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La fragile bellezza del giorno
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Montefoschi, Giorgio

La fragile bellezza del giorno

Bompiani, 12/02/2014

Abstract: Ernesto è un sessantenne. Da poco ha perso la moglie, il grande amore della sua vita.Gli sono rimasti due figli, entrambi sposati, e due nipoti. Ernesto è un romanziere di successo. Ma ciò che gli è capitato è definitivo, inammissibile, gli ha tolto il gusto della scrittura, la voglia di raccontare gli altri, le altre vite.Segue le vicende dei figli e dei nipoti, così complicate e vorticose come tutte le esistenze di oggi, ma qualcosa di insanabile se ne sta annidato dentro di lui. Una brace. Fino a quando Ernesto conosce un'amica di sua nuora. Una donna giovane e sensuale che inaspettatamente riaccende in lui un senso delle cose che fino a quel momento si era assopito.Càpita, è in fondo solo uno dei mutamenti dello stare al mondo. Ma qui c'è qualcosa di più.C'è uno scrittore che si è impedito di scrivere, un uomo che si è impedito di amare. E l'amore torna a bussare alla porta, buttando all'aria ogni impedimento. Come gestire allora l'opposizione fra il ricordo e l'onda della vita che conosce soltanto il presente? È questa la storia che ci racconta Giorgio Montefoschi nel suo nuovo romanzo, forse il suo più intimo e universale, tutto proteso a cogliere le intermittenze del cuore, quelle che ci costringono a sfidare, ogni volta di più, il tempo."Quando, sulla spiaggia di Sabaudia, col tuo costume rosso gocciolante, uscisti dall'acqua, io ti amai immediatamente, perché nello stesso istante in cui ti vidi e ascoltai la tua voce riconobbi il nostro amore."

Wondy. Ovvero come si diventa supereroi per guarire dal cancro
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Del Rosso, Francesca

Wondy. Ovvero come si diventa supereroi per guarire dal cancro

Rizzoli, 12/02/2014

Abstract: Una Wonder Woman in borghese: non indossa le culotte con le stelle o il top rosso, eppure la protagonista di questo libro a volte si sente proprio così. Come la supereroina, lotta contro le avversità della vita armata di autoironia e tenta in ogni modo di andare avanti – crescere i suoi bambini di due e quattro anni, non allontanarsi dall'amato marito Ken e vedere le amiche di sempre – mentre affronta il tumore al seno. Ma i "sassolini", come li chiama per Attilino e la Iena, le portano anche una nuova terza misura di reggipetto.E Wondy è bravissima a vedere il bicchiere mezzo pieno, così, senza poter dimenticare i continui controlli, la chemio e i mesi passati sul divano, non perde l'occasione per sdrammatizzare e vedere il lato positivo. Con la valigia pronta per un nuovo viaggio e il pc sempre acceso, impara che il tempo è prezioso (e poco), che i veri amici si riconoscono subito – ti invitano a sessioni di shopping o preparano cene prelibate con consegna a domicilio – che l'affetto incrollabile dei figli è il nostro carburante migliore; insomma che vale la pena combattere al massimo per tenersi stretto ciò che si ama. E allora, senza capelli le feste in maschera e parrucca vengono meglio, se hai già la nausea puoi concederti infinite corse sulle montagne russe con tua sorella e, se non hai appetito ma il sushi lo mangi, ne approfitti per uscire più spesso a cena…Francesca Del Rosso racconta una storia, la sua, che commuove e appassiona, ricordandoci come ogni donna abbia dentro un potere nascosto, grazie al quale sa capovolgere i momenti bui e riportare intorno a sé una dose inattesa di forza e vitalità.

Negli occhi dell'assassino
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Bauer, Belinda - Zucchella, Fabio

Negli occhi dell'assassino

Marsilio, 12/02/2014

Abstract: Dopo il successo di Blacklands continua l'avvincente saga dell'Exmoor. Belinda Bauer ritorna all'oscura brughiera inglese con un nuovo, fulminante thriller psicologico. Due delitti inspiegabili colpiscono le persone più inermi della piccola comunità di Shipcott, abbarbicata sulle colline che sovrastano l'Exmoor. È un gennaio particolarmente rigido, e il villaggio è isolato dal resto del mondo. Lì, dove tutti si conoscono e nessun forestiero può passare inosservato, qualcuno ha deciso di eliminare chi non è in grado di difendersi. Jonas Holly, il poliziotto del paese alle prese con il suo primo caso di omicidio, non sa che pesci pigliare. Come può un estraneo girare per le sue strade inosservato e colpire senza lasciare tracce? Ma l'assassino non si ferma. E mentre Jonas dà la caccia a un'ombra inafferrabile, chi veglierà su sua moglie Lucy, vittima ideale costretta su una sedia a rotelle? In un piccolo villaggio isolato, sepolto dalla neve, le frontiere sfumano rapidamente.

Ammazziamo il gattopardo
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Friedman, Alan

Ammazziamo il gattopardo

Rizzoli, 12/02/2014

Abstract: Perché l'Italia è precipitata nella crisi peggiore degli ultimi trent'anni? La colpa è della Germania, dell'austerity imposta dall'Europa, della moneta unica? O della mediocrità della classe dirigente? Esiste una via d'uscita, una ricetta per rifare il Paese? Per rispondere a queste domande, Alan Friedman, forse il giornalista straniero che conosce meglio la realtà italiana, parte da quegli anni Ottanta in cui l'Italia era la "quinta potenza economica del mondo" e pareva avviata verso una vera modernizzazione per arrivare fino alle drammatiche vicende degli ultimi anni. Attraverso conversazioni con i protagonisti dell'economia e della politica, da cinque ex presidenti del Consiglio (Giuliano Amato, Romano Prodi, Silvio Berlusconi, Massimo D'Alema, Mario Monti) a Matteo Renzi, l'uomo nuovo che potrebbe segnare una discontinuità e portare a un cambiamento radicale, Friedman fa luce su retroscena che nessuno ha finora raccontato. Nello stile inconfondibile e avvincente del giornalista di razza, il racconto delle vicende politiche degli ultimi anni assume una nuova luce, rivelando ciò che spesso è stato omesso o taciuto. E si combina con un ambizioso e sorprendente programma in dieci punti per rimettere il Paese sul binario della crescita e dell'occupazione.Il tempo delle mezze misure è finito, e Friedman, in questo libro coraggioso, offre una ricetta di riforme di vasta portata per:- abbattere il debito pubblico- creare nuovi posti di lavoro- tutelare le fasce più deboli- tagliare le pensioni d'oro (e i troppi regali dello Stato)- promuovere l'occupazione femminile- ridisegnare la pubblica amministrazione (premiare il merito, punire l'incompetenza)- tagliare gli sprechi della sanità e delle Regioni- istituire una patrimoniale leggera ma equa- liberalizzare i servizi nell'interesse del consumatore- varare una nuova politica industriale di investimenti mirati.Si tratta di una sorta di Piano Marshall per puntare all'obiettivo fondamentale: una crescita duratura, l'unica soluzione che possa evitare rischi alla coesione sociale e fronteggiare la piaga della disoccupazione giovanile. Per evitare la rovina o il declino inarrestabile, l'Italia ha davanti a sé una sola strada: sconfiggere quella conservazione che da decenni – o forse da un secolo e mezzo – è disposta a cambiare tutto perché nulla cambi. Qui, per cambiare sul serio, dobbiamo cambiare testa, dobbiamo ammazzare il Gattopardo.

Viviane Élisabeth Fauville
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Deck, Julia

Viviane Élisabeth Fauville

Adelphi, 12/02/2014

Abstract: In una stanza disperatamente vuota una donna culla su una sedia a dondolo una bambina di pochi mesi. Ha l'impressione di avere commesso qualcosa di terribile, ma non ne è certa, tutti i suoi ricordi sono sfocati. Contempla la piccola quasi si aspettasse da lei una risposta, una rivelazione. Poi, un bagliore: ha quarantadue anni e ha abbandonato il bel marito che la tradiva, la sua casa, una vita invidiabile per rintanarsi lì, in un appartamento spoglio, in un quartiere popolato di bazar orientali dov'è una straniera. Il giorno prima ha ucciso a coltellate il suo analista, incapace di alleviare le crisi di terrore di cui soffre, in segreto, da tre anni. Di quel che è stata – ambiziosa direttrice della comunicazione con ufficio sugli Champs-Élysées, moglie e figlia devota – non le resta che un nome, Viviane Élisabeth Fauville, regale e fragile relitto di un'esistenza inappuntabile, della scrupolosa obbedienza alle leggi dell'abitudine e della necessità. Certa solo del delitto che ha commesso, e del colpo di grazia che non potrà tardare, per tutti minacciosa e impenetrabile, ancorata alla realtà solo dall'ingombrante presenza della figlia, Viviane esce dai binari che guidavano il suo destino, si addentra in una Parigi oscura e parallela, affonda, e ci trascina, in un gorgo di insostenibile angoscia, di acuto disagio – sino all'esplosivo epilogo. Sorretto da una scrittura secca e minuziosa, capace di farci vivere dall'interno il frantumarsi di una personalità, "Viviane Élisabeth Fauville" è un noir che non dà tregua e insieme il ritratto, sconcertante, di una donna che si libera della sua fallace identità come si appende un abito a una gruccia, che accoglie la follia e la deriva come unica via di salvezza.

Le nuvole di Picasso
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Basaglia, Alberta - Raccanelli, Giulietta

Le nuvole di Picasso

Feltrinelli Editore, 13/02/2014

Abstract: Saranno in tanti, tra un gioco e un pensiero, ad alzare le mani e a chiedermi, curiosi: "Ma tu non avevi paura dei matti?". "E tuo papà cosa diceva?" E io inizierò a raccontare.

Antichi Maestri
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Bernhard, Thomas

Antichi Maestri

Adelphi, 12/02/2014

Abstract: Ogni due giorni, un vecchio signore si siede nella Sala Bordone della Pinacoteca di Vienna e guarda un celebre quadro di Tintoretto. Quell'uomo ha molto del genio, in un Paese che non tollera i geni ("Il genio e l'Austria non sono compatibili" leggeremo qui). Che cosa cerca? Qualcosa che non indovineremmo mai e che solo in un romanzo di Bernhard può diventare tema centrale: cerca i difetti dei capolavori ("Il tutto e il perfetto non li sopportiamo"). Quel vecchio signore, che conosce l'arte come nessuno – e ne trasmette i segreti a un guardiano del museo, devoto fino all'identificazione –, sa anche vedere la minaccia che si nasconde nell'arte, nella pretesa oppressiva del capolavoro. Nulla è più rischioso che osservare "a fondo" un capolavoro. Tanto maggiore la gravità dello sguardo, tanto più squassante il riso convulso che ci coglierà mentre continuiamo a ripeterci certe celebrate parole, come se dietro il significato più alto si spalancasse ancora un vortice di insensatezza. Questa la donnée di "Antichi Maestri", uno dei romanzi ultimi di Thomas Bernhard (è apparso nel 1985), e anche uno dei libri dove egli si è spinto più in là, in una vera terra di nessuno fra l'arte e la vita, una terra abitata dalla lucidità, dalla disperazione, dal lutto per un amore perduto. Come in una confessione testamentaria, Bernhard parla non solo di ciò che la pittura – e la musica, la letteratura, la filosofia – sono, ma di ciò che non possono essere, non potranno mai essere: di quel punto in cui l'arte viene meno. Temi azzardati, ai quali il genio di Bernhard sa dare una prodigiosa immediatezza. Non solo: variando su di essi, egli riesce a inscenare, con verve sinistra e al tempo stesso liberatoria, quella che egli definisce, nel sottotitolo, una "commedia".

Come il vento tra i mandorli
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Cohen Corasanti, Michelle

Come il vento tra i mandorli

Feltrinelli Editore, 12/02/2014

Abstract: Palestina, metà degli anni cinquanta. Mentre il conflitto arabo-israeliano infiamma, Ichmad – dodici anni, un talento non comune per la matematica e un'ammirazione sconfinata per Albert Einstein – scopre per la prima volta cosa siano la violenza e la paura. La sua famiglia viene costretta dall'esercito israeliano a trasferirsi in un misero fazzoletto di terra rallegrato soltanto da una pianta di mandorlo, unica fonte di sostentamento e ristoro. Ma i problemi non sono finiti: quando il padre di Ichmad viene imprigionato con l'accusa di aver nascosto delle armi, spetta al primogenito prendersi cura della madre e dei fratelli. Ichmad deve trovare un lavoro, e in fretta. Suo unico conforto, il mandorlo in fondo al giardino.Anno dopo anno, ingiustizia dopo ingiustizia, i suoi fratelli soccombono all'odio verso Israele, invece Ichmad lotta per dare un senso a ciò che lo circonda e, grazie alla sua intelligenza matematica, vince una borsa di studio per l'università. Intanto il mandorlo resta lì, in fondo al giardino d'infanzia. Mentre la Storia fa il suo corso. Mentre Ichmad, ormai adulto, riesce a emigrare negli Stati Uniti nonostante l'opposizione della famiglia. Mentre capisce cosa siano l'amore e il lutto, la rabbia e il perdono. E, riappropriandosi delle proprie radici, finalmente ricomincia a sognare.

Nudo d'autore. Le relazioni Blackstone
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Miller, Raine

Nudo d'autore. Le relazioni Blackstone

Corbaccio, 13/02/2014

Abstract: IL PRIMO CAPITOLO DELLA SERIE HOT: "LE RELAZIONI BLACKSTONE" C'è uno scandalo nella vita di Brynne Bennet. Americana, laureata all'università di Londra e modella fotografica part-time, Brynne si è rimessa sulla retta via e lavora duramente per diventare restauratrice. Ma quando l'uomo d'affari londinese Ethan Blackstone compra un suo nudo, decide che non gli basta una fotografia: vuole anche il soggetto. Vuole Brynne nel suo letto, a sua completa disposizione. All'inizio Brynne è attratta dalla natura dominatrice di Ethan, ma non capisce se l'intensità del suo desiderio risveglieranno o sopiranno i demoni che lei si porta dentro... "Nudo d'autore" è la storia indimenticabile di una donna forte che incontra un uomo così potente da toglierle ogni difesa e di metterla a nudo.

La moglie dell'albergatore
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Moore, Alison

La moglie dell'albergatore

Bollati Boringhieri, 13/02/2014

Abstract: Sul ponte del ferry che lo porta in Germania, Futh ripensa allo stesso viaggio affrontato tanti anni prima, appena dodicenne, in compagnia del padre, per stemperare il dolore dell'abbandono della madre. Ora, stringendo tra le mani il portaprofumo d'argento con l'essenza di violetta amatissima dalla donna, Futh ritorna su quei passi. Intanto il destino gli ha procurato un dolore simile: la moglie lo ha lasciato e Futh vuole tempo per sé, per pensare a quello che gli è successo. È così concentrato sui propri ricordi che non capisce il perché dell'ostilità dell'albergatore Bernard, né si accorge dello strano comportamento di Bernard e della moglie Ester, una coppia dal rapporto ambiguo, pieno di tensione. Bernard sospetta ripetuti tradimenti da parte dell'irrequieta moglie e la tiene continuamente d'occhio. L'incontro tra solitudini e una improvvisa quanto banale scelta di Futh precipiteranno in un finale del tutto imprevisto.

Un cuore in agguato
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Bergfeldt, Carina

Un cuore in agguato

Longanesi, 13/02/2014

Abstract: Quando il ghiaccio sul lago inizia a sciogliersi, all'ombra delle foreste della Svezia centrale, dalle acque gelide spunta un corpo senza vita: è quello di Elisabeth Hjort, giovane madre di due bambini scomparsa misteriosamente qualche mese prima. È soltanto in seguito al ritrovamento del suo cadavere che il caso, archiviato come sparizione volontaria, si rivela per quello che è.C'è una ragione per cui il cuore di Elisabeth ha smesso di battere: qualcuno l'ha uccisa.A cercare di dare una spiegazione alla sua morte, e un nome a chi l'ha assassinata, sono tre donne: Ing-Marie, Julia e Anna. Le prime due sono giornaliste di un piccolo quotidiano locale, una professionista esperta e riservata, l'altra giovane e intraprendente. La terza è una poliziotta, alle prese con un superiore che la disprezza e un amore tormentato.Ma se il cuore di Elisabeth ha smesso di battere, ce n'è un altro che continua a martellare, incessante, in costante agguato.Una delle tre donne, infatti, sta meticolosamente pianificando un omicidio: quello del padre, un uomo dispotico e spietato che ha sorpassato ormai ogni limite... E ucciderlo è diventato l'unico modo per fermarlo.Se la verità ultima sull'omicidio di Elisabeth sarà sconvolgente, quella sull'identità della donna che progetta l'uccisione di suo padre vi lascerà senza fiato.

L'età dell'estremismo
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Belpoliti, Marco

L'età dell'estremismo

Guanda, 13/02/2014

Abstract: "Viviamo sotto la minaccia continua di due prospettive egualmente spaventose, anche se apparentemente opposte: la banalità ininterrotta e un terrore inconcepibile." Susan Sontag lo scriveva nel 1965, ma quasi cinquant'anni dopo le cose non sono cambiate. Al contrario, ogni giorno ci dispensa dosi massicce tanto di banalità quanto di terrore: dal kitsch televisivo e politico alla fantascienza catastrofica che trionfa al cinema, dalle devastazioni di Černobyl' e Fukushima alle tragedie delle Torri gemelle e di Bali. Così un inquietante filo rosso lega Hitler e Disney, un film come Matrix e l'arte post human, le luci spente di Pyongyang e la teoria freudiana dell'oblio. E su tutto domina un'estetica che è anche una condanna: quella del frammento, delle macerie, eternamente declinate in muri distrutti, con corredo di catarsi mediatica, solo per essere ricostruiti altrove, precarie frontiere di nuovo e sempre trasgredite. La cifra di questa nostra "età dell'estremismo".Marco Belpoliti ne rilegge la storia in un percorso che inizia negli anni Ottanta e procede a balzi avanti e indietro nel tempo per condurci dall'Iran di Khomeini al bunker di Bin Laden, dal cinema di Hitchcock alla fotografia di Basilico, dal Memoriale di Berlino alla guerra dei droni, da Babele a Hiroshima. Intrecciando letteratura e arti visive, storia e performance, di opera in opera scrive il vero romanzo della contemporaneità: una mappa del nostro tempestoso presente.

Stare meglio quando vedi tutto nero
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Meunier, Alain - Guimpel, Boris

Stare meglio quando vedi tutto nero

Vallardi, 13/02/2014

Abstract: Dormire male, sentirsi stressati e incapaci di affrontare la vita, avere il morale sotto i piedi... sono spesso catalogati come sintomi di "depressione".Attenzione però: la depressione è una sindrome precisa, dovuta ad alterazioni biochimiche, che richiede quasi sempre un trattamento farmacologico.Le cause del vostro malessere possono invece essere di altra origine (stress, squilibri ormonali, adolescenza, menopausa, fattori genetici, lutto, abuso di alcol o farmaci...), meglio affrontabili con la psicoterapia o con tecniche innovative come la stimolazione magnetica.In questa opera Meunier e Guimpel offrono semplici ed efficaci strumenti di autoanalisi e informano su tutti i nuovi trattamenti che permettono di vivere meglio a chi soffre.

I sogni belli non si ricordano
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Verdelli, Carlo

I sogni belli non si ricordano

Garzanti, 13/02/2014

Abstract: La nascita, ancor più della morte, è l'unica cosa che abbiamo davvero tutti in comune, da sempre e per sempre. Non solo è l'attimo irripetibile in cui veniamo al mondo. È anche il primo giorno di una stagione della vita bellissima e altrettanto irripetibile: l'infanzia. Essere stati bambini, per quanto una volta diventati adulti si tenda a negarlo, a ridurlo ad aneddoto o semplicemente a dimenticarlo, è un'altra cosa che tutti ci accomuna.Proprio l'infanzia è il filo rosso che lega tra loro una serie di istantanee di un mondo perduto, evo-cato dai mille umori dell'essere bambini: dal capriccio all'entusiasmo, dai pianti alle risate, dagli imbarazzi ai primi amori. Un viaggio indietro nel tempo che ci restituisce in dono i nostri primi anni di vita. Che ci proietta in un mondo popolato da bambini che, lungo le strade di una città ancora a misura d'uomo, emulano i loro idoli sportivi, leggono fumetti, imparano a vivere e fingono di mori-re. Di bambini e bambine che dietro i banchi di scuola affrontano ingiustizie che forse lasceranno un segno nella loro vita adulta. Di bambini che vedono la loro vita decisa a tavolino da adulti i quali pensano di aver sempre ragione, anche a scapito del loro bene. E di adulti che bambini non riescono a smettere di essere, fino al punto di ritrovarsi soli, incapaci di immaginare un futuro per la propria vita.I sogni belli non si ricordano è un libro sui bambini. Sulle contraddizioni, a volte tragiche, più spes-so di sapore dolceamaro, di un mondo che cambia senza sosta, trascinando con sé chiunque ne fac-cia parte. Esordiente d'eccezione, Carlo Verdelli raccoglie in queste pagine il lento e inesorabile trasformarsi delle emozioni dei bambini, gli errori e le esperienze degli adulti che di quei bambini sono diventati genitori. Ma che di quei bambini conservano lo sguardo sognante. Perché i bei sogni non si ricordano. Ma i bei ricordi non si dimenticano.

Scrivo dunque sono
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Bucciarelli, Elisabetta

Scrivo dunque sono

Ponte alle Grazie, 13/02/2014

Abstract: "Siamo quello che scriviamo": per questo è necessario trovare le parole giuste per raccontarsi. Per lo stesso mo-tivo un corso di scrittura può fornire non solo gli attrezzi del mestiere di narratore, ma anche, e soprattutto, gli strumenti per raccontare e scoprire se stessi. Dietro le scelte tecniche e stilistiche, dall'uso dei tempi verbali alle figure retoriche o alla punteggiatura, c'è sempre una ricerca interiore, un tentativo di mettere ordine e fare chiarezza nel proprio tragitto personale. In fondo, "scrivere è dipingere il proprio autoritratto con le parole". Gli esercizi che l'autrice propone nei suoi corsi di scrittura e che sono riportati in queste pagine, oltre a nutrire le nostre eventuali ambizioni letterarie, possono aiutarci a ricostruire un'immagine coerente di noi stessi, che può sorprenderci o perfino spaventarci. Scrivere è anche un modo di appropriarsi del mondo che ci circonda, di trovare la giusta distanza e la prospettiva migliore sulle cose e sulla nostra posizione nel palcoscenico della vita: ambienti, personaggi, descrizioni si muovono tra le pagine dando forma a un microcosmo autonomo e vitale. La scrittura è inoltre un modo per curare e curarsi: nelle lettere, quando cerchia-mo di sanare un conflitto, e nei diari, una vera e propria forma di autoterapia, in cui possiamo esplorare noi stessi, rimarginare una ferita dell'anima, con-servare il nostro vissuto. Al confine tra creatività e indagine psicologica, ana-lisi linguistica e ricerca di un equilibrio interiore, Elisabetta Bucciarelli racconta una passione che non ha mai fine e che ogni volta si rinnova di fronte alla pagina bianca: "La scrittura è un costante stato d'innamoramento".

Il coaching per la tua startup. Tecniche e strategie per aprire un'attività oggi senza rischiare tutto
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Paoli, Lorenzo

Il coaching per la tua startup. Tecniche e strategie per aprire un'attività oggi senza rischiare tutto

Vallardi, 13/02/2014

Abstract: Oggi il lavoro dipendente è sempre meno sicuro e per molti l'alternativa è mettersi in proprio. Con le nuove norme, anche in Italia è diventato più facile ed economico avviare un'attività. Ma come fare e soprattutto come non sbagliare? Lorenzo Paoli propone il metodo StartUp Light® per ridurre i propri rischi al minimo e sfruttare al massimo le opportunità di cambiare vita anche per chi ha poche risorse economiche.Con le testimonianze di tanti creatori di startup di successo, da Sonia Peronaci (Giallo Zafferano) a Federico Grom e Guido Martinetti (Grom), da Francesco Baschieri (Spreaker) a Marco de Rossi (Oilproject), a Clio Zammatteo (ClioMakeUp).

La psicoanalisi
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Janet, Pierre

La psicoanalisi

Bollati Boringhieri, 13/02/2014

Abstract: Nel 1914 – esattamente un secolo fa – Pierre Janet pubblicò nel "Journal de Psychologie Normale et Pathologique" lo scritto che costituisce il testo di questo libro, qui per la prima volta tradotto in italiano. Si tratta dell'intervento tenuto al Congresso di Medicina di Londra del 1913, nel quale Janet aveva rivendicato la primogenitura di una parte delle idee che Freud andava ascrivendo esclusivamente a se stesso. Lo psicologo francese lancia con prosa graffiante anche un monito contro un certo modo di gestire la "nuova scienza della psico-analisi", considerata un dogma intoccabile, tanto da indurre i suoi adepti a sferrare anatemi contro gli "eretici". Dopo questo intervento, Janet diventerà a sua volta un "eretico" e resterà tale per molti anni, fino a quando, in condizioni scientifiche mutate, il suo pensiero verrà riscoperto da più parti e il valore dei suoi studi sul trauma sarà riconosciuto nella sua originalità ed efficacia interpretativa, anche alla luce delle moderne neuroscienze.

Il piccolo libro dei pensieri positivi. Suggestioni, riflessioni, ricette per affrontare la vita con leggerezza
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Brune, Élisa

Il piccolo libro dei pensieri positivi. Suggestioni, riflessioni, ricette per affrontare la vita con leggerezza

Corbaccio, 13/02/2014

Abstract: UN PICCOLO PREZIOSO LIBRO PER LIBERARCI DAGLI SCHEMI MENTALI CHE CI OPPRIMONO. Chi di noi è veramente soddisfatto della propria vita? Chi non ha qualcosa di cui lamentarsi? Bene, è giunto il momento di cambiare, di scuoterci dal nostro torpore, di porre fine a situazioni che abbiamo sempre ritenuto negative ma che non abbiamo mai avuto il coraggio di affrontare. La vita è nostra e dobbiamo difendere il diritto a viverla non nel miglior modo possibile, ma nel modo che più si addice a noi, senza cedere a luoghi comuni e a ricatti. Le storie raccontate in questo libro illustrano la necessità di approdare al pensiero positivo e all'arte della felicità. Insegnano a uscire dal circolo vizioso della frustrazione e delle lamentele, mostrano come allontanare il nostro sguardo dal quotidiano per raggiungere un nuovo punto di vista. Con uno stile leggero ma al tempo stesso incisivo, Élisa Brune riesce a infondere un soffio di libertà nelle nostre esistenze, così da aiutarci a uscire dai soliti binari e ad aprirci a nuove possibilità di felicità. Ci spinge a mettere in dubbio le nostre certezze, ad aprire la mente a nuovi orizzonti, a individuare nuove scelte finora impensabili e a diventare le persone che veramente vorremmo essere.

I miti greci
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Graves, Robert

I miti greci

Longanesi, 13/02/2014

Abstract: Prima della scienza, prima della religione, c'è il mito. Modo ingenuo – ci dicono –, modo fantasioso, spregiudicato e prescientifico, di spiegare l'origine delle cose e degli uomini, gli usi i costumi e le leggi. Filologia, etnografia, antropologia hanno lacerato il velo del mito, evidenziandone le radici ideologiche, il retroterra di superstizione e di magia. Ma i miti, così dissezionati, ci vengono restituiti alla stregua di freddi reperti anatomici, buoni tuttalpiù per qualche museo. Robert Graves è riuscito a rianimare questa materia ormai inerte, restituendocela con tutto il suo splendore, il suo sense of wonder e (anche) of humour. I miti greci, pur senza dover invidiare nulla ad altre raccolte analoghe condotte sulla scorta della filologia e dell'erudizione, ha un pregio fondamentale: i centosettantuno capitoli che lo compongono si snodano con la sveltezza e col brio di un racconto ben scritto, di una rievocazione partecipe e disincantata al tempo stesso, di un mondo incantato e incantevole. Nessuna retorica, nessun manierismo: le gesta degli dèi e degli eroi, che di per sé tendono all'epico, sono costantemente ricondotte alla nostra misura umana, immerse come sono nella quotidianità (sia pure dell'antica Grecia). Così Zeus, Era, Afrodite, Eracle compiono non solo prodigi e grandi imprese, ma sono afflitti da acciacchi, perseguitati dalla sfortuna, schiattano di rabbia, si concedono scappatelle e hanno le paturnie. E tutto senza "smitizzare" i miti, ma – al contrario – con la preoccupazione di salvaguardarne, assieme alla sostanza, anche il sapore, con uno stile e un piglio che debbono più alla grande lezione del Ramo d'oro di Frazer che al forse necessario ma anche triste lavoro di scavo di un Freud, di uno Jung, di un Kerényi...

La rivolta del correntista
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Bortoletto, Mario

La rivolta del correntista

Chiarelettere, 13/02/2014

Abstract: "Le forze in campo non potevano essere più impari, però ha vinto Bortoletto. I tanti correntisti nella sua condizione possono leggerlo. E scrivergli." Il Venerdì di Repubblica "Bortoletto è il Paulo Coelho dei correntisti, il Dan Brown dei mutuatari, l'Umberto Eco di coloro che si sentono strangolati dal sistema bancario." Corriere del Veneto "Un giorno ti svegli e non hai più niente. Tutto quello che avevi ottenuto con i sacrifici di una vita diventa proprietà della banca. Disperazione e notti insonni, non ti rimane altro, nemmeno l'età per ricominciare. Ti prendono tutto, anche quello che in realtà non gli è dovuto. Molte persone credono di essere debitrici nei confronti delle banche mentre in realtà sono creditrici, mi auguro che questo libro possa aiutarle ad avere giustizia." Mario Bortoletto