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Trovati 54 documenti.

Nella terra dei lupi
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Wilkins, Joe - Gobetti, Norman

Nella terra dei lupi

Neri Pozza, 24/09/2020

Abstract: Sullo sfondo dell'aspro e spietato Montana rurale, una storia avvincente e tempestiva sul legame indissolubile tra un giovane cowboy e il bambino autistico che gli è stato affidato.Delphia, Montana. La vita non è facile per il ventiquattrenne Wendell Newman: suo padre è scomparso tra le montagne da piú di dieci anni, la terra, che avrebbe potuto essere sua, è stata quasi tutta venduta o data in affitto e, dopo la morte di sua madre, pesanti imposte gravano sul poco che gli è rimasto: un pick-up e un trailer in cui vivere.Un giorno bussa alla porta del trailer un'assistente sociale che ha con sé un bambino, un marmocchio gracile con un sacchetto di plastica e un quaderno a spirale in mano. È Rowdy, il figlio di Lacy, la cugina arrestata e imprigionata per spaccio di stupefacenti. Ha un "ritardo nello sviluppo" e "diverse problematiche" e, da quando la polizia lo ha trovato, solo e abbandonato in un appartamento vuoto, non ha ancora detto una sola parola.Wendell è il parente piú prossimo, spetterebbe a lui farsene carico. L'uomo accetta a malincuore di tenerlo con sé. Col trascorrere del tempo, tuttavia, scopre, con sua somma sorpresa, di poter stringere un legame speciale con quel bambino schivo e silenzioso, sino al punto da amarlo piú di quanto abbia mai creduto possibile.Nel frattempo, in città, tutti parlano dell'imminente caccia al lupo, la prima caccia regolamentata nella storia dello Stato del Montana dopo trent'anni. La cittadina è in fibrillazione, e la tensione si accresce quando inaspettatamente riaffiora la vecchia storia di Verl Newman, il padre di Wendell, e della sua fuga disperata verso le montagne dopo aver compiuto un gesto sconsiderato.Nell'aspro paesaggio del Montana orientale, una frontiera dove le regole sono inflessibili e si applicano a tutti con implacabile violenza, in un circolo vizioso di degrado ambientale, mancanza di istruzione, alcolici e famiglie distrutte, Joe Wilkins ambienta "un western del Ventunesimo secolo, uno dei migliori romanzi degli ultimi anni" (Nickolas Butler).

Jungle Nama. Il racconto della giugla
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Ghosh, Amitav - Nadotti, Maria - Gobetti, Norman

Jungle Nama. Il racconto della giugla

Neri Pozza, 11/11/2021

Abstract: CON QUESTO EBOOK CONTRIBUISCI A PIANTARE NUOVI ALBERI NELLA "FORESTA NERI POZZA" SU TREEDOM.Questo libro narra di un'antica leggenda custodita nel cuore delle Sundarban, la più grande foresta di mangrovie del mondo. È la leggenda di Dokkhin Rai, uno spirito terribile che, spargendo il terrore, detta la sua legge selvaggia e regna incontrastato sulla foresta. Sotto le sembianze di una tigre, compare all'improvviso al cospetto degli sventurati che osano avventurarsi nel suo reame e ne divora ossa, pelle, mani.È la leggenda di Bon Bibi e di suo fratello Shah Jongoli, due esseri dal grande potere che accorrono da un deserto lontano, richiamati dalle preghiere e dalle suppliche delle creature della giungla in preda al terrore. Forte e misericordiosa Bon Bibi, guerriero dall'energia mostruosa Sha Jongoli, dopo una lotta selvaggia i due pongono fine alla tirannia di Dokkhin Rai, confinandolo alla foce del fiume, là dove l'acqua si unisce alla terra. Bon Bibi impone così la sua nuova legge, una legge che nasce dalla sua sagacia: nel regno degli umani nessun demone dovrà mettere piede; alla foce del fiume, invece, dove Dokkhin Rai avrà la sua fortezza, nessun essere umano dovrà avventurarsi. È, infine, la leggenda di Dhona, il mercante detto il Riccone, che non può accontentarsi dell'agiatezza raggiunta. La sua cupidigia agogna una nuova avventura, un nuovo viaggio al di là di ogni confine e proibizione.Come un antico cantore di miti, Amitav Ghosh narra questo magnifico racconto della giungla ricorrendo al potere magnetico dei versi, meravigliosamente tradotti in questa edizione italiana da Norman Gobetti e Anna Nadotti. Ne scaturisce un libro prezioso soprattutto per le giovani generazioni che, disegnato da Salman Toor, ridesta l'antica, sapiente legge che ha governato per millenni il rapporto tra gli esseri umani e la natura: la legge di Bon Bibi, per la quale è bene non sfidare mai il cuore selvaggio della natura piegandola ai propri voleri, se si vuole garantire l'equilibrio della terra. Equilibrio che, come mostrano le nefaste conseguenze del cambiamento climatico in corso, è oggi profondamente minacciato dalla "sconfinata" attività degli esseri umani."Un racconto che fornisce una carta etica – quasi una legge – per insegnare alle persone il giusto comportamento... La morale di fondo della leggenda è che le persone devono cercare di vivere in armonia con l'ambiente. Un messaggio di vitale importanza oggi". Times India

La maledizione della noce moscata. Parabole per un pianeta in crisi
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Ghosh, Amitav - Nadotti, Anna - Gobetti, Norman

La maledizione della noce moscata. Parabole per un pianeta in crisi

Neri Pozza, 18/10/2022

Abstract: Nell'aprile del 1621 a Selamon, un villaggio nell'arcipelago delle Banda, una spruzzata di minuscole isole perse tra l'Oceano Indiano e il Pacifico, un banale incidente – una lampada schiantatasi al suolo nella bale-bale, la sala riunioni requisita per sé e per i suoi da Martijn Sonck, funzionario olandese della Compagnia delle Indie orientali – innescò uno dei crimini piú efferati che la storia del colonialismo ricordi. Sonck aveva ricevuto l'ordine di distruggere il villaggio ed eliminare i suoi abitanti. Aveva, però, i nervi a fior di pelle poiché aveva percepito nell'apparente acquiescenza dei nativi un rabbioso fermento. Quando la lampada cadde, il suo nervosismo si mutò in panico. Lui e i suoi consiglieri afferrarono le armi e cominciarono a sparare a casaccio. I bandanesi, abitanti dell'unico luogo del pianeta dove cresce l'albero della noce moscata, una delle spezie di cui le grandi potenze coloniali si contendevano il monopolio commerciale, furono massacrati, annientati senza pietà. Nelle pagine di Amitav Ghosh, questa feroce storia di conquista e sfruttamento – dell'uomo sull'uomo e dell'uomo sulla natura – assurge a parabola della furia devastatrice del colonialismo occidentale e delle sue irreversibili conseguenze fino ai giorni nostri. Come in tante situazioni analoghe, il genocidio dei bandanesi cancellò dalla faccia della terra anche la loro tradizione di armonioso connubio con la natura. Se oggi il nostro futuro come specie è in pericolo, avverte Ghosh, le cause vanno ricercate a partire dalla scoperta del Nuovo Mondo e dall'apertura delle rotte attraverso l'Oceano Indiano. L'odierna crisi climatica, demografica e sociale non è, infatti, estranea all'ordine geopolitico inaugurato dai colonizzatori del Primo mondo, alla visione meccanicistica delle terre di conquista in cui la natura esiste solo in quanto risorsa da sfruttare e non come entità viva, autonoma e densa di significato; all'assoggettamento indiscriminato di "umani selvaggi" e di "non umani" come alberi, animali, paesaggi. Nella potente narrazione di Ghosh, i drammi del nostro presente globalizzato – migrazioni, siccità, pandemia, guerre, emergenza energetica – si ricongiungono cosí a episodi soltanto temporalmente remoti, in realtà cosí affini nella loro furia devastatrice che la maledizione della noce moscata non è affatto lontana da noi. "Raccontando la storia di un popolo massacrato per colpa di un albero, Ghosh porta avanti una potente battaglia personale, in cui il suo talento narrativo gioca un ruolo essenziale". The Guardian "Illuminante". The New Yorker

I viaggiatori
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Porter, Regina - Gobetti, Norman

I viaggiatori

EINAUDI, 01/09/2020

Abstract: È il momento di farsi un viaggio. Scegliete il vostro oceano. Cosí diceva Reuben Applewood ai suoi cugini ogni volta che le cose si mettevano male e bisognava mantenere la calma. Gli abitanti di questo romanzo, di viaggi ne hanno fatti parecchi: dagli anni Cinquanta del Novecento al primo decennio del ventunesimo secolo, da una Georgia ancora segregata alla New York della prima presidenza Obama, attraverso un'America in radicale mutamento. Sono individui indimenticabili, i Vincent e gli Applewood, i Camphor e i Christie. Famiglie importanti o poveri diavoli, semianalfabeti ed eruditi, bianchi e neri, che affrontano con resilienza e tridimensionale umanità il viaggio della vita. E ci mancano irrimediabilmente, appena escono dalla pagina.È una notte del 1966 nella Buckner County, in Georgia, quando Agnes Miller, l'esuberante figlia diciannovenne del diacono locale, con lunghe gambe da majorette e grandi speranze, svolta in Damascus Road assieme al suo fidanzato. È lí, in quella via buia e isolata, che la brutale polizia bianca del posto intima ai due ragazzi di accostare l'auto. Dopo, nulla è piú come prima. Non lo è per Claude Johnson, che andrà incontro al suo solitario destino. Non lo è per Eloise Delaney, l'amica intima di Agnes, che, guidata dalla forza del suo amore giovanile, passerà il resto della vita a superare barriere: quella che impedisce a una donna nera di volare, come la sua eroina Bessie Coleman, e quella che le vieta di amare chi e come vuole. E naturalmente nulla sarà piú come prima per Agnes, che abbandonerà il Sud della sua giovinezza per trasferirsi nel South Bronx e sposare Eddie Christie, un veterano della Marina rientrato dal Vietnam con qualche rotella fuori posto e un solo amuleto a cui aggrapparsi: una copia consunta, sgraffignata d'impulso a un ufficiale, di Rosencrantz e Guildenstern sono morti di Tom Stoppard, da quel momento reliquia e guida spirituale per la sua vita a venire. Regina Porter segue le loro vicende comiche e struggenti, e segue quelle delle loro figlie diversissime, l'infermiera Beverly, squinternata e generosa, e la studiosa Claudia, esperta di Shakespeare e sposata con Rufus Vincent, unico figlio (legittimo) dell'affascinante James Vincent, e fratellastro (ignaro) del bruno Hank Camphor. E quindi ci racconta dei Camphor, e poi dei loro vicini di casa Applewood, e dei le- gami di questi con i Miller e con i Delaney. E a ogni nuova entrata e uscita di scena il cammeo si fa affresco, e il monologo coro. Dall'individuo alla famiglia, dalla famiglia alla società, fino all'America intera, raccontata attraverso le sue tensioni razziali, le contrapposizioni di classe, le tematiche di genere, le guerre, le migrazioni dal Sud dell'Unione al Nord. Ogni voce cattura la scena e il nostro cuore per un tratto di strada, prima di lasciare il testimone alla successiva. Proprio come nel viaggio della vita, dove "siamo contemporaneamente gli eroi della nostra storia e le comparse di quella degli altri".

Il danzatore dell'acqua
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Coates, Ta-Nehisi - Gobetti, Norman

Il danzatore dell'acqua

Einaudi, 22/09/2020

Abstract: Hiram Walker è nato schiavo in una piantagione della Virginia. Quando un giorno precipita nel fiume gli manca il respiro, come se fosse spinto a fondo dalle sue stesse catene. Ma il misterioso potere di una luce azzurra lo salva dalla morte: è l'inizio di una storia di rabbia e passione destinata a cambiare la sua vita e quella del suo popolo. Nella piantagione di Lockless vive Hiram Walker: ha diciannove anni ed è nato schiavo, ma possiede qualcosa che lo rende unico. Il padre di Hiram è il proprietario della piantagione: come spesso accadeva all'epoca, ha messo incinta una schiava e l'ha poi venduta quando Hiram era solo un bambino. Della madre Hiram non ricorda niente, nonostante la memoria portentosa che, insieme alla sua intelligenza, gli ha permesso di lavorare a stretto contatto con i bianchi. Un giorno, quando Hiram ha diciannove anni, succede qualcosa di inspiegabile: gettato nelle acque tormentose di un fiume, il giovane scopre di possedere un misterioso potere. Un potere, una visione che si trasformerà in una missione, per sé e per tutto il suo popolo. La storia della sua fuga dalla piantagione e di come imparerà a controllare la "Conduzione" è la storia della sua presa di coscienza, individuale e collettiva. È la storia di un riscatto e di un amore: perché è la storia di una rivolta. Quando negli Stati Uniti è uscito Il danzatore dell'acqua di Ta-Nehisi Coates il mondo editoriale ha capito di essere di fronte a un evento storico: il primo romanzo dell'intellettuale invitato piú volte alla Casa Bianca da Obama ha esordito direttamente al primo posto nella classifica del "New York Times", è stato scelto da Oprah Winfrey per il suo Book Club, è stato nominato tra i migliori libri del decennio dalla rivista "Paste" e inserito tra i libri dell'anno nelle liste di "Time", "The Washington Post", "Chicago Tribune", "Vanity Fair", "Esquire", "Good House- keeping", The New York Public Library, "Kirkus Reviews", "Library Journal" e dalla National Public Radio. A distanza di mesi il libro, se possibile, appare ancora piú urgente: attraverso l'immaginazione letteraria e la sua magia, Coates ci dà la possibilità di credere per un attimo in un'altra Storia, piú clemente nei confronti di coloro che per secoli furono oppressi dalla schiavitú. Ma dura solo un istante, perché Il danzatore dell'acqua è soprattutto una riflessione profonda su quella che, purtroppo, è stata l'unica, vera, Storia.

Invito alla meraviglia
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McEwan, Ian - Basso, Susanna - Gobetti, Norman

Invito alla meraviglia

Einaudi, 10/11/2020

Abstract: Molti dei romanzi di Ian McEwan, da Sabato a Solar fino a Macchine come me, attingono a campi specialistici solitamente preclusi ai profani. Non vi è dunque da stupirsi se nei cinque saggi qui raccolti l'autore sceglie di sottolineare i punti di convergenza, anziché le discrepanze, fra due forme di indagine della realtà, la letteratura e la scienza, tradizionalmente ritenute distanti se non incompatibili. Se in L'originalità delle specie la connessione è individuata nel comune anelito alla priorità, in Una tradizione parallela si evidenzia la necessità condivisa di un canone di riferimento. E in Letteratura, scienza e natura umana è la relazione fra ciò che tutti gli esseri umani hanno in comune e ciò che li distingue, o più precisamente fra genetica e cultura, a fare da trait d'union fra i saperi. Il proliferare di credenze parascientifiche e parareligiose sul tempo dell'inizio e della fine, esplorate in Blues della fine del mondo, dimostrerebbe una pulsione di collettività nelle cose ultime, ma è in definitiva all'Io, con le sue infinite sfaccettature in ambito letterario e neuroscientifico, che tutto si riconduce. È la penna del grande romanziere a fare di una storia di scoperte scientifiche lunga due secoli, da Darwin a Dawkins, un "sublime trionfo della creatività umana".

Biglietto blu
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Mackintosh, Sophie - Gobetti, Norman

Biglietto blu

EINAUDI, 07/09/2021

Abstract: La lotteria: tutti sanno come funziona. Con l'arrivo del primo ciclo mestruale, ogni ragazza viene chiamata a conoscere il proprio futuro attraverso l'estrazione di un biglietto, bianco o blu. Il primo corrisponde a matrimonio, figli, dedizione totale alla famiglia. Quello blu, invece, prevede carriera, successo, indipendenza, e sancisce il divieto assoluto di diventare madre. È questo il destino assegnato a Calla, ma ogni fibra del suo corpo le suggerisce che la sorte ha commesso un errore con lei. E Calla decide di ribellarsi.Da bambina, molto prima che le fosse consegnato il biglietto blu che porta nel medaglione, Calla conosceva già le regole della lotteria. Quando arrivano le prime mestruazioni, le ragazze sono convocate per estrarre il proprio biglietto: bianco significa matrimonio e figli; blu, invece, tutto il resto. Da quel momento le due categorie conducono esistenze separate. L'assegnazione della sorte è legittima e inappellabile. Ora che è una donna adulta, con una solida carriera e una vita sociale tanto intensa quanto fatua, Calla sospetta che le possibilità promesse alle biglietto-blu non siano poi cosí sconfinate e allettanti. Da un po' di tempo pensa sempre piú spesso - e con bramoso trasporto - a carrozzine, latte caldo e manine paffute di bebè. Nonostante la maternità sia appannaggio esclusivo delle biglietto-bianco, e non abbia quasi nessuna conoscenza in merito, Calla sente che nel suo corpo si agita un sentimento oscuro, un desiderio accecante che mostra un'unica, rischiosa, strada percorribile. E proibita. Quando la sua gravidanza clandestina viene scoperta, Calla è costretta alla fuga. Con i pochi oggetti di un kit di sopravvivenza come unico bagaglio, questa sovversiva biglietto-blu intraprende un viaggio spericolato per non rinunciare al diritto di diventare madre. Presto si accorge anche di non essere sola nella sua lotta. Sul cammino, infatti, Calla incontra altre donne che, come lei, non vogliono arrendersi a un destino imposto e si ribellano servendosi dell'arma piú potente: la scelta."In questo romanzo Mackintosh maneggia con cura poderosi interrogativi che riguardano la maternità, la solidarietà femminile, l'amore queer e la libertà di decidere del proprio corpo"."The New Yorker"

Tre anelli
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Mendelsohn, Daniel - Gobetti, Norman

Tre anelli

EINAUDI, 16/11/2021

Abstract: "Tre anelli è un libro breve ma emozionante, di quelli che credono tenacemente al potere rigenerativo della letteratura"."The Wall Street Journal" "Tre anelli è stupendo. Mendelsohn fa qualcosa che di solito associamo ai migliori scrittori di finzione - penso a Sterne, Proust, Eco o Calvino".Helen DeWitt "Uno straniero arriva in una città sconosciuta dopo un lungo viaggio. Da qualche tempo è stato separato dalla sua famiglia; da qualche parte c'è una moglie, forse un figlio. Il percorso è stato travagliato, e lo straniero è stanco. Si ferma davanti all'edificio che diventerà la sua casa e poi comincia ad avvicinarsi". Chi è lo straniero errante, l'esule, il viaggiatore sperso? Oggi potrebbero essere i tanti popoli che lasciano le loro terre e attraversano il Mediterraneo, nel Novecento sono stati gli ebrei - i piú fortunati almeno - che hanno lasciato la Germania e l'Europa. In passato i tanti che hanno abbandonato la loro terra a causa di una guerra, di un rovescio, di un accidente. Questa frase torna ciclicamente in Tre anelli di Daniel Mendelsohn, via via che l'autore "incontra" la vita di tre esuli, diversi ma in qualche modo uniti: Erich Auerbach, il piú grande critico del Novecento, ebreo che fuggí dalla Germania di Hitler e scrisse il suo grande classico sulla letteratura occidentale, Mimesis, in esilio a Istanbul; François Fénelon, l'arcivescovo francese del diciassettesimo secolo il cui ingegnoso seguito dell'Odissea, Le avventure di Telemaco, una velata critica del Re Sole, segnò la rovina del suo autore; e il romanziere tedesco W. G. Sebald, autoesiliato in Inghilterra, le cui narrazioni serpeggianti esplorano i temi del viaggio e dell'esilio, della nostalgia e della separazione da casa. Raccontando le loro vite, Mendelsohn racconta anche una tecnica narrativa, un modo di dare forma alle storie e un senso al mondo: la narrazione ad anello, l'arte della divagazione, l'idea di un viaggio, di un'odissea, che permetta un ritorno a casa arricchiti. Una tecnica che, fin dai tempi di Omero, ha definito il modo occidentale (e soprattutto mediterraneo) di legare uomini e simboli, terra e cielo, caso e destino. Ma raccontando queste tre vite, questi tre esili, Mendelsohn racconta anche la propria, di vita, le deviazioni e i giri a vuoto, i passi falsi e le scoperte, gli incontri e le perdite. Ecco allora che l'ultimo anello di questo libro ipnotico e sapiente attraversa le vite di tutti, perché a tutti appartiene il viaggio. Dopo Gli scomparsi e Un'Odissea, Daniel Mendelsohn ci regala un libro di borgesiana intelligenza, un racconto nei cui cerchi è nascosto un mondo.

Philip Roth
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Bailey, Blake - Gobetti, Norman

Philip Roth

EINAUDI, 15/11/2022

Abstract: "Non voglio che mi riabiliti. Solo che mi rendi interessante". Fu questa la richiesta di Philip Roth al suo biografo. In cambio, il genio di Newark offriva a Bailey l'accesso a un'impressionante quantità di materiali esclusivi, fra documenti e interviste, sulla propria vicenda umana e artistica. Il frutto di questo patto, elaborato in quasi dieci anni di lavoro, è un ritratto vivido, esaustivo, composito, a tratti sorprendente a tratti piccante, mai agiografico, di uno dei piú grandi scrittori americani di ogni tempo; un'opera definitiva e inevitabilmente controversa, destinata a far parlare a lungo di sé."La vita completa di Philip Roth raccontata da Blake Bailey è un autentico capolavoro narrativo". Cynthia Ozick, "The New York Times Book Review" Determinato a tutelare la propria immagine postuma - "due cose terrorizzanti mi attendono", soleva dire, "la morte e il mio biografo" ­ Philip Roth dedicò gli ultimi anni della propria esistenza a collaborare con Blake Bailey, scelto come proprio biografo perché ritenuto in grado di fornire della sua vita una versione composita e articolata, capace di dar conto dei suoi aspetti controversi ma anche di liberarlo dalla gabbia in cui lo avevano rinchiuso prima le accuse di antisemitismo e "odio per se stesso" e poi quelle di misoginia. Nel corso di una decina d'anni di lavoro, terminati poco dopo la morte di Roth nel 2018, Bailey ha rielaborato l'immensa mole di materiale raccolto - centinaia di ore di interviste e "chilometri" di lettere, appunti, diari, ritagli di giornale, prime stesure di romanzi, pubblicati e non, privatissime memorie - fino a produrre una biografia ricchissima, vivace, curiosa, mai agiografica, che si muove con ordine e misura sul crinale fra vita e opera dell'autore del Teatro di Sabbath e di Pastorale americana, soffermandosi su tantissimi episodi piú o meno noti di un'esistenza quotidiana dedicata quasi esclusivamente alla letteratura (letta, scritta, insegnata, sorprendentemente spesso criticata) e alle donne (dai giovanili flirt ai due catastrofici matrimoni, prima con Margaret Martinson e poi con Claire Bloom; dalle numerose amanti clandestine alle ragazze concupite negli ultimi anni). Donne tanto simili a uno o all'altro degli svariati personaggi femminili dei trentuno libri di Roth, quanto quelli maschili assomigliano a una qualche versione del loro creatore. Perché il piú evidente marchio di fabbrica della narrativa rothiana è lo spericolato, acrobatico e straordinariamente spassoso gioco di specchi fra la vita e l'invenzione, e la sua piú astuta strategia, come qui ben si evince, quella di nascondere l'indicibile in bella vista. In questo senso Philip Roth: la biografia è davvero un imprescindibile, prezioso vademecum per ogni lettore del genio di Newark.""Magistrale" e "definitiva" non rendono giustizia all'opera magna di Bailey. [...] L'autore ricostruisce la carriera di uno dei titani letterari d'America, dando conto dei diavoli e degli angeli che hanno forgiato la sua scrittura"."O, The Oprah Magazine"

L'ultimo uomo bianco
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Hamid, Mohsin - Gobetti, Norman

L'ultimo uomo bianco

EINAUDI, 10/01/2023

Abstract: "Un mattino Anders, un uomo bianco, si svegliò e scoprí di essere diventato di un innegabile marrone scuro": Anders non si riconosce, non sa chi sia l'uomo scuro che vede nello specchio, vorrebbe ucciderlo, si sente derubato, della propria vita e di se stesso. Lo dice solo all'amica e amante Oona, ma presto i telegiornali cominciano a diffondere la notizia: tutte le persone bianche stanno diventando scure. E mentre il lutto per la morte della bianchezza si trasforma in inno, Anders e Oona ci mostrano che a volte per conoscersi davvero è necessario smettere di riconoscersi. "Con un capolavoro dopo l'altro, Mohsin Hamid si sta dimostrando uno degli scrittori piú importanti del ventunesimo secolo. E questo è forse il suo romanzo migliore". Ayad Akhtar Un mattino, Gregor Samsa, commesso viaggiatore, si sveglia da sogni inquieti e si ritrova trasformato in un immane insetto; anni dopo, Anders, personal trainer in un'anonima palestra di una città indefinita, si sveglia e scopre di essere diventato di un innegabile marrone scuro. L'incredulità presto cede il passo alla furia omicida: Anders si sente vittima di un crimine, "un crimine che gli aveva portato via ogni cosa, che gli aveva portato via se stesso", si scaglia contro la propria immagine allo specchio, si rimette a letto sperando che quell'uomo scuro se ne vada, chiama al lavoro per dire che è malato, molto malato, piú di quanto immaginasse, si aggira per la città e scopre che "le persone che lo conoscevano non lo conoscevano piú", e infine telefona a Oona. Oona, giovane insegnante di yoga, sta provando a prendersi cura di sua madre - e di se stessa - dopo la morte del fratello gemello; fra lei e Anders si è da poco riaccesa un'attrazione nata fra i banchi di scuola, ma quando Oona passa da lui dopo il lavoro, rimane di stucco di fronte all'uomo che le apre la porta, e sulle prime fatica a riconoscerlo. Ciò che Oona e Anders ancora non sanno è che la trasformazione sta prendendo piede ovunque: tutte le persone bianche stanno diventando scure, e la tensione sociale continuerà a crescere, sfociando in risse, sparatorie, suicidi e sommosse, finché "l'ultimo uomo bianco" verrà sepolto e la bianchezza non sarà che un ricordo. Hamid, in un vortice di frasi che, come i personaggi che le abitano, sembrano sorrette da un disperato bisogno di stabilità identitaria, confeziona un romanzo di commovente lucidità sulla perdita del privilegio, un'opera in cui frustrazione e violenza si trasformano nella promessa di futuro: "a volte sembrava che la città fosse una città in lutto, e il Paese un Paese in lutto, e questo si addiceva a Anders, e si addiceva a Oona, dato che collimava con i loro sentimenti, ma altre volte sembrava il contrario, che stesse nascendo qualcosa di nuovo, e abbastanza stranamente anche questo si addiceva loro".Una parabola per il nostro mondo inquieto, squisitamente evocato da Hamid con uno stile ipnotico e sinuoso. Ciò che L'ultimo uomo bianco ci consegna è un piccolo raggio di luce."Los Angeles Times"

La cura dell'acqua
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Mackintosh, Sophie - Gobetti, Norman

La cura dell'acqua

EINAUDI, 21/03/2023

Abstract: Tre ragazze, tre sorelle. Grace, Lia e Sky vivono in un luogo da sogno, un'isola di pace dove splende sempre il sole. Al sicuro. Perché oltre il mare, oltre l'orizzonte, si nascondono insidie mortali: gli uomini. È dalle loro tossine che i genitori hanno sempre protetto le figlie, sottoponendole a duri allenamenti quotidiani per scongiurare quella terribile minaccia che incombe su ogni donna. Sono forti, Sky, Lia e Grace, ma con l'arrivo inatteso di tre naufraghi tutte le loro certezze vacillano. Le sorelle possiedono davvero l'antidoto per quel temibile veleno?"Che avvincente favola nera".Margaret Atwood King, il padre, ha pensato a tutto: il territorio delimitato con il filo spinato, le boe al largo. È proibito sfidare quei limiti, nessuno deve oltrepassare il confine - in un senso e nell'altro. Proteggere le tre figlie è la priorità assoluta: insieme alla loro madre, King si impegna perché l'ambiente in cui vivono sia puro, libero dalle tossine che infettano l'aria al di là del mare, sulla terraferma. Una foresta in cui cercare un po' d'ombra ogni tanto, la spiaggia tutta per loro, un grande hotel in disuso che è diventato casa. Solo qui, in questa necessaria segregazione, Sky, Lia e Grace sono al sicuro. Ma il confinamento non basta. Da tutta la vita le tre sorelle si allenano quotidianamente per scongiurare la minaccia che incombe su di loro, e su ogni donna. Del resto, per quanto duri, gli esercizi imposti dai genitori sono un sacrificio piú che accettabile: le sorelle ricordano bene tutte quelle donne ferite che si rifugiavano lí per farsi curare. Ricordano i segni, sui corpi e nell'anima, e quanto era difficile, anche con le premure di King e Mamma, anche con la cura dell'acqua, eliminare le tossine con cui gli uomini le avevano contaminate. Grace, Lia e Sky hanno piena fiducia nei genitori, ed è per questo che ogni giorno rinnovano la loro volontà di non allontanarsi, di non fare e non farsi domande, di ubbidire alle regole di quel paradiso rovesciato. Ma un giorno King sparisce misteriosamente e l'autorità materna comincia a incrinarsi sotto il peso della perdita. Poi, all'improvviso compaiono tre naufraghi che con la loro presenza rendono tangibile il pericolo paventato per tutta una vita. E minano ogni certezza di quel mondo in cui le sorelle hanno sempre creduto."Con il suo fascino misterioso questo romanzo vi coglierà di sorpresa e non vi lascerà piú andare". Paula Hawkins "Sophie Mackintosh segue qui le orme del Racconto dell'ancella. Ma La cura dell'acqua ha decisamente la sua seducente impronta distintiva". "Vogue"

Rigenerazione. La trilogia
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Barker, Pat - Gobetti, Norman

Rigenerazione. La trilogia

EINAUDI, 05/09/2023

Abstract: Il monumentale romanzo capolavoro sulla generazione spazzata via dalla Prima guerra mondiale. Vincitore del Man Booker Prize nel 1995. Edimburgo, 1917. Al Craiglockhart War Hospital lo psichiatra William H. R. Rivers cura i soldati traumatizzati dalla guerra perché siano in grado di tornare al fronte. Tra i suoi pazienti ci sono i poeti Siegfried Sassoon, Wilfred Owen e Billy Prior, che ha perso la memoria a causa di un incidente di cui non ricorda nulla. Nel corso del conflitto, le storie di questi quattro personaggi cosí diversi, ma uniti da una profonda umanità, si intrecceranno come accade solo davanti al dolore. "Uno dei rari, veri capolavori inglesi del tardo Novecento". Jonathan Coe "Sorprendente e superbo dal punto di vista formale, Rigenerazione getta uno sguardo del tutto nuovo su quello che la Prima guerra mondiale ha fatto agli uomini e alle donne, ai soldati e ai civili". A. S. Byatt "Indimenticabile". The Independent Gli ordini ricevuti dal dottor Rivers sono precisi: stanare gli imboscati, rimettere gli uomini in piedi cosí che possano tornare a combattere. Ma Rivers sa che quello a cui i suoi pazienti hanno assistito li ha svuotati, forse per sempre, ed è deciso a salvarli. Billy Prior comunica solo tramite bigliettini, David Burns non riesce piú a mangiare. E Siegfried Sassoon, uno dei poeti piú famosi del tempo, è deciso a tornare in trincea, accanto ai suoi uomini, nonostante il suo acceso antimilitarismo.

Estasi e terrore
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Mendelsohn, Daniel - Gobetti, Norman

Estasi e terrore

EINAUDI, 28/05/2024

Abstract: Il critico serio - sostiene l'autore di Un'Odissea - non si limita a imporre il suo "mi piace" o "non mi piace", ma dà al lettore gli strumenti per farsi una sua idea. Dalla lirica di Saffo ai film di Pedro Almodóvar, dalla persistenza del mito del Titanic nella cultura contemporanea alla serie televisiva Mad Men, Daniel Mendelsohn ha sempre qualcosa di nuovo da insegnarci, e riesce a trovare un significato profondo e sorprendente laddove forse non avevamo mai pensato di cercarlo. "Leggere un saggio di Mendelsohn significa essere istruiti e divertiti e, sempre, prendere coscienza di quanto altro c'è da leggere e da sapere". "Npr" "Il Michael Jordan della critica". "The New York Times Book Review" "Sorrido sempre quando qualcuno intervistandomi mi chiede se le recensioni siano un modo per sbarcare il lunario (a differenza dei libri, che sarebbero, si sottintende, la "cosa vera"). Per me le recensioni sono il pezzo forte". Cosí si legge nel Manifesto di un critico, un saggio che è una vera, illuminante dichiarazione di poetica. Il critico serio, sostiene Mendelsohn in quelle pagine, non si limita a imporre il suo "mi piace" o "non mi piace" (come malauguratamente i social media ci abituano a fare), ma dà "a te lettore gli strumenti per farti una tua idea", condividendo la sua conoscenza, esplicitando le ragioni su cui si fonda il suo giudizio, e soprattutto cercando di trarre un senso dall'opera di cui si sta parlando. Ed è esattamente ciò che questo critico serio non manca di fare negli scritti raccolti in ognuna delle tre sezioni tematiche di cui si compone Estasi e terrore: "Miti di ieri ", dedicata a testi antichi e alla vita dei loro autori, "Miti in technicolor", su film e serie televisive, e "Miti d'oggi", che accoglie temi contemporanei e di stampo autobiografico. Che si tratti del rapporto fra teatro tragico e spazio pubblico nell'antica Atene o della parabola artistica di Almodóvar dagli esordi fino a Volver, della persistenza del mito del Titanic nella cultura contemporanea o di una relazione epistolare intrattenuta per un decennio con la scrittrice Mary Renault, o di qualunque altro tema, Mendelsohn ha sempre qualcosa di nuovo da insegnarci, e riesce a trovare un significato profondo e sorprendente laddove forse non avevamo mai pensato di cercarlo. E allora questi scritti, che si potrebbero anche leggere come frammenti di un'eclettica e proteiforme autobiografia intellettuale, si impongono soprattutto come luminosi esempi di quello che andrebbe considerato un genere letterario a sé stante: la recensione seria, ovvero quella scritta da chi, ogni volta che entra in un cinema o in un teatro, ogni volta che apre un libro o ascolta un brano musicale, sente che "c'è in gioco qualcosa di straordinariamente importante".

Intermezzo
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Rooney, Sally - Gobetti, Norman

Intermezzo

EINAUDI, 12/11/2024

Abstract: Alla morte del padre, Peter e Ivan vedono sconvolto il precario equilibrio della loro esistenza. Nascono nuovi amori, esplodono vecchie ruggini, si creano inedite alleanze. E in questo interludio si intravede la vastità potenziale di ogni vita. "Il fenomeno letterario del decennio". "The Guardian" "Rooney ha inventato una sensibilità tutta sua". "Vogue" A parte il fatto di essere fratelli, Peter e Ivan Koubek sembrano avere poco in comune. Peter è un avvocato di Dublino sui trent'anni - affermato, abile e apparentemente irreprensibile. Ma, ora che gli è morto il padre, prende farmaci per dormire e si barcamena con fatica fra due relazioni con donne molto diverse: il primo, imperituro amore, Sylvia, e Naomi, una studentessa universitaria per cui la vita è un'unica lunga barzelletta. Ivan è un campione di scacchi ventiduenne. Si è sempre considerato uno sfigato, un paria, l'antitesi del suo disinvolto fratello maggiore. Ora, nelle prime settimane dopo la perdita del padre, incontra Margaret, una donna piú grande che esce da un passato turbolento, e rapidamente e intensamente le loro vite si intrecciano. Per i due fratelli in lutto, e per le persone da loro amate, si apre un interludio, un periodo di desiderio, disperazione e nuove prospettive - l'opportunità di scoprire quante cose un'unica vita possa contenere senza per questo andare in pezzi.

Fumo e ceneri. Il viaggio di uno scrittore nelle storie nascoste dell'oppio
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Ghosh, Amitav - Nadotti, Anna - Gobetti, Norman

Fumo e ceneri. Il viaggio di uno scrittore nelle storie nascoste dell'oppio

EINAUDI, 11/03/2025

Abstract: L'oppio è uno dei farmaci piú antichi e potenti. La sua vasta diffusione come sostanza psicoattiva è invece molto piú recente, e risale in gran parte a quando l'impero britannico ha fatto del suo commercio dall'India verso la Cina uno strumento di dominio. In modo avvincente e rigoroso, Amitav Ghosh ci mostra come l'oppio sia all'origine della ricchezza di alcune delle piú grandi aziende mondiali e di molte delle famiglie piú influenti d'America. Spaziando tra la storia della botanica, le mitologie del capitalismo e le ripercussioni sociali e culturali del colonialismo, Fumo e ceneri rivela il ruolo fondamentale che una piccola pianta ha svolto nella creazione del mondo come lo conosciamo, un mondo che ora si trova a un passo dal baratro. "La scrittura è maestosa, la ricerca approfondita e l'occhio del narratore insuperabile". "The Telegraph" Un giorno, bevendo una tazza di tè nel suo studio di Calcutta, come ha fatto migliaia di volte in passato, Amitav Ghosh prende coscienza di una rimozione collettiva, quella della grande presenza della Cina nella vita e nella storia del suo paese. Molteplici sono i motivi per cui fino a quel momento gli era sfuggita, e ognuno di loro va ad alimentare l'ampio e sfaccettato discorso che sviluppa in questo saggio: i rapporti tra i due giganti asiatici non sono sempre stati pacifici, ma soprattutto sono stati a lungo mediati da un terzo molto incomodo: l'impero britannico. Ciò che rende il quadro ancora piú inafferrabile è che l'oggetto principale dei traffici fra Gran Bretagna, India e Cina sono i prodotti ricavati da due piante dall'aspetto innocuo, Camellia sinensis e Papaver somniferum: il tè e l'oppio. Come La grande cecità e La maledizione della noce moscata, questo libro è un diario di viaggio, ma anche un memoir e un'escursione nella storia economica e culturale del mondo. Amitav Ghosh qui si concentra sul ruolo dell'oppio, forte di vent'anni di ricerche sul tema. Con il suo incredibile talento nel tessere insieme i fili narrativi, un po' alla volta ci porta a vedere come il commercio di questa sostanza al contempo salvifica e letale abbia plasmato i rapporti di forza tra potenze nell'Ottocento, quali bugie si siano raccontate per occultarne gli effetti piú nefasti e come dinamiche e bugie si siano ripetute quasi uguali nella recente crisi degli oppiacei statunitense. Un quadro fosco ma affascinantissimo, in cui non manca qualche bagliore di bellezza e di speranza.

Mare di papaveri
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Ghosh, Amitav - Nadotti, Anna - Gobetti, Norman

Mare di papaveri

EINAUDI, 11/03/2025

Abstract: Un veliero nel tumultuoso Oceano Indiano, il traffico d'oppio tra Cina e India, un'umanità straordinaria di destini incrociati, passioni, perdite e riscatti in un coinvolgente romanzo di storia e di avventura. Il primo volume della colossale trilogia dedicata all'origine di una nuova civiltà sorta dalla mescolanza di etnie e culture diverse. Una vecchia nave negriera trasformata in mercantile, l'Ibis, raggiunge nel 1838 la foce del Gange per dedicarsi a uno dei traffici illeciti piú redditizi dell'Impero britannico, il commercio di "delinquenti e stupefacenti", cioè di coolie e oppio. A bordo si ritrovano, come manovrati da un fato piú grande, lascari e clandestini, ciascuno sconosciuto agli altri o quasi: Deeti, una donna che è stata data in sposa a un oppiomane; Kalua, il suo amante, che l'ha salvata; Zachary Reid, il comandante in seconda, fi glio di una schiava liberata del Maryland; Neel Rattan, ricchissimo raja caduto in disgrazia; Serang Ali, capo dei lascari e marinaio di consumata esperienza; il giovane Ah Fatt, devastato nel corpo e nell'anima dalla dipendenza dall'oppio... A mano a mano che le difficoltà imposte alla traversata dall'impetuoso Oceano Indiano mettono a dura prova i vecchi legami, tutti sulla Ibis, ciurma e passeggeri, iniziano a sentirsi "fratelli di navigazione", uniti da una singolare empatia che azzera le distanze geografi che, le caste e le generazioni.

Diluvio di fuoco
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Ghosh, Amitav - Nadotti, Anna - Gobetti, Norman

Diluvio di fuoco

EINAUDI, 11/03/2025

Abstract: Con questo romanzo corale, ricco di atmosfera e luoghi magici, Amitav Ghosh completa la sua grandiosa trilogia: un'opera monumentale, al tempo stesso picaresca saga e vivida ricostruzione storica dell'India moderna. È il 1840 e la tensione tra la Cina e l'India britannica cresce a dismisura in seguito alla repressione del contrabbando di oppio da parte di Pechino. Le confi sche imperiali cinesi, tuttavia, non passano inosservate a Londra. L'oppio è troppo importante per le casse della regina, e troppo ghiotte sono le opportunità di profi tto in quel fazzoletto di mondo per non scatenare una guerra contro il Celeste Impero. Sullo sfondo di queste tensioni, i protagonisti che abbiamo incontrato a bordo della Ibis si incontrano di nuovo, questa volta tra Canton e Hong Kong. L'oppio, che al pari di una forza occulta ha pilotato fi n dall'inizio i loro destini, li mette uno di fronte all'altro, facendoli amare e odiare, perché ora si ritrovano nel bel mezzo del confl itto sotto bandiere diverse. Mentre vedono le loro certezze infrante e cercano ognuno per sé di inventarsi un nuovo futuro, tutti sono travolti dal dramma che sta per compiersi: la vittoria dell'Impero britannico segnerà il crollo del mondo per come lo conoscevano.

Il fiume dell'oppio
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Ghosh, Amitav - Nadotti, Anna - Gobetti, Norman

Il fiume dell'oppio

EINAUDI, 11/03/2025

Abstract: Trascinante e ipnotico, il secondo volume della "trilogia della Ibis" è una narrazione di grande fascino che ci svela il cuore oscuro e pieno di contraddizioni di un paese e delle sue genti. Nel settembre del 1838 una tempesta si abbatte sull'Oceano Indiano e la Ibis, la goletta partita da Calcutta con un carico di galeotti diretta a Mauritius, viene coinvolta nel vortice. Quando il mare si calma, cinque uomini mancano all'appello: due lascari e tre coolie sono riusciti a fuggire su una scialuppa. Seconda tappa di una grandiosa epopea storica, Il fi ume dell'oppio segue i suoi personaggi fi no ai porti a_ ollati della Cina. Tra mercanti con abiti di seta e lunghe trecce che cadono sulla schiena, inglesi della Compagnia delle Indie, americani dai modi disinvolti e indiani con le vesti di broccato, a Canton tutti adorano un unico dio, il denaro, e riconoscono un'unica legge, quella del libero commercio. Nel dedalo dei corsi d'acqua della città, le navi provenienti dall'Europa e dall'India scambiano i loro carichi di oppio con casse di tè, seta, porcellana e argento. Almeno fi nché il Celeste Imperatore non spariglia le carte in tavola e dichiara guerra all'oppio e agli occidentali.

Il messaggio
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Coates, Ta-Nehisi - Gobetti, Norman

Il messaggio

EINAUDI, 27/05/2025

Abstract: Senegal, South Carolina e Palestina: il passato schiavista e coloniale, il retaggio del razzismo e l'apartheid imposto da Israele nei territori occupati. Tre viaggi attraverso tre continenti percorrendo le strade tracciate dalla memoria collettiva, inseguendo nuovi modi per leggere i miti distruttivi e cambiare il presente. In questo momento cruciale della Storia globale, Ta-Nehisi Coates, uno dei piú lucidi pensatori dei nostri tempi, ci invita a riflettere sulla scrittura intesa come resistenza e testimonianza. E sul suo scopo fondamentale: salvare il mondo. "Un viaggio in luoghi segnati da ingiustizie estreme, e un'esplorazione del potere della parola come strumento per plasmare un futuro piú giusto. Al tempo stesso un grido di battaglia e una lettera d'amore alla scrittura". "Oprah Daily" Un libro che nasce dopo aver viaggiato, visto e sentito. Perché scrivere significa immergersi dentro le cose, toccarle, osservarle senza accontentarsi delle narrazioni altrui o delle rappresentazioni parziali: è questa l'idea che guida Ta-Nehisi Coates nelle sue esplorazioni. Si parte da Dakar, una meta a lungo evitata per paura del contraccolpo emotivo degli echi del passato. All'arrivo Coates si rende subito conto di essere al di là di quell'oceano che ha segnato il destino della comunità nera, e sente di essere tornato a "casa", forse anche per coloro che non hanno potuto farlo. Seconda tappa: Chapin, una cittadina lacustre del South Carolina. Subito dopo il periodo di maggiore attività del movimento Black Lives Matter, l'autore è stato invitato da un'insegnante di una scuola locale perché alcuni genitori e docenti avevano tentato di proibire la lettura del suo memoir Tra me e il mondo. Coates si prepara allo scontro, ma la visita si trasforma invece in un'occasione per riflettere sugli spazi culturali, sulla dimensione extra-istituzionale, sulle letture personali, che contribuiscono alla costruzione dello spirito critico piú rivoluzionario. Il percorso si conclude in Palestina. Qui, ospite del Festival della letteratura palestinese nel maggio 2023, Coates osserva il regime di apartheid che vige su tutto il territorio. La popolazione musulmana è bloccata ai checkpoint, monitorata senza motivo, aggredita e umiliata fin dentro le abitazioni. Durante il soggiorno, è impossibile per lo scrittore non pensare a un parallelo tra il mito di Israele "unica democrazia del Medio Oriente" e quello degli Stati Uniti "paladini del mondo libero". Tra reportage di viaggio e racconto personale, Il messaggio mostra l'importanza di continuare a cercare altre versioni di una stessa storia, altri testimoni, altri messaggeri della verità. "In questi viaggi Coates rivela come le storie che raccontiamo possano ingannarci, e come solo la verità possa portare alla giustizia". "The Boston Globe"

La grande cecità. Il cambiamento climatico e l'impensabile
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Ghosh, Amitav - Nadotti, Anna - Gobetti, Norman

La grande cecità. Il cambiamento climatico e l'impensabile

EINAUDI, 19/02/2026

Abstract: Con una nuova introduzione dell'autore Un classico contemporaneo sul pensiero del clima che interroga direttamente il ruolo degli intellettuali nell'era del cambiamento climatico, invitandoli a immaginare una letteratura capace di accogliere l'imprevisto e il cataclisma. Perché la letteratura, le arti e le nostre narrazioni collettive non riescono a rappresentare il cambiamento climatico? Perché l'evento piú drammatico della storia recente è rimasto ai margini della cultura? Amitav Ghosh affronta una delle domande decisive del nostro tempo, intrecciando analisi storica, critica letteraria e riflessione personale. Nel cuore della modernità - racconta - si è formata un'idea di "realismo" che, con la sua fiducia nella razionalità e nel progresso, ha bandito l'eccezione e il disastro. Di conseguenza, la narrativa ha lasciato fuori dalle sue pagine il mondo naturale, la scala planetaria. Da questa esclusione è nata una cecità culturale che ancora oggi ci impedisce di immaginare davvero la crisi ecologica. Un saggio potente che ribalta la prospettiva: il cambiamento climatico non è solo un tema per scienziati o attivisti, ma una sfida per scrittori, lettori e cittadini. Perché se non riusciamo a immaginare la catastrofe, non sapremo nemmeno affrontarla.