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Il Seicento e la rivoluzione scientifica
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Casanova, Cesarina - Casanova, Cesarina

Il Seicento e la rivoluzione scientifica

Pelago, 25/06/2022

Abstract: Il Seicento è stato tradizionalmente definito come il secolo della crisi, a causa della sequela di calamità che lo contraddistinsero: guerre sanguinose, recessione economica, pestilenze, carestie, rivolte sociali. Ma fu anche il secolo della Rivoluzione scientifica che inaugurò una nuova prospettiva del mondo e un metodo razionale di indagine che si sarebbe esteso alle scienze umane e politiche. In questo periodo, inoltre, comparvero nuovi protagonisti sulla scena europea, come l'Inghilterra e i Paesi Bassi; protagonisti non solo nell'economia ma anche nel mondo del pensiero politico e civile, destinato a rappresentare una forte cesura con quello dei secoli precedenti, per la nascita di nuovi concetti sullo Stato, la società e le istituzioni che troveranno pieno sviluppo nel Settecento.

L'età dell'assolutismo
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Casanova, Cesarina - Casanova, Cesarina

L'età dell'assolutismo

Pelago, 25/06/2022

Abstract: La fine del Seicento e buona parte del Settecento segnarono l'apogeo e poi la crisi delle monarchie assolute, che in alcuni Paesi si aprirono alle riforme e in un altro caso, quello della Francia, si disgregarono nella Rivoluzione. Si concluse l'epoca – durata millenni – dei sovrani che governavano per diritto divino e ai quali doveva tributarsi cieca obbedienza, e si aprì quella dello Stato di diritto. A renderlo possibile fu un nuovo sentire comune, figlio dell'illuminismo ma non solo, che portò con sé il primato della ragione, la difesa delle libertà civili contro il dispotismo, l'indipendenza della morale dalla religione, la critica spietata delle contraddizioni del potere e di una sovranità che usava ignoranza, fanatismo e povertà come armi di sottomissione dei popoli. Idee e progetti che avrebbero trovato piena applicazione solo nel secolo successivo.

Guerra franco-prussiana
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Heyriès, Hubert - Heyriès, Hubert

Guerra franco-prussiana

Pelago, 31/05/2022

Abstract: Il 1870 fu un anno decisivo per il futuro dell'Europa. La Prussia, ottenuto il governo della Confederazione degli Stati tedeschi del Nord, dopo le vittorie contro l'Austria del 1866, mirava alla riunificazione della Germania, operazione perseguita con ogni mezzo dal cancelliere tedesco Otto von Bismarck. Lo strumento non poteva che essere una guerra, quale collante per il nazionalismo tedesco ancora non così diffuso. Fu pretesto la successione al trono di Spagna con la candidatura di Leopoldo di Hohenzollern-Sigmaringen che preoccupava la Francia. La manipolazione con cui Bismarck rese ingiurioso il telegramma di Ems, che Guglielmo I di Prussia inviò ai francesi, fece il resto. Il 19 luglio 1870 ebbe inizio la guerra. A settembre la Francia, abbandonata da tutti, perse il sovrano, Napoleone III, sconfitto a Sedan e imprigionato, e lo stesso regime imperiale: il nuovo governo di Léon Gambetta fu repubblicano. Alla fine della guerra con la drammatica capitolazione di Parigi, il 28 gennaio 1871, l'Alsazia e parte della Lorena si aggiunsero ai confini tedeschi. Dieci giorni prima, a Versailles, Guglielmo I era stato nominato imperatore del Secondo Reich.

Guerra civile spagnola
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Botti, Alfonso - Botti, Alfonso

Guerra civile spagnola

Pelago, 31/05/2022

Abstract: Il conflitto interno scoppiato in Spagna nel luglio 1936, con la rivolta dei militari cinque anni dopo la nascita della Repubblica e chiamato Guerra Civile, rappresentò in realtà molte cose. Tanto che alcuni giudicarono riduttiva tale denominazione perché ignorava gli aspetti violentissimi di lotta sociale dello scontro. Fu però anche il banco di prova della futura Seconda guerra mondiale: vi si sperimentarono bombardamenti a tappeto su popolazioni inermi, campi di deportazione e carneficine di massa, ma anche prime forme di resistenza armata antifascista. Volontari vennero da ogni parte e su entrambi i fronti. Su tutto si stagliò la figura ambigua e sfuggente di Francisco Franco che, unico tra i dittatori del tempo, sarebbe sopravvissuto a ogni evento. In un'Europa che guardava ancora con qualche simpatia ai nuovi governi totalitari come baluardi alla minaccia di rivoluzioni sull'esempio sovietico, preoccupata dalla crisi economica degli anni Trenta, nessuno Stato democratico intervenne. Soli si mossero proprio quei Paesi in cui le dittature si erano fatte strada: Italia e Germania, al fianco dei franchisti, l'Unione Sovietica della Repubblica.

Seconda guerra mondiale
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Labanca, Nicola - Labanca, Nicola

Seconda guerra mondiale

Pelago, 31/05/2022

Abstract: "Questa non è una pace. È un armistizio di vent'anni". Il profetico commento del generale francese Ferdinand Foch alle condizioni di pace di Versailles, a chiusura della Prima guerra mondiale, mostra come fossero già evidenti le premesse di un successivo conflitto. La Seconda guerra mondiale, che alcuni fanno cominciare a Guernica, nel 1937, con la Guerra Civile spagnola, ha la sua data d'inizio, almeno per l'Europa, il 1° settembre 1939, quando la Germania nazista invase la Polonia. L'intervento tedesco, preceduto dagli accordi con l'Italia (l'Asse Roma-Berlino e il Patto d'Acciaio) e da quello con l'Unione sovietica (Molotov-Ribbentrop), aveva come scopo la nascita di un grande impero germanico, con l'ausilio di deportazione e pulizia etnica, culminate nell'orrore dei campi di stermino. Estesosi ad Africa e Asia, il conflitto, che raggiunse i 70 milioni di morti, considerando anche le vittime di Hiroshima e Nagasaki, lasciò aperte cicatrici e difficili equilibri internazionali. La Guerra Fredda ne fu precaria conseguenza.

La rivoluzione americana
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Abbattista, Guido - Abbattista, Guido

La rivoluzione americana

Pelago, 01/07/2022

Abstract: La Rivoluzione americana, nata dalle proteste contro l'imposizione di tasse a esclusivo beneficio dell'Inghilterra, ebbe in realtà forti connotati ideologici e politici, che portarono alla creazione della prima Repubblica della storia dopo quella ateniese. I principi a cui si ispirò e che furono codificati nella Costituzione si basarono sul diritto naturale di ogni individuo alla felicità e al perseguimento dei propri ideali e interessi senza interferenze da parte dello Stato, sulla tolleranza religiosa, su un governo autorevole e rappresentativo eletto dal popolo ma non "del popolo", e soprattutto sulla separazione dei tre poteri e sul loro controllo attraverso un sistema di contrappesi volto a impedire qualsiasi eccesso. L'esperienza americana avrebbe influito fortemente sulla Rivoluzione francese e sulle lotte per l'indipendenza degli altri territori del Nuovo Mondo dal colonialismo europeo.

Guerre arabo-israeliane
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Campanini, Massimo - Campanini, Massimo

Guerre arabo-israeliane

Pelago, 31/05/2022

Abstract: Lo Stato di Israele, proclamato il 14 maggio 1948, subito dopo la rinuncia britannica al mandato sulla Palestina, eredità della spartizione post-coloniale seguita alla Grande Guerra, ebbe natali difficili. Riconosciuto da Stati Uniti e Unione Sovietica, ricevette a solo un giorno di vita la sua prima dichiarazione di guerra. I nascenti Stati arabi, in lotta per la propria indipendenza, considerarono la presenza di Israele una nuova forma di colonizzazione inaccettabile e ritennero di potersene rapidamente liberare. Così non fu. Mancanza di unità e ostilità reciproche nel mondo arabo, cui si aggiunse grande impreparazione militare rispetto all'efficienza d'Israele, produssero non solo una sconfitta, ma una catastrofe, la nakba, che vide centinaia di migliaia di profughi palestinesi costretti ad abbandonare la propria terra. Fu così che il conflitto arabo-israeliano divenne la prima delle guerre endemiche della seconda metà del Ventesimo secolo, giungendo fino ad oggi.

Il Settecento e la rivoluzione industriale
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Beonio Brocchieri, Vittorio Hajime - Beonio-Brocchieri, Vittorio H.

Il Settecento e la rivoluzione industriale

Pelago, 25/06/2022

Abstract: La Rivoluzione industriale rappresentò l'inizio di una profonda trasformazione incruenta dell'Europa e della posizione dell'individuo nello scenario socio-politico-economico. Ribaltò la gerarchia dei valori tradizionali, mettendo al primo posto il lavoro, la produzione, i capitali, la finanza; valori che si avviarono a diventare determinanti per il potere o la debolezza di una nazione, più delle guerre, come era avvenuto fino a quel momento. Nello stesso tempo pose le questioni, destinate a divenire sempre più cruciali, relative alla forza lavoro e al suo sfruttamento indiscriminato, alle condizioni di salute nelle fabbriche e nelle città; questioni che avrebbero caratterizzato i movimenti operai dell'Ottocento, la nascita del socialismo e poi del comunismo. Si trattò davvero di una rivoluzione lunga e silenziosa, che avrebbe cambiato il volto dell'Occidente.

La Russia degli zar
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Ferrari, Aldo - Ferrari, Aldo

La Russia degli zar

Pelago, 25/06/2022

Abstract: La Russia è stata sempre un mondo a sé, fiera della sua "alterità" di cultura e di storia rispetto all'Occidente, con il quale ha rifiutato qualsiasi tentativo di omologazione, come pure la condivisione di un destino comune. Il suo connotato nell'era degli zar è stato caratterizzato dall'assolutismo monarchico, dalla fusione totale del potere dello Stato con l'ortodossia religiosa e dalla missione di Grande Madre universale del mondo slavo. I rapporti con l'Ovest sono sempre stati improntati a reciproca diffidenza, anche nei momenti delle alleanze e delle iniziative comuni. È una grande potenza e una grande civiltà, demonizzata e divinizzata nell'opinione occidentale a seconda dei problemi interni e delle aspirazioni della nostra società nei suoi diversi momenti storici.

Guerra di Corea
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Breccia, Gastone - Breccia, Gastone

Guerra di Corea

Pelago, 31/05/2022

Abstract: Quello firmato a Panmunjeom è il più lungo armistizio della storia: agli accordi stipulati il 27 luglio 1953, dopo tre anni di durissimi e sanguinosi scontri, non è mai seguito un trattato di pace tra la Corea del Nord e quella del Sud. Non ci furono vincitori, ma molti furono gli sconfitti. Sorto come conseguenza della divisione del Paese lungo il 38° parallelo al termine della Seconda guerra mondiale, il conflitto fu una guerra ambigua, che vide coesistere l'antico e il nuovo volto della Corea e della Cina. Schierate al loro fianco le potenze che avrebbero diviso il mondo in due blocchi per più di quarant'anni: l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti. In breve tempo, con l'intervento dell'esercito delle Nazioni Unite, la Guerra di Corea assunse caratteristiche esplosive rischiando di divenire un detonatore sul piano internazionale, al punto che si parlò di guerra atomica. Per quanto lontana possa sembrare, da allora la guerra in Estremo Oriente è sospesa e periodicamente la minaccia atomica torna ad affacciarsi sugli instabili equilibri contemporanei.

La Rivoluzione francese
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Casalena, Maria Pia - Casalena, Maria Pia

La Rivoluzione francese

Pelago, 01/07/2022

Abstract: Una serie ininterrotta di eventi esaltanti e drammatici, di cambiamenti di regime e di Costituzioni, di lotte politiche feroci: il decennio della Rivoluzione francese trasformò per sempre i connotati dell'Occidente, imponendo principi come i diritti dell'uomo e del cittadino, la sovranità nazionale espressa dalle rappresentanze della popolazione, la soppressione dei privilegi dell'aristocrazia e degli ecclesiastici e la formazione di uno Stato laico non solo in termini concettuali ma anche sotto il profilo amministrativo. Fu un mutamento di scenario che avrebbe influito sulla storia d'Europa in maniera determinante, anche se nel tempo. Rappresentò un periodo del quale si discute ancora, specie per quanto riguarda i suoi momenti più traumatici e totalitari (il Terrore), ai quali però la forza delle idee ispiratrici riuscì a sopravvivere indenne.

L'età di Napoleone
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Mascilli Migliorini, Luigi - Mascilli Migliorini, Luigi

L'età di Napoleone

Pelago, 01/07/2022

Abstract: Napoleone Bonaparte non fu soltanto il grande stratega militare e conquistatore di mezza Europa: oggi si mette più in risalto il suo ruolo di governante e politico, "erede" della Rivoluzione francese, della quale seppe trasferire nel suo governo, ancorché centralizzato e dirigistico, gli ideali di uguaglianza sociale, di libertà di idee e di tolleranza. Un patrimonio inalienabile che venne così salvaguardato e sancito per sempre nel Codice civile napoleonico, e trasferito nel sentimento comune dei cittadini europei, prossimi a combattere le battaglie ottocentesche contro le monarchie assolutiste e a favore dell'autodeterminazione dei popoli. L'età napoleonica fu quindi non solo un periodo di battaglie e conquiste, rivelatesi poi effimere, ma un periodo di trasformazione politica, sociale e intellettuale che coinvolse l'intero Continente: il lascito più importante di Bonaparte.

Garibaldi e il Risorgimento
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Gentile, Pierangelo - Gentile, Pierangelo

Garibaldi e il Risorgimento

Pelago, 01/07/2022

Abstract: Con il Risorgimento l'Italia divenne per la prima volta uno Stato unitario. Questo traguardo incomparabile fu raggiunto attraverso un itinerario complesso e, alla fine, convulso, al quale contribuirono le diverse anime dei fautori dell'indipendenza, dalle ideologie repubblicane mazziniane alla diplomazia spregiudicata di Cavour, al quale si deve la "missione impossibile" che condusse alla guerra contro l'Austria, fino alle iniziative militari di Garibaldi con la Spedizione dei Mille e di Vittorio Emanuele II, con le quali si giunse di colpo all'unità dell'intera Penisola. Queste diverse anime hanno suscitato e suscitano ancora oggi dibattiti e polemiche, tra chi ne mette in evidenza i contrasti e chi invece li considera elementi anche eterogenei ma, nei fatti, sinergici. Infatti, per una sorta di alchimia, in parte imprevista, condussero alla trasformazione di un territorio unito dalla cultura, dalla lingua e dal sentimento patriottico in uno Stato unitario.

Guerre Iran-Iraq
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Beccaro, Andrea - Beccaro, Andrea

Guerre Iran-Iraq

Pelago, 25/06/2022

Abstract: La Guerra Iran-Iraq non è stata soltanto il conflitto più lungo dal dopoguerra a oggi, con otto anni di combattimenti sanguinosi anche con l'uso di armi chimiche e un bilancio finale di un milione e mezzo di morti: ha trasformato la geopolitica del Vicino Oriente, che già la Rivoluzione islamica in Iran aveva cominciato a modificare nel 1979. L'antica rivalità tra persiani e arabi ha assunto le vesti di un conflitto politico-religioso, tra sciiti e sunniti, per il dominio dell'area del golfo Persico e del suo petrolio, rinfocolando l'antagonismo tra i seguaci delle due confessioni in altre nazioni e pronto a esplodere, come è poi avvenuto in tempi più vicini a noi. Ha anche segnato la radicalizzazione delle sette estremiste e la loro diffusione in altre zone. Non ha avuto vincitori o vinti in modo definito, ma ha destabilizzato un'area che si reggeva su equilibri precari.

Prima guerra del Golfo
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Paoli, Simone - Paoli, Simone

Prima guerra del Golfo

Pelago, 25/06/2022

Abstract: Iniziata il 2 agosto 1990 con l'occupazione del Kuwait da parte dell'Iraq di Saddam Hussein e seguita dall'intervento delle forze congiunte di Stati Uniti e di una coalizione di nazioni (fra cui l'Italia) sotto l'egida dell'Onu, la Prima guerra del Golfo durò sette mesi. Sull'Iraq furono lanciate circa centomila tonnellate di bombe con l'uso di tecnologie avanzate che distrussero le infrastrutture del Paese e ne annientarono l'esercito, il quarto del mondo per consistenza, prima con attacchi aerei e poi con una massiccia operazione di terra, provocando più di trentamila morti iracheni, mentre le perdite della coalizione furono contenutissime. Fu la prima guerra trasmessa in diretta dalle reti televisive di tutto il mondo. Benché la coalizione internazionale avesse riportato una vittoria assoluta, si concluse senza l'occupazione di Baghdad né la destituzione di Saddam. All'Iraq toccò un drammatico embargo e una situazione esplosiva irrisolta che avrebbe condotto al secondo conflitto del 2003 e all'inasprimento delle tensioni nell'area del Vicino Oriente.

Galileo
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Maiocchi, Roberto - Maiocchi, Roberto

Galileo

Pelago, 01/07/2022

Abstract: Galileo Galilei è stato il fondatore della scienza moderna, basata non più solo sull'osservazione della natura ma anche sulla possibilità di fare esperimenti "artificiali" (il piano inclinato, la caduta dei gravi) per scoprire nuove leggi fisiche. Grazie al cannocchiale ha spalancato una finestra sul cosmo attraverso la quale per la prima volta l'occhio umano ha superato i suoi limiti scoprendo una realtà infinita di nuove stelle e galassie. Ha trasformato la teoria copernicana, che sconfessava il geocentrismo aristotelico-tolemaico, in una visione del mondo che sconfessava la Bibbia, tanto da suscitare l'immediata reazione della Chiesa – accortasi della novità dirompente – che lo mise sotto accusa costringendolo all'abiura. Resta così lo scienziato-filosofo che ha diviso in due le epoche, della scienza e della cultura: in un "prima" e in un "dopo" le sue scoperte.

Guerre jugoslave
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Zaccaria, Benedetto - Zaccaria, Benedetto

Guerre jugoslave

Pelago, 25/06/2022

Abstract: Le Guerre jugoslave sono lascito di un'eredità antica che risale alle Guerre austro-turche prima, al disfacimento del vasto Impero ottomano seguito alla Prima guerra mondiale, poi. A ciò si aggiunsero le difficoltà del secondo dopoguerra con la spartizione del mondo e la corsa agli armamenti della Guerra Fredda. La Repubblica Socialista Federale Jugoslava di Tito, il quale aveva tentato di sottrarla ai due blocchi d'influenza cercando una terza via, alla sua morte non resse all'esplodere dei nazionalismi al proprio interno. Il dissolversi della Cortina di Ferro portò su tutto l'Est europeo gli sguardi e le aspettative del mondo intero. Le mai sopite spinte indipendentiste e gli odi etnico-religiosi fecero il resto: nel 1991 le repubbliche federali di Slovenia e Croazia dichiararono l'indipendenza scatenando una sanguinosa guerra fratricida che vide contrapporsi l'egemonismo della Serbia di Milošević di orientamento federalista ai nazionalismi di Slovenia e Croazia. La guerra, che si trasformò in breve di tutti contro tutti, vide l'intervento delle forze Onu e della Nato e dopo più di dieci anni lasciò l'area devastata e quasi centomila morti.

Abelardo
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Chiurco, Carlo - Chiurco, Carlo

Abelardo

Pelago, 01/07/2022

Abstract: Molto noto al grande pubblico soprattutto per la sua tragica storia d'amore con Eloisa, Pietro Abelardo è stato in realtà un filosofo di prima grandezza nel Medioevo dell'XI e del XII secolo. Fu il più celebre logico d'Europa, considerando la logica l'essenza della filosofia, e subordinò la fede alla ragione, sostenendo che la prima "è un prodotto razionale, in caso contrario è un'apparenza". Anche per questo si attirò la reazione della Chiesa che lo processò più volte e lo scomunicò. Altra innovazione fondamentale di Abelardo fu l'uso della semantica e dell'analisi del linguaggio nella dialettica filosofica, un aspetto che sarà pienamente sviluppato soltanto a partire dal Settecento.

Riforma luterana e Controriforma
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Lavenia, Vincenzo - Lavenia, Vincenzo

Riforma luterana e Controriforma

Pelago, 25/06/2022

Abstract: L'affissione delle Novantacinque Tesi di Lutero a Wittenberg nel 1517 giunse al culmine di lunghi tentativi di riportare la Chiesa alla purezza delle origini: una riforma che investiva direttamente il potere temporale dei papi. Ogni conciliazione fu impossibile: si consumò così la scissione tra protestanti e cattolici, i quali reagirono con quella che è chiamata Controriformama che, al di là delle motivazioni politiche, nasceva anche come tentativo autonomo di riportare la Chiesa agli antichi valori morali e disciplinari. La separazione aprì l'epoca delle sanguinose guerre di religione: soltanto con la pace di Vestfalia a metà Seicento ebbero termine, praticamente per sempre, i conflitti tra cristiani generati dalle divisioni religiose, e il potere temporale del papato subì un pesante ridimensionamento.

Guerra del Vietnam
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Montessoro, Francesco - Montessoro, Francesco

Guerra del Vietnam

Pelago, 31/05/2022

Abstract: La Guerra del Vietnam è rimasta nella storia come il conflitto che ha nuociuto all'immagine degli Stati Uniti in tutto l'Occidente più di ogni altro evento del dopoguerra. L'intervento americano, iniziato in sordina negli anni Cinquanta per impedire l'unificazione del Paese sotto il comunismo di Hanoi – che si riteneva potesse poi dilagare in tutto il Sudest asiatico –, si è ingigantito in un conflitto sanguinoso durato undici anni, che ha causato complessivamente quasi un milione e mezzo di morti tra i militari e due milioni di civili. Le sorti della guerra furono alterne per i due fronti contrapposti e una serie di errori strategici e tattici da parte statunitense portò alla fine all'evidente impossibilità, per gli Usa, di continuare una guerra il cui esito appariva segnato. Mentre i vessilli nordvietnamiti sventolavano su Saigon, gli Stati Uniti iniziarono a livello interno un'opera di recupero delle ferite psicologiche e dell'orgoglio nazionale che si era lacerato.