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Papa Leone XIV. Il racconto del nuovo papa e le sfide che dovrà affrontare
Salani Editore, 16/05/2025
Abstract: Alle 18.05 dell'8 maggio 2025, al secondo giorno di Conclave e dopo sole quattro votazioni, dal comignolo della cappella Sistina si è levata la tradizionale fumata bianca che annuncia al mondo l'elezione di un nuovo pontefice. In piazza San Pietro, decine di migliaia di persone si sono immediatamente radunate in attesa di sapere chi fosse stato scelto dal Collegio dei cardinali. E quando l'antica formula latina Annuntio vobis gaudium magnum: habemus papam! è finalmente risuonata dalla loggia esterna della basilica, in uno scroscio di applausi gioiosi, grande è stata la sorpresa di scoprire che il successore di Francesco è l'americano Robert Francis Prevost, che si è presentato al mondo, rivestito dei paramenti papali, con le parole: "Pace a tutti voi".Ma chi è l'uomo che con il nome di Leone XIV dovrà guidare la Chiesa cattolica nei prossimi anni? E quali sono le tappe che lo hanno condotto fino al soglio di Pietro? Saverio Gaeta realizza il primo ritratto a tutto tondo del 'papa della globalizzazione', che intreccia radici culturali diverse e parla con chiarezza il linguaggio dell'attualità. Ne emerge il profilo di un pastore internazionale, attento ai poveri e agli ultimi, infaticabile nel difendere i diritti umani e nel sostenere il ruolo unificatore della fede. A lui il difficile compito di raccogliere l'eredità di Bergoglio e prendere in mano i tanti 'processi avviati': da queste sfide, analizzate da Gaeta con precisione e ampiezza, dipenderà il futuro di una Chiesa che sta affrontando un lungo cammino di rinnovamento. Una missione che Leone XIV ha raccolto con l'impegno di riportarla a essere "un'arca di salvezza che naviga attraverso i flutti della Storia, faro che illumina le notti del mondo".
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Biblioterapia in biblioteca e a scuola
Editrice Bibliografica, 12/05/2025
Abstract: Lo sviluppo della biblioterapia in Italia è in continua evoluzione. Due sono gli ambiti in cui in questo momento si sta orientando l'interesse generale: le biblioteche e la scuola. Gli articoli contenuti in questo volume sono stati redatti dal gruppo di esperti che, all'interno del convegno internazionale Biblioterapia nelle biblioteche e a scuola, tenutosi presso l'Università degli studi di Verona il 15 marzo 2024, hanno portato il loro apporto. Si tratta di esperienze italiane ed estere, nello specifico ungheresi e lituane, dove l'avanzamento della materia è più sviluppato rispetto al nostro Paese. Ma oggi l'Italia non si pone più come fanalino di coda: grazie al contributo dell'ateneo veronese attraverso il Master in Biblioterapia e il centro di ricerca interdipartimentale Biblioterapia e Shared reading. I libri per il benessere, la disciplina si sta strutturando sempre di più in spazi quali la formazione e la ricerca. Gli autori di questo volume sono accademici, ricercatori, medici e professionisti della biblioterapia che, con i loro articoli, portano all'attenzione questo argomento a quanti ancora non lo conoscono approfonditamente, con l'obiettivo di mostrare come la biblio/poesiaterapia possa essere uno strumento efficace nelle pratiche educative, di cura e per allenare le life skill.
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Il diritto d'autore. Profili giuridici e applicativi
Editrice Bibliografica, 12/05/2025
Abstract: L'opera affronta, con linguaggio semplice, i temi del diritto d'autore e dei diritti connessi alla luce dell'evoluzione normativa che è seguita all'attuazione in ambito nazionale della direttiva digital copyright e all'emanazione del regolamento europeo sull'intelligenza artificiale (AI Act). L'attenzione agli aspetti pratici dell'impresa culturale e creativa e la proposizione di numerosi casi di studio permettono di approfondire il diritto d'autore non solo agli esperti del settore, ma a tutti coloro che desiderano estenderne la conoscenza alle diverse opere dell'ingegno (dalle più classiche come il testo, la musica, gli audiovisivi, fino alle opere generate dall'AI) e agli altri contenuti protetti come foto, data base o materiali giornalistici in rete. Il volume offre in modo sistematico un quadro completo della materia e i temi vengono proposti seguendo la vita del prodotto culturale, dalla ideazione e progettazione, alla pubblicazione e commercializzazione off-line e online, fino alla sua difesa contro atti di pirateria, plagi e contraffazioni, così da agevolare il lettore nell'individuare l'immediata applicazione pratica della disciplina legale. Il testo è corredato di un glossario essenziale che agevola anche il lettore meno esperto nell'approccio alla materia del diritto d'autore.
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Neri Pozza, 30/05/2025
Abstract: Dintorni di Lipsia, Repubblica democratica tedesca, 1979. Per Katrin e Hans, l'incubo di ogni genitore si è avverato: hanno perso il loro unico figlio subito dopo la nascita. Lei non può rassegnarsi alle parole dei medici, una madre certe cose le sente: il pianto di Daniel era il pianto di un bambino sano. Incapace di accettare l'ineluttabilità della perdita, Katrin si rinchiude nell'ossessione che suo figlio sia vivo. Hans però non può assecondarla, deve trovare, almeno lui, un modo di guardare avanti. Finché anche Katrin e Hans si perdono. Nei lunghi anni che seguono, mentre il mondo fuori crolla su sé stesso, Hans si è ricostruito una vita attorno a quel dolore seppellito nel profondo, alla sensazione di aver commesso un errore in un momento decisivo, al rimpianto di non aver lottato contro istituzioni omertose e ostili per conoscere il destino di quel figlio perduto. In una sorta di rito privato di guarigione, un giorno dopo l'altro si è recato al fiume a pescare, come faceva da bambino con suo padre. La serenità delle acque in movimento, la paziente attesa della preda, il momento frenetico e trionfante della cattura hanno lenito le ferite. Fino alla sera in cui, rientrando dal fiume, la voce di suo figlio, fantasma dal passato, squarcia quel silenzio anestetizzato dal tempo con la sua verità sconvolgente. Potranno i due uomini colmare un abisso di quarant'anni creato da uno Stato inumano, quarant'anni non vissuti da padre e figlio?Ispirato a uno dei capitoli più oscuri della storia della Germania orientale, quello dei "bambini rubati", La danza delle effimere è il racconto universale di una perdita traumatica, di come il rimpianto possa plasmare un'esistenza intera. Ma è anche celebrazione della speranza figlia di ogni nuovo inizio, elegia del potere taumaturgico della natura."Ha telefonato Daniel" disse lei con voce asciutta, incrinata. Daniel, il mio unico figlio, morto da quarant'anni. "Come?" domandai, rendendomi subito conto di avere alzato troppo la voce. Di sicuro avevo capito male. Ma lei lo ripeté. "Ha telefonato Daniel". "Jügler ha affrontato un capitolo oscuro della DDR con una scrittura emozionante e commovente allo stesso tempo". NDR Kultur "Matthias Jügler riesce certamente a raccontare con infinita grazia il mostruoso". Frankfurter Allgemeine Zeitung "Jügler scrive di forti emozioni con cautela, come se cesellasse il marmo". Denis Scheck
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Edizioni Le lucerne, 20/05/2025
Abstract: Erano partigiane, insegnanti, sindacaliste, intellettuali, operaie. Le dividevano le idee politiche – democristiane, comuniste, socialiste, qualunquiste – ma le univa una convinzione profonda: l'Italia del dopoguerra doveva essere rifondata anche dalle donne. Il 2 giugno 1946 furono elette all'Assemblea Costituente. Non vi entrarono in punta di piedi ma a passo spedito, portando con sé anni di lotte, studio e resistenza. C'è chi aveva camminato per le montagne con messaggi cuciti nell'orlo della gonna. Chi aveva studiato di nascosto, con i quaderni prestati dalle compagne. Chi aveva sfidato i giudici fascisti senza abbassare lo sguardo. Chi aveva fatto politica nei campi, nelle aule, tra le fabbriche e i banchi di scuola. Tutte avevano affrontato ostacoli, silenzi, esclusioni. Sapevano cosa volesse dire vivere senza diritti, e avevano scelto di non accettarlo più. E tutte seppero usare la propria voce per rivendicare anzitutto il diritto di voto alle donne, e poi per scrivere una Costituzione più giusta, più libera, più umana. Questo libro racconta le 21 Madri Costituenti, una per una. Con precisione storica e profondità narrativa, ci restituisce le loro storie nel vivo dei gesti, delle scelte, delle parole. Le battaglie politiche si intrecciano a quelle personali, piene di coraggio, contraddizioni, sogni e la straordinaria forza di immaginare un futuro più giusto. Per questo le Madri Costituenti non sono solo il nostro passato. Sono una promessa ancora aperta: quella dei diritti delle donne.
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Burno Edizioni, 12/05/2025
Abstract: Ci insegnano che tutto è già scritto, che il destino è immutabile, che il potere vince sempre. Eppure, a volte, qualcosa si spezza. Un dettaglio sfugge, un granello di caos inceppa l'ingranaggio perfetto, l'imprevisto cambia la storia. Perché nulla è davvero inevitabile. Quando tutto sembra deciso, accade l'impensabile: il punto fermo diventa virgola, la fine si trasforma in nuovo inizio. Qualcosa che non doveva succedere e invece succede... Qualcosa che ribalta tutto... E invece fr*gna! "E invece fr*gna!" diventa un modo nuovo per leggere il mondo: con ironia, coraggio e tenacia. Non è uno slogan motivazionale, né una formula magica. È piuttosto un mantra che celebra la forza silenziosa di chi resiste, la dignità di chi cade ma si rialza, la bellezza in attesa di ciò che accade quando meno te lo aspetti. Un inno alle seconde possibilità, alle sorprese della vita, e alla libertà di riscrivere il finale.
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No tu no. Che fine fa un Paese se la salute non è per tutti
IlSole24Ore, 12/05/2025
Abstract: Chi sono i 4,5 milioni di persone che rinunciano alle cure? Perché nel Sud Italia l'aspettativa di vita è più bassa? Come si scardina il meccanismo inceppato delle liste d'attesa? Un viaggio-inchiesta nelle disuguaglianze della Sanità in Italia. La fotografia, purtroppo impietosa, di un sistema – un tempo eccellenza del welfare e orgoglio italiano nel mondo – che di universale ha ormai ben poco. Ogni fascia di esclusione è documentata attraverso storie vere, raccontate in presa diretta da pazienti o professionisti sanitari, e interviste a esperti che analizzano i dati, evidenziano i trend, portano alla luce le cause dei vari fenomeni e indicano possibili rimedi. A completare il quadro, i contributi di celebrità del mondo della musica, dello spettacolo, dell'arte e dello sport che si fanno testimonial e sostenitori di una Sanità realmente inclusiva dove la salute è davvero per tutti."Questo libro non è solo un'inchiesta: è un viaggio nell'Italia delle disuguaglianze sanitarie, un'accusa contro un sistema che tradisce i suoi principi, ma anche un manifesto per chi crede che la salute non possa essere un privilegio".Giorgio Parisi, Premio Nobel per la fisica
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Killer potential. Ediz. italiana
Marsilio, 13/05/2025
Abstract: Evie Gordon ha sempre pensato di essere speciale: brillante, diligente, ottimi voti. Nata e cresciuta nel paese del merito per eccellenza, era convinta che sarebbe diventata qualcuno. Ma dopo la laurea in un'università d'élite, il debito studentesco l'ha sommersa e, per ripagarlo, dà ripetizioni ai figli dei milionari di Los Angeles. Tutto cambia una domenica pomeriggio. Arrivata per la lezione settimanale nella tenuta dei Victor a Beverly Hills, al posto della sua allieva trova i resti insanguinati dei genitori nel giardino e una giovane donna, sporca, puzzolente e magrissima, rinchiusa nel sottoscala. Sorprese sulla scena del crimine, le due passano in pochi istanti da semplici testimoni di un brutale omicidio a sospettate numero 1, e poi a fuggitive.Nel mezzo di una caccia all'uomo che infiamma i media, in auto con una ragazza misteriosa, Evie sa che l'unico modo per riabilitarsi è trovare il vero assassino. Prima, però, dovrà abbattere il muro di silenzio che la separa dalla sua compagna di viaggio. Con lei attraverserà gli Stati Uniti, solleticherà gli appetiti morbosi della nazione, finirà sulle copertine dei tabloid come "la nuova Charles Manson", e infine troverà l'amore.Ma in questa storia piena zeppa di narrazioni illusorie e bugie ben confezionate, in cui il caso e il conto in banca se la giocano nel determinare i destini, Evie sarà costretta a scoprire che anche la verità è una merce rara, da pagare a caro prezzo.Acuto, provocatorio, a tratti esilarante, Killer Potential ha un ritmo da thriller e una profondità da grande romanzo americano. Un irresistibile e originale libro d'esordio che si interroga sul mito della mobilità sociale e sul peso del potenziale di ciascuno nella costruzione del proprio futuro.
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Gramma Feltrinelli, 13/05/2025
Abstract: Roberto è un avvocato di provincia che nasconde molti segreti, e la finestra sul porto è il simbolo della sua totale estraneità alla vita della città. Nella piccola casa che si affaccia sul mare lui torna spesso: ha vissuto lì da ragazzo con la madre, morta da qualche anno. Nessuno sa di questo luogo dove lui va a nascondersi e dove ogni oggetto rimanda alla sua giovinezza, neppure i suoi due amici più stretti: Maria e Piero. Maria è un'archeologa innamorata dell'arte, una giovane donna bella e sincera. Piero, il marito, è un ex attore frustrato e ambizioso: amico e compagno di scuola di Roberto, ha condiviso con lui viaggi e la passione per il jazz. Roberto ha avuto relazioni infelici e senza amore, e sembra rassegnato a una solitudine fatta di passeggiate al porto, immerso nella contemplazione del mare. Per lui, sradicato, nato in campagna e vissuto nelle pianure del Nord, il mare rappresenta una conquista, la sua unica consolazione. Tra i segreti c'è un amore profondo e inconfessabile, che all'improvviso viene allo scoperto. In una notte cambia tutto. L'amore spazza via finzioni e amicizie, esplode la felicità, ma anche il dolore di chi ne resta escluso. Il senso di colpa e la passione si mescolano in una miscela insostenibile. L'ombra della tragedia sta per oscurare la vita di tutti. Ma ogni cosa ha una fine, anche il dolore. La forza dell'amore è inspiegabile, assomiglia a quella del mare. La finestra sul porto è una finestra sulla vita, destinata a cambiare di continuo senza essere mai la stessa. "Il suo non era affatto un amore platonico, avanzava come una mareggiata che veniva da lontano, un'onda violenta che alla fine si era schiantata contro le rocce. Mai aveva desiderato una donna così, nessun'altra avrebbe potuto prenderne il posto, Dio l'aveva creata per lui." "Da quarant'anni, Claudio Piersanti è una presenza costante e discreta nella narrativa italiana. Un narratore silenzioso, disposto a spogliarsi delle brillantezze appariscenti. Un romanziere che racconta la vita quotidiana degli italiani come nessun altro." Il Foglio
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Feltrinelli Editore, 13/05/2025
Abstract: Ciò che ti isola ti salva, è la vita che ti mette in pericolo.Marilù abita in cima a un'isola: sotto c'è il villaggio, in mezzo il bosco e infine la radura con la sua casa, dove nemmeno i frequenti incendi estivi possono raggiungerla. È una donna che affascina ma un po' spaventa, perché porta con sé il fatto di essere stata molto libera negli anni più liberi del secolo scorso, gli psichedelici Settanta. Fin troppo, pensa sua figlia Angela, che sente di averne ricevuto soltanto trascuratezza. Ora Angela si trova costretta a malincuore ad affidarle per tre mesi la figlia Adelaide – che si fa chiamare Adè –, adolescente tanto attiva in Rete quanto insicura nel mondo e nel proprio corpo.In questa lunga estate nonna e nipote si ritrovano insieme dopo dieci anni, si conoscono e si riconoscono, mentre la madre irrompe con telefonate ansiose sul fisso di casa perché, come primo gesto, Marilù ha requisito il cellulare alla ragazza. Per Adè la vacanza non potrebbe cominciare peggio, invece a poco a poco diventa un'avventura.C'è un segreto di cui la nonna non vuole parlare, qualcosa che riguarda la sua storia familiare, la linea femminile che la precede – sua madre, farmacista in un paesino del Sud, e la madre di sua madre, una guaritrice che è finita a vivere in un convento. Un'antica colpa in questa storia senza colpevoli.Sul delicato confine fra amare, proteggere e lasciare andare, fra prendersi cura e avvelenare, le tre, di madre in figlia, provano a capirsi. Ciascuna ha agito con le migliori intenzioni, anche se a volte il rancore, il dolore, l'amore accecano.Concita De Gregorio intreccia tre generazioni, tre epoche della storia e tre stagioni della vita nelle voci di Marilù, Angela e Adè: subito così vere, così vulnerabili e vive da risuonare immediatamente intime.Un farmaco è veleno o salvezza. Ogni cura lo è. Anche l'amore: può soffocare, condannare o liberare. La giusta misura. Il calibro. Le dosi. Quanto di quanto somministrare. Quando. È tutto qui.
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Confini di classe. Diseguaglianze, migrazione e cittadinanza nello stato capitalista
Feltrinelli Editore, 13/05/2025
Abstract: La cittadinanza non è più una conquista universale, ma uno strumento di esclusione. Lea Ypi smaschera le narrazioni identitarie e rivendica la giustizia di classe come bussola per ripensare la democrazia. Che cos'è la cittadinanza oggi? E in che modo la sinistra ha smarrito la propria bussola, accettandoil dilemma tra giustizia sociale e immigrazione come un dato di realtà, e non come il frutto di rapporti dipotere? Lea Ypi decostruisce qui, in modo radicale, i luoghi comuni del dibattito pubblico su migrazione,integrazione, sovranismo e cittadinanza, e dimostra che le politiche migratorie contemporaneerafforzano la divisione tra classi sociali, e che lo Stato capitalista – lungi dall'essere un garanteimparziale della giustizia – è spesso uno strumento di esclusione e dominio. Il cuore della sua argomentazione è semplice quanto dirompente: la vera frattura non passa tra nativi e stranieri, ma tra chi ha diritti e risorse, e chi ne è sistematicamente privato. Anche nelle società all'apparenza più democratiche, la cittadinanza si compra, si eredita, si concede: non è mai davvero accessibile a tutti. E mentre la sinistra insegue narrazioni identitarie e discorsi sulla cultura nazionale, perde di vista ciò che ha storicamente costituito il suo compito: organizzare la solidarietà di classe.Confini di classe raccoglie tre dei più importanti saggi politici di Lea Ypi e propone una nuova chiave di lettura per comprendere le crisi della democrazia contemporanea. Un invito urgente a ripensare i confini, non in termini di geografia, ma di giustizia.
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Uguaglianza. Che cosa significa e perché è importante
Feltrinelli Editore, 13/05/2025
Abstract: Giustizia sociale, meritocrazia, ricchezza e potere: Piketty e Sandel si confrontano sulle radici della disuguaglianza e sulle strade per superarla. Un dialogo illuminante che offre nuove prospettive sul futuro della democrazia e del diritto a un mondo più equo. Thomas Piketty e Michael J. Sandel rispondono a questa domanda in un dialogo appassionato su economia, giustizia sociale e democrazia. La meritocrazia premia davvero il talento o rafforza le disuguaglianze? Il denaro influenza troppo la politica? È possibile creare un sistema più equo senza rinunciare alla libertà? Dalla tassazione progressiva al welfare, dal populismo alla crisi climatica, fino alle sfide poste dalle migrazioni di massa, due delle voci più influenti del nostro tempo analizzano il rapporto tra ricchezza e potere e propongono nuove idee per una società più giusta. Osservare Piketty e Sandel affrontare questi e altri problemi significa intravedere nuove possibilità di cambiamento e giustizia, ma anche accettare la verità ostinata che il progresso verso una maggiore uguaglianza non arriva mai rapidamente né senza profondi conflitti sociali e lotte politiche.
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Feltrinelli Editore, 13/05/2025
Abstract: Non è la ricerca dell'esotico che ci spinge a Oriente, ma la nostalgia inconsapevole di qualcosa che siamo stati e abbiamo dimenticato. Che sia la guglia di Santo Stefano a Vienna o un treno d'inverno che porta a Istanbul, l'estremo Sudest dell'Italia o i campi sterminati dell'Ucraina, andare verso il sole che nasce significa perdersi nel bosco del fauno, seguire il flauto di Pan, ritrovare Dioniso, dio dell'ebbrezza. Per Paolo Rumiz, l'Oriente comincia quando i treni rallentano, gli spazi si allargano e il tempo si dilata. Viaggiatore lento, da venticinque anni esplora in compagnia di Feltrinelli le plaghe più sperdute dei Balcani e dell'area danubiana, fino a raggiungere le rive del Mediterraneo. È il narratore di un'Europa spesso negletta dal suo centro franco-tedesco, quella "al di là" del Muro, la stessa che troviamo superata Trieste, limite oltre il quale si stendeva lo sconfinato Oriente. In questo volume, l'autore ripercorre il suo viaggio alla (ri)scoperta di un territorio fatto di storia, di vite che ancora oggi brillano tra le macerie di imperi caduti e ci accompagna lungo piane percorse da fiumi lenti e ampi, e inverni rigidi che nascondono città come gemme. È Oriente non è solo un reportage, è il recupero di un sentire europeo che abbiamo relegato in un angolo. Rumiz osserva, ascolta, si sposta. E attraverso le note del suo taccuino questo Oriente torna a noi, per innervare la nostra cultura e indirizzare il nostro futuro."Mi chiedo se la forza del racconto non nasca nell'uomo da millenni di cammino, se il narrare (insieme al cantare) non nasca dall'andare."
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Le appassionate. Storie di donne che hanno cambiato il futuro
Feltrinelli Editore, 13/05/2025
Abstract: L'unica rivoluzione, in un paese senza rivoluzioni, è stata quella delle donne. Invisibile, ostinata, intrecciata alla quotidianità e alla politica, alla giustizia e alla cura, alle battaglie pubbliche e alle rivoluzioni intime. Una rivoluzione senza armi, ma non senza ferite.Questo libro raccoglie le storie di chi ha cambiato il mondo senza aspettare il permesso di farlo. Donne che hanno osato varcare soglie chiuse da secoli, che hanno sfidato istituzioni immobili, che hanno pagato un prezzo per ogni conquista. Alcune lo hanno fatto sotto le luci della ribalta, altre nel silenzio della fatica quotidiana, ma tutte hanno lasciato un segno, spesso più profondo di quanto la storia sia disposta a riconoscere.Dalla politica alla medicina, dall'informazione ai diritti civili, dall'università al sindacato, queste testimonianze tracciano un filo di resistenza e cambiamento, una memoria che non deve andare perduta. Non solo per riconoscere ciò che è stato, ma per capire cosa sta accadendo ora. Perché se il patriarcato non è crollato, se i diritti acquisiti rischiano di sgretolarsi sotto il peso delle nuove disuguaglianze, allora questa rivoluzione non è finita.E le battaglie delle madri e delle nonne risuonano nelle lotte delle nuove generazioni, nelle parole di chi ancora oggi si ribella alle ingiustizie, nei gesti di chi non accetta di fare passi indietro. Queste storie raccolte dalla voce delle protagoniste, che ci hanno consegnato anche il lato privato delle loro vite, sono un testimone affidato a chi continuerà a lottare. Perché la rivoluzione delle donne resta aperta, viva, necessaria. Raccontarla significa difenderla.La rivoluzione delle donne è silenziosa ma inarrestabile. E se oggi rischia di arretrare, raccontarla diventa un atto politico."Se la battaglia per i diritti non finisce, nemmeno la memoria deve finire."
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Cerimonie. Ediz. 70° anniversario
Feltrinelli Editore, 13/05/2025
Abstract: Ci sono intellettuali che hanno il dono dell'osservazione e lo sanno coltivare: puntano lo sguardo su aspetti che paiono secondari o accidentali e ne distillano un nucleo di verità, quella rivelazione di senso che emerge solo dalla tessitura minuta delle nostre vite. A questa speciale categoria di autori appartiene Michele Serra, che accompagna Feltrinelli fin dal 1989 – anno di pubblicazione di Il nuovo che avanza. A pensarci, è come se l'occhio di Serra mettesse a fuoco le storture della nostra quotidianità. Ne isola i tic e gli automatismi, ne ridefinisce i contorni e poi, come per magia, li riempie con un significato nuovo. Di questa sua capacità non c'è forse esempio migliore di Cerimonie, una raccolta di racconti i cui protagonisti si intestardiscono, consapevolmente o meno, su particolari riti quotidiani. Perché tutti noi ci costruiamo piccole cerimonie laiche, mondane, che ci rendono chi siamo. E Serra, con la mano di un grande scrittore, osserva questi gesti tragicomici per farci scoprire quanta vita si nasconde dietro le nostre fissazioni."Tu devi impararci il rito. Noi andiamo allo sbando perché non conosciamo il rito."
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La costruzione del potere. Perché l'architettura fascista non esiste
Marsilio, 13/05/2025
Abstract: "Quando uno storico del tempo che verrà si accingerà ad esaminare le manifestazioni artistiche dell'epoca nostra, sarà certamente tormentato." Così scriveva Giuseppe Pagano nel 1935. Gianni Biondillo, architetto di formazione e narratore per vocazione, getta uno sguardo nuovo, personale e politico, su qualcosa apparentemente sotto gli occhi di tutti, ma di cui, man mano che ci si avvicina, sfugge sempre l'essenza: l'architettura fascista. In questo enorme calderone infatti oggi rischia di rientrare di tutto. Come raccontare quel periodo senza cadere preda di banalizzazioni e pregiudizi? L'autore si addentra nelle vicende dell'epoca, segue carriere e destini di architetti, ricercatori, critici, designer, ingegneri, per lo più conosciuti solo agli addetti ai lavori. Da Roma a Milano, da Bolzano ad Asmara, da Como alle città dell'agro pontino, esplora tutti i risvolti di una foga edificatoria che ci ha consegnato un lascito enorme e problematico. Smontando i luoghi comuni e avanzando tesi spiazzanti, Biondillo racconta, con la competenza del saggista e la passione del romanziere, lo scontro generazionale tra i bolsi "accademici", sostenitori del monumentalismo, e la nuova generazione indomita dei talentuosi razionalisti. Se è vero che non esiste architettura che non sia di regime – perché a commissionare edifici pubblici è sempre il potere –, è però innegabile che non ha senso parlare di una generica "architettura fascista". Diversi sono gli stili, i protagonisti e il rapporto, conflittuale o condiscendente, di molti di essi con la classe dirigente. Così come differenti sono le strade per gestire questa pesante eredità. È giusto fare tabula rasa del passato e ricostruire sul nulla? O è arrivato il momento di aprire gli occhi sul paese che siamo stati e decidere finalmente quale vogliamo essere?
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Adelphi, 13/05/2025
Abstract: "Per me il tribunale è un luogo di osservazione come un altro, come la strada, o la mia camera da letto" ha risposto Yasmina Reza quando le è stato chiesto perché, da quindici anni, segua processi, oscuri o clamorosi, in giro per la Francia. "Colui che crediamo altro da noi non lo è" afferma Reza, che, lasciando ai cronisti giudiziari il loro mestiere e alla giustizia di cercare (invano?) un senso nel caos, preferisce fare un passo di lato – e ogni volta spiazza il lettore. Senza curarsi di proclamare verità universali e concentrandosi invece su "frammenti di umanità" – un gesto, una frase, una postura, un dettaglio dell'abbigliamento –, Reza riesce a cogliere, nelle esistenze degli imputati, dei testimoni e delle vittime, qualcosa che non di rado alla giustizia sfugge, e che a quelle esistenze ci accomuna. È "la vita normale", che segue come un'ombra la sua controparte assassina, sovrapponendosi continuamente a essa. Come nel caso della donna che, un mattino di novembre, "incalzata, spinta da una forza senza nome", esce di casa per andare su una spiaggia ad abbandonare sua figlia alle onde, e poi torna a chiudersi nell'opacità della sua esistenza, "presente senza esserlo, come a strapiombo su sé stessa". A lei e ad altri fantasmi è dedicato questo libro. Fantasmi che irrompono sulla scena accanto a quelli dell'autrice, che ha la capacità, propria solo dei grandi scrittori, di insinuarsi nella psiche del lettore senza lasciargli il tempo di comprendere ciò che ha appena letto.
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Albert Speer. La sua battaglia con la verità
Adelphi, 13/05/2025
Abstract: Seduta nelle tribune dell'aula di Norimberga dove era in corso il processo contro gli "uomini di Hitler", Gitta Sereny era rimasta colpita dalla compostezza esemplare di uno degli imputati. Di quell'uomo che "ascoltava immobile e attento con il volto impassibile, a eccezione degli occhi scuri e intelligenti", sapeva solo che era Albert Speer, l'architetto e poi ministro degli Armamenti del Reich, nonché membro della cerchia più stretta del Führer. Trent'anni più tardi, dopo aver letto "In quelle tenebre" – il libro-intervista che Sereny aveva dedicato al caso del comandante di Treblinka Franz Stangl –, Speer decise di contattare l'autrice e di invitarla nella sua casa a Heidelberg per ripercorrere con lei la sua storia. All'epoca, lui aveva scontato una lunga detenzione nel carcere di Spandau, dove aveva scritto clandestinamente circa milleduecento pagine di riflessioni e memorie e aveva avviato, sotto la guida di un pastore calvinista ed ex membro della resistenza francese, l'ostinato e quasi maniacale tentativo di fare i conti con il proprio passato che lo avrebbe impegnato fino alla morte. Lei veniva da anni di indagini sugli orrori della Germania nazista e, incontrandolo di persona, percepì subito un'incongruenza tra il tono altezzoso, "autoritario e arrogante" dei mea culpa che fluivano "troppo prontamente" dalle labbra dello Speer pubblico, e quell'uomo timido, dotato di humour e fascino, abitato da una profonda tristezza, che le parlava "con una strana inflessione interrogativa nella voce". Catturata da un'ambivalenza tanto sconcertante, Sereny si prefisse lo scopo di "comprendere Albert Speer", costruendo questa memorabile inchiesta basata sulle lunghe conversazioni che per molti anni intrattenne con lui, e spingendosi tanto a fondo nell'interrogazione del suo conflitto interiore da determinare una vicinanza che le costò numerose critiche – fu lei stessa una volta a definirlo senza difficoltà "un uomo superiore", e si dovrebbe riflettere sul peso di questa affermazione, e su chi la pronuncia. Affiora così il ritratto – in cui pure restano zone d'ombra, e non potrebbe essere altrimenti – di un uomo che, dopo aver smesso i panni di ministro del Reich, non ha potuto far altro che tentare di elaborare, per il resto della vita, la sequenza fattuale ed emotiva della propria soggezione al carisma di Adolf Hitler.
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Il (vero) problema di questo paese
Solferino, 13/05/2025
Abstract: Possibile che all'origine dei problemi italiani, dei trasporti in ritardo, dell'economia stagnante, dello sfacelo della sanità pubblica e della cementificazione del litorale ligure ci sia un passaggio a livello sito in via Palombini, nella frazione Trecentola Scrigna di Collesarchio, provincia di Novara? Ne è convintissimo il protagonista di uno degli esilaranti racconti che potete leggere in queste pagine, tanto da definirlo "Il (vero) problema di questo Paese".I 34 capitoli di questo libro sono nati come monologhi televisivi e poi tradotti "su carta" distillando le dosi e arricchendo le intuizioni. La differenza, come spiegano gli autori, "è nella maggior dose di paraculaggine, e nella durata". Ecco allora storie surreali come quella del recupero di una chiave caduta in una grata, conclusosi con successo grazie all'unico grande esperto di "recupero chiavi cadute in una grata". O della molla che scatta fracassando la falange dell'incauto cliente di un meccanico, mentre tenta di avvicinare la carta di credito alla macchinetta del Pos. Piccoli capolavori che alternano irresistibile comicità e approfondimenti drammatici e costituiscono uno specchio fedele della società in cui viviamo. Storie che invitano a sorridere dei nostri difetti, a riflettere sulle assurdità del mondo che ci circonda e a riscoprire la bellezza di essere umani.
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Adelphi, 13/05/2025
Abstract: Sgomento di fronte alla prospettiva dell'imminente matrimonio che lo allontanerà per sempre da "una dolce, interminabile adolescenza", ci appare sulla soglia di questo libro il giovane Alain: "Ah, Saha, le nostre notti..." sospira, mentre la sua gatta, "azzurra come i sogni più belli", fa le fusa e gli si struscia addosso nel letto, prima di dargli "un bacio da gatto, poggiando il naso umido sotto il naso di lui, tra le narici e il labbro superiore". Per la fidanzata Camille, moderna, esuberante, avida di vita, Alain prova un disprezzo appena velato, e nel suo intimo non può non paragonare la sua irruenza un po' volgare alla discreta, flessuosa eleganza di Saha. Ma soprattutto: se Camille gli spalanca le porte del mondo degli adulti, con responsabilità da assumere e decisioni da prendere, e gli offre un amore maturo, l'amore che comporta il rischio della perdita, Saha è per Alain l'amore incondizionato, esclusivo, paziente, eterno – e il giardino dorato dell'infanzia. Un triangolo, dunque: dove, nel rapporto di tacita, totale connivenza fra l'uomo e la gatta, l'intrusa è la donna – che finirà per compiere, nei confronti della rivale, un gesto dalle conseguenze forse fatali, macchiandosi in tal modo di una colpa irreparabile.