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Le stelle brillano più forte
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Abou Jamous, Rami - Melkonian, Lilya - Puggioni, Sara

Le stelle brillano più forte

Libreria Pienogiorno, 26/11/2025

Abstract: "Come La vita è bella per i cuori di Gaza" ELLENel mondo immaginario che ho costruito per lui, a Gaza, Walid e io giochiamo alla scuola. Mio figlio ha solo tre anni ed è dall'inizio della guerra che recito per proteggerlo. Voglio che creda che la nostra tenda da sfollati sia una villa, che i pochi vasi siano un giardino, che le bombe che piovono intorno a noi siano fuochi d'artificio. Ogni sorriso che riesco a strappargli vale tutte le bugie che gli dico.Walid si è appena affacciato alla vita quando la sua esistenza viene stravolta. Mese dopo mese, la normalità sparisce: niente scuola, niente giochi, niente dolci, e poi sempre meno tutto, casa, cibo, calore, elettricità, vita. Ma c'è una cosa che suo padre Rami decide che va salvata a ogni costo: il suo sorriso. Così, mentre la distruzione avanza e la famiglia è costretta a uno, due, tre, quattro trasferimenti forzati per cercare di sfuggire ai bombardamenti, passando da un appartamento a una tenda, con la complicità della moglie Rami crea intorno a Walid una bolla in cui ansia, tristezza e morte non possono entrare. Ogni esplosione è applaudita come un fuoco d'artificio, i droni sono uccelli che vengono a dargli il buongiorno e la tenda diventa la sua classe. Rami sa che, qualunque cosa succeda, non deve permettere che la gioia negli occhi del suo bambino si spenga.Accolta da straordinarie recensioni come una versione reale e poetica de La vita è bella per il dramma di Gaza, l'indimenticabile dichiarazione d'amore di un padre per suo figlio e, insieme, il più efficace e realistico resoconto di un giornalista coraggioso sulla tragedia palestinese. Un romanzo-verità unico e prezioso, un canto di speranza mai vinta che emoziona, informa, commuove.

Morte di un dietologo
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Degli Antoni, Piero

Morte di un dietologo

Compagnia editoriale Aliberti, 26/11/2025

Abstract: Nella quiete apparente di Bergamo, dove i peccati si confessano sottovoce e le apparenze valgono più della verità, l'assassinio di un dietologo di fama – noto per i suoi legami altolocati e le sue abitudini bohémien – scuote il fragile equilibrio cittadino. Tocca al vicequestore Osvaldo Bevilacqua, ottantacinque chili portati male, affrontare un'indagine che scava nelle pieghe torbide di una provincia moralista e corrotta. E all'ispettore Saverio Panza, iper salutista e paladino della disciplina e del controllo, che cerca invano di tenere a freno l'istinto autodistruttivo del suo superiore, che alterna confessioni ironiche a notti solitarie. Dietro la morte del dietologo si nasconde un groviglio di ossessioni, traffici e connivenze che legano sacrestie e ristoranti stellati, ambulatori privati e confessionali impolverati. E mentre Osvaldo annaspa tra le ombre della città e quelle del proprio passato, il confine tra giustizia e compassione si fa sempre più sottile. Ma questa storia – dove il cibo è sintomo, rifugio e dannazione, e l'appetito, in fondo, solo un'altra forma di dolore, la fame più pericolosa – è anche una commedia gialla piena di gusto, segreti e contraddizioni, che svela il lato oscuro delle buone maniere e dei piatti leggeri.

Eco in una casa vuota. Dire e ascoltare il dolore
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Gardini, Nicola

Eco in una casa vuota. Dire e ascoltare il dolore

Aboca, 26/11/2025

Abstract: "Nel dolore ognuno è sé stesso nel più autentico grado. Sé stesso e nessun altro. Anche l'iperdrammatizzazione del patimento è manifestazione di una verità. Nessuno, se ha dolore, può mentire." Che tipo di esperienza è il dolore da un punto di vista soggettivo? E da un punto di vista sociale? Come liberarlo dagli angusti termini dell'avventura esclusivamente privata? Di quali metafore è composto? In questo nuovo saggio Nicola Gardini interpreta il senso del dolore fisico, approfondendo l'originale riflessione sul concetto di salute che ha proposto in "Io sono salute". Il dolore toglie e basta? Oppure esiste una funzione produttiva del dolore? Come rappresentare il dolore fisico? Con quali vocaboli? Quali implicite possibilità conoscitive offre che ancora aspettano di esprimersi e di portare sollievo? Guardando alla letteratura critica sul dolore (campo di studi medici e sociologici in ambito soprattutto anglo-americano), alla grande tradizione dei classici antichi, da Sofocle a Cicerone a Seneca, alla letteratura e alla filosofia moderna, e – come sempre – anche alla sua esperienza personale, e contrapponendo una visione laica a una certa prospettiva religiosa, per cui il dolore è ascesi e tramite a una dimensione metafisica, Gardini include il concetto di dolore fisico in un più ampio concetto di "salute sociale". Nel suo discorso, se al dolore fisico occorre certamente rimediare con i mezzi della psicologia e della farmacologia, il dolore fisico – anche tacitato, anche solo ipotizzato – resta una condizione inevitabile degli individui, un presupposto della natura umana, che, lungi dal dover rappresentare un tabù, una maledizione, un castigo o una perdita, sarà da porsi a fondamento di tutta una nuova civiltà della condivisione e della comprensione.

Grazia di Dio e vocazione dell'uomo. Una breve antropologia teologica
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O'Callaghan, Paul - Maspero, Giulio

Grazia di Dio e vocazione dell'uomo. Una breve antropologia teologica

Inschibboleth Edizioni, 22/11/2025

Abstract: Il testo offre un breve resoconto dell'antropologia alla luce della fede cristiana, in dialogo con la scienza e la filosofia, in base al fondamentale principio conciliare "Cristo svela l'uomo all'uomo" (Gaudium et spes, 22). La parte principale del trattato considera l'uomo a partire dalla Bibbia, con le categorie di "immagine e somiglianza" e "grazia". Particolare importanza viene data alla filiazione divina del credente, al realismo della grazia, alla vita teologale (fede, speranza e carità), all'intreccio tra grazia e libertà. L'ultima parte del libro considera diverse questioni antropologiche alla luce della grazia di Dio nell'uomo: l'unione tra anima e corpo, la libertà che accoglie il dono, il tempo e la storicità, la socialità umana, in particolare quella tra uomo e donna, e infine la persona umana.

Adelaster. Il nome del vero
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Conte, Amedeo Giovanni

Adelaster. Il nome del vero

LED Edizioni Universitarie, 28/11/2025

Abstract: L'indagine sui concetti di vero e falso ha privilegiato, nella filosofia contemporanea, la verità apofantica, ossia la verità di dicta (enunciati, proposizioni). Ma a quali entità, oltre ai dicta, conviene il predicato 'vero' ['true', wahr', 'vrai']? Nel libro Adelaster. Il nome del vero, Amedeo Giovanni Conte fa luce sul caso meno indagato ma non meno frequente in cui parliamo di verità di cose, di res (ad esempio quando diciamo: "Una banconota da 17 euro non è una vera banconota", "Un vero soldato deve essere valoroso"). La ricerca sul vero come predicato di res (come predicato di cose) si intreccia, nel libro, con due questioni fondamentali della recente filosofia del normativo (indagate tra gli altri da Norberto Bobbio e Georg Henrik von Wright): Conviene il predicato 'vero' alle norme? O forse alle norme conviene non il predicato logico 'vero', ma un predicato axiologico, ad esempio 'valido' o 'giusto'? La risposta a queste ultime domande investe i campi della semiotica, dell'ontologia, dell'axiologia e della logica.

Porta Palazzo. Storia orale e sensoriale del mercato più grande d'Europa
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Proglio, Gabriele

Porta Palazzo. Storia orale e sensoriale del mercato più grande d'Europa

Donzelli Editore, 27/11/2025

Abstract: A ridosso del centro di Torino, il mercato all'aperto di Porta Palazzo rappresenta, fin dal 1835, un osservatorio privilegiato per analizzare le trasformazioni sociali, culturali e urbane della città. Luogo di approvvigionamento quotidiano per le classi popolari, è anche uno spazio di incontro transculturale, in cui esperienze, prodotti, pratiche e saperi alimentari dialogano e si trasformano a vicenda. Fin dalla sua origine, Porta Palazzo è stato punto di approdo per le molteplici migrazioni che hanno attraversato Torino: dai flussi interni dalle campagne piemontesi e dal Mezzogiorno, alla mobilità diasporica proveniente da Africa, Asia e America Latina, divenendo così simbolo di stratificazioni storiche, di intrecci di memorie e della coabitazione di temporalità differenti, dove si condensano dinamiche globali e pratiche locali. Attraverso oltre duecento interviste orali condotte tra venditori, clienti, abitanti della zona, e alle otto principali comunità diasporiche di Torino, Gabriele Proglio compone una narrazione polifonica in cui il cibo e l'alimentazione sono impiegati come dispositivi memoriali. L'oralità non è solo mezzo di conservazione del ricordo, ma anche sistema capace di attivare complesse memorie sensoriali costituite da immagini, odori, suoni, gusti e percezioni tattili. Il volume esplora le memorie che creano il mercato quotidianamente e che utilizzano il cibo e le pratiche alimentari per reinventare le appartenenze multiple alle comunità delle soggettività coinvolte, per descrivere emozioni e stati d'animo dell'essere in diaspora. In questo spazio liminale di scambio e di incontro si intrecciano storie individuali e linguaggi collettivi, delineando un affresco della città che cambia, dove passato, presente e futuro si incontrano tra i banchi del mercato.

Territori in movimento. Ri-gener-azioni in aree fragili
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Bindi, Letizia

Territori in movimento. Ri-gener-azioni in aree fragili

Donzelli Editore, 27/11/2025

Abstract: "Un aspetto interessante delle aree interne è la forte mobilità di chi le vive: attraversare luoghi e dimensioni, i giri lunghi della formazione, le scelte dei ritorni. Spesso l'attitudine al viaggio si traduce nei cammini: transumanti, pastorali o turistici, di conoscenza e valorizzazione territoriale; un essere in costante movimento che tiene insieme lo stare e l'appartenere. Un viaggio fisico, ma anche interiore, che ripensa l'abitare nelle zone fragili attraverso la contaminazione e il dialogo, sfidando il pregiudizio che vuole le aree interne territori chiusi e isolati".La "rigenerazione" è uno dei concetti più diffusi – e abusati – nel lessico contemporaneo delle politiche territoriali e culturali. L'antropologa Letizia Bindi lo smonta criticamente: la rigenerazione spesso si propone come soluzione universale a crisi sociali e ambientali, senza alterare il terreno di coltura che quelle crisi produce, finendo per giustificare interventi verticali, pratiche escludenti, strategie di greenwashing. A questa deriva si affianca l'enfasi sulla "resilienza" – altro termine abusato –, che spesso elude la dimensione collettiva del cambiamento per esaltare la duttilità dei singoli, con una retorica che sposta l'attenzione dalle responsabilità strutturali alle capacità adattive dei soggetti coinvolti. Questo libro è un invito a ripensare radicalmente certe categorie, evidenziandone le contraddizioni e le possibili derive, ma anche tirandone fuori le nascoste potenzialità. Il termine "rigenerazione", ad esempio, contiene anche un'evocazione della questione del "genere": e da qui è doveroso sollevare il tema del ruolo svolto dalle donne nelle aree fragili; così come può essere colto un rimando alla parola "generazioni": e da qui approfondire una questione cruciale, legata al futuro di queste regioni. Una prospettiva interessante, che ha un forte impatto generativo su questi luoghi, è quella del cammino: le strade e i sentieri, accanto alle narrazioni del ritorno, diventano simboli di trasformazione e passaggio cruciale, da percorrere in modo consapevole, creativo, attento agli umori del territorio, ma anche alle nuove sensibilità provenienti dall'esterno. Rigenerare le aree interne significa dunque innanzitutto affrontare le asimmetrie e le disuguaglianze che le segnano, e restituire a concetti ormai opachi tutta la loro forza originaria, capace di promuovere una trasformazione realmente inclusiva e condivisa.

Bogdanov, Gramsci e l'altra rivoluzione. Cultura, organizzazione, egemonia
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Ghetti, Noemi - Iacarella, Andreas - Senalp, Örsan

Bogdanov, Gramsci e l'altra rivoluzione. Cultura, organizzazione, egemonia

Donzelli Editore, 27/11/2025

Abstract: "Bogdanov e Gramsci: due scomodi quanto geniali teorici e pensatori, che ebbero a scontare amaramente il prezzo del loro coraggio e della loro lungimiranza. Le loro vicende possono essere utili a ripensare il passa to e a progettare un futuro diverso: il sogno dell'"altra rivoluzione", per una breve stagione perseguito tra Russia e Italia dai due grandi marxisti eretici".Aleksandr Bogdanov (1873-1928) è stato medico psichiatra, economista, scienziato visionario, filosofo e scrittore russo. Autore del bestseller fantascientifico Stella Rossa, romanzo-utopia di cui Gramsci progettò la traduzione italiana, fu co-protagonista nella fondazione del bolscevismo con Lenin, ma da lui fortemente avversato per la sua idea di una nuova "cultura proletaria" come leva di emancipazione dell'essere umano: un percorso simile a quello che in Italia, da giovane giornalista e poi dirigente politico, intraprese Antonio Gramsci. Entrambi si esposero all'isolamento all'interno di un partito in cui prevaleva l'ortodossia marxista-leninista. La figura originale di Bogdanov e il suo pensiero rivoluzionario, rimasti per decenni nell'ombra, sono oggi oggetto di una riscoperta internazionale, anche per l'attualità delle sue teorie scientifiche. In questo prezioso libro ne viene ricostruita la drammatica vicenda umana e intellettuale, in parallelo con quella di Gramsci. Nel 1923 Bogdanov fu arrestato con l'accusa di attività controrivoluzionaria, mentre Gramsci da Mosca era inviato a Vienna, in attesa di rientrare in Italia verso il suo tragico destino. Nei suoi ultimi anni, Bogdanov si dedicò all'organizzazione di un pionieristico centro ematologico, e nel 1928 morì per un esperimento di autotrasfusione di sangue infetto, in tempo per evitare le epurazioni staliniane ma non la manipolazione strumentale delle sue teorie, tuttora in corso. Approfondire la convergenza tra Bogdanov e Gramsci, attraverso un accurato lavoro anche sui nuovi documenti disponibili, aiuta a identificare le ragioni della lunga incomprensione del loro pensiero e a fornire, liberandoli da residue scorie ideologiche, strumenti indispensabili per l'elaborazione delle sfide più attuali del mondo contemporaneo, dall'intelligenza artificiale alla costruzione di una dimensione culturale e politica realmente partecipativa.

Clima ingiusto. Il welfare per un patto eco-sociale
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Carrosio, Giovanni - Cogliati Dezza, Vittorio - Barca, Fabrizio - Ciafani, Stefano - Imparato, Mariateresa

Clima ingiusto. Il welfare per un patto eco-sociale

Donzelli Editore, 27/11/2025

Abstract: Un welfare energetico-climatico per trasformare la crisi ambientale da moltiplicatore di disuguaglianze in opportunità per costruire società più eque e sostenibili.La crisi climatica rappresenta una delle sfide più complesse del nostro tempo: il cambiamento climatico non solo genera impatti differenziati sulla popolazione, accrescendo le disuguaglianze, ma le stesse politiche di transizione energetica possono produrre effetti distributivi regressivi, se non adeguatamente progettate. In questo libro Vittorio Cogliati Dezza e Giovanni Carrosio analizzano la convergenza tra giustizia ambientale e giustizia sociale, alla luce delle molteplici interdipendenze tra benessere delle persone, integrità degli ecosistemi, ricchezza delle relazioni sociali, specificità dei luoghi, decarbonizzazione della produzione e dei consumi. E sottolineano la necessità che le politiche energetiche e climatiche siano strutturali, trasversali e multilivello, a scala nazionale e locale. Solo così potranno integrare obiettivi di sostenibilità ambientale e di riduzione delle disuguaglianze. Politiche ambientali prive di sensibilità sociale rischiano infatti di esacerbare le disparità, mentre interventi sociali che ignorano la dimensione ecologica possono accelerare la crisi climatica. Dalla diagnosi del problema gli autori passano all'azione, con la proposta di un welfare energetico-climatico: un framework innovativo che non si limita a redistribuire risorse, ma si fa carico del rapporto tra le persone e l'ambiente, ripensando i sistemi di protezione sociale in risposta ai nuovi rischi generati dal cambiamento climatico. Questa prospettiva teorica e operativa mira ad affrontare simultaneamente le sfide della decarbonizzazione e della coesione sociale, ridefinendo il welfare oltre gli ambiti tradizionali (abitazione, salute, occupazione, mobilità) in chiave ecologica e inclusiva. Un welfare per la giustizia ambientale e sociale.

Dopo la festa
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Grabovac, Stevo

Dopo la festa

Marsilio, 28/11/2025

Abstract: Una telefonata dell'Associazione per le persone scomparse porta Stevo a riaprire gli archivi in cui suo padre, morto da poco, aveva scrupolosamente raccolto le testimonianze sui crimini di guerra commessi dal 1992 al 1995 nella ex Jugoslavia. Invitato a collaborare con l'associazione, Stevo viene a conoscenza di un episodio sconvolgente, sul quale nessuno ha mai pensato di dover fare luce: nell'estate del 1992, nella provincia di Bosanski Brod si perse ogni traccia dei bambini rom che viaggiavano su tre autobus verso l'Unione Europea, bambini che non erano né bosgnacchi né croati né serbi; bambini di nessuno che non potevano essere esibiti negli scontri sulla memoria collettiva, e per i quali nessuno ha mai invocato giustizia. In un labirinto di ricordi e inganni, Stevo scava nella memoria, dispiegando brillantemente un mosaico di storie di padri e figli, e intanto si interroga sul ruolo della scrittura e sulla possibilità di mettere il male sulla pagina, nero su bianco. La sua è l'esplorazione tormentata e appassionata di un uomo che raccoglie il testimone del padre, la sua eredità morale insieme all'eredità della scrittura, facendo così proprio l'imperativo di opporsi all'ingiustizia con il cuore aperto e una macchina da scrivere. Da una voce inconfondibile del panorama letterario dei Balcani, capace di raccontare le ferite, lo smarrimento, la solitudine e l'amore con sincerità, e anche leggerezza, quello di Stevo Grabovac è un romanzo che tocca corde universali, dispiegando la forza quieta delle storie che non finiscono quando si gira l'ultima pagina.

Dinamite. Una storia di anarchici e poliziotti, indagini e terrore
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Johnson, Steven - Vitangeli, Raffaella

Dinamite. Una storia di anarchici e poliziotti, indagini e terrore

Neri Pozza, 28/11/2025

Abstract: Quando nel 1863 Alfred Nobel perfezionò l'invenzione della dinamite, mise involontariamente nelle mani di rivoluzionari, estremisti e anarchici una potente arma contro le istituzioni. Fu così infatti che ai primi del Novecento gli Stati Uniti divennero oggetto di ondate di terrore, agevolate non solo dalla dinamite, ma anche da una polizia impreparata e arretrata. La situazione era però destinata a cambiare, grazie ai metodi del giovane detective Faurot e all'intraprendenza del nuovo capo della polizia di New York, Arthur Woods: il New York Police Department si popolò di giovani agenti che, con strumenti di investigazione scientifici innovativi, cominciarono non solo a individuare i criminali, ma anche a fermare delitti e attentati prima che venissero commessi. Steven Johnson, in questo real crime avvincente e documentatissimo, vivido e illuminante, racconta con una narrazione frenetica e ricca di momenti cinematografici le epiche battaglie del movimento operaio, gli attacchi terroristici falliti e quelli tragicamente andati a segno, le reazioni contro gli immigrati, le storie d'amore, le operazioni sotto copertura, i drammi giudiziari. E ancora, come il sogno anarchico di una società senza Stato venne schiacciato da uno Stato di sorveglianza sempre più potente, e le veementi passioni politiche sedate e sconfitte dalla fredda tecnocrazia.Questo libro è la storia di due idee. Una di queste idee era la visione radicale di una società senza regole, e una nuova tattica di terrorismo che si serviva della dinamite per promuovere tale visione. L'altra – la lotta al crimine come scienza dell'informazione – impiegò più tempo a svilupparsi, e nei primi decenni del Ventesimo secolo sembrava destinata a perdere la sua battaglia contro gli anarchici. Alla fine, però, ebbe la meglio. "Esplosivi, poliziotti, anarchici… che cosa volete di più? Steven Johnson, con grande slancio narrativo, racconta come un'invenzione ha stravolto per sempre il nostro mondo politico". Erik Larson

Salvare e distruggere. Sei lezioni americane
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Nguyen Viet, Thanh - Bocchiola, Massimo

Salvare e distruggere. Sei lezioni americane

Neri Pozza, 28/11/2025

Abstract: Ogni anno da cent'anni, la Harvard University, l'ateneo più prestigioso del mondo, dà la parola a una figura che si sia distinta nella letteratura, nella musica o nelle arti visive, per un ciclo di sei conferenze sull'influenza delle attività creative umane nella vita pubblica. Eliot, Frost, Stravinskij, Borges, Paz, Calvino, Eco, Gordimer, Morrison, e poi ancora Cage, Wenders, Pahmuk: sono alcuni tra i nomi che hanno riempito questo secolo di "Lezioni americane". Nel tempo di disumanità che ci tocca vivere, nessuno meglio di Viet Thanh Nguyen poteva raccogliere il testimone. Nato in un paese devastato dalla guerra, da quando è stato in grado di farlo si è occupato ogni giorno della sua vita delle storie di conflitti, di migrazioni, di memoria, quelle raccontate e quelle taciute. Nessuno meglio di lui poteva dire della responsabilità dello scrittore in un'epoca di violenze e autocrazie, in cui regimi e Stati esercitano il controllo sul linguaggio attraverso la sua sopraffazione, in cui il senso del celebre "la bellezza è verità, la verità bellezza" di Keats si è perduto. Tuttavia, da par suo, l'autore de Il simpatizzante gioca con la letteratura e si diverte con la filosofia; parla di Melville, Said, Shakespeare, Agamben e Derrida, ma anche di Palestina, Vietnam, America; scuote le nostre coscienze, ci fa piangere e poi ridere. Lui, l'outsider per definizione, l'autore "minore" perché asiatico americano, che chiama con forza alla solidarietà verso le vittime di ogni disumanità, le vittime di razzismo, di colonialismo, di guerra. Lui, lo scrittore che non arretra davanti alla responsabilità di chi scrive come atto supremo di alterità, ma al contrario affronta l'onere a testa alta, consapevole che la scrittura può salvare, la scrittura può distruggere.Lavorare alla scrittura è l'occasione di creare bellezza dall'orrore e dalla tragedia: una bellezza che si trova sia nell'arte sia nella solidarietà. "Sei lezioni emozionanti danno corpo al pensiero di Viet Thanh Nguyen sul ruolo dell'artista nel discorso politico e sul modo in cui la politica si fa largo nell'arte". Vanity Fair "Uno degli autori più coraggiosi della letteratura americana di oggi esplora il ruolo dello scrittore outsider". Literary Hub"In pagine commoventi, Nguyen ragiona sul significato di essere "minoranza", con una prospettiva di volta in volta letteraria, storica, politica e famigliare". USA Today "Come sempre Viet Thanh Nguyen intreccia in modo fluido riflessioni personali, analisi letteraria, pensiero politico". Publishers Weekly

Mafialda
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Tosco, Beppe

Mafialda

Gallucci, 28/11/2025

Abstract: Nel fienile vive un'allegra comunità di insetti, tra cui il tarlo Scheggia. Un giorno arriva una ragna, Mafialda (così si chiama la nuova venuta), che si presenta come grande benefattrice. Ben presto però rivela la sua natura di prepotente tiranna e prende il sopravvento, spadroneggiando e vessando tutti gli altri abitanti. Scheggia e i suoi amici, Stecco, Bombo, Lenta e Brazil, si rendono conto che bisogna cacciarla, ma per cercare di sconfiggerla sono costretti a mettere a rischio la loro stessa vita…

Crimini e ricette. A tavola con Nero Wolfe
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Stout, Rex - Togliani, Maddalena

Crimini e ricette. A tavola con Nero Wolfe

Beat, 28/11/2025

Abstract: Non è soltanto un infallibile investigatore, Nero Wolfe, ma anche un raffinato gourmet e un impeccabile gastronomo. I romanzi e le indagini che lo vedono protagonista traboccano di riferimenti al cibo e alla cucina, tanto che nel 1973 il suo padre letterario Rex Stout decise di dedicargli un volume speciale: un manuale culinario che è insieme un ricettario e un viaggio nel suo mondo affascinante ed eccentrico. Dalle sofisticate creazioni del maggiordomo Fritz alle ricette che, pur nella loro semplicità, persino Wolfe giudica all'altezza del suo esigente palato, oltre duecentocinquanta prelibatezze nate tra un delitto e l'altro, dove ogni piatto è un atto d'amore per la cucina. A fare da contrappunto, l'ironico sguardo di Archie Goodwin, braccio destro del celebre detective, che tenta invano di decifrare il misterioso legame del suo datore di lavoro con il cibo: si tratta di vezzo, rito o semplicemente vizio ben coltivato? Grazie a questo libro, i manicaretti serviti nella grande casa di arenaria sulla trentacinquesima Ovest non avranno più segreti. Dalla colazione alla cena, fino agli spuntini, un universo di delizie si dischiude in queste pagine, dove il lettore scoprirà che la cucina, come l'investigazione, non ammette improvvisazioni: servono istinto, misura e una buona dose di passione. Buon appetito. E attenti agli avvelenamenti."In un regno giallo in cui la maggior parte dei detective appassionati di cucina si rifanno alle proprie radici culturali dividendosi tra ricette più o meno tradizionali, Nero Wolfe è uno dei pochissimi, veri, gourmet". la Repubblica "Wolfe non indaga per vocazione, ma per finanziare le sue autentiche passioni: le orchidee e l'arte di mangiare bene". The New York Times "Tutti i piatti sono stati preparati almeno due volte – qualcuno tre volte o più – dal sottoscritto". Rex Stout

Difesa del maschio di razza bianca
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Barbuto, Noemi Azzurra - Feltri, Vittorio

Difesa del maschio di razza bianca

Baldini+Castoldi, 28/11/2025

Abstract: In un'epoca che pretende redenzione più che giustizia, il maschio bianco diventa l'imputato simbolico di tutti i peccati della civiltà occidentale: colonialismo, patriarcato, razzismo, sessismo, distruzione del pianeta. Colpevole per nascita, condannato dal tribunale dell'opinione pubblica, paga un debito infinito a vittime autoproclamate che reclamano risarcimenti morali. Ma può una società davvero progredire se sostituisce un'ingiustizia con un'altra? Questo testo mette a nudo le contraddizioni di un anti-razzismo e di un femminismo che, pur animati da ideali di uguaglianza, finiscono per alimentare nuove forme di discriminazione. Una riflessione scomoda, che costringe a interrogarsi sui limiti della colpa e sul prezzo della vendetta travestita da giustizia.

Il cappotto di Proust
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Foschini, Lorenza

Il cappotto di Proust

La nave di Teseo, 28/11/2025

Abstract: Parigi. Rinchiuso in una vecchia scatola, dimenticato in un deposito del Musée Carnavalet, giace un cappotto liso, imbottito di carta, come un corpo in attesa di resurrezione. È il cappotto di Marcel Proust, quello che indossava mentre scriveva Alla ricerca del tempo perduto, quello che lo avvolgeva nei suoi ultimi anni di vita. Ma come è arrivato fin lì? Lorenza Foschini ci guida in un'indagine appassionata e personale, sulle tracce del collezionista Jacques Guérin, raffinato bibliofilo e industriale del profumo, che salvò dall'oblio non solo il cappotto, ma anche lettere, manoscritti e mobili dello scrittore. In questo viaggio tra archivi, memorie e silenzi familiari, emerge una storia fatta di ossessioni, omofobia e amore per la letteratura. Rievocazione suggestiva della società parigina di inizi Novecento e allo stesso tempo delicato e struggente omaggio al potere evocativo degli oggetti, nonché alla forza della memoria che resiste al tempo, Il cappotto di Proust è un piccolo gioiello letterario che ci restituisce un ritratto inedito del grande autore francese, fatto di stoffa, polvere e silenzi. Un libro che si legge come un romanzo e si ricorda come una confidenza.

Un desiderio infinito
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Gerani, Silvano - Lavezzari, Paolo

Un desiderio infinito

La nave di Teseo +, 28/11/2025

Abstract: Pensieri, parole, opere e missioni in giro per l'Italia e per il mondo di Silvano Gerani, rievocati e raccontati da lui stesso.

La casa sotto l'erba. Giorgio Bassani e il cimitero ebraico di Ferrara
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Bassani, Paola - Azzi, Marcello - Azzi, Marcello - Marani, Diego

La casa sotto l'erba. Giorgio Bassani e il cimitero ebraico di Ferrara

La nave di Teseo +, 28/11/2025

Abstract: ""Nelle opere di Bassani, la morte assume spesso il volto della perdita irreparabile: persone amate, mondi perduti, giovinezze spezzate. È una morte che non si limita al singolo, ma che investe una comunità, un'intera generazione, in particolare quella ebraica ferrarese dispersa dalle persecuzioni o decimata dalla Shoah. Nei romanzi dello scrittore ferrarese, i morti non scompaiono: restano come presenze silenziose nella memoria del narratore. La scrittura diventa così anche un atto di resistenza all'oblio. La morte in Bassani è anche lo specchio di una coscienza storica profondamente segnata dagli eventi del Novecento. La sua narrativa è pervasa da una consapevolezza dolorosa: la storia non è mai neutra, e la morte non è mai solo privata. In essa si riflettono le colpe e le omissioni di una società intera, la cecità collettiva, la connivenza con il male. I morti, in questo senso, interrogano i vivi: chiedono giustizia, chiedono memoria. Queste pagine mettono in rilievo quanto il senso della morte in Giorgio Bassani sia complesso e stratificato, al tempo stesso memoria, esclusione, testimonianza, malinconia. È il punto in cui la storia collettiva incontra il destino individuale e dove la letteratura si fa luogo della sopravvivenza."Dalla prefazione di Diego Marani"

Edifici antisismici in cemento armato. Le principali tipologie strutturali e le imminenti innovazioni dell'Eurocodice
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Ghersi, Aurelio - Lenza, Pietro

Edifici antisismici in cemento armato. Le principali tipologie strutturali e le imminenti innovazioni dell'Eurocodice

Dario Flaccovio Editore, 28/11/2025

Abstract: La nuova edizione del libro nasce innanzitutto dall'esigenza di aggiornamento degli argomenti trattati, specialmente alla luce dell'evoluzione della normativa Europea. Si fa infatti riferimento alla nuova versione degli Eurocodici, ormai sostanzialmente definita, che sarà necessariamente recepita dalla normativa italiana.Si è sentita inoltre l'esigenza di estendere la trattazione dall'edificio intelaiato, che rimane il principale tema del libro, anche alle altre configurazioni dell'edificio antisismico in c.a. e specificamente alla tipologia mista telai-pareti, agli edifici isolati alla base ed a quelli con controventi metallici. Questo ampliamento consente quindi anche un confronto tra le possibili tipologie strutturali ai fini della scelta più conveniente per il Progettista.Maggiore attenzione è dedicata anche all'approccio statico non lineare con spettro elastico che viene presentato ed utilizzato non solo come strumento sussidiario di verifica e conferma del più comune approccio lineare con spettro di risposta, ma anche come strumento autonomo di progetto.L'estensione delle tipologie esaminate evidenzia anche come l'approccio dissipativo diffuso, sicuramente prevalente nella nostra cultura progettuale, trova possibili graduali eccezioni in strutture con dissipazione concentrata (isolatori alla base, controventi dissipativi) o strutture non dissipative. Questa revisione culturale include anche la maggiore importanza dedicata allo Stato Limite di Danno che assicura, con il comportamento elastico, la limitazione del danno per i terremoti frequenti, utile anche ai fini della classificazione di rischio sismico della struttura.Si conferma e si estende anche l'esigenza di fornire ed affinare procedure speditive di dimensionamento e verifica che consentono di controllare facilmente, almeno come ordine di grandezza, i risultati di elaborazioni complesse rese sempre più accessibili dal calcolo automatico col computer.

L'industria della difesa europea ai tempi della guerra
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Bonaiuti, Chiara - Lodovisi, Achille - Romano, Roberto Antonio - Bonaiuti, Chiara - Lodovisi, Achille - Romano, Roberto Antonio

L'industria della difesa europea ai tempi della guerra

Futura, 26/11/2025

Abstract: Lo scoppio della guerra in Ucraina e l'aumento dei conflitti internazionali hanno trasformato in profondità l'industria europea della difesa, avviando una riorganizzazione produttiva, segnata da contraddizioni e nuove traiettorie. Questo volume analizza l'evoluzione del complesso militare-industriale europeo e i suoi intrecci con la politica, l'economia e la finanza. Si tratta di un settore atipico, dominato da una struttura di tipo monopsonico: un unico acquirente – di norma lo Stato – concentra quasi tutta la domanda di beni e servizi militari. Questa peculiarità gli consente di incidere profondamente sulle scelte di sicurezza, sulle politiche industriali e sulle relazioni internazionali. Le dinamiche dell'industria militare europea si collegano così alle tensioni geopolitiche, alla fragilità di una politica estera e di difesa comune e alle trasformazioni economiche più ampie: dal rapporto tra profitti e salari, alla concentrazione del capitale e della finanza, fino al rallentamento della globalizzazione e alla crisi della democrazia. Il volume offre dati, analisi e solide chiavi interpretative da prospettive disciplinari e punti di vista diversi, con l'obiettivo condiviso di promuove re una consapevolezza critica, che ispiri politiche industriali ed estere davvero democratiche e orientate al bene comune. Curato da Chiara Bonaiuti, Achille Lodovisi e Roberto Antonio Romano, il testo raccoglie contributi di autrici e autori provenienti dal mondo accademico e della ricerca, sindacale, militare e aziendale, uniti da competenza consolidata e onestà intellettuale: Riccardo Alcaro, Gianni Alioti, Pol Bargués, Giorgio Beretta, Franco Bortolotti, Maurizio Brotini, Paolo Cecchi, Vincenzo Comito, Pasquale Cuomo, Rossana de Simone, Gianandrea Gaiani, Barbara Gallo, Achille Lodovisi, Francesco Lombardi, Mauro Lombardi, Stefano Lucarelli, Nicholas Marsh, Jocelyn Mawdsley, Fabio Mini, Bruno Oliveira Martins, Annamaria Romano, Simone Siliani, Maurizio Simoncelli, Francesco Sinopoli, Wolfgang Streeck e Alessandro Volpi.