativi dell'ultimo Wittgenstein. Secondo la metodologia di una ricerca che analizza i problemi filosofici, scientifici e logici nei termini delle forme di vita umana e dei "giuochi linguistici", che sono espressione del modo in cui gli uomini pensano, giudicano e calcolano, Wittgenstein affronta in questo scritto il tema del "senso comune". Anziché un repertorio di certezze cognitive, Wittgenstein ha scoperto nelle proposizioni del senso comune il sistema delle convenzioni, delle regole e dei codici linguistico-concettuali secondo i quali gli uomini ordinano la loro esperienza e trattano con le situazioni che li circondano. Gli oggetti del senso comune, come mani, tavoli, alberi, corpi celesti, cessano di costituire i termini di presunte proposizioni conoscitive, per risultare, invece, gli strumenti grammaticali dai quali è disciplinata la nostra condotta intellettuale. Come mette in evidenza Aldo Gargani nel saggio introduttivo, in luogo dello statuto di certezza attribuito al senso comune da una lunga tradizione che giunge fino all'apologia tracciata da G. E. Moore all'inizio di questo secolo, Wittgenstein ha individuato nel senso comune un codice per i comportamenti umani che non ha presupposti o legittimazioni razionali, ma che esprime "il modo di operare infondato" che appartiene all'elemento della nostra vita. Imprimendo una svolta radicale alla questione, Wittgenstein ha sottratto le credenze del senso comune alle controversie intellettualistiche, riproponendole come lo sfondo ereditato di una comunità sociale, tenuta insieme dal linguaggio e dall'istruzione, nella quale il senso comune non è oggetto di dubbi o di certezze, ma definisce il luogo in cui si pongono dubbi e in cui si distingue tra il vero e il falso.
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Einaudi, 02/09/2014
Abstract: "Gli scritti d'arte di Baudelaire compongono un libro intimamente unitario per la costanza dei temi e delle figure che si avvicendano, in uno sviluppo a spirale, assecondando il ritmo libero e imprevedibile della contingenza, e piú ancora per la forza nativa di un temperamento e di un metodo entro cui la grande cultura romantica, da Balzac, a Delacroix, da Hoffmann a Stendhal, da Poe a Wagner, si trasforma in una speculazione appassionata e intransigente sull'arte "moderna" e sui suoi rapporti, difficili e oscuri, con lo spirito borghese della nuova società industriale. [...]. Vedere un quadro per Baudelaire è allo stesso tempo un atto di ricezione e di pensiero, dove la parola diviene necessaria proprio per illuminare il momento riflesso dell'esperienza e il suo prolungarsi in un nuovo universo di "idées" e "rêveries", nel quale si mette poi di fatto alla prova la vitalità stessa delle immagini. [...]. La forza speculare dell'immagine si traduce di continuo in tensione d'idea dinanzi ai grandi temi del colore e del grottesco, della modernità e dell'anticlassicismo, dell'immaginazione e del realismo, della tecnica e dell'artificio. Di qui viene ai Salons di Baudelaire, insieme ai limiti a cui conduce un punto di vista "esclusivo", una funzione di testo capitale e insostituibile nella critica d'arte moderna". Dall'Introduzione di Ezio Raimondi
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Einaudi, 26/08/2014
Abstract: Paesaggi lontani e luoghi della memoria; storie di ombre e di incontri; riflessioni personali, letterarie e artistiche si intrecciano senza pretendere di "scoprire una traccia della Storia". Eppure - in queste prose scritte nell'arco di sei decenni - l'itinerario di Lalla Romano finisce col coincidere con la peculiare tradizione europea e con le inquietudini contemporanee. *** "Non un libro addizionale, e tanto meno un libro occasionale. Al contrario un libro unitario, necessario, dorsale. Uno di quelli che attraversano gli altri, li nutrono, e si attestano come libri-mondo, libri-vita". Giovanni Tesio
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Lavazza. Una storia industriale dal 1895
Mondadori Electa, 31/07/2014
Abstract: Lavazza è uno dei maggiori casi di successo imprenditoriale del nostro Paese: il prodotto, il mercato, la comunicazione, la ricerca e le sfide. L'azienda è dal 1895 un esempio concreto di come un'impresa familiare abbia raggiunto una posizione di leadership nel proprio settore in Italia e in vari mercati internazionali, giungendo alla quarta generazione con la forza e la tenacia di un gruppo italiano fortemente orientato al futuro.
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Mondadori, 19/06/2012
Abstract: "Mi concentrai sull'investigatore. Era un bel problema; passai in rassegna tutti quelli che, incontrati nel corso delle mie letture, avevano suscitato la mia ammirazione. C'era Sherlock Holmes, il principe degli investigatori, che non sarei mai riuscita a imitare. C'era Arsenio Lupin, ma non era forse un criminale? Comunque non era il mio genere. Poi mi vennero in mente i rifugiati belgi. E perché non un investigatore belga? Lasciai quindi che il personaggio si configurasse in me con sempre maggior chiarezza. Doveva essere un ispettore per avere una buona conoscenza del crimine. Doveva essere anche meticoloso e molto ordinato. Un omino preciso, con la mania dell'ordine, della simmetria, e una netta propensione per le forme quadrate piuttosto che per quelle tonde. E poi molto intelligente, con il cervello pieno di piccole cellule di materia grigia... ah, che bella frase, non dovevo dimenticarmela. Bisognava anche che avesse un nome importante. E se fosse stato Hercule? Hercule Poirot... perfetto, grazie a Dio, era fatta."
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Mondadori, 09/09/2014
Abstract: Dopo l'ennesimo caso risolto, Hercule Poirot ha finalmente deciso di prendersi una vacanza. E visto che viaggiare è molto stancante, quale migliore destinazione di Londra stessa? Così, senza dire nulla a nessuno, ha affittato una camera in una pensione cittadina, deciso a godersi il meritato riposo, al riparo dagli assalti di chi cerca il parere del detective più famoso del mondo. Ma se, per una volta, Poirot non insegue il mistero, è il mistero a inseguire lui. Una sera, mentre è seduto a un tavolo di un piccolo locale, intento a gustare un delizioso caffè, irrompe una donna, sconvolta. Poirot le si avvicina, presentandosi come un poliziotto in pensione. La donna sembra spaventarsi ancora di più e gli chiede di assicurarle che non è più in servizio. Quando Poirot glielo conferma, lei gli confessa che sta per essere commesso un omicidio. La vittima è lei, e merita di essere uccisa. Per questo lui deve prometterle che non farà nulla per salvarla e non cercherà, successivamente, di trovare il colpevole. A quel punto la donna corre fuori dal locale e sparisce nella notte. Quanto c'è di vero in quel racconto? E i tre omicidi commessi a Londra quella stessa sera sono collegati alle parole della donna? A trentanove anni dalla sua ultima apparizione letteraria, Hercule Poirot, il detective più famoso e amato del mondo, ritorna per risolvere tre delitti apparentemente inspiegabili. Per la prima volta gli eredi di Agatha Christie hanno autorizzato che il personaggio inventato dalla scrittrice britannica nel 1920 faccia la sua ricomparsa, interpretato dalla penna di una nuova autrice. E la scrittrice chiamata a questo compito è Sophie Hannah, maestra inglese del thriller psicologico, i cui romanzi hanno venduto, nel solo Regno Unito, centinaia di migliaia di copie, vincendo numerosi premi e venendo tradotti in più di venti paesi. Il risultato è un romanzo straordinario, capace di dare vita, ancora una volta, al mito di Poirot, con il suo misto di ironia, mistero e strabilianti deduzioni.
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Mondadori, 09/09/2014
Abstract: Carlotta ha quasi trent'anni, e si considera una sfigata cronica: raggiunge il metro e sessanta solo con i tacchi a spillo, ha una famiglia decisamente folle e all'orizzonte non vede l'ombra di un fidanzato come si deve. Non solo: è appena stata licenziata a causa della sua irrefrenabile schiettezza... ma ora, per arrivare a fine mese, è costretta ad affittare una stanza del suo appartamento. Luca, il nuovo inquilino, ha molti pro (è bellissimo, fa lo scrittore, è dannatamente simpatico) ma altrettanti contro: è disordinato, fuma troppo e ha il pessimo vizio di portarsi a casa le sue conquiste, una diversa ogni notte. Carlotta non chiude occhio e in più si sente una vera schifezza. Non lo ammetterebbe mai, ma quel maschio predatore che tratta le donne come kleenex e gioca sul fascino tenebroso del romanziere la sta facendo innamorare. In una girandola di eventi sempre più buffi, tra una madre terribile, una sorella bellissima e gelosa, una tribù di parenti fuori controllo, un nuovo lavoro tutto da inventare e molti incontri ravvicinati con Luca e le sue fidanzatine di passaggio, Carlotta imparerà che è lei la prima a dover credere in se stessa... Del resto è stato così anche per l'autrice di questo romanzo, che scrive da sempre e non si è arresa alle difficoltà del mondo editoriale, decidendo di auto-pubblicare il suo libro in rete... il successo è stato talmente grande che presto un'agente ha notato il libro, e ha dato vita a un'asta tra gli editori! Per questa nuova edizione cartacea del romanzo Amabile ha lavorato ancora, insieme alla sua editor, per regalare alle lettrici una storia strepitosa, scritta magnificamente e piena dello humour e dei sapori delle ragazze italiane. La storia di una donna vera, non giovanissima, non bellissima, ma piena di grinta, e capace di trovare il proprio posto nel mondo. Perché nella lingua della felicità l'aggettivo imperfetta vuol dire, semplicemente, unica.
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Einaudi, 06/05/2014
Abstract: E cosí, con la sua inesauribile capacità affabulatoria e con il suo stile unico e raffinatissimo, ci racconta di vecchi libri che si fanno scoprire quasi intenzionalmente, degli autori di quei libri, dei libri che lui stesso ha scritto; ma non solo: di scrittori e critici come Francisco Rico, del suo amico e maestro Juan Benet, di John Gawsworth, ma anche di Francisco Franco, del fratellino Julianín morto a tre anni, di sua madre, dell'eredità del titolo di re dell'isola di Redonda...E la voce di Marías è qui piú sorprendente che mai, come se fosse "una voce capricciosa e imprevedibile ma che tutti conosciamo, la voce del tempo quando ancora non è passato né si è perduto e forse per questo neppure è tempo, forse lo è soltanto quello che è trascorso e può essere raccontato o cosí sembra, e che per questo è l'unico ambiguo".