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I casi dell'ispettore Ferraro. Volume I
Guanda, 17/12/2016
Abstract: I casi dell'ispettore Ferraro, volume I: Per cosa si uccide, Con la morte nel cuore, Il giovane sbirroTRE ROMANZI DELL'ISPETTORE FERRARO PER LA PRIMA VOLTA DISPONIBILI IN UN SOLO EBOOKPoliziotti surreali, imprenditori rampanti, spacciatori, contrabbandieri, snob vogliose, fruttivendoli, filosofi, informatori, pensionati, picchiatori, pendolari, sciure… una varia umanità popola la città di Milano e l'ispettore Ferraro, con l'aiuto del fido Lanza, del suo fiuto e di una buona dose di aspra e disincantata ironia, la scandaglia nella sua interezza: dai cortili babelici delle periferie alle dimore borghesi del centro storico.
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I casi dell'ispettore Ferraro. Volume II
Guanda, 17/12/2016
Abstract: I casi dell'ispettore Ferraro, volume II: I materiali del killer, Cronaca di un suicidio, L'incanto delle sireneTRE ROMANZI DELL'ISPETTORE FERRARO PER LA PRIMA VOLTA DISPONIBILI IN UN SOLO EBOOKPoliziotti surreali, imprenditori rampanti, spacciatori, contrabbandieri, snob vogliose, fruttivendoli, filosofi, informatori, pensionati, picchiatori, pendolari, sciure… una varia umanità popola la città di Milano e l'ispettore Ferraro, con l'aiuto del fido Lanza, del suo fiuto e di una buona dose di aspra e disincantata ironia, la scandaglia nella sua interezza: dai cortili babelici delle periferie alle dimore borghesi del centro storico.
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Neri Pozza, 16/12/2016
Abstract: "Come può accadere che delle persone serie continuino a credere nel progresso, malgrado le importanti confutazioni che parevano aver liquidato una volta per tutte la validità di questa idea?"Muovendo da questo interrogativo, Christopher Lasch dà avvio in questo libro – vera e propria pietra miliare di ogni pensiero critico della modernità – a un'affascinante ricostruzione storica, filosofica, sociologica dell'idea di progresso, ultima fede, autentica religione secolarizzata dell'occidente.Il libro parte dall'interpretazione largamente accettata secondo la quale l'idea di progresso rappresenterebbe la versione secolarizzata della fede cristiana nella provvidenza. Opponendosi, infatti, al mondo antico e alla sua visione ciclica della storia, e rivendicando all'opposto una direzione di quest'ultima – dalla caduta dell'uomo alla sua definitiva redenzione –, la cristianità avrebbe permesso all'occidente di concepire la storia come un "processo generalmente in moto verso l'alto".Per Lasch, tuttavia, nel ventesimo secolo quest'idea del progresso basata sul pensiero di una "finalità" della storia, sulla speranza in un qualche stato finale di perfezione terrena, diventa "la più morta delle idee morte", spazzata via dal fallimento dei totalitarismi e di ogni considerazione utopistica del futuro. Nel secolo scorso si mostra, infatti, in ambito soprattutto anglosassone, l'estrema secolarizzazione della fede nel progresso. La sua idea viene separata dalla città celeste e riportata sulla terra, e la fede nel progresso diventa fede nel "progresso tecnologico" e nell'estensione del benessere materiale, dell'abbondanza e del consumo. È allora anche che ogni critica del progresso viene bollata come una faccenda di oscurantisti, chiacchiera di tutti coloro che "si rifugiano nella devozione, nell'estetica e nel mito".Il risultato è che questa cieca fede nel progresso appartiene oggi in egual misura tanto alla destra che pro-pone di mantenere il nostro standard di vita smodato a spese del resto del mondo e delle nostre stesse mino-ranze, quanto alla sinistra che pensa, invece, di estendere gli standard di vita occidentali al resto del mondo. Un programma suicida, per Lasch, perché nel primo caso approfondirà il solco che separa le nazioni povere da quelle ricche e genererà moti di ribellione e terrorismo sempre più violenti contro l'occidente; e, nel se-condo, porterà ancora più rapidamente all'esaurimento di risorse non rinnovabili, all'inquinamento irrever-sibile dell'atmosfera terrestre e alla distruzione del sistema ecologico da cui dipende la vita dell'uomo.Tutto ciò rende urgente, per Lasch, la costruzione di un punto di vista radicalmente nuovo che tagli corto sia con la convinzione che il nostro standard di vita sia destinato a un costante miglioramento, sia con l'altra faccia dell'ideologia del progresso: quella struggente nostalgia che essa produce per la semplicità passata, per le comunità del "mondo che abbiamo perduto"."Indubbiamente il suo capolavoro… Di questi, strani, tempi, non conosco modo migliore per raccomandare un libro".Jean-Claude Michéa, autore di I misteri della sinistra"Un libro ricco e affascinante, che presenta un panorama di storia delle idee poco familiare al lettore italiano".L'Indice"Il paradiso in terra è il libro più importante di Lasch… una critica dell'idea di progresso così come essa è stata formulata dai moralisti inglesi del Settecento (Mandeville, Hume, Adam Smith) e difesa, nel corso del Novecento, tanto dai liberals di destra quanto dai liberali di sinistra".Claudio Giunta
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Neri Pozza, 16/12/2016
Abstract: Apparso per la prima volta nel 1964, Il male oscuro ottenne subito un grande successo, vincendo nello stesso anno il Premio Viareggio e il Premio Campiello. L'apprezzamento critico che ne seguì, tuttavia, non colse forse pienamente la grandezza di quest'opera e della figura di Giuseppe Berto nel panorama della letteratura italiana del secondo Novecento.Come sovente accade, questo romanzo e lo stesso Berto conoscono forse soltanto oggi quella che Benjamin definiva "l'ora della leggibilità ". Comparato con le opere di quell'epoca caratterizzata da una società in piena espansione, Il male oscuro, come nota Emanuele Trevi nello scritto che accompagna questa nuova edizione, appare come "lo specchio, frantumato ma straordinariamente nitido, di un intero mondo, di un'epoca storica", un capolavoro assoluto dotato di "un'autorevolezza paradossale, che si basa sulla travolgente energia degli stati d'animo".Come i grandi libri, il romanzo presuppone una genealogia. Berto ha ammesso più volte il suo debito con La coscienza di Zeno di Svevo e La cognizione del dolore di Gadda, dalla quale ricavò il titolo stesso del suo libro. Il male oscuro, tuttavia, segna una svolta fondamentale rispetto a queste opere precorritrici: non descrive semplicemente una nevrosi, ma la mima e la incarna. Il suo linguaggio è la manifestazione stessa del male, "l'epifania tragicomica della sua oscurità" (Trevi). Un'assoluta novità artistica e letteraria che Berto non esitò a battezzare "stile psicoanalitico".Una prosa modernissima che, narrando di un male assolutamente personale, fa scorrere davanti ai nostri occhi "la Roma della Dolce Vita e di via Veneto, i medici e le loro contrastanti e fallaci diagnosi, l'industria del cinema con tutte le sue bassezze e le sue assurde viltà, la famiglia borghese e la sua economia domestica, i cambiamenti del costume sessuale, i rotocalchi a colori e le villeggiature in montagna"… la malattia di un'epoca apparentemente felice."Sono abbastanza sicuro di me stesso mentre scrivo e so di essere moderno".Giuseppe Berto"Ogni volta che aprivo e leggevo venti o trenta pagine de Il male oscuro, avrei voluto che questo libro non avesse a che fare con me, con le mie sofferenze, le mie fobie, le gabbie del mio passato, il mio tempo, avrei voluto che fosse un libro datato, lontano, un reperto del Novecento, e invece ogni volta mi ritrovavo coinvolto dalla sua sincerità senza scampo".Christian Raimo
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La locanda degli amori diversi
Neri Pozza, 16/12/2016
Abstract: In piedi sulla banchina del treno, Chiyoko se ne sta immobile, incapace di muovere il passo decisivo che la separa dai binari. Non ha nemmeno vent'anni, indosso la divisa da liceale e sul viso l'aria apatica di chi non ha ormai alcun rimpianto.A Izumi, trentacinquenne separata che ogni sera alla stessa ora rientra dal suo lavoro part-time, basta uno sguardo per comprendere quali siano le intenzioni di quella ragazza dagli occhi limpidi come quelli di un cerbiatto. La afferra per un braccio e, con un gesto disinvolto, la tira verso di sé, salvandole la vita.Per Izumi, Chiyoko è solo un'estranea, eppure le viene spontaneo invitarla a cena nella propria casa e ri-velarle gli aspetti più intimi della propria vita, come il fatto che il marito l'abbia lasciata sei mesi prima e lei ora viva sola con il figlio Sōsuke di sei anni. Un'oscura, inspiegabile attrazione la spinge, infatti, a desiderare la compagnia della ragazza.Quando perciò Chiyoko le confessa di essere stata ripudiata dai genitori a causa della propria omosessua-lità e di voler fuggire, andarsene per sempre e raggiungere il posto che ha la fama di possedere il cielo e le stelle più belli di tutto il Giappone, Izumi, dapprima terrorizzata dalla prospettiva della fuga con una giovane donna, inizia a considerare affascinante l'idea di un posto nuovo dove poter ritrovare se stessa, le sue idee, la sua libertà. Con i soldi del divorzio acquista un vecchio pulmino Volkswagen, ci infila dentro il minimo in-dispensabile e lascia la città insieme a Chiyoko e Sōsuke, dirigendosi in un piccolo villaggio sperduto tra le montagne. Qui le due donne si occupano di rimettere in sesto una casa in rovina trasformandola in una lo-canda, sulla cui facciata appendono una bandiera arcobaleno che garrisce al vento. In breve la "Locanda Arcobaleno" diventa un accogliente punto di ritrovo per viaggiatori, dove le proprietarie non si limitano a offrire ristoro alle fatiche del viaggio, ma anche, e soprattutto, alle ferite dell'anima.Il destino, però, ha approntato per Chiyoko e Izumi una prova ancora più ardua della loro fuga, la più grande sfida che la vita riserva alla forza stessa dell'amore.Dall'autrice del bestseller Il ristorante dell'amore ritrovato, Ito Ogawa torna con una storia d'amore sin-cera e appassionata che sfida ogni tabù, scandagliando le difficoltà di una coppia nel vivere la propria diver-sità e dando voce a coloro che quotidianamente devono confrontarsi con l'intolleranza e i pregiudizi della società.Il nuovo romanzo dell'autrice de Il ristorante dell'amore ritrovato, "un'opera importante che aiuta a capire la straordinaria diversità di cui è fatto il mondo".Asahi.net
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Neri Pozza, 16/12/2016
Abstract: "Non voglio piú morire di noia, di birra, di una pallottola vagante. Di infelicità. Me ne vado".È una notte di febbraio a Manosque-les-Plateaux, nel Sud della Francia, una notte in cui i bar sono ancora pieni di gente e di fumo, quando Lili riempie un piccolo zaino militare e decide che è giunta l'ora di non morire piú di infelicità, di noia, di birra. Meglio andarsene in capo al mondo, in Alaska, "verso il cristallo e il pericolo", a pescare nel freddo e nel vento! Il marasma delle grandi avenue newyorchesi, un pullman Greyhound con sopra un levriero, cento dollari per passare da un oceano all'altro, ed eccola a Kodiak, la grande isola che spunta fra due brandelli di nebbia, con le sue foreste scure, le montagne e la terra bruna e sporca che affiora dalla neve sciolta. Di fronte solo l'oceano glaciale del Pacifico del Nord.Qui, Lili si imbarca sulla Rebel per la pesca con il palamito in alto mare. Lo spilungone che la accoglie le rivolge uno sguardo stupito, prima di metterla in guardia su quello che l'aspetta. Imbarcarsi è come sposare la barca, una volta messo piede a bordo non hai piú una vita, non hai piú niente di tuo. Bisogna stare attenti a tutto, alle lenze che calano in acqua con una forza tale da portarti via un arto, e a quelle recuperate che, se si spezzano, possono ammazzarti o sfigurarti. Bisogna abituarsi al ghiaccio sul ponte che devi spaccare con una mazza da baseball, al freddo che gela il fiato tra le labbra, alla mancanza di sonno, al mare grosso, con onde alte venti o trenta metri, alla nebbia che inganna persino i radar, al sale che lambisce gli zigomi, brucia la fronte e secca le labbra, divorando il volto. Ma, soprattutto, bisogna essere all'altezza dei compagni di viaggio, un equipaggio composto da marinai incalliti, abituati alle durezze del mestiere e a lavorare in un ambiente estremo.Un giorno sulla Rebel si imbarca Jude, "il grande marinaio", un veterano della pesca con il palamito. Il volto nascosto dentro una criniera ramata, le guance invase dalla barba, la voce roca, Jude è un uomo dal fascino magnetico nel cui petto albergano inattese violenze e altrettanto inattese tenerezze.Lili si accorge di essere spaventata e, al contempo, inspiegabilmente attratta da quel colosso schivo e silenzioso. Ma innamorarsi di lui significherebbe rinunciare alla vita nomade e libera che, da quando si è lasciata alle spalle Manosque-les-Plateaux, si è ripromessa di non tradire mai. Perché Lili è una runaway, un animale nomade, uno spirito indomabile che chiede solo di essere lasciato libero di vagare per il mondo.Con una prosa graffiante e diretta Catherine Poulaine riporta in vita il grande romanzo d'avventura, consegnandoci un'epica storia di ricerca esistenziale e, nello stesso tempo, un magnifico romanzo sulla condizione umana."Catherine Poulain racconta la vita di una giovane donna a bordo dei grandi pescherecci in Alaska, e trasporta il lettore in una singolare e appassionante storia sulla condizione umana". Le Figaro"Catherine Poulain naviga sotto la bandiera di Conrad e di London, ma anche di Kerouac e de Lowry". Les Echos"Un romanzo brutale e commovente. Una grandiosa opera prima".Prix des Lecteurs de L'Express"Catherine Poulain ha avuto davvero una vita affascinante. E Il grande marinaio è un romanzo d'esordio che strizza l'occhio a Jack London e a Richard Brautigan".Olivier Mony, Livres Hebdo
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Neri Pozza, 16/12/2016
Abstract: Questo libro si occupa di alcune delle persone più affascinanti che presero parte alla Seconda guerra mon-diale. Un esercito di uomini e donne che, non sparando un solo colpo, influirono profondamente sull'esito degli eventi: spie, crittoanalisti, guerriglieri che condussero una guerra segreta per carpire informazioni e strategie del nemico.Dalla leggendaria GC&CS, la Government Code and Cypher School di Bletchley Park che fu il più im-portante fulcro dello spionaggio del conflitto e che attraverso la creazione delle "bombe" elettromeccaniche di Alain Turing, e la conseguente decifrazione del traffico di "Enigma", inferse un duro colpo al sistema di comunicazioni della Germania; alla produzione di materiale dell'"Ultra", la complicata operazione di de-crittazione dei messaggi delle macchine cifranti da parte dei geniali matematici e linguisti britannici e ame-ricani che permise al direttivo alleato di pianificare le proprie campagne e operazioni nella seconda metà della guerra con una precisione che a nessun comandante militare era mai stata consentita nella storia; ai crittoanalisti di Nimitz nel Pacifico; alle reti di spie dell'"Orchestra rossa" operanti nell'impero nazista per conto dell'Unione Sovietica, fino ai Cinquecento di Washington e di Berkeley – un piccolo esercito di ame-ricani di sinistra che si prestarono a fare da informatori per lo spionaggio sovietico, Max Hastings risco-struisce in queste pagine la storia di una guerra in cui spionaggio e operazioni clandestine assunsero un'importanza mai avuta in precedenza.Avvincente racconto di storie e di uomini, di insospettabili tradimenti e cieche fedeltà, di verità e impo-sture, La guerra segreta è stato accolto, al suo apparire in Inghilterra, dall'entusiasmo di critica e pubblico e salutato come un libro indispensabile per chiunque voglia accostarsi a quel grande e tragico evento che fu la Seconda guerra mondiale."Avvincente come un romanzo di spionaggio".Sunday Times"Autorevole, coinvolgente e magnificamente scritto".Daily Telegraph"Un vero thriller con il suo cast di killer, impostori e magnifiche avventuriere. La migliore storia di spionaggio militare mai scritta".Simon Sebag Montefiore
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Neri Pozza, 20/12/2016
Abstract: New York: una città che ispira e seduce, che attrae irresistibilmente, un luogo dove tutti stanno a guardare poiché tutto può accadere. Nel 1891 Walt Whitman, al tramonto della sua vita, decide di tornare a New York in compagnia dell'amico e biografo Bucke. È nato a Long Island, è cresciuto in una Brooklyn morbida e arrendevole. New York è la sua città, il luogo dei suoi trionfi e delle sue cadute, il solo al mondo capace di suscitare in lui passione e curiosità. Nel 1922 Robert Moses, il futuro Haussmann della Grande Mela, contempla la città da Long Island e sa già che sarà lui – il "costruttore" della modernità, colui che non nutre alcun sentimentalismo nei confronti del passato poiché "il passato non è altro che una disattenzione del tempo" – a mutarne il volto negli anni a venire. Nel 1967 Robert Mapplethorpe attraversa il ponte di Brooklyn e gli sembra di stare in cima al mondo. A Tompkins Square, in una notte di cielo nero pieno di stelle, incontra una ragazza che parla velocissimo e dice cose su cui lui è completamente d'accordo. Si chiama Patti. Lui dice di chiamarsi Bob. Lei lo chiama Robert. Insieme scopriranno l'arte, il futuro, quello che entrambi diventeranno un giorno. Nel 2013 Edmund White ritorna a New York, dove ha trascorso la sua giovinezza, ha vissuto i suoi grandi amori, le lunghe giornate a leggere e a scrivere, le infinite notti tra feste e incontri inaspettati. Ma il tempo è irrimediabilmente trascorso, i luoghi mutati, i sogni sorpassati. E, soprattutto, chi li aveva sognati se n'è andato. Tutti stanno a guardare è il romanzo degli uomini e delle donne che hanno contribuito a creare New York, cosí come essa vive nell'immaginario collettivo. Narrando delle vite, dei desideri e delle ambizioni di grandi artisti e creatori, e descrivendone le opere iconiche, Megan Bradbury restituisce l'essenza di New York: una città complessa, ricca, sordida, affascinante, una città che muta ed evolve di continuo, una città a cui non è possibile rivolgere altro che una lettera d'amore. "Una scrittura meravigliosa, inusuale, sfrontata, eccitante".The Guardian"New York City come catalizzatrice di creatività è il seducente argomento al centro dell'elegante romanzo di Megan Bradbury".GQ"Un romanzo in cui pulsa la vita e l'energia della grande città".Daily Mail
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La notte dimenticata dagli angeli
Neri Pozza, 20/12/2016
Abstract: Una giovane donna viene brutalmente violentata da tre uomini nel suo appartamento di Tokyo, sotto gli occhi della detective privata Murano Miro. Fortunatamente è solo una scena di Ultraviolence, un film hardcore di grande successo tra gli appassionati del genere. Miro sta fissando lo schermo seduta nell'ufficio di Watanabe Fusae, proprietaria di una piccola casa editrice di orientamento femminista e presidente di un'associazione in difesa delle donne. È lei ad averla contattata: Isshiki Rina, l'attrice protagonista del film, è scomparsa da alcuni giorni e Watanabe teme per la sua vita. Bisogna trovarla al più presto. Comincia così un'indagine all'interno della zona d'ombra della capitale, nei videonoleggi specializzati in film hard e nei locali notturni di Kabukicho, il quartiere a luci rosse di Tokyo. Ad accompagnare Miro è Tomobe Akihiko, il suo nuovo vicino di casa, un simpatico quarantenne che gestisce un gay bar nel frenetico quartiere di Shinjuku. Le loro ricerche si rivelano subito fastidiose per gli uomini della Create Pictures, la casa di produzione di Ultraviolence: figure che si muovono abilmente tra il mondo della pornografia e quello della prostituzione, come il regista Yashiro Sen, uno dei personaggi più in vista e influenti nel mondo del porno, un tipo molto scaltro e intelligente che non esita a ricorrere ai mezzi più estremi pur di non vedere sollevato il velo sulle sue losche e illecite attività. L'indagine si fa a tal punto intricata che Miro dovrà rischiare la propria incolumità e scavare a fondo nel fosco passato di Rina per venirne a capo. Purtroppo il tempo stringe: un nuovo video in cui la giovane pare tentare il suicidio tagliandosi le vene ha già iniziato a circolare. Torbida storia di sesso, trasgressione e omicidi in una metropoli oscura e inquietante, La notte dimenticata dagli angeli segna il magnifico ritorno di Murano Miro, l'investigatrice nata dalla penna della "regina del noir giapponese": Natsuo Kirino."Natsuo Kirino, la regina del noir giapponese."The Guardian"Kirino continua a tracciare con maestria il proprio territorio: gli estremi della psiche umana che si affacciano sull'orrore".The Washington Post"L'unica vera voce innovativa della letteratura giapponese degli ultimi venti anni".Daisuke Hashimoto"Un romanzo magistrale e psicologicamente astuto".Stephen Snyder, San Francisco Chronicle"La maestra del noir giapponese Natsuo Kirino ci offre La notte dimenticata dagli angeli".Lara Crinò, il Venerdì di Repubblica
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Siamo state a Kirkjubæjarklaustur. Viaggio in Islanda
Beat, 20/12/2016
Abstract: Due ragazze partono per l'Islanda, meta sognata nelle serate romane arroventate dallo scirocco, alla ricerca di un luogo di purezza incantata. Se ne vanno a zonzo in una terra antichissima, abitata dai discendenti dei monaci irlandesi e delle popolazioni germaniche e danesi che per prime la colonizzarono e produssero una tipologia autoctona, oggetto oggi delle curiosità di genetisti e studiosi di mezzo mondo. Con i suoi geyser, le balene, i deserti di lava, i ghiacciai, gli iceberg, le eruzioni, i fiordi, le steppe, le piscine naturali all'aperto, da dove si esce ringiovaniti, con sulla pelle la sensazione del vero caldo e del vero freddo, con le serate in libertà a Reykjavik, mentre fuori il sole non tramonta mai e dentro i locali si balla come se il tempo non dovesse finire mai, l'Islanda appare in queste pagine come il luogo dell'anima che abbiamo saputo incredibilmente e stupidamente dimenticare: la terra in cui uomo e natura si fronteggiano senza compromessi, senza vie di mezzo, con assoluta sincerità. "Il viaggio nell'isola di un niente che comprende tutto. Tutto quello che conta".L'Unità "Se l'Islanda coi suoi paesaggi lunari diventa un luogo dell'anima…".Il Messaggero"Sulle orme di W. H. Auden, Valeria Viganò è andata in Islanda per realizzare un suo sogno d'infanzia. Nell'età, infatti, in cui si scopre il mondo e la geografia è il magico libro dell'universo, pieno di nomi esotici e posti misteriosi, anche per Valeria Viganò l'Islanda, questa terra lontanissima, con una capitale dal nome suggestivo, Reykjavik, esercitava un fascino e un richiamo irresistibili".Stefano Malatesta
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Beat, 20/12/2016
Abstract: Verso la fine del XVI secolo, sulla sponda settentrionale di una Sicilia fosca e cupa, circondato da amene colline e fitti boschi, si erge il castello di Mazzini, un maniero di antica magnificenza appartenente a Ferdinando, quinto marchese di Mazzini, uomo dal carattere altero e una violenta passione per le donne. Dopo aver sposato in seconde nozze una donna dalla bellezza non comune, amante dei piaceri, del divertimento e dell'indipendenza, il marchese stabilisce la sua dimora a Napoli, dove è raggiunto dal figlio avuto dall'infelice prima moglie. Confinate nel castello, in cui la signora Menon, una lontana parente, e un uomo di età avanzata, Vincenzo, affezionato da molti anni al marchese, provvedono alla loro educazione, Emilia e Giulia, le due figlie del marchese, vent'anni la prima e diciotto la seconda, conducono la loro vita in una profonda oscurità e sognano invano di uscire dai possedimenti del loro padre. Dotate delle migliori attrattive che caratterizzano le fanciulle allo sbocciare della loro giovinezza, le due ragazze trascorrono le belle sere dell'estate siciliana a conversare con la signora Menon nel casino che dà sulla parte meridionale del castello, una parte abbandonata dalle cui finestre traspare a volte una luce misteriosa. Un giorno il vecchio Vincenzo cade ammalato. Sentendo che il corso naturale della sua vita è giunto al termine, chiede insistentemente di vedere il marchese, poiché deve confessare ciò che da tempo lo tormenta e gli lacera l'anima. Al cospetto della signora Menon, il vecchio però spira senza poter rivelare la fonte dei suoi rimorsi e delle sue pene. Il ritorno in Sicilia del marchese, accompagnato dalla nuova moglie, dal figlio Ferdinando e da tutto il suo turbolento corteo, provvederà a riportare a galla le verità sepolte e i segreti inconfessabili custoditi tra le mura dell'antico maniero. Con quest'opera, che ebbe un'eco enorme nell'Inghilterra di fine Settecento, Ann Radcliffe sancì il successo del "gothic novel" fatto di trame complesse, dense di suspense, e impregnato di quel "culto del sud" che aveva caratterizzato il Grand Tour dei giovani dell'aristocrazia inglese sin dal XVII secolo. La riscoperta di un grande classico del romanzo gotico. "Nella tradizione del romanzo gotico, delle storie di fantasmi, del soprannaturale tenebroso, l'Italia è sempre stata uno scenario d'elezione".Italo Calvino"La Sicilia sprigionava, agli occhi della Radcliffe, il suo fascino sinistro, spettrale: per via anche di un passato denso di delitti e misteri".la Repubblica
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Neri Pozza, 20/12/2016
Abstract: Avigdor Arikha è stato uno dei più grandi pittori della seconda metà del XX secolo. Non tutti sanno che, parallelamente alla sua produzione pittorica, ci ha lasciato un'opera di teorico e storico dell'arte non meno sorprendente per acutezza e originalità, che viene qui raccolta nella sua integralità. Congiungendo lo sguardo del pittore con quello del critico, Arikha riesce a situare l'atto del dipingere in una prospettiva completamente nuova, che lo mostra non semplicemente "da vicino", come qualsiasi storico dell'arte può fare, ma piuttosto "da dentro", nella genesi stessa delle opere. Che si tratti dell'astrattismo cromatico di Velasquez o del nitrito del cavallo graffito nella grotta magdaleniana di Gabillou, dello scacco di Giacometti o del ramo d'oro di Poussin, dell'assolo di Bonnard o del "miracolo logico" di Matisse nell'incontro tra il Jazz e l'Apocalisse di Beatus, della pittura pompeiana di David o del Raffaello di Ingres, noi siamo catturati ogni volta dalla novità del suo sguardo e lo seguiamo mentre penetra là dove quello del critico e dello storico si arrestano: l'individuazione del problema che ciascun pittore ha avvertito e ha cercato di risolvere, talora a dispetto del suo tempo.
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Manuale dell'illustratore. Come pubblicare album per bambini
Editrice Bibliografica, 14/12/2016
Abstract: Che cosa significa fare l'illustratore oggi? Perché scegliere questa professione? Quali competenze servono? Che caratteristiche deve avere un album illustrato per conquistare un editore? Tutte le risposte a queste e a molte altre domande in un libro pratico e chiaro.In un periodo di profonda trasformazione dell'editoria come quello attuale, c'è ancora spazio per chi vuole mettersi alla prova e realizzare le proprie passioni. Ma come fare? Bisogna avere una guida autorevole come Anna Castagnoli che vi accompagni passo dopo passo, dalla realizzazione di un album illustrato alla scelta della scuola fino ai suggerimenti su come si partecipa a un concorso e si prepara un portfolio da presentare a un editore. Senza dimenticare naturalmente le fiere e i saloni del settore, gli aspetti legali, contrattuali ed economici, oltre ai segreti su come utilizzare al meglio la rete per auto-promuoversi e trasformare, così, una passione in un mestiere vero e proprio. Agli aspiranti illustratori questo libro insegna l'importanza di essere curiosi e aperti alle sollecitazioni più diverse, comprendendo quali siano le esigenze del mercato, senza lasciarsi distrarre, però, nella ricerca di una voce personale, capace di tradurre ai bambini, con originalità, la meraviglia del mondo che ci circonda.
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Le indagini del commissario Ponzetti 2
Fazi Editore, 23/12/2016
Abstract: Il volume raccoglie Portami a ballare, Il dono delle lacrime e La canzone del sangue.Portami a ballareÈ agosto e anche per Ponzetti è arrivato il momento delle vacanze. Le valigie sono pronte e la famiglia lo aspetta per andare in villeggiatura, ma ecco che l'omicidio di un giovane ghostwriter, collaboratore di vari politici nonché autore dell'autobiografia di un celebre ballerino di tango, trattiene il commissario tra le vie di Roma. In questa vicenda, in cui ruoli e identità si confondono, niente è come sembra: l'acume e il proverbiale buon senso di Ponzetti saranno messi a dura prova da quella che si profila come l'indagine più intricata del nostro commissario, affiancato come sempre dal fido Iannotta.Il dono delle lacrimeRoma, febbraio 2013. Tra le dimissioni di Benedetto XVI e l'elezione di papa Francesco, il commissario Ponzetti viene chiamato in Vaticano per indagare sulla morte di un sacerdote, il "prete di San Damaso". Nella sua chiesa, da qualche tempo, si è diffusa la credenza di una Madonna piangente che ha suscitato entusiasmo tra i fedeli e messo in allarme la Curia. Si apre così un'indagine vincolata alla più stretta segretezza, nel tentativo di scoprire la verità ed evitare il diffondersi della notizia di un suicidio. Il commissario, con l'aiuto di Iannotta, avrà un bel daffare per scoprire il mistero, la cui soluzione potrebbe celarsi tra le mura vaticane.La canzone del sangueLa sesta indagine di Ponzetti ruota attorno ai diritti di una celebre canzone: Vitti na crozza. All'origine dell'enigma, che coinvolge la famiglia Arnone di Favara, vicino ad Agrigento, c'è la paternità del brano, messa in discussione da un giovane avvocato. La sola a conoscere la verità e la vera identità dell'autore sarebbe la bella Amalia, moglie dell'ultimo discendente del casato, ora intenzionato a divorziare. Della vicenda viene a conoscenza il nostro commissario in vacanza al Sud, che sarà coinvolto suo malgrado in un groviglio sentimentale e in un'indagine in cui musica, vecchi rancori e un omicidio mai punito emergeranno a distanza di molti anni dai fatti narrati.
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La Spina. Dall'agro vaticano a via della Conciliazione
Gangemi Editore, 12/23/2016
Abstract: Catalogo della Mostra aperta a Roma ai Musei CapitoliniNell'anno in cui gli occhi di tutti sono puntati su San Pietro e i piedi di tanti pellegrini attraversano via della Conciliazione, nel volume si raccontano, come un viaggio a ritroso nel tempo, i luoghi demoliti per l'apertura di via della Conciliazione seguendone le profonde trasformazioni dall'antichità fino al Giubileo del 1950, quando ne venne completato l'arredo urbano.È la Spina il filo conduttore di questo racconto, nel doppio significato di toponimo – derivante dalla forma allungata dell'isolato, oggi scomparso, compreso tra lo spiazzo di fronte a Castel Sant'Angelo e quello antistante alla basilica – e di 'corpo estraneo' che, con le demolizioni, di fatto è stato estratto dal tessuto connettivo della città.
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Marsilio, 27/10/2016
Abstract: Le stagioni che danno il titolo a quest'opera di Paolo Barbaro non sono solo quelle del tempo, ma anche - e soprattutto - quelle dell'anima, del corpo, della vita. Nella prima parte del dittico, Dario, assicuratore quarantenne con moglie e fi gli, insegue il desiderio e l'ardore perduti lasciandosi rapire da Bruna, che due pomeriggi a settimana, dopo il lavoro, lo aspetta nella casa di Sant'Elena, a Venezia. Nel susseguirsi della dolce monotonia amorosa, basterà però un piccolo cambiamento a spezzare l'incantesimo dell'idillio. Nella seconda parte, il protagonista ormai anziano, che la malattia costringe a un'immobilità sempre più definitiva, osserva il mondo dal suo ultimo riparo nella città lagunare: la casa. È una cronaca della fi ne, un consapevole e sereno accomiatarsi dalla realtà che lo circonda, mentre la sua realtà si riduce sempre più a una stanza, alla voce della moglie, al saluto di un amico, ai vividi ricordi che tornano a fargli visita da un passato lontano. Nel dipanarsi di queste ondate di racconti e memorie, Venezia si manifesta ancora una volta come vera, vitale protagonista. Con ponti, canali, campielli, giardini segreti e terrazze sul mare, ordisce trame e incrocia destini, favorendo incontri, spaesamenti, addii. L'acqua alta si fa allegoria della fi ne che incombe, anche se pagina dopo pagina è un'altra metafora - di speranza - a imporsi. Nel suo invecchiare, l'uomo somiglia infatti a quella Sant'Elena tra le cui calli Dario rincorre una passione che credeva perduta: vede cambiare la sua forma esteriore, proprio come è accaduto all'isola nel corso del tempo, ma dentro di sé rimarrà per sempre un essere inquieto, affascinato dalla bellezza e in cerca d'amore. Le due stagioni è un'elegia alla meravigliosa e immutabile brevità del tempo umano, celebrata nello scenario di una città immortale.
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Marsilio, 08/09/2016
Abstract: La prima indagine di Enrico RadeschiMilano, 2002. Molti misteri s'intrecciano sotto la Madonnina. Tutto comincia quando un noto avvocato viene assassinato in pieno giorno nella centralissima piazza dei Mercanti: prima di morire, però, l'uomo traccia uno strano simbolo col proprio sangue... Da qui parte una complicata indagine che porterà Enrico Radeschi, giovane aspirante giornalista nonchè hacker alle prime armi, a indagare, insieme allo scorbutico vicequestore Loris Sebastiani, su una misteriosa confraternita che trae ispirazione da san Carlo Borromeo e persegue un disegno spietato per ristabilire l'ordine morale in una società giudicata corrotta. A quello dell'avvocato seguiranno altri omicidi o presunti tali, come l'inquietante schianto di un aereo contro il grattacielo Pirelli. Nel frattempo, una conturbante femme fatale, soprannominata "la Mantide" dagli inquirenti, seduce e uccide giovani ragazzi nei giorni di festa, facendone poi sparire i corpi. Chi è la donna misteriosa? E chi la protegge? Qual è il disegno ultimo di questa confraternita millenaria? Cosa si nasconde nei sotterranei del Duomo di Milano e nella cripta di un'altra famosa chiesa milanese? Un thriller mozzafiato e incalzante, scritto con una prosa efficace e immediata.
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Archetipi, Aure, Verità segrete, Dioniso errante
Marsilio, 26/05/2016
Abstract: Oggi le parole "archetipo" e "aura" suonano disgiunte dal quotidiano, remote e forse sospette quanto il nome di Dioniso, il dio errante che propina entusiasmi. Nei quattro testi riuniti in questo libro, Zolla mostra che archetipi e aure sono lieviti che agiscono nella storia, nella politica, nella poesia, nell'immaginazione individuale e collettiva, un capitale creativo misconosciuto da riportare alla luce. E disvela i piccoli e grandi misteri che la mente contemplativa riconosce come "verità" fino a quando la mente calcolante non li falsifica. Chiude il libro un magnifico testo sulla figura di Dioniso, dio dell'ebbrezza, spirito di-vino e divino, nei massimi autori delle letterature moderne.
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Marsilio, 15/09/2016
Abstract: Siamo negli anni Novanta, tra i monti al confine con la Svizzera. Franco Morelli detto il Moro ha ereditato dal padre la Trattoria dell'Angelo, e la fa fruttare come si deve: ma i soldi, quelli veri, li guadagna trafficando con prostitute e spalloni - e forse grazie ad altri affari ancora più oscuri e pericolosi. È un uomo chiuso, determinato: del tutto amorale. Ha un figlio - in realtà un trovatello, ma nessuno lo sa - che lo adora come un dio; e una moglie timida e servile - la cuoca - che gli serve solo per giustificare al mondo l'esistenza del piccolo Angelo. Ma Angelo, crescendo, scopre che cos'è in realtà suo padre; e anziché ripudiarlo decide di voler essere come lui, più di lui. Si lega d'amicizia con Salvo, rampollo spendaccione ma non sciocco di una famiglia del Sud in soggiorno obbligato. Ben presto però anche questa amicizia diventa competizione, e Angelo commette l'errore fatale: vuole essere come il suo amico Salvo, di più del suo amico Salvo.La punizione dello "spregio" sarà terribile; e terribili le conseguenze.In questa narrazione breve, spedita e secca come il racconto del peccato originale, Alessandro Zaccuri torna al tema del suo primo, potentissimo romanzo: il legame, la competizione, la lotta tra figli e padri.
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Ricettario amoroso di una pasticciera in fuga
Sonzogno, 13/10/2016
Abstract: A Boston, Livvy è una rinomata pasticciera (e pasticciona) che lavora per il club più esclusivo della città. Ma i successi professionali non sempre si accompagnano con una vita privata all'altezza, tanto più che la donna ha una storia sentimentale col proprietario (sposato) del locale. Durante la festa di celebrazione dei 150 anni del club, infatti, le cose precipitano e Livvy decide di abbandonare tutto e scappare in un paesino del Vermont. Per una cittadina come lei, la vita di provincia non è proprio un toccasana. Eppure, tra amicizie sorprendenti, gare per la miglior torta di Natale e serate col banjo, e grazie a un insolito visitatore, Livvy scoprirà che le soluzioni arrivano quando meno te le aspetti.