Trovati 15 documenti.
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Milano : Adelphi, 1988
Biblioteca scientifica ; 7
Codice edizioni, 2015
Abstract: Ci troviamo tutti sempre alle prese con una massa vorticosa di sensazioni: una superficie caotica in cui il cervello deve districarsi e provare a mettere il dito sull’essenza di quello che sta succedendo. Ma come fa? Alla base della nostra attività mentale non c’è il ragionamento logico ma uno strumento cognitivo più raffinato: l’analogia, ovvero la percezione, spesso inconsapevole, di similarità profonde tra ciò che succede adesso e ricordi o concetti familiari immagazzinati chissà dove o come nel nostro cervello. Con una serie di esempi che spaziano dalle osservazioni ingenue ma talvolta geniali dei bambini al progresso imprevedibile della scienza (come la lenta sfilata di sottili analogie che hanno guidato Einstein alla comprensione completa della formula E = mc2), dagli errori del discorso, pervasivi ma raramente notati, all’incanto poco apprezzato della traduzione letteraria, Hofstadter e Sander portano al massimo grado la loro capacità di immergersi nell’articolata complessità del sapere. Il risultato è questa nuova visione dell’analogia come cuore del pensiero, presentata in un’opera destinata, come l’ormai leggendario Gödel, Escher, Bach, a lasciare una traccia importante nella saggistica mondiale.
Milano : Adelphi, 1984
Biblioteca scientifica ; 6
Milano : Adelphi, 1985
Biblioteca Scientifica ; 7
Anelli nell'io : che cosa c'è al cuore della coscienza? / Douglas Hofstadter
Milano : Mondadori, 2008
Abstract: Nel 1979, un giovane esperto di intelligenza artificiale sorprese il mondo con un libro di enorme mole, labirintico, geniale e di immenso successo. Il libro era Gödel, Escher e Bach e il suo autore Douglas Hofstadter. Attraverso logica matematica, musica, paradossi grafici e linguistici, Hofstadter cercava di dare sostanza a un'intuizione che sembrava scandalosa: la mente umana potrebbe non essere altro che un computer, i neuroni dei semplici chip, l'intelligenza mera capacità di eseguire i programmi scritti nel cervello. A quasi trent'anni di distanza, molte cose sono cambiate: i computer non occupano più gli scantinati delle università ma sono in tutte le case e in tutte le tasche, e gli studi sul cervello hanno raggiunto un grado di raffinatezza quasi inimmaginabile. Eppure, resta intatto l'ultimo mistero: dove si trova e come è fatta l'anima? Cos'è che chiamiamo io quando parliamo con noi stessi? Cosa resta di noi (se resta qualcosa) dopo la nostra morte fisica? Nel libro di Hofstadter troviamo tutta la sua abilità di divulgatore, capace di spaziare dalla letteratura all'informatica, dai giochi di parole ai dibattiti più attuali della filosofia, dagli esempi più curiosi agli esperimenti mentali più originali e vividi.
Milano : Adelphi, 1985
Biblioteca scientifica ; 7
3
Milano : Adelphi, 1985
Biblioteca scientifica ; 6
Milano : Adelphi, copyr. 1996
Abstract: L'analogia è un processo intellettivo fondamentale e tuttavia quanto mai misterioso. La scienza ne ha sempre diffidato. Eppure l'analogia continua ad agire a tutti i livelli. L'autore ne ha voluto rovesciare la prospettiva, affrontando il tema dall'interno di una pionieristica indagine sui modelli computazionali della creatività umana. Ma per programmare un calcolatore in vista di un qualsiasi risultato, bisogna definire i processi con tanta rigida precisione che non è più lecito parlare di creatività. Qui si evita la trappola facendo entrare in campo le analogie fluide: il percorso creativo diventa un navigare a vista, scrutando in ogni direzione. L'attività di pensiero ha una natura parallela.
Milano : Adelphi, 1985
Biblioteca scientifica ; 7
Risorsa locale
Adelphi, 24/06/2021
Abstract: "Che cos'è la mente? Chi sono io? Può la mera materia pensare o sentire? Dov'è l'anima? Chiunque si trovi ad affrontare queste domande precipita in un mare di perplessità. Questo libro vuole essere un tentativo di rivelare queste perplessità e portarle in piena luce... vuole dunque provocare, infastidire e confondere i lettori, vuole rendere strano ciò che è ovvio e, magari, rendere ovvio ciò che è strano".HOFSTADTER E DENNETT
Risorsa locale
Concetti fluidi e analogie creative
Adelphi, 24/06/2021
Abstract: L'analogia è un processo intellettivo fondamentale – e misterioso. Forse anche per questo la scienza ne ha sempre diffidato, come se vi si celasse la minaccia di una perdita di rigore del ragionamento. Eppure l'analogia continua ad agire, a tutti i livelli. E alcuni grandi pensatori, da Platone a Simone Weil, hanno insinuato che solo l'analogia permette di accedere alla comprensione di realtà che altrimenti rimarrebbero opache. Così, con la giocosa immediatezza e a un tempo con la profondità già mostrata in "Gödel, Escher, Bach", Hofstadter ha voluto rovesciare la prospettiva, affrontando il tema all'interno di una indagine innovatrice sui modelli computazionali della creatività umana. Impresa ambiziosissima, giacché in questo ambito ogni tentativo di meccanizzazione sfocia in un vicolo cieco: per programmare un calcolatore in vista di un qualsiasi risultato, infatti, occorre definire i processi con tanta rigida precisione che non è più lecito parlare di creatività. Ma qui si evita la trappola con il ricorso alle "analogie fluide": il percorso creativo diventa un navigare a vista, scrutando in ogni direzione. E la stessa parola "creatività" comincia a perdere quei connotati incerti che così spesso la rendono fastidiosa e inutilizzabile.L'attività di pensiero ha natura parallela: al modo di minuscoli esploratori, molti sottoprogrammi compiono piccoli atti subcognitivi indipendenti, li confrontano e collettivamente costruiscono strutture mentali coerenti. Hofstadter e i suoi colleghi del Gruppo di Ricerca sulle Analogie fluide saggiano il loro approccio in campi quali gli anagrammi, le successioni numeriche, i giochi matematici, la costruzione di alfabeti tipografici in stili diversi, la disposizione casuale di oggetti su un tavolo, e mostrano come già esempi così semplici pongano problemi che rappresentano una sfida continua a pensare in modo creativo. Ma ogni volta il programma si rivela capace di istituire analogie significative, di compiere salti logici, e anche di fornire più di una risposta "giusta", o di distinguere tra risposte deboli o forti, ovvie o profonde – proprio come gli esseri umani.Se "Gödel, Escher, Bach" aveva segnato l'apice della fortuna dell'intelligenza artificiale, il nuovo libro di Hofstadter rende esplicita con la massima efficacia la transizione da quest'ultima a quell'area ancora in gran parte inesplorata che oggi si designa con l'espressione "scienze cognitive"."Concetti fluidi e analogie creative" è apparso per la prima volta nel 1995.
Risorsa locale
Mondadori, 23/03/2021
Abstract: Nel 1979 un giovane professore dell'Università dell'Indiana, Douglas Hofstadter, sorprese il mondo con un libro di enorme mole, labirintico, geniale e di immenso successo, Gödel, Escher, Bach, basato sulla tesi che la chiave dell'anima umana risiedesse in una struttura astratta in forma di anello. A trent'anni di distanza, molte cose sono cambiate, i computer hanno invaso le nostre vite e gli studi sul cervello hanno raggiunto un grado di dettaglio impressionante. Eppure, resta intatto l'ultimo mistero: dove si trova e come è fatta l'anima? Cos'è che chiamiamo "io" quando parliamo di - o con - noi stessi? Cosa resta (se resta qualcosa) dopo la nostra morte fisica? Confermando in pieno le sue doti di scrittore originalissimo, capace di metafore illuminanti, di invenzioni lessicali dai molteplici livelli semantici, di giochi di prestigio e d'artificio linguistici e narrativi, in questo nuovo libro Hofstadter ci offre la summa dei suoi studi, una riflessione profonda e personale sui temi e i quesiti centrali della filosofia e della spiritualità, dall'anima alla volontà, dal libero arbitrio alla coscienza.