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Nutrimenti, 27/05/2017
Abstract: Venti storie del maestro francese del mistero e del fantastico. I racconti, inediti in Italia, dell'autore di Viaggiatore in terra, una delle voci più originali della letteratura contemporanea, amato da grandi scrittori come Borges, Cocteau, Gide, Hesse, Landolfi. Prose che attraversano tutto il periodo d'oro dello scrittore francese, composte tra il 1920 e il 1956 e raccolte in volume nel 1984. Molte di queste storie hanno in comune, come suggerisce il titolo della raccolta, quell'istante di vertigine capace di scuotere una vita e cambiare un destino: un improvviso turbine di follia, che può manifestarsi sotto forma di audacia o ritrosia, di fuga in avanti o di fuga tout court. Serpeggia per i racconti una sessualità disorientata e febbrile che, agita o repressa, fa quasi immancabilmente il male di chi ne è portatore (o, altrimenti, dell'essere indifeso che la subisce).
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La Corte Editore, 03/04/2017
Abstract: Falkenberg, in Svezia. La sovrintendente Bergström ritrova il corpo nudo e congelato di una donna sulla spiaggia di Olofsbo. Nel frattempo, a Londra, una nota profiler, la taciturna Emily Roy, indaga su una serie di omicidi di bambini i cui corpi sono stati selvaggiamente mutilati e che presentano le stesse ferite della vittima svedese: la gola squarciata, gli occhi rimossi e una misteriosa Y incisa sul braccio. Ma è strano per un serial killer cambiare sia preda che terreno di caccia. È quindi uno solo o ci sono più psicopatici al lavoro? Un thriller mozzafiato, una corsa contro il tempo che porterà queste due donne fino alle atrocità commesse a Buchenwald nel 1944.
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La bambina che amava Stephen King
La Corte Editore, 03/04/2017
Abstract: Emilie è una bambina autistica che vive in un mondo tutto suo e ama divorare i libri di Stephen King, il suo autore preferito. Emilie è quindi sempre stata diversa. Ma adesso quell'essere "diversa" è cambiato. Un incidente l'ha trasformata in qualcosa che non ci si riesce a spiegare, che non si riesce a tollerare e che sembra non farle più avere bisogno di Julie, sua sorella, l'unica che sa accedere al "suo" mondo e con la quale ha sempre avuto un rapporto speciale. Julie quindi farà di tutto, comprese alcune decisioni impossibili e atti senza senso, per capire cosa stia succedendo veramente e trovare una soluzione per riportare indietro la sua sorellina. Un horror psicologico che mescola il quotidiano della vita reale a un'alta suspense emotiva in una miscela esplosiva e dal frenetico ritmo che vi terranno svegli per tutta la notte.
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Morellini Editore, 30/03/2017
Abstract: Dopo le due fortunate edizioni precedenti, tornano i Delitti di lago: misteri avvincenti sullo sfondo di paesaggi magnifici e autori dediti a celebrare la bellezza e la magia del territorio. Venti racconti gialli ambientati sulle sponde dei laghi più belli del Nord Italia, dal Lago Maggiore al Lago di Garda, a quello di Como, di Varese, d'Orta, Ceresio e d'Iseo.Come uscirà dal doloroso triangolo amoroso di cui è vittima la serva di Villa del Balbianello? Quale sarà il dettaglio che permetterà al commissario di risolvere il caso della tragedia familiare compiutasi sul Lago di Varese? E la placida Valsolda ritroverà la pace dopo il terribile incidente che ha sconvolto i suoi abitanti? La vicina del commissario Montefoschi è davvero caduta dalle scale? E perché a Levo c'è una casa dalle luci perennemente accese? Chi è la donna trovata morta sul lungolago di Stresa? E il cadavere senza testa rinvenuto nel Lago d'Iseo? Che ne è stato di Elisa, di Giovanni Brignoli e della donna fantasma che nessuno riesce più a ritrovare? Come può la piccola Matilde aiutare il commissario Pacone nelle sue indagini?Queste e altre domande si perdono nelle misteriose acque lacustri, e lasciano al lettore il piacere di trovare una risposta.Gli autori dei racconti: Erica Arosio, Giuseppe Battarino, Emiliano Bezzon, Angela Borghi, Mercedes Bresso, Sonia Carli, Emilia Covini. Andrea Dallapina, M.A. Della Morte Conte, Simone Falcone, Massimiliano Govoni, Daniele Grillo, Alessandra Guzzonato, Aldo Lado, Sara Magnoli, Giorgio Maimone, Duilio Parietti, Alberto Pizzi, Alice Stocco Donadello, Laura Veroni.
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Il Saggiatore, 30/07/2015
Abstract: Si dice che le categorie del Novecento non siano in grado di capire il presente. Falso. Solo il Novecento ci fa capire il dopo; solo chi lo ha attraversato e sofferto, tutto intero, può interpretare il presente con strumenti affilati. Mario Tronti, che il xx secolo l'ha vissuto da protagonista intellettuale – da marxista eretico – e ne è uscito sconfitto, non ha rinunciato all'esigenza, e al dovere, di capire. Oggi la libertà di pensiero è garantita, ma non è concesso un pensiero di libertà: il capitale ha conquistato tutto il mondo, e così è arrivato a conquistare anche tutto l'uomo. Non solo trattato di filosofia politica, Dello spirito libero è anche e soprattutto un capolavoro di resistenza: un'opera composta di frammenti, perché "non si può ormai pensare e scrivere che per frammenti, essendo esploso il mondo di ieri in mille pezzi". Un libro matto e disperatissimo, profondamente autentico. Scegliendo il procedimento analogico e lo stile metaforico, senza mai cedere all'autobiografia o alla confessione, Tronti richiama e contempla tragicamente i grandi temi della storia e dell'uomo: il Moderno occupato dal capitalismo e la concezione borghese della vita, la Rivoluzione d'ottobre e l'errore del socialismo subìto, il crollo del comunismo e la fine della storia; la memoria, le classi, il feticcio della merce, la critica della democrazia, l'autonomia della politica. Nelle riflessioni su libertà, destino e profezia risuonano le parole di Marx, Tocqueville, Smith; Montaigne, Hegel, Nietzsche; Musil, Kafka, Benjamin. Ma anche san Paolo, i vangeli, la Bhagavadg?t? : essere dentro il proprio tempo senza appartenere al proprio tempo è possibile solo riscoprendo la dimensione spirituale del vivere, nella convinzione che contrapporre due orizzonti grandemente umani come cristianesimo e comunismo è stata una sciagura per la modernità. Dello spirito libero è un esercizio ascetico di pensiero complesso – come deve esserlo il pensiero che sfida se stesso – mai artificiosamente difficile, mai falso. Tronti è un autore che si mette in gioco fino in fondo. E al suo lettore non può chiedere di meno.
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Il Saggiatore, 14/09/2015
Abstract: Di Stefano e Pelé, i più grandi. Italia-Germania 4-3. L'abatino Rivera e Gigi Riva, Rombo di tuono. Nereo Rocco, pragmatico sincero. Il giovane Coppi e gli inverni dell'Alessandrino. Il fi ero Gimondi, cannibalizzato da Merckx. Don Lisander Manzoni, che in Don Abbondio dipinge se stesso. Quasimodo e Gadda. Fiumi, laghi, risaie e vigneti padani. Salami e capponi, carpe e storioni, barbera e barbacarlo. Il mondo di Gianni Brera, grande come il mondo intero. Il principe della zolla custodisce le cento storie di uno scrittore che passava per giornalista sportivo. "Un grande fiume senza mai problemi di siccità", secondo Gianni Mura, che qui ha raccolto i migliori articoli di Brera – battuti a caldo e dettati a braccio a indefessi dimafonisti – unendoli alle pagine più meditate dei suoi romanzi. Un'antologia che si trasforma in un unico grande racconto, curata con il rispetto di un allievo consapevole dell'inimitabilità del maestro; con l'affettuosa nostalgia di lunghe notti avvolte nel fumo di sigari e pipe, trascorse parlando di calciatori e poeti, vini e ciclisti, politici e discoboli. L'Arcimatto Brera, sempre generoso e tagliente, ha celebrato il lato epico del calcio e la fatica del calciatore, i campioni intramontabili e l'italianissimo catenaccio. Ha saputo restituire la meraviglia del gesto atletico, il gusto del virtuosismo tecnico, la sublimazione del sacrificio. Nel calore della passione ha forgiato un linguaggio nuovo, verso il quale il giornalismo sportivo italiano, e persino internazionale, sarà sempre debitore. Ha cantato la terra e la lingua di Lombardia, e insieme le terre e le lingue incontrate girovagando per mondi sportivi, reali, letterari. In queste pagine rivive la sua vita, bella e intensa come un Giro d'Italia.
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Il Saggiatore, 07/04/2017
Abstract: Santa Maria Maddalena de' Pazzi è preda di visioni in cui implora Gesù crocifisso stillante sangue dalle piaghe di irrorarla con il sacro liquido, in un bagno di "concupiscenzia siziente e saziante" che le avrebbe fatto raggiungere la beatitudine. In Spagna cuochi e pasticcieri non di rado utilizzano le carni degli squartati e i frammenti dei suppliziati per preparare sanguinolenti vol-au-vent. All'assassino del principe d'Orange, atrocemente torturato per quattro giorni prima di spirare dal dolore, il carnefice pratica una laparatomia sulla pubblica piazza, incanalando in catartico teatro di massa l'antico, inestirpabile istinto di Caino.È nel sangue, sul filo rosso fra puro e impuro, che si rappresenta l'inesausto dramma tra sacro e profano, tra storia del divino e storia di quell'umano che dell'umanità vuol disfarsi. Nel Sugo della vita Piero Camporesi prende in carico la narrazione di questa storia: con maestria racconta la potente carica metaforica del sangue che, rosso e dolciastro, cola sull'immaginario prescientifico a coagulare simboli ora terrifici ora salvifici, connessi alla dissoluzione e alla morte o alla rigenerazione e alla vita. Così il sangue di Cristo acquista la preziosità taumaturgica di un magico unguento che annichilisce i miasmi della malignità: il più squisito distillato, uscito non dalla bottega di un qualsiasi speziale ma dalla grotta meravigliosa del costato del Protomedico che ha sconfitto la morte. Viceversa, per strada le compagnie dei flagellanti si autopuniscono ferocemente salassandosi a staffilate: carnevali di afflizione, riti di violenza sacra, esorcismi collettivi per neutralizzare l'empietà che irrora il tessuto sociale.Poi l'antico enigma del sangue si è dissolto; la società postindustriale – asettica, anemica, emofobica – effonde solo il sangue altrui, nelle fiumane cruente della guerra. Il Saggiatore continua la ripubblicazione del corpus delle opere di Camporesi – avviato con Il pane selvaggio e proseguito con Le belle contrade – e rende al pubblico quest'altra magnifica tavola dell'opulento polittico in cui Camporesi ha ritratto l'umanità nella transizione dal premoderno al contemporaneo.
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Voland, 07/04/2017
Abstract: "…in quella guerra sanguinosa e piena di pericoli che è l'amore a volte è possibile anche assaporare un trionfo."Due esistenze sembrano condannate alla solitudine, fin quando per caso il destino non le farà incontrare: il famoso ornitologo Deodato ha un aspetto repellente ma è provvisto di un'intelligenza fuori dal comune. Altea, al contrario, stupisce chiunque per la sua incantevole bellezza, che però sembra unirsi a un ingegno limitato e a una totale mancanza di interessi… Amélie Nothomb gioca ancora una volta con la fiaba popolare, come già in Attentato e Barbablù, offrendo al lettore un romanzo sui misteri dell'amore e della natura umana.
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Il Saggiatore, 13/04/2017
Abstract: Una notte trepida e incantata, interminabile, una notte animata da fate e folletti, da innamorati resi ciechi dai volubili capricci della passione, da attori che sfuggono al loro copione. È il Sogno di una notte di mezza estate, che Filippo Tuena rievoca esplorandone le profondità più nascoste, impadronendosi del testo shakespeariano e lasciandosene possedere, per dare vita a un romanzo che è, insieme, un atto d'amore nei confronti della letteratura.E di una donna misteriosa, sfuggente come una princesse lointaine della tradizione cortese, a cui uno scrittore senza nome rivolge un lungo canto, convocando i personaggi di William Shakespeare – Ermia e Lisandro, Teseo e Ippolita, Titania e Oberon, Bottom con la sua testa d'asino e il beffardo Puck – perché intessano una volta di più le loro trame e, così facendo, lo aiutino a riconquistare l'amata. Paradigmi di una fenomenologia dell'amore sensuale, effimero, gioioso o incomunicabile, destinato alla sconfitta eppure irreprimibile, questi personaggi diventano – in Com'è trascorsa la notte – emblemi di una condizione universale, trasfigurata, nelle ultime pagine, in visioni del cosmo in cui corpi celesti e corpi umani sembrano soggetti alle stesse forze di attrazione e ripulsa.L'esito è una sinfonia di riprese, contrappunti e variazioni, il cui inestricabile fil rouge è il magico distillato di viola del pensiero che, versato sulle palpebre degli addormentati dal folletto Puck, fa cadere chiunque nell'incantesimo d'amore, o funge da narcotico per lenire l'amarezza che sorge insostenibile quando ci si rende conto che il domani sarà doloroso e l'amato perduto per sempre. Seguendo la scia di questo distillato portentoso, Filippo Tuena compone un romanzo immaginifico in cui saggio e narrazione si fondono in un'armonia gioiosa e perturbante, intima e fiabesca. E trascina il lettore, pagina dopo pagina, a un finale inatteso e spiazzante, in cui amore e morte giungono a coincidere in un ultimo atto, in un ultimo attimo di sogno.
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Codice Edizioni, 14/04/2017
Abstract: Delusa e disillusa dalle ideologie novecentesche, soverchiata da un progresso scientifico e tecnologico inarrestabile, l'umanità di oggi sembra essere rimasta priva di un "faro" che illumini il percorso verso il futuro. Questa sorta di eterno presente, stravolto dalle disuguaglianze, dalla violenza e dalla regressione ideologica, è la condizione che Augé definisce la "preistoria dell'umanità come società planetaria". Come uscirne ed entrare in una nuova era? Con un'utopia che possa segnare un deciso cambio di prospettiva. "La sola utopia valida per i secoli a venire e le cui fondamenta andrebbero urgentemente costruite o rinforzate è l'utopia dell'istruzione per tutti: l'unica via possibile per frenare una società mondiale ineguale e ignorante, condannata al consumo o all'esclusione e, alla fin fine, a rischio di suicidio planetario".
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Io sono vivo e tu non mi senti
Codice Edizioni, 20/04/2017
Abstract: Lipsia, 1945. Klaus Hirschkuh, ventitré anni, torna a casa dopo una lunghissima prigionia passata a Buchenwald. Nessuno lo accoglie con calore e affetto. Nessuno ha pietà della sua magrezza scheletrica, delle piaghe sul corpo e nell'anima. Nessuno, neppure i famigliari, pensa che abbia diritto a qualche consolazione. Perché il crimine che ha commesso non è stato dimenticato: è finito nell'inferno di un campo di concentramento perché omosessuale, perché ha amato, di nascosto e disperatamente, un altro ragazzo, Heinz Weiner. Il giorno in cui i due amanti vengono denunciati sanno che la loro vita è finita. Heinz, non reggendo alla vergogna e al terrore per ciò che lo aspetta, si lancia dalla finestra prima di essere arrestato. Klaus accetta il suo destino, ma la Storia non avrà pietà di lui: cinquant'anni dopo, nel 1989, gli viene negata la possibilità di partecipare a un evento che celebra i sopravvissuti a Buchenwald, perché lui, in fondo, "se l'è cercata".
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La struttura della teoria dell'evoluzione
Codice Edizioni, 19/04/2017
Abstract: Docente universitario, paleontologo, evoluzionista, divulgatore, tifoso di baseball, esegeta biblico, uomo di impegno politico e sociale, conferenziere, editorialista: tutto questo è stato Stephen Jay Gould. Dovunque sia passato, con le sue idee, con i suoi scritti, ha lasciato un segno duraturo. La struttura della teoria dell'evoluzione racchiude tutto il miglior Gould. È un libro divulgativo e specialistico al tempo stesso, nella tradizione dei grandi libri del passato, scritti per il pubblico "generico" ma anche per i colleghi scienziati (proprio come avvenne per Darwin e il suo fondamentale L'origine delle specie nel 1859). In questo libro Gould analizza la storia della teoria dell'evoluzione da un punto di vista scientifico, storico e filosofico, per proporre poi la sua personale visione, darwiniana e pluralista, di uno dei più affascinanti dibattiti intellettuali dell'ultimo secolo. In questo grande tentativo di revisione ed estensione della teoria dell'evoluzione, le idee più originali e discusse del grande paleontologo americano vengono riprese e commentate in forma approfondita: dagli equilibri punteggiati, alla selezione di specie, alla critica del programma adattazionista e del riduzionismo più facile. Senza mai, naturalmente, perdere di vista il contesto storico, sociale e politico in cui le idee si muovono e con la vivacità di espressione e la gustosa aneddotica di cui Gould è stato maestro incontrastato per anni.
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Le piante son brutte bestie. La scienza in giardino
Codice Edizioni, 20/04/2017
Abstract: Dopo aver ereditato un giardino di città, un botanico da laboratorio inizia a osservare aiuole, prati e vasi con lo sguardo della biologia, della chimica, dell'ecologia e della fisica, sporcandosi le mani e imparando sul campo che le piante non sono le creature semplici e angelicate che crediamo. Tra un colpo di zappa e un esperimento sfoltirà qualche leggenda, trapianterà il piccolo mondo del giardinaggio nel grande contenitore dei fenomeni planetari e fertilizzerà alcune stranezze vegetali. Le storie meno battute e le spiegazioni meno ovvie di un anno di giardinaggio spuntano a fianco delle begonie e mettono radici tra gli inquilini più microscopici nell'umido del terriccio, collegando il pollice verde allo sguardo della ricerca. Una prospettiva che ci porterà a scrutare orti privati, parchi urbani e balconi fioriti con occhi diversi, facendoci cambiare idea su qualche abitudine nella gestione dei giardini, non sempre davvero amica dell'ambiente.
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minimum fax, 19/04/2017
Abstract: Su richiesta della psichiatra, il protagonista – un giovane venditore di telefoni cellulari – racconta gli eventi che nel giro di cinque giorni hanno sconvolto la sua vita. Informato della morte del padre, con il quale aveva ormai pochissimi rapporti, l'uomo torna nel paese natio per organizzarne il funerale. Il secondo giorno compie una scoperta terrificante: nella cantina della casa paterna c'è una gabbia in cui è rinchiusa una giovane donna.Che fare?L'indecisione, attraverso una serie di passi falsi e insidiosi, lo trascinerà in una situazione da incubo, sino al colpo di scena finale.Una forza narrativa inesorabile caratterizza La gabbia, una storia che inchioda il lettore fino all'ultima riga, trascinandolo tra l'empatia, il rifiuto e il terrore in un viaggio attraverso il senso di colpa che pervade l'intera atmosfera del romanzo. Come nello Straniero di Albert Camus e nell'Avversario di Emmanuel Carrère, la prosa implacabile e a tratti ironica di Alexandre Postel svela le inquietudini del mondo contemporaneo.
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minimum fax, 15/07/2021
Abstract: Questa storia parte da lontano, dal 15 febbraio del 1898, quando nel poverissimo rione Sanità Anna Clemente e Giuseppe - figlio del marchese de Curtis - danno alla luce il piccolo Antonio...Se il resoconto dell'uomo de Curtis è affidato alla voce narrante di Franca Faldini, suo ultimo amore, la più popolare descrizione della maschera Totò ce la racconta Goffredo Fofi, il critico che per primo ne ha saputo scoprire l'eccezionale genio creativo.Sotto i nostri occhi si sviluppa così un vero ritratto a tutto tondo, l'intera evoluzione del Totò sia cinematografico che teatrale: rivivono in queste pagine il meglio del teatro, degli sketch e delle farse del principe della risata, e al contempo le vicende di un'Italia in continua trasformazione, ricca di illusioni e contraddizioni.Il volume è arricchito da un repertorio di testimonianze e omaggi di grandi personaggi che hanno conosciuto e amato il principe de Curtis, da Eduardo a Fellini, da Pasolini a Fo.
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Libere tutte. Dall'aborto al velo, donne nel nuovo millennio
minimum fax, 20/04/2017
Abstract: Il femminismo del Novecento ha prodotto un cambiamento irreversibile, ma nel nuovo millennio le lotte delle donne non sono finite. La libertà femminile vive nel mondo, ma si scontra con resistenze e paternalismi di ogni sorta. Come riconoscere, difendere e promuovere l'autodeterminazione in un tempo in cui l'avanzata di forze conservatrici e integraliste mira a controllare la sessualità delle donne e la riproduzione, mentre il mercato cerca di trarne profitto? C'è ancora bisogno di femminismo. Questa parola, che alcuni hanno archiviato troppo presto, ritrova oggi il suo significato di battaglia per la libertà. Per tutte le donne. E per tutti gli uomini che vogliono camminare con loro."L'emergenza pandemica ha illuminato la sfera privata nelle sue contraddizioni, ha fatto risaltare il rimosso del lavoro domestico e riproduttivo, ha mostrato quanto lungo sia ancora il cammino della "rivoluzione antropologica" che il femminismo ha innescato. Siamo di fronte al rischio che la crisi apra le porte a involuzioni autoritarie, ma anche all'opportunità di costruire nuovi modelli di solidarietà, inclusione e libertà. Nessun esito è scontato. Il futuro è nelle nostre mani".
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Il Saggiatore, 21/04/2017
Abstract: Due uomini arrancano nel solleone di una campagna polacca che ronza di canicola e insetti. Arrancano e arrancano, tra boschi neri di ombre, campi neri di terra, siepi nere di sterpi. Lungo la strada un passero penzola incapestrato al ramo di un albero, con il becco aperto, nero di morte. È il primo indizio che apre un'improvvisata caccia all'enigmatico assassino, un'indagine sbalestrata e costellata di microcosmici indizi, messaggi che portano alla luce altre impiccagioni rituali, biascichii notturni e cabalistici oggetti disseminati, forse criminosamente o forse solo per caso, tra le stanze della dimessa pensione in cui i due decidono di sostare.Qui, nella complicità di una famiglia di misteriosi albergatori, altri ritrovamenti e anomalie amplificano l'eccitazione: il cadavere di un gatto che oscilla nella caligine montana, un uomo con le scarpe gialle appeso nel cuore della boscaglia, una donna silenziosa dalla bocca sfigurata, i colpi selvaggi di un martello nella notte, e gracidii di rospi alle porte, appetiti orgiastici, cigolii di talami incestuosi. Tutti nella casa sembrano nascondere un segreto, sfilandosi però dall'interrogatorio dei giovani ospiti con lepidezze e contraccuse, mentre le piste si moltiplicano, si contraddicono, si confondono nel disincanto di ogni verosimile soluzione.Cosmo – che il Saggiatore propone in una nuova traduzione – è l'ultima perturbante storia raccontata da Witold Gombrowicz; la più violenta, ironica, oscura favola mai scritta dal visionario autore polacco, uno dei grandi maestri del Novecento. Un romanzo che coglie nell'atmosfera poliziesca gli smerigli filosofici di un'indagine sulla tragedia umana, i disperati tentativi di scovare un senso nei dettagli marginali dell'esistenza, gli impulsi sessuali esasperati fino all'aberrazione che manipolano la nostra percezione del mondo, e l'ambiguità del reale cui la noia del vivere rivendica inesauribili interpretazioni, formulando di continuo cosmi paralleli, fantasmi, invisibili assassini le cui tracce si fanno evidenti solo per chi li ha immaginati. In questa foresta di segni, il Cosmo – il grande ordine che dà forma al Caos – è solo un altro nome con cui appellare la morte. È la sua apparizione sfingica, il suo subdolo serpeggiare nella vita tra simboli che si imboscano ovunque, ma che raramente riusciamo a decifrare.
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Yoga per tutti. Lo yoga per ogni età. Guida pratica illustrata
Macro, 27/03/2017
Abstract: Dalla famosa ed esperta insegnante di Yoga Meta Chaya Hirschl, un manuale pratico con tante illustrazioni, indispensabile per studenti e insegnanti.Yoga per Tutti fornisce un metodo per insegnare lo yoga prima a se stessi e poi agli altri, attingendo ai propri, unici, doni interiori.Il libro è una guida verso la liberazione, nel suo senso più pieno: libertà dalla paura di vivere e di morire, libertà dalla sofferenza e dai turbamenti emozionali e libertà dall'attaccamento alle difficoltà e tensioni della vita.L'aspetto principale del libro è la presentazione, attraverso splendide fotografie, di ogni posizione adattandola per fasce di età o di abilità nello yoga.L'autriceIl cammino di Meta Chaya Hirschl verso lo yoga è stato lungo e tortuoso, e fondamentalmente alimentato dalla sua passione per la vitalità del corpo e della mente.Dopo la nascita della sua prima figlia nel 1987, Meta sviluppò una grave forma di asma, e rimase sgomenta alla prospettiva di una intera vita segnata dai farmaci e da grandi limitazioni alle sue attività.Per i successivi vent'anni, sfidò il suo destino e lo yoga è stato il veicolo che l'ha condotta verso una vita piena e vibrante. La ricerca di Meta nello yoga comprende sette anni di formazione come insegnante con un'ampia varietà di insegnanti e di stili.Nel 2001 Meta ha aperto un centro yoga ad Albuquerque. Da allora ha sviluppato un programma di formazione insegnanti riconosciuto a livello nazionale che costituisce la base di questo libro.La sua visione di Yoga per Tutti è di accrescere e ampliare la comprensione di tutto ciò che lo yoga offre, il che include sia l'apprendere le posizioni del corpo e della mente sul materassino, sia il lavoro con il corpo e la mente nel mondo reale.
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Il Saggiatore, 04/05/2017
Abstract: Notte d'estate, notte di afa e insonnia, notte buia, senza stelle, notte gonfia di nubi. L'aria, dal balcone su cui Dante esce per trovare scampo dal caldo, è carica del profumo dei fiori di agave già appassiti, delle spezie il cui olezzo sale dalle strade affollate sotto l'hotel Metropol, il pepe di Cayenna, l'olivello, il finocchio. Gli odori pungono, fanno girare la testa, nemmeno l'acqua fresca dà sollievo alla gola riarsa. Solo conversare, forse, può distrarre da questa notte che non passa. E il caso vuole che sul balcone a fianco sia tornato chi già era stato: Friedrich Nietzsche. Dante lo incontra, ne ascolta le tante storie, i racconti sempre diversi.Con Nietzsche sul balcone presenta una vertiginosa galleria di personaggi in precario equilibrio tra delizia e paranoia: due fratelli di sangue nei campi opposti dello spazio politico, tre fratelli spirituali uniti dalla passione rivoluzionaria, feroci criminali, uomini qualunque, bambine violentate, donne fatali, madri ed ermafroditi, in un caleidoscopio di storie dette e ridette e mentite da ciascun personaggio, tutte vere e tutte false e tutte dolorose – perché la verità non è mai vera, come la letteratura.Con Nietzsche sul balcone – che il Saggiatore per la prima volta offre al lettore italiano – è l'opera ultima di Carlos Fuentes: dichiarazione di poetica e risultato della più limpida maturità artistica; una delle più alte espressioni del suo simbolismo barocco e visionario; un estremo soffi o narrativo delicatamente in conversazione con l'acume della filosofia. È il testamento letterario e spirituale del massimo scrittore messicano del xx secolo, maestro indiscusso della letteratura in lingua spagnola di ogni tempo.
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Il Saggiatore, 04/05/2017
Abstract: Chi ascolta musica mentre fa l'amore? I cantautori sono poeti? Perché nella terza strofa della "Canzone di Marinella" si sente una tromba? Da dove arrivano le scale "orientali" nel primo album dei Pink Floyd? Com'è nata l'idea che le radio potessero trasmettere in continuazione le stesse canzoni? I dj continueranno a esistere o saranno sostituiti dalle app? Perché nessuno al mondo chiama più le canzoni "musica leggera" tranne che in Italia? E cosa c'entra la "musica leggera" col Ventennio fascista? Quando è stata inventata la "musica classica"?Scritto con mirabile equilibrio fra chiarezza giornalistica e rigore scientifico, L'ascolto tabù di Franco Fabbri affronta il complesso tema della popular music focalizzandosi sull'epoca dello "scontro globale" che ha travolto gli ultimi due decenni: uno scontro politico, economico e culturale al quale le musiche non sono sfuggite. Che si tratti di musica elettronica, di cantautori, di musiche del mondo, di rock, di industria musicale e dello spettacolo, di radio e televisione, di Internet, di insegnamento della musica nelle scuole, nei conservatori, nelle università, non è più possibile rinchiudere il discorso in uno specialismo tranquillizzante: se si parla solo di musica, la musica non si può capire.Il tabù del titolo è quello dell'ascolto disattento, fonte di panico per musicologi sussiegosi e critici conservatori di ogni provincia, incapaci di comprendere un ascolto che si svolga fra le corsie di un centro commerciale e non in una sala da concerto. Ma se non si riconosce che ogni genere esiste in funzione di altri generi, che ogni modo di fare e ascoltare la musica esiste in funzione di altri modi e in relazione con loro, ogni ascolto può diventare tabù. E la lezione di questo libro è che i tabù vanno sempre infranti.