Trovati 858951 documenti.
Trovati 858951 documenti.
Risorsa locale
70 d.C. La conquista di Gerusalemme
Laterza, 22/10/2015
Abstract: La resistenza dell'unico popolo che rifiutò l'assimilazione a Roma.La lunga guerra che oppose l'impero alle genti ebraiche della Palestina e della Diaspora.La tragica caduta di Gerusalemme e la fine del Tempio.Uno scontro dalle conseguenze enormi per l'identità stessa dell'Occidente."A salvare il Tempio non valsero né gli sforzi dei Giudei, subito accorsi a combattere le fiamme, né l'intervento di Tito in persona, che si precipitò alla testa del suo stato maggiore ordinando ai soldati di spegnere l'incendio. Ormai la violenza dello scontro era cresciuta a dismisura e gli ordini non venivano più ascoltati da uomini che, sentendo di avere finalmente in pugno la vittoria, erano in preda ad un furore incontenibile e ad una smodata brama di saccheggio. Anziché estinguere le fiamme, le alimentarono. Il Tempio era perduto."Il conflitto tra Romani ed Ebrei fu una guerra ai limiti del genocidio, segnata dalla totale incomunicabilità tra le due parti: lo zelo ebraico verso la Legge divina da un lato, la devozione romana per le umane leggi dell'impero dall'altro. Un disastro per Roma, che nello scontro dissipò buona parte della sua forza militare e disperse un patrimonio non rimpiazzabile di energie vitali, quasi quanto per gli sventurati Ebrei. Una vicenda i cui cupi rintocchi continuarono a lungo a risuonare, non solo in Oriente.
Risorsa locale
Laterza, 01/10/2015
Abstract: "Cercare di definire la musica è un po' come cercare di definire la poesia: si tratta cioè di un'operazione felicemente impossibile. La musica è tutto quello che si ascolta con l'intenzione di ascoltare musica".Un grande maestro racconta le proprie idee ed esperienze e, in pagine di grande suggestione, tratteggia un panorama della musica postdodecafonica fino alle elaborazioni elettro-acustiche ed elettroniche, in un grande invito alla libertà di ascolto.
Risorsa locale
Laterza, 22/10/2015
Abstract: Qual era lo scopo di Sylos Labini nel distinguere diverse classi sociali? Era uno scopo politico: capire come le persone si sarebbero comportate politicamente, non tanto nel voto, quanto nella costruzione di una società moderna. Innocenzo CipollettaA trent'anni di distanza è sempre bene rileggere il Saggio sulle classi sociali di Paolo Sylos Labini. Perché è rigoroso e al tempo stesso innovativo. Perché affronta la questione della 'struttura sociale' in modo stimolante e profondo. Perché il tempo non ne ha limitato l'attualità. Al contrario. Ilvo Diamanti
Risorsa locale
Laterza, 22/10/2015
Abstract: Da Bonifacio VIII a papa Francesco: le origini, le ragioni, i significati dell'Anno Santo.Il giubileo, o Anno Santo, è apparso sulla scena della storia nel Trecento come uno strumento economico e politico di prima grandezza della monarchia pontificia. La ricerca di risorse e fama per caratterizzare il proprio pontificato costrinse, dopo poco tempo, a prevedere anche un giubileo straordinario. Quella dell'Anno Santo è, dunque, una tradizione ambigua fatta di trionfalismi, lacerazioni e religiosità popolare. Alberto Melloni ricostruisce questa storia e analizza le ragioni che hanno spinto papa Francesco ad indirne uno proprio in occasione del cinquantesimo anniversario del concilio Vaticano II. Bergoglio lo ha promosso con parole inedite e con la volontà esplicita di 'mobilitare' il popolo di Dio, per chiedere ai fedeli di indicare la direzione da prendere, soprattutto dopo un sinodo nel quale la Chiesa si è misurata non con morali vecchie o nuove, ma col Vangelo.
Risorsa locale
Prima lezione di scienze cognitive
Laterza, 01/10/2015
Abstract: Una delle più affascinanti avventure intellettuali e scientifiche a cavallo del XX e XXI secolo: così si può definire il percorso delle scienze cognitive per comprendere la mente, umana e animale. Lo scopo è scoprire come funziona un qualsiasi sistema, naturale o artificiale, che sia in grado di filtrare e ricevere informazioni dall'ambiente circostante, di rielaborarle creandone di nuove, di archiviarle e cancellarle, di comunicarle ad altri, di prendere decisioni e agire nel mondo adattandosi ai suoi cambiamenti.In questa nuova edizione, Paolo Legrenzi si spinge fino in territori apparentemente lontani dalla materia come le recenti crisi finanziarie, svelando curiosi meccanismi della mente.
Risorsa locale
Laterza, 01/10/2015
Abstract: Il volume affronta il problema della rappresentazione della guerra in letteratura, e in particolare nella narrativa. L'lntroduzione esamina in che modo la guerra veniva narrata nella letteratura antica, dalla Bibbia a Omero a Cesare, giungendo sino alia Rivoluzione francese. Il capitolo centrale analizza invece il problema della guerra in alcuni grandi romanzi dell'Ottocento (La certosa di Parma, Guerra e pace e La disfatta di Zola), mettendo in rilievo le forti novità rispetto all'epica e alla memorialistica. I romanzi e i diari relativi alla Prima guerra mondiale sono poi confrontati con le 'ideologie della guerra' di fine Ottocento, delle quali costituiscono una tragica smentita. Particolarmente nuova infine la sezione dedicata alla letteratura che si riferisce alla Seconda guerra mondiale. La bibliografia finale, oltre a indicare un'essenziale ma non esigua serie di saggi critici, suggerisce vari percorsi di lettura, adatti a molti livelli didattici. I riferimenti alla letteratura italiana sono sempre ampi, ma il lavoro si distingue per il taglio comparatistico, assai fecondo e chiarificatore. Frequenti sono infine i riferimenti alla tragica attualità della guerra, e al rapporto tra cinema, televisione e letteratura, che, rispetto agli altri due mezzi di rappresentazione, sembra conservare ancora intatto il proprio particolare valore espressivo.
Risorsa locale
Laterza, 01/10/2015
Abstract: Da Lolita di Nabokov a Guerra e pace di Tolstoj, per fare solo due esempi, quanti romanzi o, comunque, testi letterarii hanno ispirato film più o meno riusciti? In che cosa consiste l'adattamento che di un testo letterario si fa per lo schermo? In questo agile volume si colgono e si illustrano chiaramente tutti gli aspetti di tale operazione: in che modo esso si comporta con le strutture in profondità, le manifestazioni in superficie, le forme discorsive. Si evidenziano, poi, quelle che sono le principali strategie dell'adattamento: l'addizione, la sottrazione, la condensazione, la variazione, il principio dell'equivalenza, il ricorso o meno a una voce narrante ecc.La seconda parte del libro si concentra su alcuni casi esemplari, quali quello dell'adattamento in prima persona (i film di Truffaut da Roché e James), del lavoro sul personaggio e della sua trasformazione (Le notti bianche di Dostoevskij trasposte da Visconti e Bresson) e del modo in cui l'adattamento può essere profondamente condizionato dall'intervallo temporale che lo divide dall'opera letteraria (La tregua di Levi e Rosi).
Risorsa locale
Laterza, 01/10/2015
Abstract: Nella prima parte del testo vengono prese in considerazione le problematiche generali (storico-teoriche) connesse al concetto stesso di "letteratura giovanile". Le riflessioni critiche vengono accompagnate da una vasta esemplificazione di testi classici e meno noti, italiani e stranieri, con riferimento anche alla produzione cinematografica e televisiva. Nella seconda parte, attraverso una serie di 'percorsi di lettura' di classici soprattutto contemporanei, vengono definiti analiticamente una serie di caratteri specifici del genere. Le opere prese in esame sono Pinocchio – Cuore – I pirati della Malesia – Siddharta – Il piccolo principe – Il giovane Holden – Il visconte dimezzato – Il Signore degli anelli – Il gabbiano Jonathan Livingston – La compagnia dei Celestini – Jack Frusciante è uscito dal gruppo. Il testo ha il pregio di fornire le coordinate essenziali per orientarsi all'interno di una materia di difficile definizione e si propone come un indispensabile e interessante strumento di base per studenti e docenti che si accostano alla letteratura giovanile.
Risorsa locale
Laterza, 01/10/2015
Abstract: Non è raro il caso che un'opera letteraria si presenti, dichiaratamente o meno, come la ripresa o la continuazione di un'altra opera precedente, di altro autore. A questa caratteristica la critica letteraria, a partire dagli anni Settanta di questo secolo, ha dato il nome di "intertestualità". E, in un certo senso, qualsiasi creazione letteraria, in quanto non è comprensibile al di fuori della tradizione delle opere letterarie precedenti, può considerarsi alla luce dell'intertestualità.A questo tema, la prima parte del saggio dedica una introduzione di tipo storico e teorico; la seconda una sintetica analisi esemplificativa delle forme che essa può assumere. A partire dalla "memoria di genere", ossia dai riferimenti relativi non a un testo ben individuato ma a un gruppo di testi omogenei e a un "modello" che da questi testi si può ricavare. Per arrivare alle forme via via più specifiche: la ripresa di temi, situazioni narrative, personaggi; le riprese formali (tipiche del linguaggio poetico); la parodia (contraffazione ironica o satirica di testi precedenti); il pastiche (imitazione dello stile di autori o opere differenti); la riscrittura in chiave seria. In generale, sia nella prima che nella seconda parte, si è sempre ridotta al minimo l'esposizione teorica astratta e si è proceduto quanto più possibile attraverso esempi concreti, privilegiando il riferimento a opere contemporanee e di facile lettura.
Risorsa locale
Laterza, 01/10/2015
Abstract: Ogni racconto rappresenta gli eventi guardandoli da un certo punto di vista. I lettori per lo più non ne sono consapevoli, ma essi sono obbligati dal testo a vedere solo certe cose e da una certa posizione. In prima approsimazione, le narrazioni ci mettono di fronte a un fenomeno simile a quello che accade quando guardiamo un film: non vediamo la cinepresa, ma percepiamo nettamente il luogo invisibile in cui essa è collocata. Il volume mette anzitutto a fuoco la questione del punto di vista in tutta la sua complessità teorica. In un testo narrativo, infatti, non c'è soltanto un punto di vista materiale (percettivo), ma c'è anche un punto di vista ideologico, che orienta la selezione delle parole, e più in generale, che organizza tutto il racconto, a diversi livelli. Scopriamo così che ogni racconto nasce dall'intrecciarsi di vari punti di vista, spesso non coincidenti: quello dell'autore, quello del narratore, quelli dei personaggi, e altri ancora. Nella seconda parte Turchetta mostra, analizzando alcuni testi, come molta narrativa del Novecento dal verismo ai giorni nostri, si sia sforzata di rendere la complessità del reale adottando, in vari modi, il punto di vista di qualcuno che capisce poco. Che è poi forse quello che accade quasi sempre nella vita di tutti i giorni, un po' a tutti noi.
Risorsa locale
Laterza, 01/10/2015
Abstract: Molti e vasti sono i rapporti fra letteratura e giornalismo e grandi scrittori hanno attinto per le loro opere all'esperienza giornalistica. In questo saggio si mette afuoco un aspetto specifico: il contributo che la letteratura ha dato all'infrmazione. In che modo la ricerca sulla scrittura e sullo stile ha influenzato il processo di formazione della notizia?La sintesi storica ripercorre momenti basilari della storia del giornalismo italinao e internazionale: dalla penny press, che segna la nascita della moderna notizia, all'epoca dei rporter, con lo sviluppo del giornalismo fatto di storie. Un passaggio chiave, negli anni Sessanta, è il new journalism americano: protagonisti reporter destinati a diventare famosi scrittori, da Tom Wolf a Truman Capote.Nella seconda parte, quella esemplificativa, si analizzano scritti sull'URSS, di Italo Calvino, sul Vietnam, di Oriana Fallaci, sulla conquista della Luna, di Alberto Moravia.
Risorsa locale
Il cinema italiano degli anni Sessanta
Laterza, 26/10/2015
Abstract: "Gli anni Sessanta sono stati il decennio più ricco per il nostro cinema. Un decennio in cui hanno convissuto la sperimentazione più ardita e i piccoli espedienti commerciali. Un decennio caratterizzato prima dal boom economico e, sul finire, dalla contestazione, in cui il cinema ha raccontato a modo suo tutti i cambiamenti della società italiana".
Risorsa locale
La congiuntura del congiuntivo
Laterza, 26/10/2015
Abstract: "L'alone sacro da cui è avvolto il congiuntivo non è un riflesso di quello che 'significa' ma di quello che 'rappresenta'. E il congiuntivo, nel nostro Paese, rappresenta una specie di patente nobile del buon parlare, di lasciapassare sociale che permette di riconoscere immediatamente il milieu intellettuale delle persone dalle desinenze che usano". Il congiuntivo gode davvero di cattiva salute in Italia? Certamente nella lingua orale, gli italiani sembrano preferirgli l'indicativo. Andrea De Benedetti spiega perché e illustra, con ironia e acutezza, pregi e difetti di un modo verbale che alcuni compiangono, altri odiano.
Risorsa locale
Laterza, 26/10/2015
Abstract: Il pm ha il monopolio dell'azione penale e l'obbligo di esercitarla: dirige le indagini e la polizia giudiziaria. In poche e limpide pagine, tutto quello che c'è da sapere su questa figura fondamentale per l'esercizio della giustizia.
Risorsa locale
Laterza, 26/10/2015
Abstract: Con una penna felice, a partire dai dati di ricerca più aggiornati e attraverso la presentazione di esercizi, ecco un'utile guida ai giusti atteggiamenti per riconquistare, mantenere o migliorare la stima in sé e negli altri.
Risorsa locale
L'eco del boato. Storia della strategia della tensione 1965-1974
Laterza, 05/11/2015
Abstract: Le 'stragi nere' iniziano il 12 dicembre 1969 con Piazza Fontana e terminano il 4 agosto 1974 con l'attentato al treno Italicus. Alcuni giorni dopo la bomba di Milano, il settimanale britannico "The Observer" parlerà di 'strategia della tensione', riferendosi non solo alle bombe ma al modo in cui sono stati strumentalizzati attentati e disordini sociali, chiamando in causa la stampa e i politici.La stagione dello stragismo, ignota ai Paesi dell'Europa occidentale, ha minato le istituzioni democratiche e la convivenza sociale dell'Italia, con l'aggravante che in quarant'anni non sono stati condannati né i mandanti né gran parte degli esecutori. Solo in sede storica si è fatto un po' di ordine.Mirco Dondi ricostruisce gli episodi stragisti, soffermandosi in particolare sul loro impatto immediato.
Risorsa locale
Laterza, 05/11/2015
Abstract: Sul vincolo, incerto e sensibile, con coloro che ci hanno messi al mondo, si sofferma con straordinario acume e rara delicatezza Remo Bodei. Federico Vercellone, "La Stampa"Come stabilire una 'restituzione' tra generazioni? Cosa trasmettere di sé? Remo Bodei ha il merito di ricostruire in poche pagine l'intera questione. "Tuttolibri"Bodei registra come un sapiente sismografo la mutazione che la nozione di generazione ha attraversato: tradizionalmente intesa come eterno ciclo della vita umana – giovinezza, maturità e vecchiaia – la generazione diventa epicentro di tensioni e conflitti, mentre muta la percezione di noi stessi nelle tre età della vita. Roberto Esposito, "la Repubblica"Un invito alla riscoperta della 'cultura del dono' tra genitori e figli. Bodei cita Dante: chi nella vita non pensa a ridare quanto gli è stato dato "non è albero che piantato presso un corso d'acqua, a tempo debito produce frutti, ma è pestilenziale voragine, la quale sempre inghiotte e mai rende". Roberto I. Zanini, "Avvenire"
Risorsa locale
Un anarchico in corsia d'emergenza
Laterza, 19/11/2015
Abstract: "Tutti vivono nella storia, anche se ne abitano solo la periferia."Ascoltare o leggere Ascanio Celestini oggi sembra un po' come guardare dall'alto un'autostrada a tre corsie piena di berline aerodinamiche e rimanere ipnotizzati da una piccola 500 del 1967 che procede per conto proprio.Protagonista della scena teatrale italiana, voce di coloro che non compaiono mai nelle storie ufficiali, Celestini è capace di ascoltare tante storie e distillarne una sola e collettiva.
Risorsa locale
Laterza, 19/11/2015
Abstract: Negli ultimi anni la sinistra di tutto il mondo ha trovato la sua fonte di ispirazione principale in un piccolo paese del Sudamerica, l'Uruguay. Il protagonista di questa storia è senza dubbio José Mujica, ex guerrigliero tupamaro e poi presidente, personaggio inclassificabile e anticonformista, promotore di una serena austerità. Oltre a segnare progressi nella lotta alla povertà, il presidente ha lanciato il paese in progetti innovativi a livello mondiale, come la legalizzazione della marijuana o il programma che ha portato un computer a tutti gli studenti, anche nella pampa più sperduta. Ma tutto il paese è da sempre ricco di storie di visionari. In questo viaggio incontriamo persone originali e coraggiose, storie in contrasto con il vittimismo e la noncuranza della nostra Europa.
Risorsa locale
Mozart all'opera. Le nozze di Figaro. Don Giovanni. Così fan tutte
Laterza, 06/11/2015
Abstract: "Mi basta sentir parlare di un'opera, essere in teatro, sentire i canti – oh, sono completamente fuori di me."Da questa inquietudine, che Mozart rivela in una lettera al padre, nascono la perfetta razionalità delle Nozze, il visionario miscuglio di generi del Don Giovanni, il taglio geometrico e sperimentale di Così fan tutte.Con la guida di Giovanni Bietti, alla scoperta di tre capolavori, tre esempi della perfezione di un genio.Sembrerebbe tutto semplice: un compositore sceglie un libretto e lo mette in musica, rivestendo le parole di note. Per Mozart è il contrario: vengono prima la musica, poi le parole. Perché per lui la poesia deve essere 'figlia ubbidiente della musica'. È al compositore che spettano le scelte drammaturgiche, è la musica che deve determinare il 'tono', il ritmo, il senso stesso del dramma. E infatti nelle tre opere – Le nozze di Figaro, Don Giovanni, Così fan tutte – Mozart non si limita affatto a valorizzare gli ottimi libretti di Lorenzo Da Ponte. Scopre possibilità drammatiche latenti nelle pieghe del testo, lo reinterpreta, gli dà un senso nuovo attraverso la musica. Gli elementi della partitura interagiscono in modo miracoloso nel creare uno specifico colore, una perfetta atmosfera, un preciso ritmo drammatico. Con un linguaggio semplice e chiaro e l'aiuto di un gran numero di esempi musicali suonati e 'raccontati' dall'autore stesso, Giovanni Bietti conduce alla scoperta delle caratteristiche drammatiche e musicali delle tre opere mozartiane. Scopriremo ad esempio perché il Don Giovanni – un'opera che comincia con un tentativo di stupro e un assassinio, e che finisce con la morte del protagonista – sia stato definito da Mozart un'opera buffa. Il senso c'è, ma non lo si capisce semplicemente dal testo: bisogna tendere l'orecchio alla musica, al suo linguaggio e alla sua stupefacente varietà.Questo prodotto contiene gli audio degli esempi musicali. Alcuni e-reader non gestiscono questa funzionalità.