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Storia della canzone Napoletana 1932-2003
Neri Pozza, 25/11/2021
Abstract: DA TAMMURIATA NERA AL RAP E ALLA TRAP CONTEMPORANEE, PASSANDO PER CAROSONE E PINO DANIELE, LA GRANDE STAGIONE DELLA CANZONE NAPOLETANA IN UN VOLUME INDISPENSABILE PER TUTTI I SUOI NUMEROSI AMANTI."Nanà, Nanù, Makabù, Evviva 'a tessera" si canta a Napoli nei primi anni Trenta: nomi esotici della canzone coloniale e grida di giubilo della propaganda fascista. Le canzonette di regime, tuttavia, non riescono per fortuna a occupare tutta la scena. Intorno alla metà degli anni Trenta non mancano infatti capolavori come Passione e, all'inizio degli anni Quaranta, gemme del genere comico come Ciccio Formaggio. È a partire dal secondo dopoguerra che la canzone napoletana sviluppa con nuove forme la sua costitutiva natura ibrida, rielaborando alla sua maniera le nuove tendenze che avanzano sulla scena musicale internazionale. Da Tammurriata nera e Pistol packin' mama dell'immediato dopoguerra si passa agli anni Cinquanta, in cui, accanto a canzoni destinate a permanere (Sciummo, Lazzarella, Guaglione, Tu si' na cosa grande), si inaugura il "bainait" napoletano con i suoi innesti fra tradizioni locali e matrici d'oltreoceano (Nun è peccato, Anema e core, Accarézzame!, Na voce, na chitarra e 'o ppoco 'e luna) e in cui Renato Carosone si fa largo prepotentemente sulla scena a tempo di boogie woogie e quick step. Poi arriva la stagione irripetibile degli anni Settanta, nella quale tendenze diverse convivono come in un arcipelago formato da isole immerse nel mare della lingua napoletana (James Senese, il rock progressive degli Osanna, il giovane music maker Pino Daniele e, negli stessi incredibili anni, la sceneggiata di Mario Merola e Pino Mauro e la nuova canzone sottoproletaria di Patrizio e Nino D'Angelo), fino ai neomelodici e ai singolari esiti del nuovo Millennio, in cui il rap e fenomeni come Liberato pongono allo studioso problemi di non facile risposta.Su questa ampia scena musicale si snoda il racconto della canzone napoletana dal 1932 al 2003, in un'appassionante narrazione che mescola costume, documenti musicali, interviste inedite, immagini, letteratura, cinema, teatro, clip. Una storia lunga e articolata, che include testi originali con traduzione a fronte, una bibliografia ragionata e un indice dei nomi dei protagonisti e delle canzoni citate.
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Carbonio Editore, 25/11/2021
Abstract: A ventiquattro anni, Ren Ishida sta per laurearsi alla prestigiosa università Keio di Tokyo e ha un'intensa vita sentimentale, eppure non sa ancora cosa desidera per il futuro. Ma la sua routine è destinata a essere sconvolta da una terribile notizia: l'amata sorella Keiko è stata uccisa, accoltellata per strada in una notte di pioggia. Chiuso nel suo dolore, Ren parte per la cittadina di Akakawa, dove sua sorella si era trasferita, e lì prova a ripercorrere l'ultimo periodo della vita di Keiko, prendendo il suo posto nella scuola dove insegnava e nella casa dove accudiva la moglie catatonica di un facoltoso politico. In quella dimora cupa, avvolta da un silenzio spettrale, Ren comincia a sospettare che Keiko, volata via come un uccello della pioggia, nascondesse segreti inconfessabili... Un thriller onirico dalla scrittura lieve e cristallina, capace di scavare nelle emozioni più recondite e di raccontare la nostalgia: una storia di crescita, di lutto e di amore ambientata in un Giappone che incanta, sospeso tra una modernità abbacinante e un'arcana tradizione millenaria.
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Neri Pozza, 02/12/2021
Abstract: Il Novecento è appena iniziato in Giappone, e l'era Meiji sta per concludersi dopo aver realizzato il suo compito: restituire onore e grandezza al paese facendone una nazione moderna. Il potere feudale dei daimyo è un pallido ricordo del passato, così come i giorni della rivolta dei samurai a Satsuma, e l'esercito nipponico contende vittoriosamente alla Russia il dominio nel Continente asiatico. Per Nero, il grosso gatto di un vetturino che spa - droneggia nel quartiere in cui si svolge questo romanzo, i frutti dell'epoca moderna non sono per niente malvagi: ha un pelo lucido e un'aria spavalda impensabili fino a qualche tempo fa per un felino di così umile condizione. Per il protagonista di queste pagine, invece, un gatto dal pelo giallo e grigio, che i suoi simili sbeffeggiano chiamandolo "Senza nome", le cose non stanno così: dinanzi ai suoi occhi si dispiega tutta l'oscura follia che aleggia in Giappone all'alba del xx secolo. Il nostro eroe vive a casa di un professore che si atteg - gia a grande studioso e che, quando torna a casa, si chiude nello studio fino a sera e ne esce raramente. Di tanto in tanto il gatto, a passi felpati, va a sbirciarlo e puntualmente lo vede dormire: il colorito giallognolo, la pelle spenta, una bava che gli cola sul libro che tiene davanti a sé. Certo, il luminare a volte non dorme, e allora si cimenta in bizzarre imprese. Compone haiku, scrive prosa inglese infarcita di errori, si esercita maldestramente nel tiro con l'arco, recita canti no¯ nel gabinetto, tanto che i vicini lo hanno soprannominato il "maestro delle latrine", accoglie esteti con gli occhiali cerchiati d'oro che si dilettano a farsi gioco di tutto e di tutti raccontando ogni genere di panzane, spettegola della vita dissoluta di libertini e debosciati… Insomma, mostra a quale grado di insensatezza può giungere il genere umano in epoca moderna… Pubblicato per la prima volta nel 1905, Io sono un gatto non è soltanto un romanzo raro, che ha per protago - nista un gatto, filosofo e scettico, che osserva distaccato un radicale mutamento epocale. È anche, come ha scritto Claude Bonnefoy, la prima opera che inau - gura il grande romanzo giapponese all'occidentale. Le magnifiche illustrazioni di Piero Macola, in cuialla cura dei dettagli si unisce la complessità narrativa, impreziosiscono questo volume, restituendo appieno la bellezza di uno dei grandi libri della letteratura mondiale.
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Beat, 02/12/2021
Abstract: Un monaco buddhista, uno psichiatra e un filosofo: gli autori di Tre amici in cerca di saggezza e A noi la libertà si riuniscono ancora una volta per dare vita a una illuminante raccolta che presenti in forma breve, concisa e accessibile tutte le massime e le riflessioni scaturite dai loro discorsi. Sotto forma di testi brevi e disposte in ordine alfabetico, ecco centocinquanta parole per navigare in quel mare spesso impetuoso che è l'esistenza: ansia, denaro, rabbia, ecologia, infelicità, ottimismo, pace, solidarietà, vulnerabilità, interdipendenza, sobrietà, ansia, resilienza… ma non solo. L'Abbecedario della saggezza comprende temi nuovi come la biofilia (o amore per la vita), il fallimento, l'equanimità, lo stupore, Gesù e Buddha, l'ideale, il successo, le ricadute, l'invecchiamento e diversi altri. Un tentativo perfettamente riuscito di definireo quantomeno delineare – la saggezza e affrontare la vita nel migliore dei modi.
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Bergamo viva. Guida alla città con Tasso, Donizetti, Mayr, Carrara, Garibaldi e papa Giovanni XXIII
Compagnia editoriale Aliberti, 24/11/2021
Abstract: Chi non ha mai visto Bergamo, non sa cosa si perde. Per il viaggiatore che percorre la penisola alla ricerca di storia e cultura, Bergamo può dirsi a buon diritto una delle tappe imperdibili. Per la sua innegabile bellezza; per la riservatezza e la civiltà che si respira dappertutto.La Città Alta è un angolo di Toscana in Lombardia, con torri patrizie, piazze fascinose, teatri, case di prestigio, il tutto incastonato in un fondale di splendide colline. La Città Bassa è brulicante di vita, strade, monumenti e architetture magnifiche.La pandemia ha colpito terribilmente questa città con il suo territorio. La ripresa delle attività sarà l'occasione per insediarsi stabilmente fra le destinazioni turistiche italiane da non perdere. Questa guida vuole dare il suo contributo, accompagnando il turista-lettore grazie a ciceroni d'eccezione, come Torquato Tasso, Gaetano Donizetti, Giuseppe Garibaldi, Papa Giovanni XXIII.A dispetto di certi luoghi comuni sorti negli ultimi decenni, il senso di italianità di questa perla del Nord produttivo è vivo e radicato; così come il suo amore per la cultura e il buon vivere, che la laboriosità dei bergamaschi non ha mai cancellato, ma solo abilmente dissimulato.
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Adelphi, 25/11/2021
Abstract: "Sono finiti i caffè letterari, il colloquio stesso" confida Sciascia a Domenico Porzio. "Eppure colloquiare significava non soltanto chiacchiera, ma esperienza, urbanità". Ed è come se questo libro, che registra incontri avvenuti lungo il 1988 e il 1989 e interrotti dalla morte dello scrittore, i due amici l'avessero disegnato proprio per scongiurare la fine del libero colloquiare, la dilagante riduzione a intervista della conversazione. Provocato dalla inesauribile curiosità di Porzio, stimolato da un dialogo mutevole, schietto, indisciplinato, Sciascia parla con un'asciuttezza in cui il fervore è schermato dal riserbo e dalla precisione, offrendoci inattesi squarci sulla sua infanzia, quando il 2 novembre i bambini ricevevano i regali dei morti; sulla biblioteca della zia maestra e sul teatro di Racalmuto, responsabili della sua divorante passione per i libri e il cinema; sui drammi che l'hanno segnato, come il suicidio del fratello, cui è seguita quella che con ammirevole pudore definisce "una sequela di guai"; sull'impiego al Consorzio agrario, che gli ha assicurato "il primo impatto con la giustizia". Ma, insieme, vengono alla luce anche tutti i suoi amori: oltre ai libri, Parigi, il Settecento, Stendhal, Savinio, su cui ha pesato l'italica "avversione all'intelligenza", Borges, Pirandello, "incontrato nella natura, nei luoghi". E i segreti della sua officina, come la mescolanza dei generi suggeritagli da Malraux, che vedeva in "Santuario" di Faulkner "la tragedia greca ... calata nel romanzo poliziesco" – incluso il più spiazzante ed efficace: "Per me scrivere è una cosa allegra".
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Adelphi, 25/11/2021
Abstract: Bastarono poche stagioni di frenesia creativa, prima della morte a venticinque anni, per fare di John Keats il poeta romantico per eccellenza: un giovane in continuo fermento e in costante trasformazione, immerso nel labirinto del proprio tirocinio poetico, con una mente assetata di grandezza e bellezza, logorata da un inafferrabile languore esistenziale e sempre pronta all'intuizione folgorante. Ma chi era il vero John Keats? Per scoprire la fisionomia che si celava dietro la maschera dei versi, indispensabile è il suo esuberante epistolario, crogiolo di prosa e versi estemporanei, idee filosofiche e teorie poetiche, in cui Keats riversa sogni, speranze, delusioni, paure, frustrazioni, amori e gelosie, con irreprimibile spontaneità. Dal tono scanzonato del diario di viaggio nel Nord dell'Inghilterra e in Scozia alle note ardenti e tormentose della corrispondenza con Fanny Brawne, dalle lunghe missive affettuose al fratello George e alla cognata oltreoceano a quelle briose e colloquiali indirizzate a gli amici più cari e a poeti come Hunt e Shelley: sempre affiora e si espande una personalità complessa e insofferente, spesso geniale – e votata all'infinito: "Ciò che penso dell'amore ritengo infatti sia valido per tutte le nostre passioni: nella loro forma più sublime, sono tutte creatrici di bellezza assoluta".Questo volume offre la più ampia scelta delle lettere di John Keats (Londra, 1795-Roma, 1821) mai pubblicata in Italia, ed è corredato da accurate, illuminanti note di commento.
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Adelphi, 25/11/2021
Abstract: Per molti Antigua è soltanto un'isola di spiagge bianchissime accarezzate dagli alisei, una per ciascun giorno dell'anno. Jamaica Kincaid, che ci è nata, ce ne mostra una faccia diversa. E, d'improvviso, è come se nello smalto verdeazzurro dei Caraibi si scoprisse una ferita in suppurazione, prodotta da politici predatori, interessati solo a perpetuare lo sfruttamento di chi, tanto tempo fa, colonizzò l'isola. Nulla riesce a contenere l'incalzare degli insulti che, con algida insofferenza, Jamaica Kincaid riversa su tutti, turisti compresi. Nulla riesce a placare il suo furore, neppure la consapevolezza che i discendenti dei colonizzatori siedono ormai "sul mucchio di immondizie della storia". Che il turista sprovveduto sfogli pure le pagine patinate delle solite guide: chi metterà in valigia questo scarno libretto scorgerà un'altra Antigua, che porta ancora i segni terribili di "una malattia europea" ma è finalmente "un luogo" ben distinto – e non il fondale per un dépliant pubblicitario. Come ha scritto Salman Rushdie, "Un posto piccolo" è "una lamentazione di grande forza e lucidità che si potrebbe definire torrenziale se il linguaggio non fosse controllato con tanta finezza".
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IlSole24Ore, 25/11/2021
Abstract: Dall'inasprimento delle multe alle nuove aree di sosta per le donne in gravidanza, dalla possibilità di fare ricorso al prefetto con la pec al divieto di usare lo smatphone. Inoltre, fuori dal codice, le nuove regole per i monopattini. Tutte le novità, in vigore dal 10 novembre, evidenziate nel testo del codice e commentate dall'esperto!
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Feltrinelli Editore, 25/11/2023
Abstract: "Per introdurvi a quel che avete tra le mani, è più facile usare la litote, figura retorica negativa e pessimista che mette sul chivalà, un disclaimer su quel che non s'intende fare. Questo non è un libro di scienza o d'arte, né un libro di estetica. Non è nemmeno sulle grandi scoperte dell'archeo¬logia, né su quelle di nicchia, anche se molte delle storie che racconterò sono sconosciute ai più. Non è un libro di storia, né di semiotica, né di antropologia. Dentro, intendiamoci, c'è anche tutto questo, ma non ci sono dettagli tecnici, né pignolerie terminologiche, né grandi teorie. Abhorridē per gli esperti, qui c'è leggerezza, escursione e contemplazione, osservazione, spesso ammirata e sorpresa, su quanto l'essere umano sia stato in grado di manipolare la realtà con la sua gioia creativa. Questo è un cammino per scoprire i simboli del mondo, per rivelare il grande salto che ha portato al pensiero astratto, alla proiezione di qualcosa di diverso da tutto ciò che è, o che sembra essere." Silvia Ferrara ci guida lontanissimo nel tempo e nello spazio per esplorare in tutte le sue manifestazioni l'idea dell'idea, la scintilla ogni volta unica e geniale che ha permesso alla nostra specie di fare il più grande dei salti: dal mondo limitato della vita aderente alle cose al mondo altissimo e infinito dell'astrazione. Così scopriamo il formidabile viaggio della mente che sta dietro l'invenzione dei numeri e delle lettere, dei disegni e della musica, degli utensili e dell'arte. Forse, lungo questo cammino alcune domande devono rimanere sospese, per lasciare spazio allo stupore che ci riserva la nostra innata capacità di plasmare e impastare la realtà per come la percepiamo, per dar vita a qualcosa di diverso da quello che è.
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Come garantire la continuità operativa in biblioteca
Editrice Bibliografica, 24/11/2021
Abstract: Questo testo vuole aiutare ad analizzare efficacemente le situazioni di crisi e a costruire piani che consentano di affrontare emergenze e post emergenze. Sono presi in considerazione sia la recente esperienza della pandemia, sia fenomeni derivanti da crisi del tutto diverse. Per ogni ambito vengono individuate le maggiori criticità, oltre a come garantire la non interruzione dei servizi e ripristinare la normalità. Si pone attenzione anche a organizzazioni affini alle biblioteche, in particolare agli archivi e ai musei, per individuare protocolli di attività condivisi. Un'ampia bibliografia e un riferimento alla normativa tecnica rilevante completeranno il lavoro.
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Come fare branding in biblioteca
Editrice Bibliografica, 24/11/2021
Abstract: Il brand è un concetto complesso che si presta a una molteplicità di definizioni. Un termine che comprende sfumature e significati diversi, che cambiano nel tempo così come si trasformano i mercati, i consumi, i nostri utenti. Fare branding significa mettere in condizione la biblioteca di rispondere alle nuove necessità, migliorando la percezione diffusa del suo valore. Il brand, infatti, non è solo un nome, racchiude sentimenti e sensazioni: è una promessa che aiuta a trasformare il rapporto con gli utenti da incontro a una relazione che dura nel tempo.
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Il pinguino che voleva diventare grande
Feltrinelli Editore, 25/11/2023
Abstract: Essere un piccolo di pinguino Imperatore non è uno scherzo. Intanto si vive in quella parte del mondo che sta a testa in giù (o comunque così pare), poi si sta sui piedi del proprio papà e bisogna occuparsi delle nidiate dei più piccoli. È una grande famiglia allargata in cui tutti si prendono cura di tutti, per ricordarci che ci sono tanti modi diversi per crescere.
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La gattina che voleva tornare a casa
Feltrinelli Editore, 25/11/2023
Abstract: ""Ciao, sono Suzy. Mi è successa una cosa incredibile! Dormivo in una grande cesta e all'improvviso mi sono ritrovata in volo su una mongolfiera. Riuscirò a tornare a casa?"Suzy è una gattina tigrata e un po' sbadata. Un giorno, mentre è a caccia di farfalle, si imbatte in una cesta enorme, così ombrosa e invitante da schiacciarci un pisolino. Al suo risveglio scopre di essere su una mongolfiera che sta sorvolando il mare! Basteranno le sue nove vite per tutte le avventure che la aspettano?"
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Il gufo che aveva paura del buio
Feltrinelli Editore, 25/11/2023
Abstract: Il gufetto Tombolo, contrariamente alla sua natura, teme il buio e perciò si rifiuta di uscire di notte per andare a caccia. La mamma lo aiuta a vincere le sue paure. Affrontare proprio quello che ci spaventa di più è una ricetta sicura per acquisire la fiducia in se stessi. Tombolo scopre che il buio non è solo nero come appare ma è abbagliante, utile, divertente e persino affascinante. Una storia semplice, che insegna e rassicura e che ha riscosso nel corso di molti anni un successo costante nelle scuole e nelle biblioteche.
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Rivoluzione. 1789-1989: un'altra storia
Feltrinelli Editore, 25/11/2021
Abstract: Walter Benjamin, probabilmente, aveva appena finito di leggere la Storia della rivoluzione russa di Trockij quando paragonò le rivoluzioni alla fissione nucleare, un'esplosione capace di liberare e moltiplicare energie contenute nel passato. Le rivoluzioni sono movimenti di violenta rottura. Non riguardano singoli individui, ma sono terremoti che gli esseri umani vivono collettivamente. Dopo il crollo del Muro la narrazione su questo concetto si è appiattita sull'idea che cambiare il mondo corrisponda a una minaccia di totalitarismo. Secondo Enzo Traverso, invece, il concetto di rivoluzione può essere una chiave interpretativa della modernità e, addirittura, del nostro presente, ma a una condizione: la sua indagine deve intrecciarsi con le immagini, le memorie e le speranze, che cambiano costantemente e nel tempo rinnovano la propria forza. Riabilitare le rivoluzioni come momenti cruciali della storia moderna non significa idealizzarle. Piuttosto, significa non rinunciare a comprenderle come momenti drammatici, vissuti intensamente dai loro protagonisti, e perciò capaci di accendere energie, passioni e sentimenti, fino a provocare trasformazioni non solo nella politica, ma anche nei canoni estetici. Traverso raccoglie gli elementi intellettuali e materiali di un passato rivoluzionario sparso e spesso dimenticato. Il passato viene rivelato mediante le sue immagini dialettiche: locomotive, corpi, barricate, bandiere, siti, quadri, manifesti, date. Un patrimonio finalmente capace di diventare rilevante per la sinistra del xxi secolo, che oggi ha bisogno di superare vecchi modelli esauriti per costruire un nuovo orizzonte del senso e dell'azione.
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Feltrinelli Editore, 25/11/2023
Abstract: Mi scrollerò il sonno, veglierò per sempre. Dormirò vestito, starò addosso alla vita come un segugio, come un mastino. Non guarderò mai più l'orologio. Prenderò d'anticipo il mattino.Non si muore tutte le mattine è un romanzo scomponibile, una cassettiera, un condominio in cui si varcano soglie diverse che portano in luoghi inattesi. Si procede in un concertato di scritture, per rotte, capitolazioni, gironi, spurghi e serenate. L'epopea dell'esistere e un io che la racconta.Assediati, sotto basse luci allo iodio, si intravedono schiere di ussari, ulani in miniatura, cappellerie a cavallo, viaggiatori e carcerati, costruttori, guastatori, farneticatori, rebetici, sollevatori di pesi, macchine morte, riparatori tv, la balena Franca, l'Animale del Chiavicone, le macerie di Sarajevo, Stanbul, il barrio dell'assenza, la piana ipermercata, le strade ferrate, l'ospitalità tangenziata, i doppi vetri dei motel, l'amicizia virile, la fine della gioventù, lo Sprechen Deutsch, l'onore, l'orrore, la lealtà. Un vestito leggero a ciliegie rosse… Goyeneche, Troilo, Tony Castellano, Glenn Gould, Napoleone.Non si muore tutte le mattine è un'opera sull'ambizione, l'impresa, la resa e la grazia.Romanzo d'esordio di Capossela, pubblicato per Feltrinelli nel 2004, viene qui accompagnato da una nota di Alberto Rollo e da un'introduzione dell'autore scritta appositamente per questa nuova edizione.
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Feltrinelli Editore, 25/11/2023
Abstract: Atsuko vive felice nella sua fattoria biologica con i figli e il marito Mitsuo che, per seguirla, ha lasciato il posto di redattore a Nagoya e ha fondato una rivista, "Azami", in una città vicino alla loro casa di campagna. Il tradimento del marito con una ex compagna di scuola è ormai un ricordo lontano per Atsuko, la vita della coppia è tornata normale e tutti sembrano aver raggiunto un armonico equilibrio nel nuovo contesto naturale. Atsuko si dedica con cura alla terra, gli affari prosperano e presto deve cercare qualcuno che la aiuti. Mitsuo la convince a incontrare una certa signora Enju: la sua voce al telefono gli ha ispirato fiducia. Alla fattoria si presenta Fukiko, un'amica di Atsuko dei tempi del liceo: è lei la signora Enju, interessata all'impiego nella fattoria. Bella e affascinante come in passato, madre di famiglia divorziata, fa riaffiorare teneri ricordi e tormentate sensazioni, taciute ma mai dimenticate. I desideri di Atsuko si confondono come i bambù nel selvatico boschetto di famiglia: entrambi hanno bisogno di essere districati perché nuovi germogli possano attecchire. Atsuko, tenace e semplice, ma non priva di grazia, un po' come i suoi fuki-no-tô, i farfaracci giapponesi, saprà leggere dentro di sé, com'era già successo anni indietro quando nella vita del marito era comparsa un'ex compagna.
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Oro grigio. I signori dell'alluminio
Solferino, 25/11/2021
Abstract: Tutto comincia da un ragazzo, Baldassare Agnelli, che nella Milano del 1894 perde tutto, all'improvviso: i genitori, l'osteria che gestivano a porta Ticinese, la possibilità di mantenere se stesso e i suoi cari. Ha appena dodici anni e si adatta a fare i mestieri più disparati. Diplomatosi orafo cesellatore, si rivolge a uno dei più prestigiosi orafi della città che non solo lo prende a bottega ma lo manda in viaggio di lavoro: un'avventura nei Balcani durante la quale Baldassare avrà occasione di fare un favore al capo di una famiglia Rom. Verrà ricompensato con il dono del loro segreto: una tecnica ancora sconosciuta in Italia per la saldatura dell'alluminio su cui costruirà un'impresa di famiglia destinata a durare attraverso decenni ricchi di eventi. L'azienda degli Agnelli dovrà attraversare due guerre mondiali e una dittatura, le agitazioni sindacali degli anni caldi, l'Italia del boom tra espansione dei consumi domestici e dura battaglia contro l'acciaio, le crisi e le opportunità della Guerra fredda, l'espansione sui mercati internazionali, la sfida della Cina. Attraverso quattro generazioni, con i loro amori e le loro ambizioni, sapersi rinnovare restando uniti e mantenendo saldi i propri valori si rivelerà la chiave del successo.Il libro di Paolo Agnelli disegna, dalla fine dell'Ottocento ai giorni nostri e inoltrandosi nel futuro, un grande racconto della bellezza e della difficoltà di fare impresa, che si intreccia alla saga di una famiglia e a quella di una nazione: delle sue epoche, delle sue sfide, del suo coraggio.
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Solferino, 25/11/2021
Abstract: Reinhold Messner, oltre che grande scalatore, è anche un attento e impegnato comunicatore del mondo dell'alpinismo, consapevole che la grande sfida, oggi, più che nelle altezze e nei record, sta nel rispetto della montagna e nello spirito con cui la si vive. Nella grande impresa, l'anima di un luogo e il confronto sincero, autentico con se stessi contano di più della bandierina su una vetta.Nella rubrica che tiene periodicamente su "La Gazzetta dello Sport", Messner ha raccontato i protagonisti e gioito dei traguardi dell'alpinismo contemporaneo. Ma, allo stesso tempo, ha raccontato a tutto tondo il mondo della montagna, apprezzando i comportamenti esemplari e condannando la retorica eroica e la commercializzazione della "grande impresa". Perché alcune derive, come per esempio la corsa all'Everest, rischiano di snaturare l'ispirazione con cui gli alpinisti della sua generazione hanno affrontato il corpo a corpo con la vetta, influenzati da grandi maestri come Walter Bonatti e Riccardo Cassin, "così eccezionali da sopravvivere alla loro stessa grandezza".Le parole di Messner portano il segno dell'attualità da cui scaturiscono, ma mostrano un'intenzione e una coerenza capaci di andare oltre il tempo. E seguendo questo filo nasce una storia dell'alpinismo in cui biografia, passioni, convinzioni si intrecciano in un racconto che è soprattutto una dichiarazione d'amore alla montagna e alle più pure emozioni che ha sempre mosso in chi ne ha fatto una ragione di vita. Scalare è molto più che uno sport: è una filosofia. E la montagna non è mai "assassina": è, e basta. Possono essere solamente gli uomini a commettere errori.