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Neri Pozza, 12/12/2014
Abstract: "Cosa ci verrei a fare? Sono americano. Ebreo. Ho ottantadue anni. Sono un vedovo in pensione. Un marine".Sheldon Horowitz non è andato per il sottile la prima volta in cui sua nipote Rhea ha osato chiedergli di trasferirsi da lei e Lars, suo marito, a Oslo. Un ebreo del New England, un ex combattente, capace, durante la guerra in Corea, di premere il grilletto di un fucile con il tocco di un amante e di far fuori la bellezza di dodici uomini, catapultato a Oslo?! tra i ghiacci della Norvegia?!Dinanzi però alle insistenze di Rhea, stufo forse di vagare da solo per le strade di New York dopo la scomparsa della moglie Mabel, Sheldon ha ceduto ed è andato a vivere nella città in cui la nipote si è fatta strada come architetto e suo marito come sviluppatore di giochi.Nel quartiere di Oslo dove abita, la popolazione è in maggioranza composta da balcani, pakistani e somali traslocati nel parco locale a masticare incessantemente khat. Sheldon trascorre la maggior parte del tempo a passeggiare oppure a rimuginare, tra le pareti di casa, sul suo passato di cecchino e sul suo non aver fatto colpevolmente nulla perché, anni addietro, durante la guerra inVietnam, Saul, il padre di Rhea, non ci lasciasse le penne.Un giorno, mentre è comodamente allungato sul divano a leggere un libro di Danielle Steel, sente delle grida provenienti dal piano di sopra. Grida in una strana lingua dai toni acidi e livorosi. Poi tonfi, botte, singhiozzi e passi in avvicinamento, rapidi e regolari, fino a che sulla soglia del suo appartamento non compare una donna. T-shirt, giacca di pelle marrone da quattro soldi, gioielli vistosi e pacchiani, ogni dettaglio in lei dice "Balcani". Al suo fianco, Sheldon vede un ragazzino di otto anni al massimo, visibilmente terrorizzato. Ai piedi porta stivaletti di gomma blu elettrico con orsetti disegnati a mano sui lati. Il resto del corpo è avvolto in una cerata verde.Gli eventi precipitano in un istante. Dapprima il respiro e i passi pesanti di chi è in cerca dei due fuggitivi sulle scale, poi dei colpi sulla porta e, infine, la donna che spalanca gli occhi, spinge il bambino verso Sheldon, mima con le labbra parole che lui non comprende, e corre su per le scale, incontro ai suoi inseguitori.Annoverato tra i migliori crime e thriller dell'anno dal Guardian, dall'Economist e dal Financial Times, Uno strano luogo per morire ha svelato sulla scena letteraria internazionale il talento di Derek B. Miller, un narratore che "si unisce alla schiera dei Jo Nesbø, Stieg Larsson e Henning Mankell, la santissima trinità degli scrittori di crime scandinavi" (Booklist).ECONOMIST TOP FICTION LIBRO DELL'ANNO FINANCIAL TIMES BEST BOOK DELL'ANNO GUARDIAN BEST CRIME E THRILLER DELL'ANNO KIRKUS REVIEWS BEST CRIME DELL'ANNO"La letteratura crime ha una nuova stella. Miller ha davanti a sé una grande carriera".Times"Un romanzo ricco di personaggi credibili e con un eroe grandioso. Eccezionale!"Herald Sun"Ha l'anima di un romanzo letterario e il corpo di un thriller".New York Times
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Neri Pozza, 22/11/2012
Abstract: K.V. Shankar Aiyar è un manager di successo. Ha sessant'anni, appartiene alla casta dei brahmani, ovvero la più alta della società indiana, e cavalca l'onda vigorosa della crescita economica del Paese. Per temperamento non tollera ostacoli di sorta nel suo cammino, consapevole com'è di possedere una lingua affilata in grado di confutare qualsiasi opinione altrui.Gurucharan Ray è un suo collega cinquantenne, che K.V. considera come un suo discepolo nell'arte di arricchirsi nella nuova India. In realtà i pensieri di Gurucharan sono molto distanti dalla generale euforia innescata da un pil in vertiginosa crescita.Spedito in missione dall'azienda in una remota regione, un giorno Gurucharan scompare. Unica sua traccia, i suoi diari che K.V. si vede recapitare. Pagine in cui Gurucharan esprime un profondo disagio dinanzi alla distanza, che si fa sempre più grande, tra chi detiene il potere e chi lo subisce in India. Pagine che, tuttavia, appaiono agli occhi di K.V. nient'altro che il frutto del patetico sentimentalismo di un uomo incapace di cogliere la bellezza del mondo moderno.Bhatta, un giovane uomo che ha cambiato mille lavori e che, tornato a Calcutta, ha fatto incassare in un solo giorno cinquanta crore di rupie al Department Store per cui lavora, è sempre stato un ragazzo inquieto e tormentato attratto da Gurucharan. Per lui Gurucharan ha sempre rappresentato una possibilità di salvezza dalla schiavitù del lavoro e del benessere a tutti i costi. Un giorno Bhatta viene a sapere della morte improvvisa di Gurucharan; si reca nella regione in cui l'amico si era ritirato ed entrando in possesso dei suoi diari scopre l'intenzione di fondare un grande villaggio utopico nella Valle dei Fiori, nei pressi di Hemkund, il sacro lago sikh, e di Badrinath, il santuario induista dedicato a Vishnu. Un progetto nel quale lui stesso avrebbe dovuto avere un ruolo. Ma il tempo ha mutato le cose: Bhatta è diventato il padrone di una galleria d'arte di successo. Un uomo di città, intervistato dai quotidiani e assediato dalla gente. Nel suo animo, il senso di una qualsivoglia redenzione si è affievolito fino quasi a scomparire. Adesso, di fronte a sé, vede soltanto i fulgidi bagliori della Shining India, la grande nazione degli imprenditori e dei loro sogni global, degli intermediari che sognano di continuare a guadagnare la loro parte sulle fatiche altrui, dei politici che sognano di aprire un conto in una banca svizzera, dei funzionari che sognano di spendere i proventi delle bustarelle in un centro commerciale insieme alla famiglia, dei villaggi che sognano di diventare città, delle città metropoli, delle metropoli megalopoli. L'India dei sogni sorti sul cimitero del mondo antico.
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Storia della filosofia - Volume 11
Bompiani, 15/12/2014
Abstract: L'affascinante cammino della conoscenza dalle sue origini all'epoca contemporanea. Una nuova edizione della "Storia della filosofia" di due dei più importanti studiosi del nostro tempo, Giovanni Reale e Dario Antiseri, arricchita con le biografie dei filosofi, brani antologici significativi, dettagliate appendici critiche e un denso apparato iconografico. Alla scoperta di autori e correnti che hanno determinato lo sviluppo del pensiero e la storia dell'umanità, con una particolare attenzione al pensiero contemporaneo.Storia della filosofia dall'epistemologia al XX secolo. In questo volume:KelsenFreudHayekEinsteinCarnapPopperQuineRortySearleRawlsNozickRothbard
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Corbaccio, 15/12/2014
Abstract: UN RACCONTO INEDITO, UN FILTRO D'AMORE E IL MENU PERFETTO PER LA SEDUZIONE. *** Vi ricordate quando Alexa McKenzie, disperatamente alla ricerca di un uomo, aveva provato a fare un incantesimo accendendo un fuoco nel salotto di casa? La sua storia d'amore e di passione con Nick sembrerebbe provare l'efficacia dell'incantesimo in questione, vero? Per questo Jennifer Probst ha deciso di condividerlo con tutti i suoi lettori, insieme a un menu studiato apposta per sedurre l'uomo o la donna della vostra vita e a un racconto inedito che vi farà entrare nell'intimità della coppia più affascinante di sempre: Alex e Nick.
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Neri Pozza, 17/11/2014
Abstract: "Per anni… ho vissuto con l'orecchio destro schiacciato contro una parete sottile". Fin dall'età di tre anni, il giovane protagonista di queste pagine abita con la madre in un bilocale del centro storico di una città di provincia nel nord Italia. Una casa modesta, che è la frazione di un appartamento ben più vasto e nobile nel quale vive una famiglia numerosa, due genitori e quattro figli che sembrano il ritratto dell'esistenza armoniosa. Dal sottile tramezzo che divide le due abitazioni, e che passa proprio per la sua stanza, il ragazzo sente le voci e i rumori della truppa chiassosa e felice che gli vive accanto: le grida dei saluti, del gioco e dei dispetti delle sorelline, le cartelle sbattute, le corse nel lungo corridoio, e poi gli scambi fra i due genitori, che sembrano costanti confidenze, parole sussurrate da vicino. Ma sono soprattutto le note del pianoforte, magistralmente suonato dalla madre dei quattro ragazzi, una signora bionda che per la famiglia ha rinunciato alla carriera di concertista, a invadere la stanza e il tempo del ragazzo. Lui, che è un tipo solitario, legge molto ma non sa nulla di musica, e quell'ascolto involontario lo emoziona e lo turba fino a sconvolgerlo. Quando poi, per un' improvvisa malattia del marito, la pianista resterà vedova e affronterà gli anni del lutto chiedendo aiuto al suo strumento, il giovane sarà costretto a seguirla in un viaggio attraverso il dolore che gli apparirà tanto irresistibile quanto incomprensibile. Cercherà in ogni modo di resistere a quel coinvolgimento, che gli annebbia i sensi ed esaspera la sua immaginazione. Ma la musica che varca quella parete si rivelerà più forte di tutto: anche di Rosa, una ragazza luminosa e più grande di lui, che per amore proverà a strapparlo all'incantesimo di quell'ascolto.E solo alla fine gli sarà chiaro che ciò che sembrava casuale era invece necessario, e che se non aveva potuto scendere da quel treno era perché quel viaggio, oltre che della pianista, era anche, e intimamente, il suo."Un romanzo potente, dove la musica si incarica di sfondare la parete sottile che costringe le parole non dette. E impone loro di dirsi".Umberto Galimberti"Ecco un libro tanto superfluo quanto insostituibile, come ogni essere umano. Un libro-persona. Non perché somiglia al suo autore: perché è il suo autore. Un libro che non è in gara con altri libri, non pretende un posto in classifica. Semplicemente unico. E, credo, bellissimo".Vittorio Sermonti
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Neri Pozza, 05/11/2014
Abstract: Un venerdì mattina del 1946, in completo beige, camicia bianca e cravatta azzurra, Harry Copeland esce di casa sua, al 333 di Central Park West a New York. È una splendida giornata, e trovarsi a New York in una giornata simile dista un niente dalla sensazione di essere innamorati. Gli alberi fioriscono come nubi luminose nei parchi, e pennacchi di fumo e vapore si levano verso l'azzurro o si arricciano al vento. Harry è appena tornato dalla guerra senza sapere che cosa avrebbe trovato in patria. Dopo aver combattuto per mare, per terra e in cielo, dovrebbe sistemarsi, mettere su famiglia, ma non è ancora accaduto niente e tutto sembra uguale a prima: metropolitane, ristoranti, telefonate, conti da pagare.A Staten Island trascorre un paio d'ore seduto al sole nel giardino a picco sul mare di sua zia Elaine, vedova dell'unico fratello di suo padre, poi al ritorno, sul traghetto che lo riporta a South Ferry, si imbatte di nuovo nella giovane donna dalla struggente bellezza intravista da lontano all'andata, mentre incedeva sul ponte con la schiena diritta e la testa alta.Nella penombra dei pilastri e delle palizzate di legno, Harry si accorge di come ogni suo particolarelo colpisca irrimediabilmente al cuore: la grazia con cui si muove o rimane ferma; le mani e il modo in cui le tiene; le forme in cui le sue dita si compongono; la camicetta che indossa con un ricamo perlaceo elaborato ma sobrio; persino le pieghe della gonna; e la voce che, nitida, si sofferma su ogni sillaba.La giovane donna si chiama Catherine Thomas Hale, ma ha scelto un altro nome, Catherine Sedley, per togliere di torno la sua famiglia e calcare la scena di scalcinati musical con orchestre formate dagli scarti della New York Philharmonic e registi che agognano improbabili trionfi a Broadway.New York, però, non è più la città calma e onesta di un tempo, e tra le sue strade fumose prosperano gli affari loschi della malavita. Quando, perciò, un vecchio promesso sposo di Catherinesi presenta al suo cospetto e un gruppo di gangster minaccia di far saltare in aria la pelletteria di famiglia, Harry capisce che, se davvero vuole conquistare Catherine, deve nuovamente combattere. E vincere. Costi quel che costi.Meraviglioso inno all'amore, ai mille volti di New York e all'America, New York Times Bestseller tradotto in numerosi paesi, Nella luce e nell'ombra ha riscosso, al suo apparire negli Stati Uniti, unostraordinario successo di pubblico e di critica."Per la grande costruzione narrativa, i principi morali, la magnificenza della scrittura e lo splendore di New York, questo romanzo è la continuazione ideale di Storia d'inverno".The Wall Street Journal"La cifra di Helprin è la capacità di evocare la potenza vitale di ciò che ci circonda". Lara Crinò, il Venerdì - la Repubblica
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Neri Pozza, 05/11/2014
Abstract: Chi è l'affascinate signora nerovestita che si è installata nella decrepita, isolata residenza di Wildfell Hall? Quella donna sola, che vive con un bambino e un'anziana domestica, sarà davvero la giovane vedova che dice di essere? Helen Graham è estremamente riservata e il suo passato è avvolto in un fitto mistero. Fa il possibile per ridurre al minimo i contatti con i suoi vicini, a costo di apparire scostante e ombrosa, e trascorre le giornate dipingendo e prendendosi cura – fin troppo amorevolmente, dice qualcuno – del piccolo Arthur. Ma Gilbert Markham, giovane gentiluomo di campagna tutto dedito ai suoi terreni e al corteggiamento di fanciulle tanto graziose quanto superficiali, è subito punto da una viva curiosità per quella donna che lo tratta con insolita freddezza, quasi nutrisse diffidenza e disprezzo nei confronti dell'intero genere maschile.Il comportamento schivo di Helen suscita presto voci e pettegolezzi maligni e lo stesso Gilbert, che pure è riuscito con delicatezza e pazienza a stringere una bella e intensa amicizia con lei, è portato a sospettare.Solo quando la donna gli consegnerà il proprio diario emergeranno i dettagli del disastroso passato che si è lasciata alle spalle.Nel 1848, la più giovane delle sorelle Brontë dà alle stampe un romanzo scandaloso al di là delle intenzioni: linguaggio esplicito, crude descrizioni di alcolismo e brutalità – pare che uno dei personaggi maschili sia modellato sullo scapestrato fratello Branwell – e soprattutto una donna che non perde mai il rispetto di sé e lotta per la propria indipendenza, con una forza incrollabile sostenuta da fede, intelligenza e coraggio, fino a violare le convenzioni sociali e persino la legge inglese. Un testo femminista ante litteram in spregio alla morale vittoriana, ma impietoso contro il vizio e la debolezza anche quando sono incarnati da figure fem minili: l'adultera Lady Lowborough, la troppo mite Milicent, la maliziosa e quasi maligna Eliza Millward.Nell'introduzione alla seconda edizione, Anne (sotto le mentite spoglie di Acton Bell) spiega chiaramenteil suo intento: rappresentare il male non nella sua luce "meno cruda" ma mostrandone il vero volto.Perché occultare il vero non aiuta a scansare il peccato e l'infelicità: meglio "poche e salutari verità"di "tante sciocche blandizie". "Ogni romanzo", dice Acton Bell, "dovrebbe esser scritto affinché lo legganouomini e donne, e non riesco proprio a immaginare come potrebbe un uomo permettersi di scrivere qualcosa di davvero vergognoso per una donna, o perché una donna dovrebbe essere censurata per aver scritto qualcosa di decoroso e appropriato per un uomo"."Una formidabile storia d'amore e di speranza, oppressione, peccato e tradimento".Daily Mail
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Neri Pozza, 26/02/2014
Abstract: Si sono dati alla macchia per combattere le ingiustizie di cui erano state vittime le loro famiglie, le comunità contadine che li ospitavano o loro stessi. Sono diventati briganti per caso, non per vocazione. Hanno fatto un fardello delle proprie illusioni e, da veri romantici, si sono rintanati nei boschi, convinti di poter combattere con le armi un mondo che ritenevano ingiusto. Qualcuno li chiamava criminali e banditi, altri briganti. Spesso, tuttavia, anche se molti di loro si dichiaravano anarchici, erano pover'uomini, analfabeti che non avevano fatto altro che reagire d'impulso ai torti di cui erano stati vittime; disperati che progettavano di far cadere tutti i potenti del paese, chiunque essi fossero.Questo libro racconta cinque storie di briganti, dal Seicento alla fine dell'Ottocento, che mai avrebbero pensato di darsi alla macchia se le loro vite non fossero state sconvolte da qualcosa di inatteso e irreparabile. Persone come Giovanni Beatrice (detto Zanzanù) che diventò bandito per vendicarsi della fazione rivale che aveva barbaramente giustiziato suo padre nella piazza del paese; come Antonio Tosolini (detto Menotto), friulano, che imbracciò l'archibugio per punire il conte che lo aveva licenziato e che pagava troppo poco i braccianti. E ancora briganti come Michelina Di Cesare, di Caspoli, nel Casertano, che raggiunse nei boschi un ex sergente borbonico di cui si era innamorata; come Giuseppe Mayno, fuggito per colpa della sparatoria da lui innescata in cui morirono due gendarmi, o Francesco De Michelis (detto il Biondìn) arrestato per omicidio volontario, dopo aver ucciso un rapinatore per eccesso di legittima difesa. Scritte col piglio del racconto d'avventura ma arricchite dalle splendide e rigorose ricostruzioni storiche a cui Silvino Gonzato ci ha ormai abituato, Briganti romantici è un affresco che, dal Seicento all'Ottocento, narra di gendarmi e soldati, sicari e spie, vagabondi e generali, e dell'avventuroso destino di coloro che sarebbero passati alla storia come briganti.
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Ponte alle Grazie, 16/12/2014
Abstract: La Costa Concordia, riversa su un fianco, affonda inesorabilmente, portando con sé le vite di numerosi passeggeri, l'ecosistema di un intero litorale, i mezzi di sussistenza degli abitanti dell'isola del Giglio, mentre il suo abbronzato comandante osserva l'evento catastrofico a distanza di sicurezza, vistosamente all'asciutto e sulla terraferma. Considerazioni sparse su una vicenda emblematica del nostro tempo.
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Manuale di danza del sonnambulo
Neri Pozza, 16/12/2014
Abstract: Amina è una wedding photographer, una fotografa di matrimoni, e vive a Seattle in un tipico appartamento da middle class, con dei pavimenti di linoleum punteggiati di bolle d'aria che scoppiano quando lei le calpesta. Sua madre, Kamala, vive nel New Mexico in una casa circondata da pioppi e da una mesa contro cui a sera echeggia lo stridio dei grilli. Sua madre detesta Seattle, una città perennemente "senza sole" dove, come ha letto su un numero di Rolling Stone che Amina le ha inavvertitamente lasciato, le rock star non trovano di meglio che spararsi.Una sera di pioggia la ragazza riceve una telefonata di Kamala. All'orecchio le giungono i rumori della notte del New Mexico, l'applauso soffocato del vento che soffia tra i pioppi, il ticchettio del lucchetto del cancello dell'orto. Le giungono anche notizie che non avrebbe mai voluto sentire: Thomas, suo padre, un medico stimato, seguito sempre da un codazzo di infermiere che lo tallonano "come un branco di oche", di notte se ne sta seduto sotto il portico di casa in preda a febbre e a un furore di parole. Prince Philip, il loro anziano e artritico labrador, si è messo mestamente a camminare avanti e indietro in corridoio, mugolando. E Kamala, infrangendo la legge non scritta di non valicare mai il confine della zona di casa riservata a Thomas, si è spinta nella luce gialla del portico giusto per udire il marito parlare con Ammachy, la nonna morta da quasi vent'anni in India. Parlava di storie stupide, di uno zenzero marinato del 1982, del concorso di fotografia vinto da Amina alle medie, ma parlava come se vedesse davvero la donna. Da buona cristiana siriaca capace di citare a proposito e a sproposito la Bibbia, Kamala crede proprio che Thomas "stia per andarsene".Il pensiero di Amina corre subito alla casa dove suo padre trascorre le sue bizzarre notti, a quella dimora del New Mexico in cui, dalle pareti agli oggetti più minuscoli, ogni cosa racchiude la storia della sua famiglia: dalla fuga dall'India, dopo che Thomas litigò con sua madre, al tragico pomeriggio in cui dall'Oriente giunse la notizia della morte della donna e dei familiari nell'incendio appiccato da un vecchio zio squilibrato, ai primi giorni di scuola in cui tutti i compagni parlavano una lingua incomprensibile e sconosciuta. È chiaro che Amina dovrà precipitarsi laggiù, a fare i conti con gli indelebili ricordi della sua infanzia.Scritto con uno stile impeccabile e popolato da personaggi indimenticabili, il romanzo di Mira Jacob racconta la storia di una famiglia indiana emigrata in America e di una ragazza che, scoprendosi donna senza aver realizzato nessuno dei suoi sogni, si avventura alla ricerca delle proprie radici per trovare il proprio posto nel mondo.Barnes&Noble "Discover Great New Writers" 2014 "Intenso e intelligente, il romanzo di Mira Jacob si muove agevolmente dall'India agli Stati Uniti, dipingendo il vivace ritratto di un mondo in continuo mutamento".Gary Shteyngart "Mira Jacob ha un talento magnifico nel ricreare il caotico procedere della vita di una famiglia, tra gioie, tristezze, furori e disillusioni".Publishers Weekly"Il paragone con Jhumpa Lahiri è inevitabile. Entrambe scrivono con disarmante sincerità di divari generazionali e peregrinazioni familiari... Jacob, tuttavia, con una maggiore propensione alla commedia".Kirkus Review
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Feltrinelli Editore, 03/06/2016
Abstract: Capolavoro di uno dei più illustri rappresentanti dell'Umanesimo europeo, divertente quanto sferzante critica alla tracotanza umana, Elogio della Follia è senza dubbio una delle opere centrali del canone filosofico e letterario mondiale. Ma non è un'opera irraggiungibile e criptica: al contrario, è amata proprio per la sua scrittura potente e corrosiva, per la forza drammatica che nasce dall'idea di far parlare la Follia in prima persona. Come una gran dama dall'intelligenza devastante, la Follia, tessendo un raffinato autoelogio, mette alla berlina uno per uno tutti i limiti, le meschinità e le bassezze dell'umanità. Non ci sono sconti per nessuno, a prescindere dallo stato sociale e dal prestigio accumulato. Gli esseri umani sono messi a nudo nella povera essenza che tutti li accomuna, costretti a rinunciare alle consuete pompose vesti di governanti, letterati, religiosi. Erasmo non procede però a una pura opera di demolizione: al cuore dell'Elogio pulsa un accorato invito a considerare il messaggio di Cristo nella sua pienezza e a conformare le nostre vite alle sue parole, senza false interpretazioni.
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Fazi Editore, 13/10/2016
Abstract: In Germania, nascosta fra le fronde delle foreste più fitte, riparata dai corsi d'acqua più insidiosi, e soprattutto protetta dalla magia, la Tenuta è la comunità segreta che l'anziana Isolde ha costituito anni fa.Qui, organizzati in clan, alleanze e veri e propri sistemi di governo, vivono i mutaforma, esseri umani con la capacità di assumere sembianze animali. Per Uriel, magnifica tigre bianca, avvenente nipote di Isolde e candidato alla reggenza in seguito al ritiro della nonna, il tempo della spensieratezza e delle avventure amorose sta per finire: deve lasciare la Tenuta e, insieme alla gemella Stella, mettersi alla ricerca della ragazza destinata a diventare la sua compagna; colei che non solo dovrà innamorarsi di lui, ma anche possedere quelle stesse capacità magiche di cui è dotata Isolde. Solo in questo modo Uriel potrà sperare di vincere la lotta per la successione, salire al potere e proteggere il proprio branco dalle minacce del mondo esterno.È così che la giovane Dara – rimasta sola dopo l'incidente stradale che le ha portato via la famiglia – si ritroverà coinvolta in un mondo incredibile, combattuta fra il desiderio di tornare alla sua vita di sempre e l'enorme responsabilità di essere l'unica speranza per la Tenuta e per i suoi membri, ai quali presto si ritroverà indissolubilmente e perdutamente legata. Primo volume di una trilogia, tra scenari incantevoli, intrighi di potere, sentimenti e colpi di scena, Feline dà il benvenuto al lettore con un modern fantasy raffinato e completamente nuovo, dove restare fedeli a se stessi si rivela la battaglia più difficile."Sarah Bianca crea personaggi immaginari e li rende squisitamente reali, con le loro debolezze, i loro timori e le loro azioni spesso avventate, perché dettate dall'istinto e dalle emozioni. Così umani anche nella loro forma animale; così speciali, che mentre leggi si sono già ritagliati un posticino nel tuo cuore senza fartene nemmeno accorgere".Leggere Romanticamente"Consiglio assolutamente questo libro a tutti i lettori desiderosi di un'avventura nuova, coinvolgente e originale".Dragonfly Literary Blog"Questo libro mi ha decisamente conquistato, c'è dentro tutto ciò che per me è essenziale in una storia".Romance and Fantasy for Cosmopolitan Girls
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La guerra dei giganti. Ossidea
Salani Editore, 16/12/2014
Abstract: David vola sul dorso di Galanthòr alla volta di Gorbìla, per convincere re Nagòr a traghettare l'esercito degli uri fino alle sponde occidentali, ma un'antica inimicizia rende incerto l'esito della missione. Il Signore del Mare infine acconsente e la traversata ha inizio. Nel frattempo le orde di Kahòs entrano nella Grande Radura e inizia il terribile assedio di Etheria. Dopo una sanguinosa battaglia, la flotta gurblù approda finalmente sulle sponde occidentali e i giganti iniziano la loro marcia attraverso il regno di Ossidea, invaso dai kahuri. Il viaggio sarà lungo e difficile e la forza e il coraggio del principe degli uomini saranno messi a dura prova. Riuscirà David Dream a condurre l'esercito degli uri alla Città del Cielo e a spezzare l'assedio di Kahòs prima che Etheria cada? Qual è il terribile segreto che anima i suoi sogni angoscianti?
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Adelphi, 17/12/2014
Abstract: Difficile, per un viaggiatore come Manganelli, irrimediabilmente diffidente nei confronti di monumenti, musei ("Un museo nasconde una macchinazione, una prepotenza, una frode") e città 'belle', e attratto piuttosto dai mondi periferici, dalle forme "distratte o schive", dall'immagine che "partecipa dell'errore", fare i conti con l'Italia. E tanto più con una "cooperativa di capolavori" come Firenze, in apparenza atemporale, depotenziata, esorcizzata, non più leggibile come allegoria del mondo. Vincendo tenaci resistenze, Manganelli ha finito per affrontare Firenze nel 1982. E i reportages frutto di quel viaggio sono un ammaliante Baedeker, di cui non potrà fare a meno chiunque abbia deciso di rinnovare quell'esperimento e affrontare a sua volta la più intima e straniera delle città italiane. Perché grazie a Manganelli non vedrà i monumenti di Firenze, ma li leggerà, decifrerà l'occulta rete di rimandi che li lega, ricomporrà un misterioso disegno. E scoprirà che tali monumenti sono i contendenti di una arcana "rissa geometrica", in cui ad esempio il Battistero, edificio-diamante narcissico, irrelato e inamabile, si contrappone minacciosamente all'architettura d'aria e di danza di Santa Maria del Fiore, San Lorenzo e Santa Croce.Ma Firenze è solo uno dei nuclei di questo viaggio, che tocca, oltre alla Toscana, l'Emilia, le Marche e il Sud, in particolare l'Abruzzo, "grande produttore di silenzio", dove – ci rivela Manganelli – i monumenti stanno incastonati come gigantesche pietre di un torrente ormai asciutto e immobile, e il Parco Nazionale è un témenos, documento di una vita perduta, appartata e scostante.
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Adelphi, 17/12/2014
Abstract: Apriamo questo libro: sulla sinistra troveremo 439 estratti da testi di Jung intorno all'Anima, sulla destra una sequenza di testi di Hillman che rispondono a Jung, ampliando il suo pensiero e talvolta contrapponendosi ad esso. È un gioco affascinante di canto e controcanto su una "nozione personificata" che è la "metafora radicale" della psicologia. Per Hillman, "Anima" è in certo modo il libro segreto, quello che innerva tutta la sua ricerca: "Guardandomi indietro, mi sembra che "Anima" sia stata alla base di tutto il mio lavoro". Ciò di cui si parla in questo libro è la fonte stessa della vita della psiche: "Il richiamo dell'anima è convincente; è una seduzione che porta alla fede psicologica, una fede nelle immagini e nel pensiero del cuore, che porta a un'animazione del mondo. Anima crea attaccamenti e legami. Ci fa innamorare. Non possiamo più rimanere osservatori distaccati che scrutano attraverso la lente".La prima edizione di "Anima" è del 1985, ma una versione più breve era apparsa su "Spring 1973" e "Spring 1974".
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Adelphi, 17/12/2014
Abstract: Esiste qualcosa, in ciascuno di noi, che ci induce a essere in un certo modo, a fare certe scelte, a prendere certe vie – anche se talvolta simili passaggi possono sembrare casuali o irragionevoli? Se esiste, è il daimon, il "demone" che ciascuno di noi riceve come compagno prima della nascita, secondo il mito di Er raccontato da Platone. Se esiste, è ciò che si nasconde dietro parole come "vocazione", "chiamata", "carattere". Se esiste, è la chiave per leggere il "codice dell'anima", quella sorta di linguaggio cifrato che ci spinge ad agire ma che non sempre capiamo. Dopo anni di indagini sulla psiche, che hanno fatto di lui l'autore di saggi memorabili come "Il mito dell'analisi" e "Re-visione della psicologia", James Hillman ha voluto darci con questo libro le prove circostanziate dell'esistenza e dei modi di operare del daimon. E ha scelto una via inusuale ed efficacissima, quella cioè di impiegare come esempi non oscuri casi clinici ma il destino di personaggi che ogni lettore conosce: da Judy Garland a John Lennon e Tina Turner, da Truman Capote a Quentin Tarantino e Woody Allen, da Hannah Arendt a Richard Nixon e Henry Kissinger, da Hitler ai serial killer. Attraverso questa profusione di storie eloquenti e paradigmatiche Hillman è riuscito a farci capire che se la psicologia si è dimostrata incapace di spiegare le scelte più profonde che decidono la vita di tutti noi è proprio perché aveva perso contatto con il daimon. E soprattutto a farci sentire di nuovo la presenza di questo compagno segreto dal quale, più che da ogni altro elemento, la nostra vita dipende."Il codice dell'anima" è apparso per la prima volta nel 1996.
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Adelphi, 17/12/2014
Abstract: Non sempre è giusto cedere al fascinoso (e compassionevole) luogo comune secondo il quale chi muore giovane è caro agli dèi, perché "così come il carattere guida l'invecchiamento, l'invecchiamento disvela il carattere". La senilità, quindi, non è un accidente, né una dannazione o l'abominio di una medicina devota alla longevità, ma la condizione naturale e necessaria affinché il carattere si confermi e si compia. Come il daimon – il codice dell'anima – presiede alla rappresentazione di noi nell'età giovane, così il carattere delinea l'immagine di noi nell'età senile, vale a dire "ciò che resta dopo che ce ne siamo andati". Ma se il carattere sopravvive per immagini, invecchiare non è un mero processo fisiologico: è una forma d'arte, e solo coltivandola potremo fare della nostra vecchiaia una "struttura estetica" possente e memorabile, e incarnare il ruolo archetipico dell'avo, custode oculato della memoria e difensore non bigotto della tradizione – ovvero il compito cui siamo chiamati in tarda età. E non sarà secondaria, nell'adempimento di tale compito, la forza di impatto del nostro volto, che dal carattere è stato plasmato e del carattere è l'immagine più rivelatrice. Come viatico al seducente percorso cui Hillman ci invita in questo saggio, ci si potrebbe allora servire di un passo di Borges: "Un uomo si propone il compito di disegnare il mondo. Trascorrendo gli anni, popola uno spazio con immagini di province, di regni, di montagne, di baie, di navi, d'isole, di pesci, di dimore, di strumenti, di astri, di cavalli e di persone. Poco prima di morire, scopre che quel paziente labirinto di linee traccia l'immagine del suo volto"."La forza del carattere" è apparso per la prima volta nel 1999.
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Adelphi, 17/12/2014
Abstract: Fra i lettori appassionati di Hillman si sentono spesso ricordare due scritti, vere gemme della sua produzione: il saggio sul tradimento e "Senex e puer". Di fatto sarebbe difficile trovare una migliore via d'accesso al pensiero di questo autore. Nel primo caso perché in poche pagine egli ci offre un'analisi esemplare di una di quelle realtà condannate e deprecate che solo lo scandaglio psicologico riesce a illuminare dietro le grevi cortine della morale. E questa, come sappiamo, è una linea che Hillman ha in seguito ampiamente sviluppato. Nel secondo perché la caratterizzazione del Puer aeternus e quella parallela del Senex hanno una tale precisione e capacità individuante da offrirsi come ausilio immediato per riconoscere nella nostra psiche, in tutti i loro camuffamenti, i tratti dell'eterna fanciullezza e della saturnina vecchiaia."Il tradimento" e "Senex e puer" sono entrambi nati come conferenze, rispettivamente tenute a Londra nel 1964 presso la Guild of Pastoral Psychology e nel 1967 ai seminari di Eranos.
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Verso un'economia verde: la nuova sfida dell'Europa
Fazi Editore, 17/12/2014
Abstract: La domanda fondamentale non è come uscire dalla crisi economica. La domanda è come farlo senza già programmare la prossima crisi. Questa non sarà più solo economica ma anche ecologica.L'ecologica e l'economia sono intimamente connesse e continueranno ad esserlo sempre di più man mano che ci avviciniamo ai limiti estremi di sostenibilità del pianeta, e imparare a considerarle così unite potrebbe offrire la soluzione dei nostri problemi. Questa è la preziosa idea dell'economia verde.Più che un semplice slogan, la crescita verde è un nuovo paradigma per la politica economica, in grado di mobilitare le forze sociali necessarie ad avviare il cambiamento.Quali sono le radici comuni dell'ecologia e dell'economia? Quali sono i principi economici, politici, filosofici di un'economia verde? La protezione dell'ambiente può essere compatibile con lo sviluppo economico? Dobbiamo per forza scegliere tra salvare l'economia o salvare il pianeta? Se i problemi ambientali sono divenuti transnazionali, anche le soluzioni devono avere respiro globale. L'Unione Europea, in quanto esperimento politico di un'organizzazione sovranazionale di stati-sovrani, è la chiave di volta del problema. Con lucido pragmatismo e accompagnati da un'idea-guida della società in cui vorremmo abitare, questo saggio spiega il legame tra la crisi ambientale e la crisi ecologica, i pilastri sul quale poggia l'economia verde, e la soluzione politico-istituzionale di questa grande sfida aperta sul futuro.
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Impronte degli dei. Alla ricerca dell'inizio e della fine
Corbaccio, 18/12/2014
Abstract: QUAL È IL SEGRETO DELLA PREISTORIA DELL'UMANITÀ? Hancock intraprende una ricerca ad ampio raggio per mettere insieme i pezzi dell'enorme e misterioso puzzle della dimenticata preistoria dell'umanità. Nelle antiche rovine di diverse popolazioni, vengono alla luce non solo le impronte di un popolo sconosciuto che prosperò durante l'ultima glaciazione, ma anche i segni di un'intelligenza superiore. Mettendo insieme i miti e leggende universali, l'autore scopre tracce di uno specifico linguaggio scientifico decodificando i risultati di millenni di accurate osservazioni astronomiche. Utilizza poi le tecniche più evolute di geologia e astronomia per dimostrare che la datazione di molti siti archeologici potrebbe essere molto più antica di quanto creduto. E infine comunica una terribile premonizione.