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Corbaccio, 09/09/2021
Abstract: Un libro straordinario sulla capacità del cervello di riconfigurare continuamente i propri circuiti"È dai tempi di Isaac Asimov che non abbiamo uno scienziato capace come David Eagleman di esprimere e applicare le sue idee in un modo così ricco e variegato." The Wall Street JournalRiusciremo nel futuro a controllare un robot con il pensiero esattamente come controlliamo il movimento delle nostre dita? Che cosa hanno in comune una crisi di astinenza e un cuore spezzato? Che cos'è la memoria… e perché il nemico della memoria non è il tempo, bensì altre memorie? Come può imparare una persona non vedente a vedere con la lingua e un non udente a sentire con la pelle? Perché sogniamo di notte e in che modo questa attività ha a che fare con la rotazione della Terra? Le risposte a queste domande si trovano dietro ai nostri occhi. La tecnologia più sofisticata di cui mai potremo disporre si trova in quel chilo e mezzo di materia grigia racchiusa nella scatola cranica. E il potere incredibile del cervello non risiede nelle parti di cui è composto, ma nel modo incessante in cui queste parti si rimodellano e si trasformano perché il cervello è un sistema dinamico, adattabile e avido di informazioni: un oggetto basato sul cablaggio dal vivo, come David Eagleman dimostra e prova nei suoi laboratori dove conduce esperimenti negli ambiti più disparati, dalla sinestesia, ai sogni, ai device neurotecnologici indossabili. In L'intelligenza dinamica navigherete sulla superficie delle neuroscienze a bordo di teorie, esperimenti, aneddoti e metafore che hanno reso David Eagleman uno dei migliori divulgatori scientifici dei nostri tempi.
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Chiarelettere, 09/09/2021
Abstract: Umanità, imparzialità, neutralità,indipendenza, volontarietà, unità, universalità:i sette princìpi che hanno dato vitaalla Croce Rossa centocinquant'anni fa,raccontati oggi da sette voci diverseQuesto libro nasce da una riflessione semplice che si traduce in una domanda importante: chi è la Croce Rossa? E oggi com'è percepita? A centocinquant'anni dalla sua nascita, dopo aver attraversato ed essere uscita indenne da guerre e conflitti di ogni tipo, essa continua la sua opera di assistenza e di aiuto, garantendo la sua presenza in ogni parte del mondo, nel rispetto dei princìpi su cui è stata fondata – Umanità, Imparzialità, Neutralità, Indipendenza, Volontarietà, Unità, Universalità –, gli stessi che sono alla base del nostro vivere civile e comunitario.A Monica Pais, Luca Beatrice, Michelangelo Pistoletto, Franco Arminio, Walter Veltroni, Chiara Rapaccini, Lucio Cavazzoni è stato chiesto di raccontarli in questo volume, ciascuno secondo la propria sensibilità e il proprio stile di scrittura. Monica Pais, veterinaria in prima linea, straordinaria "aggiustatrice" di randagi maltrattati e abbandonati, ricorda la sua visita ad Amatrice, fra le rovine di un terremoto che incredibilmente ha riconciliato animali e umani. Luca Beatrice, critico d'arte, afferma l'imparzialità negandola per sé e riconoscendola nello straordinario operato della Croce Rossa. Michelangelo Pistoletto, l'artista dei Quadri specchianti, fondatore di Cittadellarte, il luogo dove si pratica l'arte per il cambiamento della società, narra la forza del simbolo, quella croce che lui ha scomposto e ricomposto nel segno del Terzo Paradiso che illustra la copertina. Franco Arminio è poeta, e con parole che assurgono a metafora affronta il principio dell'Indipendenza, adattandolo a sé.Walter Veltroni, politico scrittore, racconta la Volontarietà attraverso una lunga, struggente intervista a una volontaria. Sul principio di Unità, Chiara Rapaccini scrive di sua nonna crocerossina che forse, fra i malati da curare in tempo di guerra, ha avuto Gabriele D'Annunzio. Lucio Cavazzoni, che ha a cuore la terra e non ha mai smesso di difendere i diritti di chi la lavora, dà vita all'Universalità attraverso brevi, intensi affreschi di vita quotidiana e storie di uomini e donne che la incarnano.Sette voci più una, l'originaria: la voce di Jean Henry Dunant con il suo diario Souvenir da Solferino, colui che ha dato vita a CRI, la Grande Casa senza porte che sostiene e accoglie le umanità, indipendentemente dal colore della pelle, dal credo religioso e dalla condizione sociale. Perché "Siamo tutti fratelli", il grido che si levò dal sanguinoso campo di battaglia a Solferino nel 1859, non sia un'utopia.
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Salani Editore, 09/09/2021
Abstract: "Incredibilmente ricco di suspense e con un finale inaspettato."Westdeutsche Allgemeine Zeitung"Kristina Ohlsson ha creato un insieme di personaggi straordinari al servizio di una trama eccezionale."Huffington Post"Tra i migliori autori svedesi."Los Angeles Times Magazine"Ohlsson affiancherà Jo Nesbø nella lista degli autori imperdibili."Booklist"Un thriller che arriva nei più oscuri meandri della società."The Telegraph"Kristina Ohlsson è l'astro nascente del crime scandinavo."The Sunday Times'Dov'è Mio?' Questa domanda ossessiona l'avvocato Martin Benner. È stato trascinato nella ricerca di un bambino di quattro anni, Mio, contro la sua volontà e, nel frattempo, ha un altro grosso problema da risolvere: capire chi sta cercando di incastrarlo per un omicidio che non ha commesso. Come se non bastasse, gli investigatori gli stanno addosso, forti di prove e testimonianze che non dovrebbero avere, e Martin non ha più tempo. Intanto i cadaveri continuano ad ammucchiarsi uno sull'altro. Tutti quelli a cui Benner ha raccontato la sua storia iniziano a morire, uno dopo l'altro. Ormai non può fidarsi di nessuno e gli indizi conducono nella direzione più assurda. Pian piano si fa strada un'ipotesi: l'assassino e il rapitore potrebbero essere la stessa persona e Martin capisce che non è più possibile salvare sia se stesso che Mio, dovrà scegliere.Verità occulte è un romanzo che va a mille all'ora, con personaggi dalle sfaccettature misteriose e un'impressionante quantità di segreti da svelare, gestita con grande eleganza e maestria da Kristina Ohlsson, la regina del crime scandinavo.La serie thriller su Martin Benner che ha conquistato l'Europa è in corso di traduzione in sedici Paesi.
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Garzanti, 09/09/2021
Abstract: "Un romanzo che dovrebbero leggere tutti per scoprire cosa vuol dire fare il lavoro più bello e difficile del mondo: l'insegnante."Enrico Galiano Anna ha trent'anni e non ne fa una giusta. Sarà per questo che non ha ancora realizzato il sogno di insegnare; o forse perché la strada per ottenere un posto di ruolo– si sa – è lunga e tortuosa. Così, quando scopre di aver ottenuto una supplenza per un intero anno non può credere alle sue orecchie, e poco le importa che in quell'istituto professionale le sue amate materie umanistiche non siano le più importanti. Anna è armata di buone intenzioni e nessuno le impedirà di essere il perfetto insegnante in stile Attimo fuggente. Quando però si trova davanti Rimmel, Bruzzo, Mito, il Principe e Panik le sue certezze vacillano: i nomignoli dei nuovi alunni sono anche simpatici, ma loro non lo sembrano affatto, e non hanno alcuna intenzione di ascoltarla. Ma Anna ha una strategia segreta per provare a coinvolgerli: niente libro di testo, niente cattedra. La poesia è un linguaggio che arriva al cuore di tutti e persino il dizionario Treccani, se usato alla ricerca dei neologismi più strani, non è poi così difficile da consultare. Giorno dopo giorno, si avvicina sempre dipiù ai suoi studenti, scoprendo che, sotto una solida corazza, nascondono le paure di tutti gli adolescenti. Per loro, l'amicizia e l'amore hanno ancora il gusto pericoloso ma unico dell'ingenuità, e, più che di un voto, hanno bisogno di essere ascoltati. Quello che non avrebbe mai immaginato è che sarebbero stati loro a cambiare la sua vita. A insegnarle che le sue fragilità sono una risorsa e che l'incontro inaspettato con Sasha e la sua passione per gli scacchi è più speciale di quanto credesse. Anna ha finalmente capito qual è il segreto dell'insegnamento: non smettere mai di imparare. Cristina Frascà è un'insegnante che ha deciso di porre al centro del suo esordio fresco e sincero il mondo della scuola. Un romanzo in cui la protagonista è in cerca di sé stessa e non avrebbe mai pensato di capire chi è veramente grazie ai suoi alunni.
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Garzanti, 09/09/2021
Abstract: "Una lettera d'amore ad una città e alla sua cultura. "Il Manifesto"Un libro appassionante. "La Lettura - Corriere della sera"Nadia Wassef racconta la sua storia fatta di coraggio, determinazione, dedizione e un grande amore per i libri."ElleL'8 marzo 2002, con la sorella Hind e l'amica Nihal, Nadia Wassef inaugurava Diwan, la prima libreria moderna e fieramente indipendente d'Egitto. Nata su un'isola nel mezzo del fiume Nilo, alle porte del deserto del Sahara, secondo tanti – soprattutto uomini – era un'impresa destinata al fallimento: nell'intero paese non esisteva nulla di paragonabile, la cultura faticava a emergere sotto il peso del malgoverno, e i libri erano considerati un lusso e non una necessità. Ma negli anni Nadia e i suoi collaboratori, con la forza di chi non ha nulla da perdere, hanno trasformato Diwan in un enorme successo con numerose sedi, centocinquanta dipendenti e tantissimi appassionati clienti. Nel raccontare questo viaggio incredibile tra pregiudizi e atti di grande generosità, tenacia e riscatto, La libraia del Cairo ritrae tre donne che non si arrendono mai in un paese che corre verso la rivoluzione, e ricostruisce una storia che è una toccante lettera d'amore dedicata alle librerie, ai librai di tutto il mondo, e al potere infinito che hanno i libri.
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Guanda, 09/09/2021
Abstract: "Il Trainspotting della nuova generazione."THE INDEPENDENT"Duro e poetico… una scrittura che ricorda Irvine Welsh e Alan Warner, e che schizza fuori dalla pagina."The Observer"Trainspotting incontra Arancia meccanica in questo ritratto di una gang del North Lanarkshire… Una delle migliori giovani voci della narrativa britannica."The Times"Un romanzo che ha già suscitato un gran clamore… punta i riflettori sulle periferie post industriali scozzesi e ne svela i meccanismi nascosti."The Herald"Un debutto incendiario."The GuardianAll'inizio degli anni Duemila Glasgow ha un triste primato: capitale europea degli omicidi. Nelle periferie dell'adiacente Lanarkshire, ex cuore industriale della Scozia, i ragazzi si dividono in bande e ogni giorno combattono una battaglia spietata per il possesso del territorio. Azzy Williams ha quattordici anni quando si unisce allo Young Team. Da questo momento in poi è pronto a tutto per la gang. Pronto a fumare, assumere ogni tipo di droga, bere alcol fino a stordirsi e picchiarsi per il solo gusto di farlo. È pronto anche a morire per i suoi fratelli. Perché quando non hai niente, quando il mondo sembra non avere spazio per te, i tuoi amici sono la cosa più importante. Una rissa dopo l'altra, Azzy diventa uno dei pezzi grossi del suo giro e gli sembra di avere svoltato. Ma a diciassette anni la situazione è fuori controllo: le dipendenze lo hanno portato a crisi di ansia e attacchi di panico, molti amici se ne sono andati, alcuni si sono suicidati, altri ancora sono stati uccisi… Azzy sogna di lasciarsi tutto alle spalle, di costruirsi un futuro migliore; trovare una via d'uscita non sarà facile, ma lui potrà aggrapparsi a un talento che non sapeva di avere e che potrebbe salvarlo. Ispirato all'esperienza diretta del suo autore, La gang è un romanzo energico e brutale che racconta, senza esaltazione o apologia, la violenza e la vita di strada; lo fa con un linguaggio ruvido e immediato, che colpisce e coinvolge il lettore, sfondando gli steccati degli stereotipi e dei luoghi comuni.
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Sellerio Editore, 01/03/2021
Abstract: Le turbolente giornate di Cornelia Zac e Judy Green, due avvocate londinesi impegnate sul piano sociale in un'epoca in cui la socialità è sotto attacco. Da 'Un anno in giallo', pubblicato nella collana "La memoria" nel 2017, il racconto "La strade sono di tutti" (46 pagine) di Simonetta Agnello Hornby in versione ebook.
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Adelphi, 02/09/2021
Abstract: W. Somerset Maugham cominciò a tenere un taccuino nel 1892, a diciotto anni. E per quasi un cinquantennio continuò poi a riempire di "appunti" quaderni che, precisa con anglico understatement, sono da intendersi "come una sorta di magazzino pieno di materiali destinati a un futuro utilizzo, e nient'altro". In realtà i taccuini di Maugham, oltre a gettare luce su una prodigiosa officina creativa, rappresentano, di fatto, una delle sue opere più seducenti. Vi troveremo molte delle fasi e delle sfaccettature di una vita unica: gli aforismi, le massime, gli epigrammi – degni di un discendente dei grandi moralisti del Seicento – dietro i quali si trincera il giovanissimo medico-scrittore alle prime armi; le riflessioni sempre più mature sul mestiere di scrittore, sul lavorio delle parole e delle storie nella mente; spezzoni di possibili racconti, scampoli di avventure, profili di eventuali personaggi; il resoconto del soggiorno russo, con i primi assaggi di una grande letteratura ancora sconosciuta ai più, e della stagione in Estremo Oriente, densa degli scorci e profumi che avrebbero speziato i migliori fra i suoi racconti "esotici". Senza contare i ritratti di persone celebri, le considerazioni sui costumi di ogni epoca, studiati con occhio clinico e all'occorrenza stigmatizzati – e i giudizi, a volte intinti nel veleno, sui libri altrui. Infine, il congedo del vecchio mago, segnato dal distacco di chi ha superato tutto, o quasi tutto: "Quando un giorno sulle pagine del "Times" comparirà il mio necrologio e si dirà: "Come? Credevo fosse morto anni fa", il mio fantasma riderà sotto i baffi".
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Adelphi, 02/09/2021
Abstract: Che cos'è la musica? Per rispondere a questa capitale domanda, Ramón Andrés insegue – dalla preistoria al composito mondo greco-romano, con frequenti incursioni nelle tradizioni asiatiche – le esperienze primordiali che hanno risvegliato il nostro inconscio alla vibrazione universale, le riflessioni filosofiche che hanno eretto l'armonia a principio fondante del cosmo e dell'etica, le meditazioni artistiche e religiose attraverso le quali la musica ha preso forma come elemento insostituibile del vivere umano. E alla maniera degli antichi rapsòdi, "cucitori di canti", raccoglie nel suo tour de force una scintillante collezione di storie, citazioni memorabili e interpretazioni animate da un contagioso senso di stupore. Se "mousikḗ" è, come pensavano i greci, non solo una "tecnica combinatoria dei suoni", ma una disciplina che "permette di costruire uno spazio confacente alle necessità spirituali e fisiche dell'uomo", l'itinerario tra suono e vibrazione, proporzione e spazio, intelligenza e danza cui Andrés ci invita è allora un "viaggio necessario". Tanto più oggi, quando la musica rischia di risolversi e dissolversi nell'"entertainment", nell'emporio dei suoni smaterializzati, nella persecuzione delle nenie di sottofondo orchestrate da algoritmi. La musica, invece, è infinitamente di più: intermediaria celeste, abissale "frammento delle nostre origini", motore armonico della convivenza, voce che "placa e compone la tempesta cosmica". Per Rilke l'orecchio è un "tempio": Andrés ha predisposto una doviziosa liturgia musicale, e dalla soglia ci invita all'"introibo".
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Adelphi, 02/09/2021
Abstract: Per più di cinquant'anni Elias Canetti ha tenuto dei quaderni di "appunti", massiccio in larga misura ancora invisibile, che un giorno forse verrà riconosciuto come una delle opere più sorprendenti del nostro tempo. Osservazioni su un'immensa varietà di temi, aforismi, immagini balenanti, schegge di ipotesi, romanzi in due righe, riflessioni su scrittori amati o avversati, infine frammenti di un dialogo serrato con se stesso, che permettono di intravedere le linee di un autoritratto sempre in formazione. Qui più che mai Canetti è incisivo, aspro, tagliente, spinto da una sorta di furia dell'essenziale. E il tempo, che induce molti ad arrotondare le punte, sembra per lui, in queste pagine, aver agito in senso opposto: ogni elemento subisce una accentuazione definitiva, e trasmette al lettore una scossa ravvivante.Questa edizione raccoglie per la prima volta, in un unico volume, tutti gli "Appunti" scelti e pubblicati in vita da Canetti, e comprende: "La provincia dell'uomo" (1942-1972), "Il cuore segreto del l'orologio" (1973-1985), "La tortura delle mosche", "La rapidità dello spirito" (Hampstead, 1954-1971), "Un regno di matite" (1992-1993).
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Bollati Boringhieri, 23/09/2021
Abstract: Parlare e comprendere sono i modi in cui ogni parlante si traduce nella lingua che considera propria e in cui abita invece in esilio. Queste pagine muovono dall'ermeneutica filosofica di Martin Heidegger e Hans-Georg Gadamer, di cui radicalizzano i temi decisivi guardando alla convergenza con la decostruzione di Jacques Derrida.Se è possibile riconoscere in Auschwitz la Babele del XX secolo – questa la tesi originale del libro – è anche alla luce delle riflessioni di quegli ebrei tedeschi che, da Franz Rosenzweig a Walter Benjamin, avevano riflettuto sull'estraneità nella lingua offrendo il loro prezioso contributo alla questione del tradurre. Nell'esilio planetario del mondo globalizzato l'utopia riletta in senso anarchico è il luogo che non c'è più, ma che ci sarà pur sempre.Sulle tracce di Paul Celan, protagonista dell'ultima parte, l'utopia si staglia oltreconfine, in quella "rivoluzione del respiro" che rompe il silenzio, nell'apertura di una parola, che non è dimora fissa e non è statica, ma è nomade, migra, è una tenda precaria e malsicura, l'unico riparo nel deserto della promessa. Questa tenda dell'incontro, già la sfida di un altro abitare, è la parola della cospirazione.
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Fazi Editore, 30/09/2021
Abstract: Già bestseller a livello internazionale, Vita Nostra è uno straordinario viaggio di formazione in cui si mescolano avventura e conoscenza, fantascienza e filosofia, filtrate attraverso la sensibilità letteraria russa: un romanzo che è già un classico della letteratura fantasy.Durante le vacanze estive, la giovane Saška viene avvicinata da un uomo che la costringe a eseguire una serie di compiti a dir poco bizzarri. La ragazza è spaventata ma non ha altra scelta se non obbedire, ricevendo in cambio dei gettoni d'oro con un marchio sconosciuto. Gli incarichi continuano e le monete si moltiplicano; l'autunno successivo, invece di iscriversi alla facoltà di Filologia come ha sempre sognato, Saška viene infine obbligata ad allontanarsi da casa per raggiungere l'Istituto di Tecniche speciali. Non è una scuola come le altre: i libri risultano incomprensibili, gli insegnanti negano qualsiasi spiegazione e gli studenti più grandi sembrano sempre altrove con la mente. La classe del primo anno prova a restare unita di fronte al rigore quasi crudele dei professori, mentre Saška trova conforto nell'amicizia con Kostja, un ragazzo sensibile che, come lei, vuole solo rimanere a galla per scongiurare terribili conseguenze. Nonostante tutto, Saška è sempre più attratta dalle lezioni e la sua improvvisa fame di sapere la trascina in uno studio ossessivo: quando diventa la migliore del suo corso, il severo e magnetico tutor Farit la prende sotto la sua ala e la spinge a sperimentare cose che Saška non avrebbe mai immaginato di poter fare. Non ci sono però solo giorni esaltanti costellati di progressi, ma anche estenuanti momenti di crisi e metamorfosi inaspettate: il sapere arcano e fondamentale che Saška insegue ha un prezzo molto alto, e lei deve decidere se è disposta a lasciare indietro tutta la sua vita precedente, incluse le persone a cui tiene di più."Vita Nostra ha avuto un grande ascendente sulla mia scrittura. È un libro che ha il potenziale per diventare un classico moderno nel suo genere, e sono molto emozionato nel vederlo tradotto in tanti paesi, per un pubblico sempre più grande come è giusto che meriti".Lev Grossman"Vita Nostra è stato stupendo!".Rick Riordan"Libro fantastico. Un Harry Potter sotto steroidi, con una buona dose di metafisica".Aliette De Bodard"Vita Nostra è assolutamente incantevole. È come una droga: più leggi, più senti il bisogno di continuare a leggere".Charlie Holmberg"Un incrocio tra Il mago di Lev Grossman e Il discepolo di Elizabeth Kostova, Vita Nostra è l'anti-Harry Potter di cui non sapevate di aver bisogno"."The Washington Post"
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Fazi Editore, 23/09/2021
Abstract: Dopo Eredità, che ha reso celebre l'autrice a livello internazionale, torna Vigdis Hjorth con il suo ultimo romanzo: una nuova storia di famiglia in cui le bugie, i silenzi e i segreti si sciolgono lentamente sotto il flebile sole norvegese dopo decenni di gelo.Johanna torna in Norvegia dopo trent'anni di assenza e, rompendo il divieto di contattare la famiglia, telefona alla madre, che ormai ha ottantacinque anni ed è vedova. Nessuna risposta. Per i suoi parenti Johanna non esiste più: è morta quando, appena sposata, studentessa di Legge per volere del padre avvocato, ha mollato tutto per diventare pittrice e si è trasferita nello Utah con il suo professore d'arte, con cui ha avuto un figlio. Johanna ormai è un'artista piuttosto quotata, ma persino i soggetti dei suoi quadri scatenano l'ira dei familiari, che in essi vedono una denigrazione ulteriore nei loro confronti, soprattutto per il modo in cui viene raffigurata la madre. Sono tanti gli argomenti rimasti insoluti che hanno condizionato Johanna nella sua vita di figlia, di donna, di artista e di madre: nella sua mente affiorano antichi ricordi di una donna all'apparenza leggera, spensierata, bellissima, ma quando riesce finalmente a spiegarsi alcuni episodi sconcertanti di cui è stata spettatrice, capisce che la madre non faceva che nascondersi dietro una corazza di convenzioni. Finché il lunghissimo silenzio fra le due donne si spezzerà in maniera violenta in un ultimo, spietato confronto."Vigdis Hjorth è tornata ed è al suo apice. Un libro crudo, doloroso, coraggioso, che non scende a compromessi"."Dagsavisen""A oggi, il suo romanzo migliore. Una delle più eccezionali e accurate narrazioni sulla perdita mai scritte"."Morgenbladet""Vigdis Hjorth si conferma una grande autrice: Lontananza è scritto in maniera superba, è scioccante e avvincente"."VG""Somiglia a un thriller: il crescendo è letteratura da fiato sospeso. Hjorth è un'esperta in costruzione di trama e ritmo linguistico. Lunghi brani sono interrotti da pagine ariose e riflessioni tenui che vorrete tornare a rileggere più e più volte… Fra i suoi romanzi migliori"."Dagens Næringsliv"
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Feltrinelli Editore, 31/08/2023
Abstract: "A rigore, questo libro è stato dettato dalla meraviglia. Ma dire dalla paura, forse, sarebbe più esatto""È vero, raccontare è un gioco e io, lo ammetto, amo molto giocare. Il gioco mi ha sempre tentato; ma in questo momento il gioco che più mi tenta è quello del Rovescio. E gli altri giochi che esso si porta appresso, naturalmente. Perché ci sono svariati giochi in questo libro, tutto sta nel lasciarsi tentare. Ma quello che importa è che tutte le sue variazioni, tutte le sorprese, i rischi e le audacie aprono strade che si dirigono verso un obiettivo finale, verso l'individuazione di un'unità contraddittoria. Inquietano e allarmano. Seducono. Sono illuminazioni che portano alla scoperta più profonda o più sottile, e che ci possono lasciare davanti a una bicicletta – personaggio che, carico di passato e di mistero, attraversa I pomeriggi del sabato – oppure condurci sull'orlo di un volto esorcizzato: un buco ritagliato in una fotografia. Detto questo, e di fronte a tutto il resto che questo libro mi offre, trovo conferma a una vecchia convinzione: che non c'è gioco gratuito neppure nei giochi dei bambini, che sono cose fin troppo serie, come gli psicologi insegnano. E tantomeno in letteratura, perché in essa non esiste maestro o croupier che la comandi. No, nell'avventura della scrittura non c'è mano che si alzi e che ordini: 'Rien ne va plus, les jeux sont faits'."José Cardoso Pires(dalla Prefazione all'edizione portoghese)
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Neri Pozza, 23/09/2021
Abstract: "Egli [il ciarlatano] parla con sfacciataggine di ci" che il suo pubblico non conosce, usa senza esitazioni termini tecnici del cui significato non ha neanche lui la più pallida idea; l'ignorante ammira subito l'impostore e si convince di conoscere e di poter fare tutto ciò che non gli è noto".La figura del ciarlatano, di "colui che si vanta di sapere qualcosa che non conosce, di avere capacità che non ha", appartiene a ogni epoca della storia dell'umanità. Persino, come si ricava dalle pagine di questo libro, a quella rischiarata dai lumi, in cui il mito della ragione generò legioni intere di ciarlatani. Tuttavia, se ogni epoca ha i suoi ciarlatani, non in tutte le epoche la ciarlataneria viene usata a fini politici, penetrando nell'ambito proprio del potere e del discorso pubblico, come accadde invece negli anni più bui del secolo scorso.Margarethe Weissenstein De Francesco nacque a Vienna nel 1893 da una famiglia di origine ebraica e morì presumibilmente nel febbraio del 1945 nel campo di concentramento di Ravensbrück. Singolare studiosa, visse alternativamente a Vienna, a Berlino, a Salisburgo, a Parigi e in Italia, dove sposò l'ingegnere di Rovereto Giulio De Francesco. Nel 1930, durante il suo soggiorno berlinese – che durò sino al 1934, il tempo di assistere all'insorgere del terrore nazista – Grete De Francesco ebbe tra le mani la novella di Thomas Mann "Mario e il mago". Fu una lettura rivelatrice per lei, al punto tale da risultare decisiva nella stesura de Il potere del ciarlatano. Nella figura di Cipolla, il mago, l'illusionista che, nell'opera di Mann, incanta le folle, Grete De Francesco colse non soltanto l'archetipo di tutti i ciarlatani possibili, ma soprattutto il segnale d'allarme, il presentimento della barbarie in agguato, tutto il peso della minaccia, spaventosa e letale, del dittatore che ipnotizza e soggioga le masse. Raccolse così e mise insieme uno sterminato materiale sulla figura del ciarlatano e, nel 1937, pubblicò il suo libro presso l'editore svizzero Schwabe. Mann lo accolse con grande favore, Walter Benjamin ne lodò la rarità del materiale e lo scrupolo con cui era stato raccolto, ma criticò il proposito di rappresentare il ciarlatano come "parente spirituale" dei detentori del potere del tempo. Grete De Francesco ribattè allora con un'osservazione che costituisce un monito irrinunciabile per la nostra epoca e racchiude, insieme, la stringente attualità della sua opera: i ciarlatani non sono i predecessori dei criminali politici poichè non presentano "caratteristiche tipicamente criminali nel loro carattere", tuttavia non vi è criminale politico che non usi "metodi specificamente ciarlataneschi" per raggiungere i suoi obiettivi.
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Neri Pozza, 23/09/2021
Abstract: Nella primavera del 1922 il giovane Nick Carraway si trasferisce a West Egg, sulla Gold Coast di Long Island, per imparare il mestiere dell'agente di Borsa. Per ottanta dollari al mese affitta una villetta di cartone logorato dalle intemperie a soli cinquanta passi dal mare, strizzata fra due enormi dimore. Quella a destra è una magione mastodontica da ogni punto di vista, con una torretta da un lato, una piscina in marmo e più di quaranta acri di prato e giardino. È la villa del misterioso Jay Gatsby, un gentiluomo su cui si vociferano le cose più assurde – si pensa che abbia ucciso un uomo, che durante la guerra fosse una spia tedesca, che si arricchisca con il contrabbando –, famoso in tutta la baia per le sfarzose e stravaganti feste che organizza nella sua dimora.Affascinato dalla enigmatica personalità del suo vicino, Nick si avvicina a Gatsby, un uomo che si tiene a curiosa distanza da tutto ciò che sfoggia: offre lo champagne in coppe più grandi delle ciotole che si usano per sciacquarsi le dita, senza berne nemmeno una goccia; possiede camicie che non ha mai indossato, libri che non ha mai letto, ed estende inviti a fare il bagno in una piscina dove non si è mai tuffato.L'unica cosa che sembra attrarre e ossessionare Gatsby è la luce verde che brilla dall'altra parte della baia, dove sorgono i bianchi palazzi della modaiola East Egg, e dove vivono i Buchanan: Tom, un uomo rozzo e infedele, e sua moglie Daisy, cugina di terzo grado di Nick, la donna di cui Gatsby è perdutamente innamorato…Impeccabile ritratto di un'epoca, quella dei ruggenti anni Venti, dove tra luci sfavillanti e sfarzosi party si cela una spietata oscurità, e dove il mito americano si sgretola pagina dopo pagina, Il grande Gatsby viene offerto in questa edizione nella nuova traduzione a cura di Alessandro Fabrizi, una traduzione che permette di comprendere il senso profondo di un'epoca sintetizzata in una cifra linguistica originale e incisiva: la prerogativa di un classico."Il primo passo avanti per la narrativa americana dai tempi di Henry James". T.S. Eliot
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Beat, 23/09/2021
Abstract: È il giugno del 1837 in Inghilterra. Guglielmo IV è morto e la diciottenne Vittoria è appena salita al trono. Liberty Lane ha solo qualche anno in più della giovane regina, ma la vita non le riserva certo scelte meno ardue. Figlia di ferventi repubblicani, ha appena ricevuto un biglietto in cui una mano anonima ha vergato le seguenti righe: Gentile Miss Lane, voi non mi conoscete, ma mi prendo la libertà di comunicarvi una penosa notizia. Vostro padre, Thomas Jacques Lane, è rimasto ucciso lo scorso sabato, 17 giugno, in un duello a Calais... Liberty stenta a crederci. Thomas Jacques Lane, dandy inglese assertore degli immortali e universali principi della Rivoluzione francese, quarantaseienne bohemién morto in terra di Francia in un duello, una delle più sciocche e detestabili pratiche dell'ancien régime? Liberty non esita a partire subito per Calais pur di scoprire la verità. In Francia sfugge a un tentativo di rapimento e si imbatte in uno strano tipo vestito di nero che le mostra un anello appartenuto a suo padre, un gioiello con un sigillo curioso, formato da un occhio e una piramide, e le promette di dirle tutta la verità se lei accetta di spiare per conto suo un ricco e altolocato gentiluomo.Avvincente thriller storico con protagonista un'eroina disposta a tutto pur di fare luce sulla strana morte di suo padre, Morte all'alba penetra nel lato oscuro dell'epoca vittoriana, dove regnano verità scomode e segreti inconfessabili."Una brillante lettura per gli amanti del thriller vittoriano". Observer"Grandi dettagli d'epoca e un pieno d'energia". Daily Mirror
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Sellerio Editore, 04/03/2021
Abstract: Un altro tassello della Comédie humaine. Apparso per la prima volta a puntate sul giornale Le Siècle nel febbraio del 1840, un romanzo che come pochi altri rappresenta l'immaginario balzachiano e il suo sguardo sulla società francese nel suo perfetto equilibrio tra acuto realismo e scontro melodrammatico di Bene e Male.
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Bollati Boringhieri, 02/09/2021
Abstract: L'interesse per il sogno come testimonianza dell'esistenza dell'inconscio è inseparabile dal pensiero di Jung, e spesso costituisce il fondamento empirico della sua teorizzazione.Il sogno è il tema attraverso il quale Jung elabora le più sostanziali fra le sue critiche della concezione freudiana. "Il materiale onirico non consiste solo di ricordi, ma racchiude nuovi pensieri che non sono ancora coscienti". L'analisi dei sogni, cioè la scoperta di questi "nuovi pensieri", deve avvenire all'interno di una relazione fra due individui. Su questo punto, Jung anticipa le idee odierne circa la natura fondamentalmente paritaria della relazione tra paziente e analista, con la necessità che quest'ultimo tenga sempre presente e metta in gioco la propria soggettività.Il volume contiene la trascrizione di appunti presi in cinquantuno sedute seminariali tenute a Zurigo dal 7 novembre 1928 al 25 giugno 1930. Il lettore ha modo di conoscere dal vivo la tecnica junghiana di analisi dei sogni, e anche di incontrare il personaggio Jung, con la sua chiarezza espositiva, il suo senso dell'umorismo, il suo lasciarsi andare ad affascinanti divagazioni.
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Bibliotheka, 05/08/2021
Abstract: Volume numero 2 della collana "Classici" a cura di Pierluigi Pietricola.Traduzione di Alessandro PugliesiPrefazione di Luca di FulvioUno dei testi più letti della letteratura del '900 è un capolavoro di tensione narrativa, una delle più profonde riflessioni fra la dicotomia fra bene e male, ragione e follia. Nel 1890 Conrad si recò per sei mesi in Africa: ne ritornò quasi in fin di vita, con un bagaglio di ricordi, disillusioni e "disgustosa conoscenza" da cui, nove anni dopo, sarebbe nato Cuore di tenebra. Marlow, il protagonista, viene ingaggiato da una compagnia commerciale e mandato in Congo. Qui, viaggiando tra gli orrori del colonialismo, incontra Kurtz, enigmatico personaggio reso folle dalla solitudine e da una "volontà di potenza" nella quale la civiltà bianca rivela il suo vero volto: quel "cuore di tenebra" che non è tanto l'oscurità della wilderness africana, quanto l'identità - la colpa - dell'uomo europeo.