Trovati 1561 documenti.
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Chi ha ucciso Sarah? / Andrej Longo
Sellerio, 2021
Abstract: Un pomeriggio di agosto, verso la metà degli anni Novanta. Nel silenzio immobile della controra, una voce chiede aiuto. Una volta, due volte, dieci volte il grido risuona nell'androne ombroso di una elegante palazzina di Posillipo. Poi il silenzio, di nuovo, avvolge la strada. Nessuna porta si è aperta, nessuno degli inquilini ha risposto all'appello della ragazza. In quell'androne la troverà, morta, un giovane poliziotto, uno che viene da un quartiere che sembra appartenere a un altro mondo, nella periferia orientale della città. È la prima volta che vede un cadavere - e quella ragazza potrebbe avere la sua età. Nel vuoto sospeso di una Napoli dove chi può permetterselo è partito per le vacanze, e chi non può aspetta Ferragosto per andare a passare una giornata a Ischia o a Procida, il giovane poliziotto si intestardisce a chiedersi chi era quella sua coetanea che sembrava così normale, chi ha potuto ammazzarla, e perché. Interrogherà i vicini, rintraccerà gli uomini che l'hanno amata. Scoprire la verità (tanto imprevedibile quanto inquietante) lo indurrà a guardare con meno candore, e a giudicare con meno benevolenza, quella parte della città i cui abitanti, pur non essendo né camorristi né spacciatori né tossici - ma liberi professionisti, intellettuali, gente perbene, insomma -, hanno anch'essi i loro ignobili segreti, le loro viltà nascoste.
Una spia tra le righe / Salvatore Silvano Nigro ; introduzione di Matteo Palumbo
Sellerio, 2021
Abstract: Trenta racconti critici tutti legati dalla passione per la lettura del testo con una speciale lente, quella che scova fra le righe della pagina connessioni sorprendenti, scoperte impensabili, storie nascoste. Una passeggiata letteraria dal Quattrocento a oggi attraverso sentieri letterari inediti o poco battuti che conquisterà il lettore. Una spia tra le righe è titolo che rimanda a una vera spia internazionale, ad Antonio Pérez segretario del re di Spagna Filippo II: al suo romanzo barocco, alla sua storia più volte raccontata tra intrighi evidenti e occultamenti sottaciuti. Ma è anche una traccia retorica nell’intera narrazione del libro. I racconti critici qui compresi sono infatti tra loro legati da un’idea conseguente che ha nei saggi e nei trattatelli narrativi di Giorgio Manganelli la sua suggestione massima: là dove le pagine letterarie vengono sottratte alla loro piattitudine tipografica e consegnate a una stratigrafia a più dimensioni nella quale leggere ciò che sta «oltre», «accanto», «attorno», «dietro», per potervi precipitare dentro. Ed è una narrazione lunga, questa del libro, che prende le mosse dal quattrocentesco prospettivismo geometrico e dalla precisione matematica applicati alla «follia», per attraversare le gore secentesche, e risalire lungo l’Ottocento e il Novecento per strade inedite o poco battute. Fra una notevole varietà di protagonisti come Soldati, Sciascia, Bonaviri, Consolo, Camilleri, abitano il libro un grande architetto e mago degli abissi psichici, che vuole «lo ’ncerto altrui mostrar visibile», i segretari barocchi che si convincono della necessità del tradimento, l’iniziatore del romanzo italiano che si ingegna con la narrativa seisettecentesca e collabora con l’illustratore del suo capolavoro, un padre della patria che, «minchionando, minchionato», si fa falsario, una ostinata zitella siciliana che, tra Verga e Capuana, in scena un femminismo convinto e provocatorio, un prete canadese che fa scoprire alla Yourcenar l’opera di Tomasi di Lampedusa per poi infrattarsi in un romanzo di Maria Bellonci accanto a Isabella d’Este e a Matteo Bandello novelliere del Rinascimento, un poeta in piazza che si rinnova inseguendo il giudizio competente di Pasolini, un ritrattista che disegna come altri scrivono e narrano. I racconti critici sono brevi e densi. E sono concepiti come capitoli di un libro unico; come soste di una passeggiata letteraria di ampio perimetro, programmata ma non priva di incontri inaspettati come quello riguardante Cervantes morente che predispone la restituzione all’Italia del Settecento e dell’Ottocento di un episodio della grande novellistica italiana del Cinquecento.
La breve passeggiata / Alberto Vigevani
Sellerio, 2021
Abstract: Come in un racconto di spiriti dell'Ottocento, un oggetto all'apparenza inanimato sembra essere colui che veramente muove i fili del racconto. E' un baule armadio, dono di nozze, soprannominato il generale. Dopo molti anni viene riaperto e ne riemergono, insieme agli abiti, i ricordi e i sentimenti del passato. Rivelerà anche una storia segreta e tragica. Jole e Giorgetto, gli zii che hanno regalato il baule, sono stati uccisi ad Auschwitz. Il narratore ci fa rivivere gli ultimi attimi di libertà di Giorgetto e il suo travaglio prima di rinunciare per sempre a se stesso per amore di Jole. Due diverse storie d'amore: la felicità di una giovane coppia e la disperazione di Jole e Giorgetto spariti nell'orrore di campi nazisti.
Lume lume / Nino Vetri ; con una nota di Andrea Camilleri
Nuova ed.
Sellerio, 2021
Abstract: Difficile imbattersi in una narrazione che da questa materia possa trarre motivo di sorriso. Perciò la prima cosa che felicemente balza agli occhi leggendo 'Lume Lume' di Nino Vetri è il tono leggero e a volte svagato col quale l'autore riesce a rappresentare la complessa esistenza quotidiana di un quartiere dove convivono etnie, religioni, costumanze, credenze tra loro diversissime. Il protagonista è un giovane palermitano il quale vorrebbe conoscere le parole di un'antica canzone rumena, intitolata 'Lume Lume', che significa gente, mondo. Impresa che si rivela subito quasi impossibile perché lo svagato protagonista queste parole o le chiede a rumeni troppo giovani per ricordarsene e che comunque preferiscono Ramazzotti, o a non rumeni che a lui sembrano tali. Comunque si tratta di un esile pretesto che si rivela nella sostanza saldissimo e il più adatto al sistema narrativo di Vetri, che è quello di sistemare una dopo l'altra tante piccole tessere, in ognuna delle quali è contenuta una microstoria compiuta, sino a formare un vasto, movimentatissimo, coloratissimo affresco dentro il quale si muove (i personaggi sono sempre in movimento) un'affascinante, mutante come in un caleidoscopio, grande quantità di figure. (N. Vetri)
Storie di Natale / Giosuè Calaciura ... [et al.]
Sellerio, 2021
Abstract: Una grande conchiglia sonante è il simbolo del Natale di Tridicino, pescatore di Vigàta, nella storia di Andrea Camilleri, decisamente miticomediterranea, in contrasto con lo spirito fiabesco e invernale. Anche i racconti che seguono parlano di Natali straordinari, e fuori dai migliori (o dai peggiori e più comuni) sentimenti, immaginati da alcuni tra i più originali scrittori del momento. Quello di Giosuè Calaciura è forse un racconto morale sulla diversità e la sua conciliante poesia. Antonio Manzini, intreccia una Vigilia beffarda ai danni di un poveraccio vittima dell’ingiustizia, di classe, dell’amore. L’eroe natalizio di Fabio Stassi è un detenuto in trasferimento verso un’isola. In un laboratorio misterioso nel mare greco si svolge l’avventura onirico virtuale inventata da Francesco Cataluccio. Il pranzo di Natale nell’autogrill isolato nella neve è comico assurdo e cinicamente ironico, specchio autentico dell’umanità come è per Francesco Recami. Alicia Giménez-Bartlett rappresenta un Natale borderline, claustrofobico, come può essere quello con la sola compagnia casuale di una fanatica religiosa. Così Storie di Natale forma un campionario molto vario delle versioni possibili del classico racconto: un Natale che persiste perché non può che resistere nel desiderio di ognuno, ma si sfilaccia, si deforma, si modella sulle vite d’oggi.
La fine è nota / Geoffrey Holiday Hall ; con una nota di Leonardo Sciascia
Sellerio, 2021
Abstract: Più di trent'anni fa - racconta Leonardo Sciascia nella presentazione a questo volume - precisamente nell'autunno del 1952, alla stazione ferroviaria di Caltanissetta acquistai l'ultimo dei gialli settimanali Mondadori: La morte alla finestra di G. Holiday Hall. E non che nei gialli Mondadori ne fossero mancati fino a quel momento di buoni, ma fin dalle prime pagine La morte alla finestra mi parve di qualità diversa, di livello più alto. Ero allora fortemente affezionato agli scrittori americani, da Steinbeck a Caldwell a Faulkner a Cain: e mi parve che in quella pleiade si accendesse il lumicino del giovane Holiday Hall, intruppato tra i giallisti ma di miglior vocazione e di diverso avvenire. Più precisamente avevo l'impressione che quel giovane scrittore (giovane e nuovo lo diceva la presentazione editoriale) avesse fatto i suoi latinucci sugli altri maggiori, e su Faulkner specialmente.
Amarsi con Shakespeare / Maurice Charney ; [traduzione] a cura di Alfonso Geraci
Sellerio, 2022
Abstract: «Mai vicenda di vero amore poté trascorrere liscia» dice un personaggio del Sogno di una notte d’estate. Questo è il principale comune denominatore riguardo alla concezione erotica all’interno delle opere di William Shakespeare, insieme al fatto che in esse l’amore «si esprime nel desiderio fisico, e anche quando si fa estasi (come in Romeo e Giulietta), non si stacca mai dalla propria base sessuale». Per il resto, cimentandosi con differenti generi drammatici il Bardo imbocca di volta in volta direzioni disparate: nelle commedie «sono le donne a condurre il gioco dell’amore: estremamente argute e spiritose, si divertono oltretutto a recitare ‘la parte in commedia’, in particolar modo quando si travestono da ragazzo». L’idea stessa di ‘tragedia d’amore shakespeariana’ risulta invece problematica, se è vero che «la morte degli innamorati è in effetti un compimento e una consumazione della loro passione»: il che è evidentissimo nell’ebbrezza anche sensuale con cui si conclude Antonio e Cleopatra. E che dire di un problem play come Troilo e Cressida? Né tragedia né commedia, forse proprio per questo le sue tribolate storie d’amore (quella fra Achille e Patroclo al pari della vicenda dei due protagonisti) avvincono e sgomentano oggi più che mai. La pubblicazione di questo libro del grande shakespearologo americano Maurice Charney avvenne una ventina d’anni fa con un certo anticipo sui tempi, se l’autore poteva scrivere: «In Shakespeare c’è molta più fluidità tra discorso omoerotico e discorso eterosessuale di quanto non si voglia ammettere in questa fine del ventesimo secolo. Il Nostro si muove liberamente tra amore omo ed etero, senza alcuna esitazione o timore di contraddizione». Temi oggi centrali nella conversazione pubblica: e il capitolo «Discorsi omoerotici» servirà senz’altro a rinfocolare il dibattito, come quello sulle «Definizioni di genere», in cui Charney dialoga con le – spesso divergenti – letture femministe di Shakespeare. Della cui opera non dimentica l’aspetto ridanciano, come nel capitolo intitolato «Amore, lussuria e doppi sensi». Alzi la mano dunque chi non si sente mai chiamato in causa dall’«infinita varietà» – i cui fili Charney annoda balzando a sorpresa da un dramma e da un poema all’altro, grazie ad un orecchio sbalorditivo per gli echi intertestuali – dell’eros shakespeariano, a sua volta giocoforza interrogato con gli occhi del presente: chiara è ad esempio la misoginia del personaggio di Amleto, che, sottaciuta o ridimensionata in nome di una mitica, assoluta contemporaneità di Shakespeare, ci vieterebbe l’effettiva contezza del suo capolavoro.
I colpevoli sono matti : quattro indagini a Màkari / Gaetano Savatteri
Sellerio, 2022
Abstract: Gli improbabili investigatori isolani immaginati da Gaetano Savatteri sempre dentro situazioni strane e incontri un po’ paradossali eppure non insoliti in Sicilia, scivolano nella trama gialla quasi involontariamente, ma sempre spinti dalla curiosità di entrare nei segreti più profondi della loro terra. Al di là dell’indagine il vero scopo del raccontare è quello di disegnare una giostra di caratteri umani nella loro irripetibile originalità. E a sostegno di questo osservare, indagare e rappresentare la vita, Savatteri gioca la carta dell’ironia, campione senza pari di un sarcasmo che usa come antidoto contro i luoghi comuni sulla Sicilia e la retorica dell’isola. Saverio Lamanna, giornalista disoccupato e freddurista incallito, e Peppe Piccionello, siciliano di scoglio, quello di Màkari, infradito, mutande e maglietta con gli slogan made in Sicily. Accanto ai due, chiude un triangolo di segugi ficcanaso, Suleima, la cameriera di Marilù proveniente da Bassano del Grappa, fiamma di Saverio e ora tornata al Nord a lavorare come architetto. Investigazione dopo investigazione, Saverio, Peppe e Suleima con passo farsesco risalgono il filo di quattro casi precedentemente usciti nelle antologie a tema e che qui, riuniti sotto la stessa copertina, si leggono quasi come un unico romanzo in cui si ride senza sosta, ci si commuove talvolta, e sempre sotto il velo comico va in scena mascherata la miseria umana.
Piccole donne rosse / Marta Sanz ; traduzione di Maria Nicola
Sellerio, 2022
Abstract: Paula Quiñones arriva nel paese di Azafrán per lavorare come volontaria presso un’associazione che si occupa di trovare i corpi e ricostruire le storie dei tanti scomparsi negli anni del franchismo. Le testimonianze raccolte indicano che ci fu un delatore che si avvantaggiò della situazione. L’atmosfera diventa sempre più cupa, il villaggio si trasforma in uno spazio minaccioso e le scoperte di Paula iniziano a metterla in pericolo. Noir, romanzo politico, cronaca di intrighi familiari, narrazione femminista e antinazionalista che restituisce ai lettori un’immagine completa e circolare della tragica storia di Azafrán, che è storia dell’Europa intera.
L'arte di bruciare / Sarah Hall ; traduzione di Federica Aceto
Sellerio, 2022
Abstract: Nella camera da letto sopra il suo grande studio nella campagna scozzese, la scultrice Edith Harkness è pronta per la fine. I sintomi del virus sono noti: la sua vita è giunta al termine, le restano solo pochi giorni. In quello studio ha vissuto a lungo, e tra le sue pareti sembrano persistere ancora i ricordi e i desideri del passato. All’epoca del primo lockdown è proprio qui che Edith ha portato il suo amante conosciuto da poco, con cui è entrata in un mondo febbrile e sconcertante. Qui ripercorre l’intera sua vita, il rapporto unico con la madre, in cui è lei, la figlia, a dettare il passo dell’affetto e della crescita, l’assenza del padre, la scoperta del talento di artista. Le sue opere sono vaste e spesso violente, oggetti scagliati nel mondo per rileggerlo e trasformarlo. Come il virus, con la sua crudele bellezza di una stella perfettamente composta. È quella stella letale a portarle Halit, un immigrato che lavora come cuoco, e a donarle una vita nuova e inattesa.
La strategia dell'opossum / Roberto Alajmo
Sellerio, 2022
Abstract: Quando Mariella, la sorella di Giovà, annunzia alla famiglia: «Mi sposo», restano tutti sbalorditi. Il suo matrimonio con Toni, dopo un fidanzamento durato decenni e distanziato fra Palermo e Torino, era visto come un'evenienza allo stesso tempo utopistica e incombente. La mamma Antonietta, la zia Mariola e la pettegola vicina Mariangela si mettono subito all'opera: la cerimonia deve essere all'altezza per evitare la più vergognosa delle sventure. Ossia che «le persone parlino». Ma il giorno delle nozze succede qualcosa che nessuno aveva previsto. E va tutto a monte. Dalla vergogna della famiglia Di Dio scaturisce un caso, e il comitato investigativo femminile vorrebbe risolverlo incaricando Giovà: l'unico maschio abile e arruolabile, purché si lasci guidare. Giovanni Di Dio, guardia giurata di Partanna, borgata confinante con la più celebre ed elegante Mondello, è uno di quei figli di mamma a cui nessuno affiderebbe un incarico di una qualche importanza. Né lui lo vorrebbe. E se un delitto lo obbliga a fare la parte dell'investigatore, è la verità che deve rotolargli tra i piedi, non lui a trovarla.
Grida / Lu Xun ; a cura di Nicoletta Pesaro
Sellerio, 2021
Abstract: Dal padre della letteratura cinese moderna il primo dei tre volumi dell'edizione completa dei suoi racconti, in una nuova traduzione originale. Con lo scrittore Lu Xun (1881-1936) inizia, nei primi del Novecento, la letteratura cinese moderna. Autore di opere narrative e in più scritte nella «lingua piana», più comunemente parlata («il fondatore della lingua cinese moderna», lo presentava Dario Fo), completava, grazie a queste sue decisive innovazioni, due rivoluzioni nella tradizione. Nel Celeste Impero solo le opere poetiche avevano le doti per essere considerate vera letteratura, mentre ne era esclusa la narrativa, e per di più dovevano essere composte in lingua letteraria, cioè aulica, artificiale, poco comprensibile a chi era fuori dalle élite. Questa spinta al cambiamento è spesso evidente nelle situazioni e nei personaggi dei suoi racconti, che per lo più parlano di storie piccole, quotidiane, che dipingono in modo vivacissimo la vera vita nei villaggi e nei quartieri delle persone vere, incastrate nelle ironie, o nei paradossi, o nelle tragedie della loro esistenza. In uno stile ondeggiante tra il satirico e il grottesco. Opere che fra l'altro in generale mostrano la forza universale del genere racconto, capace di trasmettere in un lampo di immediatezza la colorazione emotiva di una condizione, per quanto lontana. Di farla sentire. Lu Xun fu introdotto in Italia fin dalla metà del secolo scorso, con rare anteprime precedenti. Interessava la varietà del suo lavoro, dal saggio al racconto; e probabilmente attirava che l'autore rappresentasse contemporaneamente due aspetti, gli sforzi di un enorme paese per entrare nella modernità e il peso e le permanenze di una civiltà antichissima e ammirevole. Grida è il primo dei tre volumi dell'edizione completa dei suoi racconti, in una nuova traduzione originale. Scrive nella Postfazione Nicoletta Pesaro che ha curato il volume: «Ma l'intuizione e la genialità dello scrittore, sicuramente il più significativo e influente di tutto il secolo scorso in Cina, non si manifestano soltanto nell'aver promosso la narrativa nel sistema letterario cinese; la forza e la passione riformista e rivoluzionaria, una straordinaria e suggestiva potenza artistica, il dualismo fra tradizione e modernità così come lo scarto tra volontà illuministica dell'intellettuale e la pessimistica constatazione dell'inerzia del popolo contadino, uno stile, infine, irregolare e a tratti spigoloso che coglie spunti sia dall'esperienza del racconto russo e dell'est europeo sia dalla tradizione lirica cinese: tutti questi elementi rendono irripetibile e artisticamente eccezionale la sua narrativa».
La compagna Natalia / Antonia Spaliviero ; con una nota di Gabriele Vacis
Sellerio, 2022
Abstract: Fine degli anni Sessanta, periferia torinese, una ragazzina, terminate le scuole medie, viene iscritta dai genitori a una scuola sperimentale per segretarie d’azienda, ospitata in un più grande istituto per periti tecnici, esclusivamente maschile e maschilista. Ogni giorno quando arriva in classe trova seduta al suo banco, tranquilla e concentrata, una ragazza diversa dalle altre. È la compagna Natalia, perfetta, forse per questo lei e le compagne tendono «ad evitarla pur essendo, tutte, fortemente attratte dalla sua aura» – appena poteva leggeva un libro bianco con delle righe rosse e i titoli neri, quasi fosse un vessillo. Così, in quell’orizzonte di periferia, irrompe la compagna Natalia. Dapprima è un’amicizia tra due ragazze, e i modi spregiudicati dell’amica (arriva fino a baciare davanti a tutte il suo uomo-maturo e si fa esonerare dall’ora di religione) sono come un magnete e un contagio: un’amicizia che crescerà per i tre anni della scuola. Ma non solo, il vento del Sessantotto è arrivato anche in quell’istituto tecnico, lei diventerà una forza di emancipazione per tutte, destinata alla fine come tutte le avanguardie a un superbo isolamento. Ma la storia, che si esprime in questa amicizia totalizzante, è solo in parte quella della formazione di una giovane che impara «come gira il mondo». Protagonista, inevitabilmente per via degli anni irripetibili di vorticosi cambiamenti in cui è ambientata, si trova ad essere una generazione; la parte femminile di questa generazione. Insomma si condividono i tanti episodi singolari che scandiscono le giornate di un gruppo di ragazze alle prese con le svolte cruciali della propria vita, e insieme si percepisce l’intero muoversi di quel tempo di rivolgimenti radicali, anche perché chi racconta in prima persona ha un temperamento e una autenticità capaci di trascinare fin dentro il suo sguardo i sentimenti, le emozioni e la sua naturale ironia. Un epilogo venti anni dopo («i miei morti mi mancano ogni giorno alle diciassette») dice alla fine come tante vicende sono andate a finire, svela verità nascoste e mostra certe ironie della vita.
Sellerio, 2022
Abstract: Antonino Buttitta, prossimo alla fine, nel 2017 raccolse come ultima riflessione – ora postuma, curata dal figlio Emanuele – alcuni suoi scritti su temi e su problemi centrali della propria storia di studi, già pubblicati in volumi collettanei e su riviste, o semplicemente letti in occasione di convegni e incontri pubblici. In quei testi che costituiscono Vincere il drago, riconosceva il comune filo conduttore: il rapporto fra memoria ed eternità, che lo aveva lungamente interrogato. «Nella dialettica tra divenire ed essere, la memoria è l’orizzonte di senso che sconfigge la morte e salva le parole e gli atti di ognuno di noi dal consumo definitivo ed eterno, costituendo così una perenne sfida al tempo nel passaggio da una generazione all’altra» (A. Buttitta). La continuità della specie, la finita eternità dell’homo sapiens e di ogni uomo risiede nell’informazione strutturale del DNA tanto quanto dipende dalla memoria culturale.Vincere il drago è allora sconfiggere la morte attraverso la produzione e la trasmissione del sapere nei suoi diversi modi, aspetti e forme. L’autore lo fa «sino all’ultimo smarrimento della carne» (E. Buttitta), con questo volume frutto di un inesausto percorso di comprensione e rappresentazione dell’uomo e del suo mondo. In questo quadro dei propri studi, nato come lascito e, dunque, come bussola, «sfolgora l’idea che la conclusione è un principio per chi abita se stesso come essere sociale» (E. Buttitta): gli altri sono noi. E noi siamo gli altri: «Ogni volta che ripetiamo un verso di Dante o di Shakespeare, siamo, in qualche modo, quell’istante in cui Shakespeare o Dante crearono quel verso. In breve, l’immortalità è nella memoria degli altri e nell’opera che lasciamo» (J. L. Borges). È l’eternità laica della vita. Vincere il drago segue Antropologia e letteratura: è il secondo volume postumo di Antonino Buttitta, pubblicato nella collana da lui fondata e diretta per oltre quarant’anni – «Prisma», poi «Nuovo Prisma».
L'invincibile / Stanislaw Lem ; a cura di Francesco M. Cataluccio ; traduzione di Francesco Groggia
Sellerio, 2020
Abstract: Nella lontana costellazione della Lyra, ai margini della Galassia, si trova un piccolo pianeta disabitato, Regis III. Una zona tranquilla; fino a quando da quelle parti non avviene un fatto inaspettato: l'incrociatore interplanetario Condor scompare senza lasciare tracce. Alla sua ricerca viene mandata la nave gemella Invincibile, con il difficile compito di svelare il mistero e annientare, con le sue armi capaci di distruggere un intero mondo, ogni eventuale nemico. Ma Regis III è un pianeta desolato, morto ormai da milioni di anni: è davvero possibile che sia il rifugio di un temibile nemico?
Sellerio, 2022
Abstract: Crede che ormai tutto sia perduto - il diciottenne Henry Fleming - quando abbandona il plotone e inizia a vagare per i boschi. Vuole mettersi in salvo, fuggire da una battaglia - un episodio della Guerra di Secessione americana a cui ha partecipato pieno di romantico idealismo, ma che gli si è rivelata in tutta la sua brutale ferocia. L'incontro con alcuni feriti e la notizia dell'esito del combattimento lo costringono a riflettere sulla propria vigliaccheria e lo spronano a dimostrare anch'egli il proprio valore guadagnandosi una ferita, quel segno rosso del coraggio che contraddistingue i veri eròi. Pubblicato a puntate nel 1894 e in volume l'anno successivo, Il segno rosso del coraggio incontrò da subito un enorme e duraturo favore di critica e di pubblico. Hemingway lo inserì tra le migliori storie di guerra di tutti i tempi, e fin dal suo apparire è stato considerato uno dei più importanti romanzi della narrativa americana. La letteratura sulla Guerra Civile, di stampo eroico e celebrativo, assume una nuova profondità in questo romanzo, che con notevole finezza stilistica unisce uno straordinario scavo psicologico al realismo della descrizione delle battaglie, l'impressionismo nella resa dell'ambiente naturale all'afflato simbolico e universalizzante. Con uno scritto di Alessandro Barbero.
Lenin, un uomo / Maksim Gor'kij ; a cura di Marco Caratozzolo
Sellerio, 2018
Abstract: «Non ho mai incontrato un uomo che sapesse ridere in modo così contagioso come Vladimir Il'ič. Bisognava godere di un benessere grande e forte per ridere così». Questo era Lenin come persona, secondo Maksim Gor'kij, celebre scrittore, che era tutt'altro che un «leninista» («sono un marxista molto dubbioso, credo poco nella ragione delle masse in generale») ma lo conobbe bene dai primi del Novecento, nell'esilio (il famoso soggiorno di Capri) e poi con la rivoluzione (in cui Gor'kji non credeva tanto) e dopo. Questi ricordi, un ritratto della persona schizzato attraverso occasioni vissute, furono scritti d'impeto, nella intensa commozione della notizia nel 1924 della morte del capo rivoluzionario. Pubblicati nel 1927 (ed è questa la versione che offriamo al lettore) furono poi rimaneggiati nel corso del tempo in senso più monumentale e iconografico, in corrispondenza evidentemente dell'irrigidirsi del culto quasi religioso di Lenin voluto da Stalin. In questa originaria versione il disegno del personaggio si profila spontaneo e immediato. Quello che interessa l'autore è l'uomo, il carattere, quello che si provava a stare insieme a lui. Si scopre un punto di vista inaspettato su un personaggio morto in realtà prima che la storia potesse capirlo fino in fondo. E senza che ci sia troppo di politica, queste pagine dicono forse sul Lenin politico, sulla sua ispirazione politica, di più di un'analisi metodica. «Ricorderò sempre che mi disse: "Forse noi bolscevichi non verremo compresi nemmeno dalle masse, è assai probabile che ci facciano fuori proprio all'inizio della nostra azione. Ma non importa. Il mondo borghese ha raggiunto la condizione di un'agitazione autodistruttiva, minaccia di avvelenare tutto e tutti"».
Sellerio, 2021
Abstract: Vienna, immediato dopoguerra, allucinato paesaggio di rovine e intrighi internazionali. Rollo Martins, scrittore americano, attende invano a un appuntamento l'amico Harry Lime, che viene subito dopo dato per morto. La ricerca dell'uomo si trasforma nella ricerca della verità: Martins scopre che il funerale dell'amico è stato una messa in scena e che Lime è coinvolto nel contrabbando e nella borsa nera.
La prima indagine di Montalbano / Andrea Camilleri
Sellerio, 2021
Abstract: Il libro comprende tre romanzi brevi: tre indagini di Montalbano dislocate in fasi diverse della carriera del commissario. L'indagine centrale è quella più lontana nel tempo, addirittura la prima affrontata dal giovane Montalbano fresco di nomina a Vigàta. Sono storie inquinate da una brutalità tormentosamente folle, oppure barbara e arrogante, o puramente delinquenziale. Non manca una certa oscenità degli impulsi crudeli. Contro la riuscita dei propositi criminali si erge la mente analitica di Montalbano. La sua capacità di scomporre e sdipanare le trame più insidiose, magari con le argute stravaganze di calcolate illegalità e la sornioneria disinvolta delle «farfantarìe». Il primo romanzo è un giallo enigmistico, arduo da decrittare. La sfida potrebbe risolversi in una farsa o in una tragedia. Il ritmo è febbrile. Tiene tutti sospesi sino alla fine, sull'orlo di un possibile, immane orrore. E intanto si succedono, da un lunedì all'altro, gli «omicidi» incongrui di animali di progressiva grandezza: da un cefalo a un elefante. Ogni «omicidio» è accompagnato da un breve messaggio scritto, di irresponsabile metafisicità. Il secondo romanzo è un labirinto che sembra costruito dal caso. Vi si entra inavvertitamente. E non si sa poi come uscirne. Ha al centro una fanciulla enigmatica, una serva analfabeta, violentata quand'era minorenne e poi più volte abusata. Ed è abitato da bulli di mafia e onorevoli conniventi. Tra incongruenze che fanno attrito, dominano gli impulsi biechi, le molestie, le volgarità, la tensione. Si rabbrividisce talvolta. Il delitto è sognato, tentato. È un'atmosfera cupa e torbida. Nell'ultimo romanzo «è sparita una picciliddra di tri anni». La bambina è stata presto ritrovata, Montalbano sente odore di marcio. Non è convinto. Tutto sembra chiaro: un incidente da nulla, durante una scampagnata. Ma le apparenze non lo ingannano. Si addentra così in un triste giallo famigliare, con compromissioni mafiose. Il libro uscì in prima edizione da Mondadori nel 2004, mentre Camilleri cominciava a scrivere l'ultima indagine di Montalbano, Riccardino. Ci si convince che Camilleri abbia voluto completare la biografia del commissario aggiungendo le origini della sua carriera. E con geniale mossa narrativa abbia voluto far coincidere la figura di Montalbano con il panorama naturale delle sue vicende. Sta di fatto che il giovane commissario viene introdotto come «omo di mare» nel suo paesaggio vitale, con arenili, barbagli di acque, e aromi salsi; e che Montalbano, in Riccardino, si congeda portando con sé il «paisaggio» di Vigàta. Malinconicamente. Salvatore Silvano Nigro.
L'uomo col cappello di legno / Jane Gardam ; traduzione di Alberto Bracci Testasecca
Sellerio, 2021
Abstract: Dopo Figlio dell'Impero Britannico, incentrato sulla vecchiaia di Old Filth, L'uomo col cappello di legno punta l'obiettivo sulle sue vicende coniugali, dall'incontro con Betty in una Hong Kong ancora coloniale, satura di odori, di rumori e di colori, al matrimonio, al viaggio di nozze in India e alla scelta finale di ritirarsi nelle campagne del Dorset per la vecchiaia dopo il traumatico passaggio di consegne della città alla Cina popolare. Ma non tutto è lineare come sembra. Dietro la facciata della rispettabile coppia britannica che ha sempre condotto una vita morigerata e tranquilla vivono, sopite ma non troppo, travolgenti passioni che si intrecciano tra Hong Kong e la Londra degli anni Sessanta con insospettabili ed eccentrici personaggi: il nano che tiene sempre un mazzo di carte nascosto nell'enorme cappello, la bellissima nonché omosessuale decifratrice di messaggi criptati, l'avvocato bellissimo e sbruffone che si fa largo più con il suo charme che per le sue doti professionali. Indimenticabile la descrizione degli ultimi residenti inglesi a Malta che affogano nel sole e nel vino, come in un moderno paese dei lotofagi, il disagio per l'imminente fine del dominio coloniale sull'isola. Jane Gardam riesce a trasmettere in profondità l'idea britannica di britannicità, spesso sorprendentemente diversa dai luoghi comuni da cui è inficiata la nostra visione del popolo anglosassone.