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Manuale di danza del sonnambulo
Neri Pozza, 16/12/2014
Abstract: Amina è una wedding photographer, una fotografa di matrimoni, e vive a Seattle in un tipico appartamento da middle class, con dei pavimenti di linoleum punteggiati di bolle d'aria che scoppiano quando lei le calpesta. Sua madre, Kamala, vive nel New Mexico in una casa circondata da pioppi e da una mesa contro cui a sera echeggia lo stridio dei grilli. Sua madre detesta Seattle, una città perennemente "senza sole" dove, come ha letto su un numero di Rolling Stone che Amina le ha inavvertitamente lasciato, le rock star non trovano di meglio che spararsi.Una sera di pioggia la ragazza riceve una telefonata di Kamala. All'orecchio le giungono i rumori della notte del New Mexico, l'applauso soffocato del vento che soffia tra i pioppi, il ticchettio del lucchetto del cancello dell'orto. Le giungono anche notizie che non avrebbe mai voluto sentire: Thomas, suo padre, un medico stimato, seguito sempre da un codazzo di infermiere che lo tallonano "come un branco di oche", di notte se ne sta seduto sotto il portico di casa in preda a febbre e a un furore di parole. Prince Philip, il loro anziano e artritico labrador, si è messo mestamente a camminare avanti e indietro in corridoio, mugolando. E Kamala, infrangendo la legge non scritta di non valicare mai il confine della zona di casa riservata a Thomas, si è spinta nella luce gialla del portico giusto per udire il marito parlare con Ammachy, la nonna morta da quasi vent'anni in India. Parlava di storie stupide, di uno zenzero marinato del 1982, del concorso di fotografia vinto da Amina alle medie, ma parlava come se vedesse davvero la donna. Da buona cristiana siriaca capace di citare a proposito e a sproposito la Bibbia, Kamala crede proprio che Thomas "stia per andarsene".Il pensiero di Amina corre subito alla casa dove suo padre trascorre le sue bizzarre notti, a quella dimora del New Mexico in cui, dalle pareti agli oggetti più minuscoli, ogni cosa racchiude la storia della sua famiglia: dalla fuga dall'India, dopo che Thomas litigò con sua madre, al tragico pomeriggio in cui dall'Oriente giunse la notizia della morte della donna e dei familiari nell'incendio appiccato da un vecchio zio squilibrato, ai primi giorni di scuola in cui tutti i compagni parlavano una lingua incomprensibile e sconosciuta. È chiaro che Amina dovrà precipitarsi laggiù, a fare i conti con gli indelebili ricordi della sua infanzia.Scritto con uno stile impeccabile e popolato da personaggi indimenticabili, il romanzo di Mira Jacob racconta la storia di una famiglia indiana emigrata in America e di una ragazza che, scoprendosi donna senza aver realizzato nessuno dei suoi sogni, si avventura alla ricerca delle proprie radici per trovare il proprio posto nel mondo.Barnes&Noble "Discover Great New Writers" 2014 "Intenso e intelligente, il romanzo di Mira Jacob si muove agevolmente dall'India agli Stati Uniti, dipingendo il vivace ritratto di un mondo in continuo mutamento".Gary Shteyngart "Mira Jacob ha un talento magnifico nel ricreare il caotico procedere della vita di una famiglia, tra gioie, tristezze, furori e disillusioni".Publishers Weekly"Il paragone con Jhumpa Lahiri è inevitabile. Entrambe scrivono con disarmante sincerità di divari generazionali e peregrinazioni familiari... Jacob, tuttavia, con una maggiore propensione alla commedia".Kirkus Review
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Feltrinelli Editore, 03/06/2016
Abstract: Capolavoro di uno dei più illustri rappresentanti dell'Umanesimo europeo, divertente quanto sferzante critica alla tracotanza umana, Elogio della Follia è senza dubbio una delle opere centrali del canone filosofico e letterario mondiale. Ma non è un'opera irraggiungibile e criptica: al contrario, è amata proprio per la sua scrittura potente e corrosiva, per la forza drammatica che nasce dall'idea di far parlare la Follia in prima persona. Come una gran dama dall'intelligenza devastante, la Follia, tessendo un raffinato autoelogio, mette alla berlina uno per uno tutti i limiti, le meschinità e le bassezze dell'umanità. Non ci sono sconti per nessuno, a prescindere dallo stato sociale e dal prestigio accumulato. Gli esseri umani sono messi a nudo nella povera essenza che tutti li accomuna, costretti a rinunciare alle consuete pompose vesti di governanti, letterati, religiosi. Erasmo non procede però a una pura opera di demolizione: al cuore dell'Elogio pulsa un accorato invito a considerare il messaggio di Cristo nella sua pienezza e a conformare le nostre vite alle sue parole, senza false interpretazioni.
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Fazi Editore, 13/10/2016
Abstract: In Germania, nascosta fra le fronde delle foreste più fitte, riparata dai corsi d'acqua più insidiosi, e soprattutto protetta dalla magia, la Tenuta è la comunità segreta che l'anziana Isolde ha costituito anni fa.Qui, organizzati in clan, alleanze e veri e propri sistemi di governo, vivono i mutaforma, esseri umani con la capacità di assumere sembianze animali. Per Uriel, magnifica tigre bianca, avvenente nipote di Isolde e candidato alla reggenza in seguito al ritiro della nonna, il tempo della spensieratezza e delle avventure amorose sta per finire: deve lasciare la Tenuta e, insieme alla gemella Stella, mettersi alla ricerca della ragazza destinata a diventare la sua compagna; colei che non solo dovrà innamorarsi di lui, ma anche possedere quelle stesse capacità magiche di cui è dotata Isolde. Solo in questo modo Uriel potrà sperare di vincere la lotta per la successione, salire al potere e proteggere il proprio branco dalle minacce del mondo esterno.È così che la giovane Dara – rimasta sola dopo l'incidente stradale che le ha portato via la famiglia – si ritroverà coinvolta in un mondo incredibile, combattuta fra il desiderio di tornare alla sua vita di sempre e l'enorme responsabilità di essere l'unica speranza per la Tenuta e per i suoi membri, ai quali presto si ritroverà indissolubilmente e perdutamente legata. Primo volume di una trilogia, tra scenari incantevoli, intrighi di potere, sentimenti e colpi di scena, Feline dà il benvenuto al lettore con un modern fantasy raffinato e completamente nuovo, dove restare fedeli a se stessi si rivela la battaglia più difficile."Sarah Bianca crea personaggi immaginari e li rende squisitamente reali, con le loro debolezze, i loro timori e le loro azioni spesso avventate, perché dettate dall'istinto e dalle emozioni. Così umani anche nella loro forma animale; così speciali, che mentre leggi si sono già ritagliati un posticino nel tuo cuore senza fartene nemmeno accorgere".Leggere Romanticamente"Consiglio assolutamente questo libro a tutti i lettori desiderosi di un'avventura nuova, coinvolgente e originale".Dragonfly Literary Blog"Questo libro mi ha decisamente conquistato, c'è dentro tutto ciò che per me è essenziale in una storia".Romance and Fantasy for Cosmopolitan Girls
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La guerra dei giganti. Ossidea
Salani Editore, 16/12/2014
Abstract: David vola sul dorso di Galanthòr alla volta di Gorbìla, per convincere re Nagòr a traghettare l'esercito degli uri fino alle sponde occidentali, ma un'antica inimicizia rende incerto l'esito della missione. Il Signore del Mare infine acconsente e la traversata ha inizio. Nel frattempo le orde di Kahòs entrano nella Grande Radura e inizia il terribile assedio di Etheria. Dopo una sanguinosa battaglia, la flotta gurblù approda finalmente sulle sponde occidentali e i giganti iniziano la loro marcia attraverso il regno di Ossidea, invaso dai kahuri. Il viaggio sarà lungo e difficile e la forza e il coraggio del principe degli uomini saranno messi a dura prova. Riuscirà David Dream a condurre l'esercito degli uri alla Città del Cielo e a spezzare l'assedio di Kahòs prima che Etheria cada? Qual è il terribile segreto che anima i suoi sogni angoscianti?
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Adelphi, 17/12/2014
Abstract: Difficile, per un viaggiatore come Manganelli, irrimediabilmente diffidente nei confronti di monumenti, musei ("Un museo nasconde una macchinazione, una prepotenza, una frode") e città 'belle', e attratto piuttosto dai mondi periferici, dalle forme "distratte o schive", dall'immagine che "partecipa dell'errore", fare i conti con l'Italia. E tanto più con una "cooperativa di capolavori" come Firenze, in apparenza atemporale, depotenziata, esorcizzata, non più leggibile come allegoria del mondo. Vincendo tenaci resistenze, Manganelli ha finito per affrontare Firenze nel 1982. E i reportages frutto di quel viaggio sono un ammaliante Baedeker, di cui non potrà fare a meno chiunque abbia deciso di rinnovare quell'esperimento e affrontare a sua volta la più intima e straniera delle città italiane. Perché grazie a Manganelli non vedrà i monumenti di Firenze, ma li leggerà, decifrerà l'occulta rete di rimandi che li lega, ricomporrà un misterioso disegno. E scoprirà che tali monumenti sono i contendenti di una arcana "rissa geometrica", in cui ad esempio il Battistero, edificio-diamante narcissico, irrelato e inamabile, si contrappone minacciosamente all'architettura d'aria e di danza di Santa Maria del Fiore, San Lorenzo e Santa Croce.Ma Firenze è solo uno dei nuclei di questo viaggio, che tocca, oltre alla Toscana, l'Emilia, le Marche e il Sud, in particolare l'Abruzzo, "grande produttore di silenzio", dove – ci rivela Manganelli – i monumenti stanno incastonati come gigantesche pietre di un torrente ormai asciutto e immobile, e il Parco Nazionale è un témenos, documento di una vita perduta, appartata e scostante.
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Adelphi, 17/12/2014
Abstract: Apriamo questo libro: sulla sinistra troveremo 439 estratti da testi di Jung intorno all'Anima, sulla destra una sequenza di testi di Hillman che rispondono a Jung, ampliando il suo pensiero e talvolta contrapponendosi ad esso. È un gioco affascinante di canto e controcanto su una "nozione personificata" che è la "metafora radicale" della psicologia. Per Hillman, "Anima" è in certo modo il libro segreto, quello che innerva tutta la sua ricerca: "Guardandomi indietro, mi sembra che "Anima" sia stata alla base di tutto il mio lavoro". Ciò di cui si parla in questo libro è la fonte stessa della vita della psiche: "Il richiamo dell'anima è convincente; è una seduzione che porta alla fede psicologica, una fede nelle immagini e nel pensiero del cuore, che porta a un'animazione del mondo. Anima crea attaccamenti e legami. Ci fa innamorare. Non possiamo più rimanere osservatori distaccati che scrutano attraverso la lente".La prima edizione di "Anima" è del 1985, ma una versione più breve era apparsa su "Spring 1973" e "Spring 1974".
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Adelphi, 17/12/2014
Abstract: Esiste qualcosa, in ciascuno di noi, che ci induce a essere in un certo modo, a fare certe scelte, a prendere certe vie – anche se talvolta simili passaggi possono sembrare casuali o irragionevoli? Se esiste, è il daimon, il "demone" che ciascuno di noi riceve come compagno prima della nascita, secondo il mito di Er raccontato da Platone. Se esiste, è ciò che si nasconde dietro parole come "vocazione", "chiamata", "carattere". Se esiste, è la chiave per leggere il "codice dell'anima", quella sorta di linguaggio cifrato che ci spinge ad agire ma che non sempre capiamo. Dopo anni di indagini sulla psiche, che hanno fatto di lui l'autore di saggi memorabili come "Il mito dell'analisi" e "Re-visione della psicologia", James Hillman ha voluto darci con questo libro le prove circostanziate dell'esistenza e dei modi di operare del daimon. E ha scelto una via inusuale ed efficacissima, quella cioè di impiegare come esempi non oscuri casi clinici ma il destino di personaggi che ogni lettore conosce: da Judy Garland a John Lennon e Tina Turner, da Truman Capote a Quentin Tarantino e Woody Allen, da Hannah Arendt a Richard Nixon e Henry Kissinger, da Hitler ai serial killer. Attraverso questa profusione di storie eloquenti e paradigmatiche Hillman è riuscito a farci capire che se la psicologia si è dimostrata incapace di spiegare le scelte più profonde che decidono la vita di tutti noi è proprio perché aveva perso contatto con il daimon. E soprattutto a farci sentire di nuovo la presenza di questo compagno segreto dal quale, più che da ogni altro elemento, la nostra vita dipende."Il codice dell'anima" è apparso per la prima volta nel 1996.
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Adelphi, 17/12/2014
Abstract: Non sempre è giusto cedere al fascinoso (e compassionevole) luogo comune secondo il quale chi muore giovane è caro agli dèi, perché "così come il carattere guida l'invecchiamento, l'invecchiamento disvela il carattere". La senilità, quindi, non è un accidente, né una dannazione o l'abominio di una medicina devota alla longevità, ma la condizione naturale e necessaria affinché il carattere si confermi e si compia. Come il daimon – il codice dell'anima – presiede alla rappresentazione di noi nell'età giovane, così il carattere delinea l'immagine di noi nell'età senile, vale a dire "ciò che resta dopo che ce ne siamo andati". Ma se il carattere sopravvive per immagini, invecchiare non è un mero processo fisiologico: è una forma d'arte, e solo coltivandola potremo fare della nostra vecchiaia una "struttura estetica" possente e memorabile, e incarnare il ruolo archetipico dell'avo, custode oculato della memoria e difensore non bigotto della tradizione – ovvero il compito cui siamo chiamati in tarda età. E non sarà secondaria, nell'adempimento di tale compito, la forza di impatto del nostro volto, che dal carattere è stato plasmato e del carattere è l'immagine più rivelatrice. Come viatico al seducente percorso cui Hillman ci invita in questo saggio, ci si potrebbe allora servire di un passo di Borges: "Un uomo si propone il compito di disegnare il mondo. Trascorrendo gli anni, popola uno spazio con immagini di province, di regni, di montagne, di baie, di navi, d'isole, di pesci, di dimore, di strumenti, di astri, di cavalli e di persone. Poco prima di morire, scopre che quel paziente labirinto di linee traccia l'immagine del suo volto"."La forza del carattere" è apparso per la prima volta nel 1999.
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Adelphi, 17/12/2014
Abstract: Fra i lettori appassionati di Hillman si sentono spesso ricordare due scritti, vere gemme della sua produzione: il saggio sul tradimento e "Senex e puer". Di fatto sarebbe difficile trovare una migliore via d'accesso al pensiero di questo autore. Nel primo caso perché in poche pagine egli ci offre un'analisi esemplare di una di quelle realtà condannate e deprecate che solo lo scandaglio psicologico riesce a illuminare dietro le grevi cortine della morale. E questa, come sappiamo, è una linea che Hillman ha in seguito ampiamente sviluppato. Nel secondo perché la caratterizzazione del Puer aeternus e quella parallela del Senex hanno una tale precisione e capacità individuante da offrirsi come ausilio immediato per riconoscere nella nostra psiche, in tutti i loro camuffamenti, i tratti dell'eterna fanciullezza e della saturnina vecchiaia."Il tradimento" e "Senex e puer" sono entrambi nati come conferenze, rispettivamente tenute a Londra nel 1964 presso la Guild of Pastoral Psychology e nel 1967 ai seminari di Eranos.
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Verso un'economia verde: la nuova sfida dell'Europa
Fazi Editore, 17/12/2014
Abstract: La domanda fondamentale non è come uscire dalla crisi economica. La domanda è come farlo senza già programmare la prossima crisi. Questa non sarà più solo economica ma anche ecologica.L'ecologica e l'economia sono intimamente connesse e continueranno ad esserlo sempre di più man mano che ci avviciniamo ai limiti estremi di sostenibilità del pianeta, e imparare a considerarle così unite potrebbe offrire la soluzione dei nostri problemi. Questa è la preziosa idea dell'economia verde.Più che un semplice slogan, la crescita verde è un nuovo paradigma per la politica economica, in grado di mobilitare le forze sociali necessarie ad avviare il cambiamento.Quali sono le radici comuni dell'ecologia e dell'economia? Quali sono i principi economici, politici, filosofici di un'economia verde? La protezione dell'ambiente può essere compatibile con lo sviluppo economico? Dobbiamo per forza scegliere tra salvare l'economia o salvare il pianeta? Se i problemi ambientali sono divenuti transnazionali, anche le soluzioni devono avere respiro globale. L'Unione Europea, in quanto esperimento politico di un'organizzazione sovranazionale di stati-sovrani, è la chiave di volta del problema. Con lucido pragmatismo e accompagnati da un'idea-guida della società in cui vorremmo abitare, questo saggio spiega il legame tra la crisi ambientale e la crisi ecologica, i pilastri sul quale poggia l'economia verde, e la soluzione politico-istituzionale di questa grande sfida aperta sul futuro.
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Impronte degli dei. Alla ricerca dell'inizio e della fine
Corbaccio, 18/12/2014
Abstract: QUAL È IL SEGRETO DELLA PREISTORIA DELL'UMANITÀ? Hancock intraprende una ricerca ad ampio raggio per mettere insieme i pezzi dell'enorme e misterioso puzzle della dimenticata preistoria dell'umanità. Nelle antiche rovine di diverse popolazioni, vengono alla luce non solo le impronte di un popolo sconosciuto che prosperò durante l'ultima glaciazione, ma anche i segni di un'intelligenza superiore. Mettendo insieme i miti e leggende universali, l'autore scopre tracce di uno specifico linguaggio scientifico decodificando i risultati di millenni di accurate osservazioni astronomiche. Utilizza poi le tecniche più evolute di geologia e astronomia per dimostrare che la datazione di molti siti archeologici potrebbe essere molto più antica di quanto creduto. E infine comunica una terribile premonizione.
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Salani Editore, 18/12/2014
Abstract: David, Mac'roc, Ohedìn e Lilo si dirigono verso Roc'Oorc. Hanc'roc, l'usurpatore, ha esteso il suo dominio fino a Minerhìa e ora controlla buona parte delle Terre d'Oriente; la compagnia del principe degli uomini dovrà attraversare un deserto presidiato da soldati nemici per raggiungere la città di pietra. Ma come potranno un giovane hòbrom, un gigante, un elfo e un ulo espugnare una fortezza protetta da un intero esercito di giganti? E tuttavia è questa l'unica via per spezzare la malvagia alleanza tra Hanc'roc e Kahòs. Se riusciranno, allora l'esercito degli uri varcherà nuovamente il Mare di Mezzo, per attaccare le armate del Signore Oscuro nelle Terre d'Occidente. Sarà la guerra più sanguinosa che mai sia stata combattuta tra i popoli della Terra di Arcon e solo l'intervento di una creatura dimenticata potrà aiutare David Dream a ritrovare Ossidea e riconquistare la Città del Cielo.
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Salani Editore, 18/12/2014
Abstract: Sono trascorsi alcuni anni da quando David Dream è tornato nel regno degli uomini e il giovane, naturalmente, è cresciuto. I ricordi del suo viaggio fantastico nella Terra di Arcon lo hanno accompagnato per tutto questo tempo, rendendolo ancor più "diverso". Un giorno, mentre torna a casa da scuola, incontra una figura misteriosa. Il ragazzo la segue tra la gente finché scorge un particolare anatomico che lo fa sussultare: quella creatura non è umana. Inizia così la terza avventura del giovane hòbrom nella Terra di Arcon. Egli varcherà di nuovo il confine tra i due mondi e scoprirà che l'incubo peggiore è diventato realtà e che il regno di Ossidea è precipitato nel buio e nel terrore. Il principe degli uomini dovrà tener fede alla promessa fatta a un amico e ritrovare la via della luce e della speranza.
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Feltrinelli Editore, 03/06/2016
Abstract: "Cosa mi combina questo paese? Osserviamolo freddamente, guardiamolo mentre perde l'onore e la vita"Suite francese è il titolo dei primi due "movimenti" di quello che avrebbe dovuto somigliare a un poema sinfonico, composto di cinque parti, di cui solo le prime due sono state completate. è il romanzo della riscoperta della Némirovsky che, dopo mezzo secolo di oblio, viene poi ripubblicata in oltre quaranta lingue. La figlia maggiore, Denise, aveva conservato il quaderno contenente il manoscritto, assieme ad altri scritti della madre, per cinquant'anni senza guardarlo, pensando che fosse un diario, troppo doloroso da leggere. Con sguardo lucido e persino distruttivo, Némirovsky tratteggia implacabile una grande civiltà in sfacelo. Il primo "movimento" difatti racconta in un grande affresco corale l'esodo di massa dei francesi che, all'arrivo delle truppe naziste, si spostano con tutto quanto, in un trasferimento di dimensioni bibliche. La seconda parte, invece, descrive i primi mesi dell'occupazione in una piccola città della campagna francese. I protagonisti sono due donne, la vedova Angellier e sua nuora, Lucile, e un ufficiale tedesco, Bruno von Frank. Tra il giovane ufficiale e la sconsolata Lucile scocca una scintilla che presto diventa amore: una vicenda emblematica dello stesso paese che finisce per accogliere i soldati tedeschi come uomini, "dimenticando" la loro natura di nemici.
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Garzanti, 18/12/2014
Abstract: Alfabeti è un viaggio tra i libri e nella letteratura – o meglio, uno dei mille possibili viaggi alla scoperta dei libri, dei loro autori e di noi stessi. Il percorso inizia dalle letture d'infanzia e d'adolescenza, da quei libri fondanti che contagiano il piacere della lettura, dando il sapore del racconto e dell'avventura, aprendo alla scoperta del mondo. In Alfabeti ci sono i libri che ci hanno formato, che ci hanno ferito e insieme hanno saputo curare la ferita. I libri che permettono di conoscere e ordinare il mondo e quelli che ne svelano il caos travolgente e distruttore, l'incanto e insieme l'orrore. I libri che fanno balenare la salvezza e quelli che si affacciano sul nulla. Soprattutto quelli che allargano i confini della letteratura e rimandano aldilà di essa. Alfabeti coglie le contraddizioni talora tragiche della letteratura e dei suoi autori, capaci di far capire a tutti cosa sia l'umanità ma anche di violarla colpevolmente. Anche per questo il percorso si conclude con un'appassionata e lucida riflessione sul rapporto della letteratura con l'etica e con la politica, riflessione che mette in luce contemporaneamente la necessità dell'impegno e l'altrettanto necessaria irresponsabilità della poesia.
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Neri Pozza, 12/12/2014
Abstract: Emil ha un diploma in tasca preso alla Realschule, una scuola costosa per il figlio di un modesto sarto come lui, ma allo scoppio della Grande Guerra è soltanto un piccolo apprendista in una tessitura. Lo chiamano tutti Schlump, che è come dire brutto mascalzone, dal giorno in cui, ragazzino, si è reso protagonista di una marachella al mercato.Schlump dovrebbe disegnare e creare modelli, ma anziché al lavoro pensa alle ragazze e alla guerra. Anzi, alle due cose messe insieme, poiché già si vede con l'uniforme grigia, ammirato dalle ragazze mentre va al fronte oppure sul campo di battaglia dove alcuni cadono e altri restano feriti o, a guerra vinta, in trionfo tra le donne che lanciano fiori dalle finestre mentre impazzano feste senza fine.Il primo agosto 1915 prende la sua cassetta d'ordinanza e, dopo aver salutato la madre piangente, si presenta fiero in caserma. Viene scaricato a Libercourt, in Francia, e da lì marcia in paesi dove non vi sono giardini ben curati né frontoni a graticcio all'ombra dei tigli. Schlump, però, è orgoglioso del suo incarico, frutto della sua vaga conoscenza del francese: amministrare da solo tre villaggi.A Loffrande, il villaggio più grande, scopre che è davvero "un bel traguardo per un diciassettenne" comandare uomini anziani e giovani donne attraenti come Estelle, bionda con gli occhi azzurri e le guance arrossate; o come la bruna Suzanne, con i boccoli castani che le dondolano sulla fronte; o la diafana Jeanne dalla chioma nera. Dimenticherebbe volentieri la guerra se i vetri alle finestre non vibrassero spesso per le cannonate del fronte vicino.Ma la guerra è lì a pochi passi e, per Schlump, viene subito l'ora di lasciare Loffrande e di raggiungere la trincea. Ed ecco il sibilo sinistro delle granate, gli angusti corridoi sferzati dalla pioggia e dal fango, i lampi rossi che si accendono sulle colline del nemico, le pallottole che fischia no nelle orecchie come le rondini dopo un temporale…Pubblicato per la prima volta nel 1928, bruciato dai nazisti nei roghi del 1933, ritrovato e riscoperto nel 2008, Il soldato Schlump è una delle opere più intense scritte sulla Grande Guerra. "Un libro luminoso proveniente da tempi bui", come ha scritto Volker Weidermann, il suo scopritore.IL romanzo bruciato dai nazisti nel 1933 e ritrovato soltanto nel 2008"Una scoperta letteraria che non ha prezzo".Neue Osnabrücker Zeitung"La vera sorpresa qui è la lingua.Totalmente diversa da tuttala letteratura pacifista precedente".Die Welt"Hans Herbert Grimmha scritto un romanzo originalissimo:violento e surreale, ricco di gioia di vivere e, ad un tempo, degli orrori più atroci della guerra".Buchkultur
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Sviluppare applicazioni per Android
Apogeo, 17/05/2011
Abstract: Android è un sistema operativo open source per dispositivi mobili basato su Linux. La sua struttura aperta permette di personalizzare le funzioni principali del sistema e sviluppare applicazioni.L'obiettivo di questo libro è quello di guidare il lettore attraverso tutte le fasi necessarie alla realizzazione di un'applicazione Android caratterizzata da una forte integrazione con sistemi esterni. Particolare attenzione è dedicata a passaggi chiave come la gestione dell'interfaccia grafica, la comunicazione tra le componenti, l'interazione con fonti di dati, fino alla pubblicazione sull'Android Market.Grazie a questo testo, aggiornato alla versione 2.3 della piattaforma, gli sviluppatori avranno tutti gli strumenti e le conoscenze fondamentali per creare applicazioni dedicate a smartphone, ma anche a tablet altri device.
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Adelphi, 30/12/2014
Abstract: Quando apparve "La letteratura come menzogna" (1967), la scena letteraria italiana si presentava piuttosto agitata. Lo spazio era diviso fra i difensori di un establishment che vantava come glorie opere spesso mediocri e i propugnatori della "neo-avanguardia", i quali non si erano accorti che la parola "avanguardia" era stata appena colpita da una benefica senescenza. Per ragioni di topografia e strategia letteraria, Manganelli fu assegnato (e si assegnò egli stesso) a quest'ultimo campo. Nondimeno, sin dall'apparizione dei suoi primi scritti, si capì che la letteratura di Manganelli non apparteneva a quella battaglia dei pupi, ma rivendicava un'ascendenza più remota e insolente: quella della letteratura assoluta. Che cosa si dovrà intendere con questa espressione? Tante cose diverse quanti sono gli autori che, esplicitamente o no, la praticano. Ma un presupposto è per tutti comune: si è dato, a un certo punto della nostra storia, un singolare fenomeno per cui tutto ciò che era rigorosa ricerca e acquisizione di un vero – teologico, metafisico, scientifico – apparve innanzitutto interessante in quanto materiale per nutrire un falso, una finzione perfetta e onniavvolgente quale è, nella sua ultima essenza, la letteratura. A questo dio oscuro e severo andava offerto tutto ciò che sino allora aveva presunto di essere giustificato in se stesso. Di questa ambiziosa eresia si può supporre fossero cultori, in secoli lontani, Callimaco o Góngora o fors'anche Ovidio. Ma rimane il fatto che nessuno osò formularla sino a tempi recenti, quando i romantici tedeschi cominciarono a disarticolare con mano delicata ogni presupposto dell'estetica. Come il surrealismo non può dirsi assente anche da letterature lontane, e tuttavia occorreva che un giorno André Breton scrivesse il "Manifesto del surrealismo" perché la parola si divulgasse; così è accaduto che l'essenza menzognera della letteratura sia serpeggiata per anni in tante opere, sinché Manganelli decise, con gesto brusco e quasi burocratico, di presentarla allo stato civile. È dunque molto grave la responsabilità che si prese, dando quel titolo a una raccolta di saggi dove si parla di Carroll e di Stevenson, di Firbank e di Nabokov, di Dickens e di Peacock, di Dumas e di Rolfe. Ma era un gesto doveroso: lo avvertiamo tanto più oggi, a distanza di quasi vent'anni, constatando che certe argomentazioni non hanno più bisogno di essere confutate. Già le aveva infilzate il cavalier Manganelli con la sua lancia. È accaduto perciò a questo libro, in breve tempo, qualcosa di simile a quello che avviene a tanti bei libri in tempi più lunghi. Nascere come scandalo e sorpresa, e vivere poi tranquillamente con la forza silenziosa dell'evidenza.
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Feltrinelli Editore, 03/06/2016
Abstract: "Billy è l'ultimo. E Billy Budd è una parabola. In questo discorso in forma di racconto (che, come è noto, fu redatto tra il 1886-1888 e il 1891, anno della morte dell'autore, e uscì nella prima edizione soltanto nel 1924) infatti Billy dà vita alla figura angelicata di colui che sempre e comunque subisce e subirà il torto, l'ingiustizia, la prepotenza, l'illegalità (per dirla melvillianamente, le mire del maligno su questa terra). Pertanto Billy – che è una specie di 'umiliato e offeso' eroicizzato sorto dalla commistione di un Oliver Twist rimasto immune ai bassifondi e ormai giovanotto con un santo martire e con qualcosa del dostoevskiano 'idiota' principe Myškin – è anche il sacrificato per eccellenza, cioè, l'innocente, il puro." (dall'Introduzione)
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Feltrinelli Editore, 01/02/2016
Abstract: "Andai nei boschi perché desideravo affrontare solo i fatti essenziali della vita, senza scoprire, giunto alla morte, di non aver vissuto"Come può un libro all'apparenza così remoto nel tempo e nello sguardo sul mondo parlare come pochi altri al nostro presente? Walden è infatti il resoconto di due anni di vita solitaria che Henry Thoreau trascorse fra il luglio del 1845 e il settembre del 1847 nella campagna del Massachusetts. E tuttavia è il testo da cui oltre un secolo dopo prenderanno le mosse i movimenti ecologisti e ambientalisti di mezzo mondo. Un semplice diario, che all'esperienza intima unisce la descrizione della vita quotidiana, materiale, fatta di suoni, silenzi, paesaggi reali e immaginari, è per contrasto una riflessione sull'economia, sulla politica, sulla democrazia, sugli Stati Uniti, che in quegli anni si vanno formando come potenza. Tra le righe in cui la penna di un maestro mette in scena la semplicità della vita fra i boschi, scopriamo anche perché Thoreau è l'autore cui si ispireranno Gandhi e le controculture contemporanee. Walden è un'opera inafferrabile e battagliera che ha saputo diventare la bibbia dell'anticonformismo, del rifiuto delle leggi ingiuste e di una vita sobria e immersa nella Natura.