Trovati 858931 documenti.
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Pelago, 28/01/2023
Abstract: All'indomani dell'Unità d'Italia, Edmondo De Amicis con il libro Cuore investì la Scuola di una chiara missione etica, quale crogiuolo e palestra per allenare le virtù necessarie a "fare gli Italiani", ovvero a creare le condizioni per una convivenza civile tra classi ed estrazioni geografiche diverse, senza tuttavia tradire il mondo dei valori borghesi. Anche per quest'ultimo motivo, fino a poco tempo fa lo scrittore di Oneglia veniva identificato solo con quest'opera, oggetto di critiche anche molto aspre dalla maggioranza degli studiosi. In realtà, l'itinerario personale e letterario di De Amicis si sviluppò su molti altri fronti, legati sempre ai problemi dell'Italia nella seconda metà dell'Ottocento: l'emigrazione di massa, l'ambiente del proletariato urbano, le condizioni degli ultimi della società, fino alla sua totale adesione al neonato socialismo, che tuttavia rappresentò sempre per lui più una manifestazione artistico-letteraria che ideologica. La sua empatia verso le classi più disagiate resta pur sempre quella nutrita da un esponente dell'alta borghesia urbana e piemontese, di ascendenza laica e liberale.
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Pelago, 28/01/2023
Abstract: Alberto Moravia ha scritto una lunga autobiografia della società borghese italiana del Novecento, della quale egli stesso si sentiva parte, con le sue ipocrisie, le sue viltà, le sue contraddizioni. Dal suo primo, folgorante romanzo Gli indifferenti alle ultime opere narrative, ha intercettato e trasferito sulla pagina, via via, le inquietudini e le manifestazioni del momento in cui scriveva, riflesso della vita e dell'epoca dagli anni Venti alla fine del secolo: indifferenza, ambizione, conformismo, disubbidienza, disprezzo, noia, disperazione, facendole emergere nel suo stile narrativo disadorno e realista. Il suo esistenzialismo è "puramente esistenziale", non filosofico, incardinato sull'accoglienza della vita, senza manipolazioni moralistiche o ideologiche. Accanto al narratore, il Moravia intellettuale d'azione interveniva sulle cose del mondo, in articoli e saggi, con un compito, suo malgrado, di coscienza critica; un "maestro di pensiero" in modo spontaneo, spogliato di ogni alterigia ma capace di andare al cuore delle contraddizioni storiche e culturali della civiltà occidentale.
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Pelago, 25/02/2023
Abstract: Al centro dell'interesse di Max Weber è il peculiare percorso storico del mondo occidentale moderno che egli indaga muovendo dal presupposto "filosofico" di un radicale congedo da ogni forma di filosofia della storia. Attorno a questo fulcro ruotano i risultati più importanti e discussi del suo multiforme itinerario di ricerca: il nesso tra lo spirito del capitalismo e le posizioni etiche del protestantesimo ascetico; le indagini sull'etica economica delle religioni mondiali; lo studio delle relazioni sociali di potere; l'analisi della burocrazia e dei processi di burocratizzazione; il tema della razionalizzazione e del "disincantamento" del mondo; l'idea della sociologia come scienza empirica che mira a comprendere e al contempo spiegare l'agire sociale degli uomini.
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Pelago, 25/02/2023
Abstract: Nell'Italia del Rinascimento, Tommaso Campanella è stato il filosofo che ha proposto una nuova visione del mondo attraverso una grandiosa fusione di magia e teologia, metafisica e fisica, caratterizzata come un attacco all'aristotelismo da una parte, e alla situazione politico-religiosa del suo tempo dall'altra, con l'obiettivo di una profonda "renovatione del secolo". Una visione volta a rifondare il cristianesimo come unica religione universale, coincidente con la legge naturale, e a costituire un governo avulso dai machiavellismi politici e ispirato dal panvitalismo che vede il mondo come "un animal grande e perfetto". Autore di una congiura (fallita) per rovesciare la dominazione spagnola in Italia meridionale, trascorse ventisette anni in carcere, durante i quali scrisse la sua opera più nota, La città del Sole, utopia realista nella quale si fondono tutte le aspirazioni del pensiero rinascimentale.
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Pelago, 28/03/2023
Abstract: Tommaso Moro è universalmente noto per la sua opera Utopia, il testo che ha dato il nome a un tipo di letteratura filosofica, iniziata con Platone, nella quale, sotto le sembianze di una narrazione fantastica, si esercita una profonda critica alla società e si lanciano messaggi per una rifondazione istituzionale e morale del mondo. Umanista, filosofo, avvocato e letterato, sorretto da una fede e da un'eticità inflessibili, Moro ricoprì importanti cariche nell'Inghilterra di Enrico VIII ma, rifiutando di aderire all'Atto di supremazia imposto dal re, fu fatto da lui decapitare. Per le sue opere, la sua condotta di vita e il suo martirio è stato santificato dalla Chiesa cattolica e nominato patrono dei governanti e dei politici. È commemorato anche nel calendario liturgico dei santi della Chiesa anglicana.
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Pelago, 28/03/2023
Abstract: Claude Lévi-Strauss è stato l'antropologo-filosofo che nel Novecento ha trasformato l'antropologia, inquadrandola in un sistema di pensiero, più che in una indagine concentrata sui singoli individui di altre etnie. Con il linguista Romàn Jakobson e il semiologo Roland Barthes è tra i fondatori dello strutturalismo, metodologia che ha applicato alle sue ricerche, rivolte a studiare il pensiero astratto degli individui nelle diverse società e le loro strutture linguistiche e mentali, elaborando alcuni principi di base già delineati secoli prima da Giambattista Vico e Jean-Jacques Rousseau e riallacciandosi agli studi sull'inconscio aperti da Freud e poi sviluppati da Lacan. A lui si deve tra l'altro il movimento di opinione che ha portato ad abolire le classificazioni tra popoli "civili" e "non civilizzati".
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Pelago, 25/02/2023
Abstract: Charles-Louis de Secondat, barone di La Brède e di Montesquieu, è stato uno dei fondatori della filosofia politica: il suo monumentale Lo spirito delle leggi, basato su riflessioni sui sistemi politici e giuridici del passato e del presente, da anatomizzare e mettere in riferimento alla società contemporanea, ha influito in notevole misura sulla scienza politica, dal Settecento fino a oggi, su temi quali la libertà, l'autonomia dell'essere umano, le leggi e le istituzioni. In sintesi, la legalità del potere. È stato anche il sostenitore della separazione dei poteri all'interno dello Stato, quale elemento fondamentale per garantire ai cittadini la libertà di cui necessitano.
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Pelago, 25/02/2023
Abstract: Massimo teorico in Italia dell'idealismo, da lui rielaborato come "attualismo" – dottrina in base alla quale ha valore solo il pensiero universale ed assolutamente immanente, mediante il quale viene posta ogni realtà "oggettiva", di per sé astratta e priva di sussistenza –, Giovanni Gentile è stato a lungo giudicato più per la sua convinta adesione al fascismo (che gli costò la vita) che per la sua opera. Oggi il suo pensiero deve essere riletto in un'ottica più vasta, nell'ambito della tradizione filosofica "continentale" del Novecento europeo, alla quale si riconnette – al di là di lessico e competenze specifiche – per alcuni fondamentali temi teorici. Gentile è generalmente noto anche per la radicale riforma scolastica che promosse in qualità di ministro della Pubblica istruzione, la quale valorizzò gli studi umanistici e il merito intellettuale degli studenti, e la cui eredità è presente ancora oggi.
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Pelago, 25/02/2023
Abstract: Il pensiero di John Stuart Mill rientra nel filone dell'utilitarismo inglese, secondo cui un'azione è moralmente giusta solo se apporta la massima felicità o il massimo piacere per il maggior numero possibile di persone, ma ne stemperò le ruvidezze e l'eccesso di razionalismo, dando la preminenza alla "cultura di sé", lo sviluppo delle capacità individuali. Sotto questo punto di vista, considerò come la migliore forma di governo una democrazia nella quale non fosse la maggioranza a imporre il suo pensiero e i suoi costumi, ma venisse data voce a tutti, individui e gruppi. Come scrisse nella sua opera più famosa, La libertà, ogni individuo deve avere la massima libertà di espressione, purché non danneggi gli interessi degli altri. Fu un fervente sostenitore del femminismo e della massima libertà di dibattito, anche sui temi religiosi.
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Pelago, 28/03/2023
Abstract: L'idealismo di Johann Gottlieb Fichte non fu, come a lungo si è pensato, una sorta di introduzione propedeutica alla più nota dottrina di Hegel in questo campo, ma uno sviluppo autonomo che, superando il dualismo kantiano tra la cosa in sé e il fenomeno, pose al vertice di tutto l'io assoluto, processo dell'autocoscienza che include ogni forma di conoscenza. Secondo Fichte, infatti, la realtà non è esterna all'uomo, ma il prodotto della sua libera attività spirituale. Considerò inoltre la filosofia come strumento per cambiare la vita delle persone e il mondo stesso, e l'intellettuale come una figura cui è attribuito il compito supremo di operare per incidere sulla società. In quest'ambito fu particolarmente attivo anche attraverso i Discorsi alla nazione tedesca, pronunciati per riaffermare il primato della Germania come guida spirituale degli altri popoli.
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Pelago, 28/03/2023
Abstract: Ludwig Feuerbach, esponente della sinistra hegeliana, è considerato l'"anello di collegamento" tra Hegel e Marx, in quanto trasferì l'idealismo hegeliano sul terreno della realtà, del finito, della concretezza. Inoltre, elaborò il concetto di "alienazione religiosa", secondo il quale l'individuo deve riappropriarsi di ciò che aveva originariamente proiettato in Dio, vale a dire della coscienza di sé, del suo essere, dei suoi ideali. L'assoluto, appunto, non è altro che l'uomo e questi non potrà trovare che in se stesso l'ideale che ricerca. Anche questo concetto verrà rielaborato da Marx in senso materialista estendendolo alla critica dell'alienazione dell'uomo nella società capitalistica. Per molti commentatori, Feuerbach è il pensatore che ha superato storicamente l'astrattezza della filosofia idealistica mettendo al centro la soggettività e la coscienza di sé, cardini dello sviluppo del pensiero filosofico di fine Ottocento e del Novecento.
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Pelago, 28/03/2023
Abstract: Considerato a lungo – e a torto – uno degli idealisti "minori" (con Fichte) in riferimento a Hegel, Friedrich Schelling è piuttosto un filosofo che ha superato la visione classica di questa corrente di pensiero anticipando molti temi che verranno sviluppati soltanto nel XX secolo. La sua filosofia della natura, secondo la quale spirito e natura, Io e non-Io, soggettività e oggettività si fondono nell'Assoluto originario e indifferenziato, introduce concetti quali l'inconscio e l'evoluzione cognitiva, che saranno alla base di buona parte della filosofia dello scorso secolo. Come è stato detto, quello schellinghiano è un "sistema vivente", in cui ogni risultato raggiunto diventa punto di partenza per nuovi approfondimenti, in un percorso filosofico che non ha timore di inoltrarsi nelle più oscure profondità dell'essere.
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Pelago, 28/03/2023
Abstract: Auguste Comte è considerato il padre del positivismo, corrente filosofica che rinuncia a qualsiasi metafisica e alla spiegazione di tutto ciò che è astratto e non verificabile, prendendo in considerazione solo le "scienze positive", quelle fondate sull'esperienza e sulla realtà dei fatti. Con queste ultime come base e metodologia di indagine, Comte elaborò un intero sistema filosofico che andò al di là della conoscenza pura per investire la politica, la società e le istituzioni, caratterizzandosi come un vero e proprio Credo, una "Religione dell'umanità" considerata come un "Grande Essere" sociale che si pone al di sopra dei singoli individui. Lo spirito positivista avrebbe segnato profondamente la seconda metà dell'Ottocento, favorendo la nascita di fenomeni letterari e artistici come il realismo e il naturalismo e influenzando notevolmente il pensiero della "borghesia colta" di fine secolo.
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Pelago, 28/03/2023
Abstract: Herbert Marcuse dedicò tutta la vita a riunire la dialettica hegeliana con l'originale spirito della dottrina marxiana e i concetti freudiani di repressione delle pulsioni per esercitare una profonda critica su qualunque vera o simulata democrazia, dal socialismo sovietico alle società capitalistiche avanzate come quella statunitense. In Eros e civiltà e L'uomo a una dimensione – le sue opere più note – condannò aspramente queste ultime quali elementi in grado di imprigionare spiritualmente e intellettualmente le masse, attraverso una falsa promessa di prosperità che nasconde invece il livellamento totale degli esseri umani che finiscono per condividere, in ogni strato della società, gli stessi bisogni fittizi da appagare con i consumi. Molto celebre negli anni Sessanta del Novecento, Marcuse rimase vittima di questa fama che finì per far travisare il suo reale pensiero.
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Pelago, 28/03/2023
Abstract: Democrito, insieme a Leucippo, è il fondatore dell'atomismo, dottrina che per la prima volta nella storia della filosofia (e della scienza) immaginò il mondo formato da unità elementari indivisibili, gli atomi. Intorno a questo concetto costruì un sistema filosofico basato su continue interazioni tra atomi senza l'intervento di cause finalistiche esterne e neppure del caso, ma dalla "necessità"; un mondo nel quale le cose avvengono per una ragione intrinseca, meccanicistica. Elaborò anche una teoria della conoscenza in parte fondata sulle sensazioni e in parte sull'intelletto: la prima critica della conoscenza sensibile.
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Porsenna. Gli Etruschi, civilizzatori sconfitti
Pelago, 29/04/2023
Abstract: Popolo dalle origini ancora incerte, diverso da tutti gli altri per lingua, organizzazione sociale e politica, costumi, religione, gli Etruschi al loro apogeo controllavano buona parte di un territorio che andava dal Po all'Alto Lazio, con propaggini fino in Campania. I rapporti con Roma furono complessi: dettero all'Urbe i tre ultimi re, poi resistettero a lungo alle spedizioni di conquista. Si allearono con i nemici dell'Urbe, poi con questa stessa in più occasioni, e soltanto dopo secoli i Romani riuscirono a conquistarne definitivamente il territorio. Ma, soprattutto, influenzarono come nessun altro popolo la civiltà romana, attraverso i riti religiosi, il diritto, le tecniche di organizzazione del territorio, che l'Urbe armonizzò ovviamente con i suoi immodificabili princìpi costitutivi. Roma è debitrice nei confronti degli Etruschi anche dei fondamenti dell'architettura come l'arco e le opere di ingegneria idraulica per il drenaggio delle acque, di simboli del potere come la toga praetexta, i fasci littori, la sella curule, fino ai giochi del circo e alle corse dei carri.
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Pelago, 28/03/2023
Abstract: Ruggero Bacone (Roger Bacon), francescano di Oxford, pensatore eclettico, si dissociò dalle correnti accademiche principali del suo tempo, monopolizzate da francescani e domenicani, per elaborare una sintesi unitaria tra pensiero scientifico, filosofico e religioso, rivendicando una libertà spirituale rara nel suo tempo, in nome di una missione di cui si sentì investito: convincere gli uomini ad abbandonare un sapere astratto e aprirsi alla pratica dell'esperienza, l'unica in grado di farsi strumento di vero progresso, in una prospettiva di riforma della Chiesa che comprendeva la Reformatio di tutto il genere umano. Qualcuno lo considera il fondatore del metodo scientifico sperimentale, che sarà alla base della rivoluzione scientifica dell'Età moderna; in realtà, Bacone considerava la scienza e la tecnica strumenti per l'elevazione dell'uomo: il sapere al servizio della teologia e dell'etica.
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Romolo. La fondazione e i primi Re
Pelago, 29/04/2023
Abstract: Roma nacque come centro di aggregazione di tribù latine intorno ai colli del Palatino, del Quirinale e dell'Esquilino. A unire queste genti sarebbero stati due fattori principali: la difesa comune contro altri popoli stanziati nelle aree limitrofe e la religione, già condivisa da alcune tribù del territorio. La triade inscindibile esercito-politica-religione, trasferita nei poteri dei re, avrebbe connotato subito la civiltà romana: furono i cittadini ( cives) a fondare la città ( civitas), non viceversa. Il popolo romano era affratellato dalla sacralità di questa comunità, che aveva un fine condiviso: perpetuare la sua esistenza nello spazio e nel tempo, attraverso la pax deorum, la concordia tra i cittadini e le divinità. Tale concordia si raggiungeva non solo con la pietas, il rispetto verso gli dèi, la patria e la comunità, o con i riti sacri, ma anche con l'osservanza fedele dei costumi e della morale degli antenati ( mores maiorum), cioè il sistema di valori della Romanitas. Con un simile collante, Roma attraversò tutte le fasi, spesso tempestose, della sua esistenza – monarchia, repubblica, principato, dominato –, rimanendo sempre fedele a se stessa. Una città eterna.
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I Tarquini. Dalla monarchia alla Repubblica
Pelago, 29/04/2023
Abstract: L'arrivo degli ultimi tre re, gli etruschi Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo, fece cambiare volto alla monarchia romana. I dinasti etruschi furono essenzialmente dei comandanti militari, portatori di un potere autoritario nuovo e laico, l' imperium, e ascesero al trono senza rispettare le procedure canoniche che prevedevano il consenso degli dèi e del popolo. La forza delle armi si sostituì a quella della religione. Contemporaneamente, soprattutto con Servio Tullio, i re posero in atto profonde riforme istituzionali e amministrative, che dettero vita a un nuovo inquadramento del popolo su base censitaria, consentendo anche ai cittadini ricchi, ma non appartenenti al patriziato, di partecipare al governo della città. Tutto ciò ebbe come risultato uno sconvolgimento della struttura sociale della civitas, creando malcontento sia fra i patrizi sia fra i plebei. La situazione si inasprì con la violenta presa del potere da parte di Tarquinio il Superbo, che instaurò una tirannide di fatto. Fu la fine della monarchia: nel 509 a.C. l'ultimo re venne cacciato da Roma e si instaurò la repubblica, con poteri di governo condivisi e limitati nel tempo.
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Pelago, 28/03/2023
Abstract: Dopo essersi occupato, come psichiatra, di psicopatologia, contribuendo in modo decisivo al rinnovamento di questa disciplina, Karl Jaspers è diventato uno dei padri fondatori della "filosofia dell'esistenza". Per lui il singolo individuo – la cui vita non può mai essere sviscerata in toto dalle scienze, ma soltanto "chiarificata", nel suo nucleo più profondo e nel suo rapporto con la Trascendenza, dal pensiero filosofante – è prima o poi costretto a fare i conti con "situazioni-limite" (lotta, colpa, casualità, sofferenza, morte) che lo scuotono nelle sue certezze tradizionali, facendolo "naufragare", ma lo chiamano al contempo ad essere autenticamente "se stesso". Esse costituiscono, quindi, la condizione per la riconquista, da parte sua, di una fede "filosofica" che, pur essendo risultato di una rivelazione storicamente prospettica dell'unica Trascendenza, è in grado di dare nuovamente senso alla sua esistenza.