Trovati 855121 documenti.
Trovati 855121 documenti.
Risorsa locale
Storia del libro e della lettura
Mimesis Edizioni, 30/08/2019
Abstract: Nel lungo tratto di tempo che dall'apparizione in Egitto dei primi rotoli di papiro si spinge fino alla produzione dei libri a stampa nel XV secolo, la lettura ha conosciuto in Occidente una delle sue svolte principali nel diverso modo di accostarsi ai testi introdotto dal cristianesimo rispetto all'antichità tra quarto e quinto secolo. Le Confessioni di sant'Agostino ne costituiscono la chiave di volta. Nel tratto di strada percorso da questo primo volume – dal terzo millennio avanti Cristo ai primi del Cinquecento – si dipana la lunga storia del libro, visto come specchio della mente e strumento di lettura, cioè di dialogo tra gli uomini. Un manufatto che nel corso del tempo, pur mantenendo la sua identità dialogica, ha conosciuto molte metamorfosi nella configurazione testuale e nell'abito esterno: dalla forma di rotolo a quella di codice; dal papiro alla pergamena e dalla pergamena alla carta; dalla scrittura manuale a quella stampata. è in seguito approdato al libro industriale del XIX secolo e al libro elettronico di questi ultimi decenni, con forme testuali e modalità di lettura affatto nuove.
Risorsa locale
Mimesis Edizioni, 13/06/2019
Abstract: L'uomo, in quanto essere parlante e capace di immaginare altrimenti, si costituisce nel movimento dialettico del proprio desiderare creativo e spontaneamente inconscio. A partire da Jung e dalle pratiche filosofiche, questo libro scava intorno alle cose ultime, quelle che sembrano essere il luogo d'origine delle leggi della psiche, che regolano il rapporto fra soggetto e oggetto. La pietra filosofale – obiettivo di ricerca nell'alchimia – rappresenta qui in tal senso la ricomposizione di quegli indizi che, come membra sparse di un'unità originaria, rivelano i punti di congiunzione fra l'uomo e la realtà, fra mondo interno e mondo esterno. E dalla meraviglia che suscita l'incontro di questi due poli scaturisce il momento d'inizio del filosofare. Come raggiungere e gestire questa energia originaria che sotto la forma del desiderio risiede nell'ombra dell'inconscio? In queste pagine si cerca una risposta, seguendo la viva esperienza biografica, tra l'orizzonte filosofico e quello psicoanalitico.
Risorsa locale
Mimesis Edizioni, 13/07/2018
Abstract: Judith Butler (1956) insegna Letterature comparate e Teoria critica all'Università della California, a Berkeley. Tra le più importanti e discusse filosofe viventi, le sue tesi sul genere, la sessualità e il potere sono al centro del dibattito filosofico internazionale. Nel 2012 è stata insignita, tra accese polemiche, del Premio Adorno dalla Città di Francoforte. Tra le sue opere tradotte in italiano: Corpi che contano. I limiti discorsivi del "Sesso" (1996), Questione di genere. Il femminismo e la sovversione dell'identità (2013), Vite precarie. I poteri del lutto e della violenza (2013), A chi spetta una buona vita? (2013), Sentire ciò che nell'altro è vivente. L'amore nel giovane Hegel (2014); per i tipi di Mimesis, La vita psichica del potere. Teorie del soggetto (2013).
Risorsa locale
Mimesis Edizioni, 13/07/2018
Abstract: La prigione rappresenta un luogo che in Foucault è sempre stato al centro dell'attenzione, sia nei suoi corsi accademici al Collège de France, sia nella elaborazione della sua griglia analitica della disciplina, sia nel celebre testo Sorvegliare e punire, sia infine nella sua pratica militante a fianco dei detenuti. Questo testo raccoglie una serie di articoli e interviste lungo tutto l'arco degli anni Settanta del secolo scorso. Il fil rouge che li lega è appunto la questione carceraria e, più in generale, la tenuta della nozione di disciplina messa alla prova con la condizione della società francese di quell'epoca. Ne emerge un Foucault sempre più attuale, che riesce a dirci qualcosa di interessante non solamente rispetto all'evoluzione del ruolo e della funzione disciplinare della prigione, oggi sempre più resa un contenitore entro il quale scaricare individui ritenuti a rischio per la sicurezza della popolazione, proprio allorquando sono le politiche sicuritarie a esaltare la sorveglianza e il controllo senza apportare un reale beneficio di tranquillità e felicità sociale. Foucault anticipa con poche battute il destino di società ricche e potenti, come le nostre, che si sentono assediate e ossessionate da minacce costruite a tavolino e per le quali vengono dispiegate tecnologie sempre più invasive e raffinate che mutano tanto i discorsi quanto i dispositivi dei regimi di una democrazia autonominatasi liberale. L'Introduzione di Salvo Vaccaro, che ha curato l'intera pubblicazione, ripercorre il nesso teorico e pratico tra analisi della prigione e filosofia politica di Foucault.
Risorsa locale
Mimesis Edizioni, 13/07/2018
Abstract: I fumetti e i disegni animati giapponesi sono ormai noti in tutto il mondo per il loro stile, la loro carica innovativa, talvolta provocante e violenta, spesso romantica e graffiante. I manga riscuotono successi tra il pubblico giovane, e interesse, curiosità o sconcerto negli adulti e negli appassionati legati al mondo dei fumetti americani o europei. Ma cosa significa dire che in questo genere di storie vi è un contenuto filosofico? Questo testo prova a rispondere a questa domanda, fornendo alcune possibili chiavi di lettura per un approfondimento dei loro contenuti e modalità narrative. L'idea che anima queste pagine è quella che considera il mondo della "letteratura disegnata" come un luogo decisivo nella contemporaneità per il dialogo tra le culture, che possono riscoprire se stesse attraverso il confronto con l'altro.
Risorsa locale
Inchiesta sul bello e il sublime
Aesthetica, 11/02/2020
Abstract: Pubblicata nel 1757 e ampliata nel 1759, l'Inchiesta sul bello e il sublime di Edmund Burke costituisce l'approdo della riflessione primosettecentesca sul "sublime" e, al tempo stesso, il punto di partenza di una complessa trama teorica e culturale che si dipana fino ai nostri tempi. Riprendendo infatti idee e analisi maturate nel corso di mezzo secolo (da Dennis a Addison, da Shaftesbury a Hume), Burke le riarticola in un quadro teorico di forte originalità che rimarrà classico fino alla Critica del Giudizio di Kant. Il bello come ciò che è ben formato ed esteticamente gradevole, il sublime come ciò che ha il potere di costringerci a fare qualcosa e di distruggerci. Nel preferire il sublime al bello, Burke segna in questo trattato il passaggio dal neoclassicismo al Romanticismo.
Risorsa locale
Estetica dell'arte contemporanea
Meltemi, 10/10/2019
Abstract: Questa raccolta di saggi inediti cerca di mostrare la complessità concettuale dell'estetica e dell'arte contemporanea, a partire dai temi più dibattuti e controversi che l'arte degli ultimi trent'anni suggerisce. Il testo propone un percorso di riflessione che si articola a partire da singole coordinate estetologiche: Gusto, Bello, Brutto, Percezione, Mimesi, Forma, Tecnica, Media, Immaginazione, Tempo. Coordinate che vengono arricchite mettendo in evidenza la linea di continuità tra passato e presente, e le problematicità all'interno di una lunga e complessa storia del pensiero artistico filosofico.
Risorsa locale
Vite precarie. Contro l'uso della violenza in risposta al lutto collettivo
Meltemi, 13/07/2018
Abstract: Come si vive in America e nel mondo dopo l'11 settembre e durante la guerra in Iraq? Quali le conseguenze per i diritti umani e le libertà individuali? Quali censure si accaniscono sulle voci critiche verso la politica del governo statunitense? Contro l'oltranzismo patriottico degli USA, Judith Butler ci propone un'analisi rigorosa e attualissima sul progressivo sganciamento del potere politico dalla soggezione alla legge, sul crollo dello Stato di diritto, sul passaggio di sovranità "giustificato" dall'emergenza antiterrorista. E ci invita a riflettere sulle ragioni profonde di fatti che provocano la nostra indignazione: perché le posizioni critiche verso Israele vengono bollate come espressioni di antisemitismo? Quali le implicazioni etiche e politiche della "detenzione infinita" dei prigionieri di guerra a Guantanamo? Perché ad alcuni è concesso provare dolore e piangere i propri morti, mentre ad altri non è riconosciuta neanche la dignità di esseri umani? Nel suo libro più appassionato e provocatorio, l'autrice propone un'etica non violenta, fondata sulla consapevolezza della vulnerabilità e precarietà della vita umana, e ci mostra come una più profonda comprensione del significato del lutto e della violenza possa invece condurci verso nuove forme di solidarietà e giustizia globale.
Risorsa locale
Riflessioni sullo sviluppo sostenibile in architettura
Mimesis Edizioni, 04/09/2018
Abstract: A trent'anni di distanza dall'affermazione del concetto di sviluppo sostenibile è possibile e doveroso fare un bilancio di quanto accaduto, delle ricadute sulla realtà che ci circonda, analizzando le risposte formulate, ma soprattutto le domande poste al principio del percorso. Lo sviluppo sostenibile ha avuto importanti ripercussioni in ambito architettonico, rispetto alle quali si possono valutare le problematiche individuate, le risposte formulate, gli eventuali fallimenti e soprattutto interrogarsi su quale sia il ruolo dell'architetto in questo dibattito, sul perché debba occuparsi dell'argomento e quale possa essere il suo effettivo apporto. Obiettivi specifici del testo sono costruire un bilancio a partire dall'analisi di tali ricadute per definire un quadro in cui si inserisce l'architettura e delineare la posizione della disciplina all'interno del tema sostenibilità: ne è un soggetto trainante? La subisce suo malgrado? O lo sfrutta per collocarsi in modo più appetibile sul mercato?
Risorsa locale
Mimesis Edizioni, 03/10/2019
Abstract: Nelle osterie che frequentavamo di più, tipo il Pino Pomè o la Maria alla Magolfa bocciofila, o il Pino alla Parete, giravano due ragazzi simpaticissimi con chitarre e canzoni lombarde, ed erano il Cochi e il Renato. Al Jamaica trovavi la Mariangela Melato, o il Gian Maria Volonté, che studiavano al "Piccolo". Si andava spesso in una casa molto ospitale del Franco che poi risultò essere il Franco Maria Ricci. Nel 1973 curavo, nell'atrio della Triennale, un ambiente totale di vuoto, fuori dall'abituale monumentalismo. Vi realizzai delle performance di artisti, e una fu di Franco Battiato, anche lui senza soldi come tutti, dormiva in casa del Marco Mondadori.
Risorsa locale
Jouvence, 08/03/2018
Abstract: Undici pianeti è un testo legato a una data chiave per la storia araba e mondiale, il 1492, anno della scoperta dell'America e dell'espulsione di musulmani ed ebrei dall'Andalusia. Questi eventi sono i temi su cui ruotano le prime due parti dell'opera, Undici pianeti sull'ultima scena andalusa e Penultimo discorso del "pellerossa" all'uomo bianco; Darwish, recuperando la storia dell'esilio andaluso e quella dello sterminio degli indiani d'America, racconta il tragico destino del popolo palestinese. Il poeta "ritorna" al mito e alla storia cananea in Una pietra cananea nel Mar Morto e in Sceglieremo Sofocle in cui (ri)costruisce le fondamenta dell'identità del popolo palestinese per riaffermare la sua esistenza. L'esilio nell'amore è l'esperienza narrata in L'inverno di Rita, mentre l'ultimo componimento, Un cavallo per lo straniero, è un'elegia per un poeta iracheno, che diviene elegia per l'intero Iraq, "assassinato" nella guerra del Golfo del 1991.
Risorsa locale
Mimesis Edizioni, 05/09/2019
Abstract: Una patria libera è la necessaria condizione perché un popolo possa realizzarsi e compiere la missione che – secondo Mazzini – Dio gli ha affidato. La repubblica è la sua forma più matura di governo poiché la politica è scontro tra libertà e dispotismo e tra queste due forze non è possibile trovare un compromesso: è una guerra di princìpi che non ammette transazioni. Mazzini esorta il popolo a non accontentarsi delle riforme che sono accomodamenti gestiti dall'alto e non si radicano, cioè, nello spirito di libertà e di uguaglianza.
Risorsa locale
Meltemi, 13/07/2018
Abstract: Perché viviamo? Ha senso porsi questa domanda oggi, in una società che ha celebrato la fine di tutte le ideologie, tranne quella del consumo, e che vive del presente, dell'immediato, ponendosi solo fini a breve termine (come la redditività o la competitività)? Nell'epoca della globalizzazione siamo incapaci di rispondere a domande come: a cosa serve la conoscenza? E lo sviluppo economico? A cosa il Potere? Troppo spesso questo silenzio lascia spazio a risposte selvagge. Eppure, proprio il sentimento del vuoto e l'aspirazione a dare un senso alla vita sembrano oggi particolarmente di use nelle società occidentali. I processi di globalizzazione, o ffrendoci un'idea del tutto fuorviante dell'universale, sembrano aver eliminato i fini fingendo di realizzarli. Ma Augé pensa che non siamo mai stati così vicini al poterli percepire per quello che sono: incitazioni alla fraternità, al pensiero, al sapere. "La necessaria relazione con gli altri, l'impossibile coscienza di sé, la legittima aspirazione a conoscere il mondo: all'interno di questo triangolo si è giocata la storia degli uomini e si giocherà ancora domani a un ritmo accelerato e senza tregua". Sono dunque, per Augé, proprio la società, l'individuo e la conoscenza le finalità della condizione umana.
Risorsa locale
Mimesis Edizioni, 06/09/2019
Abstract: Georges Bataille è stato uno dei pochi intellettuali francesi a tentare una riflessione originale sulla singolarità del fenomeno nazista e fascista proprio al momento del suo affermarsi sulla scena europea. Questo confronto diretto e rischioso con il fascismo, concepito al contempo come una nuova minaccia e come la manifestazione di terribili forze che la modernità laica e democratica aveva rimosso, s'iscrive nel quadro più ampio dell'elaborazione di una politica, di un'etica e persino di una gnoseologia e di un'ontologia peculiari. I due scritti qui raccolti costituiscono due frammenti di un libro, Il fascismo in Francia, che Bataille aveva in cantiere e che abbandonò a metà degli anni Trenta. Lo scritto che apre il volume, Critica di Heidegger. Critica di una filosofia del fascismo – assolutamente inedito – è un testa a testa con la filosofia heideggeriana, della quale Bataille riconosce la portata, ma anche la pericolosità. Il secondo testo qui raccolto, il celebre La struttura psicologica del fascismo, attraverso un originale confronto con il marxismo, analizza il fascismo a partire da un'inedita prospettiva psicologica.
Risorsa locale
Mimesis Edizioni, 12/02/2014
Abstract: Violenza, guerre, ingiustizie, fame e povertà per un miliardo e mezzo di esseri umani, devastanti malattie psichiche, disoccupazione, precarietà generalizzata, crisi economica planetaria sono sintomi e segni del tempo in cui viviamo e che nel corso del Novecento si sono esasperati e intensificati: di essi R. Guénon (1886-1951) tenta di mettere a fuoco le premesse nell'oblio progressivo della Tradizione e nell'avvento finale della Modernità.Guénon, grande pioniere di quel nuovo modo di fare filosofia che da un paio di decenni si propone come "filosofi a interculturale" e rappresenta lo sforzo di superare una volta per tutte l'ideologia coloniale, cioè la convinzione che la cultura occidentale non solo sia superiore alle altre innumerevoli culture che hanno abitato e abitano il pianeta, ma anche sia depositaria della vera filosofia, della vera religione, della vera scienza etc.,interpreta questo tempo come l'ultima fase del Kali-yuga, l'"età oscura" prevista dalle scritture tradizionali hindu. Eppure non c'è nulla di conservatore o "reazionario" nella sua critica del Moderno, persino più radicale della critica di Marx alla società capitalistica e della critica di Nietzsche alla "decadenza" occidentale. La modernità, nello scenario di quell'immenso processo alchemico che è la "storia", fuori da ogni illusione "progressista", è epoca cruciale da attraversare necessariamente e integrare perché, oltre la sua stessa dissoluzione post-moderna, si rimanifesti in pienezza la Sapienza originaria, perenne novità,nell'evento di "nuova terra e nuovo cielo".
Risorsa locale
Mimesis Edizioni, 25/06/2020
Abstract: Il volume ricostruisce quanto accaduto ad alcuni migranti già incontrati dall'autore a Lampedusa, persone segnate dalle esperienze di fuga dai loro paesi africani di origine eppure piene di speranza per una vita libera in Europa. Molte di queste persone non sono mai più uscite dall'Italia. L'etnologo le ha incontrate di nuovo nelle piantagioni di arance in Calabria, dove restano spesso bloccate per anni come addetti al raccolto, in condizioni di estrema precarizzazione. Mentre attendono nel Sud Italia la conclusione delle loro procedure d'asilo, esse vagano per le strade senza documenti o diritti. Le piantagioni vicine sono quasi sempre l'unica possibilità di trovare un lavoro che garantisca loro la sopravvivenza. Disprezzati dalla popolazione, ospitati in baraccopoli e lontani da qualsiasi cura medica, raccolgono arance per dodici ore al giorno. Per un massimo di 250 euro al mese, sempre che abbiano la "fortuna" di essere prelevati al mattino dai caporali. L'autore si è recato più volte a Rosarno, in Calabria, per documentare da vicino le condizioni di lavoro e di vita dei raccoglitori migranti e raccoglierne le testimonianze. Ne emerge un quadro scioccante: un vero e proprio caso di schiavitù nel bel mezzo dell'Europa.
Risorsa locale
Mimesis Edizioni, 04/07/2019
Abstract: Anyone can do it! Do it yourself! Chiunque può farlo! Fallo Tu stesso! Sono queste le due ingiunzioni che fanno del punk e dei Sex Pistols la più grande rivoluzione culturale del '900. I Sex Pistols, urlando che non c'era più futuro, ne hanno inaugurato uno nuovo. La loro rivolta ha aperto a una miriade di nuove possibilità per la loro generazione, per quelle a venire, per tutti. A partire dal concerto alla Lesser Free Trade Hall di Manchester del 4 giugno 1976, nulla è stato più come prima. Con la loro sfrontatezza, senza volerlo, i Sex Pistols hanno riproposto le domande classiche della filosofia: Cosa posso? Cosa so? Cosa sono? Non erano dei filosofi, non volevano fare filosofia, ma ci hanno regalato suoni, parole e concetti di portata filosofica per rispondere in modo nuovo a vecchie domande. La speranza è che i percorsi, le linee di fuga, i concatenamenti, raccolti e accennati in questo volume, possano contribuire a testimoniare la forza dell'evento Sex Pistols.
Risorsa locale
Meltemi, 21/05/2020
Abstract: Il falso oggi ha cattiva fama, ma non è sempre stato così. Nel mondo antico era un archetipo molto più sfaccettato. Da un lato, l'inganno, Απάτη, figlio di Nύξ, la notte, e di Ἔρεβος, le tenebre, è una delle calamità fuggite dal mitico vaso di Pandora. Dall'altro chi sa usarlo è ammirato, come lo scaltro Ulisse, "maestro d'inganni". Il falso è stato dunque considerato un po' la controfigura del vero, o il suo fratellino discolo. Ma la realtà della falsificazione è, nel bene e nel male, molto più articolata e complessa. Questo volume indaga la tematica del falso nell'arte, nella storia, nella filosofia politica, nella produzione letteraria, nei media e nella società dello spettacolo. Nove prospettive differenti, accomunate dalla consapevolezza che il falso non è meramente il contrario del vero ma, come sosteneva Gilles Deleuze, è una forza produttiva, in grado di mutare in modo spesso decisivo la realtà.
Risorsa locale
Mimesis Edizioni, 26/10/2017
Abstract: Cosa accadde veramente in piazza Fontana alle 16.37 di quel 12 dicembre 1969? Per quale motivo i servizi segreti intervennero per depistare le indagini? Chi furono i responsabili di questa e delle molte altre stragi che si susseguirono in una micidiale escalation di violenza a cavallo tra la fine degli anni Sessanta e dei Settanta? Perché lo Stato, pur sapendo, non reagì? Dopo oltre 35 anni di latitanza sudafricana, l'ex generale del S.I.D. (Servizio Informazioni Difesa) Gian Adelio Maletti, unico condannato in via definitiva nei processi per la strage di piazza Fontana, accetta finalmente di raccontare la sua verità ai giornalisti Andrea Sceresini, Maria Elena Scandaliato e Nicola Palma. Superata la soglia dei novant'anni, Maletti rende noti per la prima volta nomi e cognomi di mandanti ed esecutori, complici e conniventi, sfogliando le pagine più oscure di un album di ricordi che attraversa un'intera, tragica stagione della storia italiana. I sette chili di tritolo alla Banca Nazionale dell'Agricoltura in piazza Fontana, la bomba nel cestino di piazza della Loggia, i quattro colpi di pistola con cui venne freddato Mino Pecorelli, si intrecciano alle trame della Loggia P2, alla storia di Ordine Nuovo e dell'Avanguardia Nazionale. "Io so i loro nomi", afferma Maletti in un passaggio dell'intervista. L'indagine dei tre giornalisti riapre gli archivi del generale e uno spiraglio di verità lontano dalle versioni ufficiali.
Risorsa locale
Che fine ha fatto lo Stato-nazione?
Meltemi, 30/01/2020
Abstract: Da quando i confini tra gli stati sono diventati molto più fluidi, lo stato stesso ha cambiato fisionomia, acquisendo connotati più mobili, più plurali, più aperti. Le migrazioni dei popoli, gli spostamenti dei singoli, i cambiamenti culturali, economici e militari lo hanno reso un luogo più "provvisorio" e i suoi abitanti possono a maggior ragione definirsi "senza stato". In questa brillante e illuminante conversazione, due delle voci critiche più note d'America, tra le più influenti degli ultimi anni, si confrontano sulle teorie dello stato che i filosofi hanno elaborato, a partire dall'Illuminismo fino ai nostri giorni, su chi eserciti il potere nel mondo attuale, sui nostri diritti, su cosa sia e cosa possa diventare lo stato-nazione in epoca di globalizzazione, su cosa significhi, oggi, essere senza stato.