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Il persecutore
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Cortázar, Julio - Boccadoro, Carlo - Nicoletti Rossini, Flaviarosa

Il persecutore

EINAUDI, 13/02/2024

Abstract: "Questo lo sto suonando domani" Secondo lo stesso Cortázar, Il persecutore è stato il suo momento di svolta, il passaggio da moduli narrativi borgesiani in cui i personaggi sono solo figure del fantastico a un tipo di racconto in cui la narrazione si incarna nel personaggio, è il personaggio. Nel 1955 Cortázar stava cercando il protagonista di un racconto su un artista: lesse un lungo necrologio su Charlie Parker, il grande jazzista morto in quei giorni, e ne rimase fulminato. In un'intervista disse che si mise a scrivere il racconto il medesimo giorno. Dunque attraverso Johnny Carter (cioè Charlie Parker) e Bruno, intellettuale e critico musicale, si snoda il rapporto ambiguamente dialettico tra creatività e razionalità. Altro tema fondamentale è quello della ricerca di un tempo sospeso, in cui passato, presente e futuro convivono compressi. È il tempo che Cortázar sentiva quando andava in métro, ed è quello che Parker provava a riprodurre col suo innovativo e geniale modo di suonare il sax. Ingrediente fondamentale di questo racconto, e in generale dell'opera di Cortázar, è il tempo. Johnny dedica molti dei suoi monologhi allucinati a quest'argomento: "La musica mi tirava via dal tempo, anche se è solo un modo di dire. Se vuoi sapere quello che realmente sento, io credo che la musica mi spingeva dentro il tempo. Ma allora si deve credere che questo tempo non ha niente a che vedere con... be, con noi, per così dire". Il tempo è presenza reale, sebbene immateriale: Johnny ne parla come di qualcosa che esiste e sfugge allo sguardo, come i misteriosi personaggi inventati da Cortázar nel racconto Casa occupata (presente nella raccolta Bestiario) che costringono i due protagonisti ad abbandonare la loro abitazione, invasa non si sa bene da chi. Queste presenze esistenti e allo stesso tempo invisibili sono molto amate dallo scrittore, e nel Persecutore si incarnano nell'idea stessa di un tempo onnipresente e sfuggente, autentico protagonista che si esplicita musicalmente nell'accelerazione della pulsazione bebop rispetto a quella del precedente stile swing. dalla prefazione di Carlo Boccadoro

L'arte della politica
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Plutarco - Carena, Carlo

L'arte della politica

EINAUDI, 13/02/2024

Abstract: Lo storico e letterato di Cheronea trasferisce il ritratto teorico del politico incarnandolo in una serie di grandi e piccoli personaggi, delineando modelli, e secondo il suo stile accompagna a ogni passo il lettore familiarizzandolo con sovrani e condottieri, democratici e tiranni, oratori e poeti, persino con qualche profilo femminile e qualche canaglia. Il loro esempio, quale rappresentato "nei libri e nei discorsi della filosofia morale che trattano delle qualità lodevoli o riprovevoli dei costumi degli uomini, del governo degli Stati, dell'origine dei regni, della loro crescita e della loro intera conservazione, e delle cause che li rimpiccioliscono fino alla conclusione della loro decadenza e del loro crollo totale", è uno straordinario servizio che quei grandi possono rendere a chiunque eserciti il governo.dall'introduzione di Carlo Carena Traducendo alcuni Moralia e alcuni libri di Detti memorabili Carlo Carena, in questo suo ultimo lavoro che viene pubblicato purtroppo postumo, ha messo a punto un volume che rappresenta la summa dei pensieri di Plutarco sul tema della politica. Sia dal punto di vista delle qualità morali necessarie agli uomini politici, sia da quello degli ordinamenti legislativi. Plutarco sprona gli intellettuali ("i filosofi") ad occuparsi di politica, a consigliare re, principi e legislatori. Ma non per interesse personale e nemmeno per ambizione, bensí perché è un loro dovere mettere al servizio della collettività il proprio sapere e la propria saggezza. La virtú e il disinteresse devono essere il punto fermo di ogni approccio alla cosa pubblica. Sulle forme di governo Plutarco è abbastanza eclettico: in cuor suo - lo afferma chiaramente - ritiene che la monarchia sia il sistema migliore, ma il suo buon senso gli fa anche dire che il sistema migliore è quello in cui operino i politici migliori. Cioè: meglio una democrazia o un'oligarchia gestita da uomini capaci che una monarchia con un re incompetente o vanaglorioso. E viceversa. Come sempre un Plutarco non dogmatico sulle teorie, ma fermo sui principÎ di moralità, nelle vite private e tanto piú nella politica. "La politica non consiste solo nell'esercizio delle cariche, in ambascerie, urla nelle assemblee e furori tribunizi nella presentazione di disegni di leggi, secondo l'idea piú diffusa e come sono ritenuti senz'altro filosofi coloro che disputano dalla cattedra e discutono di libri. (...) Socrate era filosofo anche senza montare in cattedra né sedersi in poltrona e attenersi a un orario stabilito per conversare e passeggiare con i suoi discepoli; (...) Egli per primo dimostrò che la vita in ogni tempo, in ogni sua parte, in ogni circostanza e attività, e in tutto fa spazio alla filosofia. Simile deve essere la nostra opinione della politica: gli sconsiderati, siano essi generali o cancellieri o oratori nell'assemblea, non fanno politica ma demagogia, eccitano e suscitano fazioni platealmente o prestano la loro opera perché costretti. Chi invece pensa al vero bene comune e ama i suoi simili e la sua città e se ne preoccupa da vero politico, anche senza indossare l'uniforme, è costantemente presente a stimolare i potenti, a guidare chi ne ha bisogno, ad assistere chi decide, a dissuadere gli erranti, a incoraggiare i benpensanti; mostra che si cura degli interessi comuni non per diporto, né si reca al Consiglio come a teatro per uno spettacolo o una recita quando vi è sollecitato e in circostanze difficili, per primeggiare e per passatempo; e pur assente fisicamente, è presente col pensiero e s'informa, approvando o disapprovando ogni atto che vi si compie".

Democrazia e anarchia
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Di Cesare, Donatella

Democrazia e anarchia

EINAUDI, 13/02/2024

Abstract: La democrazia è legata da un nesso indissolubile con l'anarchia. Nel tempo delle svolte autoritarie, in cui si pretende di difendere la democrazia chiudendola e murandola, questo libro muove dal pensiero radicale per guardare al mattino greco della pólis. La storia monumentale viene cosí decostruita grazie a un'originale rilettura delle fonti: un racconto avvincente che mette in luce le sequenze ribelli, gli scenari rivoluzionari. Pronunciata con trepido entusiasmo o con attonito disprezzo, la parola demokratía, di cui viene ripercorsa sia la storia semantica sia quella politica, indica due eventi collegati: l'ingresso del popolo alla ribalta della storia e la revoca di ogni potere che presume di essere originario. Lo spettro dell'anarchia turba la città. Lo paventano i tragici, lo registrano gli storici, lo denunciano i filosofi. L'arché di padri, proprietari, autoctoni, eredi viene profondamente minata e destituita di legittimità, mentre si inaugura lo spazio della politica. "Né comandare, né essere comandati" è il sigillo della democrazia, lo stendardo della libertà an-archica. Protagoniste di questo racconto sono le donne. È una rivolta di straniere, in fuga da violenza familiare, a far emergere, in un verso di Eschilo, il composto che indica la capacità del popolo di affermarsi. La democrazia nasce con l'accoglienza. E il dêmos non potrà mai né regredire a éthnos, fondandosi su legami di sangue e di suolo, né tanto meno soffocare il conflitto e la divisione. In un confronto serrato tra gli altri con Hannah Arendt, Claude Lefort, Cornelius Castoriadis, Reiner Schürmann, Miguel Abensour, pensatori della democrazia dopo la deriva totalitaria, Donatella Di Cesare riporta alla luce un rimosso di secoli e apre un'inedita prospettiva di ricerca sul nuovo anarchismo.

Rayuela
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Cortázar, Julio - Prego, Omar - Nicoletti Rossini, Flaviarosa - Riera Rehren, Jaime - Buonafalce, Irene - Zavagna, Giulia

Rayuela

EINAUDI, 13/02/2024

Abstract: "Contro-romanzo", "cronaca di una follia", "il buco nero di un enorme imbuto", "un grido di allerta", "una specie di bomba atomica", "un appello al disordine necessario": con queste e altre espressioni venne salutato al suo apparire, nel 1963, Rayuela, uno dei capolavori del Novecento che ha cambiato la storia del romanzo e la vita delle persone che lo hanno letto. In una Parigi popolata da affittacamere xenofobe, intellettuali male in arnese, pianiste patetiche, scrittori distratti, facili vittime di incidenti stradali, l'eterno studente argentino Horacio Oliveira si muove attraverso la città e l'esistenza come attraverso le caselle del "gioco del mondo". Un percorso dalla terra al cielo, da Parigi a una Buenos Aires grottesca alla ricerca del Centro, della vera vita e soprattutto di Lucía, "la Maga", inconsapevole depositaria di ogni mistero e pienezza, l'unica che non dimentica che, in fondo, "per arrivare al Cielo servono solo un sassolino e la punta di una scarpa". A oltre cinquant'anni dalla prima pubblicazione Rayuela. Il gioco del mondo è accompagnato da un'appendice in cui Cortázar stesso racconta la storia del libro.

Tanto poco
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Lodoli, Marco

Tanto poco

EINAUDI, 13/02/2024

Abstract: Amare e restare nell'ombra: proteggere e custodire senza mai esporsi, senza avere l'impulso di rivelarsi, di dire eccomi, guardami, sono qui. È quello che capita alla bidella di una scuola dove insegna un ragazzo coi riccioli neri, intemperante, ribelle, pieno di sogni. Quarant'anni passati a difenderlo dai pericoli, dalle cattiverie, dal mondo. In silenzio, di nascosto: perché per avere un attimo di felicità bisogna saper perdere tutto."Le stagioni passano, le foglie crescono, cadono e ricrescono e tutto cambia. Ma io sono stata sempre qui, ferma, radice piantata in una devozione che forse è amore e forse è solo paura". L'amore da lontano, l'amore che non si sporca con la vita, l'amore puro, assoluto, incrollabile: il nuovo romanzo di Marco Lodoli racconta la passione silenziosa e implacabile di una bidella per un professore che non si accorge di nulla, troppo preso dalle sue ambizioni artistiche, dall'illusione di essere diverso dagli altri, dalle sue piccole vanità. Matteo è un insegnante, ma anche uno scrittore: prometteva bene, poi però si è smarrito. E lei non ha mai cessato di amarlo, ma a che prezzo? Per difendere quella rosa bianca dal fango della vita ha dovuto essere inflessibile, feroce, spietata. Rinunciare a tutto. Marco Lodoli ci porta al centro di un sentimento travolgente che è rincorsa e fuga, smania e tensione verticale, sogno che niente e nessuno deve interrompere: una finzione folle, e proprio per questo piú forte di ogni realtà. Una bidella e un professore, due esistenze parallele che forse non s'incroceranno mai, o forse si toccheranno per una notte soltanto, in un abbraccio che profuma d'amore e gratitudine, d'illusione e di oblio. "Tanto poco" basta per essere felici, bisogna solo respingere il mondo e consegnarsi a un'ossessione assurda e bellissima.

Il caso del castello chiuso
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Healy, Christopher

Il caso del castello chiuso

DE AGOSTINI, 27/02/2024

Abstract: C'era una volta una dolciss... no! C'era una volta una sagace fanciull... no! Ok, riproviamo... C'era una volta la più temibile cacciatrice di taglie dei Tredici Regni. L'incubo di ogni malfattore, la nemesi di ogni farabutto, la giustiziera di tutti i criminali! Ecco, adesso ci siamo! Poco importa se questo non è del tutto vero. Non ancora, almeno. In realtà Lillà, la nostra eroina, è poco più di una bambina, e la barda che la accompagna cantandone le gesta è solo la sua migliore amica: Dulcinetta la Melodiosa. Ma c'è da dire che la ragazzina è molto caparbia: sa di avere le carte in regola per realizzare il suo sogno, così quando un maggiordomo sudaticcio chiede il suo aiuto perché un cimelio antico e inestimabile scompare dalla casa di un famoso cacciatore di mostri, Lillà non vede l'ora di mettersi alla prova. Comincia così un'indagine davvero assurda che conduce le due amiche negli oscuri meandri dell'impenetrabile Castello Angbar. Proprio qui, tra le criptiche stanze, Lillà si troverà faccia a faccia con un viavai di personaggi strambi e che più loschi non si può. La situazione prende però una piega funesta: nell'atrio principale del palazzo viene ritrovato un cadavere e, l'istante successivo, un incantesimo sigilla tutti gli invitati dentro al castello! Lillà non ha dubbi: un feroce assassino si nasconde fra loro e solo lei può smascherarlo, ma non sarà facile perché tutti nel castello, lei compresa, hanno oscuri segreti da nascondere. Tra intrighi, cospirazioni, misteri e minacce, Lillà si troverà a dover condurre un gioco molto pericoloso. E se il suo primo lavoro come cacciatrice di taglie fosse anche l'ultimo?

Animal magic 2. L'invasione delle rane giganti
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Isern, Susanna - Dalmau, Carles

Animal magic 2. L'invasione delle rane giganti

DE AGOSTINI, 20/02/2024

Abstract: Metà bambini, metà animali, con meravigliosi poteri! Le rane del Lago Cristallo... sono diventate giganti! Oltre a causare danni in città, mangiano tutto ciò che trovano e spaventano gli abitanti della valle di Blim. E se c'entrassero qualcosa il malvagio mago Otto e la perfida Hela Crow? Abi, Éric, Cloe, Yuna e Nico non possono stare a guardare, devono scoprire che cosa è successo. Riusciranno ad aiutare le rane a tornare delle loro dimensioni normali e a riportare la tranquillità nella valle di Blim?

Io sono Marie Curie
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Rattaro, Sara

Io sono Marie Curie

SPERLING & KUPFER, 05/03/2024

Abstract: Parigi, 1894. Mentre si immerge nelle intricate ricerche per la sua seconda laurea in Matematica, dopo aver conseguito quella in Fisica, Marie s'imbatte in Pierre, un animo affine in grado di decifrare la sua mente complessa. Tra loro nasce un connubio di intelletti straordinari, uniti dalla sete di conoscenza e dalla volontà di esplorare insieme gli enigmi dell'universo.Tuttavia, Marie fin da giovane si rivela essere una donna particolare: rifiuta il destino di moglie tradizionale, respingendo l'idea di confinarsi tra le mura domestiche. Per lei, l'amore per la scienza è un compagno di viaggio nel sogno comune, un'ossessione che la guida lungo un percorso inedito.Quando si ritrova improvvisamente sola, costretta a confrontarsi con l'ostilità dell'ambiente scientifico maschilista e conservatore, inizia una battaglia per affermare la sua identità e il suo ruolo nel mondo. La vita di Marie prende così svolte inaspettate, mettendo alla prova la sua forza e la sua determinazione.Tra avventure misteriose e sfide personali, la scienziata che avrebbe successivamente conquistato ben due premi Nobel si trova a lottare non solo contro le forze della natura, ma anche contro un'epoca che fatica ad accettare il genio femminile.Attraverso la penna di Sara Rattaro, la figura di questa donna prodigiosa giunge fino a noi per portare il suo messaggio necessario e potentemente contemporaneo in ogni ambito e sfera dell'oggi: indossate il vostro coraggio e sfidate il mondo. È possibile. Tutte possiamo essere Marie Curie.

L'amore è solo un gioco
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Adams, Sarah

L'amore è solo un gioco

SPERLING & KUPFER, 27/02/2024

Abstract: Ciao, mi chiamo Bree Camden e sono perdutamente innamorata - così come metà dell'America, a giudicare dai tabloid e dalle numerose ragazze che frequenta - del mio migliore amico, Nathan Donelson, la leggenda del football americano. Lo so, il primo passo è dichiararmi, giusto? Peccato non possa farlo, perché chiaramente Nathan mi vede solo come un'amica, e l'ultima cosa che voglio è rovinare le cose tra noi. Ma come faccio ad accontentarmi di una buona vecchia amicizia platonica, senza poter toccare l'uomo più sexy del mondo? Tutto stava andando a gonfie vele finché, dopo qualche tequila di troppo, non ho accidentalmente raccontato il mio dramma a un giornalista, e ora il mondo pensa che io e Nathan stiamo insieme. Oh, e non vi ho ancora detto che dobbiamo fingere di uscire fino al Super Bowl perché abbiamo firmato un contratto con... ops, dimenticavo, non posso dirlo a nessuno! Il punto è che ora Nathan si comporta in modo molto... poco platonico, e io sto cercando di evitare che il mio corpo prenda fuoco ogni volta che mi tocca. Come farò a superare tre settimane di finti appuntamenti senza che nulla cambi tra noi? Ogni consiglio è ben accetto!

Guardando te
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Godoy, Ariana

Guardando te

SPERLING & KUPFER, 20/02/2024

Abstract: E se, quando meno te lo aspetti, incontrassi il vero amore?Apolo Hidalgo non dimenticherà mai la ragazza che ha incontrato sotto la pioggia: il suo calore, il suo travolgente profumo di agrumi. La notte in cui è stato aggredito, gli ha letteralmente salvato la vita.Non sa nulla di lei, se non il suo nome, Rain, e il fatto che frequentano la stessa università.Quando, dopo settimane di ricerche, finalmente Apolo riesce a ritrovarla, se ne innamora perdutamente: i due, insieme a Xan, il proprietario del Café Nora, diventano inseparabili.Ben presto, però, risulta chiaro che Rain e Xan nascondono molto più di quanto Apolo possa immaginare. Lui è un ragazzo pieno di buone intenzioni, ma nella vita queste non garantiscono nulla... specialmente in amore.Dopo il successo di Dalla mia finestra, Ariana Godoy, una delle autrici più famose di Wattpad, torna in libreria con un nuovo romanzo sui fratelli Hidalgo, che ha ispirato gli apprezzatissimi film prodotti da Netflix.

In ascolto del silenzio
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Borgna, Eugenio

In ascolto del silenzio

EINAUDI, 20/02/2024

Abstract: Il silenzio è un elemento che cura e ristora. Non è quindi solo un'assenza di emozioni ma è un momento di pausa e di profondità per poter liberamente scandagliare il proprio stato d'animo. Il silenzio è denso di significato ed è prezioso provare ad ascoltarlo. Il silenzio lascia intravedere in sé tracce di oscurità e di mistero, di fascinazione e di speranza. Sono molti i modi con cui la parola e il silenzio si intrecciano l'una all'altro: c'è il silenzio che rende palpitante e viva la parola, dilatandone i significati; c'è il silenzio che si sostituisce alla parola nel dire l'angoscia; c'è il silenzio che si nutre di attese e di speranze. Ogni silenzio ha un suo proprio linguaggio che, non solo in psichiatria, ma nella vita di ogni giorno, non può non essere decifrato. Quante volte una paziente, o un paziente, si chiude in un silenzio, che è necessario interpretare nei suoi orizzonti di senso. Come è importante distinguere il silenzio, che nasce dal desiderio di solitudine, da quello che nasce dalla timidezza, o dalla depressione, nella quale la vita si oscura, risucchiata dal richiamo della morte volontaria. Eugenio Borgna ci mostra quanto è importante riconoscere il silenzio, che rinasce a causa della nostra incapacità di ascoltare, e di creare una relazione dialogica.

Shakespeare in Hollywood
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Cattaneo, Arturo - Fumagalli, Gianluca

Shakespeare in Hollywood

EINAUDI, 20/02/2024

Abstract: All'inizio, "travestire" Shakespeare a teatro era stata una pratica comune, e dal giubileo del 1769 in poi il mito che si era creato intorno al Bardo ne aveva fatto qualcosa di ancora piú grande: il fondamento del DNA culturale dei popoli di lingua inglese. Agli inizi dell'Ottocento, Jane Austen scriveva che Shakespeare è "parte della costituzione di ogni inglese [...] si diventa intimi con lui istintivamente". E come per ogni patrimonio genetico, il figlio pensa di averne diritto tanto quanto il padre, per cui i nascenti Stati Uniti se n'erano appropriati con naturalezza, decisione e creatività. Anche al cinema" Shakespeare era stato parte della conquista del West, onnipresente nelle città dei minatori e nei saloon di frontiera: non era innaturale che affiorasse in un western come My Darling Clementine di John Ford. O in un film di fantascienza come Forbidden Planet. In un musical ambientato a New York come West Side Story. O anche che fosse esplicitamente preso a modello per una tipica gangster story, come nel caso di Joe MacBeth. All'inizio, "travestire" Shakespeare a teatro era stata una pratica comune, e dal giubileo del 1769 in poi il mito che si era creato intorno al Bardo ne aveva fatto qualcosa di ancora piú grande: il fondamento del DNA culturale dei popoli di lingua inglese. Agli inizi dell'Ottocento, Jane Austen scriveva che Shakespeare è "parte della costituzione di ogni inglese [...] si diventa intimi con lui istintivamente". E come per ogni patrimonio genetico, il figlio pensa di averne diritto tanto quanto il padre, per cui i nascenti Stati Uniti se n'erano appropriati con naturalezza, decisione e creatività. Anche al cinema" Shakespeare era stato parte della conquista del West, onnipresente nelle città dei minatori e nei saloon di frontiera: non era innaturale che affiorasse in un western come My Darling Clementine di John Ford. O in un film di fantascienza come Forbidden Planet. In un musical ambientato a New York come West Side Story. O anche che fosse esplicitamente preso a modello per una tipica gangster story, come nel caso di Joe MacBeth.

La crisi della narrazione
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Han, Byung-Chul - Canzonieri, Armando

La crisi della narrazione

EINAUDI, 20/02/2024

Abstract: Sono il tessuto connettivo delle nostre comunità e donano senso al mondo. Ma nella società contemporanea, le narrazioni risultano effimere e inefficaci. La loro onnipresenza non è che un sintomo, e un segnale d'allarme. Le narrazioni sono in crisi da tempo. Da bussole capaci di dare senso all'esistenza collettiva sono ormai diventate una merce come tutte le altre. Ridotte ad ancelle del capitalismo, si trasformano in storytelling e lo storytelling, ormai ubiquo, scade nella pubblicità, nel consumo di informazioni. L'accumulo di notizie ha preso, insomma, il posto delle storie. Dati e informazioni, però, frammentano il tempo, ci isolano e ci bloccano in un eterno presente, vuoto e privo di punti di riferimento. A diventare impossibile è la felicità stessa. Perché la vita, con tutti i suoi imprevisti, inciampi, tentativi ed errori, incontra la pienezza solo quando può essere condivisa e tramandata all'interno di una narrazione collettiva."Vivere è narrare. L'essere umano, in quanto animal narrans, si distingue dagli altri animali per il fatto che narrando realizza nuove forme di vita. La narrazione ha la forza del nuovo inizio. Lo storytelling, di contro, conosce solo una forma di vita, quella consumistica".Byung-Chul Han

Noi Marziani
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Dick, Philip K. - Pagetti, Carlo

Noi Marziani

Mondadori, 12/03/2024

Abstract: SULL'ARIDO SUOLO DI MARTE, colonia dove si sono infranti i sogni di grandiosa espansione della specie umana, non c'è nulla di più prezioso dell'acqua, scarsa e indispensabile, amministrata dal potente Sindacato Idraulici. O forse qualcosa c'è: Manfred Steiner, un ragazzino autistico capace di scivolare con la mente tra le pieghe del tempo. Una facoltà che sembra avere in comune con i Bleekmen, gli indigeni marziani la cui civiltà è stata spazzata via dalla colonizzazione terrestre. Arnie Kott, affarista senza scrupoli e capo del Sindacato Idraulici, intuisce che il bambino potrebbe essere la chiave per realizzare i suoi sogni di ricchezza e potere e mette in moto una trama dagli esiti bizzarri e imprevedibili.Scritto in un anno di forti tensioni globali, il 1962, e ricco di echi autobiografici, Noi marziani (1964) è uno dei romanzi più complessi e nello stesso tempo coesi di Dick: una discesa agli inferi travestiti da paradiso, un'esplorazione del cuore di tenebra e dei meandri della mente dell'essere umano, e assieme una potente allegoria della società californiana degli anni Sessanta e del patetico mito della Frontiera.

Germanico
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Manfredi, Valerio Massimo

Germanico

Mondadori, 27/02/2024

Abstract: Mai era accaduto prima nella storia di Roma che due giovani dell'aristocrazia si amassero in modo così incondizionato. Dal momento in cui, giovanissimi, si riconosceranno come spiriti affini, Germanico e Agrippina non si separeranno più. Il vincolo che li unisce, del resto, è il coronamento di una grande passione, non certo un impegno formale determinato da convenienze politiche.Quando il giovane comandante è chiamato a guidare le otto legioni stanziate lungo il fiume Reno per riscattare il nome dell'Impero dopo la disfatta di Teutoburgo, Agrippina decide di seguirlo in Germania. Nonostante sia incinta, partecipa da protagonista alla vita dell'accampamento, rivelando presto un ascendente sui soldati superiore persino a quello del marito.Fieri, impavidi, volitivi, entrambi sembrano dei predestinati: se Germanico, figlio del valoroso comandante Druso, è l'uomo più indicato a succedere al vecchio imperatore Augusto, di cui è il pupillo, Agrippina, figlia di Marco Vipsanio Agrippa, l'eroe di Azio, ma soprattutto nipote di Augusto, rappresenta l'esempio più fulgido della matrona romana. Eppure, alla morte di Augusto per loro le cose si mettono male. Nel testamento l'imperatore ha designato il figliastro Tiberio come suo successore. Livia, sua madre - avversaria di Agrippina -, che ha sempre agito perché il marito favorisse il figlio Tiberio, detiene adesso un potere illimitato. Amati dalla gente e dai soldati così come temuti dal potere, Germanico e Agrippina accetteranno con spavalda consapevolezza il loro destino.Anni dopo la loro morte, sarà il centurione Quinto Sergio Sabino - un leale servitore dello Stato che ha avuto la ventura di essere testimone delle loro gesta - a raccontare nelle sue memorie chi furono l'imperatore mancato e la sua sposa guerriera, e in che modo Tiberio e Livia si accanirono su di loro.Con il rigore dello storico e la capacità affabulatoria del grande narratore, Valerio Massimo Manfredi fa ritorno ai luoghi di Teutoburgo, regalandoci il ritratto indimenticabile di due figure epiche, Germanico e Agrippina, e mettendo in scena la battaglia campale di Idistaviso, l'evento che segnerà il riscatto dell'esercito romano sui Germani, e che conferirà a Germanico la gloria immortale di cui gode presso la posterità.

Damsel
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Skye, Evelyn

Damsel

RIZZOLI, 05/03/2024

Abstract: Elodie non ha mai desiderato sposare un principe, ma il suo Paese, Inophe, è attanagliato da decenni di siccità e il suo più profondo desiderio è aiutare il popolo a sopravvivere alla carestia e alle difficoltà. Quando il delegato di Aurea, regno dalla ricchezza smisurata e misteriosamente chiuso al resto del mondo, arriva con un'offerta sufficiente a salvare Inophe in cambio del matrimonio di Elodie con il principe ereditario, la giovane accetta senza esitazioni. Rapita dalla bellezza di quanto la circonda e da quella del suo promesso sposo, il principe Henry, Elodie non si accorge subito che non tutto è perfetto come sembra, ma col passare del tempo scopre che la prosperità di Aurea è stata conquistata a un costo altissimo: da sempre, per garantirsi un raccolto abbondante, il regno sacrifica le sue principesse a un drago affamato. Lei sarà la prossima. Le centinaia di giovani donne che nei secoli l'hanno preceduta non sono morte senza combattere e il potere del sangue che hanno versato e il loro ricordo è la chiave per la sopravvivenza di Elodie. Costretta a combattere per la propria vita, la coraggiosa damigella dovrà usare tutta la sua intelligenza per sconfiggere il drago e salvare non solo se stessa, ma anche il futuro del suo nuovo regno.

Salvare gli animali
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Corsini, Giulia

Salvare gli animali

UTET, 27/02/2024

Abstract: Quanti bambini, a un certo punto, hanno sognato di diventare veterinari per "salvare gli animali"? Quasi tutti hanno poi preso altre strade, crescendo, ma non tutti: per esempio Giulia Corsini, che per lavoro, studio e passione ha frequentato gli ambienti molto diversi in cui veterinari e ricercatori operano, e ci accompagna così in un viaggio tra cliniche e giardini zoologici, riserve naturali e parchi cittadini, circhi e allevamenti. Ogni ambiente pone problemi pratici, etici e filosofici diversi: se lo scoiattolo grigio americano mette a repentaglio la sopravvivenza dello scoiattolo rosso europeo, che cosa bisogna fare? Si può salvaguardare il benessere animale anche in un allevamento da macellazione? Il boom degli animali da compagnia è solo un business che genera gatti stressati e cani depressi? E che cosa succederebbe davvero se chiudessimo tutti gli zoo e i circhi? Più in generale: siamo sicuri che le nostre idee comuni sugli animali, domestici o selvatici, corrispondano alla realtà? Nel corso del viaggio, non mancano naturalmente i veri e propri incontri con gli animali: un enorme elefante con le zanne ricoperte da placche metalliche; suini neri romagnoli salvati dall'estinzione (anche) da un pugno di allevatori; cani e gatti in quantità, ma anche ratti insospettabilmente affettuosi; pesci zebrati, bombi e api che sanno contare; l'ombra antica del lupo, che torna a dominare le montagne; cervi giapponesi che hanno invaso l'Inghilterra e gamberi di fiume che invece stanno scomparendo; pettirossi che scambiano un lampione per il sole; due femmine di orango che guardano le foto dal display di un cellulare... Alla fine di questo libro, rigoroso come un saggio e personale come un memoir, scopriremo che quell'idea infantile del veterinario non era poi così sbagliata: si tratta soltanto di capire che il rapporto tra uomini e animali è molto più complesso di quanto pensavamo, ricco di sfumature e contraddizioni. Ma se ci manteniamo liberi da schematismi e pregiudizi, se sappiamo metterci in discussione ogni volta, con le azioni e le idee possiamo ancora provare a Salvare gli animali.

Atomi e cenere
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Plokhy, Serhii

Atomi e cenere

Mondadori, 12/03/2024

Abstract: L'11 marzo 2011, l'onda di uno tsunami alta oltre tredici metri si abbatté sulla centrale nucleare di Fukushima, in Giappone. Nei giorni successivi, una serie di esplosioni portò alla parziale fusione di tre reattori e a un riversamento incontrollato di acqua radioattiva nell'area circostante. Si trattò di uno dei più gravi disastri nucleari di sempre. Ma non fu il più tragico. Nell'aprile del 1986, a Cernobyl', nell'ex Unione Sovietica, l'esplosione e l'incendio del reattore liberarono nell'atmosfera una quantità tale di radiazioni da provocare un numero impressionante, ancorché imprecisato, di vittime. Prima ancora era stata la volta di Three Mile Island in Pennsylvania, di Windscale in Inghilterra, di Kyštym negli Urali e dell'atollo di Bikini nelle isole Marshall.Per coloro che si oppongono all'uso dell'energia nucleare per scopi civili, questi incidenti sono la prova tangibile del pericolo che essa rappresenta. Alla paura, si aggiungono poi i costi elevati in termini di risorse e investimenti per ottenere un rendimento economicamente vantaggioso e la preoccupazione per i rischi rappresentati dai tanti regimi autoritari, che praticano il "terrorismo nucleare" al fine di realizzare le proprie ambizioni geopolitiche.Tuttavia gli incentivi politici a passare al nucleare restano forti, per motivi economici, militari o di semplice prestigio. E la necessità di sostituire i combustibili fossili per affrontare i problemi sollevati dal cambiamento climatico impone una nuova riflessione sul futuro del nucleare. Una riflessione, però, che non può prescindere da quanto avvenuto in passato. Dagli incidenti dovuti a un malfunzionamento o al fattore umano, dalla cultura manageriale o dall'ideologia che li hanno resi possibili, dai silenzi dei governi che ne hanno occultato gli effetti sulla popolazione e sull'ambiente. Ripercorrere la storia dei più importanti disastri nucleari diventa un passaggio necessario per capire quale insegnamento possiamo trarne e come possiamo evitare che si verifichino di nuovo. Perché molti di quei fattori ci accompagnano ancora oggi, e rendono l'industria nucleare vulnerabile e incline a ripetere vecchi errori in modi inediti e inaspettati.Con Atomi e cenere Serhii Plokhy ci offre uno strumento prezioso per esprimere un giudizio informato sull'uso di una tecnologia che ha segnato in modo indelebile la nostra storia recente.

Segni sul muro
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Bellonci, Maria - Pampaloni, Geno

Segni sul muro

Mondadori, 12/03/2024

Abstract: Segni sul muro raccoglie scritti di varia destinazione e stile pubblicati da Maria Bellonci nell'arco di quarant'anni: ci sono elzeviri e prose giornalistiche, incontri e ritratti di contemporanei, memorie autobiografiche; ma anche racconti ambientati nell'amato Rinascimento così come in epoche meno frequentate, nei quali un ruolo importante è giocato dall'amore e dal suo complesso rapporto con i giochi del potere. A tenere insieme tanta ricchezza variegata è la costante, spesso pungente presenza dell'autrice in prima persona, con la sua prosa che si fa sempre più sontuosa e incisiva. È la scrittura a segnare il trapasso tra storia e romanzo, tra documento e fantasia, così cruciale nella produzione di Maria Bellonci. La sua voce, venata da una nota sottile di malinconia, è la "firma col punto" che, come per il Mantegna del bellissimo Ritratto di famiglia, suggella queste pagine dedicate a uomini, donne, ambienti, avventure che l'hanno accompagnata per tutta la vita.

La pace è l'unica strada
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Grossman, David - Shomroni, Alessandra

La pace è l'unica strada

Mondadori, 20/02/2024

Abstract: David Grossman, da sempre convinto sostenitore di una coesistenza tra Israele e Palestina, non si è mai sottratto dal commentare e analizzare la complessa relazione tra i due popoli. Questo libro raccoglie alcuni degli interventi più urgenti e militanti, in cui Grossman analizza la parabola politica di Israele, guardando con occhio critico alle azioni del governo e della classe dirigente del suo Paese: un Paese che gli appare oggi più vulnerabile che mai, per colpa delle correnti estremiste e della decadenza di quei valori democratici che lo rendevano uno stato davvero ebraico.Grossman riflette sulle dinamiche che alimentano il circolo vizioso della violenza, fino ai tragici eventi del 7 ottobre 2023, nuova miccia di un conflitto mai sopito e che sembra destinato a non avere fine. Ma continua anche a professare la sua speranza per un futuro di pace, in cui tutti possano sentirsi protetti e rappresentati equamente, "e coltivare la storia e le tradizioni della propria comunità senza cancellare quelle degli altri".