Trovati 1367 documenti.
Trovati 1367 documenti.
Bompiani, 2024
Abstract: Perché amiamo di più i brani musicali che conosciamo già? Perché un certo tipo di esecuzione musicale ci fa pensare a una tragedia? Perché alcune note sono più difficili di altre da cantare? E ancora, perché alcune combinazioni di voci e strumenti ci danno più piacere? A queste e a molte altre domande sulla musica rispondono le Questioni di armonia attribuite ad Aristotele e raccolte nel Libro XIX dei Problemi. Redatte probabilmente tra il III secolo avanti Cristo e i primi secoli dell’era cristiana, affrontano vari aspetti dell’esperienza musicale greca antica: tra gli altri, le pratiche musicali, le difficoltà incontrate dai cantori solisti e dai coreuti, l’accordatura degli strumenti, le consonanze, i fenomeni acustici, la musica nel teatro tragico. I cinquanta “perché?” proposti al lettore dagli anonimi compilatori lo invitano ad assumere un atteggiamento curioso e pragmatico nei confronti del fatto musicale: caratteristica assai rara nel pensiero antico, che ha decretato la fortuna di questa raccolta nelle epoche successive e ne fa tuttora una fonte preziosissima per chi voglia avvicinarsi a quegli aspetti della civiltà musicale greca che non trovano spazio nei trattati di teoria. Questa
(Impressi Venetiis : per Bernardinum Benalium, 1497)
Baccanti / Euripide ; saggio introduttivo, nuova traduzione e commento di Valeria Turra
RL, 2023
Abstract: Agave porta, infissa in cima a un tirso, la testa del figlio Penteo che le sue compagne hanno fatto a pezzi: la vuole consegnare a Bacco in segno di vittoria. «A lui porta un trionfo fatto di pianto», fa dire Euripide al servo che racconta ciò che ha visto accadere sul Citerone. Invasata, Agave non sa che ciò che brandisce come un trofeo è il capo sconciato del figlio, e il momento nel quale lo capisce costituirà una delle più tremende scene di riconoscimento della tragedia antica. Le "Baccanti" erano iniziate con Dioniso che annunciava di volersi rivelare come dio in Tebe, di desiderare il riconoscimento e la venerazione. Li ottiene a prezzo di un sacrificio immane, che immola la ragione sull'altare della follia, e precipita l'intera stirpe di Cadmo nella disgrazia. In questa tragedia, l'ultima prodotta dal grande teatro del V secolo a.C., e l'ultima, probabilmente, composta dall'autore prima della morte (fu messa in scena ad Atene dal figlio), Euripide «ripropone in modo emozionante e terribile quello che era stato uno tra i temi fondamentali del suo teatro, cioè il conflitto tra ragione e irrazionale». Al suo centro si trova infatti la follia scatenata delle menadi, che infuria sulla montagna, con le donne che, cinte di pelli maculate, inghirlandato il capo di edera, brandendo il tirso nelle mani, si abbandonano a danze furibonde al suono di flauti e tamburelli. «Cos'è mai la saggezza?» si domandano le baccanti del Coro: «quale il dono più bello degli dèi ai mortali?» La loro risposta è spesso sibillina, paradossale: «Non è sapienza il sapere». Le "Baccanti" discutono il tema della sophia in modo insistente, con tutta l'urgenza che il fenomeno culturale e religioso del dionisiaco - superbamente illustrato dal curatore - richiede. «Molti sono gli aspetti delle cose divine, molte cose gli dèi realizzano contro ogni speranza» conclude il Coro, qui come in altre tragedie di Euripide, «ciò che si attende non si compie, dell'inatteso il dio trova la strada.».
Orestea : Agamennone, Coefere, Eumenidi / Eschilo ; a cura di Giovanni Greco
3. ed.
Feltrinelli, 2024
Anabasi / Senofonte ; a cura di Fiorenza Bevilacqua
UTET, 2016
Abstract: L'Anabasi, scritta in terza persona e sotto pseudonimo, narra la spedizione (a cui Senofonte partecipò in posizione di rilievo) dei cosiddetti Diecimila a favore del persiano Ciro contro il fratello Artaserse e la difficile ritirata verso il mar Nero. L'opera è una straordinaria odissea in prosa che anticipa il romanzo d'avventure. L'Anabasi infatti non è altro che un viaggio per via di terra, attraverso tremende peripezie, pericoli, incontri con popoli strani, minacciosi, inquietanti. Ma Senofonte è un Odisseo sui generis: abile in stratagemmi, con il gusto dell'avventura, affascinato da terre remote e sconosciute, è però privo di quell'ansia di conoscenza che ha fatto di Ulisse l'archetipo della cultura occidentale. E paradossalmente l'Anabasi è un viaggio senza ritorno e senza neppure una vera conclusione: la lunga vicenda di Senofonte e dei mercenari superstiti non si conclude con il ritorno a casa, né conosce un punto di approdo definitivo, ma termina come i romanzi salgariani indicando all'orizzonte il profilarsi di nuove battaglie e di altre avventure.
Ippolito / Euripide ; a cura di Francesca Nenci
Milano : C. Signorelli, 2004
Abstract: Afrodite, offesa per la poca devozione di Ippolito, figlio di Teseo, devoto unicamente ad Artemide, fa innamorare di lui la matrigna Fedra. La nutrice confida ad Ippolito la causa della disperazione di Fedra e il giovane, indignato, si scaglia, imprecando, contro la matrigna che si uccide, ma prepara la sua vendetta: in una lettera destinata a Teseo accusa il figliastro di averla violata. Il re maledice Ippolito che viene travolto dai suoi cavalli imbizzarriti per l'apparizione di un mostro marino inviato da Poseidone. Il giovane, difeso da Artemide stessa davanti a Teseo, muore dopo essersi riconciliato con il padre. Testo greco a fronte.
In Padoua : per Pietro Paolo Tozzi, 1628
Etiopiche / Eliodoro ; a cura di Silvia Montiglio
Fondazione Lorenzo Valla : Mondadori, 2023-2024
Abstract: L'ultimo romanzo greco che ci sia pervenuto racconta l’odissea della principessa etiope Cariclea, che la madre espone alla nascita perché è nata bianca. Da Meroe viene trasportata in Egitto e da lì a Delfi, dove si innamora del tessalo Teagene. Con lui si rimette in viaggio per tornare in patria, e dopo aver subito mille ordalie, tempeste, pretendenti tirannici, guerre, torture, e sfiorato ripetutamente la morte i due giungono a Meroe. Ma le minacce non sono finite, perché la coppia è destinata al sacrificio. Cariclea viene riconosciuta dalla sua famiglia in extremis, e dopo altre peripezie può finalmente unirsi in matrimonio all’amato.
Etiopiche / Eliodoro ; a cura di Silvia Montiglio. Vol. 2: (Libri V-X)
Etiopiche / Eliodoro ; a cura di Silvia Montiglio. Vol. 1: (libri I-IV)
Simposio ; Apologia di Socrate ; Critone ; Fedone / Platone ; a cura di Ezio Savino
Mondadori, 2025
Abstract: L'esistenza priva di curiosità non è umana vita. Ossessionato dalla verità e deciso a insegnare all'umanità il metodo per ricercarla, protagonista di questi dialoghi è Socrate, lo stravagante intellettuale che parla nelle piazze dell'Atene del V secolo a.C. Il Simposio lo ritrae nel fervore dell'insegnamento; l'Apologia è la sua autodifesa davanti al tribunale che lo condannerà a morte; il Critone lo mostra in carcere, che rifiuta la possibilità di fuga; il Fedone è il sobrio e commovente resoconto delle sue ultime ore, con l'indimenticabile lezione sull'immortalità dell'anima. In tutti rifulge la lingua di Platone, di una naturalezza disarmante nel modo in cui, tra domande e risposte, fluiscono le più vertiginose questioni filosofiche.
Sui simulacri / Porfirio ; introduzione e commento di Mino Gabriele ; traduzione di Franco Maltomini
Adelphi, 2012
Abstract: Porfirio di Tiro, allievo prediletto di Plotino, fu il filosofo più temuto dai Padri della Chiesa per la svettante intelligenza e la raffinata erudizione, poste a difesa della millenaria sapienza pagana contro il dilagare della nuova concezione cristiana. Di lui si racconta che a un convito per l'anniversario di Platone, dove lesse un suo poema dal titolo Le nozze sacre, fu tacciato di pazzia per le molte cose che aveva pronunciato nell'entusiasmo, in senso mistico e velato. Ma Plotino intervenne e gli disse: Ti sei dimostrato al tempo stesso poeta e filosofo e ierofante. E tale si dimostra anche in questo Sui simulacri - di cui sopravvivono pochi, preziosi frammenti -, straordinaria introduzione alla lettura simbolica delle immagini sacre, ossia di quelle plastiche personificazioni dei fenomeni naturali e di visioni teologiche e cosmologiche che aprono l'accesso a conoscenze più alte. Creando un'intensa sintonia tra religione tradizionale e filosofia, Porfirio insegna come la comprensione delle figurazioni simboliche offra all'uomo la possibilità di avere cognizione delle cose ultramondane, giacché l'antica sapienza degli Egizi e dei Greci era stata capace di mostrare l'invisibile attraverso forme visibili, di sposare l'arcano ineffabile con la materia caduca in un indivisibile Uno. I colori, gli attributi ed epiteti che, opportunamente concertati, plasmano, rivestono e nominano i simulacri li rendono una memoria visiva che impedisce l'oblio del divino.
La donna di Samo / Menandro ; introduzione, traduzione e note di Massimo Vilardo
[Milano : Rizzoli], 2000
Venezia : per G. Battaggia tip. ed., 1825-1827
Mondadori libri, 2019
Abstract: Scritta dopo la Poetica, la Retorica appartiene all'ultimo periodo della vita di Aristotele. Ci è stata tramandata in tre libri che l'antico dossografo, Diogene Laerzio, ricorda separatamente. I primi due libri hanno per oggetto generale l'argomentazione, mentre il terzo prende forma dalla composizione di due trattatelli, rispettivamente sullo stile (elocutio) e sull'ordine (dispostilo) delle parti del discorso. Riassumendone altrimenti i contenuti, il primo libro si potrebbe considerare il libro dell'oratore, il secondo il libro del pubblico, il terzo, infine, quello più vicino alle tematiche della retorica tradizionale, il libro della comunicazione. L'importanza attribuita nei primi due libri al ragionamento retorico, alle argomentazioni concepite dall'oratore (I libro) e recepite dall'uditorio (II libro), sta a indicare il contributo che Aristotele apporta alla retorica tradizionale, proponendo una retorica del ragionamento in luogo di quella della mozione degli affetti, una retorica di cui l'elocutio (lo stile) è ormai solo una parte e, certo, non la più importante.
SE, 2014
Assonanze ; 31
Abstract: Questo libro raccoglie l’opera superstite di Saffo di Lesbo, poetessa greca vissuta nel vi secolo a.C. Salvatore Quasimodo tradusse alcuni di questi frammenti, Edizione di Corrente, Milano 1940, poi in Lirici Greci, Mondadori, Milano 1944. Questo libro ne riproduce i testi, 1-19: i titoli preposti ai frammenti tradotti sono di Quasimodo. Sue sono anche le note. Mie sono le traduzioni degli altri frammenti, 20-125: lavoro di bulino e di lima su testi già apparsi in Lirici greci, Guanda, Milano 1982. Mie sono le note finali. La lettura quasimodiana dei versi è quella àe\YAnthologia Lyrica Graeca edit. Ernestus Diehl, Editio Altera, Lipsia 1936, con l’avvertenza che qualche integrazione dell’edizione tedesca è stata sostituita da altre, accettata dal traduttore fra quelle proposte da altri filologi, citati o no dal Diehl. La mia lettura si fonda invece su Lobel, E.- Page, D.L., Poetarum Lesbiorum fragmenta, Oxford 1955 e su Campbell, D.A., Greek Lyric, 1, Sappho Alcaeus, London 1982. Dagli eruditi antichi, le canzoni di Saffo furono raggruppate in nove libri, a seconda della formula ritmica del comporre: il primo libro comprendeva i canti in strofa saffica (tre endecasillabi saffici seguiti dal più breve adonio); l’ultimo libro era consacrato agli epitalami, canti corali eseguiti in occasione delle nozze. I numeri progressivi che distinguono i frammenti in quest’edizione sono di comodo.
Analysis philologica Novi Testamenti graeci / Max Zerwick
sumptibus Pontificii Instituti Biblici, 1953
La polis tra realtà e utopia : Euripide e Isocrate / Maria Lia Guardini
Treviso : Canova edizioni, stampa 1988
RL, stampa 2024
Abstract: Con Le Nuvole, commedia composta nel 423 e successivamente rifatta, Aristofane crea una mordace satira della nuova filosofia e dei nuovi metodi di educazione del suo tempo. Ne deriva uno straordinario affresco dell'Atene contemporanea in cui campeggia a tutto tondo un Socrate bizzarro e assimilato ai sofisti, che trascorre le sue giornate a meditare in uno stravagante pensatoio sospeso al soffitto.