Trovati 27 documenti.
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Milano : Mondadori, 2017
Le scie
Milano : McGraw-Hill libri Italia, 1993
Abstract: Il primo volume del trattato americano sulla fisica classica e moderna riguarda la meccanica e la termodinamica e sarà seguito da un volume sull'elettromagnetismo e sull'ottica.
Milano : McGraw-Hill libri Italia, 1993
Milano : Panorama, stampa 2007
I grandi libri della scienza contemporanea
Milano : Mondadori, 2017
Le scie
Milano : Mondolibri, stampa 2004
Roma : La Repubblica, 2006
La biblioteca di Repubblica. Biografie del '900 ; 12
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Mondadori, 07/10/2010
Abstract: Per millenni gli uomini hanno osservato il cielo pieni di meraviglia, chiedendosi: perché siamo qui? Come ha avuto origine l'universo? E che senso ha la nostra esistenza nel cosmo? Fino a tempi recenti, la risposta a questi grandi interrogativi è stata appannaggio di preti e filosofi, ma oggi gli scienziati stanno cominciando a intervenire nel dibattito, con idee che sono insieme sorprendenti e profondamente controverse. Come ci racconta con chiarezza Paul Davies, le recenti scoperte scientifiche mettono in luce un fatto che lascia perplessi: molte caratteristiche fondamentali dell'universo fisico - dalla velocità della luce alla struttura dell'atomo di carbonio - sembrano calibrate in modo apparentemente miracoloso per permettere l'esistenza della vita. Spostamenti anche minimi nei valori di queste costanti potrebbero dare luogo a universi altrettanto fisicamente sensati del nostro, ma senza alcuna speranza di ospitare qualcosa di simile a uomini, piante e animali. Com'è quindi possibile che, di tutti gli universi, ci sia capitato in sorte proprio l'unico che sembra fatto su misura per produrre la vita? Abbiamo forse vinto una sorta di lotteria cosmica, il cui premio era la nostra stessa esistenza? Una teoria radicalmente nuova afferma, per esempio, che esistono davvero tutti gli universi possibili, ognuno dei quali è leggermente diverso dagli altri, e che si tratta di un caso se proprio il nostro, tra gli innumerevoli mondi paralleli, è risultato così favorevole alla vita. Ma secondo Davies la semplice statistica non può risolvere davvero l'enigma della nostra esistenza. Il fatto che il nostro universo abbia prodotto una forma di vita capace di consapevolezza e in grado di comprendere le leggi fisiche che lo governano non può essere solo una questione di fortuna, per quanto cosmica: il sospetto, allora, è che ci sia una trama più profonda, forse il dispiegamento di un progetto, se non, addirittura, l'intervento di un'entità superiore. Componendo in modo rigoroso ma vivace un quadro divulgativo delle maggiori teorie cosmologiche, Davies passa in rassegna tutte le risposte scientifiche all'enigma della nostra esistenza, compresa quella per la quale lui stesso propende, ma mette anche in evidenza come la scienza non abbia trovato la spiegazione definitiva che cerca da sempre, lasciando per il momento (ma per quanto tempo ancora?) senza conclusione certa questo dibattito millenario.
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Einstein. La sua vita, il suo universo. Ediz. illustrata
Mondadori, 05/12/2011
Abstract: Albert Einstein, il mite esule in fuga dall'oppressione, con la sua aureola di capelli arruffati, gli occhi pensosi, la sua accattivante umanità e il suo limpido genio, spicca come icona suprema del Novecento. Gli impulsi ribelli, la curiosità, le passioni e l'elegante distacco che permeano la sua produzione scientifica hanno dominato anche la vita affettiva e la dimensione politica dell'uomo Einstein. A un secolo di distanza dalle sue straordinarie scoperte, risulta ancora stupefacente che un giovane studioso sia riuscito da solo a ridisegnare l'universo. Come funzionava la sua mente? Quanto influiva l'intuizione e quanto la logica nel suo modo di pensare? Che cosa fece di lui un genio? Walter Isaacson ci offre la prima biografia completa di Einstein, probabilmente lo scienziato più famoso e più amato di tutti i tempi, raccontandoci come un impertinente impiegato, che non riusciva a ottenere un incarico di insegnamento né un dottorato e che si trovava invischiato in un difficile matrimonio, divenne l'uomo che svelò i misteri dell'atomo e del cosmo.
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Mondadori, 10/05/2011
Abstract: Quando e come ha avuto inizio l'universo? Perché c'è qualcosa invece di nulla? Perché le leggi di natura sono calibrate con tanta precisione da permettere l'esistenza di esseri come noi? Perché siamo qui? E soprattutto, il "Grande disegno" del nostro universo è opera di un benevolente creatore o la scienza può offrire un'altra spiegazione? Formulare una completa teoria dell'universo - scriveva Steven Hawking nel suo Dal big bang ai buchi neri - sarebbe il più grande trionfo della ragione umana, perché a quel punto conosceremmo la mente di Dio. Nel Grande disegno il celebre astrofisico si cimenta con la sfida scientifica per eccellenza, affrontando la questione che da sempre divide filosofi, scienziati e teologi: l'origine del cosmo e della vita stessa. Insieme al fisico Leonard Mlodinow, Hawking ripercorre le più recenti scoperte della fisica spiegando come il cosmo, in base alla teoria quantistica, non abbia una sola esistenza, e come tutte le possibili storie dell'universo esistano simultaneamente. La vita e la stessa presenza umana, sostengono gli autori, sono il prodotto di fluttuazioni quantistiche nell'universo dei primissimi istanti. Approdiamo così alla teoria del "multiverso", la coesistenza del nostro universo accanto a una moltitudine di universi apparsi spontaneamente dal nulla, ciascuno con proprie leggi di natura. Nel corso della storia della scienza si è scoperta una serie di teorie o modelli sempre migliori, da Platone alla teoria classica di Newton, fino alle moderne teorie quantistiche. È naturale chiedersi se si arriverà a una teoria dell'universo che non possa essere ulteriormente migliorata. Non abbiamo ancora una risposta definitiva, ma oggi disponiamo di una candidata alla teoria ultima del tutto: la "teoria M". Se confermata, sarà la teoria unitaria di cui Einstein era alla ricerca, e il trionfo della ragione umana. Quanto a un presunto creatore del Grande disegno, la scienza dimostra che l'universo può crearsi dal nulla sulla base delle leggi della fisica. Non è necessario appellarsi a Dio per accendere la miccia e mettere in moto il processo. La creazione spontanea è la ragione per cui c'è qualcosa invece di nulla, per cui esiste il cosmo, per cui esistiamo noi. Un saggio scientifico che spiega con linguaggio accessibile e attraverso eleganti illustrazioni come l'astrofisica sia ormai vicina a comprendere i segreti più nascosti della materia. Un'opera rivoluzionaria, destinata a modificare nel profondo la nostra cultura e le nostre credenze più radicate.
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Mondadori, 12/11/2013
Abstract: "Per i miei colleghi sono semplicemente un fisico come un altro, ma per il pubblico più vasto sono forse diventato lo scienziato più famoso del mondo. Ciò è dovuto in parte al fatto che io corrispondo allo stereotipo del genio disabile. Non posso camuffarmi con una parrucca e degli occhiali scuri: la sedia a rotelle mi tradisce." Stephen Hawking, dopo l'enorme successo ottenuto con le sue opere divulgative, sceglie di parlare per la prima volta della propria vita, dall'infanzia nella Londra del dopoguerra alla goliardica adolescenza al college, dal manifestarsi della malattia neurodegenerativa che l'ha colpito all'età di ventun anni e l'ha ridotto all'immobilità quasi assoluta al successo professionale e alla fama internazionale. Accompagnato da fotografie inedite, questo racconto autobiografico, sincero, pungente e velato d'ironia, ci presenta un Hawking sconosciuto: lo studente curioso e precoce che i compagni chiamano Einstein, il giocherellone che scommette con gli amici sull'esistenza dei buchi neri, il giovane marito e padre che lotta per conquistare un posto nel mondo accademico, il malato che decide di non arrendersi di fronte all'aggravarsi delle proprie condizioni di salute. Breve storia della mia vita non è solo un eccezionale documento sulla formazione intellettuale di uno scienziato il cui talento è universalmente riconosciuto, ma è anche e soprattutto lo straordinario inno alla vita di un uomo che non si è lasciato sopraffare dalla malattia, anzi ha saputo tenerle testa con grande coraggio e dignità, scoprendo dentro di sé una forza stupefacente quanto quella che governa il cosmo di cui lui vuole sondare le leggi.
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Effetti collaterali. Come le case farmaceutiche ingannano medici e pazienti
Mondadori, 16/04/2013
Abstract: La medicina è gravemente ammalata. Mentre i pazienti vivono nell'illusione che i farmaci prescritti dai medici siano sicuri ed efficaci e si basino su prove e risultati di test imparziali e affidabili, l'industria farmaceutica è afflitta da una corruzione che dilaga su scala globale, alimentando un business da 600 miliardi di dollari. Ben Goldacre, medico britannico, sferra un attacco senza precedenti a questo sistema dalle dinamiche perverse e poco trasparenti in cui sono coinvolti non solo singoli soggetti dalla dubbia integrità morale, ma anche moltissime persone perbene che, vittime in buona fede di un grande inganno, assecondano e diffondono il giudizio positivo su un determinato farmaco, basandosi su dati falsati dalle aziende farmaceutiche. Molto spesso, infatti, l'efficacia dei medicinali viene verificata in test clinici malamente progettati, condotti su un numero ridotto di pazienti poco rappresentativi e analizzati con tecniche che ne enfatizzano solo gli effetti positivi. Quando emergono dati negativi, la legge consente all?azienda di tenerli nascosti, con il risultato che a medici e pazienti arriva solo un?immagine mistificata del medicinale. Le istituzioni e le associazioni professionali che dovrebbero censurare tale comportamento non lo fanno, e le stesse autorità di controllo tollerano che i dati sugli effetti collaterali siano tenuti nascosti. Inoltre, le informazioni vengono comunicate in modo distorto: i medici ricevono notizie sui farmaci da riviste scientifiche di proprietà dell?industria farmaceutica, da rappresentanti e da corsi di aggiornamento tenuti da colleghi al soldo delle aziende. Questa sconcertante realtà riguarda tutti, e Goldacre la documenta rigorosamente, attingendo a dati di organizzazioni accademiche e gruppi di ricercatori indipendenti disponibili in rete e rivelando una serie di storie inquietanti che hanno come protagonisti, fra gli altri, le statine, i farmaci anticancro, le pillole dietetiche e il famoso vaccino contro l'influenza aviaria, per il quale i governi di tutto il mondo hanno speso miliardi di dollari in scorte. Particolarmente emblematico è il caso della paroxetina, un antidepressivo destinato agli adulti che per anni è stato prescritto ai bambini senza condurre gli studi necessari per ottenerne la licenza. E quando i primi test ne hanno dimostrato l'inefficacia, oltre che i gravi effetti collaterali, l'azienda produttrice si è ben guardata dal comunicarlo. Ma Goldacre, in questo suo saggio originale e provocatorio, non si limita alla denuncia, propone anche le possibili soluzioni e, consapevole del fatto che l'intero sistema va urgentemente riformato, invita tutti, medici, pazienti, aziende farmaceutiche, avvocati, direttori di riviste, a fare qualcosa in prima persona per trovare una terapia efficace.
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Mondadori, 13/05/2014
Abstract: Quando nel 1947, dopo due secoli di dominio britannico, l'India divenne indipendente, adottò subito un regime di democrazia parlamentare, che garantiva il pluralismo politico, la libertà di parola e di stampa, e la tutela dei diritti di ogni cittadino. Scomparse le terribili carestie dell'era coloniale, alla stagnazione economica subentrò un'impetuosa fase di crescita, accelerata negli ultimi decenni a ritmi tali da fare dell'India una delle prime potenze commerciali del mondo. Eppure, questi indubbi e clamorosi successi non hanno determinato una reale inclusione sociale delle fasce più svantaggiate della popolazione e non hanno migliorato le condizioni e il tenore di vita della stragrande maggioranza delle persone. Jean Drèze e Amartya Sen individuano la causa dei principali problemi dell'India non nell'attuale flessione del suo prodotto interno lordo, bensì nella mancanza di attenzione da parte dello Stato ai bisogni delle masse di diseredati, come dimostrano le profonde discriminazioni di classe, casta e genere, e le spaventose disuguaglianze tuttora esistenti nella società indiana moderna. Per non parlare della persistente inadeguatezza di servizi sociali essenziali come l'istruzione scolastica e l'assistenza sanitaria, nonché la cronica carenza di infrastrutture fondamentali quali reti di distribuzione idrica ed elettrica, fognature, trasporti e impianti igienici. Per affrontare queste enormi questioni, dicono i due autori, non serve che l'India abbandoni o riduca il suo duraturo impegno democratico, ma è necessario riconoscere l'importanza della relazione a doppio senso che esiste tra crescita e promozione delle potenzialità umane, tra sviluppo e progresso sociale, e sconfiggere definitivamente l'illusione che il paese possa diventare una superpotenza economica con la scandalosa percentuale di bambini malnutriti che ancora la abitano e senza la piena assunzione di responsabilità del settore pubblico nel suo insieme. Ed è soprattutto necessario che i cittadini indiani continuino a credere che la loro democrazia, nonostante le condizioni attuali, possa ancora offrire notevoli opportunità ai movimenti popolari volti a contrastare la corruzione, la concentrazione del potere e il diffuso disinteresse verso le esigenze dei più poveri. Perché, come scrivono Drèze e Sen, "il successo di una democrazia dipende dal vigore con cui viene praticata".
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Mondadori, 03/03/2015
Abstract: I più recenti risultati della ricerca scientifica hanno portato all'identificazione di quei numeri misteriosi che stanno alla radice di tutti i fenomeni del mondo e ne determinano il ripetersi sempre uguale. Sono i numeri dell'universo: quei valori che definiscono l'intensità della forza di gravità e del magnetismo, la velocità della luce o la massa delle più piccole particelle di materia. Nel libro John D. Barrow conduce in un'emozionante esplorazione dei loro enigmi: perché hanno certi valori e non altri? Sono davvero "costanti", oppure, come nuove ricerche dimostrerebbero, evolvono nel tempo? Le costanti di natura sono allo stesso tempo l'espressione della nostra più vasta conoscenza e della nostra più profonda ignoranza del cosmo.
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Il più grande errore di Einstein
Mondadori, 23/05/2017
Abstract: Ritenuto uno dei geni più grandi di tutti i tempi, Albert Einstein con la sua teoria della relatività ha rivoluzionato la nostra comprensione del cosmo. Eppure quest'uomo geniale e visionario ha trascorso gli ultimi decenni della sua vita in una sorta di isolamento intellettuale, ignorato dalla comunità scientifica e criticato persino dai suoi stessi amici. Che cosa è successo? Com'è possibile che da un grande trionfo sia scaturito uno scacco altrettanto grande?Per rispondere a queste domande, David Bodanis, già storico del pensiero all'Università di Oxford e autorevole divulgatore scientifico, ripercorre l'avventura umana e professionale di Albert Einstein; un cammino, quello del fisico tedesco, costellato di certezze e ripensamenti, di solide convinzioni e dubbi laceranti. A partire dal 1905, l'annus mirabilis della pubblicazione degli articoli che portarono alla formulazione della teoria della relatività ristretta, per arrivare poi agli scritti sulla relatività generale - al cuore della quale si trova la magnifica equazione G = T con cui Einstein svelava le caratteristiche insospettate del tempo e dello spazio -, Bodanis espone con rigore e semplicità le sensazionali scoperte del giovane scienziato nonché il contesto culturale che le accolse, dapprima con circospezione e in seguito con crescente entusiasmo. Ma ricostruisce anche le vicende che portarono Einstein a commettere il suo "più grande errore", allorché, rifiutando di dare credito alle evidenze sperimentali che una nuova generazione di ricercatori aveva prodotto in contrasto con le sue teorie, egli distolse caparbiamente lo sguardo dalle prospettive della fisica moderna che proprio allora si andavano schiudendo, in particolare nel campo della meccanica quantistica. Anziché contribuire con il suo ingegno a trasformare ancora una volta il mondo, nell'arco di pochi anni Einstein si ritrovò ai margini della comunità scientifica internazionale, deprivato della sua straordinaria reputazione e isolato nella sua casa di Mercer Street a Princeton.Il più grande errore di Einstein non è solo una nuova biografia intellettuale dello scienziato più famoso di tutti i tempi, un ritratto in chiaroscuro di un uomo trasognato eppure capace di formidabili certezze. È anche la storia esemplare dell'ascesa e della caduta del genio, della lotta incessante tra hýbris e fallimento, dell'ardore intellettuale della giovinezza che inevitabilmente cede il passo alle incertezze e alle paure della vecchiaia.David Bodanis, laureato in matematica teorica all'Università di Chicago, ha tenuto per molti anni un corso di storia del pensiero all'Università di Oxford. Da Mondadori ha pubblicato La tua casa segreta (2001), il bestseller E = mc2 (2001) e L'universo elettrico (2006). Ha collaborato con la BBC e con le testate "The Times", "The Guardian", "New Scientist", "The Independent" e "The Washington Post".
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Mondadori, 05/09/2017
Abstract: È universalmente noto che le prime grandi civiltà ebbero origine nella regione che si estende fra le coste orientali del Mediterraneo e l'Himalaya: qui, nella valle dell'Indo e in Mesopotamia, vennero fondate le prime grandi metropoli e edificati i primi vasti imperi. Non altrettanto noto, invece, è che questa stessa regione ha costituito per millenni il crocevia della civiltà. Lungo il suo fitto reticolo di strade che collegavano città costiere e remote località dell'interno, e che già a fine Ottocento prese il nome di "Vie della Seta", battute da mercanti, conquistatori, pellegrini e nomadi provenienti da ogni dove, si sono scambiate materie prime, merci e manufatti, ma anche morte, violenza e malattie, e soprattutto idee nei campi più disparati, dalla scienza alla filosofia; e lungo le sue rotte commerciali hanno visto la luce le grandi religioni (giudaismo, cristianesimo, islam, buddhismo e induismo), che, in paradossale antitesi con quanto accadde più tardi e continua ad accadere oggi, hanno convissuto a lungo in pace e armonia.In contrasto con la narrazione dominante che celebra il trionfo politico, culturale e morale dell'Occidente quale artefice e custode della "vera" civiltà, con il suo monumentale affresco Peter Frankopan ci invita a guardare alla storia con occhi diversi e a riconsiderare il ruolo cruciale svolto in passato da popoli e luoghi finora pressoché ignorati o relegati sullo sfondo, e in procinto di tornare prepotentemente alla ribalta. Se infatti nei secoli dell'età moderna le nuove vie d'acqua che hanno messo in contatto il Vecchio e il Nuovo Mondo hanno mutato gli schemi di interazione globale, spostando sull'Europa occidentale il baricentro politico ed economico mondiale, oggi risulta sempre più evidente che le Vie della Seta stanno per rinascere a nuova vita. Questa volta a percorrerle non saranno i tessuti, l'oro, il grano, i cavalli, gli schiavi, ma le immense ricchezze minerarie - petrolio, gas naturale e altre risorse energetiche - che hanno costituito la posta in gioco nel confronto fra le potenze nel corso del Novecento. E le drammatiche turbolenze che negli ultimi decenni hanno scosso la "spina dorsale dell'Asia", irradiando morte e smarrimento nel resto del pianeta, devono essere lette come i segnali dell'imminente ritorno del centro di gravità del mondo in quella che è stata per millenni la sua sede naturale.Se, come sostiene Frankopan, l'età dell'Occidente volge al termine, diventa più urgente che mai un radicale cambiamento di prospettiva che ci aiuti a comprendere la storia di queste popolazioni e di queste terre, per affrontare in modo consapevole e senza isterismi un processo che sembra ormai irreversibile.
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Mondadori, 27/03/2018
Abstract: Il mito narra che Sisifo, il più scaltro degli uomini, sconta la sua condanna facendo rotolare lungo il versante di una collina un macigno che, una volta raggiunta la cima, ripiomba sempre giù in basso. Proprio come Sisifo, anche noi oggi sembriamo condannati a sospingere incessantemente un peso a tratti insopportabile, quello cioè del cambiamento continuo, della costante accelerazione. L'innovazione, che ogni giorno dischiude ai nostri occhi scenari inimmaginabili soltanto pochi anni fa, procede a un ritmo vertiginoso. E con essa l'idea della crescita ininterrotta dei consumi, delle città, della popolazione mondiale, e, dunque, anche dei costi in termini di mutamenti climatici, risorse energetiche e sostenibilità del pianeta.Forse potremmo pensare al futuro con maggiore fiducia se riuscissimo a comprendere a fondo le dinamiche della crescita continua nonché il loro sviluppo e le loro implicazioni in un quadro di prevedibilità quantitativa. Se riuscissimo, cioè, a ipotizzare l'esistenza di un ordine nascosto e sotteso alle molteplici forme del vivente, di un numero circoscritto di leggi cui obbediscono tutti i sistemi complessi.È quanto suggerisce Geoffrey West, già direttore del Santa Fe Institute nel New Mexico, in questo libro sorprendente e per certi versi visionario. Con il rigore e la creatività del fisico teorico, West ci invita a guardare alla realtà che ci circonda con occhi diversi, a osservare cosa succede se confrontiamo tra loro fenomeni differenti, come, per esempio, il tasso metabolico del corpo umano, il numero dei battiti cardiaci, il valore dell'attivo netto delle società quotate in borsa e il numero di brevetti prodotti in una città. Ci stupiremo nello scoprire che esiste una regolarità esprimibile attraverso il linguaggio della matematica, e cioè che, variando di scala con l'aumentare delle dimensioni, piante, ecosistemi, città, microrganismi, grandi aziende, il nostro stesso corpo e certe malattie variano in maniera coerente e prevedibile. E questo perché sono tutti soggetti a leggi generali, sistemiche e unificanti, condividono una comune struttura concettuale e sono riconducibili a una serie di principi fondamentali. In altre parole, sono solo delle variazioni su un tema universale, il quale, se interpretato correttamente, diventa uno strumento predittivo straordinario per pianificare il futuro del pianeta.Integrando temi di biologia e matematica, fisica e scienze sociali ed economiche, Scala offre una prospettiva affascinante e insolita sulle grandi sfide globali che ci attendono.
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Mondadori, 20/11/2018
Abstract: Guardando ai primi due decenni del XXI secolo, inaugurati dalla tragedia dell'11 settembre, insanguinati dal terrorismo islamista, piagati da una gravissima crisi finanziaria globale e divenuti teatro negli ultimi anni di inquietanti riedizioni del nazionalpopulismo a sfondo xenofobo e neo-oscurantista, è quasi inevitabile nutrire qualche dubbio sulle "magnifiche sorti e progressive" promesse da quell'Età dei lumi e della ragione che è stata il luogo d'origine della modernità. Proprio per questo è ancor più apprezzabile lo sforzo di chi, viceversa, vuole dimostrarci che non c'è nulla di più sbagliato dell'imboccare la strada del pessimismo o della resa a ideologie regressive.Con Illuminismo adesso, Steven Pinker ci aiuta a leggere la realtà contemporanea alla luce degli ideali di ragione, scienza, umanesimo e progresso che quel movimento filosofico ha elevato tre secoli fa a valori universali e che oggi sono minacciati da altre componenti della natura umana, come la fedeltà alla tribù, la cieca sottomissione all'autorità, il pensiero magico, la tendenza a imputare i propri insuccessi a complotti orditi da nemici malvagi. Nella sua appassionata difesa dei princìpi dell'Illuminismo e dei loro benefici effetti sul miglioramento della condizione umana, Pinker mostra - dati e numeri alla mano - i giganteschi passi avanti compiuti in ogni campo: nell'aspettativa di vita, nella tutela della salute, nella riduzione della fame e nella moltiplicazione delle fonti di sostentamento, nella crescita e nella distribuzione della ricchezza, nella riduzione delle disuguaglianze, nell'affermazione della pace e nella difesa della sicurezza, nella diffusione della democrazia, nel rispetto e nella parità dei diritti, nell'accesso alla conoscenza e nelle chance di felicità.Questo indiscutibile progresso materiale, intellettuale e morale non è il frutto del caso, ma della potenza della filosofia illuminista. Un trionfo così poco celebrato che le sue idee guida di ragione, scienza e umanesimo sono spesso trattate dagli intellettuali con indifferenza, scetticismo, talvolta con disprezzo e apertamente osteggiate. Eppure, per affrontare le formidabili sfide del nostro tempo, come il cambiamento climatico, le impetuose ondate migratorie e il terrorismo globale, non servono le geremiadi dei profeti di sventura né i cinici proclami di leader sbruffoni e ignoranti, ma la lucida razionalità di chi pensa che siano problemi che l'uomo è in grado risolvere. "Forse" conclude Pinker "non avremo mai un mondo perfetto, e sarebbe pericoloso cercarne uno. Ma non c'è limite ai miglioramenti che possiamo conseguire se continuiamo ad applicare la conoscenza all'incremento della prosperità umana."
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Mondadori, 12/11/2019
Abstract: Nella primavera del 1986 Černobyl' era, ufficialmente, una delle centrali nucleari meglio funzionanti dell'Unione Sovietica, destinata a ricevere di lì a breve la massima onorificenza dello Stato: l'Ordine di Lenin. Eppure, sono le prime ore del 26 aprile quando il reattore n. 4 viene sventrato da un'esplosione catastrofica, equivalente a quella di 60 tonnellate di TNT, scatenando il peggior disastro nucleare della Storia.Da oltre trent'anni lo spettro di Černobyl' vive nell'immaginario collettivo, insieme al mistero su quanto realmente accaduto quella notte. Fin dal principio, infatti, la verità è stata nascosta dietro il velo della segretezza, della propaganda e della disinformazione, e l'intera responsabilità è stata a lungo attribuita all'imperizia e all'inettitudine degli operatori in servizio.Oggi Adam Higginbotham racconta una verità diversa. Basandosi su centinaia di ore di interviste condotte nel corso di più di un decennio, su lettere, memorie inedite e documenti d'archivio recentemente desecretati, l'autore disegna il ritratto di quella colossale tragedia attraverso gli occhi di chi l'ha vissuta in prima persona, e svela come il fiore all'occhiello dell'ingegneria nucleare sovietica fosse in realtà una struttura viziata da palesi carenze di progettazione e dalla superficialità nella scelta dei materiali; come le prime avvisaglie di qualche anomalia nel funzionamento dell'impianto fossero state deliberatamente ignorate purché la messa in opera dell'impianto non subisse rallentamenti; come tutto il programma nucleare sovietico fosse profondamente carente di sistemi di sicurezza anche rudimentali. Ma soprattutto non dimentica di dare voce a tutti gli uomini e le donne che hanno dato prova di straordinario ingegno e sacrificio nel tentativo di contenere un disastro che minacciava di assumere una portata mondiale.Mezzanotte a Černobyl' è il resoconto più autorevole e documentato di un evento che ha cambiato la storia: una narrazione complessa, umana e terrificante, l'affresco indelebile di una delle peggiori catastrofi del XX secolo.
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Mondadori, 19/01/2021
Abstract: Nel 1643, quando fu incoronato re di Francia a neanche cinque anni di età, Luigi di Borbone ereditò un regno in profonda crisi, guidato da una corte affamata di potere e lacerata dai dissidi: il padre aveva affrontato rivolte, congiure e complotti, alcuni dei quali orditi dalla sua stessa moglie. Eppure, settant'anni dopo, alla sua morte il Re Sole lasciò un paese profondamente trasformato, che grazie a lui aveva conquistato il rango di potenza mondiale.Servendosi di un vasto repertorio di fonti bibliografiche e materiali d'archivio in parte inesplorati, lo storico Philip Mansel ripercorre la vita pubblica e privata di Luigi XIV per descrivere i mutamenti vissuti dalla Francia nel XVII secolo. Il sovrano, tanto lungimirante quanto accentratore, soppresse le ultime vestigia del feudalesimo e gettò le basi per la nascita dello stato moderno, ma al tempo stesso soffocò molte libertà, soprattutto religiose. La sua spregiudicata politica estera spinse gli eserciti francesi dal Mississippi al Mekong, e portò le finanze sull'orlo del collasso pur di collocare un Borbone sul trono spagnolo. Nondimeno, Luigi riteneva che la supremazia andasse conquistata non solo con le armi, ma anche con il sapere. Egli fu un amante delle arti - adorava recitare e ballare e si esibì fino ai sessant'anni - e contribuì alla fioritura internazionale della cultura francese, aprendo accademie e diventando mecenate di autori come Racine, Molière e Lully. Il suo capolavoro fu senz'altro Versailles, residenza reale e sede del governo, ma anche quartier generale militare, pinacoteca, sala concerti e sede di feste con fuochi d'artificio, fontane di vino e cene pantagrueliche. Lì viveva tutta la corte - composta da personaggi fidati e dalla famiglia reale, compresi l'amato fratello, l'infelice moglie, i figli e le amanti - e si curava qualsiasi aspetto della vita pubblica e privata del re. Ogni dettaglio, infatti, doveva assurgere a testimonianza imperitura, benché non sempre veritiera, della magnificenza del sovrano e della sua dinastia, per fare invidia al mondo intero e soprattutto agli antagonisti.Con le sue pennellate evocative, Il re del mondo è un affresco intenso e vibrante che offre un'originale chiave di lettura per raccontare l'uomo che guidò la Francia per oltre mezzo secolo e per interpretare una delle epoche storiche più affascinanti agli occhi di esperti, appassionati e curiosi.