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La solitudine di un corpo abituato alla ferita
Garzanti, 25/10/2018
Abstract: OLTRE 60.000 COPIE VENDUTE IN SPAGNA"La poesia di Elvira è affascinante. In una pagina riesce a farmi innamorare, e in quella successiva mi ritrovo a pezzi. Questa sua capacità di far vivere i sentimenti è inimitabile. Trasmettere così tante emozioni in un solo magnifico libro è qualcosa di unico e di magico."Rupi Kaur, autrice di "milk and honey"Dolce e ribelle, classica e contemporanea, misteriosa e sincera, Elvira Sastre è la giovane poetessa che il mondo stava aspettando: i suoi versi trasmettono emozioni potenti come scariche elettriche, e le sue storie incisive e taglienti danno voce a una intera generazione raccontandone con candore e sincerità le battaglie interiori tra passione e desiderio di indipendenza, speranze e sofferenze, amicizie e disillusioni. Grazie all'estrema onestà con cui dona le sue emozioni e all'immediatezza di uno stile inconfondibile, nel racconto di una storia d'amore finita, ogni lettore riscoprirà la forza per riprendere in mano la propria vita e l'energia per andare avanti sempre, a ogni costo, con tutta la potenza che solo la grande poesia è in grado di infondere.
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Garzanti, 18/10/2018
Abstract: Da questo libro è tratto l'omonimo film di Steve McQueen con Viola Davis, Michelle Rodríguez, Colin Farrell e Liam Neeson."Un intreccio perfetto."The Guardian"Lynda La Plante ci regala un romanzo denso e intrigante che illumina il cuore oscuro dell'amicizia, del tradimento e della vendetta."The Strand Magazine"Un thriller così pieno di colpi di scena da soddisfare anche i lettori più esigenti."Library Journal"Donne che uniscono le forze dando vita a un'alleanza che riserva molti colpi di scena."FHanno affrontato la vita da sole. Ma quando si tratta di abbracciare il crimine, scelgono di farlo insieme.Per Dolly essere la moglie del noto criminale Harry Rawlins non è mai stato un problema. Negli anni, si è tenuta alla larga dagli affari del marito, ottenendo in cambio tutte le attenzioni che ha sempre desiderato. Ma l'ultima impresa di Harry finisce in tragedia e, con la sua morte, Dolly si ritrova sola di fronte a un destino ogni giorno più incerto. Finché non riceve un biglietto anonimo con precise istruzioni: deve presentarsi in banca sotto falso nome e accedere a una cassetta di sicurezza. Qui, oltre a dei contanti e a una pistola, trova il taccuino di Harry sul quale il marito ha annotato i nomi delle persone con cui ha avuto a che fare e le rapine che ha organizzato, compresa l'ultima. Dolly interpreta questo ritrovamento come un segno. Sta a lei portare a termine ciò che Harry ha iniziato. Lo deve a sé stessa. E, soprattutto, lo deve a suo marito, di cui vuole "onorare" la memoria. Ma non può farcela da sola. Ha bisogno del sostegno di chi, come lei, sa cosa vuol dire vivere al fianco di un criminale con tutti i rischi che comporta. È così che Dolly si rivolge alle uniche persone che è certa non si tireranno indietro: le vedove dei complici di Harry e la scaltra Bella, che si conquista fin da subito la sua stima. Solo unendo le forze e fidandosi l'una dell'altra, le quattro donne riusciranno a farsi strada in un mondo che non fa sconti e premia chi è disposto a mettere a repentaglio la propria vita per ottenere ciò che vuole. Loro sono pronte a tutto e non hanno la minima intenzione di tirarsi indietro. Nemmeno quando le cose non vanno secondo i piani.Con milioni di copie vendute nel mondo, Lynda La Plante è la regina incontrastata del thriller britannico. Ogni suo romanzo è un successo di pubblico e critica e, a pochi giorni dall'uscita, diventa un bestseller. Ora torna con Widows. Eredità criminale da cui è tratto l'omonimo film, con sceneggiatura e regia di Steve McQueen e un cast stellare che conta, tra gli altri, Viola Davis, Michelle Rodríguez, Colin Farrell e Liam Neeson. Una storia sul fascino oscuro del crimine. E sui sacrifici che quattro donne ambiziose e indipendenti sono pronte a fare pur di difendere quello che è loro e sui cui nessuno può mettere le mani.
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Solo il tempo lo dirà. La saga dei Clifton
HarperCollins Italia, 01/06/2018
Abstract: Un segreto del passatoUn destino da scoprireUna battaglia per la veritàL'epica storia della vita di Harry Clifton inizia nel 1920, con le parole "Mi è stato detto che mio padre è stato ucciso durante la guerra". Harry non ha mai conosciuto suo padre Arthur, scaricatore del porto di Bristol, se non attraverso le parole dello zio Stan, che si aspetta che il ragazzo si unisca a lui nel cantiere navale dei Barrington, una volta finita la scuola. Ma grazie a un dono inaspettato Harry vince una borsa di studio in un prestigioso collegio, e la sua vita cambia per sempre. Diventato adulto, continua ad interrogarsi su suo padre, la cui morte non smette di tormentarlo e lo spinge a scavare senza sosta per scoprire una verità che appare sempre più sfuggente. È davvero figlio di Arthur Clifton? Perché sua madre gli ha mentito? E per quale motivo tutti si rifiutano di dirgli cos'è successo veramente? Ambientato tra il 1920 e il 1940, Solo il tempo lo dirà, romanzo introduttivo dell'indimenticabile saga dei Clifton, conduce il lettore dalle banchine della classe operaia alle trafficate strade di New York City, dalle devastazioni della Grande Guerra allo scoppio del Secondo Conflitto Mondiale, in un viaggio memorabile al termine del quale il protagonista si troverà di fronte a un dilemma che non avrebbe mai immaginato di dover affrontare. Con La saga dei Clifton, grandiosa saga in sette volumi con un cast di personaggi indimenticabili, Jeffrey Archer, autore bestseller in tutto il mondo, racconta l'epopea di una famiglia attraverso le generazioni, attraverso gli oceani, attraverso dolori e trionfi. E conduce il lettore a ripercorrere cent'anni di storia recente. Solo il tempo lo dirà è il primo romanzo della serie.
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La nave di Teseo, 25/10/2018
Abstract: Per la prima volta insieme, tutti gli scritti che Umberto Eco ha dedicato alla televisione: al suo linguaggio, alle forme di comunicazione che mette in gioco, alle tecnologie che le sostengono, all'immaginario che produce, ai suoi esiti culturali, estetici, etici, educativi e, soprattutto, politici. Una raccolta che, pubblicando anche scritti difficilmente reperibili, copre un arco di tempo che va dal 1956, anno in cui in Italia vengono messe in onda le prime trasmissioni, al 2015, periodo in cui il mezzo televisivo non può più essere considerato come dominante nella produzione e nella trasformazione della cultura social. Dalla ripresa diretta dei primi anni, alla tv-verità e ai reality show degli ultimi anni, da Corrado al Grande fratello, da Mike Bongiorno a Derrick, le riflessioni di Eco denunciano con costante attenzione le strategie televisive nel quadro di una critica inesausta contro i vari populismi mediatici, che è sempre stata la cifra dello sguardo di Eco sui media.
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Anche le formiche nel loro piccolo postano
Baldini&Castoldi, 30/09/2018
Abstract: Un grande ritorno. A quasi trent'anni dalla nascita si ripete la saga comica più famosa d'Italia, quella delle Formiche.Insieme al pubblicitario Francesco Bozza, da sempre cultore di battute e grande conoscitore del web, Gino & Michele tornano a proporre, con 540 battute nuovissime, l'antologia che ha lanciato un genere nell'editoria italiana, raggiungendo milioni di lettori. Questa volta Gino & Michele e Francesco Bozza raccolgono il meglio della comicità del web e dei social in una divertentissima e curiosa rassegna che diventa quasi una fotografia della contemporaneità attraverso il virtuale. Ancora una volta si parte dal comico, oltre che per divertirsi, per conoscere un po' la società sia nei suoi aspetti più frivoli che in quelli più critici. Inoltre, in dieci schede, viene spiegata dagli autori, la storia dei meme più famosi del mondo, dallo schiaffo di Batman al John Travolta confuso. Anche le formiche nel loro piccolo postano entra di diritto a far parte di un filone, quello di una comicità istantanea e libera che ha saputo conquistare un numero sempre crescente di lettori dal loro esordio a oggi.
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Baldini&Castoldi, 02/10/2018
Abstract: Transilvania, XXI secolo. Il caustico e ironico professor Charles Baker dell'Università di Princeton si trova nella città natale del principe delle tenebre, Vlad III l'Impalatore, meglio noto come il conte Dracula, e sta prendendo parte a una conferenza insieme ai più importanti storici del mondo, quando il suo discorso è bruscamente interrotto dall'improvviso, quanto sgradevolissimo, arrivo delle autorità locali. Tre omicidi raccapriccianti richiedono la sua immediata presenza sul luogo del delitto. Tre corpi messi in posa a formare una croce giacciono sulla scalinata degli Scolari.Per le autorità non ci sono dubbi: gli omicidi sono in qualche modo collegati al conte Dracula e sono un chiaro messaggio al professore, massimo esperto della materia.Ma Baker capisce subito che qualcosa di molto più grande si cela dietro quelle morti efferate e, prima che se ne renda conto, viene coinvolto in una cospirazione planetaria iniziata più di cinquecento anni prima. Accompagnato dall'agente dell'Interpol Christa Wolf, tanto bella quanto dura, Baker dovrà scappare dalla Transilvania e viaggiare da Praga a Bologna, da Londra agli USA, in lotta contro il tempo e contro un'organizzazione segreta vecchia di secoli che vuole governare il mondo e che tiene in scacco i governi di tutto il pianeta con la corruzione e la criminalità organizzata. L'unica arma in grado di fermarla è la verità nascosta dal conte Dracula nella Bibbia di Gutenberg cinquecento anni prima. A quel tempo, Vlad III l'Impalatore finanziò un progetto segretissimo per diffondere un messaggio destinato a essere decifrato solo da alcuni iniziati. Il nome dell'inventore al suo servizio: Johannes Gutenberg. Il messaggio fu nascosto nel primo libro stampato della storia: la Bibbia B42, nota anche come Bibbia di Gutenberg. Charles e Christa, in principio distanti e diffidenti poi sempre più vicini, possono contare solo sulla loro sagacia per giungere al cuore della verità.
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Baldini&Castoldi, 04/10/2018
Abstract: La guerra di Liberazione, cui in Italia non è certo mancata la partecipazione civile, ha aperto la speranza di un futuro migliore, tutto da costruire (o ricostruire), donne e uomini insieme. In quella straordinaria stagione dell'Italia, anche le donne hanno partecipato alla Resistenza, prendendo in mano la loro vita e combattendo nei modi più diversi. Hanno sostituito gli uomini nel lavoro, hanno sostenuto le famiglie, hanno offerto solidarietà, rifugio e cura ai partigiani.Pur essendo attive e partecipi, non tutte hanno imbracciato le armi. Alcune di loro hanno scritto, parlato alla radio, istigato al sabotaggio, alla rivolta contro il nazifascismo: insomma hanno usato le parole come armi. La comunicazione è stata la loro trincea. Parole armate ricostruisce questa pagina della storia d'Italia ancora poco nota, seguendo alcune scrittrici italiane, tra cui Anna Banti, Maria Bellonci, Alba de Céspedes e Natalia Ginzburg, e ricostruendo il ruolo che hanno svolto durante la Resistenza e nell'immediato dopoguerra, continuando a combattere con l'arma della parola per una democrazia capace di calarsi fin dentro la relazione tra i due sessi. Un racconto avvincente che intreccia storia, letteratura e vita femminile.
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Il dio della logica. Vita geniale di Kurt Goedel, matematico della filosofia
Longanesi, 25/10/2018
Abstract: Gigante della logica del Novecento e tra i massimi pensatori di ogni epoca, definito dalla rivista Time "il matematico del secolo", Kurt Gödel ha legato il suo nome al celebre teorema di incompletezza, ma le sue ricerche hanno spaziato in ogni campo, dalla logica alla cosmologia e persino alla teologia, giungendo a esiti visionari e illuminanti, quando non addirittura rivoluzionari. Non a caso, le sue scoperte sono state uno strumento fondamentale per Alan Turing nella progettazione del computer. E non è un caso che a Princeton Albert Einstein cercasse la compagnia di Gödel per conversare con lui di scienza, filosofia e politica durante lunghe passeggiate quotidiane. Nel Dio della logica, in cui compare anche un prezioso inedito tratto da una conferenza tenuta da Gödel nel 1934, Piergiorgio Odifreddi ci consegna una rigorosa biografia scientifica non priva di gustosi aneddoti e felici divagazioni filosofiche, ricostruendo l'avventura intellettuale di un genio che ebbe una brillante carriera accademica e illustri riconoscimenti in vita, ma fu anche uomo schivo, ipocondriaco e paranoico, preda di ossessioni e paure che lo tormentarono fino alla morte.
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Fratelli e compagni di cordata. Alessio e Attilio Ollier. Storia di due guide alpine di Courmayeur
Corbaccio, 25/10/2018
Abstract: Con una prefazione di Reinhold MessnerFigli e nipoti di guide alpine della storica Società delle Guide alpine di Courmayeur, la più antica al mondo dopo quella di Chamonix, i fratelli Alessio e Attilio Ollier hanno condiviso l'amore per la montagna, per il Monte Bianco dove sono nati e cresciuti, e per il mestiere dei loro avi. E negli anni Sessanta-Settanta sono diventati una delle cordate più forti in assoluto, in grado di competere con i nomi più famosi del momento. Nel 1965 realizzarono forse il loro capolavoro alpinistico: la prima invernale della Poire sul versante italiano del Bianco, ambita da molti fuoriclasse dell'epoca tra cui Walter Bonatti. Scesi dal versante francese, furono celebrati per la grande impresa e vennero scortati da Chamonix a Courmayeur attraverso il traforo del Bianco non ancora aperto al pubblico. Con Bonatti, peraltro, i contatti erano frequenti nell'ambiente delle guide di Courmayeur e quattro anni prima gli Ollier avevano preso parte ai soccorsi durante la tragedia del Pilone Centrale del Frêney, così come, mettendo a repentaglio la propria vita, presero parte a centinaia di operazioni di soccorso, salvando alpinisti che tentavano imprese al limite dell'impossibile, come René Desmaison che nel 1971 rimase intrappolato lungo la direttissima della Punta Walker sulle Grandes Jorasses. Affiatatissimi in cordata, come solo due fratelli possono essere, alla stregua di Reinhold e Günther Messner, hanno battuto forse come nessun altro tutte le cime delle Alpi occidentali e hanno partecipato anche singolarmente a spedizioni extraeuropee di rilievo. Tra il novembre 1968 e il marzo 1969, esattamente cinquant'anni fa, i due fratelli si trovarono addirittura agli antipodi: Alessio con Carlo Mauri in Antartide nella prima spedizione alpinistico-scientifica italiana finanziata dal CAI e dal CNR, e Attilio in Groenlandia con l'esploratore Guido Monzino nella prima spedizione italiana verso il Polo Nord.
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Fazi Editore, 25/10/2018
Abstract: Una torrida mattina di Pentecoste, immerso nella luce che indora il paesaggio agreste della Russia pre-rivoluzionaria, un giovane vaga assorto nei suoi pensieri. Pëtr Dar'jal'skij, studioso, poeta ed esponente della classe intellettuale che andava formandosi in quegli anni percorsi da vagiti rivoluzionari e profonde metamorfosi sociali, è alla ricerca di una verità su se stesso e sul mondo. Sta trascorrendo l'estate nella tenuta della fidanzata, Katja Gugoleva, nipote della baronessa Todrabe-Graaben, una nobile russa decaduta, quando incontra Matrëna Semënovna, serva dell'ambiguo falegname Mitrij Kudejarov, che lo seduce e lo avvicina alla setta dei colombi, un culto esoterico che attende l'avvento di un nuovo Spirito. Ed è proprio quest'incontro ad attirarlo fatalmente verso un passato ancestrale, inconsapevole della trappola che è stata ordita alle sue spalle. Lacerato dal dilemma tra un presente che si fa sempre più ermetico e un passato che lo richiama senza tregua a una redenzione, Dar'jal'skij è metafora di una cultura sull'orlo del baratro, consapevole del suo incerto equilibrio, del nero cielo occidentale verso cui volge lo sguardo.In questo romanzo di contrasti, enigmi e visioni, Andrej Belyj racconta, con un virtuosismo stilistico capace di spaziare da vertici di assoluto lirismo al parlato "aspro" degli ambienti rurali, la metamorfosi di un singolo individuo e di un popolo sotto l'incedere della Storia. Attraverso il contrasto tra la ragione e il sentimento, la scienza illuminata e le credenze popolari, il senso di crisi sociale e la necessità di una rinascita spirituale, Il Colombo d'argento coglie le inquietudini dell'epoca che precede la Rivoluzione d'Ottobre e si erge a brillante paradigma del simbolismo russo, di cui Belyj è stato pioniere."Una tale penetrazione nell'anima del popolo non si aveva dai tempi di Dostoevskij".Sergej Bulgakov"Un libro notevole e potente".Simon Karlinsky, "The New York Times""L'elemento perturbante del popolo russo ha trovato nel romanzo di Belyj una geniale riproduzione letteraria".Nikolaj Berdjaev, "Novoe literaturnoe obozrenie""Un libro meraviglioso".Sergej Esenin, Poslednij Lel'
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Fazi Editore, 25/10/2018
Abstract: Qual è la soglia oltre la quale un conflitto diventa inevitabile? Nello scenario politico-economico contemporaneo, Cina e Stati Uniti sembrano proiettati verso una guerra che nessuno dei due vuole. Il motivo è la trappola di Tucidide: quando una potenza emergente minaccia di spodestare quella dominante, il risultato più plausibile è la guerra. Questa è la dinamica che scandisce da sempre la storia. A proposito della guerra del Peloponneso, che devastò l'antica Grecia, lo storico Tucidide spiegò che furono l'ascesa di Atene e la paura che la sua scalata instillò in Sparta a rendere la guerra inevitabile. Da cinquecento anni a questa parte tali condizioni si sono ripresentate sedici volte. E in dodici casi hanno portato a una conclusione violenta. Nel diciassettesimo caso, l'irresistibile avanzata della Cina rischia di entrare in collisione con un'America inamovibile.Sia Xi Jinping che Donald Trump promettono di "far tornare grandi" i loro paesi. Ma a meno che la Cina non sia disposta a moderare le proprie ambizioni, o Washington non accetti di condividere il primato nel Pacifico, una guerra commerciale, un cyber-attacco o un incidente in mare potrebbero essere la scintilla che farà esplodere un altro grande conflitto.In Destinati alla guerra, il professore emerito di Harvard Graham Allison indaga le diverse sfaccettature della contesa tra Stati Uniti e Cina attraverso la lente della trappola di Tucidide. Allison mostra come in passato una prudente e ingegnosa arte di governo sia riuscita a evitare la guerra, e quali dolorosi passi siano oggi necessari per evitare il disastro.Attraverso una magistrale miscela di eventi storici e fatti odierni, il saggio di Allison non mira a predire il futuro, bensì a scongiurarlo. "In Destinati alla guerra, Allison dipana una delle sfide più emblematiche della nostra epoca: gestire la relazione critica tra Cina e Stati Uniti". Joe Biden, ex vicepresidente degli Stati Uniti "Destinati alla guerra individua una sfida fondamentale per l'ordine mondiale: quale impatto ha una potenza emergente su una dominante. Ho letto questo libro con grande interesse".Henry Kissinger, ex segretario di Stato degli Stati Uniti "Senza dubbio i politici cinesi leggeranno gli avvertimenti di Allison sulla trappola di Tucidide. Vorrei solo essere altrettanto sicuro dei politici americani. In ogni caso ogni cittadino ben informato dovrebbe acquistare una copia di questo libro". Niall Ferguson
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Ponte alle Grazie, 31/10/2018
Abstract: "L'origine è la meta". Questa famosa formula di Karl Kraus potrebbe riassumere, indicandolo, il significato più profondo del viaggio tra campagne, città e monti raccontato da Enrico Brizzi in questo libro. Un viaggio che si snoda su due percorsi: quello compiuto a piedi insieme alle sue giovanissime figlie, dodici tappe da Pieve di Cento al Lago Scaffaiolo, e quello evocato dalle memorie dei luoghi incontrati, nella storia di un territorio e di una famiglia attraverso i secoli. Enrico e le bambine camminano nei boschi, lungo i sentieri, attraversano fiumi e canali e salgono in cima alle montagne, e durante le soste e prima di addormentarsi rivivono nei ricordi storie di papi e imperatori, di contadini e soldati, di guerre, avventure, grandi amori e scherzi del destino; il paesaggio attraversato acquista più dimensioni, i luoghi e i loro nomi diventano anch'essi famigliari, come gli antenati, e un cavaliere senza testa appare tanto reale quanto zio Ulisse, che naturalmente è un viaggiatore instancabile. Viaggio alla volta delle origini, viaggio che ci porta via, viaggio che ci fa ritrovare: la meta è quest'albero genealogico, intimo e diffuso allo stesso tempo; lo stato d'animo è quello di un padre che accompagna le sue figlie nel mondo e, guardandole, prova una speranza che è già anche nostalgia.
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La ballata di un piccolo giocatore
Adelphi, 09/10/2018
Abstract: Prima che uno scrittore, Osborne è un segugio, e quando torna sui luoghi dei suoi delitti letterari è perché sa che ad aspettarlo troverà un'altra storia. E infatti. Qui siamo a Macao, dove gli europei ancora si spingono per ogni tipo di azzardo, specie del genere più estremo. E dove Lord Doyle, con un capitale arraffato in patria, è certo che farà, al casinò, il colpo della vita. Sarà il baccarat a iniziarlo alle leggi del caso, che dai tavoli da gioco tracimeranno, sotto forma di maliose coincidenze, in tutte le ore delle sue stravaganti giornate. Così, per colpa di qualche serie sfortunata, Doyle potrebbe trovarsi in guai piuttosto seri, se una certa squillo non accorresse, in un mattino straniato e forse fatalmente conclusivo, a salvarlo. Solo che questa non è la fine, bensì l'inizio di un viaggio senza più mappe nel gioco, nel sesso e in altre meravigliose perdizioni. Che Osborne ci costringe, molto più che a leggere, a vivere insieme a lui.
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Adelphi, 09/10/2018
Abstract: "Il mio amico Serge ha comprato un quadro" annuncia Marc, da solo in scena, ad apertura di sipario. "È una tela di circa un metro e sessanta per un metro e venti, dipinta di bianco. Il fondo è bianco, e strizzando gli occhi si possono intravedere delle sottili filettature diagonali, bianche". Subito dopo Marc viene a sapere dallo stesso Serge che il quadro bianco a righe bianche è stato pagato duecentomila franchi: cosa che Marc giudica grottesca, poiché secondo lui è "una merda". Un terzo amico, Yvan – che ha già abbastanza guai con i preparativi del suo matrimonio –, non prende posizione, venendo accusato dagli altri due di pusillanimità e doppiezza. Così, la serata che i tre decidono di trascorrere insieme si trasforma in un regolamento di conti, in un gioco al massacro: il quadro bianco a righe bianche diventa il rivelatore da cui affiorano a poco a poco nevrosi, risentimenti e rivalità, mentre le parole si fanno sempre più velenose, sempre più acuminate, fino a ridurre in macerie la fragile impalcatura di un rapporto fondato sull'egoismo, la vanità e l'ipocrisia. Yasmina Reza, di cui conosciamo la penna affilata e lo sguardo chirurgico, tocca in questa commedia nera vette di comica crudeltà, si diverte e ci fa divertire – perché ridiamo molto, anche se sempre più a denti stretti, a mano a mano che da sotto la maschera buffa del théâtre de boulevard vediamo spuntare la malinconia.
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Adelphi, 16/10/2018
Abstract: Nel "Dilemma dell'onnivoro" Michael Pollan aveva smontato, una portata dopo l'altra, il pranzo che ci apparecchiamo ogni giorno, dimostrando che cosa in realtà contenga a dispetto delle etichette. In questo libro, che amplia e conclude il precedente, Pollan va oltre, demolendo alla sua maniera – brillante e sempre imprevedibile – una credenza perniciosa e ormai diffusissima, e cioè che a renderci più sani e più belli non siano le cose che mangiamo, ma le sostanze che le compongono. Nel mondo immaginato dai nutrizionisti, ricorda Pollan, anziché perdere tempo a sbucciare e fare a spicchi le arance basterebbe assumere una quantità equivalente di vitamina C. Nel nostro accade invece che gli stessi nutrizionisti mettano improvvisamente al bando le componenti della dieta che fino a poche settimane prima avevano considerato irrinunciabili, e che per paradosso gli Stati Uniti, cioè il paese più di qualsiasi altro ossessionato dal terrore di mangiare ciò che fa male, o di non mangiare ciò che fa bene, si siano dati il modello alimentare più malsano e patogeno fin qui conosciuto. Il rimedio? Sarebbe semplice, sostiene Pollan: non mangiare nulla che la nostra nonna non avrebbe mangiato. In altre parole, cibo vero, meglio se poco, e meglio ancora se verde. Sarebbe semplice, cioè, se non sconvolgesse il credo dell'industria più potente e insostituibile al mondo, quella agroalimentare. Che, come dimostrano le violente polemiche subito suscitate da questo libro, non intende arrendersi senza combattere neppure all'evidenza.
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Raspberry Pi. La guida completa
Hoepli, 01/10/2018
Abstract: Nato come un metodo facile e divertente per giovani appassionati, il piccolo ma straordinario Raspberry Pi, con oltre 9 milioni di unità vendute, è diventato presto un fenomeno che interessa tutte le età. Raspberry Pi. La guida ufficiale vi offre tutto quello che dovete sapere sul vostro Raspberry Pi, con istruzioni passo passo realizzate dal creatore del Pi stesso, un autentico guru nel settore. Questo computer dalle dimensioni simili a quelle di una carta di credito può essere usato per qualunque attività: dalla riproduzione di video HD, all'hacking dell'hardware, fino alla programmazione vera e propria. Non avete esperienza? Nessun problema! Le istruzioni chiare e i suggerimenti pratici vi guideranno attraverso i vari passaggi, così che possiate ottenere il massimo dal vostro Raspberry Pi. Aggiornato alle ultime versioni della scheda Raspberry Pi e del relativo software, questa nuova edizione ti mostrerà come: installare il software e connettere display, audio, rete e molto altro; padroneggiare la terminologia e le convenzioni di Linux; scrivere il vostro software usando Scratch e Python; installare, eseguire ed esplorare Minecraft Pi Edition; eseguire l'hacking dell'hardware e risolvere i problemi più comuni; personalizzare il Pi con software, hardware e configurare la rete; estendere le capacità del Pi con add-on come i dongle Wi-Fi, un touch screen e molto altro ancora.
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Marsilio, 11/10/2018
Abstract: La quarta indagine di Evert BäckströmUn pomeriggio di luglio il piccolo Edvin, dieci anni, suona alla porta del commissario Bäckström, suo vicino di casa, nonché suo idolo. Durante un'escursione in solitaria, invece dei funghi che stava cercando, sull'isola disabitata dove è stato depositato dal suo capo scout ha trovato un teschio umano con un foro di pallottola ben visibile sulla tempia. Per l'investigatore più furbo e cialtrone dell'intero corpo di polizia svedese si tratta di un importante ritrovamento dai chiari risvolti polizieschi: non resta che mettere in moto la sua fidata squadra per far luce su quello che ha tutta l'aria di essere un caso di omicidio. I primi riscontri riservano però una sorpresa: la vittima in questione risulta morta in Thailandia dodici anni prima, nello tsunami del dicembre 2004, il funerale celebrato, le ceneri disperse. A questo punto, la domanda diventa di ordine quasi filosofico: si può morire due volte? Dopo un'indagine in cui ricostruire la storia raccontata dalle tracce si rivela particolarmente complicato, Evert Bäckström imostrerà di avere ancora il solito fiuto. E per una volta, in modo del tutto inaspettato, anche un cuore.
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Angeli spezzati. Altered Carbon
Tea, 11/10/2018
Abstract: La trilogia di Altered Carbon"Un autore di grande talento. La prosa di Morgan è chiara e diretta e i suoi personaggi sono duri e convincenti, com'è convincente il futuro descritto. "The Washington Post"Lo stesso incredibile livello di potenza e di suspense di Altered Carbon."Dreamwatch"Angeli spezzati, sequel di Altered Carbon, irrompe con energia e intelligenza. Un'avventura noir cyberpunk superiore e soddisfacente."Publishers Weekly"La seconda avventura di Takeshi Kovacs è altrettanto cinematografica della prima. "The GuardianCambiare corpo non è un problema, nel XXVI secolo. Che il cambio sia soddisfacente, però, è tutta un'altra storia. Lo sa bene Takeshi Kovacs, cinquant'anni dopo le indagini a Bay City, si è ritrovato in una "custodia" nuova su Sanzione IV, dov'è in corso una guerra civile tra il governo e il rivoluzionario Joshua Kemp. Tenente per il Cuneo di Carrera, un temibile gruppo di mercenari al soldo del governo, Takeshi dovrebbe tornare a combattere, però, mentre si sta riprendendo da alcune ferite, viene avvicinato da Jan Schneider, un ambiguo ex pilota di shuttle, con un'offerta veramente difficile da rifiutare. Schneider e l'archeologa Tanya Wardani gli propongono infatti di guidare un team di mercenari, col compito di ritrovare e recuperare una nave marziana della civiltà più antica ed evoluta dell'universo. E Takeshi accetta, alla ricerca di un premio dal valore illimitato, ma dai pericoli infiniti...Con un'intervista esclusiva all'autore a cura di Edoardo Rialti
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Cosa non farei per trovare un fidanzato
Vallardi, 15/10/2018
Abstract: IN AMORE TI SENTI TUTTA SBAGLIATA? NON SEI LA SOLA. A dire cosa fare son bravi tutti. Ma cosa NON fare? Quello non te lo dice mai nessuno. Finora. "Il libro che dice ciò che l'amica non ha il coraggio di dirti: la verità. "MarieclaireLa soluzione che tutte aspettano finalmente c'è. In questo libro di ecologia sentimentale La Pina e Federico Giunta spiegano una volta per tutte cosa evitare se vuoi trovare un fidanzato. È un lavoro sporco, ma qualcuno doveva pur farlo.I fatti e le persone raccontati in questo libro non sono puramente casuali. Riguardano voi, le vostre amiche, vostra sorella, le vostre cugine e le colleghe dell'ufficio. Forte rischio di immedesimazione nei personaggi. Fatevi coraggio e buona lettura."Siamo state tutte lasciate almeno una volta nella vita. Tutte ci siamo abbrutite ascoltando le canzoni sbagliate, indossando outfit orrendi. A un certo punto, però, bisogna reagire. La verità è che ogni giorno che passate a compiangervi è un giorno lontano dal vostro prossimo amore. Ok. È vero. Detta così sembra troppo facile. Perché quando si sta di merda si sta di merda, è inutile dirvi che dovete smettere di soffrire perché è come dire a uno che sta morendo di sete: 'Non hai sete'. Allora facciamo un programma preciso. Crogiolatevi. Avete diritto a crogiolarvi nel dolore, ma non per più di tre mesi. In questi primi tre mesi vale tutto: l'ascolto delle canzoni strappacuore a ripetizione, il controllo ossessivo dei suoi social, sfogliare le foto in cui eravate felici insieme, lo stato di donnuta (mezza donna, mezza tuta), farsi pena, mangiare dal frigo, lavarsi poco. Persino il ciappo è concesso in questi tre mesi. Se vale tutto, vale tutto. Meglio toccare il fondo definitivamente, ma allo scadere del novantesimo giorno, bisogna alzarsi, vestirsi, via i baffi, via la ricrescita, manicure, pedicure e aprire la finestra. La vita ricomincia. La vita deve ricominciare. Tanto lui non torna, e se torna almeno vi trova in ordine."
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Sulla vocazione politica della filosofia
Bollati Boringhieri, 25/10/2018
Abstract: È tempo che la filosofia torni alla città. Anzitutto per risvegliarla da quel sonnambulismo che la narcosi di luce del capitale ha provocato. Ma quale margine ha il pensiero nel mondo globalizzato, chiuso in se stesso, incapace di guardare fuori e oltre? Mentre viene richiamata alla sua vocazione politica, la filosofia è spinta a non dimenticare la sua eccentricità, la sua atopia. Nata dalla morte di Socrate, figlia di quella condanna politica, sopravvissuta a salti coraggiosi e rovesci epocali, come nel Novecento, la filosofia rischia di essere ancella non solo della scienza, ma anche di una democrazia svuotata, che la confina a un ruolo normativo. In questo libro, dove traccia le linee del proprio pensiero, tra esistenzialismo radicale e nuovo anarchismo, Donatella Di Cesare riflette sul rientro della filosofia nella pólis, divenuta metropoli globale. Non bastano la critica e il dissenso. Memori della sconfitta, dell'esilio, dell'emigrazione interna, i filosofi tornano per stringere un'alleanza con gli sconfitti, per risvegliarne i sogni.