Includi: nessuno dei seguenti filtri
× Soggetto Programmi SQL
Includi: tutti i seguenti filtri
× Nomi Nadotti, Anna
× Data 2025

Trovati 10 documenti.

Corteo
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Cusk, Rachel - Nadotti, Anna - Pasqualetto, Isabella

Corteo

EINAUDI, 21/01/2025

Abstract: Un libro che scruta l'animo umano con la precisione e la grazia di un pittore, dove ogni parola è un sipario che si alza su verità scomode e bellezze inattese. Giunto in età matura, un artista inizia a dipingere ritratti al contrario. Una donna, a Parigi, viene assalita per strada da una sconosciuta. Affascinato dallo sguardo innocente della videocamera, uno scrittore decide di diventare regista. Una memorabile galleria di esistenze dall'autrice di Resoconto, Transiti e Onori, la trilogia che ha ridefinito la narrativa contemporanea.Vincitore del Goldsmiths Prize 2024. Pochi autori in questi anni si sono interrogati con la profondità di Rachel Cusk su cosa significhi creare. La sua opera, romanzesca o autobiografica, è anche una sottile riflessione sul fare arte, sulla devozione al proprio talento, sul come essere scultore, pittore o scrittore si intrecci e si opponga agli altri ambiti dell'esistenza: all'essere donna, madre, oggetto di desiderio. Riflessioni articolate e sempre sorprendenti che tornano in questo libro suadente ed enigmatico in cui gli artisti sono al centro della scena. Corteo affronta e supera le convenzioni dello storytelling raccontando di creazione artistica, relazioni familiari e del modo in cui ciascuno costruisce la propria identità. Rachel Cusk piega il linguaggio ai propri fini per mostrarci il mondo da una prospettiva rivoluzionaria."Corteo è scritto in una prosa vellutata, appagante, piena di grazia". The Independent

Trilogia dell'ascolto. Resoconto, Transiti, Onori
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Cusk, Rachel - Nadotti, Anna

Trilogia dell'ascolto. Resoconto, Transiti, Onori

EINAUDI, 04/02/2025

Abstract: "Una sorvegliatissima chat letteraria tra estranei, una lunga serie di pettegolezzi, digressioni, dialoghi interrotti che insieme compongono il Grande Discorso (dove fascino e banalità si contendono la scena) da cui, nostro malgrado, ci ritroviamo a essere parlati senza rendercene conto". Nicola Lagioia, "Robinson - la Repubblica" Precisi e incandescenti, i tre romanzi che hanno consacrato Rachel Cusk sono un affresco imperfetto, e per questo straordinariamente vero, della natura umana. In tutti e tre a parlare è Faye, una scrittrice di mezza età che gira il mondo tra convegni e festival letterari. E approfitta di questi viaggi per annotare e condividere con il lettore le confessioni, gli sfoghi, i borbottii delle persone che incontra sulla propria strada. I libri sono quindi una catena di dialoghi, piú o meno superficiali, piú o meno rivelatori, che Faye scambia con perfetti sconosciuti in aereo, in taxi, nei ristoranti o nei locali. Prima in occasione di una summer school ad Atene, poi durante le settimane di un trasloco londinese e infine nel corso di un tour letterario in due città europee, il fiume di voci che attraversa Resoconto, Transiti e Onori è fatto di anime fragili che si incrociano nel flusso della vita e provano a dirsi qualcosa, ciascuna con le proprie verità da svelare, le proprie sconfitte personali e i propri piccoli traumi: un'umanità confusa, scissa tra ciò che teme di essere e ciò che sceglie di mostrare.

Sotto lo sguardo del leone
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Mengiste, Maaza - Nadotti, Anna

Sotto lo sguardo del leone

EINAUDI, 25/02/2025

Abstract: Addis Abeba, 1974. Hailu è un medico che professa il suo lavoro come una fede. Ha due figli, Yonas, che confida nella forza della preghiera, e Dawit, che fa della ribellione il suo credo. Da quando il cuore debole di Selam, moglie e madre amatissima, non batte piú al ritmo regolare, l'equilibrio familiare vacilla. Ma a sconvolgere le loro vite, e l'Etiopia intera, arriva la Storia: il colpo di stato militare segna la fine di un impero millenario. È l'inizio di un tempo scandito dalla violenza in cui tutti sono chiamati a scegliere se tacere o avere il coraggio di lottare. "Un romanzo straordinario... racconta storie che nessuno vuole sentire in un modo che non si può smettere di ascoltare". Claire Messud Mentre per le strade dell'Addis Abeba del 1974 si rovescia la rabbia verso le politiche dell'impero, Hailu estrae un proiettile dalla schiena di un ragazzo ferito a un corteo. Muove il bisturi con le mani autorevoli di chi è abituato a curare. La medicina gli impone efficienza, rigore, distacco. Eppure in quella sala operatoria Hailu pensa a suo figlio Dawit, forse coe- taneo del paziente a cui cerca di salvare la vita. Forse anche lui tra i dimostranti furiosi che sfidano la milizia di Hailé Selassié impegnata a sedare i disordini. In quei giorni Hailu si preoccupa per Dawit: come tanti etiopi, il giovane è convinto che la ribellione possa cambiare le sorti del paese destinato al declino sotto la guida di un sovrano vecchio e stanco, ma non considera i rischi. Benché incrollabili, gli ideali non potrebbero fargli da scudo contro le armi dell'esercito. Se solo sua moglie Selam non fosse imprigionata in un letto d'ospedale in balía di un cuore debole, magari riuscirebbe a placare Dawit, perché il loro è un legame speciale. Del resto la malattia di Selam ha incrinato l'equilibrio di tutta la famiglia, e nella casa sulle alture intorno alla città ognuno declina il dolore a modo suo. Hailu, sopraffatto dalla paura di un futuro senza l'amata sposa, cerca nella scienza un conforto impossibile; Yonas, il figlio maggiore, si inginocchia nella stanza di preghiera, chiuso nel silenzio di un senso di colpa; Sara, sua moglie, attinge la forza da un passato difficile anche per la loro figlia, la piccola Tizita; Dawit spesso riversa nei veloci movimenti della danza insegnatagli dalla madre l'inquietudine che si agita dentro di lui e nel mondo che lo circonda. A sconvolgere le loro vite, e l'Etiopia intera, arriva la Storia: il 12 settembre 1974 con il colpo di stato del Derg viene deposto Hailé Selassié, ultimo imperatore. È l'inizio di un tempo scandito dalla violenza, in cui tutti sono chiamati a scegliere: ubbidire o tenere fede ai propri principî, consegnarsi a una facile salvezza o abbracciare il coraggio di lottare. "A volte la letteratura dice verità che la storia non può dire". Breyten Breytenbach

Fumo e ceneri. Il viaggio di uno scrittore nelle storie nascoste dell'oppio
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Ghosh, Amitav - Nadotti, Anna - Gobetti, Norman

Fumo e ceneri. Il viaggio di uno scrittore nelle storie nascoste dell'oppio

EINAUDI, 11/03/2025

Abstract: L'oppio è uno dei farmaci piú antichi e potenti. La sua vasta diffusione come sostanza psicoattiva è invece molto piú recente, e risale in gran parte a quando l'impero britannico ha fatto del suo commercio dall'India verso la Cina uno strumento di dominio. In modo avvincente e rigoroso, Amitav Ghosh ci mostra come l'oppio sia all'origine della ricchezza di alcune delle piú grandi aziende mondiali e di molte delle famiglie piú influenti d'America. Spaziando tra la storia della botanica, le mitologie del capitalismo e le ripercussioni sociali e culturali del colonialismo, Fumo e ceneri rivela il ruolo fondamentale che una piccola pianta ha svolto nella creazione del mondo come lo conosciamo, un mondo che ora si trova a un passo dal baratro. "La scrittura è maestosa, la ricerca approfondita e l'occhio del narratore insuperabile". "The Telegraph" Un giorno, bevendo una tazza di tè nel suo studio di Calcutta, come ha fatto migliaia di volte in passato, Amitav Ghosh prende coscienza di una rimozione collettiva, quella della grande presenza della Cina nella vita e nella storia del suo paese. Molteplici sono i motivi per cui fino a quel momento gli era sfuggita, e ognuno di loro va ad alimentare l'ampio e sfaccettato discorso che sviluppa in questo saggio: i rapporti tra i due giganti asiatici non sono sempre stati pacifici, ma soprattutto sono stati a lungo mediati da un terzo molto incomodo: l'impero britannico. Ciò che rende il quadro ancora piú inafferrabile è che l'oggetto principale dei traffici fra Gran Bretagna, India e Cina sono i prodotti ricavati da due piante dall'aspetto innocuo, Camellia sinensis e Papaver somniferum: il tè e l'oppio. Come La grande cecità e La maledizione della noce moscata, questo libro è un diario di viaggio, ma anche un memoir e un'escursione nella storia economica e culturale del mondo. Amitav Ghosh qui si concentra sul ruolo dell'oppio, forte di vent'anni di ricerche sul tema. Con il suo incredibile talento nel tessere insieme i fili narrativi, un po' alla volta ci porta a vedere come il commercio di questa sostanza al contempo salvifica e letale abbia plasmato i rapporti di forza tra potenze nell'Ottocento, quali bugie si siano raccontate per occultarne gli effetti piú nefasti e come dinamiche e bugie si siano ripetute quasi uguali nella recente crisi degli oppiacei statunitense. Un quadro fosco ma affascinantissimo, in cui non manca qualche bagliore di bellezza e di speranza.

Mare di papaveri
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Ghosh, Amitav - Nadotti, Anna - Gobetti, Norman

Mare di papaveri

EINAUDI, 11/03/2025

Abstract: Un veliero nel tumultuoso Oceano Indiano, il traffico d'oppio tra Cina e India, un'umanità straordinaria di destini incrociati, passioni, perdite e riscatti in un coinvolgente romanzo di storia e di avventura. Il primo volume della colossale trilogia dedicata all'origine di una nuova civiltà sorta dalla mescolanza di etnie e culture diverse. Una vecchia nave negriera trasformata in mercantile, l'Ibis, raggiunge nel 1838 la foce del Gange per dedicarsi a uno dei traffici illeciti piú redditizi dell'Impero britannico, il commercio di "delinquenti e stupefacenti", cioè di coolie e oppio. A bordo si ritrovano, come manovrati da un fato piú grande, lascari e clandestini, ciascuno sconosciuto agli altri o quasi: Deeti, una donna che è stata data in sposa a un oppiomane; Kalua, il suo amante, che l'ha salvata; Zachary Reid, il comandante in seconda, fi glio di una schiava liberata del Maryland; Neel Rattan, ricchissimo raja caduto in disgrazia; Serang Ali, capo dei lascari e marinaio di consumata esperienza; il giovane Ah Fatt, devastato nel corpo e nell'anima dalla dipendenza dall'oppio... A mano a mano che le difficoltà imposte alla traversata dall'impetuoso Oceano Indiano mettono a dura prova i vecchi legami, tutti sulla Ibis, ciurma e passeggeri, iniziano a sentirsi "fratelli di navigazione", uniti da una singolare empatia che azzera le distanze geografi che, le caste e le generazioni.

Diluvio di fuoco
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Ghosh, Amitav - Nadotti, Anna - Gobetti, Norman

Diluvio di fuoco

EINAUDI, 11/03/2025

Abstract: Con questo romanzo corale, ricco di atmosfera e luoghi magici, Amitav Ghosh completa la sua grandiosa trilogia: un'opera monumentale, al tempo stesso picaresca saga e vivida ricostruzione storica dell'India moderna. È il 1840 e la tensione tra la Cina e l'India britannica cresce a dismisura in seguito alla repressione del contrabbando di oppio da parte di Pechino. Le confi sche imperiali cinesi, tuttavia, non passano inosservate a Londra. L'oppio è troppo importante per le casse della regina, e troppo ghiotte sono le opportunità di profi tto in quel fazzoletto di mondo per non scatenare una guerra contro il Celeste Impero. Sullo sfondo di queste tensioni, i protagonisti che abbiamo incontrato a bordo della Ibis si incontrano di nuovo, questa volta tra Canton e Hong Kong. L'oppio, che al pari di una forza occulta ha pilotato fi n dall'inizio i loro destini, li mette uno di fronte all'altro, facendoli amare e odiare, perché ora si ritrovano nel bel mezzo del confl itto sotto bandiere diverse. Mentre vedono le loro certezze infrante e cercano ognuno per sé di inventarsi un nuovo futuro, tutti sono travolti dal dramma che sta per compiersi: la vittoria dell'Impero britannico segnerà il crollo del mondo per come lo conoscevano.

Il fiume dell'oppio
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Ghosh, Amitav - Nadotti, Anna - Gobetti, Norman

Il fiume dell'oppio

EINAUDI, 11/03/2025

Abstract: Trascinante e ipnotico, il secondo volume della "trilogia della Ibis" è una narrazione di grande fascino che ci svela il cuore oscuro e pieno di contraddizioni di un paese e delle sue genti. Nel settembre del 1838 una tempesta si abbatte sull'Oceano Indiano e la Ibis, la goletta partita da Calcutta con un carico di galeotti diretta a Mauritius, viene coinvolta nel vortice. Quando il mare si calma, cinque uomini mancano all'appello: due lascari e tre coolie sono riusciti a fuggire su una scialuppa. Seconda tappa di una grandiosa epopea storica, Il fi ume dell'oppio segue i suoi personaggi fi no ai porti a_ ollati della Cina. Tra mercanti con abiti di seta e lunghe trecce che cadono sulla schiena, inglesi della Compagnia delle Indie, americani dai modi disinvolti e indiani con le vesti di broccato, a Canton tutti adorano un unico dio, il denaro, e riconoscono un'unica legge, quella del libero commercio. Nel dedalo dei corsi d'acqua della città, le navi provenienti dall'Europa e dall'India scambiano i loro carichi di oppio con casse di tè, seta, porcellana e argento. Almeno fi nché il Celeste Imperatore non spariglia le carte in tavola e dichiara guerra all'oppio e agli occidentali.

Il risveglio. Un'anima solitaria
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Chopin, Kate - Nadotti, Anna - Nadotti, Anna

Il risveglio. Un'anima solitaria

EINAUDI, 01/04/2025

Abstract: Il risveglio è un libro profondamente whitmaniano, non solo per i suoi echi poetici, ma - piú decisamente - per la sua prospettiva erotica. Harold Bloom Durante la villeggiatura nel Golfo della Louisiana, una fugace relazione sentimentale scatena in Edna Pontellier, sposata con un rispettabile uomo d'affari di New Orleans, un'aspirazione alla libertà fino a quel momento soffocata. Un risveglio dei sensi che, tra incanti visivi e sonori, porterà Edna a fuggire le convenzioni imposte dalla società e dalla vita coniugale, e a rivendicare per sé una libertà spirituale, sessuale e artistica. Un romanzo divenuto testo sacro della letteratura femminista, con una protagonista che affronta con pacata consapevolezza i difficili percorsi della realizzazione di sé da parte delle donne. È la storia di una giovane donna della buona società di New Orleans, Edna Pontellier, che va scoprendo se stessa; si scopre come essere umano, come creatura sessuale desiderante, come amica rispettosa, come madre intelligentemente disposta a dare la vita per i suoi figli ma non se stessa: "Non so spiegarmi meglio; è qualcosa che sto solo cominciando a capire, qualcosa che sta affiorando dentro di me". E scoprendo si rende conto con trent'anni di anticipo di aver diritto a una stanza tutta per sé, dove poter leggere, ragionare, rifinire su un foglio o su una tela ciò che ha osservato per ore - Edna "aveva un modo speciale di volgere repentinamente lo sguardo su un oggetto e indugiarvi, come smarrita in un qualche labirinto interiore di contemplazione o pensieri" - salvo poi tracciarvi sopra una spessa pennellata, come farà molto tempo dopo Lily Briscoe. Due artiste immaginate e ugualmente stremate dal tentativo di restituire una visione esatta. Quella che andavano cercando le due artiste che le immaginarono. Dalla prefazione di Anna Nadotti

Rosarita
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Desai, Anita - Nadotti, Anna

Rosarita

EINAUDI, 29/04/2025

Abstract: Una studentessa indiana siede su una panchina del Jardín di San Miguel de Allende, in Messico, quando una sconosciuta le si avvicina con entusiasmo, certa di riconoscere in lei la figlia della sua vecchia amica Rosarita, la pittrice, incontrata lí tanti anni prima. C'è un errore, protesta la giovane, sua madre non si chiamava Rosarita, non è mai stata in Messico e non ha mai dipinto. La sconosciuta è forse un'imbrogliona? Per scoprirlo dovrà lanciarsi in un viaggio trasognato fra passato e presente, realtà e mistificazione, fin nel cuore dei segreti che possono separare, o unire, una madre e sua figlia. "Evocativo... sottile ed enigmatico... In Rosarita il noto si scontra con l'ignoto, tessendo una rete caleidoscopica di vite possibili perdute e poi ritrovate". "Financial Times" Bonita è una giovane studentessa di Delhi in viaggio in Messico per imparare lo spagnolo. Seduta su una panchina del Jardín di San Miguel de Allende, all'ombra della maestosa cattedrale, si gode l'estraneità di un luogo mai visitato. Non conosce nessuno lí, e nessuno la conosce. Eppure un'anziana donna in abiti tradizionali, loquace ed eccentrica, l'avvicina con accalorata familiarità, affermando di rivedere in lei la figlia della sua cara amica, Rosarita, conosciuta proprio lí tanti anni prima, quando Rosarita era arrivata dall'India, come ora sua figlia, per seguire la sua vocazione di pittrice sotto la guida dei maestri locali. Bonita prova a dirle che si sbaglia: sua madre si chiamava Sarita, non Rosarita, non era mai stata in Messico e soprattutto non aveva mai dipinto in vita sua. Ma la Sconosciuta non intende ragioni e le sue melodrammatiche perorazioni aprono una breccia nelle certezze della giovane. Bonita è ora costretta a scandagliare i suoi ricordi famigliari in cerca di indizi: lo schizzo di una donna e di una bambina in un luogo non dissimile da San Miguel, scatoloni carichi di fogli poi andati perduti, una lunga assenza materna. E, benché ormai sospetti che la Sconosciuta non sia che un'Imbrogliona, accetta di lasciarsi trascinare in un viaggio dalle nuove traiettorie, attraverso la capitale e fin sulle coste del Pacifico, sulle tracce di quei maestri della pittura murale che avevano saputo ritrarre la violenza della Rivoluzione messicana proprio come i pittori indiani avevano fatto con gli orrori della Partizione. Storia e fantasia, realtà e mistificazione, memoria e invenzione, un viaggio spazio-temporale che a ogni tappa ridisegna i suoi riferimenti e le sue verità, giú giú fino al legame forse inconoscibile, ma certo immobile, di una madre con sua figlia. A piú di un decennio dall'uscita di L'artista della sparizione, Anita Desai torna in libreria con questo romanzo breve dalla prosa delicata ed essenziale, capace di sfruttare il potenziale dell'allusivo e dell'enigmatico e caratterizzato dalla medesima eleganza a cui la grande autrice ha abituato i suoi lettori.

I viaggi di Gulliver
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Swift, Jonathan - Mattotti, Lorenzo - Nadotti, Anna

I viaggi di Gulliver

EINAUDI, 11/11/2025

Abstract: "È pericoloso questo Swift, prende a schiaffi i lettori e non li lascia dormire. Eppure, se non vogliamo essere schiavi, se non vogliamo che i nostri figli lo siano, dobbiamo leggerlo e rileggerlo. È compito urgente". Roberto Bolaño "Se dovessi fare un elenco di sei libri da preservare quando tutti gli altri fossero distrutti, I viaggi di Gulliver vi comparirebbe sicuramente". George Orwell Alla loro comparsa, nel 1726, I viaggi di Gulliver conquistarono immediatamente un pubblico vastissimo e trasversale: se i bambini erano catturati dalla sua trama fantastica, i politici ne coglievano il veleno satirico, riversato sugli eventi e la società contemporanea. Da allora, il libro ha continuato a esercitare un fascino duraturo su lettori di ogni genere, distinguendosi come un unicum nella letteratura mondiale per la sua capacità di agire su piú livelli. Il primo piano è quello della pura invenzione narrativa: Swift costruisce mondi che funzionano come fiabe geometriche, dove la meraviglia è regolata da una logica ferrea. Nei quattro viaggi compiuti da Lemuel Gulliver, il lettore assiste attraverso il suo sguardo a un'infinita serie di prodigi - minuscole cucitrici che infilano invisibili fili di seta in altrettanto invisibili aghi, vespe grandi come pernici e rumorose come cornamuse, un'isola che fluttua in cielo grazie a un enorme magnete e a un assale di diamante -, e vi si abbandona con la curiosità rapita dei bambini. Ma oltre a stimolare l'immaginazione visiva, Swift mette alla prova la nostra capacità di interpretazione. Nei Viaggi di Gulliver, le apparenze spesso ingannano, e l'ironia - tagliente e corrosiva - permea quasi ogni frase. Non è un caso che, nell'ultimo capitolo, il giuramento che il protagonista pronuncia per affermare la propria sincerità riecheggi le parole di Sinone, l'ingannatore che condusse i Troiani a spalancare le porte al cavallo di legno. E a un ulteriore livello, sotto la satira, oltre la favola, resta la domanda portante dell'opera: che cos'è davvero l'essere umano? Sovrano della natura o insetto che si crede re? Meschino come un lillipuziano, feroce come uno yahoo, o ingenuo come il gullible Gulliver? Swift non fornisce risposte, ma voltata l'ultima pagina chi legge ha la sensazione di aver guardato l'umanità intera attraverso una lente deformante - e di avervi scorto, alla fine, il proprio volto. Grazie all'ampio corredo di immagini con cui Lorenzo Mattotti contrappunta il testo, creando un universo visuale parallelo e armonico a quello di parole della nuova traduzione di Anna Nadotti, la versione qui proposta offre un'esperienza sensoriale a tutto tondo, il miglior omaggio possibile all'inventiva multidimensionale del capolavoro di Jonathan Swift.