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Mondadori, 23/03/2021
Abstract: Nel 1979 un giovane professore dell'Università dell'Indiana, Douglas Hofstadter, sorprese il mondo con un libro di enorme mole, labirintico, geniale e di immenso successo, Gödel, Escher, Bach, basato sulla tesi che la chiave dell'anima umana risiedesse in una struttura astratta in forma di anello. A trent'anni di distanza, molte cose sono cambiate, i computer hanno invaso le nostre vite e gli studi sul cervello hanno raggiunto un grado di dettaglio impressionante. Eppure, resta intatto l'ultimo mistero: dove si trova e come è fatta l'anima? Cos'è che chiamiamo "io" quando parliamo di - o con - noi stessi? Cosa resta (se resta qualcosa) dopo la nostra morte fisica? Confermando in pieno le sue doti di scrittore originalissimo, capace di metafore illuminanti, di invenzioni lessicali dai molteplici livelli semantici, di giochi di prestigio e d'artificio linguistici e narrativi, in questo nuovo libro Hofstadter ci offre la summa dei suoi studi, una riflessione profonda e personale sui temi e i quesiti centrali della filosofia e della spiritualità, dall'anima alla volontà, dal libero arbitrio alla coscienza.
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Adelphi, 24/06/2021
Abstract: "Che cos'è la mente? Chi sono io? Può la mera materia pensare o sentire? Dov'è l'anima? Chiunque si trovi ad affrontare queste domande precipita in un mare di perplessità. Questo libro vuole essere un tentativo di rivelare queste perplessità e portarle in piena luce... vuole dunque provocare, infastidire e confondere i lettori, vuole rendere strano ciò che è ovvio e, magari, rendere ovvio ciò che è strano".HOFSTADTER E DENNETT
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Concetti fluidi e analogie creative
Adelphi, 24/06/2021
Abstract: L'analogia è un processo intellettivo fondamentale – e misterioso. Forse anche per questo la scienza ne ha sempre diffidato, come se vi si celasse la minaccia di una perdita di rigore del ragionamento. Eppure l'analogia continua ad agire, a tutti i livelli. E alcuni grandi pensatori, da Platone a Simone Weil, hanno insinuato che solo l'analogia permette di accedere alla comprensione di realtà che altrimenti rimarrebbero opache. Così, con la giocosa immediatezza e a un tempo con la profondità già mostrata in "Gödel, Escher, Bach", Hofstadter ha voluto rovesciare la prospettiva, affrontando il tema all'interno di una indagine innovatrice sui modelli computazionali della creatività umana. Impresa ambiziosissima, giacché in questo ambito ogni tentativo di meccanizzazione sfocia in un vicolo cieco: per programmare un calcolatore in vista di un qualsiasi risultato, infatti, occorre definire i processi con tanta rigida precisione che non è più lecito parlare di creatività. Ma qui si evita la trappola con il ricorso alle "analogie fluide": il percorso creativo diventa un navigare a vista, scrutando in ogni direzione. E la stessa parola "creatività" comincia a perdere quei connotati incerti che così spesso la rendono fastidiosa e inutilizzabile.L'attività di pensiero ha natura parallela: al modo di minuscoli esploratori, molti sottoprogrammi compiono piccoli atti subcognitivi indipendenti, li confrontano e collettivamente costruiscono strutture mentali coerenti. Hofstadter e i suoi colleghi del Gruppo di Ricerca sulle Analogie fluide saggiano il loro approccio in campi quali gli anagrammi, le successioni numeriche, i giochi matematici, la costruzione di alfabeti tipografici in stili diversi, la disposizione casuale di oggetti su un tavolo, e mostrano come già esempi così semplici pongano problemi che rappresentano una sfida continua a pensare in modo creativo. Ma ogni volta il programma si rivela capace di istituire analogie significative, di compiere salti logici, e anche di fornire più di una risposta "giusta", o di distinguere tra risposte deboli o forti, ovvie o profonde – proprio come gli esseri umani.Se "Gödel, Escher, Bach" aveva segnato l'apice della fortuna dell'intelligenza artificiale, il nuovo libro di Hofstadter rende esplicita con la massima efficacia la transizione da quest'ultima a quell'area ancora in gran parte inesplorata che oggi si designa con l'espressione "scienze cognitive"."Concetti fluidi e analogie creative" è apparso per la prima volta nel 1995.