Trovati 4 documenti.
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L'espansione europea : 1600-1870 / Frederic Mauro ; edizione italiana a cura di Ottavio Bariè
Milano : Mursia, copyr. 1977
Milano : Mursia, copyr. 1977
Abstract: Il Milione di Marco Polo (1254-1324) è uno dei massimi capolavori della letteratura di viaggio. Non solo per il suo valore storico, in quanto primo documento che ha dato all'Occidente l'immagine più vera di un mondo pressoché ignoto, l'Oriente, ma soprattutto per la sua attualità che si rinnova attraverso i secoli. Pur essendo, infatti, trascorsi oltre settecento anni da quando il mercante veneziano, detenuto in una prigione genovese, dettò a Rustichello da Pisa le memorie dei suoi lunghi anni di viaggio attraverso l'Asia, vive e nitide, e straordinariamente precise sono le immagini e le descrizioni che balzano dalle pagine del suo diario. Così, per esempio, insieme a Marco possiamo ripercorrere ancor oggi la leggendaria Via della Seta: l'Armenia, la Persia (cioè l'Iran), l'attuale Afghanistan, il Pamir, il deserto dei Gobi fino al mitico Catai, la moderna Cina. Tradotto in molte lingue nel corso dei secoli, utilizzato in Europa fin dal 1300 per la stesura delle prime carte geografiche, punto di riferimento per studiosi, esploratori, missionari, il Milione non ha mai cessato di affascinare e commuovere.
Guerra sulle vette : Ortles-Cevedale, 1915-1918 / Luciano Viazzi
2. ed.
Mursia, 1977
Abstract: Il primo conflitto mondiale non fu solo guerra di trincea, fu anche guerra su cime e ghiacciai delle Alpi a quote oltre tremila metri laddove i combattimenti si trasformarono in sfide sportive. Viazzi, una delle firme più note della saggistica della Grande Guerra, ha dedicato questo libro proprio a tale singolare aspetto delle operazioni in quota. Senza dimenticare il concatenarsi degli eventi bellici, si sofferma su aspetti aneddotici che spesso dicono di più e meglio dei grandi fatti. La sfida tra l'italiano Giuseppa Tuana «Franguel» e Peter Toni, l'austriaco suo vecchio antagonista nella caccia del camoscio, oppure le imprese degli arditi della montagna che di notte aprono una nuova via sulle cime del Cristallo e del Gran Zebrù, per amor di patria, certo, ma anche per non sentirsi inferiori agli Alpenjäger.