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La lista dei desideri dimenticati
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Gold, Robin

La lista dei desideri dimenticati

Garzanti, 13/09/2012

Abstract: Ricordi i tuoi sogni di bambina? Clara da piccola ha scritto una lista per non dimenticarne nessuno. Nuotare con i delfini, trovare una cura per gli attacchi cardiaci, diventare insegnante, prendere un cucciolo, imparare l'alfabeto Morse, trovare il vero amore? Una lista dimenticata che Clara credeva di aver perso, ma che adesso stringe tra le mani per la prima volta dopo anni. Gliel'ha spedita la sua maestra delle elementari, è stata lei a custodirla per tutto questo tempo. Adesso che Clara ha perduto tutto, quei piccoli sogni sono l'unica àncora a cui aggrapparsi anche se sembrano impossibili. Eppure sono l'unico modo per farle ritornare il sorriso. Clara decide impulsivamente di realizzare tutti i suoi desideri di bambina, uno dopo l'altro, perché dentro di sé sa che non ha alternative per guarire le ferite del suo cuore. Molti sogni sembrano irrealizzabili o semplicemente inconcepibili. Come può rimpiazzare il vaso rotto della madre del suo vecchio amico Lincoln, se si è trasferito con la sua famiglia da più di vent'anni senza che se ne sapesse più nulla? Per non parlare del trovare il vero amore: dopo tutto quello che è successo, è impensabile. Ma a ogni traguardo raggiunto Clara scopre un pezzo in più della vera sé stessa. E in una girandola di imprevisti e incontri inaspettati, capisce anche che cercare la donna che avrebbe voluto essere da piccola potrebbe riservarle dolci sorprese...Un romanzo che in pochi giorni si è rivelato uno dei fenomeni letterari più discussi di tutta l'America. La lista dei desideri dimenticati ha subito conquistato i lettori, che si sono scatenati nella condivisione delle loro liste di desideri. Con delicatezza e una sensibilità fuori dall'ordinario, Robin Gold ci narra una storia di perdita e di coraggio, di sogni infranti e di nuovi inizi. Perché l'amore può guarire ogni ferita. Basta crederci.

Limite
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Latouche, Serge

Limite

Bollati Boringhieri, 13/09/2012

Abstract: Sfidare i limiti è l'imperativo del nostro tempo. Forzare il possibile, passare il segno, trasgredire in senso etimologico. Destino paradossale, quello delle parole. In nome della trasgressione appena ieri ci si faceva beffe dei divieti imposti per via autoritaria e del perbenismo, si aspirava all'equità sociale. Secoli prima, grandi movimenti di pensiero avevano ingaggiato battaglia con i valori tramandati, e inaugurato così la modernità. Ma l'"andare oltre" di oggi è l'emblema del dominio, perché si annida in un modello di sviluppo planetario che rispetta una sola regola: ignorare ogni confine naturale, geopolitico, etico, antropologico e simbolico, assimilandone l'idea stessa a remora passatista di cui liberarsi per aprire ai mercati. Il peccato di dismisura, sanzionato con severità dagli antichi, si è rovesciato in precetto; il furore prometeico ha sopravanzato lo spirito di sovversione. Serge Latouche non ci sta. Da anni elabora il progetto di un'alternativa praticabile al binomio crescita-illimitatezza. Si chiama decrescita e il suo concetto strategico è limite. Sinonimo di privazione in una prospettiva sviluppista, il limite appare qui come il vero punto di forza che può trattenerci dal baratro. Alla tracotanza autodistruttiva dell'universalismo liberoscambista e alla pervasività delle sue invarianti culturali - la riduzione a merce esportabile di regimi politici, principi giuridici, gesti, credenze, immagini - Latouche contrappone le eco-compatibilità, le sovranità circoscritte, le identità plurali, i legami che creano società. Tutto ciò attorno a cui è tracciabile un limite. Nella speranza che non sia troppo tardi.

Il sigillo dei traditori
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Berry, Steve

Il sigillo dei traditori

Casa Editrice Nord, 13/09/2012

Abstract: "Steve Berry è il re della suspense. I suoi romanzi non si leggono, si vivono."James Rollins"Berry possiede un talento unico: quello di rendere i misteri della Storia attuali e pieni di fascino."The New York Times"Steve Berry è uno dei miei autori preferiti. I suoi romanzi sono una miniera inesauribile di storie elettrizzanti, personaggi indimenticabili e curiosità archeologiche sorprendenti. Leggeteli, non ve ne pentirete."Glenn Cooper"Lo adoro!"Lee ChildWashington, 30 gennaio 1835. Un uomo si fa largo tra la folla, punta una pistola al petto del presidente Andrew Jackson e preme il grilletto. Per fortuna, l'arma s'inceppa e l'attentatore viene assicurato alla giustizia: dagli interrogatori, risulta subito che si tratta di uno squilibrato, convinto di essere il re d'Inghilterra. Eppure il suo gesto non è stato un raptus di follia: quell'uomo, in realtà, era stato plagiato da una mente acuta e perversa? New York, oggi. Una raffica di proiettili si abbatte sull'ingresso dell'Hotel Cipriani, mancando per un soffio il presidente Daniels, appena sceso dalla sua limousine blindata. Benché la reazione dei servizi segreti e dell'FBI sia istantanea, Daniels preferisce affidare l'indagine sull'accaduto a Cotton Malone, un ex agente del dipartimento di Giustizia, perché è l'unica persona di cui si possa fidare: quel viaggio a New York era infatti top secret e quindi nell'entourage del presidente degli Stati Uniti si nasconde un traditore. Malone dovrà smascherarlo prima che possa colpire di nuovo, e soprattutto dovrà risalire agli uomini che hanno guidato la sua mano. Uomini che hanno fatto del ricatto e dell'inganno una ragione di vita, che hanno stretto un giuramento di sangue fin dai tempi della Dichiarazione d'Indipendenza, che si sono passati il testimone per oltre duecento anni e che adesso stanno per rovesciare l'ordine mondiale?

Imparo a interpretare i tarocchi
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Dacò, Lucia

Imparo a interpretare i tarocchi

Vallardi, 26/07/2016

Abstract: LA GUIDA AL PIÙ POPOLARE STRUMENTO DI DIVINAZIONEIl manuale per imparare a consultare i tarocchi e interpretare da soli le loro risposte "speciali" Lucia Dacò ci farà scoprire come i diversi Arcani entrano in relazione tra loro per trasmetterci un messaggio anche quando le carte che abbiamo estratto sembrano in contraddizione. Sarà la nostra intuizione, stimolata dalla visione di un particolare simbolo, a fornirci la chiave di lettura per rispondere ai mille interrogativi che ci assalgono quando affrontiamo situazioni che non comprendiamo a fondo o che non sappiamo gestire."Ai tarocchi si deve permettere di 'parlare'. Bisogna entrare nella Lamina e ascoltare ciò che in quel momento emerge dal nostro subconscio"

Lettera ai giovani
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Gallo, Andrea

Lettera ai giovani

Chiarelettere, 13/09/2012

Abstract: Oggi c'è una crisi che non è politica, ma di sistema e i giovani sanno che è di lunga durata e che bisogna costruire un tessuto nuovo." Con loro "devi essere trasparente, devi proporre esempi, non bastano le parole." Don Andrea Gallo parla ai ragazzi dei diritti che dovrebbero avere, come il gioco, l'amore, lo spazio e la famiglia. Si rivolge a loro e al resto della società, e si chiede: "Riusciamo a rispettare le coscienze, cioè il principio di autodeterminazione dei giovani?". I testi presenti in Lettera ai giovani sono tratti dal libro di don Andrea Gallo Se non ora, adesso, pubblicato da Chiarelettere nel 2011.

Terre di confine
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Kanger, Thomas

Terre di confine

Ponte alle Grazie, 13/09/2012

Abstract: Estromessa dalla squadra Omicidi di Västerås, Elina Wiik decide di prendersi una pausa da tutto e da tutti partendo per un viaggio in solitario che la porterà tra le dolci colline dell'Italia del Sud, ma soprattutto all'incontro d'amore con Alex. Ma proprio quando Elina si convince di aver trovato l'uomo della sua vita, Alex viene ferocemente ucciso, e lei precipita nella più cupa disperazione. Tuttavia, per quanto profondo, il dolore non può fermare Elina, soprattutto perché stavolta ha un motivo in più per far luce sui fatti: riscattare da accuse infamanti la memoria di Alex, l'uomo che ha amato, nonché il padre della bambina che porta in grembo. Inizia così un'altra avvincente indagine della nostra eroina che, muovendosi abilmente tra pericolose trame internazionali, scomode verità sepolte e desideri di vendetta, riconferma il fiuto investigativo e la tenacia di una grande donna.

Signor Malaussène
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Pennac, Daniel

Signor Malaussène

Feltrinelli Editore, 12/09/2012

Abstract: "Ehi! Ohi! Mi ascolti? Concentrati un po', santo dio! Piantala di ronfare nella pancia di tua madre. Dopo tutto ti sto presentando la tribù che ti accoglierà!"E' Benjamin Malaussène, di professione capro espiatorio, che parla a Signor Malaussène, suo figlio in procinto di nascere, per presentargli la tribù Malaussène, la sua futura famiglia.In una Belleville assediata dagli ufficiali giudiziari, qualcuno - chissà chi?! - oppone una strenua resistenza. Al centro dell'azione il cinema Zèbre, dove si vorrebbe proiettare, una sola volta prima che venga distrutto, il Film Unico di un vecchio e celebre produttore cinematografico. Come contorno, la scomparsa di alcune prostitute meravigliosamente tatuate...Dalla profonda ed ironica consapevolezza del male, che scorre lungo tutta l'opera di Pennac, deriva, anche in questo ultimo capitolo della storia di Malaussène, la predilezione dell'autore per le creature fragili ed emarginate che, sole, possono salvare il mondo. Creature che trovano in Julie, Clara, Thérèse, Jeremy, il Piccolo, Verdun, un Angelo, per tacere di tutti gli altri, una voce divertente, delicata, fantasiosa. Ormai classica.

Dopo Gheddafi. Democrazia e petrolio nella nuova Libia
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Varvelli, Arturo - Pelosi, Gerardo

Dopo Gheddafi. Democrazia e petrolio nella nuova Libia

Fazi Editore, 12/09/2012

Abstract: Era solo il 30 agosto 2010 quando Gheddafi e Berlusconi festeggiavano a Roma il secondo anniversario dell'accordo di amicizia e cooperazione italo-libico, ma sembra già una vita fa. I turbinosi eventi di questi giorni hanno sconvolto un panorama libico già profondamente trasformato dalla Primavera araba. L'uccisione dell'ambasciatore Usa a Bengasi prima, e la nomina a nuovo Primo Ministro di una figura di compromesso tra islamici e liberali come Abu Shakour poi, definiscono bene il quadro pieno di incognite della transizione del paese. Da un lato, dopo la violenta uscita di scena del rais, in Libia sembra essersi avviato un promettente processo di democratizzazione, segnato dalle tappe del governo provvisorio, delle prime elezioni libere e ora della nomina di Abu Shakour. Dall'altro le tensioni sono ancora una minaccia concreta, come hanno drammaticamente dimostrato le proteste al consolato americano che hanno causato la morte di tre persone oltre a quella dell'Ambasciatore. Pelosi e Varvelli ci guidano attraverso i rapidi cambiamenti del paese individuando con precisione le diverse sfide che si prospettano nel futuro libico: la difficoltà di costruire un'unità nazionale, la ricomposizione in un esercito centrale delle milizie ribelli che ancora dettano legge in alcune aree del paese, l'enigma della Costituzione a venire nel suo rapporto con la Sharia, la capacità della Libia di gestire la fitta rete internazionale di interessi petroliferi che investono il suo territorio.Con determinazione i due autori invitano l'Italia a recuperare il suo rapporto storicamente privilegiato con il vicino libico, indicando nella ricostruzione materiale e istituzionale della Libia un'opportunità di crescita per entrambi i paesi.

Il nostro Sic
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Simoncelli, Rossella - Simoncelli, Paolo

Il nostro Sic

Rizzoli, 22/09/2012

Abstract: QUESTO EBOOK HA RICEVUTO IL SIGILLO AMERICANO DI QUALITÀ QED (QUALITY, EXCELLENCE, DESIGN) ASSEGNATO NELL'AMBITO DEL PUBLISHING INNOVATION AWARDS CHE GARANTISCE LA MASSIMA ESPERIENZA DI LETTURA.DISCLAIMER: ATTENZIONE EBOOK FRUIBILE SOLO SU TABLET E PC/MAC. SI TRATTA DI UN'OPERA ILLUSTRATA CON CENTINAIA DI FOTO A COLORI E COLLEGAMENTI A VIDEO.E' ASSOLUTAMENTE SCONSIGLIATA LA FRUIZIONE SUGLI EREADER (B/N) E SUGLI SMARTPHONE.C'era una volta, tra la spiaggia con gli ombrelloni e la campagna dove si può imparare a guidare il trattore, un'officina piena di attrezzi e un pugno di bambini a cui piaceva andare forte con le minimoto. E tra questi ce n'era uno che voleva sapere il perché di tutte le cose, che amava il modo di correre di Eddie Lawson e Valentino Rossi e sognava di diventare un giorno come loro. E poi c'era un ragazzino che passava i pomeriggi a capire come funziona un motore, che la domenica cantava in macchina con babbo e mamma andando alle gare con la moto nel baule, che in trasferta all'estero si portava la piadina per le grigliate tutti insieme a fine gara e che cercava di far ubriacare le ragazze straniere su viale Ceccarini ma non sempre gli andava bene. E un giovane uomo che sulla moto ci stava un po' stretto ma che amava vincere. Non solo in pista ma anche a calcetto, a beachvolley, sugli sci, a biliardino, ovunque ci fosse della bagarre. E che aveva scelto una ragazza e quattro amici, sempre gli stessi, e cantava Siamo solo noi perché gli piaceva Vasco Rossi, ma anche 'O surdato 'nnammurato e Like A Rolling Stone. Un guerriero che con la squadra giusta sapeva fare miracoli e se c'era da prendersi a torte in faccia non si tirava mai indietro.

Il sangue di san Gennaro
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Márai, Sándor

Il sangue di san Gennaro

Adelphi, 19/09/2012

Abstract: "A Pasqualino, perché aveva sei anni e ogni mattina portava giù l'immondizia, al pescatore monco, perché ammansiva il mare, a santo Strato, perché proteggeva il palazzo e i malati": a loro Márai dedica il suo "romanzo napoletano", ambientato nella città dove visse dal '48 al '52, prima di partire per gli Stati Uniti. A formare il vasto coro, lacero e sgargiante, che commenta la vicenda intorno a cui è costruito il libro sono gli uomini, le donne e i bambini della città, con la loro miseria, il loro lerciume, la loro fatica di vivere e il loro orgoglio ancestrale di aristocratici; e le interminabili chiacchiere, le liti che scoppiano furibonde, teatrali, ritualizzate, da una finestra all'altra, i lutti non meno teatrali e urlati, i santi arcigni e polverosi dentro le teche di vetro – con la loro umanità piagata e ghignante. Un intero popolo che, fra tutte le possibilità, crede che "la più verosimile" sia il miracolo. Un giorno, dalle parti di Capo Posillipo, vanno ad abitare due stranieri, un uomo e una donna (inglesi? polacchi?): displaced persons, così li definiscono le autorità, profughi. Anche loro, almeno per un po', crederanno che lì possa avvenire il miracolo. Ma durante una violenta tromba d'aria si verificherà un evento che avrà il senso di una delusione assoluta, di una sconfitta inappellabile, poiché sancirà l'impossibilità di credere che ci sia un futuro per chi, in quanto esule, ha perso la propria identità. Alla fine, rimarranno il Vesuvio, il mare, e per ultimo il vento: "Li ho visti andare e venire, attraverso continenti e oceani, ma ho nascosto le tracce dei loro passi. Dove soffio io, non resta più nulla. Sono io che dico l'ultima parola. E poi verrà il silenzio".

L'ultimo dono
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Márai, Sándor

L'ultimo dono

Adelphi, 19/09/2012

Abstract: Fra il 1986 e il 1987 Sándor Márai, che da più di trent'anni ormai vive negli Stati Uniti, perde i due fratelli e la sorella, e anche il figlio adottivo, appena quarantaseienne. Ma soprattutto perde Lola, la donna che è stata la sua compagna per sessantadue anni: Márai, che ha coltivato il sogno impossibile di morire insieme a lei, è costretto a vederla spegnersi lentamente e, dopo averne disperso le ceneri nell'Oceano, a proseguire un'esistenza che gli appare ormai priva di senso. Il pensiero stesso della "letteratura" gli provoca ormai solo nausea e disgusto. Eppure – e fin quasi alla vigilia della morte – il vecchio "scrittore ungherese" (ché questo egli sarà sempre, afferma, ovunque egli vada) continua, nel monologo ininterrotto che è il suo diario, a registrare annotazioni di ogni genere: aforismi perfetti (la cui acida esattezza ricorda a volte Cioran); lucide riflessioni sulla letteratura (soprattutto quella ungherese, a cui non smette di interessarsi, ma anche Conrad, James, Marco Aurelio, il duca di Sully, Caterina da Siena), sul mondo contemporaneo, sul tema dell'esilio ("L'esule che non fa ritorno a casa diventa un personaggio grottesco, se ne sta accoccolato su in alto, come l'anacoreta in cima a una colonna, e aspetta che arrivino i corvi a portargli da mangiare") – e naturalmente sulla prossimità della morte: "La morte è vicinissima, ne sento l'odore. Ma ho ancora qualcosa da spartire con la vita". Sono proprio le estreme, sconvolgenti pagine dell'autore delle "Braci". Sándor Márai scrive l'ultima frase il 15 gennaio del 1989. Esattamente un anno prima si era comprato una rivoltella ed era andato più volte in un poligono di tiro per imparare a usarla. Il 21 febbraio, tredici mesi e mezzo dopo la morte di Lola, si uccide.

La donna giusta
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Márai, Sándor

La donna giusta

Adelphi, 19/09/2012

Abstract: Un pomeriggio, in una elegante pasticceria di Budapest, davanti a un gelato al pistacchio, una donna racconta a un'altra donna come un giorno, avendo trovato nel portafogli di suo marito un pezzetto di nastro viola, abbia capito che nella vita di lui c'era stata, e forse c'era ancora, una passione segreta e bruciante, e come da quel momento abbia cercato, invano, di riconquistarlo. Una notte, in un caffè della stessa città, bevendo vino e fumando una sigaretta dopo l'altra, l'uomo che è stato suo marito racconta a un altro uomo come abbia aspettato per anni una donna che era diventata per lui una ragione di vita e insieme "un veleno mortale", e come, dopo aver lasciato per lei la prima moglie, l'abbia sposata – e poi inesorabilmente perduta. All'alba, in un alberghetto di Roma, sfogliando un album di fotografie, questa stessa donna racconta al suo amante (un batterista ungherese) come lei, la serva venuta dalla campagna, sia riuscita a sposare un uomo ricco, e come nella passione possa esserci ferocia, risentimento, vendetta. Molti anni dopo, nel bar di New York dove lavora, sarà proprio il batterista a raccontare a un esule del suo stesso paese l'epilogo di tutta la storia – e in qualche modo a tirarne le fila. Al pari delle "Braci" e di "Divorzio a Buda", questo romanzo appartiene al periodo più felice e incandescente dell'opera di Márai, quegli anni Quaranta in cui lo scrittore sembra aver voluto fissare in perfetti cristalli alcuni intrecci di passioni e menzogne, di tradimenti e crudeltà, di rivolte e dedizioni che hanno una stupefacente capacità di parlare a ogni lettore.Nel 1941 Márai pubblicò "Az igazi" ["La donna giusta"], un romanzo composto di due lunghi monologhi; per l'edizione tedesca del 1949 ("Wandlungen der Ehe") ne aggiunse un terzo, scritto durante il suo esilio italiano; nel 1980 quest'ultimo fu da lui rielaborato e dato alle stampe, insieme all'epilogo, con il titolo "Judit... és az utóhang" ["Judit... e un epilogo"]. La presente edizione raduna per la prima volta le quattro parti del romanzo

Il veleno nel piatto
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Robin, Marie-Monique

Il veleno nel piatto

Feltrinelli Editore, 18/09/2014

Abstract: "Come valutare la nocività di queste sostanze che si infilano tra la pera e il formaggio nei nostri piatti? Le materie plastiche e gli additivi sono proprio così pericolosi come sospettano numerose associazioni di difesa dell'ambiente? È la quantità a fare il veleno, rispondono gli industriali e per questa ragione hanno inventato il concetto di 'dose quotidiana accettabile', cioè la quantità che si può ingerire ogni giorno senza effetti sulla salute. Ma questi prodotti chimici sono veramente senza effetti? È questo l'interrogativo a cui risponde Marie-Monique Robin nel suo libro." 

Di armonia risuona e di follia
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Borgna, Eugenio

Di armonia risuona e di follia

Feltrinelli Editore, 18/09/2014

Abstract: Quale è la realtà della follia, e quale la sua immagine? In che relazione sta con le comuni esperienze di dolore o di malinconia? Attraverso quali linguaggi riesce a comunicare una sofferenza che pare riferirsi a un altro mondo, a una diversa realtà? Come tutto ciò finisce per condizionare la creatività? E in che modo dovrebbe porsi una psichiatria realmente umana che voglia immedesimarsi con le vibrazioni più intense delle anime sofferenti? Eugenio Borgna, nel tentativo di dare risposta a domande come queste, interroga quanti hanno provato a esprimere il senso delle lacerazioni dolorose o delle tormentose inquietudini sperimentate nelle loro vite.Ci introduce così, come in un'ideale galleria letteraria e artistica, ad alcune delle grandi opere che aiutano a cogliere un'altra immagine della follia: quelle di pensatori come Nietzsche o Kierkegaard, di poeti come Georg Trakl, Nelly Sachs e Paul Celan, di scrittori come Virginia Woolf, o di pittori come Friedrich o Böcklin, di registi come Bergman o Lars von Trier. Ma ci svela anche le modalità di esprimere le profondità e le ferite dell'anima di alcune delle sue pazienti, come Angela e Valeria, di grandi mistiche come Teresa di Lisieux e Teresa d'Ávila, o di vittime di una sorte atroce quale fu Etty Hillesum.,Al centro del libro resta il significato della follia come esperienza umana, specchio nel quale si riflette, dilatata e radicalizzata, la nostra condizione. La follia come epifania del dolore, come destino, come esperienza creativa. La follia che rende possibile una più ampia comprensione di quello che noi siamo nella nostra fragilità, e di quello che è il mondo nella sua insondabile complessità.

Sarajevo la cosmopolita
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Greble, Emily

Sarajevo la cosmopolita

Feltrinelli Editore, 19/09/2014

Abstract: "Che la cultura distintamente pluralista di Sarajevo sia sopravvissuta alle devastazioni della Prima guerra mondiale è degno di nota; che quella stessa cultura non solo si sia preservata ma addirittura abbia prosperato a dispetto della guerra e dei genocidi del secondo conflitto mondiale è straordinario."La città di Sarajevo ha avuto il paradossale destino di essere insieme un simbolo della violenza politica lungo l'intero ventesimo secolo (dall'attentato di Gavrilo Princip nel 1914 all'assedio degli anni novanta) e un modello europeo di cosmopolitismo e pacifica convivenza tra identità religiose, etniche e culturali diverse, grazie alla coscienza civica dei suoi abitanti. Fin dalla fondazione nel quindicesimo secolo, è stata città multiconfessionale e multietnica. Vi hanno convissuto le comunità musulmana, cattolica, serbo-ortodossa ed ebraica. I cittadini erano bosniaci, serbi, croati, ebrei sefarditi e askenaziti, rom e di altre minoranze. La vita cittadina venne però stravolta quando nel 1941 Sarajevo cadde sotto il controllo della Germania di Hitler e fu incorporata nello Stato indipendente di Croazia, uno dei più brutali stati satellite del nazismo, sotto il regime degli ustascia. Sebbene luogo periferico nel conflitto mondiale, Sarajevo affrontò una serie di emergenze e crisi umanitarie provocate dalle politiche nazionali e internazionali, e si dovette confrontare con le nuove ideologie del tempo. Il suo complesso mosaico di identità, caratteristico dei vecchi imperi multinazionali, iniziò a incrinarsi. Saltarono equilibri e si manifestarono spinte centripete, quando gli ustascia sferrarono il loro feroce attacco a serbi, ebrei e rom, e poi con l'esplosione della guerra civile sotto l'incalzare dei partigiani comunisti e dei cetnici. Le diverse comunità, che al loro interno non erano monolitiche, reagirono in vario modo alle sfide dell'occupazione e della guerra per tutelare i valori della città e la sicurezza della propria gente. Greble analizza le scelte quotidiane e le misure concrete dei leader locali, per capire che cosa ne sia stato in quel drammatico frangente del multiculturalismo incarnato da Sarajevo. Un caso significativo per gli interrogativi urgenti che pone sulla convivenza nel pluralismo culturale e religioso.

L'uccello del malaugurio. I delitti di Fjällbacka
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Läckberg, Camilla - Cangemi, Laura

L'uccello del malaugurio. I delitti di Fjällbacka

Marsilio, 19/09/2012

Abstract: La quarta indagine di Erica Falck e Patrik Hedström.Fjällbacka sta per lasciarsi alle spalle un altro dei suoi lunghi inverni silenziosi, e nella giunta cittadina c'è chi è ansioso di attirare l'attenzione sul piccolo centro della costa. Quale occasione migliore di un reality show, con telecamere piazzate dovunque a riprendere luoghi e persone che entreranno nelle case di decine di migliaia di telespettatori? Il trambusto mediatico rischia però di assorbire anche le risorse della polizia, e l'ispettore Patrik Hedström è in affanno: le indagini su una donna morta in circostanze sospette vanno a rilento. Cercando faticosamente di mettere insieme i pezzi di un caso dai mille colpi di scena, Patrik trova un diario e vecchi ritagli di giornale che potrebbero contenere indizi preziosi. Non gli resta che cercare di aprire una breccia nel muro di silenzio che la piccola comunità di Fjällbacka erge a difesa della propria irreprensibile immagine.

Il tempio della luce
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Piazza, Daniela

Il tempio della luce

Rizzoli, 01/01/2012

Abstract: Milano, 1447. La città vista dall'alto è un tessuto dai colori vivaci punteggiato di torri e campanili, su cui domina la cattedrale di Santa Maria Nascente. È ancora un cantiere in fermento, il duomo di Milano, ma è progettato per diventare il più maestoso d'Europa. E proprio tra le sue mura si nasconde un segreto che potrebbe cambiare per sempre la storia della città. Filippo Maria Visconti, il signore di Milano, è morto lasciando il Ducato senza eredi – e facile preda delle ambizioni di Francesco Sforza – ma tra le navate della cattedrale e all'oscuro di tutti i pretendenti alla successione vive un ragazzo che ha nelle vene il suo stesso sangue. E che un giorno potrebbe rivendicare il potere per la razza viscontea. È Niccolò, educato come un figlio dal canonico Onorio, che cresce tra i pilastri e sulle guglie del duomo; qui ha scoperto la passione per la scultura e ha incontrato la bella Angelica. Ma ora è giunto per lui il tempo di conoscere il proprio destino. Perché sotto le fondamenta del duomo si riunisce un'antica Confraternita che agisce in segreto per realizzare la Grande Opera: ricongiungere finalmente l'uomo a Dio. Chiamato da Onorio a farne parte, tra misteriosi rituali alchemici e intrighi di corte, Niccolò dovrà scegliere se percorrere la strada della Luce o quella delle Tenebre. Con Il Tempio della Luce Daniela Piazza mette in scena l'anima più oscura di Milano e con un grandioso affresco ce ne racconta la storia più affascinante e nascosta. Quella che nessuno finora ha mai scritto.

Addio gran secolo dei nostri vent'anni. Città, eroi e bad girls del Novecento
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Mughini, Giampiero

Addio gran secolo dei nostri vent'anni. Città, eroi e bad girls del Novecento

Bompiani, 19/09/2012

Abstract: Lo hanno definito "il secondo Rinascimento".Il Novecento, il "secolo breve" cominciato nel 1914, con la carneficina della prima guerra mondiale, e finito nel 1989, quando i giovani berlinesi buttarono giù a colpi di unghie il muro che spaccava in due l'Europa.Il secolo in cui si contrapposero frontalmente quelli che massacravano in nome del comunismo e quelli che massacravano in nome del nazismo.Il tempo magnifico dell'avvento del cinema e della fotografia, di Pablo Picasso e di Andy Warhol, del rock suonato allo stremo innanzi a fanciulle che accavallavano le gambe a valorizzare le minigonne create da Mary Quant. Il tempo in cui nacque e si diffuse la stampa a rotocalco, e più tardi quel computer e relativa comunicazione virtuale che l'hanno messa a morte. Un secolo da cui è impossibile traslocare per quanti ebbero vent'anni negli anni Sessanta, quando sembrò che tutto delle libertà e dei redditi dell'Occidente fosse in movimento verso l'alto. Giampiero Mughini era uno di quei ventenni, e del Novecento porta per sempre le stimmate dolorose e inebrianti.In una sorta di faccia a faccia con Lev Trockij, Brigitte Bardot e le altre "cattive ragazze", i grandi autori del design italiano, gli eroi e le canaglie della Parigi occupata (un capitolo che fa da libro a sé), il suo è un viaggio a spiegare territori e protagonisti apparentemente lontani. E invece non c'è virgola di questo racconto che non sia come ossessivamente dettata dalle inquietudini della sera che si è abbattuta sulla nostra vita di oggi.

Il giorno del falco
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Clancy, Tom - Greaney, Mark

Il giorno del falco

Rizzoli, 01/01/2012

Abstract: Jack Ryan Sr. ha preso la decisione più difficile della sua lunga e brillante carriera: correrà di nuovo per la carica di Presidentedegli Stati Uniti, rinunciando al miraggio di un meritato riposo per soccorrere il proprioPaese nella sua ora più buia. Ma la campagna elettorale è persino più feroce del previsto, e il suo avversario si rivela disposto a tutto pur di venire rieletto, anche a montare contro John Clark, da sempre amico fedele di Ryan, l'accusa di essere stato un sicario al servizio dell'aspirante Presidente. Nella buferamediatica che si scatena, Clark è costrettoalla fuga per sottrarsi alla cattura e provare a capire chi si nasconda davvero dietro il complotto. Ma ben altra minaccia incombe sugli Stati Uniti e sul mondo intero: il generale pakistano Riaz Rehan, corrotto e sanguinario, si è alleato con gruppi estremisti islamici per procurarsi testate nucleari e ora si appresta a scatenare una nuova ondata di attacchi contro l'Occidente. Solo gli uomini del Campus, l'agenzia di intelligence fondata dallo stesso Ryan, possono riuscire a fermarlo. E così Ding Chavez, Dominick Caruso e il giovane Jack Ryan Jr. si trovano a unire ancor a una volta le forze e a tentare il tutto per tutto pur di salvare il pianeta dalla catastrofe.Descrizioni realistiche delle più sofisticate strategie militari, pericolosi intrecci tra politica e affari, lo scontro tra le massimepotenze mondiali: nel Giorno del falco TomClancy mescola con sapienza gli ingredienti che hanno fatto di lui un campione indiscusso del thriller, servendo al lettore un cocktailesplosivo.

Se vuoi fare il figo usa lo scalogno
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Cracco, Carlo

Se vuoi fare il figo usa lo scalogno

Rizzoli, 19/09/2012

Abstract: "Risotto allo zafferano. Cominciate tritando la cipolla molto fine (se volete fare i fighi usate lo scalogno). Fatela cuocere con 30 g di burro a fuoco molto dolce, per circa 7-8 minuti, finché non risulta stracotta ma bianca…" Ricette classiche della tradizione e piatti rivisitati dall'estro di uno chef stellato, lezioni di cucina con procedimenti spiegati fin nei minimi dettagli (per non sbagliare) e racconti di una vita ai fornelli e non: dai picnic al lago con il sugo di pomodoro fresco della mamma, alla cucina di Gualtiero Marchesi a Milano e di Alain Ducasse a Montecarlo. Carlo Cracco accompagna gli amanti della cucina (veri esperti e semplici principianti) in un percorso esclusivo e innovativo che permetterà a tutti di apprendere le preparazioni di base, le tecniche di cottura dei cibi, i trucchi e i segreti ai fornelli, con la soddisfazione garantita di portare in tavola piatti di alto livello. Si impara cucinando, eseguendo le ricette dello chef che con precisione e rigore fa da Cicerone nell'affascinante universo del cibo. Un corso di cucina unico, adatto sia a chi muove i primi passi, sia a chi vuole avere l'opportunità di mettersi alla prova con le idee più sorprendenti della cucina di Carlo Cracco. Che non manca di aggiungere ai piatti suggerimenti personali per servire portate degne del suo nome (e delle stelle Michelin!).