Trovati 42 documenti.
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Una storia vecchia come la pioggia / Saneh Sangsuk ; traduzione dal thai di Alice Cola
Utopia, 2025
Abstract: In uno sperduto villaggio della giungla tailandese insediato dai cambiamenti della modernità, il vecchio bonzo Tian affascina gli abitanti con i suoi ricordi ancora vividi e vigorosi. Con l'antica voce di un bardo ripercorre gli avvenimenti di una giovinezza piena di furore e temerarietà, narra di un tempo in cui la giungla era onnipresente, nutriva uomini e animali ed era anche portatrice di morte. Tessendo la trama di un romanzo, l'autore mette in scena la vita che scorre senza interruzione. Una storia vecchia come la pioggia alla quale Saneh Sangsuk presta uno stile sfavillante e moderno, che intende riportare il lettore alla grande narrativa d'avventura.
Punacci, storia di una capra nera / Perumal Murugan ; traduzione dal tamil di Dorotea Operato
Utopia, 2022
Abstract: Graziosa come un gatto e nera come la notte, Punacci è la giovane capra che una coppia di anziani pastori riceve in dono da una figura avvolta nel mistero. Nelle mani vuote dei suoi nuovi padroni è una risorsa preziosa, un miracolo che promette ricchezza. Nonostante le apparenze, infatti, la capra rivela un animo combattivo e cerca di farsi strada nel piccolo mondo che le è concesso di vedere, tra il capanno dei due coniugi e i campi da pascolo circostanti. Le altre capre del gregge la invidiano e la maltrattano, fino a quando Punacci non conosce il mondo esterno e le sue leggi, abbandonandosi perdutamente al primo amore. Alla felicità di chi può condividere la vita con qualcuno che ne comprenda la storia e le aspettative, tuttavia, seguono presto emozioni e consapevolezze più amare. Punacci, ormai adulta, proverà il dolore della costrizione e l’annichilimento di chi perde tutto senza riscatto, in un turbine di sentimenti che la porteranno a interrogarsi sul senso della vita e sul valore della morte, fino all’alienazione. La storia di questa capra nera, però, non è solo un percorso alla scoperta di sé e dell’altro, ma la metafora attraverso la quale si esprimono coloro che non hanno voce né nome. È un inno contro la dipendenza e i vincoli, un canto all’impotenza umana rispetto ai limiti della storia e della società. Proprio come una capra, infatti, l’uomo corre senza meta, incurante di coloro che restano indietro, finché non resta indietro a sua volta.