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Educazione non sentimentale
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Bedford, Sybille - Cillario, Graziella

Educazione non sentimentale

Neri Pozza, 15/04/2015

Abstract: "I Kisling e gli Huxley sono i veri Kisling e Huxley… Mia madre e io siamo in parte noi stesse": così scrive Sybille Bedford nell'avvertenza a queste pagine in cui ripercorre la sua "educazione non sentimentale". Poiché ciò che preme a ogni grande scrittore non è semplicemente la vita reale, ma quella narrata e reinventata dalla parola, la vita solo "in parte" realmente vissuta, quest'avvertenza svela al lettore il vero cuore di questo libro: il rapporto tra una delle più raffinate scrittrici del Novecento, ammirata da autori come Bruce Chatwin e Stephen Spender, e sua madre.Nata in un angolo della Germania del Sud, nel granducato del Baden, da Maximilian von Schoenebeck, aristocratico tedesco amante della Francia, e la sua seconda moglie inglese, Sybille Bedford trascorre gli anni dell'infanzia nello Schloss, il piccolo castello di famiglia, un'interminabile fuga di stanze colme di mobili e oggetti d'arte.Il padre, un uomo avanti con l'età, vive nel ricordo di quando era "le beau Max", il giovane, attraente barone tedesco che progettava di far saltare il banco a Montecarlo e, nella sua residenza estiva, teneva una coppia di scimpanzé che ogni mattina si precipitavano a banchettare sugli alberi di pesche dei vicini.Mossa dall'arroganza tipica dell'infanzia, la piccola "Billi" Bedford si mostra incapace di penetrare nella sua solitudine, di accostarsi al cuore di un uomo di un'altra epoca e d'altri pensieri. Sicché quando il padre muore e la madre la porta con sé nelle sue peregrinazioni attraverso l'Europa nel limbo tra le due guerre, Billi pensa di poter finalmente "contemplare con entusiasmo " il mondo.In ogni angolo di questo mondo, però, nell'Italia incantata degli anni Venti, nella Londra nebbiosa dei Quaranta, nella Francia del Sud appena scoperta dalla cosiddetta generazione perduta, è il rapporto con la madre a occupare le sue ore e la sua mente. Bellissima, sempre divertita, lusingata, euforica e insieme disarmata e fragile dinanzi alle mere necessità della vita, sua madre conquista il prossimo con il suo aspetto e la sua conversazione, capace di attirare a sé giovani amanti e grandi scrittori, i soli uomini degni, per lei, di un "linguaggio e pensiero sofisticati".Finalista al Booker Prize del 1989, Educazione non sentimentale è uno di quei rari libri in cui, come ha scritto il Times, si assiste alla "perfetta traduzione dell'esperienza vissuta nell'arte"."La più sofisticata e raffinata scrittrice del XX secolo. Bruce Chatwin e Stephen Spender erano suoi ammiratori. Tra i suoi amici più intimi vi era Aldous Huxley... Sybille Bedford è una delle grandi autrici della letteratura inglese".The Independent"Educazione non sentimentale è un elegante affresco del limbo del vecchio continente tra le due guerre. Ma è nell'insidiosa, dominante e vagheggiata figura materna che batte il vero cuore del racconto".Leonetta Bentivoglio, la Repubblica"Bedford si muove qui fra documento e invenzione con una libertà e una felicità tali da rendere il libro una specie di classico, insieme fuori e dentro il tempo storico".Mario Fortunato, l'Espresso

La ballerina dello zar
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Sharp, Adrienne - Vitangeli, Raffaella

La ballerina dello zar

Neri Pozza, 15/04/2015

Abstract: Il romanzo della vita di Mathilde Kschessinska, l'amante dell'ultimo zar, "la più grande ballerina russa nei teatri dell'impero".È il 23 marzo 1890 a San Pietroburgo e, nell'ampio corridoio del teatro Mariinskij, è in corso una delle sfilate più emozionanti che sia dato vedere nella splendida città affacciata sul golfo di Finlandia. La famiglia reale è accorsa al gran completo per il saggio finale delle giovani allieve del corpo di ballo. Gli zar Romanov sono i finanziatori di buona parte dei Teatri imperiali e non mancano mai alle occasioni in cui è possibile scorgere le prime esibizioni delle future étoiles. Lungo il corridoio, l'imperatore Alessandro III avanza a grandi passi, più alto di tutti, il torace robusto e la fronte massiccia, seguito dall'imperatrice gracile e minuta. Più indietro ancora lo zarevi Nicola, detto Niki, un fauno, piccolo, esile nella sua uniforme, le guance morbide e graziose, i lineamenti fini. Raggiunta la tavola allestita per la sobria cena della scuola, l'imperatore fa sedere alla sua sinistra Nicola e, accanto a lui, la ragazza che più di tutte promette di essere una stella del Mariinskij: Mathilde Kschessinska, la figlia più giovane del grande Felix Kschessinsky, che ha danzato per i Romanov per quasi quarant'anni. Una diciassettenne piccola, gli occhi luminosi e i capelli scuri e ondulati, una cascata di riccioli davanti alle orecchie. L'intento di Alessandro III è palese: fare in modo che il figlio renda onore a una lunga tradizione che vuole imperatori, granduchi, conti e ufficiali scegliere le loro amanti tra le ballerine di danza classica, quell'arte che ai loro occhi è innanzi tutto "una parata di belle donne, un'aiuola dalla quale tutti possono raccogliere i fiori del piacere". Per Mathilde Kschessinska è l'occasione di puntare dritta al cielo, un premio inaspettato al suo talento. Dinanzi alla flemma e alla timidezza dello zarevi?, la giovane ballerina non si dà per vinta. Solo qualche settimana dopo è lungo la prospettiva Nevskij, impaziente di reincontrare Niki durante la sua solenne passeggiata pomeridiana. E qualche mese dopo è a Krasnoe Selo per l'appuntamento dei Romanov coi loro reggimenti. Lì dove l'élite di San Pietroburgo accorre per la grande Rivista, e le donne indossano splendidi abiti bianchi e i ministri della corte il frac e la tuba, in una calda serata d'agosto, Niki l'invita a fare un giro sulla sua troica. Una corsa folle e selvaggia, senza mai staccare gli occhi sfavillanti dai cavalli e dalla strada gialla e polverosa, attraversando la piazza d'armi, piccoli villaggi, viuzze deserte, terre e città che appartengono a lui e soltanto a lui e che, nel giro soltanto di qualche decennio, saranno di altri. Basato sulla storia vera di Mathilde Kschessinska, ultima grande danzatrice dei Teatri imperiali russi, La ballerina dello zar è uno di quei rari libri che, attraverso lo sguardo di una donna che si ritrova suo malgrado a vivere alcuni dei più tragici eventi della Storia – la rivoluzione d'Ottobre, l'abdicazione dello zar, la prigionia di Nicola II insieme con Aleksej, il figlio legittimo, la drammatica fuga dalla Russia – narra magnificamente di un mondo i cui protagonisti si trasformano all'improvviso in fantasmi ambulanti e la cui bellezza sopravvive soltanto in qualche polverosa reliquia."Mi chiamo Mathilde Kschessinska e sono stata la più grande ballerina russa nei teatri dell'impero. Ma il mondo in cui sono nata, il mondo nel quale sono cresciuta, è scomparso, così come sono scomparsi i suoi protagonisti: morti, uccisi, esiliati, ridotti a fantasmi ambulanti. Io sono uno di quei fantasmi"."Sharp riporta alla vita il fascino e le passioni di un mondo prossimo alla fine".Los Angeles Times

E-commerce. La guida definitiva. Progettare e realizzare un negozio online di successo
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Vietri, Daniele - Cappellotto, Giovanni

E-commerce. La guida definitiva. Progettare e realizzare un negozio online di successo

Hoepli, 16/04/2015

Abstract: Stiamo vivendo una grande rivoluzione imprenditoriale. Le persone e le cose sono sempre più connesse online e offline. Le identità fisiche coincidono con le identità digitali e i consumatori si aspettano di trovare beni e servizi in ogni punto di contatto si possa avere con le aziende.Essere presenti online non è più solo una necessità, ma la condizione per esistere come impresa.Il commercio del futuro è fatto di presenza online, di acquisti via mobile, di esperienza del consumatore e di nuovi modelli di business.Da qui la necessità di costruire un e-commerce che venda: quali sono gli investimenti necessari, gli errori da evitare e le strategie da adottare per rendere profittevole il nuovo canale web prima dei propri competitor. Nell'era del "social-commerce e del mobile-commerce", il negozio online non è solo un ulteriore punto vendita, ma diventa la piattaforma attraverso la quale coordinare tutta la presenza online dell'azienda.

Marketing e management delle imprese di ristorazione. Guida pratica per una gestione efficiente di qualità di ristoranti, bar, aziende di catering e banqueting
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Fierro, Giuseppe

Marketing e management delle imprese di ristorazione. Guida pratica per una gestione efficiente di qualità di ristoranti, bar, aziende di catering e banqueting

Hoepli, 16/04/2015

Abstract: Il volume è una guida pratica alla gestione efficiente e di qualità nell'area del Food & Beverage nelle varie tipologie presenti nelle aziende ristorative, ovvero: ristoranti, bar, aziende di catering e di banqueting.Il testo si apre con una prima parte dedicata al marketing della ristorazione, un mercato di non facile lettura e programmazione per le innumerevoli variabili culturali e socioeconomiche che sottostanno alle motivazioni d'acquisto del cliente.Segue una trattazione di argomenti strettamente tecnici: dalla cucina regionale alle nostre eccellenze alimentari, alla gastronomia internazionale, alla cucina vegetariana e vegana, alle allergie e intolleranze alimentari.Le parti successive offrono, con particolare attenzione alla pianificazione e al controllo operativo dei costi, un'accurata analisi guidata del processo di management nei vari settori Food & Beverage: ristorante, banqueting, bar e cantina.L'autore arricchisce i vari argomenti affrontando con taglio professionale, ma in modo chiaro e semplice, interessanti tematiche come la degustazione della birra, del vino e delle acque, nonché l'abbinamento con il cibo.

Vita breve di un giovane gentiluomo
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Teulé, Jean - Fedriga, Riccardo

Vita breve di un giovane gentiluomo

Neri Pozza, 15/04/2015

Abstract: È martedì 16 agosto 1870 quando Alain de Monéys esce dalla casa dei genitori per recarsi alla fiera di Hautefoye, il villaggio più vicino. Nel Périgord è una giornata calda, afosa, la campagna è oppressa dalla siccità, ma per il giovane aristocratico c'è molto da fare. Di lì a pochi giorni partirà per difendere la Francia e il suo imperatore contro l'esercito prussiano, e c'è ancora da discutere il suo progetto di bonifica delle paludi della regione, da acquistare una giumenta per la cugina Bertille, da trovare un posatore per riparare il tetto del fienile di un amico. Ma soprattutto Alain non ha mai mancato l'annuale appuntamento con la fiera, dove ritrova sempre i suoi vecchi amici. Lungo la strada è allegro, espansivo e cordiale con tutti, felice anche per il casuale incontro con la bella Anna Mondout, una stiratrice che sogna di imparare a leggere e scrivere. Alle due del pomeriggio arriva all'ingresso del paese, affollato da oltre seicento persone mentre solitamente è abitato da non più di una quarantina. Due ore più tardi Alain de Monéys sarà picchiato, linciato, torturato, bruciato vivo e addirittura mangiato dalla folla impazzita che si accalca per le stradine di Hautefoye. Un'affermazione malcompresa durante la lettura delle notizie di disfatta provenienti dal fronte, una frase che corre di bocca in bocca diventando tutt'altro, e l'orrore si scatena: la popolazione analfabeta, stremata dalla carestia e angosciata dalla guerra, accusa de Monéys di essere dapprima a favore dei prussiani, poi di essere lui stesso – noto a tutti come un fedele suddito dell'imperatore – un prussiano, un nemico mortale. Sotto lo sguardo sconvolto di Anna, Alain viene sottoposto a torture di ogni genere, e tra gli aguzzini di ogni età e mestiere si distinguono in modo particolare i suoi sostenitori alla carica di vicesindaco del villaggio, coloro che hanno ricevuto da lui benefici e favori. La via crucis del giovane gentiluomo si conclude solo quanto il sindaco – vero Ponzio Pilato della situazione – dichiara alla folla: "Mangiatelo, se proprio volete". Invito che i cittadini prendono alla lettera. Il giorno dopo il crimine, in attesa di un processo che condurrà solo alla condanna di pochi, data l'esiguità dei posti disponibili nella locale prigione, uno degli assassini darà voce al pensiero di tutti: "Non so cosa mi sia preso". Storia vera, basata su una delle pagine più macabre e poco note della storia francese, Vita breve di un giovane gentiluomo costituisce una splendida conferma del talento dell'autore del Marchese di Montespan, alle prese questa volta, con la sua scrittura intrisa di humour nero, con la logica criminale che muove quel particolare assembramento umano che va sotto il nome di folla.Una storia vera, uno dei più sconosciuti aneddoti della storia francese del XIX secolo raccontato con spaventosa precisione e humor nero dall'acclamato autore del Marchese di Montespan."Una pagina di storia impossibile da dimenticare. Davvero un libro da...divorare!"Le canard enchaîné"A Teulé riesce la prodezza di un libro che lascia senza fiato nel denunciare la bestialità umana".Point de vue"Una storia che fa accapponare la pelle, raccontata in tutta la sua mostruosità e il suo orrore, ma senza pathos inutile. Alcune scene sono addirittura descritte con umorismo - nero, sinistro".Livres Hébdo

Il mio Novecento
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Del Boca, Angelo

Il mio Novecento

Neri Pozza, 15/04/2015

Abstract: Questo libro vuole offrire, come scrive Del Boca nell'introduzione, "una visione del Novecento e dintorni" intrecciando il racconto della vita dell'autore con gli avvenimenti di cui è stato testimone. Da questo punto di vista, esso è un'autobiografia, precisamente l'autobiografia di uno dei più importanti storici e "inviati speciali" del nostro secondo dopoguerra. Poiché, però, nelle sue pagine accade spesso che la memoria non torni al passato con gli occhi del presente, ma si serva di reportages d'epoca, pagine di diario e appunti stesi in presa diretta, esso è anche uno di quei rari libri in cui momenti e personaggi fondamentali del Novecento vengono descritti e colti nell'istante stesso in cui rispettivamente si danno e agiscono. Da Benito Mussolini che il 16 luglio 1944, sulla piazza d'armi di Genzevag in Germania, passa in rivista la divisione Monterosa e si presenta al cospetto dell'autore tremendamente invecchiato, pallido, con le guance scavate, l'occhio spento, la pelle cascante sotto il mento e la divisa che, senza gradi e simboli, accentua la sua aria dimessa; ad Albert Schweitzer, il "grande dottore bianco" premio Nobel per la pace che, nel luglio del 1959, nell'immensa foresta del Gabon, rotta da paludi dove tutto imputridisce, accoglie l'autore suonando all'organo il Jesu, meine Freunde, di Johann Sebastian Bach; a Madre Teresa di Calcutta che, nel maggio del 1957, piccola, magra, il viso scavato a punta, gli occhi grandi e grigi e pieghe amare intorno alla bocca, medica con dedizione e perizia i lebbrosi ospiti nella Casa del Moribondo di Kalighat; al colonnello Muammar Gheddafi che riceve l'autore con un guardaroba esemplare della sua stravaganza e civetteria: foulard color beige in testa, burnus nero e stivaletti di pelle nera lucidissimi; numerosi sono i protagonisti del secolo scorso che sfilano in queste pagine come su una quinta posta davanti ai nostri occhi. È soprattutto, però, nella rievocazione dei momenti più intimi e personali, come ad esempio la descrizione del lungo cammino fatto dal padre ammalato, dalla stazione di Codogno alla val Luretta per chilometri e chilometri a piedi con una pesante valigia in mano, fino al distaccamento dei partigiani al Castello di Lisignano, che Del Boca ci restituisce davvero lo spirito del Novecento, così come l'ha vissuto un ragazzo nato nel '25, diventato dapprima comandante partigiano e poi "inviato speciale" e storico che ha trascorso l'intera seconda metà del secolo a denunciare menzogne e mistificazioni, a scovare "verità scomode" negli archivi e dalla viva voce dei testimoni. Se c'è qualcosa che i lettori, i giovani innanzi tutto, possono trarre da queste pagine, così piene di vita e di passione, è che non è affatto vero, come pretendono oggi i cantori del revisionismo storico, che nel Novecento sia naufragata, insieme con tutti i messianismi, anche ogni possibilità di schierarsi dalla parte giusta. Qui si narra di una vita che non ha fatto altro che semplicemente questo.Il Novecento nei ricordi "del più illustre fra gli storici del colonialismo italiano".La Repubblica

Sistema moda. Oggetti, strategie e simboli: dall'iperlusso alla società low cost
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Barile, Nello

Sistema moda. Oggetti, strategie e simboli: dall'iperlusso alla società low cost

Egea, 23/11/2011

Abstract: L'affermazione di una super élite dedita alle suggestioni dell'iperlusso, contro una moltitudine low cost che dispone di un maggior numero di scelte di consumo, ma meno qualificanti, corrisponde a un modello di società che potremmo definire neoaristocratico. Se il peso delle relazioni produttive globali tende a divaricare i mercati tra alto e basso di gamma, occorre ripensare il ruolo della cultura affinché non si perda d'occhio il processo inverso: quello che assegna alla produzione culturale la capacità di generare innovazione e di trasformarsi in una potente risorsa per le aziende e per il mercato. Insomma, bisogna recuperare l'interesse delle aziende per la cultura della moda, intendendo con tale espressione sia la variante aulica delle fondazioni e del loro neomecenatismo, sia in senso antropologico la capacità di studiare le sottoculture giovanili e i fenomeni che, specialmente all'epoca della società in rete, generano impulsi istantanei di nuova creatività.

Idee: il catalogo è questo
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Galimberti, Umberto

Idee: il catalogo è questo

Feltrinelli Editore, 28/11/2013

Abstract: Alchimia, Alienazione, Amore, Anima, Armenia, Calcolo, Cifra, Clinica, Comunicazione, Conoscenza, Controtransfert, Cosmologia, Denaro, Destino, Dio, Disuguaglianza, Dolore, Ecologia, Eros, Essere, Estetica, Evento, Fantasia, Fede, Festa, Fiaba, Finalismo, Follia, Futuro, Geist, Grande Madre, Immagine, Immortalità, Inizio, Inquietante, Io, Libertà, Libro, Limite, Logica, Magia, Malattia, Margine, Maschera, Memoria, Metodo, Mistica, Mito, Morale, Narrativa, Natale, Natura, Ombra, Omosessualità, Oracolo, Originalità, Origine, Pathos, Poesia, Profezia, Psiche, Psichiatria, Psicoanalisi, Psicologia, Pubblicità, Pudore, Ragione, Rito, Rivoluzione, Sacrificio, Sacro, Schizofrenia, Scienza, Scuola, Secolarizzazione, Segno, Semantica, Sensazione, Simulazione, Società, Sodalizio, Soggetto, Storia, Tempo, Terra, Testimonianza, Totalitarismo, Tragedia, Utilità, Valore, Vergogna, Verità, Viaggiatore, Vita, Vizio, Vuoto. Ecco il catalogo delle idee di cui Umberto Galimberti cerca di mettere a fuoco il centro. Una volta cadute dall'Iperuranio in cui le aveva poste Platone e svestite del carattere di Verità, le idee sono entrate nella storia, hanno assunto un significato nella tradizione e nel tempo, sono diventate episodiche e discontinue, rinviano di continuo ad altro, non sono più una faccenda di puro intelletto, muovono le emozioni e svolgono un'azione seduttiva, sono oggetto del pregiudizio di ciascuno ma sono in grado anche di erodere, corrompere e modificare il pensiero tramite la loro comunicazione..

Tira fuori la lingua. Storie dal Tibet
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Ma, Jian

Tira fuori la lingua. Storie dal Tibet

Feltrinelli Editore, 21/08/2008

Abstract: Uno scrittore cinese con alle spalle un matrimonio fallito parte per il Tibet. Durante i suoi vagabondaggi assiste alla sepoltura celeste di una ragazza morta di parto, divide la tenda con un nomade diretto a una montagna sacra a chiedere perdono per aver avuto rapporti sessuali con la figlia, incontra un orafo che tiene appeso alla parete di una caverna il corpo della sua amante incartapecorito dal vento, ascolta la storia di una giovane lama morta durante un rito di iniziazione. Nell'aria rarefatta dell'altopiano il confine tra realtà e finzione narrativa si assottiglia fino a immergere il protagonista in un mondo così diverso da tormentarlo anche in sogno.Messo clamorosamente all'indice in Cina nel 1987 e soltanto ora pubblicato in Italia, Tira fuori la lingua ha costretto Ma Jian all'esilio, rendendogli impossibile ancora oggi pubblicare nel suo paese. Scritto poco dopo il viaggio in Tibet, raccontato in maniera vivida nel romanzo Polvere rossa, il libro è una straordinaria raccolta di racconti che parlano di un luogo davvero speciale, un Tibet incantevole e insieme terrificante, violento e bellissimo, perverso e seducente."Tira fuori la lingua è un libro volgare e osceno che diffama l'immagine dei nostri compatrioti tibetani. Ma Jian non è in grado di descrivere i grandi passi avanti compiuti dal popolo tibetano nella realizzazione di un Tibet socialista unito e prospero. Il ritratto del Tibet che esce da quest'opera sudicia e ignobile non ha nulla a che vedere con la realtà, e altro non è che il prodotto dell'immaginazione dell'autore e del suo desiderio ossessivo di sesso e soldi… A nessuno dev'essere permesso leggere questo libro. Tutte le copie devono essere confiscate e distrutte immediatamente."Annuncio della messa al bando dell'opera in Cina

Il bacio più breve della storia
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Malzieu, Mathias - Poli, Cinzia

Il bacio più breve della storia

Feltrinelli Editore, 18/02/2015

Abstract: Parigi, una sera al Théâtre du Renard, l'orchestra suona It's Now or Never. Una ragazza misteriosa e sfuggevole si aggira, lui la nota, cerca in ogni modo di avvicinarla e, quando ormai tutto sembra impossibile, si trovano faccia a faccia e si baciano. Un bacio minuscolo, il più breve mai registrato, e lei scompare. Invisibile, si allontana. Un mistero anche per un inventore come lui che, seppur di indole tendenzialmente depressa, è determinato a rivedere l'eterea e vulnerabile creatura che lo ha ammaliato. Inizia così una ricerca serrata in cui sarà affiancato da due bizzarri personaggi: un detective in pensione, che ha tutto l'aspetto di un orso polare, e il suo stravagante pappagallo. Le invenzioni si susseguono e qualcosa di molto goloso e originale aiuterà il protagonista nel suo scopo. Ormai è chiaro, fra i due è scoccata una scintilla, si è prodotto un cortocircuito. Ma in amore gli artifici non bastano, servono coraggio e temerarietà, doti che entrambi dovranno conquistare se vorranno trovarsi e abbandonarsi l'uno all'altra.Riusciranno i due a superare ostacoli e paure e a vivere il loro amore?"I tuoi occhi sono troppo grandi, quando ridi, dentro ci si vede il cuore."

Le tartarughe tornano sempre
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Napolillo, Enzo Gianmaria

Le tartarughe tornano sempre

Feltrinelli Editore, 11/03/2015

Abstract: Una storia che commuove e conquista come solo i grandi libri sanno fare.Un grande amore: difficile e denso di avversità, ma intenso e necessario.Una realtà che fa paura: quella di persone disperate che si buttano in mare perché credono che sia l'unica alternativa per sopravvivere.E un bambino e una bambina, un ragazzo e una ragazza, un uomo e una donna che, attraverso mille e più traversie, trovano il significato del loro amore e del loro destino.

Riparare i viventi
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De Kerangal, Maylis - Piovanello, Alessia - Baiocchi, Maria

Riparare i viventi

Feltrinelli Editore, 22/01/2015

Abstract: Tre adolescenti di ritorno da una sessione di surf su un pullmino tappezzato di sticker, tre big wave rider, esausti, stralunati ma felici, vanno incontro a un destino che sarà fatale per uno di loro. Incidente stradale, trauma cranico, coma irreversibile, e Simon Limbres entra nel limbo macabramente preannunciato dal suo cognome. Da quel momento, una macchina inesorabile si mette in moto: bisogna salvare almeno il cuore. La scelta disperata dell'espianto, straziante, è rimessa nelle mani dei genitori. Intorno a loro, come in un coro greco, si muovono le vite degli addetti ai lavori che faranno sì che il cuore di Simon continui a battere in un altro corpo.Tra accelerazioni e pause, ventiquattr'ore di suspense, popolate dalle voci e le azioni di quanti ruotano attorno a Simon: genitori, dottori, infermieri, équipe mediche, fidanzata, tutti protagonisti dell'avventura, privatissima e al tempo stesso collettiva, di salvare un cuore, non solo organo ma sede e simbolo della vita.

Con il vento verso il mare
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Kuijer, Guus - Freschi, Valentina - Hoogstad, Alice

Con il vento verso il mare

Feltrinelli Editore, 10/02/2017

Abstract: l padre di Polleke ha aperto un centro di meditazione e tutti sono contenti che lui abbia finalmente trovato un equilibrio, e anche un lavoro. Peccato solo per quella testa rasata e la tunica arancione, dei quali Polleke si vergogna un po'. Inoltre la ragazzina è ancora arrabbiata con la ex migliore amica Caro e l'ex fidanzato Mimun, che ha sorpreso a baciarsi. Il maestro li invita a far pace e l'amica Consuelo li aiuta con un rito messicano, ma Polleke non è per niente convinta.La brutta notizia che arriva a turbare questo episodio è che il nonno è ammalato e dev'essere ricoverato per accertamenti. Polleke naturalmente è molto preoccupata e quando il nonno viene dimesso dall'ospedale, è così sollevata e contenta da perdonare finalmente Caro e chiedere a Mimun di tornare con lei.Nel frattempo è arrivato il giorno del matrimonio della mamma e del maestro, tanto discusso e più volte rimandato: dovrà essere una festa perfetta!Un autore che parla ai bambini con schiettezza, ironia e profondità e che incanta il lettore adulto con l'intelligenza e la pulizia della scrittura.Una protagonista che attraversa le difficoltà dell'adolescenza con leggerezza e poesia, regalando a tutti il segreto di una vita felice.

La ragazza scomparsa. Il terzo caso del giovane Sherlock Holmes
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Peacock, Shane - Tassi, Edy

La ragazza scomparsa. Il terzo caso del giovane Sherlock Holmes

Feltrinelli Editore, 18/02/2015

Abstract: Quando la giovane e ricca figlia di un ministro di Sua Maestà viene improvvisamente rapita durante una parata a Hyde Park, Sherlock ancora una volta è spinto a dimostrare di essere se stesso. In una gara drammatica contro il tempo.Complicato come il labirinto che circonda il luogo misterioso dove è stata nascosta la ragazza, questo caso porta il giovane investigatore dalla campagna inglese alla costa, per poi approdare nella tana di pericolose creature.Tormentato dai ricordi della sua famiglia ormai distrutta e pungolato dai nemici, Sherlock compie un errore quasi fatale ma alla fine il suo intuito brillante porta alla soluzione del mistero.Presto, molto presto il mondo saprà che Sherlock Holmes è il più grande di tutti i detective.

La Sposa giovane
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Baricco, Alessandro

La Sposa giovane

Feltrinelli Editore, 18/03/2015

Abstract: La promessa Sposa è giovane, arriva da lontano, e la Famiglia la accoglie, quasi distrattamente, nella elegante residenza fuori città. Il Figlio non c'è, è lontano, a curare gli affari della prospera azienda tessile. Manda doni ingombranti. E la Sposa lo attende dentro le intatte e rituali abitudini della casa, soprattutto le ricche colazioni senza fine. C'è in queste ore diurne un'eccitazione, una gioia, un brio direttamente proporzionali all'ansia, allo spasimo delle ore notturne, che, così vuole la leggenda, sono quelle in cui, nel corso di più generazioni, uomini e donne della famiglia hanno continuato a morire. Il maggiordomo Modesto si aggira, esatto e cristallino come la sua lingua non verbale, a garantire i ritmi della comunità. Lo Zio agisce e delibera dentro il velo di un sonno che non lo abbandona neppure durante le partite di tennis. Il Padre, mite e fermo, scende in città tutti i giovedì. La Figlia porta la sua bellezza dentro il suo corpo di storpia. La Madre impartisce lezioni di seduzione alla Sposa giovane, perché sia "scandalosamente desiderabile". Tutto sembra convergere intorno all'attesa del Figlio. O non è forse quell'attesa solo un estremo punto di fuga?

Il padre infedele
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Scurati, Antonio

Il padre infedele

Bompiani, 16/04/2015

Abstract: "Forse non mi piacciono gli uomini." Il giorno in cui tua moglie, all'improvviso, scoppia a piangere in cucina, è una piccola apocalisse.Uno di quei giorni in cui la tua vita va in frantumi ma giunge, anche, per un attimo, a dire se stessa. E allora Glauco Revelli, chef di un ristorante blasonato, maschio di quaranta anni, padre di una figlia di tre, va alla ricerca della propria verità di uomo. Dall'ingresso nell'età adulta, l'innamoramento, la costruzione di una famiglia, la nascita e l'accudimento di una figlia, fino al disamore della moglie (che gli si nega dal momento del parto) e al ritorno feroce degli insaziabili demoni del sesso, tutto è passato in rassegna dal suo sguardo implacabile e commosso. Con Il padre infedele Antonio Scurati scrive il suo libro più personale, infiammato dal tono accorato della confessione e, al tempo stesso, il romanzo dell'educazione sentimentale di una generazione.

Cataratta
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Berger, John - Demirel, Selçuk - Demirel, Selçuk

Cataratta

Gallucci, 15/05/2015

Abstract: Il miracolo della vista, e del suo recupero, nel monologo interiore di uno dei più grandi intellettuali del nostro tempo. Con il commento a china del vignettista di "Le Monde Diplomatique". "Se le porte della percezione fossero purificate, tutto apparirebbe all'uomo come in effetti è, infinito"William Blake "Nelle lettere inglesi contemporanee John Berger sembra non avere uguali. È dai tempi di D.H. Lawrence che non esiste uno scrittore capace di riservare altrettanta attenzione al mondo dei sensi rispondendo agli imperativi della coscienza"Susan Sontag "Nella sua incessante opera d'invenzione, Selçuk usa spesso parti del corpo in modi asciutti e tipicamente turchi – non protestanti, non mediterranei – come se la commedia della condizione umana fosse lì nel corpo umano, nella malinconia dell'anatomia"John Berger

Il labirinto greco
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Vázquez Montalbán, Manuel - Lyria, Hado

Il labirinto greco

Feltrinelli Editore, 10/03/1994

Abstract: Barcellona 1992: Madame Delmas, affascinante donna francese, si rivolge a Pepe Carvalho per ritrovare l'uomo della sua vita, improvvisamente scomparso: si tratta di un giovane immigrato greco, Alekos, bellissimo, con un corpo da "atleta ellenico adolescente". Al termine della labirintica ricerca – nei quartieri devastati dalla speculazione edilizia che tramuta ogni angolo di memoria in cantiere – riaffiorerà il corpo del giovane… Il labirinto greco è la giusta prosecuzione dell'elegia urbana iniziata con Il centravanti è stato assassinato verso sera, in una Barcellona in cui ormai "ha senso solo la distanza più breve tra vendersi e comprarsi".

Camminando
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Cacucci, Pino

Camminando

Feltrinelli Editore, 07/04/2017

Abstract: "Un assassino o diversi assassini vanno a spasso liberamente per questo stabilimento termale. E' impossibile sapere che cosa abbiano cercato di ottenere con tutti questi delitti, ma si tratta di qualcosa che è qui, qualcosa che è possibile toccare, con le mani o no, ma che è qui. Ed è così importante da scatenare una disperata carneficina." "Su questo mi permetta di dissentire, signor Carvalho. Non è indispensabile che si tratti di una disperata carneficina. Le ho già parlato prima della mia teoria sulle crisi. Per risolvere bisogna provocarle. Qualcuno ha provocato questa crisi in cerca di una soluzione definitiva." "Soluzione a che cosa?". "Questo è il problema".

Questa casa non è un albergo! Adolescenti: istruzioni per l'uso
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Pellai, Alberto

Questa casa non è un albergo! Adolescenti: istruzioni per l'uso

Feltrinelli Editore, 08/04/2015

Abstract: È giunto il giorno in cui vi chiedete disorientati: "Dov'è finito mio figlio?", sempre più incerti se lasciarvi andare a un affetto incondizionato anche di fronte alle peggiori provocazioni o arroccarvi su posizioni di rigidità totale. Come tenere insieme emozioni e bisogno di regole davanti a camerette che sembrano campi di battaglia, e a piccoli sconosciuti più attenti ai loro sms che a quanto gli stanno dicendo mamma e papà? E si arriva al punto di non ritorno: "Questa casa non è un albergo!" urlate disperati. Il soccorso viene allora da questo libro, dove Alberto Pellai ha riunito in una pratica scatola degli attrezzi tutti gli strumenti per raccogliere le sfide che l'adolescenza lancia ai genitori. In questo percorso, gli spunti di riflessione offerti dalle lettere di altri genitori in difficoltà, dai libri e dai film consigliati, dai test di autoanalisi e dalle pratiche checklist di fine capitolo (con le "cose che fanno bene", e quelle "da evitare") propongono chiavi di lettura della propria situazione familiare e una mappa per ridefinire i nuovi confini della relazione genitori-figli. Grazie a tutti questi elementi, il manuale si trasforma in una sorta di libro-diario da leggere e costruire insieme, giorno per giorno: la scatola degli attrezzi diventa così la "scatola degli affetti" dove ogni famiglia può tenere traccia della propria storia, della bellezza del diventare grandi e del crescere insieme: perché i figli ricordino, in futuro, che non hanno vissuto in un albergo, ma nella casa più bella che la vita potesse mettere loro a disposizione.