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La vita è brutale e poi muori
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Manfredi, Emilio E.

La vita è brutale e poi muori

Mondadori, 12/05/2015

Abstract: Da più di dieci anni Valerio Montale vive in Africa. Dopo aver tentato i lavori più strani ha capito che spacciando droga si vive meglio che facendo il giornalista free-lance. Per questo ogni due o tre mesi vola in Guinea Bissau a fare un carico di cocaina, da trattare in Costa d'Avorio, dove abita, per poi rivenderla a diplomatici e operatori umanitari dall'altra parte del continente, a Addis Abeba.Una vita senza patria, nomade, priva di veri punti di riferimento. Con una sola eccezione: la figlia Malaika, una bambina di sei anni che, da quando la madre è morta, Valerio ha affidato alle cure della tata Melat e con cui non riesce davvero a rapportarsi, a fare il padre.Ma la bambina viene rapita e Valerio scopre che il sequestro ha a che fare con il suo migliore amico d'infanzia, Gaetano Currò, apparentemente imprenditore illuminato, ma in realtà coinvolto negli affari della 'ndrangheta. Se vuole rivedere la bambina dovrà obbedire alle istruzioni che lo condurranno da un capo all'altro dell'Africa fino al ritorno nella terra dei padri, in Calabria, in un proprio personale viaggio all'inferno. Mentre, sullo sfondo, una terribile guerra civile insanguina la Costa d'Avorio.Con la forza e l'energia espressiva di chi conosce e vive un luogo sulla propria pelle, Emilio Ernesto Manfredi scrive un libro che è al tempo stesso un noir violento e spietato e il racconto più fedele e sconvolgente di quello che è l'Africa di oggi, al di là di banalità e luoghi comuni. Un romanzo appassionante che sfata molti dei pregiudizi eurocentrici, e che partendo da suggestioni autobiografiche spiega con dura chiarezza quello che sta accadendo in Africa. E mostra perché il futuro dell'Occidente potrebbe davvero dipendere da quello che succede nel "continente nero".

L'Herondale scomparso. Le cronache dell'Accademia Shadowhunters
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Wasserman, Robin - Clare, Cassandra

L'Herondale scomparso. Le cronache dell'Accademia Shadowhunters

Mondadori, 30/04/2015

Abstract: Simon scopre che il peggior crimine che uno Shadowhunter possa commettere è disertare. All'inizio del Diciannovesimo secolo, Tobias Herondale abbandona i compagni Shadowhunters nel mezzo della battaglia, condannandoli a morte certa. La sua azione sarebbe stata punita con la morte se non fosse che Tobias scompare nel nulla. Il Conclave reclama la vita della moglie al posto della sua. Simon e gli altri studenti rimangono scioccati dalla brutalità della decisione del Conclave soprattutto quando scoprono che la donna era incinta. Ma se il neonato fosse sopravvissuto... Forse là fuori potrebbe esserci un ramo disperso della famiglia Herondale.

Microsoluzioni
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Arnold, Caroline L.

Microsoluzioni

Sperling & Kupfer, 07/04/2015

Abstract: Dimagrirò. Smetterò di fumare. Imparerò a risparmiare. Quante volte abbiamo fatto dei buoni propositi senza riuscire a mantenerli? Cominciamo con entusiasmo a programmare un grande cambiamento ma poi, vedendo che i progressi arrivano molto lentamente (e a caro prezzo), la nostra forza di volontà crolla. È così che circa il 90% degli obiettivi che ci poniamo finisce con un fallimento. In questo libro Caroline Arnold ci spiega il metodo che ha messo a punto con una geniale intuizione che sposa neuroscienze e vita quotidiana. Se vogliamo davvero trasformare la nostra vita, non serve che ci imponiamo cambiamenti drastici: sono demotivanti perché troppo complessi e non danno risultati immediati. Il segreto è "spezzare" il nostro proposito in più parti, dividerlo in tanti piccoli "micro" traguardi che, più facilmente raggiungibili, regalano subito una gratificazione e ci spingono ad andare avanti con maggiore determinazione. L'autrice spiega in modo semplice e convincente come riuscire a formulare la microsoluzione più adatta al nostro problema (dalla perdita di peso al bisogno di diventare più ordinati, dalla gestione delle relazioni a quella delle proprie risorse economiche) nel modo più preciso e mirato. Microsoluzioni è un potente ed efficace strumento per migliorare se stessi, in ambito sia personale sia professionale. E funziona.

La Zona mediterranea
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Sears, Barry - Morandi, Daniela

La Zona mediterranea

Sperling & Kupfer, 28/04/2015

Abstract: "Spesso la Zona è considerata soltanto una dieta dimagrante. In realtà è una strategia alimentare che mira alla salute globale e al benessere degli individui. Può anche aiutare gli atleti a essere più efficienti dal punto di vista fisico e mentale. Sono ormai molte, del resto, le medaglie d'oro olimpiche vinte da atleti e le squadre di calcio professionistiche che mangiano secondo le regole della Zona. In questo ebook Barry Sears spiega come la Zona si possa sposare alla dieta mediterranea, non quella falsa (ricca di pasta, pizza e pane), ma quella vera, quella di cui parlò Ancel Keys oltre sessant'anni anni fa, a base di pesce (ricco di acidi grassi omega 3) e alimenti in cui abbondavano i polifenoli: la verdura, la frutta, l'olio extravergine d'oliva e, in modiche quantità, il vino rosso. Un modo di alimentarsi gustoso e, al tempo stesso, sano." Professor Enrico Arcelli, MD, Università degli Studi di Milano

Tutto bene
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Acerbi, Francesco - Pucci, Alberto

Tutto bene

Sperling & Kupfer, 05/05/2015

Abstract: Prendete un ragazzo, mettetelo in campo e fatelo correre dietro a un pallone. Poi prendete lo stesso ragazzo e fatelo sdraiare in un letto di ospedale, pronto per essere operato d'urgenza. Francesco Acerbi racconta la sua storia, drammatica ma per fortuna terminata nel migliore dei modi. Come in un romanzo che conquista sin dalle prime pagine, "Ace" parla con coraggio e disincanto dei momenti più difficili della sua vita, della prima diagnosi avvenuta nel 2013 quando aveva 25 anni, dell'operazione, della chemioterapia e di come abbia saputo tener testa al tumore, sconfiggendolo due volte e rientrando in campo più forte, sia come giocatore che come uomo. Dalle giovanili del Brescia fino al Sassuolo, trascinato da una caparbietà fuori dal comune, Francesco descrive i suoi primi passi da difensore, l'intenso rapporto con il padre, il legame con una famiglia che gli è sempre stata accanto, le passioni e i momenti spensierati di un ragazzo innamorato del calcio. Riavvolgendo il nastro dei ricordi, torna a vestire "virtualmente " tutte le maglie da lui indossate, compresa quella azzurra della Nazionale, conquistata con la stessa grinta con cui ha battuto due volte l'avversario più pericoloso. Tutto bene è il messaggio toccante e sincero di Francesco nei confronti di chi lotta ogni giorno contro una malattia che, se affrontata con coraggio e voglia di vincere, può essere sconfitta.

La nazione napoletana
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Di Fiore, Gigi

La nazione napoletana

UTET, 14/09/2015

Abstract: Fino alla firma della resa con l'esercito piemontese il 13 febbraio del 1861, per più di quattro generazioni la dinastia dei Borbone aveva regnato nell'Italia meridionale, Stato autonomo e indipendente che fu per sette secoli la "Nazione napoletana". Un Paese con una propria economia, una propria industria, un proprio esercito, un proprio inno nazionale; un Paese con valori riconoscibili, condivisi dai suoi abitanti, da Gaeta in giù. Per molti di loro, l'unità d'Italia rappresentò la fine del mondo che avevano conosciuto e nel quale si identificavano. In molti reagirono all'occupazione. Eppure, mentre di Cavour, Garibaldi e Vittorio Emanuele II si sa quasi tutto, pochissimi sono i libri che raccontano le storie degli ufficiali e dei soldati che scelsero di rimanere fedeli al Regno delle Due Sicilie e si opposero ai piemontesi. Uomini che dopo la sconfitta dovettero affrontare umiliazioni, processi e prigionie. Non erano tutti aristocratici o assolutisti: in tanti erano liberali, alcuni avevano combattuto nella Prima guerra d'indipendenza nel 1848 e condividevano il sogno di un'Italia federale; ma quasi tutti furono bollati come retrogradi, reazionari, sbandati, e cancellati dalla memoria comune. Le storie qui raccolte dallo studioso meridionalista Gigi Di Fiore restituiscono un Risorgimento "al contrario", visto e vissuto dalla parte degli sconfitti: storie di eroismo e coraggio, come quella di Francesco Traversa, morto sotto i bombardamenti durante il lungo assedio di Gaeta; storie di fede e determinazione, come quella del magistrato Pietro Calà Ulloa, l'ultimo capo del governo borbonico; storie di ribellione, come quella dei lavoratori dello stabilimento di Pietrarsa, che dettero vita alla prima rivolta operaia dell'Italia unita. Quello di Di Fiore è anche un viaggio in un passato che spesso appare ancora presente: gli insulti razzisti nelle aule di Palazzo Carignano, sede del primo parlamento italiano, non sono poi così diversi da quelli che a volte si ascoltano oggi a Montecitorio; così come i pregiudizi contro i cosiddetti "terroni" restano una costante dell'Italia almeno dall'epoca della sua unificazione, come testimoniano le parole di figure di spicco di quegli anni quali il deputato Mellana, il generale La Marmora o l'antropologo Niceforo. Dopo I vinti del Risorgimento Gigi Di Fiore ritorna sui nodi non sciolti di quello che è stato il Risorgimento al Sud: alla scoperta di che cosa significa oggi richiamarsi a un'identità "suddista", termine che l'autore libera da ogni connotazione negativa, rivalutando le radici culturali e storiche del Meridione. Per comprendere, una volta per tutte, che cosa è andato perduto con la nascita del Regno d'Italia.

Goodbye Berlin
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Herrndorf, Wolfgang

Goodbye Berlin

Rizzoli, 27/04/2015

Abstract: Quando Tschick arriva nella classe di Maik non passa inosservato. Zigomi pronunciati, occhi da mongolo, non apre bocca e puzza di alcol. Di sicuro non sembra uno con cui fare amicizia. Ma tutto può succedere quando tua madre se ne va per l'ennesima volta alla beautyfarm, alias una clinica per alcolisti, e tuo padre parte in vacanza con la sua segretaria diciottenne. Se poi Tatjana Cosic, la ragazza di cui sei innamorato perso, non ti invita alla sua festa di compleanno Può anche darsi che ti ritrovi su un'auto rubata accanto a Tschick, per andare in una terra chiamata Valacchia, che forse esiste, o forse no. L'importante è partire.

Il viaggio di Sammy
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Basso, Sammy

Il viaggio di Sammy

Rizzoli, 28/04/2015

Abstract: Il regalo più bello è stato quello di un nome navajo tutto suo: Chaànaàgahiì, che vuol dire "Uomo che ha ancora tanta strada da fare". Perché per Sammy il viaggio è proprio una dimensione di vita. Il primo aereo l'ha preso che era piccolissimo ma il suo sogno è sempre stato quello di attraversare gli Stati Uniti lungo la mitica Route 66. Questo sogno si è realizzato l'estate dopo la sua maturità in un viaggio coast to coast lungo il quale ha conosciuto le tante facce dell'America, dalle distese deserte dei bikers alle brulicanti metropoli dei grattacieli, dall'antica quiete degli amish alle luci sfavillanti di Las Vegas, dagli alieni sbarcati a Roswell a quelli (molto più plausibili) creati a Hollywood. Sammy è riuscito a incontrare i suoi miti: James Cameron, il regista di Avatar, e Matt Groening, l'inventore dei Simpson. Ha avuto l'onore del lancio d'inizio nella partita di baseball dei Saint Louis Cardinals contro i Milwaukee Brewers, ha cantato in una messa gospel e ha scoperto la bellezza dei cieli sconfinati e delle innumerevoli sfumature delle rocce della foresta pietrificata. In una sola estate, Sammy ha vissuto quello che molti ragazzi non riescono a immaginare neanche in una vita intera e in queste pagine ripercorre i ricordi più significativi della sua straordinaria esperienza. "Ogni occasione per essere felici dovrebbe essere accolta con tutto l'entusiasmo che abbiamo in corpo", perché noi tutti, come Sammy, non abbiamo tempo da perdere.

Mamme avatar
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Turuani, Laura - Comazzi, Davide

Mamme avatar

BUR, 27/04/2015

Abstract: Sempre di corsa per far fronte ai mille impegni che riempiono la vita, le donne di oggi hanno spesso la convinzione di essere madri distanti. In realtà, sono molto più presenti di quanto pensino: devono solo rendersene conto. Nel loro sforzo quotidiano di conciliare la maternità con la vita multiruolo dei nostri tempi, si sono inventate una forma di prossimità virtuale che le mantiene vicine ai loro bambini anche quando non sono insieme fisicamente. Laura Turuani e Davide Comazzi - autorevoli psicoterapeuti dell'Istituto Minotauro che nel corso degli anni hanno assistito moltissime mamme - spiegano in questo libro come le donne abbiano adattato il ruolo materno ai bisogni e ai tempi di oggi: in un percorso che va dalla scoperta della gravidanza fino all'adolescenza, gli autori esaminano i sentimenti che accompagnano il diventare madre e mostrano come le tante figure che ruotano intorno ai bambini (tate, nonni, insegnanti, allenatori) e gli strumenti tecnologici a disposizione possano servire per la costruzione di veri e propri "avatar", propaggini di sé con le quali seguirne la crescita. Comprendere i meccanismi della "presenza virtuale materna" e capire le proprie "strategie di avatar" può consentire a ogni madre di interpretare al meglio il proprio ruolo, stando accanto ai figli fin dove è necessario e accettando poi, quando è il momento, di lasciarli andare.

Ho osato vincere
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Moser, Francesco - Mosca, Davide

Ho osato vincere

Mondadori, 12/05/2015

Abstract: "Cadi nove volte, rialzati dieci." Francesco Moser in bicicletta è stato un numero uno, vincendo più di ogni altro ciclista italiano. Ma tutti i suoi grandi successi - dal Mondiale su pista del 1976 a quello su strada del 1977, dalle tre Parigi-Roubaix inanellate di seguito fra il 1978 e il 1980 alla vittoria al Giro d'Italia del 1984 - sono nati dalla tenacia con cui si è saputo risollevare dopo le sconfitte, rimontando ogni volta in sella deciso a dare battaglia, senza mai risparmiarsi sui pedali. Così Moser è diventato uno degli sportivi più amati di ogni tempo, fino alla consacrazione del record dell'ora, il primato stabilito a Città del Messico nel 1984 a trentatré anni, quando erano in molti a considerarlo ormai sul viale del tramonto. Del resto lui è sempre stato l'uomo dei primati. Non solo per i tre record dell'ora - in altura, al livello del mare e al coperto - ma perché fu un innovatore su tutti i fronti, proiettando il ciclismo di quegli anni nel futuro: fu il primo a usare le ruote lenticolari, a indossare gli occhiali antivento, a sperimentare nuovi metodi d'allenamento, tutti dettagli che poi gli altri corridori copiarono. Dopo Coppi e Bartali, nessuno come lui ha saputo raccogliere intorno a sé l'affetto di tifosi e appassionati, che si rispecchiavano nel ciclista fiero e dalla pedalata potente, poco avvezzo a strategie e giochi di squadra, sempre pronto a spingere e ad attaccare per arrivare, semplicemente, davanti a tutti. Con la schiettezza che l'ha reso celebre, in queste pagine Moser ripercorre in prima persona la propria epopea sportiva, dall'infanzia contadina nella sua Palù di Giovo, in Trentino, ai record messicani, dai duelli con Merckx alla rivalità con Saronni, dalle infernali classiche del Nord ai Giri d'Italia, dalle brucianti sconfitte alle incredibili vittorie. Una carriera ineguagliata, e insieme il grande romanzo popolare di un eroe che ha saputo conquistare un posto nell'immaginario collettivo.

Il mio cuore e altri buchi neri
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Warga, Jasmine - Borgotallo Lorenzo

Il mio cuore e altri buchi neri

Mondadori, 15/05/2015

Abstract: Aysel ha sedici anni, una passione per la scienza e un sogno che coltiva con quotidiana dedizione: farla finita. Tutto ormai sembra convergere in quel buco nero che è diventata la sua vita: i compagni di classe che le parlano alle spalle, un lavoro deprimente, il delitto commesso da suo padre che ha segnato per sempre il suo destino. Aysel vorrebbe sparire dalla faccia della Terra, ma le manca il coraggio di farlo da sola. Per questo trascorre il tempo libero su "Dipartite serene", un sito di incontri per compagni... di suicidio. Roman, perseguitato da una tragedia familiare e da un segreto che vuole lasciarsi alle spalle, è il prescelto. Eppure, proprio nell'attimo in cui stanno per abbandonarla, la vita potrebbe mostrare il suo lato leggero, dolce e pieno.

Treno di vita
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Holden, Wendy

Treno di vita

Piemme, 05/05/2015

Abstract: Priska guardò sua figlia, che fino a quel momento era stata nascosta nella sua pancia, relativamente al sicuro. Ora di colpo era fuori - priva di tutto, nuda, vulnerabile - in un mondo dominato dai nazisti. "Mia Hana" disse con gli occhi umidi, ricordando la conversazione sussurrata con il marito nel vagone merci, durante il loro viaggio da incubo ad Auschwitz: "Se è una femmina la chiameremo Hana". Sentì nascere un sorriso sulle labbra. "Pensa solo a cose belle" le aveva detto il marito appena prima che li separassero. Sconosciute l'una all'altra ma accomunate dallo stesso destino, tre donne sono scampate alla morte e alla follia di Mengele ad Auschwitz riuscendo miracolosamente a nascondere di essere incinte. Costrette ai lavori forzati in una fabbrica di armi vicino a Dresda, e poi stipate con altre migliaia di vittime sul treno della morte diretto a Mauthausen, riescono a difendere caparbiamente la vita che portano in grembo. Una di loro dà alla luce una femmina appena prima del viaggio, un'altra un maschietto sul treno in condizioni disumane, e la terza varcando il cancello del campo. Luogo di nascita Mauthausen, riportano i certificati di nascita dei tre neonati. Tramontate le tenebre della guerra, per oltre sessant'anni ognuno dei tre bambini, ormai cresciuti, crede di essere l'unico uscito vivo dall'inferno in quelle condizioni. Ma le sorprese nella loro incredibile storia non sono ancora finite. Una storia che è un inno all'amore, alla resistenza e alla vita.

Il libro nero del califfato
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Panella, Carlo

Il libro nero del califfato

BUR, 29/04/2015

Abstract: Sempre più violento e deciso a condurre il Jihad con ogni mezzo, il terrorismo islamico è uno dei fenomeni più inquietanti e sfuggenti della società contemporanea. E se la ferocia cieca di attentati kamikaze, fucilazioni di massa e sgozzamenti postati su internet sgomenta una parte dell'opinione pubblica musulmana, continua tuttavia a produrre proselitismo e consenso per il Califfato. Proprio da questa nuova, allarmante "banalità del male" prende avvio l'indagine di Carlo Panella, tra i massimi esperti italiani di islam, che in questo libro - che aggiorna e rivede Il libro nero dei regimi islamici - va al cuore dello scisma che divide il mondo islamico per spiegare la dinamica infernale da cui nasce e trae forza il fondamentalismo. La sua analisi, precisa e senza sconti, smonta i luoghi comuni che colpiscono la maggior parte delle interpretazioni occidentali e delinea le molteplici realtà di un fenomeno che potrà essere sconfitto solo se sarà compreso nella sua drammatica complessità.

Un amico Internet per Valentina
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Petrosino, Angelo

Un amico Internet per Valentina

Piemme, 31/03/2015

Abstract: Voi navigate su Internet? Io l'ho scoperto da poco e ho già trovato un nuovo amico con cui corrispondere: si chiama Jack. Ma a scuola c'è anche un altro ragazzo con cui ho fatto amicizia: Tazio, un tipo davvero speciale!

Walden ovvero Vita nei boschi
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Thoreau, Henry David - Lamberti, Luca

Walden ovvero Vita nei boschi

Einaudi, 05/05/2015

Abstract: Come può un libro all'apparenza cosí remoto nel tempo e nello sguardo sul mondo parlare come pochi altri al nostro presente? Walden è il diario di due anni, due mesi e due giorni di vita solitaria trascorsi da Thoreau nella campagna del Massachusetts, in un capanno sulle rive del lago Walden. A queste pagine militanti e risolute, oltre un secolo dopo, si ispireranno i movimenti ecologisti e ambientalisti di mezzo mondo. Ma Walden è, soprattutto, un inno all'isolamento, il resoconto di un ritorno alla natura, per arrivare dritti al cuore smarrito delle cose. "Andai nei boschi perché desideravo vivere in modo autentico, per affrontare soltanto i problemi essenziali della vita, per vedere se avrei imparato quanto essa aveva da insegnare, e per non scoprire, in punto di morte, di non aver vissuto".

È andato tutto bene
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Bernheim, Emmanuèle - Botto, Margherita

È andato tutto bene

Einaudi, 05/05/2015

Abstract: "È andato tutto bene è un libro pieno di vita, umoristico e feroce. Un racconto sulla morte che si capovolge in racconto sulla vita". "Le Journal du Dimanche" *** André Bernheim ha ottantotto anni, è un gallerista d'arte eccentrico e bon viveur, ed è già passato pressoché indenne attraverso prove fisiche tremende: ma poi è colpito da un ictus che gli blocca la parte destra del corpo, gli rende difficile comunicare e lo costringe a dipendere dagli altri. Non ci mette molto a chiedere a Emmanuèle, la narratrice, e all'altra figlia Pascale, di aiutarlo "a farla finita". Nonostante il dolore, loro accettano: sanno che per lui è insopportabile pensare di vivere immobilizzato e privato della sua dignità. E soprattutto non è un uomo a cui sia facile rifiutare qualcosa. Ma morire non è semplice, anche se lo si vuole appassionatamente. Ha inizio cosí un estenuante percorso: le due sorelle cercano un'associazione che le aiuti, ma in Francia per le persone non malate terminali il suicidio assistito non è legale e gli ostacoli burocratici, penali e morali si moltiplicano finché non trovano un'associazione svizzera. Siamo in autunno, arriva l'inverno, ma il padre chiede di rimandare alla primavera, e sarà a giugno - ennesimo prolungamento di una condizione irreale. Nel frattempo, André rifiorisce, sempre piú sano e, paradossalmente, sempre piú convinto della sua decisione (e la possibilità che le figlie possano finire nei guai a causa sua non lo tocca minimamente). Davanti all'approssimarsi della morte non si trasforma in quello che non è, resta un padre despota, passionario, egoista, egocentrico. E mentre Emmanuèle si imbottisce di sonniferi e antidepressivi, all'arrivo della primavera André dà inizio, con levità, alla sua "cerimonia degli addii". In un equilibrio miracoloso, Bernheim riesce a restituire le dinamiche comiche della sua bizzarra famiglia, la commozione di fronte alla debolezza del padre malato, la difficoltà e la fatica di affrontare e organizzare la sua scelta, senza mai cedere né al pathos né all'anemia emotiva. E fa di un materiale autobiografico di per sé fortissimo, un libro bello, esatto, inaspettato, toccante in modi imprevedibili.

Più gentile della solitudine
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Li Yiyun - Noulian, Laura

Più gentile della solitudine

Einaudi, 12/05/2015

Abstract: I silenzi della bella ed enigmatica Ruyu, l'entusiasmo ingenuo di Moran, la spavalderia di Boyang. Tre adolescenti che condividono la vita nel cortile comune di un caseggiato di Pechino, nel 1989, subito dopo le proteste e gli scontri di piazza Tienanmen. A vent'anni di distanza, si troveranno sparpagliati tra le due coste degli Stati Uniti e la capitale cinese, ora in piena crescita economica. Sarà il riemergere di un segreto dal loro passato a farli incontrare di nuovo. Cosa unisce Boyang, giovane immobiliarista rampante di Pechino, Ruyu, commessa e amica-factotum di ricche e annoiate signore californiane, e Moran, ricercatrice di laboratorio in una sperduta azienda farmaceutica del Massachusetts? O meglio: quale segreto del loro passato li divide e li tiene lontani? E quale ruolo ciascuno di loro ha avuto nella morte dell'antica compagna cui si apprestano a dare l'ultimo saluto? Per scoprirlo, Yiyun Li ci riporta all'agosto del 1989, due mesi dopo il massacro di piazza Tienanmen. E tutto parte dall'arrivo a Pechino di Ruyu, orfana e (segretamente) cattolica, mandata in città dalle prozie a iniziare la scuola superiore con la sua preziosa fisarmonica come unico capitale. Quando la ragazza entra da outsider nel quadrilatero, il caseggiato tradizionale dove ogni aspetto dell'esistenza si svolge in comune, in apparente armonia, le vite di Boyang e Moran iniziano a cambiare. E lo stesso vale per il destino di Shaoai, studentessa universitaria e dissidente, piena di rabbia repressa per una società che sembra aver già cancellato i fermenti e il desiderio di libertà di poche settimane prima. L'alternarsi della realtà della Cina di fine anni Ottanta con la contemporaneità, tra Pechino e gli Stati Uniti, scandisce le esistenze dei quattro protagonisti, avvolte da un'aura di malinconica sospensione e stravolte, quasi senza che se ne rendessero conto, dai tragici eventi pubblici e privati che le hanno sfiorate. Di quelle vite Yiyun Li, con intima comprensione e confermata maestria, narra gli incontri, ridicoli, paradossali o combattuti, in un mondo dove i rapporti umani e d'amore sembrano regolati - per gli imprenditori come Boyang e le loro giovani amanti, ad esempio - solo dalla convenienza economica e dal calcolo. Ma, allargando ora lo sguardo a un altro tempo e a un'altra geografia, l'autrice ci regala un tepore nuovo: da qualche parte, magari in uno sperduto angolo del Midwest, esiste qualcuno che si rivela "piú gentile della solitudine". *** "Qualcosa nel fluido nitore della scrittura di Yiyun Li rende spontaneo attribuirle una neutralità cechoviana. Ma non lasciatevi ingannare: nel suo accostamento di tragedie personali a quelle nazionali c'è in filigrana un vivo, bruciante sarcasmo". "The New York Times Book Review"

Il perdono
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Bilotti, Sara

Il perdono

Einaudi, 12/05/2015

Abstract: Le mattine di sole nell'accogliente campagna toscana hanno reso piú dolce la vita di Eleonora. Da quando si è trasferita nell'agriturismo di Emanuele, ha per la prima volta sentito di appartenere a un luogo, e a un uomo. Lui sa far vibrare ogni corda del suo desiderio, anche la piú inconfessabile, e le ha offerto un nido dove trovare pace. Ma Eleonora non può trovare pace, perché nel suo cuore c'è anche un altro uomo, Alessandro, che per giunta è il fratello minore del suo compagno. Il fragile equilibrio si rompe quando Emanuele tradisce la fiducia di Eleonora. Lei reagisce scappando, come fa da sempre. Per troppi anni è fuggita da sé stessa, dall'offesa imperdonabile della mancanza d'amore. Ora però è arrivato il momento di fare i conti con il passato, per quanto doloroso. È arrivato il momento di capire, di scegliere. Forse il suo corpo sa già la verità, perché il corpo sa tutto.

Liberi servi
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Zagrebelsky, Gustavo

Liberi servi

Einaudi, 05/05/2015

Abstract: Dostoevskij tornò da un viaggio a Londra profondamente turbato: invece di cogliervi il brivido luminoso del progresso - erano i giorni della prima Esposizione universale - aveva scoperto che in quella città regnava l'irrimediabile solitudine e la rassegnata disperazione di un'umanità sottomessa. Aveva sperimentato il trauma immedicabile della profezia: affacciatosi sul futuro, aveva passeggiato nel cantiere del mondo d'oggi per ritrarsene spaventato. Questa illuminazione mediante le tenebre avrebbe trovato felice compimento nel capitolo dei Fratelli Karamazov dedicato al Grande Inquisitore. In esso Dostoevskij affronta temi cruciali che riguardano la filosofia morale, la politica, la filosofia della storia e della religione: pagine taglienti di grande letteratura, in grado di scavare nell'animo umano senza schermi o mediazioni. Con lucida passione, questo libro coglie ogni aspetto del celebre testo, inquadrandolo dapprima all'interno dell'opera e della poetica dello scrittore russo, per metterlo poi in relazione con il pensiero politico della modernità, approfondendo infine le tante riflessioni che da esso scaturiscono. All'autore interessano soprattutto gli aspetti legati alla teoria del potere; e nel monologare dell'Inquisitore di fronte al Cristo silenzioso - fino all'enigmatico bacio finale - ritrova numerosi e sbalorditivi agganci con il nostro tempo presente, che per molti aspetti sembra dare compimento al cinico nichilismo dell'Inquisitore: su tutti, la tendenza degli uomini ad accettare di vedersi sottrarre la vera libertà scambiandola per quella misera e obbediente di un apatico conformismo. *** "Nel punto in cui, con l'annuncio di propositi suicidi, culmina il disgusto di Ivàn Karamazov per il male assurdo e ingiustificato del mondo, illustrato con brevi e sconvolgenti quadri della malvagità umana tratti non dalla fantasia ma dall'osservazione, Dostoevskij introduce l'atto d'accusa contro il Cristo, responsabile di tanta afflizione. L'Inquisitore propone l'inquisizione come rimedio, come medicina efficace per estirpare la causa del male che affligge l'umanità. La causa è la libertà. "Sei venuto a portare nel mondo la libertà. Ma la libertà, per le tue creature, è solo impazienza e sofferenza. È un dono, ma avvelenato". Si può restare indifferenti di fronte a una tale sentenza? No, non si può. Essa contiene, sí, una condanna del Cristo ma la condanna presuppone una concezione della natura umana. L'Inquisitore e, con lui, gli inquisitori di ogni tempo e di ogni specie dicono di noi che, per la nostra costituzione psichica, siamo refrattari alla libertà e cosí giustificano - per il nostro bene - l'inquisizione. Per l'Inquisitore, questa è una constatazione. Per noi che leggiamo le sue parole, è una provocazione all'acquiescenza o alla resistenza. Per questo siamo messi di fronte a una scelta che presuppone un'opera di autocoscienza".

Il mondo iranico e turco
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Bernardini, Michele

Il mondo iranico e turco

Einaudi, 12/05/2015

Abstract: Particolare attenzione è stata riservata nel secondo volume alle vicende politico-istituzionali relative alle componenti persiana e turca di Iran, Anatolia e Asia Centrale. La storia della vasta area persiana, sconvolta dall'avvento dell'Islàm e dal successivo crollo dell'impero sasanide, fu caratterizzata da una frammentazione territoriale che terminò solo con la nascita dell'impero safavide agli inizi del XVI secolo. Con l'espansione dei Turchi, apparsi nel califfato dapprima come schiavi, e poi dei Mongoli, i popoli del Medio Oriente vissero un altro cambiamento epocale.