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Il quarto requisito
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Soli, Stefano

Il quarto requisito

SEM, 07/04/2023

Abstract: Anna ha vent'anni e una bellezza sfacciata che non ha bisogno di ostentare. Ambiziosa e sicura di sé, adorata e coccolata dai genitori, viene da una famiglia umile e si è trasferita dall'Elba a Trieste per studiare architettura.Gloria di anni ne ha trenta, segnati da un'infanzia da incubo e da un'adolescenza trascorsa interamente in un carcere minorile.Aggressiva e manesca, niente sembra farle paura, tranne la solitudine contro la quale gli unici antidoti sono il corpo di Anna e la cocaina. Risoluta nelle azioni criminali ma emotivamente vulnerabile, Gloria vorrebbe Anna solo per sé. Lei si concede, ma detta modi e tempi. Con l'esca di un po' di sesso facile le due agganciano e derubano, il maschio nelle loro mani diventa oggetto e preda.Durante una rapina in un appartamento, l'anziana vittima muore accidentalmente. Dalla finestra di casa Marcella, moglie vessata e umiliata, vede tutto. Quando Anna scompare misteriosamente, Gloria capisce che qualcuno o qualcosa si sta mettendo tra di loro. Per Gloria lei è ossigeno, è l'aria che respira, non se la lascerà portare via senza lottare. Ma l'educazione criminale di Anna è più avanzata di quanto Gloria possa immaginare: Anna delinea, progetta e costruisce il suo futuro come farebbe con un progetto architettonico, partendo dalle fondamenta e curando ogni dettaglio, rispettando alla lettera i tre requisiti vitruviani...

Vivere o morire di rendita
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Pizzo, Barbara

Vivere o morire di rendita

Donzelli Editore, 06/04/2023

Abstract: Può una città vivere di rendita? Cosa accade quando l'idea di poter vivere di rendita si diffonde come fosse una possibilità per tutti, anzi, quasi come se non ci fossero alternative? Quando i tipi di rendita, i meccanismi che la producono, le sue provenienze, i suoi intrecci sembrano moltiplicarsi, divenire sempre più dominanti rispetto ad altre forme di produzione di ricchezza e ad altre possibili relazioni sociali? Quali sono le implicazioni dell'inedita espansione delle logiche dei rentier? Nella città del XXI secolo la rendita sta assumendo un peso preponderante; non è un "dato" ma il risultato di scelte, quindi un fatto politico, imprescindibile fattore esplicativo delle trasformazioni urbane: delle logiche che le guidano, degli obiettivi verso cui tendono, degli esiti socio-spaziali che determinano, della qualità dell'ambiente costruito che producono. Ed ecco il caso di Roma: una città disegnata in profondità dalle logiche della rendita, che sempre di più vive delle sue molte rendite (a cominciare da quelle estratte dal suo immenso patrimonio storico e ambientale), in cui si è reso evidente cosa fosse o potesse essere il "capitalismo dei rentier" prima ancora che venisse chiamato con questo nome. Ma Roma non è un'eccezione: al contrario, essa può essere considerata esempio della traiettoria che un numero crescente di città e di economie urbane sta seguendo, in Italia e nel mondo, un modello fondato sulla rendita e sul suo moltiplicarsi proteiforme. In realtà, non tutti possono vivere di rendita. Le nostre città possono invece morirne.

Scrivere di scienza
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Ballero, Silvia Kuna

Scrivere di scienza

Editrice Bibliografica, 06/04/2023

Abstract: La scienza è ovunque: sui giornali, in politica, sui social, in televisione. Ma per parlare di scienza in modo interessante, documentato e informativo ci vuole preparazione, dato che specialmente per le cose che ci riguardano più da vicino, non esiste scienza senza complessità. Non solo: non si può comunicare la scienza senza tenere conto di un pubblico a cui rivolgersi, dei limiti del mezzo che si usa e dei condizionamenti emotivi che alcuni temi si portano dietro. Questo libro, oltre a fornire linee guida su come si scrive per vari media (articoli, podcast, video e social) e su come si affronta la più impegnativa stesura di un saggio, si pone l'obiettivo di stimolare una riflessione sulle buone pratiche con cui vanno affrontati concetti sfuggenti come il rischio e l'incertezza o temi sensibili come la salute e l'etica scientifica.

Eroica, folle e visionaria
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Bencivelli, Silvia

Eroica, folle e visionaria

Bollati Boringhieri, 19/05/2023

Abstract: Eroica, folle e visionaria parla di autoesperimenti e autosperimentatori, medici che hannodeciso di provare le proprie idee direttamente su se stessi, spesso con un tocco di pazzia e di incoscienza, altre volte con sincero altruismo e cocciuto coraggio.D'altra parte per ogni nuova medicina o per ogni nuova tecnica medica deve esserci pur stato un primo "fruitore". Una scoperta deve essere provata su qualcuno per essere certi che funzioni. Quel qualcuno, in molti casi, è stato lo stesso che ha avuto l'intuizione e ha deciso di metterci il corpo per dimostrare di avere ragione. Talvolta il gesto non ha portato a risultati apprezzabili e si è perso nel nulla, altre volte è stato fatale; in qualche caso ha spianato la strada a un premio Nobel e ha segnato un avanzamento fondamentale delle nostre conoscenze.Ma perché sperimentare su di sé? La motivazione più alta è un generoso "non farei mai ad altri quello che non ho il coraggio di fare a me stesso". Ma a leggere le molte storie raccontate in questo libro si scopre che c'è anche chi l'ha fatto solo per comodità, o perché non veniva creduto da nessuno, o perché era semplicemente incapace di fidarsi di qualcun altro. Molti, poi, lo hanno fatto per pura curiosità, e alcuni persino per rabbia o per ripicca.Silvia Bencivelli scrive con penna ironica e leggera, toccando gli argomenti chiave del rapporto tra medicina, società e potere, coinvolgendo il lettore in alcune delle più incredibili storie della medicina, dal Seicento ai giorni nostri. Incontreremo medici che si fecero pungere intenzionalmente da zecche e zanzare per dimostrare l'origine di una malattia, spericolati inventori di rivoluzionarie tecniche chirurgiche, avventati sperimentatori di sostanze ignote e persino chirurghi che si auto-operano, per farsi pubblicità o perché privi di alternative. Sono vicende che non lasciano certo indifferenti, e nel loro complesso tracciano una storiadella medicina decisamente diversa da quella che viene generalmente raccontata.

Il mio nome è Due di Picche
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Bonzi, Sandra

Il mio nome è Due di Picche

Garzanti, 25/04/2023

Abstract: "Una commedia nera in cui Elena, una giornalista, prova a tenere insieme non solo i pezzi dei casi su cui indaga ma anche un lavoro che cambia velocemente e una famiglia insidiata dal tempo e dall'erosione dell'abitudine."Corriere della Sera - Roberta Scorranese "Elena Donati si improvvisa detective e alla fine ribalterà la sua esistenza dandole un senso."F - Antonella Fiori Quando i figli vanno via di casa è un momento difficile, ma lo è anche quello in cui tornano e non vogliono più andarsene. Lo sa bene Elena, che vorrebbe essere ovunque ma non nel suo salotto, trasformato in un ostello della gioventù. Ovunque, certo, tranne che a casa della madre e delle sue due amiche, che in tre fanno più di duecento anni. Eppure è proprio lì che deve andare, perché l'intuito di una giornalista non va mai in vacanza, men che meno quando una giovane donna viene trovata morta accoltellata nell'appartamento al piano di sopra. Parrebbe un classico caso di omicidio, ma Elena nota dei dettagli che la spingono a ipotizzare l'azione di un serial killer. O forse è l'età che avanza a indurle una visione distorta della realtà? Una cosa, però, la vede benissimo: suo marito Ettore, dopo una ventata di energia pura, è ripiombato nel torpore esistenziale. Per questo forse il magistrato Capelli, che segue le indagini, ha un'aria così interessante… Ma Elena stavolta è sola e non può contare nemmeno sull'aiuto del padre, alle prese con i dilemmi di un amore ottuagenario. Proprio quando non deve limitarsi a descrivere il pericolo a parole, ma si trova a viverlo molto più da vicino di quanto si sarebbe immaginata. Voleva un po' di adrenalina nella vita, ma forse quella che si trova a provare è davvero troppa.   Sandra Bonzi e la sua indimenticabile protagonista hanno incontrato il favore dei lettori. Nove giorni e mezzo è stato in classifica per mesi e ha ricevuto il plauso della stampa. Ora l'autrice torna con una nuova avventura per Elena Donati, tra una vita familiare sempre più complicata e bizzarra e un'indagine che arriva un po' per caso,ma le fa gola. Perché bisogna buttarsi nella vita, e lei ormai l'ha capito, anche se non sa a che prezzo.

Dublino. La città nel tempo
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Banville, John - Piccinini, Irene Abigail

Dublino. La città nel tempo

Guanda, 05/05/2023

Abstract: Che la città in sé, la vera Dublino, fosse grigia e brutta, in quegli anni Cinquanta afflitti dalla povertà, non intaccava il sogno che ne avevo – e la sognavo anche quando c'ero fisicamente, per cui la banalità del reale si ammantava costantemente ai miei occhi di sommo romanticismo; nessuno è più romantico di un ragazzino.Per il piccolo John Banville, Dublino rappresentava un luogo di incanto e desiderio. Ogni anno, nel giorno del suo compleanno – l'8 dicembre, festa dell'Immacolata Concezione – lui e sua madre viaggiavano in treno fino alla capitale, attraversando all'alba i campi gelati, per arrivare a Westland Row e dare inizio a una giornata di avventure, che includeva un giro di acquisti nei grandi magazzini e una tappa in pasticceria. Anni dopo, Banville si sarebbe trasferito, diciottenne, in città, per vivere in un appartamento un tempo grandioso ma ora fatiscente in Upper Mount Street, dove scriveva, sognava e sperava. Era la metà degli anni '60, un periodo cupo e difficile per la società intera e per l'individuo – quello che lo scrittore avrebbe poi raccontato nella serie di gialli con protagonista l'anatomopatologo Quirke – ma sotto il gelo ribollivano i cambiamenti che presto avrebbero travolto il Paese. Alternando ricordi del passato di Banville e il racconto della città di oggi, questo memoir illustrato è una vivida evocazione dell'infanzia e della memoria – quell'"abisso luminoso" in cui "lavora l'alchimia del tempo" – e un tenero e potente inno a un tempo e un luogo fondamentali per la formazione dello scrittore.

Il bacio di Swann
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Aciman, André

Il bacio di Swann

Guanda, 09/05/2023

Abstract: "Aciman è il narratore poetico dei desideri contrastanti."The Washington Post - Ron Charles"Con la sua sottile autoironia e un approccio curioso e aperto, Aciman è la guida perfetta attraverso i misteri del concetto di tempo e luogo."The Boston Globe - Kate Tuttle"André Aciman è, molto semplicemente, uno dei più raffinati saggisti degli ultimi cento anni."Los Angeles Review of Books - Susan Salter Reynolds"Se Proust non fosse esistito, Aciman lo avrebbe inventato."The New York Times - Richard Bernstein"Non possiedo nulla di stabile, non sono radicato nel tempo o nello spazio e non conosco confini tra il sì e il no, tra il giorno e la notte, tra il sempre e il mai… Sotto diversi aspetti, i saggi su artisti, scrittori e grandi pensatori raccolti in questo volume potrebbero non avere nulla a che vedere con chi sono io, o con chi erano loro: magari ne ho dato una lettura totalmente sbagliata. Ma se li traviso, è per poter leggere meglio me stesso." André Aciman esplora il concetto di tempo superando il semplice piano del presente, del passato e del futuro per dedicarsi a orizzonti frastagliati, a ciò che sarebbe potuto accadere ma che non è accaduto, eppure condiziona la nostra realtà in modo concreto. Lo fa offrendo al lettore ritratti di artisti, scrittori, registi che ha amato e che hanno influenzato la sua vita e la sua scrittura – da Sigmund Freud a Constantinos Kavafis, da Marcel Proust a Fernando Pessoa – ma anche istantanee di città come Alessandria d'Egitto, San Pietroburgo e Roma. Una intelligente e profonda riflessione su cosa è reale e cosa non lo è, sul potere della memoria e dell'immaginazione, su come sia possibile creare una fortezza in cui preservare i ricordi dallo scorrere del tempo.

Guerra e rivoluzione. Elogio dei socialismi imperfetti
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Formenti, Carlo

Guerra e rivoluzione. Elogio dei socialismi imperfetti

Meltemi, 07/04/2023

Abstract: Il marxismo non è una disciplina accademica ma uno strumento della lotta di classe utile a trovare il modo più efficace per colpire il nemico. Perché possa tornare a svolgere tale funzione occorre, tuttavia, liberarlo da dogmi e teorie obsolete. Il lavoro di Carlo Formenti si propone di contribuire all'impresa.Nel primo volume si è descritto il tramonto della narrazione globalista, associato alla crisi di egemonia degli Stati Uniti e alla delegittimazione dell'ideologia neoliberale. Questo secondo volume celebra invece i meriti dei "socialismi imperfetti" nati dalle rivoluzioni asiatiche e latino-americane: per quanto piene di limiti e contraddizioni, tali rivoluzioni si sono rese protagoniste di una svolta strategica nella lotta antimperialista. L'autore abbozza anche un bilancio del fallimento sovietico, sottraendolo nel contempo alla damnatio memoriae da parte dell'ideologia occidentale; infine, ragiona sulla possibilità di rilanciare un progetto rivoluzionario in un Occidente devastato da decenni di guerra di classe dall'alto.

Fra due. Etica ed estetica dell'improvvisazione congiunta
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Sparti, Davide

Fra due. Etica ed estetica dell'improvvisazione congiunta

Meltemi, 07/04/2023

Abstract: La letteratura sull'improvvisazione si divide in due filoni, quello volto a definire l'improvvisazione e quello che si concentra sulle abilità necessarie per improvvisare meglio. Un terzo, cruciale aspetto di natura morale resta invece del tutto trascurato: il nostro coinvolgimento nei confronti del prossimo e l'atteggiamento con cui affrontiamo le attività cooperative. Questo libro è il primo lavoro che si concentra sull'improvvisazione da un punto di vista etico. Prendendo le mosse dal tango argentino e avvalendosi delle riflessioni filosofiche di Ludwig Wittgenstein, Davide Sparti considera infatti gli attori impegnati in forme di creatività congiunte – quali i ballerini di tango o i musicisti di jazz – come agenti morali.Cosa succede quando due persone improvvisano insieme? Cosa accade, durante l'improvvisazione, a chi improvvisa? L'aspetto etico rappresenta il piano soggiacente che la pratica dell'improvvisazione presuppone senza necessariamente rilevare, il suo punto cieco. Esaminando gli atteggiamenti assunti da chi è coinvolto in pratiche creative umane, Sparti riporta quindi la morale al suo punto di partenza: due individui esposti l'uno all'altro, indotti a confrontarsi con la necessità di riconoscere/eludere ciò che l'incontro esprime circa l'altro.

Il mito delle giornate-uomo
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Brooks Jr., Frederick P.

Il mito delle giornate-uomo

Feltrinelli Editore, 07/04/2023

Abstract: Pochi libri sulla progettazione e lo sviluppo di software sono influenti e senza tempo come questo. Frederick P. Brooks, Jr. fornisce nozioni puntuali unite a considerazioni che fanno riflettere componendo un corpus di conoscenze utili a chiunque debba gestire progetti di varia complessità.Il testo, frutto dell'incredibile esperienza dell'autore maturata in IBM, è stato rivisto vent'anni dopo la prima pubblicazione diventando una lettura fondamentale anche nel XXI secolo. La tesi principale è che i grandi progetti hanno spesso problemi di gestione a causa della maggiore suddivisione del lavoro e dei compiti. Da questo deriva la famosa legge di Brooks: all'aumentare del numero di sviluppatori aumenta il numero di giornate-uomo necessarie per rivedere il codice, la documentazione e andare in produzione. Un progetto di successo è quindi il risultato della comprensione totale del prodotto da creare e della giusta organizzazione del lavoro e delle risorse.Una volta sfatato il mito delle giornate-uomo, sarà il momento di affrontare la sfida per uno sviluppo consapevole e orientato al risultato.

Così in terra
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Enia, Davide

Così in terra

Sellerio Editore, 08/10/2023

Abstract: Il primo romanzo di Davide Enia, pubblicato per la prima volta nel 2012, è un'opera epica e corale che racconta cinquant'anni di storia d'Italia visti dalla periferia di un'isola ferita due volte, dalla guerra e dalla mafia. Capace di muovere al sorriso così come al pianto, alterna comico e tragico, crudo realismo e tenerezza, in una scrittura di vetro, dolce, tagliente e carnale.

Gli unici indiani buoni
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Jones, Stephen Graham

Gli unici indiani buoni

Fazi Editore, 02/05/2023

Abstract: Lewis, Gabe, Ricky e Cassidy sono quattro giovani indiani cresciuti insieme in una riserva ai confini col Canada. Il legame che li univa si è spezzato quando Ricky è morto all'improvviso: una rissa fra ubriachi, secondo la versione ufficiale. Ma è davvero andata così? Sono passati ormai dieci anni, i ragazzi sono diventati uomini e si sono più o meno integrati nella società bianca, lasciandosi alle spalle gli eccessi di gioventù ma anche un fardello con il quale non hanno mai fatto davvero i conti: le regole e le tradizioni della riserva. Il ricordo dell'amico scomparso, però, non li ha mai abbandonati. Con esso, torna prepotentemente a turbare le loro coscienze un episodio del passato che li ha segnati, mettendo fine per sempre alla loro innocenza: una battuta di caccia finita male. Una storia difficile da dimenticare, che oggi torna a perseguitarli. È Lewis il primo ad accorgersi di una presenza inquietante in casa sua, e a questo punto ognuno di loro inizia ad avere paura, per sé e per i propri cari... Una spietata caccia all'animale che si tramuta in una terrificante caccia all'uomo: vincitore dei più importanti premi nell'ambito del genere e campione di vendite, Gli unici indiani buoni è un horror mozzafiato in cui una fine analisi sociale si fonde perfettamente con la tensione di una storia da incubo."Con Gli unici indiani buoni Stephen Graham Jones ci conduce, con la maestria di un grande scrittore, in un territorio dell'inconscio che scivola tra finzione e realtà. Un thriller da brivido". Massimo Carlotto"Elettrizzante, colto, spaventoso, avvolgente. Bonus: la più terrificante partita di basket della storia".Stephen King"Un capolavoro. Intimo, devastante, brutale, terrificante, ma caloroso e straziante nella migliore delle accezioni, Stephen Graham Jones ha scritto un romanzo horror sull'ingiustizia e, in definitiva, sulla speranza". Paul Tremblay"Stephen Graham Jones è uno dei più talentuosi scrittori viventi. Il libro è pieno di umorismo e immagini agghiaccianti. Ci sono dentro amore e vendetta, sangue e basket. Non guarderò mai più un alce, una battuta di caccia o un romanzo horror con gli stessi occhi". Tommy Orange "Il miglior romanzo di uno dei migliori del settore. Una profondità emotiva che sbalordisce. Gli unici indiani buoni ha tutto: stile, realtà, irrealtà, vendetta, calore, freddo gelido e persino alcuni squartamenti". Josh Malerman

Michele Ferrero. Condividere valori per creare valore
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Giannella, Salvatore

Michele Ferrero. Condividere valori per creare valore

Salani Editore, 18/04/2023

Abstract: Le intuizioni geniali, la visione internazionale, la capacità di ascoltare gli altri. L'attenzione certosina alla qualità dei prodotti, alle esigenze dei consumatori, al benessere dei dipendenti. L'invenzione di sistemi di produzione innovativi. L'amore per la famiglia e per la sua terra. La grande riservatezza e l'umiltà. La cura verso i valori umani, la responsabilità sociale. Michele Ferrero – il papà della Nutella e di decine di altre delizie amate in ogni angolo del pianeta – è stato non soltanto uno dei più grandi imprenditori italiani. È stato l'artefice di un modo di fare impresa che ha messo al centro la persona, secondo il motto 'lavorare, creare, donare'. Ha imparato le basi artigiane dal padre Pietro, l'importanza dell'organizzazione commerciale dallo zio Giovanni, il senso dell'azienda dalla madre Piera, che negli anni Quaranta riuscirono a trasformare una pasticceria di Alba in una fabbrica. Subentrato al padre, scomparso prematuramente nel 1949, ha guidato l'azienda – con il sostegno costante della moglie Maria Franca – verso una crescita esponenziale. La Ferrero ha varcato i confini nazionali fino a diventare, anno dopo anno, una delle aziende più importanti e più apprezzate a livello globale. Un vero mito.Come si racconta la vita di un uomo che ha fatto di tutto per tenersi lontano dai riflettori, lasciando parlare unicamente il proprio lavoro? Giannella ci è riuscito intervistando decine di persone che hanno vissuto fianco a fianco con 'il signor Michele'. Ne è uscito un ritratto entusiasmante, che ricostruisce i traguardi storici di un'avventura inimitabile.

I vagamondi. Scrittori in bicicletta
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Gregori, Claudio

I vagamondi. Scrittori in bicicletta

66THAND2ND, 07/04/2023

Abstract: La bicicletta era il veicolo più diffuso alla fine dell'Ottocento. Lo è ancora oggi e lo sarà anche domani per un'umanità assediata dalla crisi energetica e dall'inquinamento. In questo libro, con la consueta leggerezza, Claudio Gregori esplora passioni e peripezie ciclistiche di poeti e scrittori, da Salgari a Conan Doyle, da Fallaci a de Beauvoir, ciascuno testimone di un mondo che cambia, e di una pedalata da ricordare. Si comincia dalle origini, dai primi bicicli alti come cavalli, domati a fatica da Twain e immortalati nei racconti di Leblanc, il papà di Lupin. E si arriva ai nostri giorni: al teatro di Beckett, che diede alla sua creatura più celebre il nome di un pistard; fino all'intervista più lunga nella storia del ciclismo, firmata da quel genio di García Márquez. Certo, si parla di gare, di Giro e Tour, con Colette e Buzzati. Ma si lotta anche per la vita con Zola e Quiroga. Si sorride con Jerome e Jarry. Si pedala con fervore insieme a Gadda e Pasolini. Brera – inventore di neologismi, tra cui il bellissimo "vagamondo" – ha scritto che nell'ammorbante fracasso dei motori "veder pedalare in serena scioltezza uomini e donne affiancati desta cordiale ammirazione, incoraggia sinceramente a vivere". Una frase che si sposa bene con un'altra, attribuita a H.G. Wells: "Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta, non dispero più per il futuro della razza umana".

Uno strano destino
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Segre, Liliana - Rastelli, Alessia - Verdelli, Carlo - Belli Paci, Luciano

Uno strano destino

Solferino, 18/04/2023

Abstract: Il 19 gennaio 2018 Liliana Segre, sopravvissuta alla Shoah, viene nominata senatrice a vita dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Dopo l'orrore di Auschwitz, il ritorno alla vita e gli oltre trent'anni di testimonianza nelle scuole, si apre per lei una nuova fase: quella dell'impegno istituzionale. "Per uno strano destino", dirà il 13 ottobre 2022, inaugurando a Palazzo Madama la nuova legislatura, "quella stessa bambina che in un giorno come questo del 1938, sconsolata e smarrita, fu costretta dalle leggi razziste a lasciare vuoto il suo banco della scuola elementare, oggi si trova addirittura sul banco più prestigioso del Senato".Sono tante, dopo la nomina, le attestazioni di stima e di affetto, ma arrivano anche minacce e messaggi d'odio. Serve la scorta. Liliana Segre però non si arrende e, a braccetto con i carabinieri, porta avanti la sua attività al servizio del Paese. Con analogo spirito civile, nel febbraio 2022, accetta di tenere una rubrica ("La Stanza") sul settimanale "Oggi": una possibilità di dialogo diretto con i lettori che va dalla sua storia personale ai temi della contemporaneità, come la guerra, la pandemia, le migrazioni, l'emergenza climatica.In questo volume, introdotto da una Prefazione di Carlo Verdelli, ritroviamo le rubriche scritte per "Oggi" e i discorsi pubblici più importanti che insieme compongono anche un racconto in presa diretta dell'Italia. In apertura, inoltre, in una conversazione con Alessia Rastelli, la senatrice spiega come abbia vissuto questi ultimi anni e da dove nasca il suo impegno. Mentre la Postfazione del figlio Luciano Belli Paci offre uno scorcio intimo, privato, su come sia cambiata la vita della madre e sul privilegio di esserle accanto.

Consigli a un giovane poeta
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Gardini, Nicola

Consigli a un giovane poeta

Garzanti, 02/05/2023

Abstract: "Prima di cantare, prima di fare silenzio, il poeta deve vivere. "GoethePoeti si nasce o si diventa? Scrivere in versi, per alcuni, è destino dei pochi eletti che sappiano intuire l'ordine nascosto delle cose e offrirlo ai lettori con parole ricercate. E invece, suggerisce coraggiosamente Nicola Gardini, ognuno di noi può in qualche misura fare poesia. Come? Occorre innanzitutto leggere il più possibile; occorre frequentare i migliori maestri, costruirsi una biblioteca, amare la propria lingua. Dialogando con i poeti e ragionando su opere tra loro diversissime per provenienza, epoca e ispirazione, in questi consigli l'autore distilla la propria esperienza di scrittore e critico, di traduttore e insegnante, indicando un'estetica e un vigore espressivo che poggiano su regole auree: sottrarre, trasformare, ripetere, inventare ritmi, tradurre. Solo così si può diventare poeti sia nella pratica sia – e prima ancora – nel pensiero, ovvero comprendere la complessità senza perdere la capacità di meravigliarsi, sempre desiderosi di avvertire nella realtà significati ulteriori e di trasformare le differenze in corrispondenze, come fanno i suoni nell'armonia del componimento. Con la consapevolezza che chi trova la poesia resta per sempre "giovane poeta", a qualunque età, fino alla fine. 

Quel che ci tiene vivi
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Veladiano, Mariapia

Quel che ci tiene vivi

Guanda, 09/05/2023

Abstract: Aiutare le famiglie che non funzionano: questo è l'obiettivo del giovane protagonista, un avvocato con un passato doloroso, difficile da dimenticare ma anche da ricordare. E, in qualche modo, quello è lo scopo anche di sua moglie Bianca, la psicoanalista a cui si è rivolto all'inizio della carriera proprio per rimettere insieme i pezzi della sua infanzia. Non sembravano compatibili – lei credente, esile, vegetariana e raffinata, lui materialista e disilluso, sovrappeso, cresciuto solo e in povertà – eppure al posto di un'analisi è nato un amore. Forse perché parlano la stessa lingua, quella che condivide soltanto chi è sopravvissuto a un trauma incancellabile, ma che ha anche il coraggio di resistere e andare avanti. Forse perché entrambi hanno bisogno di provare ad aggiustare il mondo. È questo che spinge l'avvocato a entrare e uscire dai tribunali con furiosa determinazione, per dare una possibilità alle persone che, come era accaduto a lui, "non vengono viste". Una sera d'inverno incontra un bambino solo, infreddolito, che parla con curiosa saggezza. Un bambino che sparisce e sembra non ricomparire più. Un bambino che gli ricorda sé stesso. E quando scopre chi è, la sua missione diventa un'ossessione: dovrà riuscire a salvarlo. 

I ragazzi addormentati
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Passeron, Anthony

I ragazzi addormentati

Guanda, 16/05/2023

Abstract: "Con malinconica eleganza Anthony Passeron mescola l'intimo e il collettivo, il segreto di famiglia e l'indagine medica in una storia a due voci ben documentata e profondamente commovente."Madame Figaro"Un libro magistrale! Uno di quei romanzi che una volta letti non si dimenticano più. Ti strappa lacrime e rabbia, è intenso e sconvolgente, con parole così innocenti eppure crudeli e magnifiche."Le Figaro Littéraire"Un romanzo che vola a tutta velocità, tutti corrono contro il tempo, per liberarsi dal dolore. Un esordio straordinario."Elle"Un libro di una potenza così sconvolgente che si prolunga ben oltre la lettura. Sublime."Annie Ernaux"I ragazzi addormentati è un bellissimo romanzo sullo smarrimento privato di una famiglia (…) e lo smarrimento collettivo di una società"LaLettura – Corriere della SeraAnthony non sa quasi nulla di suo zio Désiré, morto ormai da tempo. Persino il suo nome viene a malapena pronunciato, come se potesse risvegliare dolorosi segreti. Ma la curiosità lo spinge a cercare le tracce di quella vita misteriosa tra le fotografie e i filmati di famiglia, nelle pieghe dei silenzi. E la verità lentamente viene a galla. Dal successo economico dei nonni che negli anni Trenta aprono una macelleria in paese, alla vicenda del figlio maggiore, quello su cui si concentrano le loro aspettative. Désiré studia in città, e scopre la libertà fuori dallo sguardo dei genitori. Una mattina viene ritrovato "addormentato" per strada, con una siringa nel braccio. In un piccolo paese della campagna francese, dove tutti si conoscono, lo scandalo è grande e bisogna a ogni costo negare l'evidenza. Sono gli anni Ottanta, Désiré ha contratto l'AIDS proprio quando il mondo inizia a parlarne, e il suo crollo psicologico e poi fisico trascina con sé tutta la famiglia. In quegli stessi anni i ricercatori francesi e americani lottano contro il tempo per identificare il virus e sviluppare le prime cure. "Dev'essere cominciato tutto così. In un piccolo comune in declino, nei primi anni Ottanta. Con dei ragazzini ritrovati privi di sensi, per strada, in pieno giorno" racconta Anthony Passeron. E la storia è quella della sua famiglia, di una generazione: il ritratto vivido di un'epoca sospesa tra un'irresistibile ricerca di libertà e il potere tragico dei pregiudizi.

Lo stendardo
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Lernet-Holenia, Alexander

Lo stendardo

Adelphi, 11/04/2023

Abstract: "È un'opera di forte impianto avventuroso, un largo affresco storico, una palpitante storia d'a­mo­re. Il che basterebbe ad assicurargli l'interesse dei lettori un po' semplici, ma rendendolo sospetto di "kitsch" agli occhi dei critici più esigenti. Invece avviene un piccolo prodigio. Questa storia di una disfatta militare che è anche la fine di un impero (sul fronte balcanico, durante la prima guerra mondiale, le diverse etnie dell'impero asburgico sono già in lacerante tensione centrifuga), questa romantica sonata in cui la passione amorosa ha il dolce strazio del "Tristano", perdono sensazio­na­li­smo grazie ad alcune caratteristiche capaci di gal­va­nizzare: ... l'epos (un epos che, pur nella cornice di una guerra novecentesca, ha un respiro quasi arcaico), la fiaba (che come tutte le fiabe che si rispettino è mista di candore e malizia, di dolcezza e di crudeltà), la passione (passione per una don­na, ma anche per l'avventura, il rischio, la caval­leria, la patria, la bellezza insidiata del mondo). Infine il lutto, questo padre della tragedia ma an­che della catarsi. In questo caso, il lutto per un mon­do intero che sparisce".Italo Alighiero Chiusano

Il venti di luglio
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Lernet-Holenia, Alexander

Il venti di luglio

Adelphi, 11/04/2023

Abstract: Il 20 luglio del 1944 fu il giorno del fallito attentato a Hitler. E nel clima torbido di quell'"ora fatale dell'umanità" si dipana uno dei più audaci intrecci di Lernet-Holenia. La scena è Vienna, degradata a periferia del Reich, dove una signora dell'alta società nasconde all'insaputa di tutti un'amica ebrea facendola ricoverare in ospedale sotto il proprio nome. Ma l'improvvisa morte di quest'ultima la getterà in una paradossale condizione di non esistenza: ufficialmente defunta, sarà dunque costretta a una fuga precipitosa, in un vortice di congiurati allo sbando, ambigui ufficiali dei servizi di sicurezza e feroci quanto maldestri agenti della Gestapo.Ancora Vienna – quella del primo e secondo dopoguerra – fa da sfondo agli altri due pannelli di questo superbo trittico. Un mondo di reduci e déraciné: come l'invalido di guerra che, in un rapporto perverso con il suo cane-guida, diventa una sorta di crudele "dio cieco"; o come l'ex ufficiale imperialregio, nobile decaduto, che ritrova in circostanze drammatiche la bella giumenta che in passato era stata sua.