Trovati 858436 documenti.
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L'eroe oscuro dell'età dell'informazione. Alla ricerca di Norbert Wiener, il padre della cibernetica
Codice Edizioni, 11/12/2015
Abstract: Chi è Norbert Wiener? Pochi lo sanno, eppure ha cambiato le nostre vite: ci ha fornito gli strumenti che utilizziamo per muoverci nel nostro tempo intricato e complesso; senza di lui non esisterebbero la teoria dell'informazione, il concetto di computaione e l'idea di rete cimeli conosciamo oggi; è il padre della cibernetica. Conway e siegelman danno voce a questo "eroe oscuro", raccontando la vita straordinaria di un uomo straordinario, carica di luci e ombre, di voli e cadute. Bambino prodigio, matematico geniale vittima del maccartismo a causa delle sue idee progressiste, genio eccentrico ed esplosivo in lotta con una sindrome maniaco-depressiva, Wiener non smise mai di mettere in guardia la società dalle possibili conseguenze derivanti dalle tecnologie ispirate alle sue ricerche. L'eroe oscuro dell'età dell'informazione ripercorre la storia di un'intelligenza smagliante, offrendo una chiave di lettura unica per comprendere la radice dell'intreccio tra scienza, tecnologia, cultura e società che caratterizza le nostre vite.[BIO]Flo Conway e Jim siegelman, collaboratori del "New York Tims", del "Los Angeles Times" e del "Science Digest", esperti di cambiamenti sociali, sono famosi per i risultati del loro giornalismo investigativo
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Il Saggiatore, 19/11/2015
Abstract: La crisi scoppiata nel 2008 ha cancellato otto milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti, e più di quattro milioni di case sono state pignorate. È solo una coincidenza che negli anni precedenti gli Usa abbiano assistito a un vertiginoso indebitamento delle famiglie?Armati di una stupefacente mole di dati, Atif Mian e Amir Sufi mostrano che tanto la Granderecessione dei nostri giorni quanto la Grande depressione degli anni trenta sono state provocate da un aumento dei debiti delle famiglie, seguito da una significativa diminuzione delle spese per consumi. Così si formano, per poi esplodere drammaticamente, le bolle finanziarie, come esemplificano anche il boom e il successivo crollo del mercato immobiliare in Spagna e in Irlanda. Scoppiata la crisi, i governi statunitensi e la Federal Reserve hanno salvaguardato istituti finanziari e creditori, ma per riequilibrare il sistema avrebbero dovuto difendere i mutuatari in difficoltà, condonando almeno in parte i loro debiti.Il problema non è la "stretta creditizia", il famigerato credit crunch: aumentare il flusso del credito è disastrosamente controproducente. Per evitare nuove bolle è necessario affrontare più direttamente il vero problema, cioè il debito, e interrompere il circolo vizioso delle perdite forzate a cui vanno incontro le famiglie indebitate: per esempio favorendo la diffusione dei contratti di mutuo a responsabilità condivisa.Possiamo e dobbiamo prevenire il verifi carsi di nuove crisi: per farlo occorre un'analisi accurata, complessa e non ideologica di quanto successo negli ultimi anni. La casa del debito è in questo senso un contributo fondamentale, sorretto da ricerche meticolose ed esempi illuminanti, che si distingue dalla copiosa letteratura sulla Grande recessione per l'inedita capacità di alternare il primissimo piano sugli attori economici – a cominciare dalle famiglie – e uno sguardo a tutto campo, che dagli Stati Uniti muove verso l'Europa.
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La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale
Il Saggiatore, 20/11/2015
Abstract: Scritta negli anni immediatamente precedenti la Seconda guerra mondiale ma apparsa postuma nel 1954, La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale è un'opera decisiva nella storia del pensiero occidentale, nata da un'urgenza profonda di Edmund Husserl: recuperare il senso più autentico della filosofia, in opposizione al rigido obiettivismo delle scienze di meri fatti, astratte dai soggetti, le quali, nelle sue parole, non possono che creare "meri uomini di fatto".Se difettano a queste scienze gli strumenti e le risorse per rispondere ai problemi più importanti dell'uomo – primo fra tutti il problema del senso dell'esistenza –, spetta al pensiero filosofico di guidare l'uomo moderno, ricostruendo la fiducia in una ragione assoluta che dia senso al mondo, alla storia, all'umanità. La scienza non ha sempre fondato la propria verità nell'obiettività che ne domina il metodo a partire dal Positivismo, ma all'alba del Novecento sembra ormai aver messo da parte tutti i problemi di ordine metafisico, e in particolare le questioni ultime e supreme, come quella della ragione, che dovrebbero rappresentarne il cardine.Testo imprescindibile per chiunque voglia accostarsi alla fenomenologia, La crisi delle scienze europee è anche la testimonianza più lucida e profetica del pensiero di Husserl: negli anni trenta, il filosofo scriveva che "noi uomini del presente siamo di fronte al grave pericolo di soccombere nel diluvio scettico", e quel pericolo è oggi ancora più tangibile. Per questo, a più di cinquant'anni dalla prima pubblicazione in italiano, il Saggiatore ripropone, nella storica traduzione di Enrico Filippini, questo classico che – come il Discorso sul metodo di Cartesio e la Fenomenologia dello spirito di Hegel – non smette di essere nostro contemporaneo.
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La danza dei fotoni. Da Einstein al teletrasporto quantistico
Codice Edizioni, 16/10/2015
Abstract: "Una misteriosa interazione istantanea a distanza". Così Einstein liquidò con una certa diffidenza uno dei fenomeni più bizzarri e sfuggenti della meccanica quantistica: l'entanglement, un "intreccio indissolubile" grazie al quale è possibile trasferire alcune proprietà delle particelle in altre particelle, senza ritardo temporale. È come lanciare un dado e sapere che il suo "gemello", anche se posto a grandissima distanza, è in grado di replicare nel medesimo istante lo stesso identico numero. Ma quello che aveva infastidito Einstein è diventata la magnifica ossessione di Anton Zeilinger, il fisico austriaco che ha definitivamente dimostrato che quella misteriosa interazione è una suggestiva coreografia, un fenomeno reale con applicazioni pratiche molto promettenti.[BIO]Fisico austriaco specializzato in meccanica quantistica, professore universitario e direttore della sede viennese dell'Institute for Quantum Optics and Quantum Information, Anton Zeilinger è considerato un pioniere del teletrasporto quantistico. In Italia ha pubblicato "Il velo di Einstein" (Einaudi, 2005).
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Gruppo Editoriale Macro, 02/09/2017
Abstract: Questo libro è un viaggio che ti porterà a riscoprire una tua antica e sopita capacità: il Focus Universale.È qualcosa che può cambiare la tua vita immediatamente solo se ne comprendi il reale significato.Questo libro ti aiuterà a rivitalizzare questa abilità per manifestare la vita che hai sempre desiderato.Chi non ha mai sognato anche solo per un istante di avere in mano una specie di telecomando per cambiare aspetti indesiderati della propria vita sintonizzandosi su una realtà più piacevole?L'autore ha scavato così a fondo per trovare verità non rivelate sull'umanità, elementi che non solo riscriverebbero parti della nostra storia, ma anche buona parte della nostra stessa natura.In questo libro l'autore ci rivela tutto ciò che ha scoperto durante le sue ricerche sul Focus Universale, l'antica pratica mistica in grado di cambiarti l'esistenza.Gli autoriincenzo Fanelli risiede a Milano. È uno studioso di Fisica Quantistica e di Programmazione Neurolinguistica. La sua formazione in PNL (una branca della Psicologia Cognitiva) inizia nel 1993 presso diversi istituti italiani ed esteri e culmina nel 1999 con il livello Trainer in PNL riconosciuto dal Ministero Francese.Durante questi anni Fanelli arricchisce la sua formazione con altre discipline come la "Comunicazione non Verbale", "Autoipnosi", "Tecniche e Strategie di Comunicazione Efficace", "Enneagramma dei Tipi Psicologici" dedicandosi sempre più allo studio delle discipline orientali e alla Fisica Quantistica. Sperimenta la Meditazione Trascendentale, Dinamica e numerose tecniche per l'uso consapevole delle energie che ci circondano.Vincenzo fanelli crea un'interessante fusione tra la PNL e le nuove teorie della Fisica Quantistica dando luogo a metodologie efficaci per la trasformazione personale. Dal 1999 in poi svolge otre mille ore come docente in corsi aziendali ed eterogenei inerenti la Comunicazione Efficace, la Negoziazione, la Gestione delle Risorse Umane e la Motivazione Personale nelle principali città italiane.Nel 2000 Fanelli fonda, e ne è il presidente, SOLI DEO Top Comunication (TO), associazione culturale senza scopo di lucro con la finalità di divulgare tecniche di comunicazione efficace e PNL.William Bishop è lo pseudonimo di un famoso ricercatore e studioso di meccanica quantistica e di poteri psichici.Dai tempi della "guerra fredda" fa parte di un gruppo di ricerca chiamato "Aurora Team" le cui finalità sono l'esplorazione dei poteri latenti dell'uomo.In particolare si occupa del "Progetto Genesi", un programma di ricerca che esplora il potere creativo dell'essere umano. Tutt'ora, in giro per il mondo, continua a indagare e sperimentare nuovi metodi per risvegliare il potenziale umano.
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La paura dei morti nelle religioni primitive
Il Saggiatore, 21/01/2016
Abstract: Quando i wawanga che vivono alle pendici del monte Elgon, in Kenya, attribuiscono una malattia all'influsso maligno di uno spirito trapassato, esumano il cadavere, bruciano le ossa su un nido di formiche rosse, quindi raccolgono le ceneri in un cesto e le gettano nel fiume. Talvolta, anziché riesumare la salma, conficcano una pertica appuntita nella bara e per maggior sicurezza vi versano sopra acqua bollente: così ritengono di sopprimere definitivamente lo spirito che causa la malattia.Nella Paura dei morti nelle religioni primitive, opera nata da due cicli di conferenze tenute tra il 1932 e il 1933 da Sir James George Frazer al Trinity College di Cambridge, l'ipotesi di fondo è che esista un atteggiamento unico nei confronti delle anime dei defunti: l'uomo cerca di liberarsi dei pericolosi spiriti dei morti ora con la persuasione e la conciliazione, ora con la forza e l'inganno; questa paura dei morti è all'origine delle religioni "primitive" di tutte le epoche e latitudini.Come già nel Ramo d'oro – in cui si analizzavano le somiglianze tra le credenze mitiche, magiche e religiose dei popoli di tutto il mondo, comprese le civiltà antiche e la prima cristianità, fra riti di fertilità, sacrifici umani, capri espiatori, nozze sacre, re maghi e dèi morituri –, così nella Paura dei morti, testo centrale nel corpus della sua opera, Frazer disvela la correlazione simbolica tra mito e rito, corroborando le sue argomentazioni, oltre che con un'esposizione brillante quanto rigorosa, con una ricca messe di notizie documentarie cui ancora oggi gli studiosi di mitografia attingono. Per Frazer, che si considerava discepolo e continuatore di Charles Darwin, la teoria dell'evoluzione è da interpretare come un paradigma sociale, un progresso dell'umanità in tre stadi: dalla magia primitiva nasce la religione, che a sua volta culmina nella scienza.Nonostante la scienza etnologica e antropologica successiva abbia necessariamente superato il suo comparativismo assoluto – il quale peraltro non comprendeva la ricerca sul campo, nutrito com'era di resoconti di viaggio e fonti letterarie –, Frazer resta una pietra miliare nella storia della cultura moderna e nella formazione del pensiero del Novecento, tanto da essere accostato a Karl Marx e Sigmund Freud, che a lui infatti attinse per Totem e tabù. La sua influenza si è esercitata tuttavia ben oltre i confini dell'accademia e ha condizionato generazioni non solo di pensatori e studiosi, ma anche di artisti e poeti, tra cui T.S. Eliot, W.B. Yeats e H.P. Lovecraft, nonché James Joyce ed Ernest Hemingway. Una fascinazione potente, che tuttora perdura e dalla quale il Saggiatore consente oggi di farsi ancora ispirare, come solo con i classici accade.
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Nutrimenti, 05/11/2015
Abstract: La mattina del 24 marzo 2015, il volo 4U9525 della Germanwings partito da Barcellona con destinazione Düsseldorf precipita sul massiccio dei Trois-Évêchés, nel versante francese delle Alpi. Centoquarantaquattro passeggeri e sei membri dell'equipaggio. Nessun sopravvissuto. La scatola nera rivela la sconcertante verità: a causare la strage è stata la volontà suicida del copilota, Andreas Lubitz. Il clamoroso incidente sottrae alla quotidianità l'ex giornalista Vincent De Boer, e lo proietta nel microcosmo di Le Vernet per raccontare l'indicibile. L'indagine in presa diretta – la cronaca – diventa parabola universale. Il gesto folle di un uomo assurge a una dimensione collettiva. Dopo il successo ottenuto con "La Caduta", finalista al Premio Campiello 2013, Giovanni Cocco torna con il secondo capitolo del suo romanzo globale. Un libro inquieto e lacerante, capace come pochi di raccontare i tempi moderni.
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Il Saggiatore, 04/06/2015
Abstract: Farid è un giornalista di origini irachene. Dopo anni di assenza torna a Baghdad per seguire le prime elezioni democratiche dopo la caduta di Saddam. Nel tentativo di recuperare una scatola sepolta nel giardino della sua vecchia casa, un suo amico viene ucciso. Shaimà sta attraversando il deserto diretta a Baghdad. Con sé ha un po' di soldi. È sicura che saranno suffi cienti per trovare qualcuno disposto ad aiutarla, qualcuno in grado di liberarla dalla vita che porta in grembo. Tim è un soldato americano, tornato dall'Iraq a causa di una ferita riportata in un'esplosione. Un giorno riceve un'e-mail da un commilitone: un loro compagno gli ha spedito i nastri girati durante i pattugliamenti a Baghdad e si è impiccato. Tre personaggi, tre destini che si incrociano in una Baghdad da incubo e che si compiranno dall'altra parte del mondo, in un paesino sui monti Appalachi, dentro una vetrinetta del motel del signor Hulford, dove sono conservati alcuni cimeli dell'11 settembre. In una scatola di latta. Alcuni dicono che la scatola si mette a luccicare quando il signor Hulford la posa sul petto delle persone. A volte, quando dorme, il signor Hulford sogna che nel motel viene il diavolo per rubargli la scatola.È un uomo servizievole e gentile, il diavolo. Li voglio tutti, dice, dammi tutti i peccati che ci sono dentro quella scatola. Ma il signor Hulford non si spaventa mai, e sussurra al diavolo le parole di Dylan Thomas: E la morte non avrà più dominio.Creare un autentico romanzo nel nostro tempo, nell'era della post-globalizzazione e della sconcertante favola a cui la espone il nuovo mondo trasformato: è la promessa riuscita di questo racconto che si insinua e persiste, dilaga in quell'immersione che è la lettura di un'opera artistica compiuta, e quindi necessaria. Se la risposta della letteratura ai tempi di crisi è sempre ambigua e spesso si avvale di una difesa strenua della complessità, a volte facendosi illeggibile e respingente, Giorgio Taschini sceglie la strada di una narrazione apparentemente piana, esplosa al rallentatore, orizzontale e ubiqua, che rimbalza da una Baghdad descritta con precisione satellitare a un'America talmente realistica da risultare onirica, e introduce in un'atmosfera straniata, che quotidianamente viviamo perché da decenni la vediamo su qua lunque schermo. E schermo privilegiato è la letteratura, che con il suo eterno racconto ammalia e muta la percezione del mondo, e accoglie le esistenze che sembrano chiedere una redenzione qualsiasi al mistero stesso in cui sono immerse.
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Il Saggiatore, 19/11/2015
Abstract: Noam Chomsky è l'intellettuale americano più significativo degli ultimi cinquant'anni. Filosofoe pensatore politico, attivista nelle battaglie per i diritti umani, Chomsky ha costruito nel tempo un corpus imponente di scritti che spaziano dall'analisi dell'attualità statunitense alle ultime conquiste dell'intelligenza artificiale. Questi campi di indagine non hanno tuttavia distolto la sua attenzione da quella che rimane la costante più evidente del suo pensiero: la teoria linguistica, e in particolare la riflessione sull'origine, la natura e la funzione del linguaggio.In questo libro di interviste con James McGilvray – arricchito da un dettagliato glossario dei termini tecnici e da chiare appendici esplicative –, Chomsky ripercorre gli snodi centrali della sua teoria, secondo la quale il linguaggio è un sistema biologico evolutosi in un singolo individuo e in seguito trasmesso geneticamente alla sua discendenza. In questa visione, il linguaggio non è più un semplice strumento, ma diventa un elemento chiave della nostra natura. Anzi, è proprio il linguaggio a rivelare quanto c'è di autenticamente umano in noi enel modo in cui ci siamo evoluti.Con il tono persuasivo che da sempre lo contraddistingue, Chomsky parla in queste pagine– ideali tanto per chi vuole accostarsi per la prima volta al suo pensiero, quanto per chi desidera approfondirne i momenti fondamentali – del rapporto fra linguaggio e idee, dell'importanza della semplicità nell'elaborazione filosofica, del sapere e dell'apprendimento, e indaga con l'usuale lucidità e acutezza la relazione fra linguistica e politica, individuando il nesso che unisce due campi apparentemente così lontani in un impegno oggi più che mai urgente: quello per la libertà di ogni uomo.
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Codice Edizioni, 17/07/2015
Abstract: Dalla fisica del carving alla nascita delle montagne, dai cristalli più grandi del mondo alle strategie evolutive di piante e animali per resistere al freddo, fino ai suggerimenti su cosa fare (e cosa assolutamente non fare) se si è esposti al gelo. Fenomeni naturali, curiosità scientifiche, miti da sfatare e domande che tutti ci siamo fatti: quanto a lungo si sopravvive travolti da una valanga? Come fanno i monaci tibetani a giocare a calcio a cinquemila metri d'altezza? Com'è possibile trovare i propri occhiali da sole su un blocco di ghiaccio quasi nello stesso punto in cui sono stati abbandonati l'anno prima? Si possono prevedere le valanghe e le frane? Jacopo Pasotti si arrampica sulle montagne con l'aiuto della scienza, per raccontarle – in inverno e in estate – ad ogni altitudine, longitudine e latitudine.[BIO] Jacopo Pasotti è giornalista e comunicatore scientifico. Dopo la laurea in geologia e un master in comunicazione scientifica in Australia, ha cominciato a collaborare con "National Geographic", "l'Espresso" e "Repubblica", e ha partecipato a spedizioni scientifiche in Nepal, Artide e Antartide. Nel 2011 ha vinto il premio Piazzano per il giornalismo scientifico. È autore di racconti per bambini e viaggiatore cronico.
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O barra O, 30/10/2015
Abstract: Due romanzi brevi, ambientati in periodi diversi della carriera del detective più famoso dell'antica Cina, ispirati a due segni dello zodiaco cinese: la Scimmia e la Tigre. Due gemme che si incastonano mirabilmente nella serie "I casi del giudice Dee".Anno 666 d.C.: il magistrato Dee si trova nella provincia di Hanyuan. Qui grazie alla curiosità di un gibbone che stringe tra le dita un prezioso anello dall'insolita fattura, fa la scoperta del corpo senza vita di un vagabondo. Potendo contare solo sull'aiuto di Tao Gan, da poco entrato al servizio del Tribunale, il giudice nel giro di ventiquattro ore scoprirà l'identità del cadavere e del suo assassino e risolverà anche uno spinoso caso di contrabbando. Lasciamo la provincia di Han-yuan e ritroviamo il giudice, dieci anni più tardi, in viaggio verso la Capitale Celeste per assumere la più alta carica di funzionario metropolitano. A causa di una spaventosa alluvione, il magistrato rimane isolato e senza scorta nella dimora di un proprietario terriero tenuta sotto assedio da una banda di predoni. Il giudice Dee dovrà fare affidamento solo sul proprio ingegno per fronteggiare le famigerate Tigri Volanti e far luce sulla morte improvvisa della signorina Min, giovane figlia del padrone di casa.
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Il Saggiatore, 30/10/2015
Abstract: Venerati nell'antico Egitto dei faraoni, celebrati in alcune delle più suggestive poesie di Charles Baudelaire, amati perfino da un autore altrimenti refrattario ai contatti affettivi come H.P. Lovecraft, i gatti sono oggi gli animali domestici più diffusi nel mondo. E senz'altro i più fotografati, i più ripresi, i più condivisi sui social network, protagonisti inarrestabili di meme e video amatoriali che scalano le classifiche di YouTube e affollano le bacheche di Facebook. Ai gatti ha dedicato un libro piccolo e prezioso Giorgio Celli, etologo fra i più prestigiosi del nostro paese e "gattofilo impenitente". Fu proprio una gatta, Giuditta, ad accendere in lui, ancora bambino, l'amore per l'etologia. In queste pagine Celli descrive atteggiamenti e abitudini, movenze, sguardi, attento a registrare quell'inafferrabile, imprevedibile misteriosità che da sempre è sinonimo di gatti. Che fissino intenti angoli vuoti ai nostri occhi, o che spariscano per ore chissà dove, i segreti dei gatti rappresentano un magnete irresistibile per la curiosità umana. I gatti raccontati da Celli – burloni o permalosi, gelosi o riconoscenti, grassi o acrobatici, reazionari o proletari – sono al centro di storie a volte spassose, a volte commoventi, e offrono l'occasione al grande scienziato per riflettere e farci riflettere sul rapporto tanto speciale che ci lega a questi animali. La conclusione, sorprendente, è che – per riprendere un detto di Marcel Mauss – forse il gatto non è un animale domestico, ma il solo animale ad aver addomesticato l'uomo.
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Il Saggiatore, 09/10/2015
Abstract: Che cos'è l'aggressività, un istinto o un comportamento appreso? Che cosa distingue la bellicosità tra membri della stessa specie dal comportamento predatorio? C'è una differenza tra l'aggressività nell'uomo e negli altri animali? Perché le manifestazioni violente hanno a volte una forte componente rituale, che non sembra all'opera nella nostra specie? Nel rispondere a queste domande, Konrad Lorenz, sulla scorta di Darwin, ricondusse il comportamento degli animali e quello dell'uomo agli stessi princìpi evolutivi. Raccolte in L'aggressività, saggio denso e meditatissimo – originariamente pubblicato nel 1963 con il provocatorio titolo Il cosiddetto male –, le sue tesi continuano ad animare un dibattito appassionato che oltre ai biologi coinvolge scienziati sociali, psicologi e umanisti, e rappresentano un punto di riferimento e un potente stimolo di riflessione per le ricerche successive. I pesci maschi della barriera corallina, in mancanza di rivali dello stesso sesso, arrivano a attaccare le proprie femmine e la prole. Lorenz parte da questo esempio di bellicosità innata, per poi prendere in esame svariati casi di aggressività: dai combattimenti rituali dei lupi e dei leoni alle colonie di ratti, i cui membri sono solidali tra loro ma spietati nei confronti di chi non ne fa parte. L'aggressività, letta in questa chiave etologica, è un istinto che esige una scarica periodica, in competizione con i molti altri istinti animali e umani. Diversamente dall'uomo, però, gli animali hanno un'innata inibizione a uccidere gli appartenenti alla stessa specie. Una differenza che risalta in modo particolare nel ripercorrere il cruento XX secolo, in cui la rapidissima accelerazione tecnologica ha permesso all'umanità di costruire armi estremamente potenti senza dare ai lenti processi dell'evoluzione biologica il tempo di far emergere i corrispondenti meccanismi inibitori. Con L'aggressività il Saggiatore non ripropone solo una pietra miliare dell'etologia, ma anche una sconcertante – e per certi versi profetica – proposta di autoanalisi della nostra natura e dei nostri lati oscuri.
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Il Saggiatore, 30/07/2015
Abstract: Scritto nel 1931, Le montagne delle follia – in cui si racconta il catastrofico esito di una spedizione nelle profondità inesplorate del continente antartico – fu pubblicato soltanto cinque anni più tardi, in più puntate, sulla rivista fantascientifica Astounding Stories. Tra questi due momenti, un terzo, vicinissimo alla prima data, è costituito dal rifiuto di Farnsworth Wright di pubblicare l'opera su Weird Tales, perché, a detta dell'editore, troppo lunga. L'orrore, d'altronde, necessita di poche molecole di azoto, di respiri corti, mutili, di un sentimento di morte improvvisa accompagnato a brevi, fulminanti agonie: chi potrebbe sopportare uno spavento protratto oltremisura nel tempo? Eppure, tra le montagne della follia l'eco della paura si centuplica di grotta in grotta, e la resilienza del lettore e dei personaggi è spinta al limite della sopportazione. Il Saggiatore ripropone questo classico in una traduzione finalmente completa, che rifugge la tentazione di ricondurre a una mal compresa "piacevolezza" lo stile ossessivo, tassonomico, rituale di Lovecraft. Nella sua prosa l'orrore opera sempre nella stanza accanto, senza fare ostaggio di testimoni oculari; riempie le tubature e si riverbera fonicamente tra le pareti (Tekeli-li! Tekeli-li!), in un linguaggio nero che esisteva già prima del linguaggio umano e della parola, e che l'uomo non può decifrare; emana miasmi intollerabili e sconosciuti; lascia escoriazioni e orifizi ovunque. Ma non si vede. O almeno, non si vede mai del tutto: si cela nei cunicoli, dietro rocce cadute, al fondo di abissi glaciali. Così si compone il paesaggio delle Montagne, dipinto da un pittore alieno: in un simile sacro bosco, sovrumano, dove catene montuose di ardesia precambiana si alzano fino all'orlo inimmaginabile del pianeta, l'uomo diventa cacciagione, preda, o addirittura campione scientifico da sezionare e notomizzare, crudamente, come un esemplare di animale raro appena scoperto. La geografia antartica descritta da Lovecraft, però, è anche e soprattutto una geografia interiore, di certe latenze oniriche castrate dal meccanismo di rimozione, in cui una potenza cosmica anteriore all'Eocene o al Cretaceo – e a qualsiasi categoria temporale postulabile dal raziocinio umano – imperversa originando forme inaudite, abissi impercorribili, vette impossibili da scalare. E agguanta e annichila tutto ciò che si trova davanti.
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Edizioni FAG, 08/09/2015
Abstract: La recentissima riforma ha modificato profondamente le regole che stanno alla base della vita nel condominio. Questo volume è quindi dedicato a tutti coloro che sono interessati alla gestione del condominio sia come utenti diretti, i condòmini, sia come mandatari del medesimo, gli amministratori.Con il reciproco rispetto e con la mutua collaborazione, la vita condominiale può permettere a tutti il migliore raggiungimento dei propri diritti. Il presente volume si pone nell'ottica di riconoscere a tutti un più consapevole e libero esercizio dei poteri che, pure in sfere differenti, competono a tutti.Tutto ciò per una più snella conduzione dell'assemblea e per una più corretta e intellegibile gestione amministrativa e tecnica dell'edificio, valutando direttamente le tesi della copiosa giurisprudenza (anche di quella, recentissima, che si va delineando dopo la riforma) sulle varie problematiche condominiali. Qualche formula più usuale di corrispondenza rende maggiormente agevole la comprensione dei temi trattati; un capitolo interamente dedicato alla Privacy fa luce sull'influenza che queste nuove norme hanno nell'ambito condominiale.L'indice analitico e la disponibilità online delle formule (tutte personalizzabili) rafforzano le caratteristiche di praticità del volume.
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Il Saggiatore, 16/09/2015
Abstract: Una grande villa isolata nel verde toscano spezzato dall'azzurro accecante di una piscina. Intorno, alberi, siepi, ordinati cespugli, un sentiero che conduce al fiume e, poco oltre, in cima a un'altura, le rovine di un teatro romano. Su questa scena di nobile semplicità e quieta grandezza irrompono con rumore stridente di acciaio il regista Teresio e i suoi attori dai corpi perennemente lucidi e sorvegliati, dai sorrisi porcellanati, dagli occhiali scuri che intercettano i raggi del sole di agosto. Devono girare un film nella villa, ma il loro intento programmatico – la loro mission – è più insidioso: mostrare a Sandra, la padrona di casa, la fine della sua epoca e della sua cultura, farla rinascere, battezzarla figlia dell'Oggi. Più i giorni passano, nella casa polverosa, rovente, più le maglie del gioco di Teresio – cui non si può nemmeno riconoscere l'attenuante della spietatezza, non avendo mai saputo cosa sia la pietà – si stringono intorno a Sandra, vittima delle angherie spesso inconsapevoli degli attori, figuranti di una messinscena che si sostituisce gradualmente alla realtà, deformata dall'onnipresente obiettivo di Teresio, che registra ogni cosa, e ogni cosa racconta registrandola: il mondo, senza un supporto digitale, non esiste. In questo meccanismo apparentemente infallibile, però, qualcosa si inceppa: la vita scarta, oppone una resistenza liquida e imprendibile ai tentativi del gruppo di ridurla ai minimi termini. E l'unico esito possibile è il disastro. Plastica trasparente, metallo abbagliante, la velocità dirompente dei proiettili e l'amniotica inevitabilità delle cellule: l'estetica di Teresio e dei suoi attori, cioè la loro etica, poggia su queste fondamenta, e su queste Paolo Sortino – fra gli scrittori italiani con temporanei più significativi e riconoscibili – costruisce una struttura romanzesca che l'unità di luogo e tempo propria della tragedia classica trasforma in una trappola asfissiante: prigioniero nella villa insieme a Sandra e allo stesso tempo complice riluttante dei suoi aguzzini, il lettore trattiene il fiato, in attesa – come dopo un tuffo – della boccata d'aria che libera i polmoni. Ma è una liberazione impossibile: nel mondo sottovuoto di Teresio e dei suoi giovani liberal non c'è aria.
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L'invenzione cattolica di una teoria del gender che non c'è. Ma c'è il gender, che non è una teoria
Ebook @ Women, 21/10/2015
Abstract: Una raccolta documentale sul dibattito attorno alla cosiddetta "teoria del gender": dal pensiero cattolico che la definisce come un'ideologia che cancella la differenza sessuale, a quello laico che produce un'informazione insufficiente, lasciando aperte finestre di vulnerabilità sociale attraverso le quali penetra un'ideologia insensata.Attraverso una serrata trascrizione di citazioni e dichiarazioni affiorano le argomentazioni della chiesa cattolica e del mondo laico, con la volontà di fare emergere le contraddizioni della polemica che si è innescata, a favore di una risignificazione di una cultura di genere che si scontra ancora con forme di patriarcato, violenza e carenza di diritti.Il libro si struttura in tre parti: la prima riservata alle dichiarazioni di Papa Francesco, la seconda si concentra sulla documentazione cattolica e la terza sulle opinioni teologico-pastorali e laiche.
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L'uomo e l'universo. Dai quanti al cosmo
Il Saggiatore, 28/05/2015
Abstract: Il Novecento è stato il secolo della fisica. Albert Einstein, Niels Bohr, James Clerk Maxwell, Michael Faraday: le scoperte di questi scienziati hanno cambiato il modo in cui guardiamo all'universo e alla nostra posizione al suo interno. I semi della loro curiosità intellettuale – che li ha spinti a mettere radicalmente in discussione le certezze della fisica newtoniana – germogliano oggi in una rivoluzione tecnologica senza precedenti, alle cui stupefacenti conferme sperimentali succedono teorie sempre più radicali e sofisticate, destinate ad abbattere i nostri preconcetti in merito alla natura delle stelle, alla materia oscura, ai buchi neri e soprattutto all'origine dell'universo.È proprio dal tentativo di capire cosa accadde al momento del Big Bang che Neil Turok – collega a Cambridge di Stephen Hawking e fra i più influenti cosmologi contemporanei – parte per racconta re non solo le sfi de, gli ostacoli, i traguardi della scienza degli ultimi cento anni, ma anche la storia di una fascinazione senza tempo: quella che, dagli albori della civiltà, ha spinto l'uomo ad alzare gli occhi verso le profondità stellate; quella che Turok stesso, bambino in un Sudafrica lacerato dall'apartheid, ha avvertito guardando il cielo e scambiandolo per una sconfinata volta dipinta. Fin da Archimede e Anassimandro, comprendere l'universo signifi cacapire ciò che siamo, ciò che dovremmo aspirare a essere, e dalle scoperte di questi ultimi, emozionanti anni – come quella che nel 2012 ha portato gli scienziati del cern a individuare l'inafferrabile bosone di Higgs – discende una rinnovata fiducia nell'uomo e nelle sue capacità.Con questa fiducia Turok guarda non solo ai successi di oggi, ma agli scenari di domani, dai computer quantistici all'elusiva teoria del tutto, che i fisici non smettono di cercare. Caratterizzato da una efficacia affabulatoria che lo avvicina ai classici di divulgatori come Stephen Jay Gould o Brian Greene, L'uomo e l'universo è un invito a non smettere mai di meravigliarsi per la straordinaria complessità del mondo che ci circonda e per le infinite possibilità della mente umana – quel cosmo interiore le cui idee più luminose assomigliano davvero a bagliori di supernove.
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40K Unofficial, 08/10/2015
Abstract: Wikipedia definisce il Markdown come un linguaggio di marcatura leggero (Lightweight markup language), che poi vuol semplicemente dire che si tratta di un linguaggio di marcatura semplice o umano, nel senso che è basato su una sintassi non intrusiva. Il suo creatore, John Gruber, lo definisce "una sintassi per la formattazione da testo-a-HTML pensata per chi scrive per il web". Ma non solo, perché "il Markdown consente di scrivere, utilizzando un formato di testo piano, in modo facile da leggere, facile da scrivere, che poi può essere convertito" per qualsiasi altra finalità: da un documento di lavoro al diario personale o al prossimo, grande romanzo italiano. Più semplicemente, che si scriva per passione o per professione, il Markdown è la chiave di volta, che permette di rivoluzionare i propri flussi di lavoro e rendersi indipendenti dalla maggior parte delle grandi piattaforme: Office e Word di Microsoft, Pages di Apple, Google Docs ma anche da Adobe, dai sistemi operativi di Windows, Mac OS X, Android e da tantissimi altri formati proprietari. Con questo eBook: conoscerete la storia del Markdown e dei suoi numerosi dialetti, imparerete a utilizzarlo, troverete recensite ottime app (e stroncate senza peli sulla lingua quelle pessime) per Mac e per iOS, con note anche per Windows e Linux. Alla fine, forse del Markdownnon ve ne farete niente, ma intanto avrete capito che un altro modo è possibile.
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Il Saggiatore, 12/11/2015
Abstract: Il 27 febbraio 1854, in piena crisi artistica ed esistenziale, Robert Schumann esce dalla propria abitazione di Düsseldorf e si butta nelle fredde, nere acque del Reno. Salvo per miracolo, viene affidato alle cure del dottor Richarz e internato nel manicomio di Endenich, dove rimarrà fino alla morte, perseguitato da voci incorporee che lo accusano di non essere l'autore della sua musica e solo occasionalmente visitato da allievi e protetti, fra cui il prodigioso Johannes Brahms. Non rivedrà mai più l'amata moglie Clara e i figli. Intorno a questa follia – e alle enigmatiche Variazioni del fantasma, che Schumann sosteneva gli fossero state dettate dallo spettro di Franz Schubert – Filippo Tuena costruisce un romanzo a incastro dalla presa magnetica, un congegno narrativo che dissimula la finzione come un raffinato trompe l'oeil ottocentesco e sfrutta sei punti di vista diversi – da un'anziana amica di Robert e Clara a Ludwig Schumann, affetto dallo stesso male delpadre – per sondare il mistero che ancora circonda gli ultimi anni di Schumann e i suoi rapporti con la moglie e con Brahms, l'allievo dal volto angelico arrivato nella vita della coppia sei mesi prima del tentato suicidio e destinato a giocare un ruolo centrale non solo nella vita del Maestro, ma anche nella storia della musica.Abilissimo come sempre nel mescolare verità storica e rielaborazione immaginifica, Filippo Tuena utilizza lettere, stralci di diari, partiture per raccontare una storia di arte e pazzia che ha i toni foschi di un romanzo gotico, e che attraverso la vicenda emblematica di Schumann esplora i rapporti della civiltà europea con la morte e l'aldilà, con la religione e la scienza, e da ultimo con la musica, "corpo spirituale del mondo", suo pensiero in scorrimento. Il risultato è un romanzo che si legge con la voracità di Dracula o L'abbazia diNorthanger, una storia di fantasmi la cui scoperta più spaventosa è l'impossibilità di capire fino infondo l'altro.