Trovati 54 documenti.
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Neri Pozza, 24/09/2020
Abstract: Sullo sfondo dell'aspro e spietato Montana rurale, una storia avvincente e tempestiva sul legame indissolubile tra un giovane cowboy e il bambino autistico che gli è stato affidato.Delphia, Montana. La vita non è facile per il ventiquattrenne Wendell Newman: suo padre è scomparso tra le montagne da piú di dieci anni, la terra, che avrebbe potuto essere sua, è stata quasi tutta venduta o data in affitto e, dopo la morte di sua madre, pesanti imposte gravano sul poco che gli è rimasto: un pick-up e un trailer in cui vivere.Un giorno bussa alla porta del trailer un'assistente sociale che ha con sé un bambino, un marmocchio gracile con un sacchetto di plastica e un quaderno a spirale in mano. È Rowdy, il figlio di Lacy, la cugina arrestata e imprigionata per spaccio di stupefacenti. Ha un "ritardo nello sviluppo" e "diverse problematiche" e, da quando la polizia lo ha trovato, solo e abbandonato in un appartamento vuoto, non ha ancora detto una sola parola.Wendell è il parente piú prossimo, spetterebbe a lui farsene carico. L'uomo accetta a malincuore di tenerlo con sé. Col trascorrere del tempo, tuttavia, scopre, con sua somma sorpresa, di poter stringere un legame speciale con quel bambino schivo e silenzioso, sino al punto da amarlo piú di quanto abbia mai creduto possibile.Nel frattempo, in città, tutti parlano dell'imminente caccia al lupo, la prima caccia regolamentata nella storia dello Stato del Montana dopo trent'anni. La cittadina è in fibrillazione, e la tensione si accresce quando inaspettatamente riaffiora la vecchia storia di Verl Newman, il padre di Wendell, e della sua fuga disperata verso le montagne dopo aver compiuto un gesto sconsiderato.Nell'aspro paesaggio del Montana orientale, una frontiera dove le regole sono inflessibili e si applicano a tutti con implacabile violenza, in un circolo vizioso di degrado ambientale, mancanza di istruzione, alcolici e famiglie distrutte, Joe Wilkins ambienta "un western del Ventunesimo secolo, uno dei migliori romanzi degli ultimi anni" (Nickolas Butler).
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Jungle Nama. Il racconto della giugla
Neri Pozza, 11/11/2021
Abstract: CON QUESTO EBOOK CONTRIBUISCI A PIANTARE NUOVI ALBERI NELLA "FORESTA NERI POZZA" SU TREEDOM.Questo libro narra di un'antica leggenda custodita nel cuore delle Sundarban, la più grande foresta di mangrovie del mondo. È la leggenda di Dokkhin Rai, uno spirito terribile che, spargendo il terrore, detta la sua legge selvaggia e regna incontrastato sulla foresta. Sotto le sembianze di una tigre, compare all'improvviso al cospetto degli sventurati che osano avventurarsi nel suo reame e ne divora ossa, pelle, mani.È la leggenda di Bon Bibi e di suo fratello Shah Jongoli, due esseri dal grande potere che accorrono da un deserto lontano, richiamati dalle preghiere e dalle suppliche delle creature della giungla in preda al terrore. Forte e misericordiosa Bon Bibi, guerriero dall'energia mostruosa Sha Jongoli, dopo una lotta selvaggia i due pongono fine alla tirannia di Dokkhin Rai, confinandolo alla foce del fiume, là dove l'acqua si unisce alla terra. Bon Bibi impone così la sua nuova legge, una legge che nasce dalla sua sagacia: nel regno degli umani nessun demone dovrà mettere piede; alla foce del fiume, invece, dove Dokkhin Rai avrà la sua fortezza, nessun essere umano dovrà avventurarsi. È, infine, la leggenda di Dhona, il mercante detto il Riccone, che non può accontentarsi dell'agiatezza raggiunta. La sua cupidigia agogna una nuova avventura, un nuovo viaggio al di là di ogni confine e proibizione.Come un antico cantore di miti, Amitav Ghosh narra questo magnifico racconto della giungla ricorrendo al potere magnetico dei versi, meravigliosamente tradotti in questa edizione italiana da Norman Gobetti e Anna Nadotti. Ne scaturisce un libro prezioso soprattutto per le giovani generazioni che, disegnato da Salman Toor, ridesta l'antica, sapiente legge che ha governato per millenni il rapporto tra gli esseri umani e la natura: la legge di Bon Bibi, per la quale è bene non sfidare mai il cuore selvaggio della natura piegandola ai propri voleri, se si vuole garantire l'equilibrio della terra. Equilibrio che, come mostrano le nefaste conseguenze del cambiamento climatico in corso, è oggi profondamente minacciato dalla "sconfinata" attività degli esseri umani."Un racconto che fornisce una carta etica – quasi una legge – per insegnare alle persone il giusto comportamento... La morale di fondo della leggenda è che le persone devono cercare di vivere in armonia con l'ambiente. Un messaggio di vitale importanza oggi". Times India
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La maledizione della noce moscata. Parabole per un pianeta in crisi
Neri Pozza, 18/10/2022
Abstract: Nell'aprile del 1621 a Selamon, un villaggio nell'arcipelago delle Banda, una spruzzata di minuscole isole perse tra l'Oceano Indiano e il Pacifico, un banale incidente – una lampada schiantatasi al suolo nella bale-bale, la sala riunioni requisita per sé e per i suoi da Martijn Sonck, funzionario olandese della Compagnia delle Indie orientali – innescò uno dei crimini piú efferati che la storia del colonialismo ricordi. Sonck aveva ricevuto l'ordine di distruggere il villaggio ed eliminare i suoi abitanti. Aveva, però, i nervi a fior di pelle poiché aveva percepito nell'apparente acquiescenza dei nativi un rabbioso fermento. Quando la lampada cadde, il suo nervosismo si mutò in panico. Lui e i suoi consiglieri afferrarono le armi e cominciarono a sparare a casaccio. I bandanesi, abitanti dell'unico luogo del pianeta dove cresce l'albero della noce moscata, una delle spezie di cui le grandi potenze coloniali si contendevano il monopolio commerciale, furono massacrati, annientati senza pietà. Nelle pagine di Amitav Ghosh, questa feroce storia di conquista e sfruttamento – dell'uomo sull'uomo e dell'uomo sulla natura – assurge a parabola della furia devastatrice del colonialismo occidentale e delle sue irreversibili conseguenze fino ai giorni nostri. Come in tante situazioni analoghe, il genocidio dei bandanesi cancellò dalla faccia della terra anche la loro tradizione di armonioso connubio con la natura. Se oggi il nostro futuro come specie è in pericolo, avverte Ghosh, le cause vanno ricercate a partire dalla scoperta del Nuovo Mondo e dall'apertura delle rotte attraverso l'Oceano Indiano. L'odierna crisi climatica, demografica e sociale non è, infatti, estranea all'ordine geopolitico inaugurato dai colonizzatori del Primo mondo, alla visione meccanicistica delle terre di conquista in cui la natura esiste solo in quanto risorsa da sfruttare e non come entità viva, autonoma e densa di significato; all'assoggettamento indiscriminato di "umani selvaggi" e di "non umani" come alberi, animali, paesaggi. Nella potente narrazione di Ghosh, i drammi del nostro presente globalizzato – migrazioni, siccità, pandemia, guerre, emergenza energetica – si ricongiungono cosí a episodi soltanto temporalmente remoti, in realtà cosí affini nella loro furia devastatrice che la maledizione della noce moscata non è affatto lontana da noi. "Raccontando la storia di un popolo massacrato per colpa di un albero, Ghosh porta avanti una potente battaglia personale, in cui il suo talento narrativo gioca un ruolo essenziale". The Guardian "Illuminante". The New Yorker
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Einaudi, 09/10/2012
Abstract: Quando era ancora una bambina, Lucy Nelson ha vissuto il fallimento di un padre alcolizzato e violento che entrava e usciva di prigione. Da allora, pur di essere "buona" - anzi, la piú buona -, ha sempre cercato di correggere gli uomini intorno a lei, anche se questo poteva voler dire sacrificare se stessa. Un grande quadro della vita americana e dei suoi sentimenti, dei suoi desideri e dei suoi rancori. Un romanzo tanto divertente quanto terrorizzante, dove, caso unico per Roth, il protagonista assoluto è una donna.
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Einaudi, 18/06/2013
Abstract: Stalin, "Koba" per gli amici, fu uno dei dittatori piú sanguinari che la storia dell'umanità abbia mai conosciuto. Ma fu anche un leader estremamente amato. E i suoi crimini, per molto tempo, apparvero quasi "necessari" non soltanto all'interno dell'Urss, ma soprattutto tra gli intellettuali liberal occidentali. Cosa provocò questa rimozione collettiva? Perché le atrocità compiute da Stalin venivano giudicate in modo piú indulgente rispetto a quelle di Hitler? Perché si poteva scherzare sui gulag, quando nessuno avrebbe riso di Auschwitz? Per rispondere a queste domande Amis ci conduce nella lunga notte dello stalinismo, senza risparmiarci nessuno degli eventi tragici, grotteschi, ridicoli che hanno annichilito la coscienza di un popolo, e ci offre una guida caustica e brillante di uno dei periodi piú drammatici del Novecento.
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Einaudi, 16/07/2013
Abstract: Hillary Van Wetter aspetta di essere giustiziato nel carcere della Moat County, Florida. È accusato dell'omicidio di Thurmond Call, uno sceriffo che ha ucciso per odio razziale ben sedici neri. Ma Charlotte Bless, appassionata di casi estremi, ha scritto una lettera al "Miami Times" sostenendo che si stava per condannare a morte un innocente, e il giornale, fiutando la pista, manda i suoi due migliori reporter nella Moat County. Sono Ward James, malinconico quanto ossessivo nella sua ricerca della verità, e il brillante e spregiudicato Yardley Acheman. Con l'aiuto di Charlotte i due conducono un'inchiesta che porta alla liberazione del detenuto e gli vale il premio Pulitzer. Ma un giornale rivale sente puzza di imbroglio. Da cronaca giudiziaria il romanzo vira magistralmente verso il dramma, e ciascuno dei protagonisti si troverà a specchiarsi negli incubi della propria coscienza. Tutto sotto gli occhi di Jack James, il ragazzo che i quotidiani, piú che scriverli, li consegna tutte le mattine all'alba; che fa da autista alle due star del giornalismo e ne vive e racconta le imprese, con lo sguardo stupito e distaccato di un uomo-bambino.
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Einaudi, 18/02/2014
Abstract: Sul palcoscenico internazionale Trick E. Dixon e il suo gabinetto furoreggiano a suon di malefatte: in una crescente esasperazione grottesca della politica nixoniana, assistiamo all'invasione della Danimarca, al lancio dell'atomica su Copenaghen, a una rivolta di boy scout soffocata nel sangue. Fino a quando Dixon, giunto all'inferno, non proverà a soffiare il posto... a Satana in persona! Scritto di getto nella primavera del 1971, ben tre anni prima delle dimissioni di Nixon, La nostra gang procurò a Philip Roth l'appellativo di profeta per la sua vertiginosa immersione nella realtà americana degli anni Sessanta e la capacità di consegnarci una fotografia spietata e sconcertante del linguaggio del potere e delle sue perversioni.
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Einaudi, 07/10/2014
Abstract: Questa è la storia vera di Hugh Glass. Questa è una storia di avventura e redenzione. Questa è la storia di una vendetta. Hugh Glass è un esploratore e un cacciatore di pellicce che nel 1822 prende parte a una spedizione lungo il fiume Missouri. È qui che, separatosi dal gruppo per trovare provviste, viene assalito da un orso. Vedendo in che condizioni l'ha ridotto l'animale, i compagni si convincono che gli resta poco da vivere e lo lasciano solo, in balia degli indiani. Sembrerebbe la fine e invece è solo l'inizio. A questo punto infatti Glass diventa il protagonista di un'incredibile odissea che possiede la grandiosità della leggenda e la fondatezza della cronaca storica. Michael Punke ricostruisce la storia vera di un eroe celeberrimo della mitologia western, restituendolo alla dimensione che, piú di ogni altra, può rendere giustizia alla sua straordinaria vicenda biografica: quella del romanzo. "Il lettore si ritrova a voler girare pagina il piú rapidamente possibile per scoprire l'evolversi della narrazione, salvo sperare che questa duri ancora a lungo, visto che non appassionarsi a questa storia è di fatto impossibile". Giuseppe Culicchia, "La Stampa"
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Einaudi, 20/01/2015
Abstract: Mentre l'inverno stringe in una morsa Dove River, un manipolo di case e di baracche sperdute in mezzo al nulla, un uomo viene brutalmente assassinato e un ragazzino di diciassette anni scompare. Sulla neve resta solo una fila di impronte che partono dallo chalet della vittima e conducono verso la foresta. La cittadina viene invasa da giornalisti, cacciatori e uomini della Compagnia di pellicce che ha il monopolio sui commerci della zona: il caso è eclatante, ma quasi nessuno vuole trovare il colpevole, nel timore di rivelare interessi e alleanze che non devono venire alla luce. Ed è contro questo muro di false piste e omertà che si staglia Mrs Ross, la madre adottiva del ragazzo scomparso. Sa che il solo modo per venire a capo del mistero è lasciarsi ogni cosa alle spalle e partire alla ricerca del figlio. Un debutto narrativo di sorprendente maturità stilistica. Stef Penney intreccia sapientemente avventura, suspense e ironia, creando un panoramico romanzo storico ad alta tensione, salutato come uno dei libri piú importanti dell'anno. Vincitore del piú importante premio letterario inglese, eccezionalmente conferito per la prima volta a un romanzo d'esordio. Ci siamo immersi nel paesaggio nevoso e siamo stati colpiti dalla bellezza della scrittura e dalla narrazione. È una storia d'amore e di tensione. Impossibile riuscire a staccarsene... La giuria del Costa Award Il romanzo di esordio di Stef Penney è stato definito un romance, una storia di avventure, una detective novel, ma la cosa a cui più assomiglia sono i western... Pensate a Sentieri selvaggi e andrete parecchio vicino a questo libro. "Evening Standard" Una vicenda epica e mozzafiato che si apre con un omicidio ma che presto si dilata... L'autrice sostiene di non essere mai stata in Canada, eppure è impressionante quanto risultino convincenti i territori della sua immaginazione. "The Guardian"
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Einaudi, 13/10/2015
Abstract: Tornando stanco dal lavoro, Brian McKechnie non si aspettava certo di trovare la moglie legata a una sedia del salotto e la casa invasa da una terribile puzza di bruciato. E non è tutto. Dopo qualche tempo, il telefono del suo ufficio squilla: è un certo Mr Salvatore che, signorile e mellifluo, non tarda a chiedergli dei soldi. Dato che il commissario Sullivan non gli è di nessun aiuto, McKechnie decide di rivolgersi a Duffy, un ex poliziotto riciclatosi come detective privato. Duffy ha molti scheletri nell'armadio, e le sue inclinazioni bisessuali gli hanno procurato non pochi guai quando era un agente in servizio. Le indagini lo portano a Soho, zona di cui in passato conosceva ogni segreto. Cinema a luci rosse, sexy-shop, peep show, locali di strip-tease e dubbi centri per massaggi: gli basta fare un giro per rendersi conto che il mercato è ancora florido. Sono cambiate un po' di cose, ovvio, ma alcuni monumenti restano: la prostituta Renée, ad esempio, che, amareggiata dal malcostume dilagante nella professione, non disdegna di arrotondare aggiornando un vecchio amico. All'astro nascente di Soho, Mr Salvatore, però, non piace che la gente vada a ficcare il naso nei suoi affari. Abiti raffinati e modi eleganti non devono ingannare: un macabro senso dell'umorismo, associato a una passione per gli schedari, può essere l'arma piú pericolosa. Nelle sue accurate ricerche sul campo, Duffy dovrà guardarsi le spalle, e non solo. In equilibrio perfetto tra suspense e ironia, Duffy è ideale sia per i fan dell'hard-boiled sia per chi, di fronte ai polizieschi, storce il naso e passa oltre. *** "Fatevi un regalo. È uno dei thriller inglesi piú vivaci e brillanti". "Evening Standard" "Duffy è un personaggio meraviglioso e accattivante, con ogni evidenza la creazione di una mente raffinatissima". "Daily Mail"
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Einaudi, 23/02/2016
Abstract: Gabe Wallach è uno studente di letteratura, fresco del congedo dall'esercito e ancora scosso dalla recente morte della madre. Il suo desiderio di essere una persona seria, responsabile e generosa verso gli altri sarà messo alla prova prima dall'incontro con Paul e Libby Herz e in seguito dalla relazione con Martha. Gabe scoprirà a sue spese quanto può essere difficile gettare un ponte tra il "mondo dei sentimenti" di cui legge nei libri di Henry James e la vita vera. Pubblicato nel 1962, subito dopo Goodbye Columbus, Lasciar andare è il primo romanzo di Philip Roth, un libro ambizioso, ricco, pieno di eventi; divertente e triste allo stesso tempo come solo Roth sa esserlo.
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Einaudi, 29/11/2016
Abstract: Quando Lucy Adams piomba nelle "Tombe", la centrale della polizia newyorkese, per denunciare la sparizione della sorella e del figlio, il detective Timothy Wilde non può lontanamente immaginare che cosa con quel caso andrà a scoperchiare. Setacciando i bassifondi della città, invasi in quegli anni da torme di immigrati irlandesi ridotti alla fame, e infilandosi nei salotti degli affari e della grande politica, Timothy e il fratello Valentine scopriranno un'orribile tratta di persone, e un inestricabile intreccio di corruzione, violenza e razzismo. "Un romanzo spettacolare". Gillian Flynn "Il giorno in cui le accadde il peggio - e con "peggio" intendo quella tragedia, quell'atrocità oltre ogni limite di sopportazione che per impedirla moriresti, per impedirla uccideresti - Lucy Adams stava lavorando in un negozio di fiori, e sistemava rose di serra scarlatte e arancioni i cui colori avrebbero fatto sfigurare un tramonto di mezza estate. Quanto poco venni a sapere di lei, il giorno che la conobbi. Drammaticamente poco. I dettagli sarebbero venuti in seguito. Molto dopo la volta in cui le dissi che io, Timothy Wilde, stella di rame numero 107 e difensore di chiunque diavolo mi paresse, avrei rimesso tutto a posto".
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Einaudi, 24/04/2017
Abstract: Nadia e Saeed vogliono tenere in vita il loro amore giovane e fragile mentre la guerra civile divora strade, case, persone. Si narra, però, che esistano porte misteriose che conducono dall'altra parte del mondo, verso una nuova speranza...Mohsin Hamid ha scritto un romanzo tenero e spietato, capace di dare un senso a questi tempi di disorientamento e follia con la potenza visionaria della grande letteratura. Exit West è un libro venuto dal futuro per dirci che nessuna porta può piú essere chiusa. "In una città traboccante di rifugiati ma ancora perlopiú in pace, o almeno non del tutto in guerra, un giovane uomo incontrò una giovane donna in un'aula scolastica e non le parlò". Saeed è timido e un po' goffo con le ragazze: cosí, per quanto sia attratto dalla sensuale e indipendente Nadia, ci metterà qualche giorno per trovare il coraggio di rivolgerle la parola. Ma la guerra che sta distruggendo la loro città, strada dopo strada, vita dopo vita, accelera il loro cauto avvicinarsi e, all'infiammarsi degli scontri, Nadia e Saeed si scopriranno innamorati. Quando tra posti di blocco, rastrellamenti, lanci di mortai, sparatorie, la morte appare l'unico orizzonte possibile, inizia a girare una strana voce: esistono delle porte misteriose che se attraversate, pagando e a rischio della vita, trasportano istantaneamente da un'altra parte. Inizia cosí il viaggio di Nadia e Saeed, il loro tentativo di sopravvivere in un mondo che li vuole morti, di restare umani in un tempo che li vuole ridurre a problema da risolvere, di restare uniti quando ogni cosa viene strappata via. Con la stessa naturalezza dello zoom di una mappa computerizzata, Mohsin Hamid sa farci vedere il quadro globale dei cambiamenti planetari che stiamo vivendo e allo stesso tempo stringere sul dettaglio sfuggente e delicato delle vite degli uomini per raccontare la fragile tenerezza di un amore giovane. In un certo senso Hamid ha ripetuto per l'oggi quello che i classici dell'Ottocento, ad esempio Guerra e pace, hanno sempre fatto: raccontare l'universale della Storia attraverso il particolare dei destini individuali, riportare ciò che è frammentario, l'esperienza del singolo, alla compiuta totalità dell'umano. Hamid ha scritto un romanzo di attualità sconvolgente, capace di dare un senso a questi tempi di disorientamento e follia con la potenza visionaria della grande letteratura. Con Exit West, Mohsin Hamid ha scritto il suo capolavoro.
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Einaudi, 25/07/2017
Abstract: Cancellateci, e osservate ciò che rimane. Come reagirebbe il resto della natura se all'improvviso si trovasse sollevata dall'incessante pressione che esercitiamo su di essa e sugli altri organismi? Quanto ci metterebbe la natura a recuperare il tempo perduto? A disfare le nostre monumentali città, i composti plastici, i rifiuti tossici? Riuscirebbe a cancellare le nostre tracce? E noi, con la nostra arte e le nostre creazioni, lasceremmo una traccia di qualche tipo, nel mondo senza di noi? Viaggiando attraverso le parti del mondo già "de-umanizzate", e avvalendosi della consulenza di esperti e di una scrittura sobria e coinvolgente, Weisman disegna il pianeta come sarebbe se un'epidemia o una catastrofe eliminassero per sempre gli esseri umani. E scrive un saggio che indaga il nostro impatto sulla Terra a ogni pagina, che i lettori e i critici hanno da subito avvertito come un punto di svolta.
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Einaudi, 05/09/2017
Abstract: Manju ha un cuore puro e complicato come tutti i quattordicenni. Ma ha anche un padre tirannico divorato da un'ossessione: fare dei suoi figli dei campioni di cricket cosí da fuggire dagli slum in cui vivono. E intanto, tra procuratori senza scrupoli, allenatori fuori di testa, un fratello bellissimo e destinato al successo, il giorno dei provini si avvicina... Con Selection Day Aravind Adiga ha scritto un romanzo rutilante, drammatico e divertentissimo allo stesso tempo, degno di un vincitore del Booker Prize. Manju ha quattordici anni ma sa già tante cose: ad esempio sa di essere bravo a cricket - anche se non bravo come suo fratello Radha (forse). Sa che deve avere paura e rispetto di suo padre, un venditore ambulante di chutney. Sa che suo padre è un uomo divorato da un'unica, bruciante ossessione: quella di fare dei suoi due figli dei campioni dello sport cosí forti da poter scappare dai bassifondi di Mumbai dove vivono. Sa che il padre non si fermerà di fronte a nulla, a nessun sacrificio (dei suoi figli), a nessuna privazione (dei suoi figli), per raggiungere il suo sogno (non necessariamente quello dei figli). Manju sa che sua madre se n'è andata tanti anni fa e sa anche che non tornerà piú. Eppure ci sono anche un mucchio di cose che Manju non sa su di sé e sul suo mondo, e che imparerà nel corso di questo romanzo tenero e forte, divertente e drammatico, come solo i quattordicenni sanno essere. Selection Day è un romanzo traboccante di vita e personaggi - dal vecchio talent scout che tutti chiamano Tommy Sir per il suo inglese ridicolmente forbito; ad Anand Mehta, l'investitore tanto ricco di denaro quanto di buffa grandeur; a Sofia, la giovane amica e tifosa dei due fratelli -, un rutilante affresco sociale come non se ne leggeva da tempo: e se da una parte è un dettagliato spaccato dell'India di oggi, dall'altro, con la sua storia di padri e figli, ambizione e riscatto, ricorda certo cinema italiano dei decenni passati, come Rocco e i suoi fratelli o Ladri di biciclette. Di quei capolavori possiede la stessa vitalità, la medesima potenza visiva, un'uguale capacità di fare ricorso a tutte le tinte dello spettro emotivo, dalla comicità al dramma, dal sentimentale all'epico. Cosí quello che il lettore si ritrova tra le mani è un libro in cui, come scrive il "Washington Post", "ogni paragrafo rimbalza tutt'intorno vivace come una pallina ribattuta a tutta velocità durante una partita in una strada sporca: uno gli dà la direzione generale, ma la storia può cambiare in ogni momento, cosí come in ogni momento si trasformano i personaggi. Selection Day è una riflessione dolce-amara sui limiti delle nostre scelte. Però la voce di Adiga è cosí esuberante, la trama cosí avvincente, che l'amarezza di questa storia rimane appena ai margini del nostro sguardo". "Con Selection Day, - questo è il "New York Times", - Adiga dimostra che la vittoria del Booker Prize nel 2008 conLa Tigre Bianca non è avvenuta per caso. Non è solo un narratore magistrale, ma anche un pensatore, un abile intrattenitore, una spina nel fianco di ogni moralismo e ipocrisia".
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Einaudi, 14/12/2017
Abstract: Da studente al college, David Kepesh si proclama "libertino fra gli eruditi, erudito fra i libertini". Non sa ancora quanto profetico - o fatale - si rivelerà questo motto. Perché seguendo Kepesh dall'ovattata vita familiare dell'infanzia fino allo sconfinato territorio selvaggio dell'opportunità erotica, da un ménage à trois a Londra ai travagli della solitudine a New York, Philip Roth crea un romanzo di suprema intelligenza, toccante e spesso esilarante, sul dilemma del piacere: dove lo cerchiamo, perché lo fuggiamo, con quanta fatica giungiamo a una tregua fra la dignità e il desiderio.
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Einaudi, 06/03/2018
Abstract: Quando Daniel Mendelsohn consente al padre Jay di seguire il suo seminario sull'Odissea, non conosce la portata del viaggio che insieme stanno per compiere. Settimana dopo settimana, il matematico ottantunenne prende posto fra le matricole del corso e, armato del suo impaziente rigore etico-scientifico, sfida gli insegnamenti dell'illustre classicista, suo figlio. A semestre concluso, poi, il loro viaggio prosegue oltre le mura dell'aula, in un'improbabile crociera a tema sulla via di Itaca. Daniel si scopre ora Telemaco, sulle tracce di un padre sconosciuto e inarrivabile, ora Odisseo, alle prese con la fragilità del decrepito Laerte. Ne nasce un memoir raffinato e struggente che sa dare carne, sangue e pensiero all'universalità dei classici. Nel gennaio del 2011, al primo incontro del seminario sull'Odissea tenuto da suo figlio Daniel, mescolato alle matricole diciottenni siede Jay Mendelsohn, matematico e ricercatore scientifico all'epoca ottantunenne. "Sarà un incubo", pensa Daniel a fine mattinata, quando appare chiaro che Jay non si atterrà al ruolo di silenzioso uditore che aveva immaginato per lui. Il vecchio Mendelsohn è cresciuto nel Bronx ed era ragazzo durante la guerra. Detesta la debolezza e il raggiro, valuta le cose in base alla fatica per ottenerle e la sua sola fede è nelle scienze esatte. Non può non aver da ridire sulla figura di Odisseo, il polytropos, l'uomo dalle molte svolte, ma anche dai molti trucchi, lacrime, aiuti divini, donne. "Non capisco perché dovremmo considerarlo un grande erooooe", ripete Jay per lo stupore divertito degli studenti. Eppure, settimana dopo settimana, affronta le tre ore di viaggio da Long Island al Bard College per apprendere dalla voce di suo figlio delle Vacche del Sole e di Penelope e del nostos. E va oltre: quando Daniel, quasi per gioco, gli propone una crociera nel Mediterraneo che ripercorra i luoghi dell'epopea, Jay acconsente. Per Daniel è un'esperienza pregna di rivelazioni: per mano a suo padre capisce appieno lo sgomento dell'Ade; nei ricordi coniugali del vecchio genitore ritrova la forza dell'homophrosynē, il "pensare allo stesso modo", e in quell'uomo inaspettatamente tanto aperto e socievole, in classe come a bordo, non riconosce forse un Odisseo dalle molte svolte? Di certo è un Laerte, il cui corpo caduco presenterà il suo conto di lí a breve. "Ma la nostra odissea l'avevamo vissuta, - osserva Daniel prima che accada, - per la durata di un semestre avevamo navigato insieme, per cosí dire, attraverso quel testo, un testo che a me - e ai lettori con lui - sembrava sempre piú relativo al presente e meno al passato". "Il viaggio complesso e multidimensionale di un padre e di un figlio, le loro peregrinazioni attraverso la vita e l'amore". "The New York Times Book Review" "Mendelsohn sa che c'è sempre una verità piú profonda da scoprire su coloro che pensiamo di conoscere meglio, noi stessi inclusi. La sua intelligenza scintilla a ogni pagina". "Los Angeles Review of Books" "Un libro riuscito e coraggioso, che è la dimostrazione della validità del messaggio piú imperituro dell'Odissea, ovvero che l'intelligenza vale poco se non si allea con l'amore". "The Observer"
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Einaudi, 25/09/2018
Abstract: Sal ha pensato a tutto. Il coltello da caccia e gli scarponcini li ha comprati su Amazon con le carte di credito rubate. Ha preparato il kit del pronto soccorso, studiato le mappe delle foreste scozzesi e passato ore a guardare corsi di sopravvivenza su YouTube. Adesso è pronta. Sal ha tredici anni, sua sorella Pepa solo dieci: due bambine che del mondo sanno già troppo. La mattina in cui scappano di casa si lasciano alle spalle una madre alcolizzata, un patrigno violento e un omicidio. Fuggono dalla brutalità quotidiana per trovare quiete e rifugio nei boschi, dove vivono in una capanna e si nutrono di tutto quello che riescono a cacciare. Premere il grilletto non è quasi mai un problema: in natura la violenza è all'ordine del giorno, una questione di vita o di morte. Quando si è soli nella foresta, il pragmatismo è l'unico antidoto alle crisi di panico, mette a tacere i fantasmi del passato, impedisce al terrore di avere la meglio. Perché Sal è in grado di sopravvivere in condizioni estreme, ma non ha idea di come vivere una vita normale. Un romanzo vero e struggente sull'amore tra sorelle, in cui alla lingua concreta del manuale di istruzioni si mescola quella fulminea di Twitter e Snapchat e quella familiare e dolcissima delle storie sussurrate davanti al fuoco. "Travolgente... la scrittura di Mick Kitson convince sia nel ritrarre l'amore tra sorelle che nel dipingere la bellezza della natura vista con gli occhi di Sal... un esordio audace". "Sunday Express" "Originale e sfrontato... insieme attuale e senza tempo, una storia che commuove e consola... Sal merita di diventare un successo". "The Observer"
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Perché scrivere? Saggi, conversazioni e altri scritti 1960-2013
Einaudi, 23/10/2018
Abstract: Trentuno libri, di cui ventisette opere di narrativa. Quando Philip Roth si è dedicato alla nonfiction è stato per festeggiare compleanni, accettare premi, rispondere a interviste o provocazioni, reinventare la storia. E offrire il suo sguardo sul mondo e sul presente. La prima parte di Perché scrivere?, con saggi da Leggere me stesso e altri, si apre con lo scenario immaginato di "Ho sempre voluto che ammiraste il mio digiuno" e prosegue con discorsi e interviste sul suo lavoro. Queste pagine spaziano, per genere e temi, da un ipotetico Kafka insegnante del giovane Roth alle riflessioni sulla comunità ebraica, dai bilanci letterari con Joyce Carol Oates alle conversazioni - e relative smentite - sulla natura autobiografica di Portnoy o Zuckerman. La seconda sezione propone una nuova versione di Chiacchiere di bottega, una serie di dialoghi con interlocutori come Appelfeld, Levi e Kundera, e di saggi su Malamud e Bellow. Roth si rivela qui un intervistatore appassionato, attento lettore dell'opera dei suoi colleghi e amici. La terza parte, Spiegazioni, comprende brani inediti di un Roth approdato alla saggezza lucida e ironica della maturità: come Errata corrige, una lettera aperta a Wikipedia in cui segnala gli errori commessi dall'enciclopedia online nelle pagine che lo riguardano e Sugo o salsa, che svela la verità - o una delle sue declinazioni - su alcuni suoi famosi incipit. A completare il volume, due interviste rilasciate dopo aver abbandonato la scrittura: guardando commosso al passato, Roth ricorda con emozione i successi di una carriera letteraria che di fatto coincide con la sua vita."Lo spirito rothiano - cosí denso di personaggi e storie e risate e sesso e furore - sarà fonte di energia fino a quando esisterà la letteratura".Zadie Smith
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Einaudi, 11/02/2020
Abstract: "Kochai intesse un arabesco di storie per mostrare l'altra faccia di un paese che è stato definito "la tomba degli imperi". Nella voce, intrisa di spensierata comicità, di Marwand, ci ricorda che se trattiamo le storie con rispetto ci sarà piú facile rispettare anche le vite che quelle storie raccontano". "Time" Lowgar, Afghanistan: un luogo lontano, di cui forse nessuno conoscerebbe l'esistenza se non fosse il teatro di una guerra che si trascina inesorabile da anni. È quella la terra d'origine del dodicenne Marwand e della sua famiglia, che decide di tornarvi dopo anni dal trasferimento negli Stati Uniti. Per Marwand il ritorno è come una nuova partenza: difficile integrarsi in una terra che quasi non riconosce e di cui non sa piú comprendere né parlare le diverse lingue. Perfino il suo vecchio lupo-cane Budabash sembra averlo dimenticato, e da mite guardiano del compound, un tempo quasi indifferente agli scherzi e alle provocazioni, si è ora trasformato in una creatura sfuggente, impossibile da catturare persino con la macchina fotografica, e feroce al punto da strappargli via un dito con un morso e poi scomparire. E cosí per Marwand e per i suoi giovani zii-cugini inizia l'avventura. Lasciando di nascosto il compound in cui vivono, i ragazzi intraprendono un cammino fra luoghi e personaggi che raccontano con acume e vivacità la vita quotidiana in Afghanistan mentre testimoniano il passaggio lungo della guerra in quel paese. La presenza dell'esercito americano, dei talebani, e dei militari sovietici che li hanno preceduti trapela dall'eco delle bombe che esplodono fra le montagne, dalle voragini lasciate sui muri dei compound, ma soprattutto dai racconti sospesi tra mito e leggenda che ogni abitante della zona sembra custodire come un tesoro prezioso. I quattro ragazzini si perderanno nei vicoli che sono trama e ordito dei loro villaggi, soccomberanno al caldo, alla sete e alla diarrea, sulle tracce sempre piú evanescenti di Budabash, moderno Minotauro in un labirinto di lingue sconosciute oltre che di vicoli e muri d'argilla. Il senso di vertigine che ne deriva ci avvicina al protagonista di questo romanzo di formazione a metà strada fra Le mille e una notte e Le avventure di Huckleberry Finn, e ci aiuta a vedere con i suoi occhi la terribile bellezza di quella terra, la complessità delle relazioni umane, la profondità delle tradizioni e della spiritualità. Senza perdere la magica capacità di farci sorridere a ogni pagina."Un'avventura ingegnosa e avvincente, a tratti allegorica, nella voce autentica e potente di un ragazzo americano cresciuto all'ombra di antichi cantastorie afgani"."The New York Times Book Review"