Trovati 229 documenti.
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Faligi Editore, 08/02/2011
Abstract: Il libro è strutturato in 36 capitoli: i primi due narrano di Mastro Ciliegia falegname che, avendo trovato un pezzo di legno "che rideva e piangeva come un bambino", lo aveva regalato a Geppetto che volle farsene un burattino per compagnia. Geppetto non aveva ancora finito di fargli gli occhi e la bocca, che già questi cominciarono a fare versacci. Quando poi gli finì le gambe il burattino, infilata la porta, prese a correre in strada con Geppetto dietro. Un carabiniere, invece di punire il monello, condusse in prigione il povero Geppetto e Pinocchio, tornato a casa, indispettito dai consigli di un Grilloparlante che gli rimproverava la sua cattiva condotta, lo schiacciò contro il muro con una martellata. Stanco, affamato e infreddolito si mise a dormire presso un braciere e si bruciò i piedi. Quando Geppetto fu finalmente libero, dopo avergli rifatto i piedi di nuovo, lo sfamò e lo rivestì e tentò di dargli un'educazione. Per mandarlo a scuola, vendette la sua casacca, ma Pinocchio vendette l'abbecedario acquistato da Geppetto per racimolare i soldi necessari per assistere a una rappresentazione del teatro di burattini. Durante la rappresentazione i burattini lo riconobbero e lo chiamarono sul palcoscenico, fra le proteste del pubblico. A ristabilire l'ordine intervenne il burattinaio Mangiafuoco che, dopo aver minacciato di bruciare vivo Pinocchio, commosso dai suoi pianti gli regalò cinque monete d'oro per Geppetto. Conobbe il gatto e la volpe e si fece abbindolare, fu salvato dalla Bella Bambina dai Capelli Turchini che lo accolse nella sua casetta e lo fece curare da un Corvo, una Civetta e un Grilloparlante. Pinocchio nel recarsi a cercare Geppetto incontrò di nuovo il Gatto e la Volpe che lo convinsero a seminare le monete nel Campo dei Miracoli. Successivamente il burattino, cercando giustizia dal giudice Acchiappacitrulli, venne mandato in prigione. Dopo tante altre avventure un colombo lo portò dal babbo Geppetto e Pinocchio si gettò in mare, per salvare il pover'uomo, la cui barchetta si era inabissata, ma venne portato dalle onde all'isola delle Alpi Industriose. Costretto alla fame aiutò una donna, che poi riconobbe essere la Fata: il burattino promise ancora di voler cambiare e studiare, ma venne trascinato dai cattivi compagni in riva al mare per vedere il pescecane. Scoppiò una zuffa, nella quale rimase ferito un ragazzo e Pinocchio fu costretto a scappare. Partì così per il paese dei Balocchi; dopo cinque mesi, si trasformò in un ciuchino e fu comprato dal proprietario di un circo per pochi soldi e poi da una vecchia signora (che ne voleva ricavare la pelle per il suo tamburo) che lo gettò in mare; per mezzo dell'acqua Pinocchio divenne di nuovo un burattino; così fuggì dalla donna, ma dopo pochi metri di nuoto fu ingoiato dal pescecane nel cui stomaco trovò anche Geppetto che viveva là da due anni. Una notte essi fuggirono, mentre il pescecane dormiva a bocca aperta. Dopo aver salvato il padre, Pinocchio ha imparato la lezione e finalmente, degno di diventare un ragazzo come tutti gli altri, si trasformò in un bravo bambino.
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Faligi Editore, 08/02/2011
Abstract: Storie allegre di Carlo Collodi contiene le splendide storie: L'omino anticipato, ossia la storia di tutti quei ragazzi che vogliono parere uomini prima del tempo, il signor gigino, il cappello a tuba, il goletto insaldato, la scherma, la cascata da cavallo, u sigaro, la giubba a coda di rondine.
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BUR, 24/02/2011
Abstract: Racconto di uno straordinario vagabondaggio tra locande malfrequentate, mangiatori di fuoco, sbirri e forche, Le avventure di Pinocchio si è imposto in modo felice e inaspettato tra i classici della nostra letteratura. Ironico e giocoso, ma anche forte di una lingua sorvegliatissima e di un ritmo perfetto, il libro del burattino rappresenta da oltre cento anni vizi e virtù del Belpaese. In una nazione da poco unita, dove si trattava di "fare gli italiani" tra la fame e la miseria, nasce questo inusuale romanzo di formazione e di redenzione. Ai consigli di un grillo logorroico e di una fatina fin troppo affettuosa, fa da contraltare un fuoco dipinto sul muro, simbolo del potere della fantasia.
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Piemme, 22/02/2011
Abstract: "Pinocchio si legge da bambini, da ragazzi, da adulti. Lo si legge e lo si rilegge perché è un libro pieno di sorprese: ogni volta si scopre qualche cosa a cui non si era fatto caso nella lettura precedente. Le avventure di Pinocchio è il libro di autore italiano più tradotto in tutto il mondo. Il burattino-bambino è impertinente e presuntuoso: ma chi non lo è?" dall'introduzione di Roberto Denti
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Mondadori, 03/01/2012
Abstract: Un grande classico riccamente illustrato a colori. Le avventure di Pinocchio rappresentano ancora oggi un classico della letteratura per ragazzi: le tragicomiche peripezie del burattino discolo e irrispettoso, continuamente in bilico fra la voglia di divertirsi pensando solo a se stesso e il desiderio di diventare "un ragazzino perbene". Un po' pezzo di legno, un po' bambino vero, Pinocchio si caccia continuamente nei guai, non sopporta la disciplina, è ingrato verso chi gli vuol bene. Poi si pente e vorrebbe cambiare, ma incappa in una bugia e subito il naso gli cresce a dismisura! Così passa da una disavventura all'altra e ogni episodio si trasforma in una insostituibile lezione di vita. Attorno a lui ruotano una serie di personaggi indimenticabili, dal buon Geppetto, generoso dal cuore d'oro, al saggio Grillo Parlante, alla dolce Fatina dai capelli turchini. Per non parlare dell'orribile Mangiafuoco, di Lucignolo, compagno di sventure nel Paese dei Balocchi, e del Gatto e la Volpe, forse la più famosa coppia di "briganti" della letteratura. Ognuno di essi, in fondo, rappresenta un vizio o una virtù e le avventure del burattino continuano ad affascinare, trasportando il lettore in un mondo magico, tra fiaba e realtà, con il tono lieve dell'ironia.
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Pipì o lo scimmiottino color di rosa
UTET, 02/01/2014
Abstract: UTETextra: una nuova collana che attinge allo straordinario patrimonio dei Classici UTET per consegnare al lettore testi suggestivi e inattesi, percorsi inusuali tra antico e moderno, curiosità e perle della letteratura di ogni tempo. Libri brevi, insoliti, preziosi. Selezionati con l'idea che, a volte, leggere poco sia il modo migliore per leggere bene. Per perdersi meglio, tra pagine e trame. Per leggere ancora. "Nella lingua parlata delle scimmie", ci informa Carlo Lorenzini (in arte Collodi), all'inizio di questo racconto che è un'autentica gemma nascosta tra gli scritti dello scrittore fiorentino, "Pipì" indica lo strano colore che caratterizza il pelo di un estroverso e imprudente scimmiottino, "una finissima lanugine di color vermiglio carnicino, come le foglie della rosa maggese": di qui il curioso titolo Pipì o lo scimmiottino color di rosa. Non pochi lettori, incantati e divertiti dalle peripezie del vivace scimmiotto, hanno pensato a una parentela nemmeno troppo dissimulata con Pinocchio. Fatta salva l'irraggiungibile perfezione del capolavoro, bisogna ammettere che l'impressione è più che giustificata. La disobbedienza e l'errore sono i motori segreti, le fonti di energia che rendono Pipì e Pinocchio capaci di fare esperienza di quella grande favola che è il mondo. E la curiosità è la premessa psicologica fondamentale che permette loro di abbandonarsi con fiducia all'imprevisto, voltando le spalle all'abitudine e alla sicurezza. Ma nel corso di tutte le sue avventure in Pipì non viene mai meno, come nel suo più illustre collega burattino, la purezza del cuore, che è una virtù molto più importante e decisiva del rispetto delle regole e degli ammonimenti dei più grandi. Anche in questo caso, la pedagogia di Collodi rivela tutta la sua rischiosa efficacia affrancandosi da ogni forma di moralismo imposta dall'alto. E ancora oggi, la lingua di Collodi ha conservato quel miracoloso equilibrio di limpidezza e arguzia che ne ha fatto uno dei grandi classici della tradizione italiana.
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Gallucci, 24/05/2013
Abstract: L'autore di Pinocchio aveva quasi cinquant'anni - e non aveva mai scritto per l'infanzia - quando si accinse a tradurre su commissione il best-seller francese dell'epoca: i Contes de ma mère l'Oye di Charles Perrault, adattandolo al proprio stile, ricco e umile allo stesso tempo. Una raccolta di fiabe diventate da allora notissime anche in Italia con i titoli La bella addormentata nel bosco, Cappuccetto rosso, Il gatto con gli stivali, Cenerentola, Pollicino, Pelle d'asino, Barba-blu. Incuriosito e poi sempre più affascinato dall'incarico, lo scrittore toscano decise di aggiungere anche quattro storie di Madame d'Alulnoy e due di Madame Leprince de Beaumont. Nacque così I racconti delle fate: il primo e tardivo libro per ragazzi di Collodi, ma così importante da influenzare il suo destino per l'eternità.
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Lindau, 22/11/2018
Abstract: Evviva! Arriva Natale! Esiste una festa più bella?Ci sono le vacanze e le grandi riunioni di famiglia, i regali che è bello aspettare oltreché ricevere, i giochi insieme agli amici e ai parenti e qualche storia sui Natali di un tempo che nonni e zii raccontano con un po' di nostalgia. Anche i grandi autori della letteratura italiana raccolti in questo volume ci raccontano il Natale di un tempo passato, e certo allora i regali erano molto diversi da quelli di oggi. Quello che però non è cambiato è il sentimento di gioia profonda che pervade ogni casa durante questa festa commovente e suggestiva che colma il cuore di speranza.
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Bompiani, 27/03/2019
Abstract: Da molti anni Lorenzo Mattotti si confronta, in un processo di rielaborazione continua, con una delle figure più note della letteratura universale: Pinocchio. La storia del pezzo di legno che prende vita e la sua epopea per diventare un bambino vero sembrano trovare nel lavoro dell'illustratore una cassa di risonanza ideale. Il risultato di questo incontro eccezionale è un libro d'artista, che sa restituirci appieno non soltanto lo spirito allo stesso tempo ambiguo e fantasmagorico e l'intento profondo di Collodi, ma anche l'inventiva e la visione di Mattotti - o del Collodi visto da Mattotti.