Trovati 855773 documenti.
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Neri Pozza, 04/10/2018
Abstract: Nel 1937, la ventottenne Martha Gellhorn si trova a Madrid per documentare le atrocità della Guerra civile spagnola. È l'avventura che da sempre stava aspettando e, al contempo, l'occasione per dimostrare di essere una brava giornalista in un campo dominato dagli uomini. Ma, inaspettatamente, l'incontro con lo scrittore Ernest Hemingway cambierà le carte in tavola, portandola a innamorarsi perdutamente di lui. All'ombra dell'imminente Seconda guerra mondiale la relazione tra Martha e Ernest si intreccia alle loro carriere professionali. Ma quando Ernest pubblica il più grande successo letterario della sua carriera, Per chi suona la campana, Martha deve fare una scelta: arrendersi ad essere la moglie di un uomo famoso o rischiare di perdere Ernest per seguire le sue ambizioni.Dopo l'incredibile successo di Una moglie a Parigi, Paula McLain torna a parlare delle "mogli" di Ernest Hemingway, consegnando al lettore l'indimenticabile ritratto di una donna che rischierà assolutamente tutto per trovare la propria voce.
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Neri Pozza, 04/10/2018
Abstract: In una piccola città di mare, un uomo di mezza età gestisce una caffetteria con pochi clienti, in attesa che sua moglie torni da lui. Invece una mattina riceve un visitatore inaspettato, l'ex amante di sua moglie, Luo Yi-Ming. L'incontro turba profondamente i due uomini, al punto da condurre Luo Yi-Ming a tentare il suicidio scavalcando una balaustra per gettarsi nel vuoto. La cittadina è sconvolta e non esita a incolpare di un simile gesto il proprietario della caffetteria, il quale riceve la visita della polizia, convinta che tra i due uomini sia in corso una faida. Tutto quello che riescono a scoprire i poliziotti, però, è che la moglie dell'uomo, Autumn, risulta scomparsa da tempo.La figlia di Luo Yi-Ming arriva al bar, sperando di scoprire la verità. Attraverso una serie di conversazioni, l'uomo le svela, incontro dopo incontro, una storia di ambizione, amore e vendetta. Cresciuto nella povertà, il suo unico obiettivo nella vita è stato trovare un lavoro stabile e mettere su famiglia. Il suo desiderio viene esaudito quando incontra Autumn, di cui si innamora al primo sguardo. Il narratore inizia quindi a lavorare nel settore immobiliare, dimostrando di avere un vero talento per gli affari. Mentre la sua carriera prende il volo con il boom immobiliare di Taiwan negli anni '90, lui e Autumn si iscrivono a un corso di fotografia tenuto proprio da Luo Yi-Ming. Il ciliegio dai rami rosso cupo che domina il giardino di Luo Yi-Ming non è ancora in fiore quando Autumn, all'improvviso, decide di lasciare suo marito…
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Neri Pozza, 08/11/2018
Abstract: Da quando Virgilio, per ragioni che nessuno è riuscito finora a chiarire, decise di situare in Arcadia le sue Bucoliche, questa impervia regione della Grecia ha dato il suo nome a una tradizione letteraria fatta di idilli e di pastorelle, di paesaggi incantati e di delicati amori che, sebbene abbia prodotto dei capolavori in poesia come in pittura, è diventata sinonimo di uno stucchevole convenzionalismo. Il libro di Monica Ferrando rompe decisamente con questa tradizione e legge nell'Arcadia virgiliana un messaggio politico così eterogeneo al suo e al nostro tempo che la cultura occidentale ha dovuto calarvi sopra una sorta di pietra tombale. Attraverso una paziente, minuziosa indagine archeologica delle fonti storiche e letterarie, l'autrice ricostruisce punto per punto gli insospettati significati politici e religiosi che l'Arcadia e i suoi abitanti avevano nel mondo antico e che erano così forti che proprio a una donna arcade, Diotima, Platone affida nel Simposio la formulazione della sua filosofia dell'amore. Il libro getta così una luce nuova su alcuni dei concetti fondamentali della nostra tradizione politica: innanzitutto il nomos, la legge, che, smontando l'interpretazione schmittiana, viene restituito al suo originario significato musicale, ma anche e non meno un diverso rapporto fra città e territorio, che mette radicalmente in questione la supremazia della polis ateniese. Proprio quando la tradizione politica dell'occidente attraversa una crisi che sembra senza uscita, Monica Ferrando riscopre l'Arcadia come modello alternativo di una possibile esistenza felice degli uomini sulla terra.
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Neri Pozza, 04/10/2018
Abstract: Bombay, 1921. Figlia di una rispettabile famiglia parsi, Perveen Mistry è da poco entrata a far parte dello studio legale del padre, situato in un elegante edificio nel quartiere del Fort, l'insediamento originario di Bombay. Laureata in legge a Oxford, oltre alle funzioni di procuratore legale, la giovane donna svolge anche quelle di segretaria, traduttrice e contabile. Ma non può certo lamentarsi: nessun altro studio legale in città sarebbe disposto ad assumere un'avvocatessa. Incaricata dal padre di eseguire il testamento di Mr Omar Farid, un ricco musulmano che ha lasciato tre vedove, Perveen si trova al cospetto di tre purdahnashin, donne che non parlano con gli uomini e vivono in isolamento, musulmane ricche e in clausura che potrebbero rappresentare un'eccellente opportunità da un punto di vista professionale. Sfogliando, tuttavia, il carteggio relativo all'eredità, qualcosa di strano salta agli occhi dell'avvocatessa: in una lettera scritta in inglese, Faisal Mukri, amministratore dei beni della famiglia Farid, comunica che, su espressa richiesta delle tre donne, la rendita che, secondo le disposizioni patrimoniali, spetterebbe a ognuna di loro, va devoluta al wakf, un fondo di beneficienza. Una richiesta davvero singolare, considerato che le tre purdahnashin rinuncerebbero in tal modo ai loro unici mezzi di sostentamento dopo la morte del loro marito; una richiesta, inoltre, che due delle firme apposte alla lettera, pressoché identiche, rendono a dir poco sospetta. Convinta che le tre vedove stiano subendo il raggiro di un uomo senza scrupoli, Perveen si reca a casa Farid per appurare la veridicità di quel documento. Giunta però nella ricca dimora del defunto Mr Farid, si imbatte nel corpo senza vita di Faisal Mukri. Dalla gola dell'amministratore sporge un coltello argenteo e il sangue inonda la nuca e il collo. Che anche le tre purdahnashin siano in pericolo di vita? Ispirato alle prime avvocatesse indiane: Cornelia Sorabji, prima donna a frequentare legge a Oxford nel 1892, e Mithan Tata Lam, prima donna ammessa al foro di Bombay nel 1923, il personaggio di Perveen Mistry annuncia l'entrata in scena di una nuova, formidabile investigatrice e il felice debutto di una serie ambientata nella Bombay degli anni Venti, una metropoli abbagliante in cui suoni, odori e colori di mille comunità danno vita a un luogo dall'anima unica e irripetibile.
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Edizioni e/o, 18/07/2018
Abstract: L'astro nascente della letteratura noir sudafricana in un magnifico thriller al femminile. Un omicidio alla fattoria di Huilwater ai confini del deserto in Sudafrica: una donna bianca e la figlia adottiva, ritrovate in un lago di sangue, massacrate. Il crimine, brutale e spietato, riporta alla mente e agli occhi l'efferatezza dei numerosi "assalti alle fattorie" perpetrati in Sudafrica all'indomani della fine dell'apartheid. Molti misteri, però, sembrano circondare la fattoria di Huilwater e i suoi abitanti: amuleti vudù alle porte, strani rituali e sacrifici celebrati da sciamani e stregoni, lo stretto rapporto che legava la vittima dell'omicidio, la bellissima pittrice Freddie Swarts, alle tribù del posto – Griqua e boscimani. Le indagini dell'ispettore Beeslaar e dei suoi uomini – affiancati dalla sorella della donna uccisa, sempre meno convinta che la morte di Freddie rientri nel quadro di un crimine occasionale – portano alla luce nuovi enigmi e strani personaggi che gravitano intorno alla pacifica comunità ai confini col Kalahari: chiese e movimenti di estrema destra che mirano a restituire il potere alla popolazione bianca, traffici di nuovi cercatori di fortuna – speculatori immobiliari con Rolex e BMW –, abili ladri di bestiame che depredano la regione per poi scomparire nel nulla e delitti sotto il cielo senza dio delle bidonville. Sullo sfondo di un Sudafrica dai tanti volti e dalle mille contraddizioni, ancora lacerato da un ingombrante passato coloniale e dalle ferite dell'apartheid, Karin Brynard trascina il lettore in un thriller serratissimo e ricco di colpi di scena, tenendolo col fiato sospeso fino all'ultimo. E racconta una terra aspra e intensissima, di dolente bellezza, alla difficile ricerca della propria identità.
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Vallardi, 30/08/2018
Abstract: LA TERAPIA DEL SOGNO LUCIDO: LA MINDFULNESS APPLICATA ALLA MENTE ONIRICA PER VIVERE PIÙ LIBERI E FELICI I sogni rappresentano emozioni, paure e desideri nascosti. Come un film proiettato dall'inconscio, rivelano gli stati più profondi della nostra mente. Per questo possono aiutarci a stare meglio nel corpo e nello spirito: consentono di sfogare emozioni negative e superare momenti difficili, stimolano la scoperta del nostro potenziale e aprono la strada verso soluzioni creative. Questi benefici sono ancora maggiori nel caso dei sogni lucidi perché, modificando il sogno, interveniamo sulle strutture inconsce che ci impediscono di vivere pienamente.Questo libro insegna a ricordare meglio i sogni, ci fa conoscere una ricca casistica onirica e spiega diverse tecniche: potremo così diventare oniroterapeuti di noi stessi, scoprendo un nuovo rapporto incredibilmente fecondo e creativo con la parte più misteriosa della nostra mente. Una guida ricca di suggerimenti ed esempi, scritta dalla migliore esperta del sogno lucido, per:• diventare onironauti in 50 semplici esercizi • interpretare ed elaborare i sogni• superare lutti e traumi• migliorare la salute psicofisica • stimolare la creatività
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Vallardi, 30/08/2018
Abstract: IL METODO PEYMIRAT: ORGANIZZARE IL TEMPO DIGITALE CON REGOLE CHIARE E CONCRETE DA FAR RISPETTARE AI FIGLI. E ANCHE AI GENITORI TV, smartphone, tablet, computer, videogiochi... oggi la stragrande maggioranza dei genitori si trova a dover affrontare la questione cruciale del rapporto tra i ragazzi e la tecnologia. La disinvoltura con cui i nativi digitali maneggiano cellulari e tablet fin da piccolissimi è quasi pari alle tensioni causate dal doversene separare: i ragazzi non ne vogliono sapere di spegnerli, neanche dopo reiterate richieste, rischiando di trascurare i compiti e le relazioni con la famiglia e gli amici.Anne Peymirat, nota coach genitoriale, nonché madre di quattro figli, ha scritto un libro che ci aiuta a ristabilire il corretto rapporto tra il tempo passato sui device e le altre attività: un manuale pratico – in cui ogni famiglia si riconoscerà – che non intende demonizzare le nuove tecnologie, ma insegnare ai più giovani a servirsene, per apprezzare pienamente le esperienze cui la vita ci "connette" ogni giorno. • A partire da che età un bambino può guardare la TV da solo?• Quando arriva il momento di comprare il cellulare ai propri figli?• A quanti anni si può permettere a un ragazzo di iscriversi a un social network e con quali cautele?• Quali risorse di crescita e creatività si celano nell'uso corretto di questi device? Un manuale che aiuta ad aprire un confronto costruttivo con i figli, per scoprire insieme qual è il miglior uso possibile di tv, smartphone, tablet e computer.
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Un nuovo amico per ricominciare
Garzanti, 05/07/2018
Abstract: "Sagace, confortante e profondamente commovente."Sophie Kinsella"Un romanzo insieme dolceamaro e adorabile che ti fa desiderare di vivere meglio."Jojo Moyes"Lucy Dillon dà il meglio di sé con una storia che regala il buonumore. Non resterete delusi."Daily MailNon avere paura.Il tuo cuore tornerà a sorridere.Perché io sarò sempre al tuo fianco.Nancy è da sempre una bambina vivace e chiacchierona. Il suo sorriso contagioso porta la gioia di vivere ovunque vada. Fino a una fredda mattina di febbraio in cui tutte le sue certezze si dissolvono nello spazio di un saluto. Quello breve ma dolcissimo di suo padre, che sta per trasferirsi lontano da casa. Nancy sa che non potrà più vederlo tutti i giorni, né divertirsi e giocare insieme a lui. Ma c'è un nuovo amico che vuole tirarle su il morale: si chiama Bumble ed è il cagnolino che vive insieme a zia Eva nella casa di campagna in cui Nancy trascorre i fine settimana con il fratello Joel. Con il muso grinzoso e i teneri occhi neri, Bumble vede cose di cui nessun altro è in grado di accorgersi, fiutando pensieri ed emozioni. Appena ne accarezza il pelo morbido, Nancy capisce che ha trovato un amico speciale di cui fidarsi. Con Bumble al suo fianco, sempre pronto a tenderle la zampa, non si sente più sola. Nei pomeriggi passati a correre in giardino riscopre il buonumore e la spontaneità che la contraddistinguono, riesce quasi a sfiorare la felicità che credeva perduta. Ma un giorno, all'improvviso, Joel non torna da scuola. Solo Nancy sa dove potrebbe essere. Come le ha insegnato Bumble non deve perdersi d'animo, ma trovare il coraggio di farsi avanti. Questa volta deve dare una mano a risolvere la situazione. E forse, se suo fratello ritornerà a casa, lo farà anche suo padre, rimettendo le cose al loro posto.Dopo il grandioso successo di Quando nascono i desideri e Piccoli passi di felicità, che hanno fatto innamorare i lettori di tutto il mondo conquistandosi la vetta delle classifiche internazionali, Lucy Dillon ci regala un nuovo indimenticabile romanzo. Una storia insieme tenera e commovente sul potere della speranza. Perché non è detto che tutto ciò che si rompe non possa essere riparato. A volte, dai pezzi del passato possono sbocciare infinite possibilità di rinascita.
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Guanda, 30/08/2018
Abstract: "Da piccolo, mia madre mi ripeteva sempre: Non mentirmi, smettila di raccontare bugie. Ero bravissimo a inventare storie, così bravo che lei non sapeva più distinguere il vero dal falso. E della mia capacità di mentire ho fatto un lavoro: sono diventato uno scrittore. In questo libro, però, ho deciso di obbedire a mia madre: dire la verità. Per la prima volta…" Bordeaux, 2007. Nella hall di un albergo, Philippe Besson conversa con una giornalista che lo intervista a proposito del suo ultimo romanzo. Mentre risponde alle sue domande, un'apparizione: un ragazzo che sembra uscito dal suo passato, un'immagine quasi irreale, inverosimile. Philippe lo insegue, grida il suo nome… Questa apparizione lo fa tornare al 1984, alla fine della sua adolescenza: l'ultimo anno di liceo, l'anno del primo grande amore, quello per Thomas Andrieu, un ragazzo taciturno, tormentato, incapace di accettare la propria vera natura. Non mentirmi è la storia di un amore intenso, segreto, assoluto, in un'epoca in cui l'omosessualità è un tabù. Quello che lega Philippe e Thomas è un sentimento unico, una storia che li segnerà entrambi e che li porterà a fare scelte molto diverse. In queste pagine Besson si mette a nudo come mai prima e ci consegna la storia di un amore travolgente e impossibile che lascerà una traccia indelebile nelle sue opere.
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Neri Pozza, 08/06/2018
Abstract: "Abu Bilal al-Masri, sposato con una jihadista, entrato in Afghanistan con la scusa di lavorare nel campo dell'informazione, per incontrare Osama bin Laden e mettersi in contatto con bande di talebani…" Nel campo di prigionia di Guantanamo l'inquirente inglese, assegnato ai servizi segreti americani, è fermamente convinto che il giovane arabo del Nord del Sudan sia l'uomo che, col nome di battaglia di Abu Bilal al-Masri, è penetrato in Afghanistan per raggiungere il capo di al-Qa'ida e dare manforte ai talebani. Il giovane, tuttavia, è innocente. Lo hanno rapito per sbaglio nella zona di confine fra Pakistan e Afghanistan, dove, in qualità di operatore, si era spinto per filmare gli eventi. Appartenente per parte di madre al clan dei Ja'fara, il cui lignaggio risale fino al casato del Profeta, non ha mai pensato di incontrare Osama bin Laden, né ha mai voluto unirsi alle bande di talebani che uccidono chiunque non la pensi come loro e distruggono gli antichi monumenti archeologici col pretesto di difendere la religione e instaurare la shari'a. Nel campo, però, nessuno gli crede. Quando, preso da una smania improvvisa, il giovane inveisce e urla di far parte della stampa, le guardie lo deridono ripetendo Press, Press. Con addosso una tuta arancione acceso coi bottoni che corrono lungo la schiena, tra prigionieri incatenati ridotti in uno stato di prostrazione estrema, le facce inaridite, i cenci scomposti, gli occhi spenti con lo guardo obliquo, il giovane prega e rivolge tutti i suoi pensieri alla moglie Muhaira, alle sue ciglia lucide quando distoglieva pudicamente lo sguardo da lui, e a Nora, la ragazza con cui ha condiviso ad Alessandria attimi travolgenti ormai irrangiungibili.Narrando di un giovane arabo rinchiuso senza colpa nel campo di prigionia di Guantanamo, negli anni immediatamente successivi agli attentati dell'11 settembre, Youssef Ziedan affronta uno dei temi fondamentali del nostro tempo, in cui la lotta al terrore col terrore finisce inevitabilmente col minare i fondamenti stessi della democrazia e della dignità dell'uomo.
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Adelphi, 19/06/2018
Abstract: Questa seconda parte dell'autobiografia di Elias Canetti si apre subito dopo la "cacciata dal paradiso" di Zurigo, che chiudeva "La lingua salvata". Ora siamo a Francoforte, nel 1921, e il giovane Elias comincia a intravedere intorno a sé un nuovo mondo, formicolante di figure che cercano di sopravvivere fra "inflazione e impotenza". "Era finita per sempre l'epoca in cui l'ignoto si riversava in me, senza incontrare ostacoli". Dalla ricettività totale dei primi anni si passa ora a uno scontro con tutto e con tutti, che permette a Canetti di saggiare se stesso, di scoprirsi nella sua irriducibile peculiarità. Se a quest'ultima si può dare un nome, sarà quello della rivolta contro la morte, una rivolta "senza fine". La giovinezza di Canetti è un'iniziazione a questa scoperta, vissuta facendo appello a tutte le potenze arcaiche, che lo hanno sempre assistito. Nell'ombra, il modello mitologico è Gilgamesh, che traversa le acque della morte per trovare la vita eterna. Ed è lo scandalo di tutto ciò che scompare a mantenere intatta in Canetti un'immensa forza del ricordo. L'intensità che vibra in ciascuna delle numerose figure che appaiono in queste pagine presuppone tale sottinteso. Ciascuna vuole incidersi nella memoria e nella prosa con segno indelebile. Saranno gli ospiti patetici della pensione Charlotte di Francoforte e gli intellettuali frenetici di Berlino; saranno gli ascoltatori di Karl Kraus e i manifestanti che incendiano a Vienna il Palazzo di Giustizia; saranno l'amata Veza e la deliziosa Ibby; sarà la madre, che i lettori de La lingua salvata conoscono bene e che ora, assillata dalla gelosia per il figlio, lo costringe a una inarrestabile commedia, dove donne "inventate" servono a coprire donne vere e proibite; saranno infine Karl Kraus stesso e Brecht, Grosz, Babel', che Canetti conosce a Berlino. Tutte le loro voci sono qui salvate. E, intrecciata per sempre alla loro, riconosciamo qui la voce di Canetti stesso. Appartengono a questi anni le esperienze che saranno decisive per la sua opera di scrittore: la visione aristofanesca, che sembra offrire "l'unica possibilità di tener unito ciò che si frantumava in mille schegge"; la fascinazione ossessiva per Kraus; la massa, questo enigma incombente come mai prima sul nostro tempo, a cui Canetti dedicherà decenni di riflessione; infine il disegnarsi di una "comédie humaine dei folli", di cui rimane, quale unico, grandioso frammento il romanzo "Auto da fé". Inseguito dalle voci, Canetti non si cura di darci un quadro dell'epoca: ma l'aria di Francoforte, di Vienna e di Berlino in quegli anni circola in queste pagine come una presenza palpabile. In toni opposti, e stridenti fra loro, le città ci parlano di un periodo in cui "ciò che si abbatteva sugli uomini era più che un grande disordine, erano come tante esplosioni quotidiane". Ovunque, Canetti incontra varianti di uno stesso sfondo: il caos, perpetua minaccia e prezioso nutrimento. I suoi bagliori sono quelli del "fuoco", di cui questo libro – come già "Auto da fé" e ogni grande libro – è il "frutto".
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Adelphi, 19/06/2018
Abstract: "Forse questo è il libro che i critici mi chiedono da tanto tempo e che ho sempre sperato di scrivere" azzarda Simenon, che ha terminato "Le persiane verdi" in una sorta di stato di grazia, all'indomani della nascita del secondo figlio. Ha tutte le ragioni di essere soddisfatto: è riuscito a scolpire una figura larger than life, Émile Maugin, celeberrimo attore giunto, a sessant'anni, all'apice del successo e della fama, che un giorno apprende di avere, al posto del ventricolo sinistro, "una specie di pera molle e avvizzita". "Maugin non è ispirato né a Raimu, né a Michel Simon, né a W.C. Fields, né a Charlie Chaplin" afferma risolutamente Simenon nell'Avvertenza. "E tuttavia, proprio a causa della loro grandezza, non è possibile creare un personaggio dello stesso calibro, che faccia lo stesso mestiere, senza prendere in prestito dall'uno o dall'altro certi tratti o certi tic". Ciò detto, taglia corto, "Maugin non è né il tale né il talaltro. È Maugin, punto e basta, ha pregi e difetti che appartengono solo a lui". Pregi e difetti alla misura del personaggio: dopo un'infanzia sordida, ha lottato, perduto, vinto, amato, desiderato, conquistato e posseduto tutto – donne, fama, denaro –, e coltiva la propria leggenda abbandonandosi a ogni eccesso. Prepotente, scorbutico, cinico (ma segretamente generoso), regna da tiranno su un piccolo mondo di sudditi devoti e trepidanti, fra cui la giovanissima e amorevole moglie, ma vive nella costante paura della morte e nella nostalgia dell'unica cosa che non ha mai conosciuto: la pace dell'anima – quella cosa tiepida e dolce a cui il suo desiderio attribuisce la forma di una casa con le persiane verdi.
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I custodi della sorgente. L'avventura dell'acqua "Sant'Anna"
Rubbettino Editore, 08/06/2018
Abstract: "Di fronte a noi c'è un tesoro della natura, che sembra dire: difendimi, custodiscimi, fammi conoscere. Ci avviciniamo alla cascata in un punto accessibile e affondiamo le mani in una pozza. È buona, è leggerissima... L'acqua che abbiamo assaggiato ci ha conquistato subito e, per di più, il posto è incantevole. L'idea di commercializzarla è tanto buona quanto lo è l'acqua stessa. Alcuni giorni dopo, papà mi convoca nel suo ufficio: "Alberto, prenditene cura tu". "Ma papà! A me quest'affare proprio non interessa. Ho tutt'altre cose in testa: costruzioni, cantieri...". A dispetto di tutte le mie ribellioni, di lì a poco, dove vado a finire? È passato appena un mese da quel colloquio con mio padre che mi trovo a occuparmi di acque minerali, di sorgenti da gestire, di future bottiglie da vendere e di grane da risolvere...". Comincia così la storia dell'acqua "Sant'Anna", l'acqua minerale naturale oggi leader in Italia. E questo è il suo romanzo.
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Guanda, 14/06/2018
Abstract: PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2019Un diario, un taccuino di lavoro, un romanzo totale in cui ogni frammento di vita è raccolto e restituito alla parola. Una miniera smagliante, dove può essere trovato di tutto: visioni, riflessioni sullo scrivere, aforismi, disarmanti confessioni, romanzi di una frase, esercizi di parodia. Gli abbandoni fantastici si alternano a nitide descrizioni della natura, le severe autoanalisi si affiancano a momenti di intensa felicità, la paura della solitudine si mescola all'orgoglio della solitudine (dello scrittore). Una sottile e resistente linea tematica corre ininterrotta per tutto il libro di Peter Handke, saldando tutte le sue parti: è il processo per cui la vita si trasforma in arte, per cui l'arte tutto succhia ed usa della vita. Lo scrittore, gettando nella pagina i frammenti di un'autobiografia interiore, racconta in realtà la vita mentre si fa rappresentazione, descrive l'impresa "epica" dell'artista. E il lettore, entrando nel laboratorio dello scrittore (di uno dei maggiori scrittori contemporanei), si trova a leggere il romanzo di come lo scrittore giunge a realizzarsi. Libro che racchiude tutti gli altri libri, La storia della matita svela così anche una propria individualità, si afferma come libro diverso da tutti gli altri.
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Tea, 14/06/2018
Abstract: "Un'opera che non solo ci regala il brivido, ma anche la certezza di aver toccato qualcosa di essenziale, di basilare. Di aver intravisto un abisso che fa parte del nostro essere e che nessuno aveva ancora mai sondato."Emmanuel Carrère"Un romanzo straordinariamente originale."Publishers Weekly"Un capolavoro struggente e geniale."Guardian"Un libro che continua a lasciare un segno profondo."Robinson (la Repubblica)Algernon è un topo, ma non un topo qualunque. Con un'audace operazione, uno scienziato ha triplicato il suo QI, rendendolo forse più intelligente di alcuni esseri umani. Di certo più di Charlie Gordon, che, fino all'età di trentadue anni, ha vissuto nella dolorosa consapevolezza di non essere molto… sveglio. Ma cosa succederà quando la stessa operazione verrà effettuata su Charlie? Quale sorte accomunerà la sua esistenza a quella del fedele amico Algernon?Fiori per Algernon è ormai considerato uno dei grandi romanzi XX secolo, un capolavoro della narrativa di fantascienza: il diario di un uomo che "voleva soltanto essere come gli altri", un romanzo definito dal New York Times "magistrale e profondamente toccante", un'opera che ha ispirato film, serie televisive, musical, che ha vinto il Premio Hugo e il Premio Nebula e ha venduto oltre cinque milioni di copie nel mondo. Daniel Keyes (1927-2014), laureato in psicologia e letteratura anglo-americana, ha insegnato a lungo, soprattutto a ragazzi con difficoltà di apprendimento. Proprio questo lavoro gli ha fornito lo spunto per il suo esordio narrativo, Fiori per Algernon: un successo mondiale, pubblicato in più di trenta Paesi e continuamente ristampato. A partire dagli anni '80, si è dedicato prevalentemente alla non-fiction e con Una stanza piena di gente ha ottenuto una nomination al prestigioso Edgar Award.
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Elliot, 09/06/2018
Abstract: Modena, estate del 2017. Una città intera in attesa del megaconcerto di Vasco Rossi. L'entusiasmo alle stelle, la paura degli attentati. Sono passati due anni dalla nascita della Compagnia delle Piante. Jan De Vermeer, il poliziotto che colonizzava di notte le rotonde abbandonate, ha cambiato vita. Anna, la sua bellissima compagna sfregiata da una terribile cicatrice, aspetta un figlio. Il serial killer che li minacciava marcisce in carcere. Il poliziotto italo-belga si è lasciato andare alla vita familiare, e non compie più attacchi di guerrilla gardening negli angoli spogli della città di San Geminiano. Ma poi arriva la notizia che il killer è scappato, forse sta tornando in città per completare l'opera. Nuovi morti scannati. Il destino bussa una seconda volta alla porta di Jan De Vermeer. E proprio mentre riscopre la paura di venire assassinato e il concerto è ormai alle porte, Jan si rimette in gioco con nuove imprese botaniche.
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Laterza, 20/06/2018
Abstract: Quando non è necessario, mangiare gli animali è una scelta. Ma non ce ne rendiamo conto. Viviamo dentro una cultura carnivora talmente diffusa che non la riconosciamo: è come se fossimo immersi a tal punto nell'oceano carnista da non renderci conto di essere sott'acqua.La maggior parte di noi non si è mai chiesta perché si cibi di certi animali e di altri no. Si può vivere una vita intera senza mai domandarsi perché la carne di un vitello ci sembri squisita e quella di un cane ci disgusti, o perché siamo affezionati al nostro gatto ma non proviamo niente per il maiale o il pollo che sono diventati la nostra cena. E la maggior parte di noi sa, in qualche modo, che in realtà non c'è poi tanta differenza tra il cane e il vitello, tra il gatto e il maiale. Ma allora cos'è che spalanca i nostri cuori verso gli uni e li chiude nei confronti degli altri?
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Laterza, 20/06/2018
Abstract: Che caratteristiche ha la danza del nuovo millennio? Come la si interpreta? Quali processi culturali vengono veicolati dal corpo danzante? Il libro tenta di rispondere a queste domande tracciando un quadro della danza e della coreografia degli ultimi trent'anni in Italia e in Europa. Sul finire del Novecento, la rivoluzione operata dalla danza moderna viene definitivamente soppiantata da una visione meno dogmatica e più democratica nei confronti delle scelte di forma e di linguaggio. Il nuovo panorama è costituito da tre paesaggi estetici: quello 'museale', che conserva il balletto classico e il suo repertorio; quello di una 'terra di mezzo', in cui si mantiene il paradigma del moderno con forme e linguaggi riconoscibili; e infine un 'terzo paesaggio', una riserva ai margini della cultura mainstream, in cui artisti diversi, esiliati, trascurati dal sistema, sperimentano e producono danza fuori dagli schemi. Una nuova topografia che esige strumenti di indagine aggiornati, ovvero un rinnovamento analogo e storicamente convergente con quello degli artisti.
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Castelvecchi, 14/06/2018
Abstract: Vi siete mai chiesti perché alle zebre, oppure ai babbuini, alle iene o ai roditori, non viene l'ulcera (ma nemmeno la depressione, la colite, l'infarto, il diabete e altre malattie croniche) mentre agli esseri umani sì? In un coinvolgente lavoro interamente dedicato allo stress e alle sue conseguenze sulla nostra salute, il neuroscienziato Robert M. Sapolsky risponde a questa domanda tutt'altro che oziosa, spiegando come, di fronte allo stress, il nostro organismo attivi le medesime risposte fisiologiche di quello animale, senza però essere in grado di disattivarle con la stessa rapidità. Grazie a trovate divertenti, notizie fuori dall'ordinario e aneddoti personali, uniti a un rigoroso impianto scientifico, l'autore ci permette di scoprire in che modo il sistema nervoso e il corpo reagiscono agli innumerevoli stimoli dello stress. Così, conoscendo a fondo l'origine e il funzionamento delle tensioni a cui ci sottopone la vita quotidiana, possiamo imparare a gestirle e a combatterle.
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La nave di Teseo, 21/06/2018
Abstract: Cosa sono l'intelligenza, la memoria e le emozioni? Come prendiamo decisioni e ricerchiamo la felicità? Oggi possiamo comprendere almeno in parte come il cervello, la nostra scatola delle meraviglie, ci metta in grado di percepire il mondo attraverso i cinque sensi, come ci permetta di rielaborarlo e di tradurlo in azioni concrete e pensieri astratti. Non tutto ci è ancora chiaro: ad esempio non abbiamo svelato gli intimi meccanismi che inducono proprio alcune cellule del cervello a "decidere" di interagire tra di loro per dare origine a un pensiero o a un'azione concreta. Non abbiamo nemmeno compiutamente riempito di significato, dal punto di vista scientifico, termini come intelligenza, coscienza, empatia e sentimento, che pure ci risultano così familiari. Ciononostante il nostro agire è il prodotto delle funzioni del cervello, quindi studiare l'uomo che pensa può aiutarci a capire l'uomo che fa. Per questo descrivere la parte del nostro corpo che conosciamo meno significa parlare non soltanto di scienza ma affrontare la società, la politica, la cultura, la nostra vita quotidiana. Questo libro racconta in modo avvincente l'architettura del laboratorio delle idee e le leggi che lo governano: avvicinarsi a questo mistero permette di intuire ciò che può fare e non può fare il cervello, prima di immaginare cosa è bene che faccia o non faccia.