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Ninfa dormiente
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Tuti, Ilaria

Ninfa dormiente

Longanesi, 27/05/2019

Abstract: "Un romanzo rosso di sangue e nero di passione, ma ciò che, alla fine, emerge su tutto è la diade madre-figlio. E il potere, qui salvifico, della madre."L'Arena - Alessandra Milanese""Ninfa dormiente" è all'altezza del suo romanzo d'esordio, acclamato perfino dal Times."Chi - Nicoletta Sipos"Con la sua protagonista, Ilaria Tuti fa il miglior regalo che uno scrittore possa fare ai suoi lettori: qualcuno cui affezionarsi."Corriere della Sera - Donato Carrisi"Tuti conferma se non supera il suo stesso talento nell'ordire storie che tengono incollato il lettore non solo per il loro andamento da giallo classico ma anche per la commistione sapiente di tanti ingredienti, dalla ricostruzione storica all'indagine antropologica, passando anche per un distillatissimo misticismo."wired.it - Paolo Armelli"È brava Ilaria Tuti a non scivolare nella china del sentimentalismo. È interessante la minuziosa attenzione che dedica al linguaggio, alle sue architetture e alla sua musicalità."Dacia Maraini"Con "Ninfa dormiente" Ilaria Tuti si conferma una delle voci più singolari del thriller europeo scegliendo un'originale ambientazione come quella della Val Resia ma anche una protagonista sui generis come Teresa Battaglia."il Giornale - Luca CroviLi chiamano "cold case", e sono gli unici di cui posso occuparmi, ormai. Casi freddi, come il vento che spira tra queste valli, come il ghiaccio che lambisce le cime delle montagne. Violenze sepolte dal tempo e che d'improvviso riaffiorano, con la crudele perentorietà di un enigma. Ma ciò che ho di fronte è qualcosa di più cupo e più complicato di quanto mi aspettavo. Il male ha tracciato un disegno e a me non resta che analizzarlo minuziosamente e seguire le tracce, nelle valli più profonde, nel folto del bosco che rinasce a primavera. Dovrò arrivare fin dove gli indizi mi porteranno. E fin dove le forze della mia mente mi sorreggeranno. Mi chiamo Teresa Battaglia e sono un commissario di polizia specializzato in profiling. Ogni giorno cammino sopra l'inferno, ogni giorno l'inferno mi abita e mi divora. Perché c'è qualcosa che, poco a poco, mi sta consumando come fuoco. Il mio lavoro, la mia squadra, sono tutto per me. Perderli sarebbe come se mi venisse strappato il cuore dal petto. Eppure, questa potrebbe essere l'ultima indagine che svolgerò. E, per la prima volta nella mia vita, ho paura di non poter salvare nessuno, nemmeno me stessa.Dopo Fiori sopra l'inferno – l'esordio italiano del 2018 più amato dai lettori – torna la straordinaria Teresa Battaglia: un carattere fiero e indomito, a tratti brusco, sempre compassionevole. Torna l'ambientazione piena di suggestioni, una natura fatta di boschi e cime montuose, di valli isolate e di bellezze insospettabili. Tornano soprattutto il talento, l'immaginazione e la scrittura piena di grazia di una grande autrice.  

Nel mirino
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Cudi, Azad

Nel mirino

Longanesi, 16/05/2019

Abstract: Nel 2002 Azad Cudi è un ragazzo curdo-iraniano di diciannove anni costretto al servizio militare nell'esercito iraniano. Rifiutandosi di combattere contro i suoi fratelli curdi, decide di disertare e fugge nel Regno Unito, dove chiede asilo, impara l'inglese e ottiene la cittadinanza. Dopo circa un decennio, quando esplode la guerra civile in Siria, Azad torna in Medio Oriente come volontario in missioni umanitarie. Nell'autunno 2014, dopo soli ventun giorni di addestramento, diventa uno dei diciassette tiratori scelti schierati dai curdi per difendere dall'attacco dell'Isis la città di Kobane, nella regione autonoma curda del Rojava. È una guerra atroce e impari, quella dei volontari che resistono all'assedio del­l'Isis: i primi, nelle cui file combattono anche molte donne, sono solo duemila, mentre i jihadisti superano i dodicimila. E non resta che abbatterli uno a uno.In questa toccante testimonianza, Azad Cudi racconta dall'interno i lunghi mesi di sanguinose battaglie. Accompagnando il lettore nel suo sconvolgente viaggio dietro le linee del fronte, rivela senza reticenze il ruolo dei cecchini nella lotta e infine nella storica disfatta dell'Isis a Kobane.Alternando il diario di guerra a riflessioni politiche e personali, Azad si interroga su temi eterni come il prezzo della vittoria in termini di vite umane, gli effetti indelebili dell'esperienza bellica sul corpo e sulla mente dei combattenti, il dolore per la morte dei compagni di battaglia e delle centinaia di volontari grazie al cui sacrificio oggi il mondo ha una speranza in più di poter scongiurare una terribile minaccia.

Costretti a sanguinare. Racconto urlato sul punk
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Philopat, Marco

Costretti a sanguinare. Racconto urlato sul punk

Agenzia X, 19/05/2016

Abstract: Lui suona in una band, provoca i benpensanti e scrive invettive contro il futuro, ha lo sguardo allucinato e, sulla schiena del giubbotto, la scritta "Costretti a sanguinare".Una narrazione senza virgole e senza pause, come avviene nei dialoghi più appassionati, un flusso di coscienza a strappi, simile al balbettio di un oratore concitato, un libro autobiografico che tenta di trovare l'eco di un moto collettivo.Una testimonianza urlata sul punk italiano che ha segnato un drammatico passaggio d'epoca, modificando per sempre l'immaginario e la critica all'omologazione. Un testo febbrile che mette in scena la rabbia e lotta per la sopravvivenza di migliaia di giovanissimi che frequentavano lo storico centro sociale Virus di via Correggio 18, quando Milano era una delle capitali del punk in Europa.Come in un romanzo, ricco di episodi esilaranti e di situazioni limite, qui si corre a tutta velocità lungo otto anni, dal 1977 al 1984, sulla linea di una fragile etica metropolitana per ribelli di ieri e di oggi.Riscritto e aggiornato dall'autore con nuovo carburante narrativo, Costretti a sanguinare continua il suo resistente viaggio editoriale alla caccia di lettori che vogliono provare a cambiare il mondo e il proprio destino.

Me ne frego
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Mussolini, Benito - Bidussa, David

Me ne frego

Chiarelettere, 09/05/2019

Abstract: Discorsi, articoli e interventi pubblici di Benito Mussolini, pronunciati e scritti tra il 1904 e il 1927. Le parole che hanno costruito l'immaginario fascista. Un linguaggio che continua a segnare il nostro presente."Quelle parole, con il loro carico di immaginario, sono tornate a circolare nella nostra mente e spesso nel nostro linguaggio parlato. Sono tornate a essere ´parole gridate՝ e  non più solo ´parole sussurrate՝. E la forza del grido, se senza contrasto, le rende ´parole ammesse՝. Ovvero ´legittime՝." David Bidussa"Noi ci permettiamo il lusso di essere aristocratici e democratici, conservatori e progressisti, reazionari e rivoluzionari, legalitari e illegalitari a seconda delle circostanze di tempo, di luogo, di ambiente, in una parola ´di storia՝ nelle quali siamo costretti a vivere e ad agire. [Non siamo] una chiesa; piuttosto una palestra. Non siamo un partito; piuttosto un movimento." Benito Mussolini, 1921 Tre motivi per leggerlo:Perché le parole pesano e vanno riconosciute. "Me ne frego", "tiro dritto", "prima gli italiani", "chi si ferma è perduto" sono espressioni fasciste, e ora di nuovo nel linguaggio diffuso, cui il governo gialloverde strizza l'occhio e che ci riportano a una certa idea di società, dove la politica è solo un mezzo per affermarsi e zittire l'avversario.Perché leggere Mussolini è scioccante ma rivelatore. È lui l'inventore dell'antipolitica, della critica sprezzante dello Stato, dello sberleffo delle istituzioni. Le sue parole ci riportano al tempo in cui il fascismo ha occupato il posto lasciato libero dai partiti di allora, così come sta succedendo oggi in Italia.Perché anche negli anni Venti l'opinione pubblica credeva di poter cambiare le cose, convinta che le parole di Mussolini fossero finalmente il segno che l'Italia non era più nelle mani dello straniero, dei "professionisti della politica, della classe dirigente corrotta, servile, prigioniera dei poteri forti (soprattutto stranieri)". David Bidussa (Livorno, 1955) è uno scrittore, giornalista, saggista, storico italiano. Ha insegnato nei licei, è stato lecturer presso la Hebrew University di Gerusalemme tra il 1982 e il 1984. Dal 1988 ha collaborato con Radio Popolare e con "l'Unità", "il manifesto", "Linus", "Diario", "il Secolo XIX", "il Riformista", "Reset", il domenicale del "Sole 24 Ore". Ha scritto saggi sull'ebraismo, sul sionismo, sul movimento socialista francese e sulla Repubblica di Vichy. Per Chiarelettere ha curato le antologie Siamo italiani. La questione morale (con scritti di Berlinguer, Capitani, Einaudi, Malaparte, Moro, Prezzolini, Salvemini…), Odio gli indifferenti, con gli scritti di Antonio Gramsci, The time is now, sul Sessantotto in Italia e nel mondo, La vita è bella, con gli scritti di Leon Trotzky, e Lettera sul fanatismo di Shaftesbury.                 

Non sono il mio tumore
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Sozzi, Marina

Non sono il mio tumore

Chiarelettere, 09/05/2019

Abstract: Di fronte alla malattia più temuta, il punto di osservazione di Marina Sozzi che ha vissuto direttamente questa esperienza e, contro stereotipi consolidati, ne scrive da anni con competenza e sensibilità."Questo libro aiuta a capire perché noi non siamo la malattia che ci portiamo dentro. Siamo belli con le nostre fragilità. Come è vero quando cantava Fabrizio De André:'Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior'." Nadia Toffa"Come hanno raccomandato Atul Gawande e Rita Levi Montalcini, quella del medico è una professione che ha a che fare non con la semplice sopravvivenza (l'aggiunta di giorni alla vita), ma con il benessere (l'aggiunta di vita ai giorni)."Siamo persone o referti medici? Alcune ricerche hanno evidenziato che un medico ascolta i suoi pazienti senza interromperli, quando gli raccontano per la prima volta il loro malessere, per meno di venti secondi. L'oncologia italiana è di eccellente qualità dal punto di vista dei risultati clinici ma c'è molto da fare soprattutto per quanto riguarda l'attenzione globale per il paziente e per i suoi familiari, il suo coinvolgimento nelle decisioni, il sostegno psicologico e sociale. Non bastano i protocolli. Una diagnosi buttata lì senza attenzione per chi la riceve depriva il malato della sua umanità.Il libro di Marina Sozzi aiuta a prendersi cura di se stessi in rapporto alla propria vita, ai familiari e al personale medico. La malattia non è un alieno e nemmeno un mostro, ma è parte di noi, non è una colpa averla e si può vincere solo in un contesto amichevole e appropriato.Contro ciarlatani e alternativi illusionisti, ma anche contro protocolli troppo rigidi e le logiche commerciali della ricerca farmaceutica, non sempre compatibili con la migliore prassi clinica e le tasche dei pazienti meno abbienti, Non sono il mio tumore accorcia le distanze tra malati e medici, nella consapevolezza che vivere la malattia e la morte dignitosamente è anche un modo per aiutare chi rimane.  

Figlie ferite dell'Africa
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Mukwege, Denis - Åkerlund, Berthil - BERNARDI, BIANCA

Figlie ferite dell'Africa

Garzanti, 16/05/2019

Abstract: "Verrà il giorno in cui una sola voce, quella di tutto il popolo e di tutte le chiese, si leverà così forte da spazzare via le forze del male. Solo allora potremo finalmente voltare pagina." Da giovane medico congolese, Denis Mukwege è testimone delle difficoltà che hanno le donne incinte del suo paese ad accedere a cure adeguate. Le loro gravidanze terminano spesso in tragedie. Nasce così la sua vocazione: si trasferisce in Francia per specializzarsi in ginecologia e ostetricia e sceglie poi di far ritorno a Lemera, tra le montagne del Congo orientale. Dieci anni dopo, in piena guerra civile, fonda l'ospedale Panzi per offrire cure alle donne vittime di violenze sessuali. In quella regione infatti stupri e mutilazioni sono armi strategiche delle milizie armate: colpiscono le donne per distruggere le famiglie e quindi le strutture sociali ed economiche del luogo. Sfidando le minacce di morte ricevute, Denis Mukwege decide di portare il fenomeno all'attenzione prima del suo governo – che a lungo si ostina a negarlo – e poi della comunità internazionale, e nel 2018, per il suo straordinario impegno in difesa dei più deboli e dei diritti delle donne, riceve il premio Nobel per la Pace.

Il tuo tempo è adesso
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Ponte, Carène

Il tuo tempo è adesso

Garzanti, 16/05/2019

Abstract: Un romanzo sul coraggio di prendere in mano la propria vita senza mai rimandare.Una storia frizzante e coinvolgente sui doni che regala l'amicizia.Perché non c'è miglior cura per la tristezza che inseguire i propri sogni.Ricordati di rischiare sempre. Perché la felicità si conquista con il coraggio.Ci sono sogni che teniamo in fondo al cuore per paura di realizzarli. Finché non riceviamo una spinta e ci convinciamo che non ha più senso rimandare. È così anche per Molly che, a trent'anni, si sente la spettatrice di una vita che non le appartiene più. Ma proprio quando sembra aver perso ogni speranza, le viene recapitato un pacco anonimo con precise istruzioni: contiene dodici buste, Molly dovrà aprirne una al mese ed esaudire le richieste che contengono. All'inizio, crede si tratti di un errore. O peggio, di uno scherzo bello e buono. Non ha tempo di dare retta a uno sconosciuto che crede di conoscerla meglio di chiunque altro. Eppure, fare un tentativo non costa nulla e così, mese dopo mese, busta dopo busta, comincia a seguire consigli e disposizioni: si libera del lavoro di cameriera che non l'ha mai fatta sentire realizzata, si lascia cullare dal rumore del mare in una giornata d'inverno, trova il coraggio di prendere lezioni di tango a Grenoble, una cittadina che, più della ville lumière, rispecchia il suo carattere. Ben presto, si rende conto che ogni cambiamento assomiglia a uno dei sogni che ha tenuto nascosti per compiacere gli altri ed è un passo avanti verso la felicità. Le manca solo una busta, l'ultima, per tagliare il traguardo. È sicura che sia la più importante e non può negare l'emozione che le prende la gola quando la tiene tra le mani. Perché forse scoprirà chi si cela dietro il piano che le ha cambiato la vita, ma soprattutto la aiuterà a prendere la decisione più difficile: aprirsi di nuovo all'amore che dà senso all'esistenza e rende possibile qualsiasi cosa.Con Il tuo tempo è adesso, vero e proprio fenomeno del passaparola, Carène Ponte si è guadagnata un posto nel panorama letterario internazionale. Un esordio frizzante che ci parla delle seconde occasioni della vita: possono presentarsi in modi e forme diversi, ma non bisogna lasciarsele scappare perché sono il trampolino perfetto da cui lanciarsi per ripartire da zero, ascoltando prima di tutto i nostri desideri, senza i quali non potremmo mai essere noi stessi.

Chiamare le cose con il loro nome
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Solnit, Rebecca

Chiamare le cose con il loro nome

Ponte alle Grazie, 23/05/2019

Abstract: "Solnit dimostra di possedere un talento profetico: sa riconoscere lo spirito dei tempi molto prima che l'opinione corrente lo faccia proprio. "The New York Review of Books"Rebecca Solnit è la voce della resistenza. "The New York TimesMai come oggi, per riprendere una frase famosa, "le parole sono importanti". Nel mondo ultraconnesso della comunicazione istantanea, saperle usare è determinante quanto saperle decifrare; non è solo questione di vero o falso, ma di potere e di egemonia, di vita o di morte. Mai come oggi, quindi, chiamare le cose con il loro vero nome è un'urgenza etica, prima ancora che politica. Armata della sua prosa incalzante e della sua straordinaria lucidità, Rebecca Solnit analizza i temi che, a partire dall'America di Trump e dalle sue narrazioni fuorvianti, toccano drammaticamente il mondo intero – la violenza del cambiamento climatico e della gentrificazione, le ingiustizie economiche e sociali, la discriminazione e la violenza razziale e di genere. Indica anche le parole, gli eventi e le battaglie che, a dispetto o forse proprio per la loro apparente perifericità, sembrano già segnare la direzione del cambiamento: "Pensiamo alla speranza come a uno striscione intessuto di fili di ragnatela, di un senso di interconnessione tra tutte le cose... Come un tutt'uno in cui tutto conta". Dalle parole, ai fatti.

La ridicola idea di non vederti più
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Montero, Rosa

La ridicola idea di non vederti più

Ponte alle Grazie, 23/05/2019

Abstract: "Uno dei libri più emozionanti di Rosa Montero".Fernando Aramburu"Forte come la morte è l'amore nel libro di Rosa Montero La ridicola idea di non vederti più, un titolo bellissimo"Daria Bignardi"Il racconto della vita di Marie Curie si intreccia con quello della vita di Rosa Montero e delle tante donne che vogliono amore, sapienza e libertà. Un romanzo struggente e intimo che non rinuncia alla ricerca di un senso dell'esistenza e riconcilia col dolore e con la morte."Ritanna Armeni"Uno dei libri più emozionanti di Rosa Montero"Fernando Aramburu"Forte come la morte è l'amore nel libro di Rosa Montero La ridicola idea di non vederti più, un titolo bellissimo."Daria Bignardi"Il racconto della vita di Marie Curie si intreccia con quello della vita di Rosa Montero e delle tante donne che vogliono amore, sapienza e libertà. Un romanzo struggente e intimo che non rinuncia alla ricerca di un senso dell'esistenza e riconcilia col dolore e con la morte"Ritanna ArmeniNel 2009 Rosa Montero perde il suo amatissimo compagno di vita. Vorrebbe scriverne, per sublimare il dolore, ma non ha mai raccontato sé stessa nei libri. Ha sempre messo in scena i suoi sentimenti e le sue emozioni nascosta dietro i personaggi dei suoi romanzi. Mentre sta riflettendo al da farsi, si imbatte nel diario di lutto di Marie Curie, la grande scienziata che ha perso il marito, Pierre Curie, nel 1906. Nel diario di questa donna serissima trova un urlo di dolore e di disperazione, un lutto profondo, un amore appassionato. Sente che può utilizzare il personaggio di Marie Curie, così grande e così complesso, come uno schermo su cui proiettare le riflessioni e le emozioni che giravano nella sua testa e nel suo cuore da due anni. Si immaginava che fosse una donna fredda – anche Einstein la descrive così: 'molto intelligente ma fredda come un pesce' – ma questo breve diario rivela a Rosa una Marie molto umana, appassionata e molto vicina a lei. Comincia a indagare, accumula documentazione: fotografi e, biografi e, lettere, per tentare di comprendere il mistero di Marie e più si immerge nella sua vita e più percepisce risonanze con la sua. Le storie di Marie e Rosa si intrecciano in questo indimenticabile omaggio alla vita, all'amore e, perché no, anche alla morte.

Ogni piccola cosa interrotta
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Celani, Silvia

Ogni piccola cosa interrotta

Garzanti, 23/05/2019

Abstract: Sono le nostre imperfezioni a renderci più forti. Sono loro a tracciare la strada delle nostre cose interrotte."L'amore che ognuno di noi riceve ha la stessa funzione delle stelle per i navigatori. Ci indica la rotta. Rimane in fondo alle nostre tasche, così, ogni volta che lo desideriamo, ogni volta che ne sentiamo la necessità, possiamo accertarci che sia sempre lì affondandovi una mano."Mi chiamo Vittoria e la mia vita è perfetta.Ho una grande casa e tanti amici. Non mi interessa se mia madre si comporta come se io non esistessi. Se mio padre è morto quando ero piccola. Se non ricordo nulla della mia infanzia. Se, anche circondata da persone e parole, sono in realtà sola.Io indosso ogni giorno la mia maschera, Vittoria la brava figlia, la brava amica, la brava studentessa. Io non dico mai di no a nessuno. Per me va benissimo così.È questo senso di apnea l'unica cosa che mi infastidisce. Quando mi succede, quello che ho intorno diventa come estraneo, sconosciuto. Ma è solo una fase. Niente potrebbe andare storto nel mio mondo così impeccabile.Ero convinta che fosse davvero tutto così perfetto. Fino al giorno in cui ho ritrovato i pezzi di un vecchio carillon di ceramica. Non so cosa sia. Non so da dove provenga. Non so perché mi faccia sentire un po' spezzata e interrotta, come lui. Ma so che, da quando ho provato a riassemblarlo, sono affiorati ricordi di me bambina. Della voce di mio padre che mi rassicura mentre mi canta una ninnananna. Momenti che avevo sepolto nel cuore perché, come quel vecchio carillon, all'improvviso si erano spezzati per sempre.Eppure ora ho capito che è l'imperfezione a rendere felici. Perché le cose rotte si possono aggiustare e diventare ancora più preziose.Silvia Celani ha scritto un esordio che lascerà il segno. Un esordio con la forza di un romanzo maturo e potente. Chi lo ha letto in anteprima lo ha paragonato al bestseller dell'anno Eleanor Oliphant sta benissimo. Una storia che ci dimostra come siano le nostre imperfezioni a renderci più forti. Sono le nostre fragilità a renderci quello che siamo. Sono loro a rendere la nostra vita davvero perfetta. Sono loro a tracciare la strada delle nostre cose interrotte.

Sangue sporco
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Aragona, Enrica

Sangue sporco

Corbaccio, 23/05/2019

Abstract: Storia di un'amicizia tra due bambine, due ragazze, due donne, in una Roma violenta e marginaleRoma, fine anni Settanta: un quartiere appena nato che confina con l'inferno, il sogno della casa popolare che diventa subito incubo. Scilla ha quattro anni quando, sul volto di suo padre, vede disegnarsi la rabbia per la vita che li attende. Ma in un luogo dove ognuno ha un dolore a cui sopravvivere, in uno spazio di abbandono che contamina chi ci vive fino a distruggerlo, c'è anche Renata. Ed ecco che quello spazio si dischiude, poco a poco, e quei palazzoni fatiscenti diventano lo scenario in cui nasce e cresce un rapporto fatto di amicizia, desiderio e paura, un rifugio in cui Scilla e Renata si nascondono da una realtà dove nei vasi fioriscono le siringhe e il riscatto si porta sempre dietro la colpa. Perché dove non ci si può permettere di sognare, la vita corrode ogni legame, separa i destini, allontana le persone. Ma lascia, comunque, la speranza di potersi salvare.

I cavalieri dell'Apocalisse
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Berry, Steve - Storti, Alessandro

I cavalieri dell'Apocalisse

Casa Editrice Nord, 26/09/2019

Abstract: Un antico documento perduto. Un conclave alle porte. Un attacco al cuore della cristianità."Steve Berry ha trovato la formula narrativa perfetta. "Associated Press"Steve Berry è uno dei miei autori preferiti. I suoi romanzi sono una miniera inesauribile di storie elettrizzanti, personaggi indimenticabili e curiosità archeologiche sorprendenti. Leggeteli, non ve ne pentirete. "Glenn Cooper"Trascinante. I fan di Dan Brown si divertiranno un mondo... alcuni potrebbero addirittura preferire l'eroico protagonista creato da Steve Berry al cerebrale Robert Langdon."Publishers Weekly"Steve Berry è il re della suspense. I suoi romanzi non si leggono, si vivono."James RollinsLago di Como, 28 aprile 1945. I partigiani stanno arrivando, è questione di poche ore. Ma ecco che un ufficiale tedesco si presenta al cospetto di Benito Mussolini, sostenendo di poterlo salvare. Per convincerlo, gli mostra un anello, su cui è inciso un sigillo. Il duce lo riconosce subito: ora sa chi è davvero quell'uomo e cosa vuole in cambio del suo aiuto. Mussolini rifiuta. Preferisce andare incontro al suo destino, piuttosto che consegnare quell'oggetto a loro…Roma, oggi. Il papa è morto e la Chiesa si prepara all'inizio del conclave. Mentre i cardinali giungono da ogni parte del mondo, Kastor Gallo lascia la città eterna per tornare nella natia Malta. Questo è il momento che aspettava da anni…Lago di Como, oggi. Cotton Malone è in missione per conto dell'MI6: deve recuperare delle vecchie lettere di guerra, scomparse nel 1945 e misteriosamente riapparse nelle mani di un antiquario. Non appena entra in casa dell'uomo, Malone trova lui morto e le stanze a soqquadro. Osservando quel cadavere riverso a terra, Malone ha l'impressione che, per quanto preziosi, i documenti che cerca siano solo la punta dell'iceberg di una trama oscura ben più ampia. E il sospetto si trasforma in certezza quando lui stesso diventa il bersaglio dell'assassino. Solo e braccato, Malone scoprirà di essere finito nel mirino di una setta segreta che da secoli muove i fili nell'ombra, e che adesso è pronta a sferrare il suo attacco finale. E lui è l'unico che può fermarla.

La banda Bellini. Romanzo sugli anni settanta
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Philopat, Marco

La banda Bellini. Romanzo sugli anni settanta

Agenzia X, 03/12/2015

Abstract: Nascosto in un'ambulanza da tre giorni, Giusva tiene l'indice sul grilletto di un fucile da cecchino. Molti sono i conti da saldare. L'uomo da uccidere è Andrea Bellini, biondo, capelli lunghi, un metro e novanta, trench e gli immancabili Ray-Ban. Da anni è a capo del più temuto servizio d'ordine del movimento a Milano, una banda di quartiere che ha scelto la strada della politicizzazione e della militanza, con l'idea di non essere "servi di nessuno" e le immagini del Mucchio selvaggio di Peckinpah nella testa…La banda Bellini è forse il miglior romanzo sugli anni settanta in Italia, perché ci trasporta nel contesto e nella testa dei suoi personaggi con la stessa spavalderia, la stessa passione selvatica e tanto cinematografica che fu il sale di quell'epoca.Qui in una nuova edizione rivista parola dopo parola, alla quale si sono aggiunti diversi episodi ancora sconosciuti che Andrea Bellini ha voluto finalmente svelare.Postfazione di Toni Negri

La vita nelle mani
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Cosmacini, Giorgio

La vita nelle mani

Laterza, 02/05/2019

Abstract: La chirurgia nasce come lavoro manuale, esercitata dal medico ippocratico e poi, a partire dal Medioevo, dal barbiere in bottega o dal cerusico sui campi di battaglia. Appresa non attraverso i libri, ma per imitazione e ripetizione dei gesti, la chirurgia è cresciuta da quando l'esercitazione anatomica ha creato le premesse scientifiche per una operazione efficace sul corpo dei vivi. E' stata una pratica penalizzata per secoli dal dramma del dolore e dalla spada di Damocle dell'infezione. Ma con l'avvento di vari metodi e tecniche, fra cui l'anestesia, la chirurgia ha raggiunto i traguardi di oggi e la figura del chirurgo ha acquistato carisma e prestigio. Il libro narra questa lunga storia, dal mondo greco-romano ai nostri giorni,da pratica a clinica, intessuta di conquiste, di paure e di azzardi.

I sentieri per la libertà. Itinerari per conoscere le montagne della seconda guerra mondiale e della Resistenza
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VV., AA.

I sentieri per la libertà. Itinerari per conoscere le montagne della seconda guerra mondiale e della Resistenza

Solferino, 18/04/2019

Abstract: Un'opera per ripercorrere vicende e luoghi della Resistenza. Curate dal Club Alpino Italiano e dotate di un ricco corredo iconografico, 30 proposte di itinerari su Alpi e Appennini, dove è stata scritta una pagina fondamentale della storia italiana nel percorso verso la libertà.

20 desideri. Blossom street
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Macomber, Debbie

20 desideri. Blossom street

HarperCollins Italia, 02/05/2019

Abstract: ROMANZO INEDITOBlossom Street 6Anne Marie, Elise, Lillie e Barbie: quattro donne più o meno giovani, belle e indipendenti. E vedove. Non è facile per loro superare senza conseguenze la festa degli innamorati.Anne Marie, allora ha un'idea: la passeranno insieme e stileranno una lista di venti desideri ciascuna, che le aiuti a ritrovare se stesse e la felicità. Ognuna di loro ha un solo obiettivo: non lasciarsi affondare nelle sabbie mobili del passato. Tutte e quattro seguiranno un percorso molto personale per ritrovare l'amore, la gioia di vivere e la consapevolezza che ogni desiderio è un dono.Una storia di donne davvero intensa e coinvolgente, che vi emozionerà a ogni pagina.

Si chiama Andrea
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Favetto, Gian Luca

Si chiama Andrea

66THAND2ND, 02/05/2019

Abstract: Andrea ha avuto un'infanzia quasi felice, dei nonni affettuosi, una madre che è "l'incarnazione del sublime" e un padre che da sempre coltiva una certa arte della fuga. Andrea ha degli amici coi quali impara a leggere il mondo e amanti con cui il mondo lo assaggia. E ha un lavoro: l'agente immobiliare, direbbero in molti, anche se non cerca case adatte ai clienti. Andrea cerca abitanti adatti alle case che sceglie perché le case sono la metafora migliore per ognuno di noi. Andrea, infatti, in un giorno dei suoi sedici anni, si scopre un noi, un luogo di personalità multiple che, come sul proscenio di un teatro, si affacciano per reclamare spazio e condurre la loro e la sua esistenza, quando il direttore d'orchestra è stanco o sovrappensiero. In questa commedia umana a tratti poetica a tratti inquietante e nera, Favetto racconta la forza latente dei passaggi di stato, costruendo un personaggio unico e molteplice che con una vita ne abbraccia molte o forse infinite. Quelle che sono e quelle che sono state. Perché Andrea è un essere umano. Come tutti.

Il mio nome è Ayrton. La corsa continua
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Turrini, Leo

Il mio nome è Ayrton. La corsa continua

Aliberti Compagnia Editoriale, 24/04/2019

Abstract: Ayrton per sempre. A 25 anni da quella maledetta domenica a Imola, il mito di Senna - il più grande di tutti, secondo molti- viaggia ancora, in questa edizione aggiornata e con un'intervista esclusiva, in direzione dell'immortalità."Lo avevamo ammirato nello splendore del suo picaresco talento. Picaresco e piratesco.Perché Ayrton Senna non era un santo. Non voleva esserlo. [...]Nessuno muore mai davvero fin quando qualcuno sarà in grado di ricordarlo.Dai, Ayrton. La corsa continua".Leo Turrini Venticinque anni da quella maledetta domenica primo maggio all'Autodromo di Imola, dalla tragica scomparsa del "più grande eroe della Formula Uno"."Ayrton è rimasto nella memoria collettiva, come banalmente si usa dire, perché era enorme nel talento e normale, normalissimo, nei sentimenti. Ha scritto le pagine finali del suo romanzo duellando con un pilota che di nome faceva Michael e di cognome Schumacher. In questo nuovo millennio, un giovane signore cresciuto da bambino nel mito di Senna – sto parlando di Lewis Hamilton – sta tentando di battere i record di Schumi. Aggiungo che Michael, in Mercedes, ha lasciato il posto, a fine 2012, proprio a Hamilton. Lui. Schumi. Hamilton.Questa non è una biografia di Ayrton Senna.In un quarto di secolo, ne sono state pubblicate tante. E altre ancora saranno stampate in futuro.È giusto così.Ma era anche giusto, per me, raccontare la storia di un'amicizia tra un giornalista e un pilota.Il giornalista sono io.E questa è la mia testimonianza".Leo Turrini

Il party
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Day, Elizabeth - Prina, Serena

Il party

Neri Pozza, 13/06/2019

Abstract: Burtonbury, un ex collegio maschile per i figli dei diplomatici, è una scuola privata con una discreta reputazione e la vana ambizione di poter essere un giorno all'altezza di Eton o di Harrow. Quando vi mette piede per la prima volta, dopo aver vinto una borsa di studio, Martin Gilmour è un ragazzo con i maglioni scoloriti, i calzoncini per la ginnastica mai abbastanza bianchi e le camicie con macchie gialle indelebili. L'odore della tristezza di sua madre, rimasta prematuramente vedova, aleggia tra i suoi vestiti. Un giorno, però, alla Burtonbury School, il suo destino di adolescente imbronciato, con una costante sensazione di disagio e l'accento sbagliato, muta radicalmente. Martin incontra Ben Fitzmaurice, un ragazzo ricco, bello, ammirato da tutti, e ne diventa amico. Partite di tennis, cacce all'uovo tra prati curatissimi e aiuole sontuosamente fiorite, la tenuta dei Fitzmaurice spalanca le sue porte al giovane Gilmour. Ben diventa il fratello mai avuto, l'anima gemella da venerare, la ragione di vita da proteggere e custodire. Al punto che Martin si trasforma nella sua piccola ombra. Una piccola ombra capace di salvare l'amico dalle incresciose conseguenze della sua condotta, cosí sconsiderata e tipica di chi è stato troppo favorito dalla sorte. Durante i successivi venticinque anni, Martin serba nel suo cuore "il segreto" di quell'amicizia, un segreto che, piú di un patto di sangue, lo lega indissolubilmente al rampollo dei Fitzmaurice, come soltanto un debito impagabile, una gratitudine eterna possono fare. Quando Ben organizza un party per il suo quarantesimo compleanno in un edificio del diciassettesimo secolo acquistato insieme con la moglie Serena, Martin, divenuto un noto, disincantato critico d'arte, e sua moglie Lucy, una donna perfettamente consapevole di essere sempre seconda, nella scala degli affetti del marito, alla sacra amicizia con Ben, si mescolano volentieri alla variopinta folla di invitati: politici, celebrità, vecchi e nuovi ricchi col volto lucido e ritoccato ed energiche strette di mano. La sensazione di un inusuale, sgradevole impaccio nell'accoglienza che Ben gli riserva, si fa, tuttavia, subito strada nella mente di Martin. Gesti, parole, apprezzamenti di Fitzmaurice rivelano una strana inquietudine. Che la gratitudine che l'amico gli deve non sia eterna? Che "il segreto" custodito cosí a lungo sia stato del tutto inutile? Che, soprattutto, quell'amicizia, che per Martin è la sua unica ragione di vita, stia inaspettatamente per finire? Accolto al suo apparire in Inghilterra da uno strepitoso successo di pubblico e di critica, Il party è uno dei piú riusciti romanzi sul lato oscuro e morboso delle relazioni umane, oltre che una magistrale descrizione del cinismo, della fatuità e dell'impudicizia con cui il privilegio e il potere si offrono oggi allo sguardo.

La macchina della felicità
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Williams, Katie - Fondriest, Gianluca

La macchina della felicità

Edizioni e/o, 05/06/2019

Abstract: Il lavoro di Pearl è rendere felici le persone. Usando "Apricity", il device definitivo, ogni giorno Pearl fornisce ai suoi clienti delle istruzioni personalizzate per il loro benessere emotivo; dal mangiare più mandarini al tagliarsi un dito, dal comprare un cane al divorziare. È davvero brava nel suo lavoro, le dice il suo capo. Ma Pearl sta iniziando a chiedersi se sia davvero possibile "misurare" le emozioni. Il figlio adolescente di Pearl, Rhett, è un ragazzo sensibile che durante l'adolescenza ha imboccato una cattiva strada. Il ragazzo sembra provare piacere nell'essere infelice. Chissà, se Pearl riuscisse a convincerlo a sottoporsi al test di Apricity… ma forse è meglio di no. Potrebbe scoprire cose che è meglio non vengano alla luce. La macchina della felicità di Katie Williams è un romanzo ironico, visionario, esilarante, che piacerà in particolare agli appassionati della serie tv Black Mirror. Il libro è un ammonimento nei confronti dei rischi connessi al rapido progresso tecnologico e allo stesso tempo offre una nitida rappresentazione delle più oscure profondità della psiche umana.