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Trovati 54 documenti.

Diluvio di fuoco
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Ghosh, Amitav - Gobetti, Norman

Diluvio di fuoco

Neri Pozza, 06/11/2015

Abstract: È il 1840 a Canton e lopera del commissario Lin, inviato dallImperatore a porre fine al contrabbando delloppio per salvare le terre del Celeste Impero, ha già mutato il volto della città. Dellantica Fanqui-town, lenclave straniera, è rimasto poco o nulla. La factory britannica, un tempo ledificio più affaccendato e grandioso dellenclave, è chiusa e sbarrata, le verande deserte, le lancette dellorologio del campanile ferme. I mercanti inglesi sono stati espulsi; non prima, però, daver consegnato lintero carico celato nelle stive delle loro navi. Le confische imperiali cinesi, tuttavia, non passano affatto sotto silenzio a Londra. Troppo importante loppio per le casse della regina, e troppo grandi e innumerevoli le opportunità di profitto in quella zona del mondo, per non scatenare una guerra sotto linsegna della libertà di commercio.Gli uomini della Ibis ciurma, passeggeri e coolies si ritrovano nel cuore del conflitto sotto bandiere diverse, a rappresentare le opposte culture, tradizioni, costumi in gioco in quel confronto globale.Convinto che una spedizione britannica, favorita dal denaro dei mercanti, possa non soltanto generare enormi profitti, ma inaugurare anche un nuovo tipo di guerra in cui gli uomini daffari siano protagonisti a pieno titolo, il proprietario della Ibis, Mr Burnham, spedisce la goletta, carica doppio, nelle acque del Mar Cinese Meridionale. E nomina commissario di bordo lamericano Zachary Reid, risoluto nel suo nuovo compito al servizio degli inglesi, ma sempre ossessionato dal ricordo dellenigmatica Paulette Lambert.Neel, lex raja di Raskhali caduto in rovina e artefice di una rocambolesca fuga dalla Ibis in compagnia di un gruppo di detenuti, i famigerati coolies, sceglie, invece, la sponda opposta, e a Canton figura tra gli informatori di rilievo del commissario Lin, e del suo tentativo di dotare la marina del Celeste Impero di imbarcazioni adeguate al confronto con la potente flotta britannica. Perso ogni contatto col padre, Raju, il figlio di Neel, parte alla volta di Canton deciso a ritrovarlo e finisce arruolato come pifferaio nella Bengal Native Infantry, il corpo dei sepoy nelle cui fila milita, orgoglioso e impettito nella sua impeccabile divisa, lhavildar Kesri Singh, fratello di Deeti, la vedova ribelle. Il giovane lascaro Jodu, infine, convertitosi agli insegnamenti del Profeta, decide di combattere dalla parte degli infedeli che adorano idoli e animali piuttosto che di quelli che adorano macchine e bandiere.Capitolo finale dellepica trilogia della Ibis, con la sua imponente ricostruzione storica e il suo ritmo da avvincente romanzo davventura, Diluvio di fuoco mostra come la grande narrativa sia in grado di illuminare il senso più profondo degli eventi della Storia attraverso le vite e il destino di personaggi indimenticabili.Iraq, Afghanistan, narcos e libero mercato: in Cina, nel 1838, cera già tutto".Amitav Ghosh"Un capolavoro Diluvio di fuoco non è soltanto il frutto di unimmaginazione letteraria, ma anche lesercizio di una profonda e originale riflessione storica".Chris Clark"Il capitolo finale di una straordinaria trilogia".Guardian"Un grandioso splendido romanzo davventura, pieno di personaggi forti e variegati".Scotsman"Una lettura formidabile!".Times

La vita degli altri
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Mukherjee, Neel - Gobetti, Norman

La vita degli altri

Neri Pozza, 26/11/2016

Abstract: Nel 1967, nel cuore di Bhabanipur, a Calcutta, fa bella mostra di sé una grande casa a quattro piani, con un prezioso giardino sul retro. È la casa dei Ghosh, gente scaltra e abile che viene da Calcutta nord e possiede aziende – come la Charu Paper & Sons, una rinomata cartiera – e, a detta di tutti, eccellenti entrature nelle alte sfere del Partito del Congresso. Al piano superiore vivono Baba e Ma e la famiglia di Adinath, l'erede designato del grosso della ricchezza dei Ghosh, il primogenito che segue docilmente il sentiero tracciato per lui dal padre. Al piano immediatamente inferiore Bholanath, il più giovane dei Ghosh che dirige la Charu Books, un'azienda i cui guadagni se ne vanno quasi tutti per sostenere l'istruzione della figlia in una costosa scuola in lingua inglese, più sotto abita il secondogenito Priyo, e più sotto ancora Purba, la giovane vedova dell'ultimogenito.In una nicchia al centro della parete rivolta a est della casa, in uno sfavillio di seta rossa e oro, troneggia la divinità che regna sulla casa, la munifica dea della ricchezza, Lakshmi, col suo imperscrutabile mezzo sorriso. Prima di ogni pasto, la famiglia riunita attende, com'è costume della gente di Calcutta nord, che il primogenito deflori l'intonso monticello di riso cotto con un grosso cucchiaio. In casa Ghosh è, insomma, concesso a tutti il lusso di recitare la Grande Famiglia Felice.Quando cala il palcoscenico sulla recita, la realtà però svela il suo vero volto.Adinath cerca rifugio nella bottiglia di Johnnie Walker, nascosta in una libreria a vetri tra le opere complete di Rabindranath Tagore. Sa che la fortuna dei Ghosh è aggrappata a un'esile filo destinato inevitabilmente a rompersi. Tra le agitazioni sindacali, la fragilità del governo e del Partito del Congresso, la minacciosa ascesa del Partito comunista, la Charu & Sons non durerà a lungo: prima o poi crollerà sotto il ricatto dei creditori e dei sindacati.Nel chiuso della camera da letto Sandhya, sua moglie, si dispera ogni sera per le sorti di Supratik, il figlio scomparso. Animato da una sorta di incandescenza, che traspare dai suoi grandi e luminosi occhi neri, e, nello stesso tempo, da un'opacità interiore, quel figlio le ha sempre destato preoccupazione. Ora però, dopo aver preso parte ai moti studenteschi a Calcutta, si è pericolosamente unito ai militanti maoisti del Medinipur, nell'ovest del Bengala, dove imperversa la rivolta dei lavoratori delle piantagioni di tè, di coloro… la cui vita è un nulla destinato a tornare al nulla.Finalista al Man Booker Prize e vincitore dell'Encore 2015, La vita degli altri è un romanzo epico, coinvolgente e ricco di personaggi memorabili che, attraverso il declino di una famiglia, dipinge i turbolenti anni in cui il vento della modernità si è abbattuto sull'India."Commuove profondamente".Amitav Ghosh"Atterrisce e, nello stesso tempo, delizia".A.S. Byatt"Indimenticabile".Daily Telegraph"Il ritratto devastante di una società in declino, e dell'inevitabile e violenta ribellione che ne consegue. Un romanzo feroce, spietato e brutalmente onesto".Anita Desai"Mukherjee può ricordare Tolstoj per la capacità di dar vita a una serie diversificata e ampia di personaggi, e di evocare all'improvviso mondi interiori".New York Times Book Review"La vita degli altri non è solo l'ennesimo, magistrale ritratto della dissoluzione di una famiglia, ma anche un libro dal respiro epico".Francesca Frediani, D la Repubblica delle Donne

Redenzione
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Mukherjee, Neel - Nadotti, Anna - Gobetti, Norman

Redenzione

Neri Pozza, 22/11/2018

Abstract: Uno straordinario romanzo corale in cui si intrecciano magistralmente cinque vite segnate dalla crudeltà e dalla violenza. Cinque storie di compassione e volontà di riscatto. Cinque personaggi molto diversi, per stile di vita ed estrazione sociale – un padre di Delhi, un operaio coinvolto in un incidente edile, una cuoca domestica a Mumbai, un vagabondo e il suo orso ballerino, una ragazza che fugge dal suo villaggio natale per una nuova vita in città – eppure accomunati da un unico desiderio: vivere una vita migliore, lasciandosi alle spalle la precedente, fatta di soprusi e ingiustizie. In un momento in cui i molteplici drammi delle disuguaglianze sociali sono al centro della scena, Redenzione affronta con lucidità i drammi che ne derivano, senza però soffocare le voci dei protagonisti, che insistono sul loro diritto a prosperare. Uno degli aspetti più dinamici di questo sorprendente romanzo è che, pur affrontando l'infelicità, la speranza non smette di ardere.

L'isola dei fucili
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Ghosh, Amitav - Nadotti, Anna - Gobetti, Norman

L'isola dei fucili

Neri Pozza, 07/11/2019

Abstract: Commerciante di libri rari e oggetti d'antiquariato, Deen Datta vive e lavora a Brooklyn, ma è nato nel Bengala, terra di marinai e pescatori. Non c'è stato perciò tempo della sua infanzia in cui le leggende fiorite nelle mutevoli piane fangose del suo paese, affascinanti storie di mercanti che scappano al di là del mare per sfuggire a dee terribili e vendicatrici, non siano state parte del suo mondo fantastico. In uno dei suoi ritorni a Calcutta, o Kolkata come viene detta oggi, Deen ha la ventura di incontrare Kanai Dutt, un lontano parente ciarliero e vanesio che, per sfidarlo sul terreno delle sue conoscenze del folklore bengali, gli narra la storia di Bonduki Sadagar, che nella lingua bengali o bangla significa "mercante di fucili". Bonduki Sadagar era, gli dice, un ricco mercante che aveva fatto infuriare Manasa Devi, la dea dei serpenti e di ogni altra creatura velenosa, rifiutando di diventare suo devoto. Tormentato dai serpenti e perseguitato da alluvioni, carestie, burrasche e altre calamità, era fuggito, trovando riparo al di là del mare in una terra chiamata Bonduk-dwip, "Isola dei fucili". Braccato, infine, di nuovo da Manasa Devi, per placare la sua ira, era stato costretto a far erigere un dhaam, un tempio in suo onore nelle Sundarban, nelle foreste di mangrovie infestate da tigri e serpenti. La leggenda del mercante dei fucili resterebbe tale per Deen, una semplice storia, cioè, da custodire nell'armadio dei ricordi d'infanzia, se il vanesio Kanai non aggiungesse che sua zia Nilima Bose ha visto il tempio e sarebbe ben lieta se Deen l'andasse a trovare. Comincia così, per il commerciante di libri rari di Brooklyn, uno straordinario viaggio sulle tracce di Bonduki Sadagar che dalle Sundarban, la frontiera dove il commercio e la natura selvaggia si guardano negli occhi, il punto esatto in cui viene combattuta la guerra tra profitto e Natura, lo porterà dall'India a Los Angeles, fino a Venezia. Un viaggio mirabolante, che attraverserà secoli e terre, e in cui antiche leggende e miti acquistano un nuovo significato in un mondo come il nostro, dove la guerra tra profitto e Natura sembra ormai non lasciare più vie di scampo al di là dei mari.

La Tigre Bianca
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Adiga, Aravind - Gobetti, Norman

La Tigre Bianca

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Seduto alla sua scrivania, l'imprenditore autodidatta Balram Halway, detto la Tigre Bianca, scrive sette lucide e impietose lettere al primo ministro cinese che si appresta a visitare l'India. Gli racconta delle proprie origini e delle propria storia: la storia di un ragazzo di una delle caste piú basse che da un fangoso villaggio all'interno del paese (dove "ogni buona notizia si tramuta in una cattiva notizia, e in fretta") arriva a New Delhi, dove mall luccicanti, sontuosi palazzi e auto tirate a lucido da magri autisti in ciabatte si accostano a bordelli di lusso con bionde prostitute dell'Europa dell'est. Qui, nel nuovissimo quartiere di Gurgaon, Balram Halway assiste alla progressiva e inarrestabile corruzione del suo padrone, ne assimila la mentalità e intuisce che il modo per fuggire dalla gabbia della miseria esiste: commettere un omicidio, rubare e mettersi in proprio. Grazie a un duro lavoro, a pasti trangugiati in fretta, a un codice morale dettato dalle necessità produttive, ma soprattutto applicando le auree regole degli affari apprese da Mr Ashok, il suo defunto ex principale, il successo non tarda ad arrivare. Per il futuro si vedrà: forse potrebbe investire parte del proprio capitale in una scuola per bambini poveri di Bangalore: una scuola piena di Tigri Bianche, in cui non si parla né di Gandhi, né dei 36 milioni di divinità indiane.

Nemesi
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Roth, Philip - Gobetti, Norman

Nemesi

Einaudi, 25/01/2011

Abstract: Estate 1944. Nel "caldo annichilente di una Newark equatoriale", il ventitreenne Bucky Cantor, un animatore di campo giochi che si dedica anima e corpo ai suoi ragazzi, è costretto a combattere la sua guerra privata contro una spaventosa epidemia di polio che colpisce e uccide i bambini. In una città sotto assedio, Philip Roth racconta con toccante poesia la lotta impari e senza tempo tra l'uomo e il suo destino.

La mia vita di uomo
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Roth, Philip - Gobetti, Norman

La mia vita di uomo

Einaudi, 02/11/2011

Abstract: Al cuore di La mia vita di uomo c'è il matrimonio di Peter e Maureen Tarnopol, un giovane scrittore e la donna che vorrebbe essere la sua musa ma è invece la sua nemesi. La loro unione si basa sulla frode ed è puntellata dal ricatto morale, ma è cosí perversamente duratura che, molto tempo dopo la morte di Maureen, Peter sta ancora cercando - inutilmente - di liberarsene attraverso la scrittura. Per mezzo di invenzioni disperate e verità cauterizzanti, atti di debolezza, di tenerezza e di scioccante crudeltà, Philip Roth crea un'opera degna di Strindberg: una tragedia di cecità e bisogno.

Spooner (versione italiana)
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Dexter, Pete - Gobetti, Norman

Spooner (versione italiana)

Einaudi, 02/12/2010

Abstract: Nato in una cittadina della Georgia, orfano di padre e unico sopravvissuto di una coppia di gemelli, Warren Whitlow Spooner parte subito col piede sbagliato e prosegue in un'infanzia e adolescenza difficili, nelle quali per autolesionismo e dabbenaggine non fa che cacciarsi nei guai. Da sempre, il piccolo Spooner mostra un'innata inclinazione per il crimine ma anche uno strano talento, una facilità a vivere e a ripartire ogni volta da zero, come se i fallimenti e le disgrazie di cui il suo percorso è costellato non ne sfiorassero l'essenza piú profonda. Brevissimo astro del baseball, dopo essersi inaspettatamente ritrovato con una carriera da giornalista, Spooner attraverserà i decenni piú turbolenti della storia americana, difendendo con i denti il profondo legame con il patrigno Calmer Ottosson, sorta - suo malgrado - di angelo custode, e mantenendo intatta la sua meravigliosa, ingenua innocenza. "Spooner riteneva di aver varcato la soglia della criminalità un venerdí pomeriggio di inizio giugno del 1961. Aveva quattro anni." "Si dà il caso che quella mattina Spooner fosse il secondo a sbucare fuori, qualche istante dopo un gemello dizigotico dall'aspetto migliore del suo, Clifford, che, come tipicamente capitava alla madre di Spooner, era venuto al mondo morto eppure prezioso come la vita stessa, e negli anni a venire con le sue visitazioni le sarebbe stato di conforto più di tutti gli altri figli (una nata prima di Spooner e due dopo). Sarebbe sempre stato lui, in segreto, il suo favorito". "Spooner è variopinto, digressivo e fragorosamente spassoso... È un romanzo di formazione chiassoso e picaresco e, insieme, un profondo omaggio all'indipendenza di spirito cosí allo sbando in un'epoca di conformismi". Guardian "Certo, Dexter sí che sa scrivere, e con grande umorismo... La storia scorre e fluisce ma torna sempre alla tranquilla chimica tra un ragazzo che diventa uomo e l'unico genitore che lui abbia mai avuto..." Seattle Times

L'ultimo uomo nella torre
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Adiga, Aravind - Gobetti, Norman

L'ultimo uomo nella torre

Einaudi, 28/02/2012

Abstract: Inaugurata il 14 novembre 1959, nel settantesimo compleanno di Jawaharlal Nehru, la società edile cooperativa Vishram è la nonna di tutti i condomìni pucca da allora sorti in un quartiere di Mumbai, Vakola, che decoroso non è affatto. I suoi abitanti, suddivisi in cattolici, indù e perfino qualche musulmano "del tipo migliore", come in una felice applicazione dei valori nehruviani di cooperazione e convivenza, difendono a oltranza quello status borghese, a dispetto degli inequivocabili segni di decadenza mostrati da uno stabile dove i muri fioriscono di umidità, il tetto rischia di cedere sotto la pressione dei monsoni e l'acqua scorre dai rubinetti per poche ore al giorno. Ma a Mumbai il nuovissimo scalza il nuovo alla velocità di un treno in corsa, il lusso scalza il decoro, e chi non salta in tempo può facilmente finire stritolato sotto le sue ruote. Nella folle corsa per accaparrarsi terra da edificare, il grande costruttore Dharmen Shah fa ai condòmini un'offerta irrifiutabile: acquistare i vari appartamenti al doppio del loro valore di mercato per poter demolire l'edificio ed erigere al suo posto quel luccicante coacervo di stili che sarà lo Shanghai, il progetto di tutta la sua vita. Sono previsti un "regalino" extra per invogliare i dubbiosi, le minacce del truce "braccio sinistro" Shanmugham per ammorbidire i refrattari, e una condizione per tutti: che l'offerta sia firmata all'unanimità. In un attimo la cooperativa torna ad essere accozzaglia di individui non cooperanti - i coniugi Puri e il loro diciottenne figlio down; lo spregiudicato agente immobiliare Ramesh Ajwani, appassionato di donne e comodità, e il gioviale Ibrahim Kudwa, proprietario di un internet café e paradigmatico "uomo medio" del condominio, ansioso di compiacere e partecipare; l'ambiguo amministratore dello stabile, Ashvin Kothari, con un sogno in ogni cassetto, e la "Corazzata" Georgina Rego, assistente sociale abbandonata dal marito con due figli adolescenti; gli anziani coniugi Pinto e il loro amico di vecchia data Yogesh Murthy, detto Masterji, insegnante in pensione da poco rimasto vedovo; la donna delle pulizie Mary e la guardia giurata dello stabile Ram Khare - ciascuno determinato a fare i conti nelle tasche proprie e altrui. Non appena l'esito si profila negativo - tutti i condòmini a favore della vendita tranne uno - l'armonia cinquantennale deflagra e fra i potenziali firmatari dell'accordo e "l'ultimo uomo nella torre" si scava un solco che nessun comune senso di umanità sembra più saper colmare. *** "Adiga riesce a dare voce e senso dello humor agli ultimi, a chi non ha potere: l 'umorismo è "la nostra unica arma" dice un personaggio. E, fortunatamente, questo libro è pieno di "armi" del genere. Magnifico". "The Tatler" *** "I buoni romanzi si leggono per tre motivi: per il piacere della parola; perchè creano un mondo facendoci sognare; perchè narrano la realtà meglio di ogni trattato sociologico. L'ultimo uomo nella torre di Aravind Adiga corrisponde a tutti e tre questi criteri". Wlodek Goldkorn, "l'Espresso"

Il fondamentalista riluttante
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Hamid, Mohsin - Gobetti, Norman

Il fondamentalista riluttante

Einaudi, 01/12/2010

Abstract: Ogni impero ha i suoi giannizzeri e Changez è un giannizzero dell'Impero americano. Giovane pakistano, ammesso a Princeton grazie ai suoi eccezionali risultati scolastici, dopo la laurea summa cum laude viene assunto da una prestigiosa società di consulenza newyorkese. Diventa cosí un brillante analista finanziario, sempre in viaggio ai quattro angoli del mondo. Impegnato a volare tra Manila e il New Jersey, Lahore e Valparaiso, e a frequentare l'alta società di Manhattan al braccio della bella e misteriosa Erica, Changez non si rende conto di far parte delle truppe d'assalto di una vera e propria guerra economica globale, combattuta al servizio di un paese che non è il suo. Finché arriva l'Undici settembre a scuotere le sue certezze e a trasformarlo. Il businessman in carriera, rasato a puntino e impeccabilmente fasciato nell'uniforme scura del manager, comincia a perdere colpi. La produttività cala e la barba cresce, quella barba che agli occhi dei suoi concittadini fa di ogni "arabo" un potenziale terrorista. E mentre gli Stati Uniti invadono l'Afghanistan, il Pakistan e l'India sembrano sull'orlo di una guerra atomica e New York si lascia andare a un'agghiacciante volontà di potenza tinta di nostalgia, anche la personalità dell'amata Erica rivela lati sempre piú patologici. Giunge cosí per Changez il momento di compiere un passo irreversibile.

Indignazione
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Roth, Philip - Gobetti, Norman

Indignazione

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Indignazione racconta dell'educazione di un giovane uomo alle terrificanti opportunità e ai bizzarri impedimenti della vita nell'America del 1951. È una storia di inesperienza, stoltezza, resistenza intellettuale, scoperta sessuale, coraggio ed errore. È una storia narrata con tutta l'energia inventiva e l'arguzia di cui Roth è maestro, e un ulteriore poderoso tassello nella sua analisi dell'impatto della società americana sulla vita di individui vulnerabili.

Il dio di Gotham
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Faye, Lyndsay - Gobetti, Norman

Il dio di Gotham

Einaudi, 06/11/2012

Abstract: New York, 1845. Timothy Wilde gestisce un bar e sogna di sposare la ragazza che ha sempre amato in silenzio, ma un incendio lo lascia sfigurato, senza lavoro e senza casa. Il fratello gli procura un impiego nella neonata polizia e Timothy lo accetta senza entusiasmo, anche perché la sua zona di competenza è a due passi da Five Points, il peggior quartiere della città. Una notte, durante la ronda, Timothy si imbatte in una bambina in vestaglia e coperta di sangue, che gli racconta una storia improbabile secondo la quale decine di suoi coetanei sarebbero stati uccisi e sepolti nella foresta a nord della 23ma Strada. Perplesso, Timothy decide comunque di verificare, e scopre una catena di omicidi dietro la quale sembra nascondersi un disegno crudele e onnipotente. *** "Un libro sensazionale nel raccontarci le difficoltà del lavoro di polizia per un gruppo di "stelle di rame" senza alcun addestramento, impegnate in turni di sedici ore per impedire agli abitanti dei bassifondi di derubarsi, picchiarsi, stuprarsi e uccidersi uno con l'altro". Marilyn Stasio, "The New York Times Book Review"

Come diventare ricchi sfondati nell'Asia emergente
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Hamid, Mohsin - Gobetti, Norman

Come diventare ricchi sfondati nell'Asia emergente

Einaudi, 03/09/2013

Abstract: Dopo Il fondamentalista riluttante, in cui si racconta l'andata-e-ritorno nel mondo occidentale di un giovane pakistano di buona famiglia, Changez, laureato a Princeton, analista finanziario rampante e "giannizzero" dei tempi moderni, in Come diventare ricchi sfondati nell'Asia emergente Mohsin Hamid presenta la storia di un'altra ascesa. Questa volta, però, Hamid cambia classe sociale, ambientazione e voce, proiettando il lettore quasi direttamente nei panni del "tu" protagonista, cui è rivolto il suo peculiare libro di autoaiuto. Dal poverissimo villaggio di una non meglio precisata nazione dell'"Asia emergente", il "tu" protagonista muove il primo passo: l'urbanizzazione. Da qui, sempre guidato all'apparenza dalle istruzioni a volte singolari del manuale, il protagonista si appresta a conquistare la ricchezza a tappe forzate, facendosi un'istruzione, evitando (senza troppo successo) d'innamorarsi, scansando gli idealisti e i gruppi religiosi, ricorrendo a mezzi poco ortodossi. E dell'Asia, nel corso di questa ascesa, emergono anche i lati oscuri o sommersi: la violenza, la corruzione che rende indispensabile "farsi amico un burocrate", la presenza pervasiva anche nella vita economica dei militari, "artisti della guerra". Finché anche il "tu" protagonista di Come diventare ricchi sfondati nell'Asia emergente finirà, in maniera ironicamente speculare al Changez del romanzo precedente, per doversi "concentrare sui fondamentali": stavolta, però, non per poter decidere freddamente della vita o morte finanziaria di un'impresa, ma per salvare la sua di fronte allo spettro del fallimento. Narrata con uno stile essenziale e pervasa da un'ironia che solo in apparenza sfiora il cinismo, la parabola paradigmatica e al contempo umanissima dell'ambizione personale si rivela alla fine, come per i poeti del sufismo, una storia d'amore delicatamente struggente. *** "Con Come diventare ricchi sfondati nell'Asia emergente, Mohsin Hamid si riconferma uno degli scrittori piú inventivi e dotati di talento della sua generazione". Michiko Kakutani, "The New York Times" *** "Una versione globalizzata del Grande Gatsby". Alan Cheuse, "NPR"

Quando lei era buona
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Roth, Philip - Gobetti, Norman

Quando lei era buona

Einaudi, 09/10/2012

Abstract: Quando era ancora una bambina, Lucy Nelson ha vissuto il fallimento di un padre alcolizzato e violento che entrava e usciva di prigione. Da allora, pur di essere "buona" - anzi, la piú buona -, ha sempre cercato di correggere gli uomini intorno a lei, anche se questo poteva voler dire sacrificare se stessa. Un grande quadro della vita americana e dei suoi sentimenti, dei suoi desideri e dei suoi rancori. Un romanzo tanto divertente quanto terrorizzante, dove, caso unico per Roth, il protagonista assoluto è una donna.