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Questa pazza fede. Una stagione con l'Hellas Verona
Neri Pozza, 25/04/2025
Abstract: Stagione calcistica 2000-2001: è l'anno del Giubileo, è l'Italia della campagna elettorale che sancirà la seconda vittoria di Silvio Berlusconi, e la Serie A è il campionato più bello e più ricco del mondo, il più seguito e il più tifato. Uno scrittore e intellettuale nato a Manchester e trapiantato a Verona decide di abbandonarsi completamente alla sua passione per il tifo per l'Hellas Verona, e di seguire la squadra per tutta la stagione, in casa e in trasferta, viaggiando su e giù per la penisola insieme ai famigerati ultras del Verona, da anni accusati – a volte a torto, spesso a ragione – di ogni nefandezza. Tim Parks ha bisogno di una scusa da esibire in famiglia, per giustificare questa sua follia, e non c'è scusa migliore che quella di scrivere un libro: una ricerca sulle radici profonde della "pazza fede" che riempie così tanto le vite dei tifosi, e nello stesso tempo un'esplorazione e un racconto del paese che Parks ha imparato ad amare. Il risultato, come scrive Daniele Rielli nella prefazione a questa edizione, è "uno dei più bei libri della narrativa italiana di realtà", un'opera rutilante, ironica, travolgente, profonda, che trascende l'epoca in cui è stata scritta e gli avvenimenti che narra, ed entra a pieno titolo tra i pochissimi grandi libri che hanno saputo rendere universale la dimensione psicologica del tifo calcistico, da Febbre a 90° di Nick Hornby a I furiosidi Nanni Balestrini. Gli propongo di andare a una trasferta insieme. Mi risponde che un tempo seguiva un sacco di trasferte, ma sponde ora ha smesso. "Impegni di famiglia?" gli domando, che è l'espressione standard del tifoso per indicare casini con la moglie. Pietro scuote la testa. "Se fai anche le trasferte, resti inghiottito. Perdi ogni senso delle proporzioni. Ti riempie la vita. È troppo forte". "Come tutta la letteratura riuscita, Questa pazza fede, parlando di pallone, di ultras, di calciatori, di presidenti, di presentatori, di giornalisti, di telecronisti part-time e autisti di pullman maltrattati, parla di qualcosa di più ampio: la natura umana". Daniele Rielli"Un libro che approfondisce l'essenza stessa dell'essere tifoso, esplorando senza soluzione di continuità la storia, la politica, la cultura e la società italiana". Guardian
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Sellerio Editore, 15/04/2025
Abstract: Il Biondo e Quello con la cravatta sono due soci ben affiatati, artigiani meticolosi e molto richiesti: sono killer che eliminano la gente a pagamento e si muovono in una Milano malavitosa. Un noir esilarante intriso di acida ironia e sferzante denuncia sociale.
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Garzanti, 25/04/2025
Abstract: Quando Mio si avvolge nello scialle rosso, si sente pervadere da un tepore familiare e confortante. Una sensazione che la riporta ai giorni felici dell'infanzia, trascorsi nell'azienda dei nonni Kayo e Kojiro, dove i telai erano mossi dalle mani di sapienti artigiani. Dopo anni, Mio sta tornando proprio in quella remota cittadina del Giappone. Lì, dove è stata felice e spensierata mentre giocava con la stoffa; lì, dove ricamava storie su tutto ciò che la circondava. È un'antica tradizione che le ha insegnato la nonna e che si tramanda di generazione in generazione. Ma ora Mio ha perso il dono di raccontare e non sa bene chi è. È però certa che l'azienda dei nonni sia il luogo da cui ripartire. Quello che non può immaginare, è che imparare a cardare e tingere la lana non insegna solo ad avere pazienza. È un gesto che rivela la trama nascosta dei tessuti. Non solo degli indumenti, ma anche delle vite dei suoi familiari. Perché i disegni più belli nascono unendo fili di diverso colore. Perla prima volta, Mio comincia a capire le scelte di coloro che l'hanno cresciuta e a carpirne i segreti. Forse, proprio grazie al suo dono, può salvare l'attività dei nonni dalla bancarotta; e addirittura sciogliere il nodo di incomprensioni che ha rischiato di dividerli. Un libro che racconta di una famiglia attraverso l'arte affascinante della lavorazione della lana. Un esordio che ha commosso i lettori giapponesi, che l'hanno definito la scoperta dell'annodando vita a un passaparola inarrestabile. La storia del momento indimenticabile in cui da bambini si diventa adulti e di come un filo rosso possa tenere unite le generazioni.
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Fondato sulla sabbia. Un viaggio nel futuro di Israele
Garzanti, 29/04/2025
Abstract: Per capire cosa è diventato Israele dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, dobbiamo innanzitutto chiederci cosa stesse diventando già prima di quel giorno. Israele è un paese giovane, dove l'età media è di ventinove anni e le cose cambiano con una rapidità difficile da immaginare. È anche un paese pieno di contraddizioni: da un lato gli ebrei ultraortodossi, molti dei quali non si identificano nell'idea moderna di democrazia, dall'altro i palestinesi con cittadinanza israeliana, che a propria volta non si identificano nell'idea di stato ebraico; da una parte un fortissimo legame con il passato e le tradizioni, dall'altra uno straordinario slancio verso il futuro della ricerca e delle nuove tecnologie. Come ha scritto Amos Oz, Israele è un paese nel quale "tutti vengono da qualche altra parte", perché è nato dalla fuga degli ebrei dall'Europa e dal Medio Oriente; un paese che da sempre convive con l'idea che altri vogliano spazzarlo via e che allo stesso tempo occupa da quasi sessant'anni territori nei quali impone a milioni di palestinesi un sistema antidemocratico. In questo libro Anna Momigliano fotografa l'identità di un mondo di cui parliamo tutti pur sapendone molto poco, e ci consegna, in una ricostruzione solida e chiarissima, gli strumenti necessari per riconoscere nella guerra in Medio Oriente, riaccesa nel 2023, l'esito di una trasformazione che era in atto già da lungo tempo e cui la paura e il desiderio di vendetta non hanno fatto altro che dare il colpo finale.
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Dietrich Bonhoeffer. Un profilo
Claudiana, 10/04/2025
Abstract: "È la fine, per me è l'inizio della vita": queste le ultime parole di Bonhoeffer prima di essere assassinato per ordine di Hitler nel campo di Flossenbürg il 9 aprile 1945. Questo giovane e brillante teologo è un personaggio fuori dagli schemi. È uno dei pochi teologi martiri; un accademico, titolare di cattedra finito impiccato sulla forca. La sua figura è percorsa da polarità straordinarie: un uomo di profonda spiritualità, ma pure il teologo della profanità; uno dei più radicali pacifisti dell'epoca, ma anche cospiratore contro Hitler; profondamente tedesco, ma nel 1941 prega "per la disfatta della Germania". Il suo discepolato, vissuto come semplice, cioè diretta e totale, obbedienza alla Parola di Dio, lo condusse a testimoniare Cristo fino alle estreme conseguenze."La guerra si avvicina a grandi passi e con essa una chiamata alle armi che Bonhoeffer è deciso a respingere in nome del suo pacifismo, fino alle estreme conseguenze. La Chiesa confessante, un po' per proteggere uno dei propri uomini migliori, un po' per evitare di essere coinvolta nella diserzione di un pastore, preme perché l'ex direttore di Finkenwalde accetti un incarico accademico in America. Ottenuto l'invito grazie alle sue amicizie oltreoceano, Bonhoeffer parte. I giorni del viaggio e quelli successivi al suo arrivo sono pervasi dal tormento e dall'indecisione. Bonhoeffer lotta con se stesso e con Dio, in preghiera, alla ricerca della propria vocazione. Si convince che chi non condivide il destino della Germania nell'ora della tragedia non potrà partecipare, più tardi, alla ricostruzione. Il 7 luglio 1939 è già sulla nave che lo riporterà in Germania, dopo aver fatto tappa a Londra presso Sabine e Gerhard Leibholz. Il 1° settembre 1939 le armate di Hitler invadono la Polonia".Fulvio Ferrario
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La filosofia del pressappoco. Weininger, "Sesso e carattere" nella cultura del Novecento
Bibliotheka Edizioni, 06/06/2025
Abstract: Un saggio in cui lo storico Alberto Cavaglion cerca di comprendere l'humus storico e filosofico che portò moltissimi intellettuali a flirtare con il pensiero di Otto Weininger, intellettuale ebreo convertito al protestantesimo, morto suicida nel 1903 e la cui tesi di laurea, Sesso e Carattere, divenne un vero e proprio libro-scandalo: un testo in cui le componenti misogine ed antiebraiche diedero vita ad un mix esplosivo che lo resero passaggio obbligato per gli studiosi dell'antisemitismo e della questione sessuale.
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I Casanova. Una famiglia d'arte nel secolo XVIII
Pàtron Editore, 19/03/2025
Abstract: Casanova teneva famiglia e che famiglia! Se si esclude il fratello minore Gaetano Alvise con il quale Giacomo ebbe sempre pessimi rapporti forse perché testimone del raggiro della marchesa d'Urfé, gli altri componenti della sua famiglia paiono avere una presenza non irrilevante nell'universo artistico del XVIII secolo. La madre Giovanna Farussi, brillante interprete di intermezzi e seconda amorosa a Vienna, Verona, San Pietroburgo, Varsavia e Dresda, ispirò a Carlo Goldoni la Pupilla onorata e il rammarico per la sua partenza da Venezia verso San Pietroburgo. I fratelli Giovanni Battista e Francesco si dedicarono con successo alle arti figurative. Francesco pittore non solo di battaglie, membro della Académie de picture, sculpture et gravure di Parigi, protetto a Vienna dal principe Kaunitz, Giovanni, allievo di Mengs, direttore della Accademia di belle arti di Dresda, disegnatore di opere antiche a tal punto raffinato da ingannare il celebre abate Winckelmann che scambiò due sue opere per originali. Ma se ci muoviamo verso l'orizzonte della famiglia allargata troviamo Silvia Balletti, la prima amorosa des Italiens ai tempi di Marivaux e quasi suocera essendo la madre di Nena, la giovanissima fidanzata di Giacomo, la sola donna per la quale Casanova fece le carte. E la ricerca del padre? Tralasciando figure di paternità letteraria come Giorgio Baffo o "genitori quasi putativi" quale il senatore Matteo Bragadin, una sorta di marchesa d'Urfé al maschile, solo un poco più saggio, il figlio di Gaetano Casanova nel libello Né amori, né donne, ovvero la stalla ripulita (1782) dichiara di avere come padre Michele Grimani, peraltro protettore della famiglia Casanova, o forse solo di Zanetta Farussi. Certo è che affermare il nobile Michiel Grimani come proprio padre gli avrebbe garantito la patente di nobiltà che tanto gli era mancata frequentando l'aristocrazia europea. Ma a Venezia c'era una certa rigidità in proposito. Così nel 1783 il velenoso pamphlet gli costò l'abbandono precipitoso dei territori della Dominante, ma anche della bella Francesca Buschini e dei suoi libri. Cercare un padre può significare perdere una patria se non si è Telemaco e se il padre non è Ulisse.
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Queen Edizioni, 02/05/2025
Abstract: Dopo sette anni di fuga, e senza speranza di trovare rifugio tra le poche comunità rimaste, Lark è ormai senza scampo. Il suo unico vantaggio è un potere maledetto: instillare il terrore negli altri, schiacciando chiunque minacci la sua vita. In cerca di un posto, Lark trova rifugio a Cagmar, la leggendaria città dei troll, una razza brutale e nemica giurata degli umani. Per loro, dovrà lavorare come cacciatrice di mostri e accettare le regole della città, ma la sua lealtà verrà messa alla prova quando attirerà l'odio di un potente troll… e assieme ad esso, anche una potente attrazione. Tra nuove amicizie, conflitti interiori e minacce esterne, Lark sarà costretta a ritrovare fiducia in sé stessa e ad imparare a gestire il potere del terrore che possiede.
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La nave di Teseo, 11/04/2025
Abstract: Un conturbante viaggio agli inferi, in una Roma surreale, alla ricerca di un padre scomparso. Pintor è un medico che ha lavorato tutta la vita al Policlinico. È un uomo dedito alla ricerca, innamorato della scienza. Un giorno, nella maniera più discreta possibile – abbandonando i suoi occhiali sul comodino – toglie il disturbo scomparendo nel nulla e lasciando i figli senza un perché. Mentre il resto della famiglia lo dà per defunto, Fabio e Lara non credono alla morte del genitore e decidono di cercarlo. Alcuni diari del padre indirizzano i due figli verso l'ospedale, nel frattempo chiuso e abbandonato. E se Pintor fosse proprio in quel Policlinico tanto amato, in qualche ala dimenticata, a portare avanti i suoi esperimenti? Fabio e Lara decidono così di avventurarsi tra laboratori sotterranei e padiglioni decaduti, in una città dei miraggi popolata di voci e visioni, dove i confini fra realtà, ricordi e immaginazione si fanno via via più labili. Piero Salabè firma un romanzo toccante e profondamente umano, popolato da personaggi straordinari. Una storia poetica e di debordante inventiva che è un corpo a corpo serrato con la memoria, con il desiderio di mantenere in vita, a ogni costo e con ogni mezzo, chi non c'è più.
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Il santo educatore. Don Bosco nell'immaginario popolare
Bibliotheka Edizioni, 11/04/2025
Abstract: Tra la fine degli anni Venti e gli anni Quaranta del Novecento prende forma e si consolida l'immagine di Don Bosco che, tra le tante, diverrà iconica e sarà continuamente riproposta fino ad oggi.La beatificazione del sacerdote piemontese (1929) e la successiva canonizzazione (1934) mettono in moto un processo selettivo che privilegia una fotografia del santo scattata da Michele Schemboche, allievo di Nadar e tra i pionieri della fotografia in Italia. Il dipinto di Mario Caffaro Rore che rielabora la foto viene a sua volta fotografato per favorire un'ampia diffusione in immaginette e cartoline e ispira una serie di figurine Liebig alla metà degli anni Quaranta e, in parte, anche la monumentale biografia bestseller del santo, firmata, sempre nello stesso decennio, dal disegnatore belga Joseph Gillain, in arte Jijé.
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Baldini+Castoldi, 11/04/2025
Abstract: "Non ho il senso dell'orientamento e vado sempre dalla parte opposta." Non comincia così l'intenso, vitale memoir di Laura Hoesch, ma avrebbe potuto. Sarebbe potuto essere l'incipit, il titolo di ogni capitolo e la sua conclusione, tanto la non linearità delle scelte e degli istinti, e soprattutto l'indipendenza di pensiero, hanno contraddistinto le esperienze di una donna che ha costruito una vita all'insegna di una forza mite e indomita, del rigore e del dubbio coltivato come energia morale, per un impegno personale e civile compiutamente intrecciato al suo percorso privato. Nata in una famiglia dagli affetti a volte instabili, complicati, Laura non ha mai scelto di abbracciare la ribellione perché ha sempre intimamente lavorato alla libertà: di andare via e di trovare, anche nell'incertezza, una direzione per sé. L'iscrizione alla facoltà di Giurisprudenza l'ha condotta quand'era molto giovane negli studi legali, dove, dagli anni Sessanta, si è avvicinata alla pratica d'avvocato con rispetto e personalità, divenendo, in anni caldissimi per le conquiste sociali, un riferimento nazionale nella difesa dei diritti civili, delle donne in particolare. Impegnata in politica, vicina alla fibra del mutamento in essere nella storia e nella società, nella sfera famigliare Laura Hoesch ha riversato una ricerca di presenza e di amore che la porta a guardare con affetto, indulgenza e tenerezza a tutte le scelte compiute, soprattutto ai suoi due amatissimi figli, e a un fidanzato ora a distanza, nella lontana Australia, prima in Italia e prima ancora compagno di liceo. Scritte con levità, autoironia, e aprendosi a una generosissima indagine interiore, da queste pagine emerge il ritratto di una donna straordinaria, che è stata sempre a fianco delle altre, che ha combattuto per sé ma mai contro qualcuno, per vivere e raccontarlo con fiera leggerezza.
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La nave di Teseo, 11/04/2025
Abstract: Un ragazzo, due vite possibili raccontate in parallelo. In una resta dove è cresciuto, nell'altra parte alla ricerca della libertà. Cosimo è nell'età in cui si prendono le grandi decisioni sul futuro, anche se lui di decidere farebbe volentieri a meno. Una sera, una donna lo invita a dare una svolta alla sua esistenza, e per lui si spalancano due mondi. Quello dell'avventura, dell'arte, di una vita estrema da un lato, quello della costruzione di un amore e di una famiglia dall'altro. Ambizioni, dolori, rimpianti e risate cambieranno Cosimo, finché entrambe le vite saranno attraversate da un incontro decisivo, e da una domanda: esiste solo una strada giusta per essere felici? Scelgo tutto è la storia emozionante di come impariamo a conoscerci seguendo le nostre scelte, un romanzo sul desiderio di vivere senza rinunciare a nulla.
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Gabotteo & Palloncino. La notte della nuvola vivente
Gallucci, 11/04/2025
Abstract: Una nuvola vivente sta seminando il panico per le strade della città. Nonostante lei voglia solo trovare nuovi amici e fare merenda con pane e marmellata, non può avvicinarsi a nulla perché brucia ogni cosa che tocca. Per fortuna ad aiutarla Ci sono Gabotteo e palloncino, i due giocattoli che hanno preso vita... Età di lettura: da 7 anni.
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Un paniere di chiocciole. Cinquanta elzeviri
Adelphi, 11/04/2025
Abstract: Costretto a lavorare su un minuscolo scrittoio, il protagonista di "A tavolino" realizza che lo spazio è insufficiente "a qualunque libera espansione dell'intelletto" e che la redazione di testi "eterni e feraci" gli è ormai preclusa. Eppure, ribadisce a sé stesso, "ho da fare un articolo, e se non lo faccio i miei figlioletti rimangono desolati, famelici...". Così, con feroce autoironia, Landolfi mette in scena la sua condizione di elzevirista al soldo del "Corriere della Sera" e un'idea di letteratura sfrondata di ogni alloro, prigioniera di una gabbia coercitiva, ridotta alla funzione di "gagne-pain". Ma proprio nel loro carattere di scrittura ricondotta alla sua chimica essenza risiede il fascino di questi cinquanta elzeviri, perfetti congegni capaci di evocare incontri mancati, occasioni ignorate perché "il gelido soffio della disperazione" spazza via ogni speranza; di vivisezionare relazioni di coppia oblique, simili ad acerbi duelli o a una "benigna trama di nulla"; di rivelare, con la gelida efficacia dell'incubo, l'inconsistenza di ciò che chiamiamo "io", di vanificare la fiducia nella ragione, di dar corpo alle nostre più segrete paure: nello splendido "Il bacio", per esempio, l'invisibile creatura che ogni notte visita, imprimendogli un bacio sulle labbra, un timido e al principio deliziato notaio si rivela una falla "nel nero etere cosmico", decisa a succhiargli la vita. Un incubo è del resto il nostro vivere quotidiano, assediato dal bisogno, dal vuoto, da un angoscioso "senso d'irrealtà, di casualità" – dalla tragica consapevolezza che "la gente, quando non è noi, è odiabile perché non è noi; quando è noi, è odiabile perché è noi".
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Solferino, 11/04/2025
Abstract: "Sonia, ma dov'è che devi andare?" Alla vigilia del G8 di Genova, mentre i suoi compagni si preparano alla grande protesta destinata a segnare tristemente l'inizio del nuovo millennio, Sonia antepone, per la prima volta, se stessa al movimento. Deve mettere ordine nel suo passato, congelato nel 1984 con la morte di Jolanda, che è stata come una seconda madre per lei. Ora anche il marito di lei, Giannetto, è mancato, e la vita sembra convocare Sonia a Ca' Mimosa, la casa delle sue vacanze di bambina, in alto tra le rocce di un paese lontano dal mare. Per un addio o per un nuovo inizio? Quando Sonia riesce a entrare nella misteriosa "camera verde", a cui mai aveva avuto accesso nelle estati della sua infanzia, scopre l'incontro più importante: quello con il diario di Jolanda. E le pagine, come un bisturi, aprono ferite inattese, svelano segreti sconcertanti: la storia di Jojo, i suoi anni di sfruttamento nella Libia coloniale, l'approdo in Liguria, l'incontro con Giannetto, la guerra e la Resistenza, un amore capace di tornare in altre forme. Immergendosi in quella vita, Sonia ha la sensazione di liberare Jolanda e di liberare se stessa, ritrovando una dimensione più autentica della militanza e della lotta.Come le lucciole è un romanzo politico e di formazione, che racconta un'impresa capace di unire attraverso il tempo le anime di donne diversissime: la ricerca del proprio posto nel mondo e di nuovi modi di abitarlo. Un intreccio mirabile tra memoria, attualità e possibili futuri, con al cuore il sogno di forgiare un destino più forte delle colpe della Storia. Imparando dalle lucciole: proteggersi dal dolore non significa smettere di brillare, bensì brillare più forte.
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Lettera d'amore a Giacomo Leopardi
Solferino, 11/04/2025
Abstract: Viviamo tempi folli e terribili: anni di guerre, di deliri identitari, di odio e fobie. Quale momento migliore per una lettera d'amore? E non una qualsiasi: una lettera a Giacomo Leopardi, il poeta che più di ogni altro ha raccontato i tormenti del suo presente e la difficoltà di trovare un proprio posto nel mondo, aprendo al contempo spazi di sovrumani silenzi e profondissima quiete dove portare in salvo i suoi lettori, almeno per un attimo. Incontrato in anni formativi difficili, Leopardi è diventato per Antonio Moresco il compagno di viaggio di tutta una vita, e allo stesso modo può esserlo per noi: un amico che non ci tradisce, che non ci abbandona, che sa farci sognare ma anche colpirci con la verità.Moresco compone così il più vivo, lirico e universale dei libri su Leopardi: racconta una giovinezza macerata di dubbi e illuminata di illusioni; ne attraversa il pensiero e l'opera ragionando su cosa sia – e cosa non dovrebbe essere – la letteratura; riscopre assieme a lui l'amore e la ribellione, la libertà e la morte; indaga sull'incombenza del male e sulla tentazione della felicità. Infine, con lui si libra in volo, alto sulle miserie del mondo, per raccontare il nostro presente come lo avrebbe visto e interpretato Leopardi e per regalarci, sul tempo in cui viviamo, un punto di vista nuovo: quello delle rondini, quello dei poeti.
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Piazzale Loreto. I due volti della Liberazione
Solferino, 11/04/2025
Abstract: Giorgio Bocca definì l'esposizione in piazzale Loreto dei corpi di Benito Mussolini, di Claretta Petacci e dei gerarchi uccisi sul lago di Como "un atto rivoluzionario" su cui si sarebbe fatto "dell'inutile moralismo". Per Ferruccio Parri, leader azionista della Resistenza, il 29 aprile 1945 andò in scena a Milano "una macelleria messicana". Piazzale Loreto, simbolo di vergogna nazionale per la letteratura neofascista, diventò luogo identitario di una parte politica. La narrazione prevalente del dopoguerra ha oscurato però il massacro dei quindici partigiani uccisi per rappresaglia da un plotone della Legione Muti otto mesi e mezzo prima della Liberazione, il 10 agosto 1944. I loro corpi erano stati esposti per volontà dei nazisti come monito alla popolazione. Fu una ferita, mai rimarginata, alla tradizione civile della città. Dall'alba al tramonto i milanesi sfilarono davanti ai corpi dei trucidati rafforzando la loro avversione per i tedeschi occupanti. Dopo pochi giorni, un gruppo di partigiani espose dei cartelli, subito rimossi, con la scritta "Piazza Quindici Martiri". In quel luogo simbolo della ferocia nazista e fascista Walter Audisio e Aldo Lampredi, per una legge del contrappasso, portarono i corpi dei gerarchi uccisi.Negli anni dell'immediato dopoguerra tutta la città commemorò commossa i martiri. Ma si è dovuto attendere ottant'anni perché una piccola porzione del grande piazzale, tra corso Buenos Aires e via Andrea Doria, venisse chiamata largo Quindici martiri. Il libro di Dino Messina racconta "le due piazze", sulla scorta della letteratura più recente e di testimonianze inedite. E scava nelle pieghe di una memoria contrapposta.
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Ottocento italiano. Letteratura e coscienza critica
Marsilio, 11/04/2025
Abstract: Una strenua ed elegante difesa dei valori sociali e politici della letteratura e, all'insegna soprattutto di Ippolito Nievo, un'illuminante proposta alternativa alle ragioni che, sulla scia della storiografia ottocentesca di marca desanctisiana, hanno determinato il canone letterario dell'Ottocento, imponendolo, fino ad anni recenti, come sine qua non dell'educazione scolastica nazionale.
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La cultura dell'odio. Media, università e artisti contro Israele
Lindau, 18/04/2025
Abstract: Il 7 ottobre 2023 ha segnato una cesura nella storia d'Israele e del popolo ebraico: all'indomani del più grande massacro di ebrei avvenuto dopo la Shoah, in tutto il mondo si è fatto evidente un odio che fino a quel momento in molti non avevano voluto o non erano riusciti a vedere. Tra i principali focolai di questo sentimento vi sono ambienti che sarebbero preposti a contrastare il pregiudizio e l'intolleranza: i media, le università, il mondo dello spettacolo. Se in passato gli intellettuali e gli artisti si sforzavano di nascondere l'ostilità verso gli ebrei dietro la critica alle politiche israeliane, operando una distinzione tra antisionismo e antisemitismo, oggi l'odio fondato su basi etniche e religiose è assolutamente esplicito.Nathan Greppi svolge una disamina puntuale ed esaustiva dei molti modi in cui esso si manifesta nel mondo della comunicazione e in quello accademico, nella musica e nella letteratura, nel cinema e nei fumetti, nella convinzione che solo svelandone le radici e la natura si può sperare di contrastarlo e di costruire un dibattito più serio e proficuo.
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L'inconveniente della morte. Squadra speciale minestrina
Tea, 25/04/2025
Abstract: Siamo a settembre ed è tempo di tornare dalle vacanze e riprendere la vita di tutti i giorni, che per i tre anziani componenti della Squadra speciale Minestrina risulta piuttosto noiosa. Ma quel settembre succede qualcosa di grave che li scuote dal torpore: l'omicidio di una dottoressa, strangolata davanti a casa nel centro storico di Genova. Pammattone, Santoro e Mignogna si buttano a capofitto nelle indagini, per almeno due ragioni. La prima è che ormai hanno raggiunto una certa notorietà grazie alle ospitate in una trasmissione su una tv locale, dove compaiono come opinionisti, e vogliono fare bella figura. La seconda è che conoscono l'ex marito della vittima, un vigile del fuoco finito in rovina dopo la separazione, su cui ricadono i sospetti e che i tre vogliono provare a scagionare. Per l'occasione si offre di aiutarli Marco Raffa, ex giornalista fresco di pensione, che ha ricevuto una telefonata anonima di denuncia su casi di malasanità nell'ospedale di Savona, dove la dottoressa lavorava, e che fiuta possa esserci un collegamento con l'assassinio. Ancora una volta sarà la Squadra speciale Minestrina a risolvere il caso e ancora una volta è Roberto Centazzo a firmare un romanzo che riesce a trovare l'equilibrio tra la suspense di una trama poliziesca e la commedia di una galleria di personaggi irresistibili.