Trovati 4 documenti.
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Marsilio, 2024
Abstract: Nei primi anni settanta, un giovane giudice della procura di Milano segue le tracce dell’eversione nera. Il contesto è drammatico. Dopo la strage di piazza Fontana c’è un clima da guerra civile e quel ragazzo di soli ventotto anni, appena arrivato dalla provincia, diventerà protagonista di un’indagine che segnerà un momento di svolta per la magistratura e la società italiana. Il giudice si chiama Emilio Alessandrini. Perderà la vita a Milano il 29 gennaio 1979, ucciso da due killer di Prima linea, seconda solo alle Brigate rosse per numero di vittime e ferocia. All’epoca Igino Domanin è solo un bambino ai cui occhi Alessandrini è lo zio che compare d’estate sotto gli ombrelloni dello stabilimento balneare pescarese a divertirlo con racconti esilaranti. Dopo l’omicidio, ogni notizia legata alle indagini sulla bomba stragista e molte altre tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli ottanta scandiranno tante sue giornate, incidendo drammaticamente sugli umori della famiglia. Attraverso un sapiente intreccio di ricordi intimi e collettivi, l’autore giunge oggi a raccontare quell’evento rimasto sepolto nella memoria nazionale e diventato con il passare del tempo incomprensibile a molti, addirittura indecifrabile per i ragazzi della scuola dove insegna o per le sue stesse figlie. Interrogandosi sul paese che siamo stati e che siamo diventati, si riavvicina con la giusta distanza e senza pregiudizi a Emilio Alessandrini e al significato della sua morte, riscrivendo quella terribile vicenda con «la punta acuminata del vero», lontano dal quadro agiografico e vittimistico da martirologio, e dalle ricostruzioni elusive, tendenziose, giustificazioniste dei terroristi e dei loro fiancheggiatori, per restituire volto e sostanza a quel «giudice intrecciato a vicende politiche eversive che arrivano ai giorni inquietanti del rapimento di Moro»
Spiaggia libera Marcello / Igino Domanin
Milano : Rizzoli, 2008
Abstract: Ci sono troppe cose, nella testa di Marcello, per riuscire a metterle in ordine. C'è un passato da brillante filosofo che ha rinunciato alla ricerca per insegnare in un istituto professionale, c'è una moglie malata di cui non sa più indovinare i pensieri e ce una perfida vertigine che gli fa mancare la terra sotto i piedi. Ma soprattutto c'è una ferita, nascosta in un angolo della coscienza, che non ha mai curato e adesso brucia e fa male. Un giorno, una chiamata del vecchio compagno di studi Panzeri, divenuto un brillante arrivista, misteriosamente cambiato anche nell'aspetto estetico, gli spalanca davanti il miraggio di una rinascita fisica e intellettuale: qualcuno lo vuole come professore di comunicazione in una piccola ma ricchissima università svizzera, a due passi da un lago alpino le cui acque emettono magnetiche vibrazioni. Un altro pianeta, dove la linfa scorre più limpida e ognuno sembra padrone di se stesso, dei propri desideri e persino del proprio corpo. Cosa vorrà dire per Marcello compiere bagni saturnini in compagnia di enigmatiche fanciulle seminude? Ma poi, c'è davvero da fidarsi delle promesse di uno come Panzeri, che mentre parla si fa frustare da una sudamericana con un ramo di betulla?
[Milano] : Bompiani, 2007
Abstract: I confini della terra sono diventati pure e semplici barriere che non disegnano più il confine delle patrie, ma gli steccati in cui tentiamo di recingere il nostro territorio e chiuderci dentro la fortezza del nostro Occidente democratico. Al di là del muro ci aspetta la barbarie. Sotto questo termine, infatti, siamo portati istintivamente a vedere il nemico della civiltà. Tutto ciò che è inassimilabile alla nostra identità e alle nostre tradizioni diventa immediatamente disvalore. Anche perché la barbarie è una minaccia diretta e primordiale alla nostra esistenza. II punto di vista che ci guida qui è però un altro. Il sentimento diffuso per cui la civiltà occidentale è sotto attacco è solo il sintomo di un disagio dovuto alla trasformazione della condizione umana. Questo libro indaga, nella luce ambigua che implica la visibilità del suo oggetto, le spie contraddittorie del fenomeno della barbarie. II suo metodo è unicamente basato sull'esperienza soggettiva e patologica del rifiuto e dell'ostilità come una salutare e brutale reazione alle maschere postmoderne e alle mistificazioni che si aggirano intorno ai valori occidentali.