Trovati 34 documenti.
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3. ed.
Garzanti, 2020
Abstract: In questa coppia di Vite Plutarco mette a confronto due maestri dell'oratoria, due campioni della libertà contro la tirannia e l'oppressione. Il romano Cicerone (106-43 a.C), forse il più grande politico che Roma abbia conosciuto, incarnazione stessa degli ideali repubblicani. È il modello comune a tutta l'oratoria politica, Demostene (384-322 a.C), sferzante voce delle città-stato greche contro le armate di Filippo di Macedonia. Ma ancor prima della statura storica dei due personaggi, l'arte di Plutarco permette al lettore moderno di cogliere le pieghe più nascoste e sconosciute di due uomini, riportandoli a una vera dimensione esemplare.
11. ed.
Garzanti, 2018
Abstract: Agave porta, infissa in cima a un tirso, la testa del figlio Penteo che le sue compagne hanno fatto a pezzi: la vuole consegnare a Bacco in segno di vittoria. «A lui porta un trionfo fatto di pianto», fa dire Euripide al servo che racconta ciò che ha visto accadere sul Citerone. Invasata, Agave non sa che ciò che brandisce come un trofeo è il capo sconciato del figlio, e il momento nel quale lo capisce costituirà una delle più tremende scene di riconoscimento della tragedia antica. Le "Baccanti" erano iniziate con Dioniso che annunciava di volersi rivelare come dio in Tebe, di desiderare il riconoscimento e la venerazione. Li ottiene a prezzo di un sacrificio immane, che immola la ragione sull'altare della follia, e precipita l'intera stirpe di Cadmo nella disgrazia. In questa tragedia, l'ultima prodotta dal grande teatro del V secolo a.C., e l'ultima, probabilmente, composta dall'autore prima della morte (fu messa in scena ad Atene dal figlio), Euripide «ripropone in modo emozionante e terribile quello che era stato uno tra i temi fondamentali del suo teatro, cioè il conflitto tra ragione e irrazionale». Al suo centro si trova infatti la follia scatenata delle menadi, che infuria sulla montagna, con le donne che, cinte di pelli maculate, inghirlandato il capo di edera, brandendo il tirso nelle mani, si abbandonano a danze furibonde al suono di flauti e tamburelli. «Cos'è mai la saggezza?» si domandano le baccanti del Coro: «quale il dono più bello degli dèi ai mortali?» La loro risposta è spesso sibillina, paradossale: «Non è sapienza il sapere». Le "Baccanti" discutono il tema della sophia in modo insistente, con tutta l'urgenza che il fenomeno culturale e religioso del dionisiaco - superbamente illustrato dal curatore - richiede. «Molti sono gli aspetti delle cose divine, molte cose gli dèi realizzano contro ogni speranza» conclude il Coro, qui come in altre tragedie di Euripide, «ciò che si attende non si compie, dell'inatteso il dio trova la strada.».
[Milano] : Garzanti, 1997
Abstract: Ambientato a Lesbo, il romanzo narra la storia di due fanciulli abbandonati. Trovati e adottati a pochi anni di distanza da due famiglie di contadini, Dafni e Cloe s'incontrano portando a pascolare le greggi e col tempo, quasi senza accorgersene, s'innamorano; prima di coronare il loro amore con il matrimonio devono superare una serie di ostacoli. Lo schema narrativo è analogo a quello di altri romanzi greci pervenutici, ma peculiare è il rovesciamento operato da Longo: le avventure e le peripezie diventano una sorta di sfondo sul quale risaltano le vicende sentimentali dei due giovani, il turbamento suscitato dal gelido inverno, che li tiene separati, e ancor più l'ignoranza delle cose d'amore.
Opere e giorni / Esiodo ; introduzione, saggio, traduzione e commento di Graziano Arrighetti
2. ed
[Milano] : Garzanti, 1995
Nuova ed
Milano : Garzanti, 1988
Abstract: Un cadavere putrescente su cui uccelli e cani banchettano. Una lotta mortale intorno al destino di questo corpo. Uno scontro sulla legge e sulla giustizia, sull'ordine e sull'obbedienza. Antigone contro Creonte. Il teatro di Sofocle ha consegnato alla tradizione occidentale un nodo tragico infinitamente riattraversato e interrogato, dall'antichità ai traumi del secolo breve. Ma che cosa ricorre effettivamente sulla scena? Quali problemi e insieme quali fraintendimenti risuonano a partire dall'antico duello verbale?
2. ed.
BUR, 2014
Abstract: Rappresentata nel 422 a.C, nel pieno della guerra del Peloponneso e in uno dei periodi più duri per la città di Atene, le Vespe prendono di mira il sistema giudiziario ateniese. Protagonista della commedia è il vecchio Filocleone, che dedica ogni sua energia per fare il giudice popolare, contrastato dal figlio Bdelicleone, che tenta di ricondurre il padre alla ragione, più volte stigmatizzando l'esercizio del potere giudiziario come fonte di corruzione. Così nel succedersi di scene comiche e d'incalzanti scambi di battute, il giovane Bdelicleone mette a nudo la debolezza del padre, che nel corso della commedia si rivela vittima inconsapevole del potere e involontario strumento di corruzione. Nell'introduzione Guido Paduano spiega le problematiche storiche della commedia, ben evidenziate dalla traduzione e dal commento di Elena Fabbro.
5. ed.
Garzanti, 2018
Abstract: In questo tardo dialogo (168 d.C.) Luciano, canzonatorio e talvolta crudele cronista del mondo illogico che lo circonda, appunta la sua poco benevola attenzione sull'occulto e sull'arcano. A casa del saggio Eucrate vecchio e malato, tre filosofi, uno platonico, uno stoico e uno pitagorico, intervengono in una animata conversazione su maghi, sortilegi, demoni, statue viventi, discese nell'aldilà e spiriti maligni. Su queste menzogne, che spesso tuttavia trovano ampio credito, si appunta la critica ironica dell'autore, nemico dell'impostura e delle superstizioni, per convincerci a vedere le cose senza veli e a far piazza pulita di tutte le cristallerie.
Alcesti ; Ciclope / Euripide ; introduzione e traduzione di Umberto Albini ; note di Fulvio Barberis
9. ed.
Garzanti, 2018
Caratteri / Teofrasto ; introduzione, traduzione e note di Luigi Torraca
Milano : Garzanti, 1994
Abstract: Nato nel IV secolo a.C. a Ereso, sull'isola di Lesbo, Tirtamo fu il principale allievo e collaboratore di Aristotele che cambiò il suo nome in Teofrasto per l'ispirazione divina del suo eloquio. La sua opera più famosa sono I Caratteri, scritta dopo il 319 a.C. che offre un quadro assai vivo della vita quotidiana ad Atene nel IV secolo. Trenta caratteri che rappresentano tutti i vizii, deficienze, miserie, che non eccedono una certa misura, e la cui sanzione sta tutta nel riso.
Nuova ed
Milano : Garzanti, 1995
Abstract: Il volume raccoglie sei racconti fantastici di Luciano: La nave ovvero i desideri, Icaromenippo ovvero un viaggio tra le nuvole, Il pescatore ovvero i redivivi, I patiti della menzogna ovvero lo scettico, Timone ovvero il misantropo e la famosissima Storia vera). Il volume è corredato dall'introduzione di Fulvio Barberis, in cui vengono presentati la vita, le opere, l'ambiente culturale in cui Luciano di Samosata visse e la fortuna critica.
[Milano] : Garzanti, 1995
Abstract: Testo originale a fronte. Introduzione di Umberto Albini. Oreste, complice la sorella Elettra, ha ucciso la madre Clitennestra per vendicare l'assassinio di Agamennone e, colpito dalle Erinni, giace delirante. La città di Argo deve decidere la pena per i matricidi. L'amico Pilade è deciso a condividere la loro sorte. Prima di morire i tre decidono di vendicarsi di Elena e di Menelao. Gli dei salvano Elena e Oreste sarà salvato dall'Areopago. Ifigenia è destinata dal padre al sacrificio e viene chiamata all'accampamento col pretesto di farla sposare ad Achille. La fanciulla, saputa la verità, accetta di sacrificarsi per salvare l'esercito, ma viene salvata dalla dea, sostituita da una cerva e assunta al proprio servizio.
Sentenze / Porfirio ; introduzione, traduzione e commento di Massimo Della Rosa
Milano : Garzanti, 1992
Abstract: In genere quest'opera è ritenuta posteriore alla convivenza con Plotino ma le congetture sulla datazione possono essere molteplici. Ad ogni modo è un buon esempio di come Porfirio rielaborò in forma divulgativa la filosofia di Plotino, la cui conoscenza fu un evento traumatico per l'intellettuale di Tiro.
2. ed. [con bibliogr. aggiornata al 1988]
Milano : Garzanti, 1989
4. ed., [con bibliogr. aggiornata al 1986]
Milano : Garzanti, 1989
Abstract: Intorno alla figura di Aiace si concentrano numerose problematiche tipiche della poetica sofoclea: il contrasto tra passato e presente, tra individualità e potere, tra leggi divine e leggi umane, tra diritti dei singoli e diritti collettivi. Nodo centrale, come nell'Antigone, il tema della sepoltura di Aiace, doppiamente colpevole, come suicida e come ribelle. Testo complesso, difficile, poco frequentato e poco rappresentato per l'oggettiva difficoltà della trama, l'Aiace costituisce invece una delle tragedie più forti di Sofocle, di grande drammaticità e impatto. Testo a fronte.
17. ed., [con bibliografia aggiornata al 1991]
Garzanti, 2012
Abstract: Nelle tragedie di Sofocle si contemperano la lucida consapevolezza dell'infelicità umana e il senso della dignità della sofferenza, la chiarezza dell'analisi razionale e la percezione delle oscure forze che le sfuggono. La sua rappresentazione di Edipo ha conosciuto nei secoli una fortuna che va al di là dei motivi puramente letterari ed è diventata una delle chiavi della scoperta delle forze inconsce della psiche.
8. ed.
Garzanti, 2019
Abstract: Questa tragedia fu composta da Euripide probabilmente tra il 427 e il 425 a. C. Nel testo si intrecciano temi di fondo spesso affrontati da Euripide: le conseguenze della guerra, che si manifestano anche in un'alterazione di equilibri famigliari prima stabili; e la condizione della donna, soprattutto in relazione al problema della discendenza. La figura di Andromaca, legata nel mito al ruolo di moglie di Ettore, si rinnova in questa tragedia a contatto con una situazione meno nota, ma mantiene anche, di fronte alla catastrofe che si è abbattuta su di lei, i tratti (coraggio, costanza, amore materno) che sono caratterizzanti del suo personaggio. Testo greco a fronte.
Inni ; Chioma di Berenice / Callimaco ; a cura di Valeria Gigante Lanzara
Milano : Garzanti, 1984
3. ed
Milano : Garzanti, 1993
Abstract: Geniale creatore di superbe figure femminili, problematiche e inquietanti, Euripide associa, in queste tragedie quasi romanzesche, l'osservazione psicologica, sempre profonda e arguta, al gioco agile e leggero della fantasia, lasciando qua e là affiorare aspetti da commedia. Elena e Ione appartengono ai cosidetti drammi del caso, in cui i destini umani sono affidati non a un provvidenziale intervento divino, ma a un ceco moto d'eventi che ostacolando, mutando e deviando i progetti e le azioni degli uomini fa scaturire dai loro cuori e dalle loro menti una complessa, contraddittoria e molteplice umanità.
Milano : Garzanti, 1990
Abstract: Pubblicato dal suo allievo Arriano nel II secolo, esempio fra i più riusciti di letteratura filosofica che si prefigge di ridurre la distanza tra riflessione morale e condotta conseguente, il Manuale è una raccolta di massime e di insegnamenti esposti in modo organico e conciso, pensati per orientare l'azione nella situazione concreta. Esercitò grande influenza sul pensiero filosofico successivo e, più tardi, sul cristianesimo.