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Capire lo spazio-tempo
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DiSalle, Robert - Migliori, Andrea

Capire lo spazio-tempo

Bollati Boringhieri, 22/07/2021

Abstract: Nel presentare la storia della fisica dello spazio-tempo da Newton a Einstein come un processo filosofico in costante evoluzione, Robert DiSalle offre un punto di vista nuovo sulle relazioni tra i concetti di spazio e di tempo e la nostra conoscenza fisica. Egli muove dal presupposto che l'influenza della filosofia sulla fisica si sia manifestata in primo luogo sul piano dell'analisi filosofica dei concetti di spazio, tempo e movimento, e sul ruolo svolto da questi ultimi nella formulazione di ipotesi sulla realtà fisica.Alla luce di questa premessa, diventa possibile interpretare in una chiave originale l'opera di Newton e Einstein e i loro punti di contatto, mettendo da parte la tradizionale controversia metafisica sulla natura assoluta o relazionale dello spazio-tempo.In questo modo, DiSalle apre una prospettiva nuova su domande antiche che riguardano la conoscenza a priori, l'interpretazione fisica della matematica e la natura del mutamento concettuale.

Ivy
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Yang, Susie - Prandino, Laura

Ivy

Neri Pozza, 09/09/2021

Abstract: Ivy Lin è una ladra. Una ladra e una bugiarda insospettabile. Ha l'aspetto di un'esile ragazza asiatica dagli occhi bellissimi, con ciglia folte e nere e gli angoli allungati che affondano morbidamente nella piega delle palpebre, ma sostituirebbe volentieri sè stessa con una versione bionda con gli occhi azzurri. Ivy Lin è, infatti, una ladra e una bugiarda perchè non vuole essere quella che è, una ragazza asiatica negli Stati Uniti d'America. Non vuole la stessa vita di sua nonna Meifei, un'esistenza governata da noia e da regole ferree. Soprattutto, non vuole un marito buono soltanto a procurare un visto ai parenti o una vita rispettabilmente mediocre ai suoi. L'amore per Ivy deve esistere per sè stesso. Deve contemplare desiderio, eccitazione, libertà, avventura. Quando conosce Gideon Speyer, un rampollo di sangue blu del New England, con un ciuffo di soffici capelli biondi che gli scende dalle tempie fino alla sommità delle orecchie, una pronuncia impeccabile e una casa che sembra un castello in vetro e pietra, Ivy crede perciò di aver trovato una via d'uscita al suo mediocre destino.Certo, Gideon non è come Roux Roman, lo sfrontato ragazzo rumeno che affronta la vita a muso duro e che, con quell'aria da cattivo ragazzo, la attrae irresistibilmente. Gideon ha il successo scritto nei geni, è un giovane bianco destinato a un dottorato a Stanford e ad avere il cognome in qualche lista annuale di Forbes. Ma Ivy, dalla sua, ha la furbizia della nonna Meifei, quell'abilità mimetica, quella propensione a fingere tipica di chi non ha niente e vuole tutto.Così, anni dopo, durante una vacanza trascorsa in un lussuoso cottage degli Speyer, Ivy esercita le sue arti e, tra cene eleganti e gite al mare, riesce a farsi accettare da Gideon e dal suo clan. Ma proprio mentre sta per avere quello che ha sempre desiderato, il passato riaffiora, minacciando la vita quasi perfetta per cui ha lavorato così duramente. Salutato dalla stampa americana come "Il talento di Mr. Ripley nell'era di Instagram" (Bustle), Ivy consegna alla narrativa contemporanea un personaggio indimenticabile, prigioniero della fragilità dei suoi sogni e dell'oscurità delle sue ossessioni."Susie Yang si inoltra nella guerra di classe, e nei suoi inganni, nel più grande debutto della stagione". Entertainment Weekly"L'attraente, serrato ritratto di una giovane donna la cui ossessione per gli aspetti superficiali del successo la conduce nel più profondo degli abissi". Washington Post"Un libro favoloso… impossibile da dimenticare". Joshua Ferris"Jane Austen mescolata con l'acutezza iperrealista di Donna Tartt". Irish Times"Una lettura che produce dipendenza". Glamour

Testimone oculare
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Bagstam, Anna

Testimone oculare

Marsilio, 09/09/2021

Abstract: La prima indagine di Harriet Vesterberg, criminologa.Harriet Vesterberg ha deciso di lasciare Stoccolma per trasferirsi a Lerviken, un piccolo centro sulla costa della Scania, dove trascorreva le vacanze estive quando era bambina e dove vive ancora suo padre, docente di diritto civile ormai in pensione. Disorientata e amareggiata per una storia d'amore finita male, e convinta che quella parte di Svezia sia il posto più bello del mondo, a trent'anni Harriet spera che il cambiamento possa ridarle l'energia di cui ha disperatamente bisogno. Purtroppo, anche fuori dal grande mondo le delusioni sono dietro l'angolo: alla stazione di polizia locale, dove viene assunta come criminologa, nessuno sembra prenderla sul serio, né la sua capa né tantomeno i colleghi. E neppure lo splendore della natura che la circonda basta a ridarle il buonumore, tanto che comincia a pensare di aver fatto la scelta sbagliata. Ma dopo l'omicidio di una delle donne più in vista del paese, trovata morta in un capannone nel suo podere, Harriet viene coinvolta in un'indagine dai risvolti inaspettati e, passo dopo passo, ha finalmente l'occasione di dimostrare di cosa è capace. D'un tratto, Lerviken sembra aver perso l'innocenza ai suoi occhi, e tutti quei volti che le sono così familiari sin dall'infanzia si trasformano in potenziali sospetti. L'assassino potrebbe davvero essere qualcuno che lei conosce? Con la sua determinazione e la sua sensibilità, con tutti i suoi dubbi e il suo desiderio di essere accettata e apprezzata, Harriet Vesterberg arricchisce l'universo dei personaggi femminili del giallo nordico, sulla scia delle altre eroine che hanno fatto amare il crime scandinavo a milioni di lettrici e lettori nel mondo.

Breve storia della decrescita
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Latouche, Serge - Grillenzoni, Fabrizio

Breve storia della decrescita

Bollati Boringhieri, 09/09/2021

Abstract: "Decrescita": che cosa si intende esattamente con questa parola? Un'inversione della curva di crescita del prodotto interno lordo, indice statistico che dovrebbe misurare la ricchezza? La fine dell'ideologia della crescita, ovvero del produttivismo?Se la crescita è una fede nel progresso, allora la decrescita può sembrare la cifra di una perdita. Serge Latouche ci spiega che non è così. Mentre l'idea di una crescita infinita è negata in modo sempre più evidente dai limiti del pianeta, il mito della ricchezza e della produttività svela ogni giorno di più il suo lato oscuro.È infatti sempre più probabile che, al di là di una certa soglia, l'aumento del PIL implichi una diminuzione del benessere. Nella società della produttività illimitata non aumentano solo le disuguaglianze, anche la felicità promessa ai "vincenti" si rivela un'illusione. All'aumento dei consumi corrisponde il degrado della qualità della vita (l'acqua, l'aria, l'ambiente), il ricorso sempre maggiore a strategie di compensazione (medicine per lo stress e altre patologie, i viaggi, lo svago), l'aumento dei prezzi di beni essenziali ogni giorno più scarsi (acqua, energia, spazi verdi).La soluzione per Latouche è la decrescita. Che significa rompere con la società della crescita, con l'economia capitalistica, con il produttivismo e con l'occidentalizzazione del mondo. Ma anche recupero di quanto in questi anni è andato perduto: un senso del sacro che restituisca legittimità alla dimensione spirituale dell'uomo, in forme anche completamente laiche.La decrescita come arte di vivere. Un'arte sobria e dalle forme variegate, di volta in volta da inventare e da costruire, un'arte, soprattutto, volta a vivere bene: in accordo con se stessi e con il mondo.

La violenza del mio amore
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Levantino, Dario

La violenza del mio amore

Fazi Editore, 02/09/2021

Abstract: Dopo il pluripremiato Di niente e di nessuno e Cuorebomba, Dario Levantino ci riconduce nella dura realtà di Brancaccio con una storia di speranza e redenzione.Quando una sera d'estate Anna torna a Palermo incinta di lui, Rosario giura a se stesso che farà di tutto per prendersi cura di lei e del figlio che porta in grembo. A Brancaccio, però, non è concesso neppure sognare senza l'approvazione del boss del quartiere e ben presto i propositi dei due ragazzi si infrangono contro le condizioni e gli ostacoli posti da Totò Mandalà. Pur costretti a vivere nello sgabuzzino di una chiesa e incapaci di ottenere una casa popolare senza piegarsi ai ricatti del boss, i due giovani non si rassegnano. I continui soprusi dei potenti e le inevitabili complicazioni che il crescere troppo in fretta porta con sé non intaccano il legame puro e profondo tra Anna e Rosario e ai due basta una barca abbandonata in riva al mare e l'affetto del fedele cane Jonathan per sfuggire alla miseria che assilla le loro giornate. La situazione precipita quando Anna partorisce una bambina prematura: annebbiato e sfinito dall'impotenza, Rosario scoprirà dentro di sé una fiamma inesauribile in grado di cancellare ogni minaccia, alimentata dall'unica cosa che conta: l'amore.Con una prosa agile e incalzante, Dario Levantino intreccia al racconto intimo la riflessione sociale attraverso la sincerità disarmante di un ragazzo che combatte con tenacia per conquistare il suo posto nel mondo. La violenza del mio amore è un intenso romanzo sulla forza dei sentimenti, capaci di superare le ingiustizie della vita e sconfiggere la paura della morte.Su Di niente e di nessuno hanno scritto:"Levantino ha una prosa svelta e il dono di saper cogliere la miseria e la disperazione inchiodando sulla pagina la distanza incolmabile che separa i quartieri popolari dai salotti borghesi".Francesco Musolino,"la Repubblica""La pietas del mondo classico innestata nel terzo millennio, a Brancaccio".Salvatore Lo Iacono, "Giornale di Sicilia""Questo primo romanzo sulla perdita dell'infanzia è un'ode al coraggio e alla spontaneità".Simon Bentolila, "Le Nouveau Magazine Littéraire"Su Cuorebomba:"Con un linguaggio mimetico di forte realismo, una storia di umiliati e offesi e un romanzo ambizioso per complessità di temi, sperimentazione linguistica e uno sguardo di sorvegliata pietas sugli abissi del dolore".Marzia Fontana, "Corriere della Sera – La Lettura""Dentro questo magma incandescente di vita, che incrocia anche la peggiore criminalità di Brancaccio, c'è l'eco di tanta bella epica, di Oliver Twist, di Truffaut, del miglior De Carlo".Michele Trecca, "La Gazzetta del Mezzogiorno"

Vivere secondo natura
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Thoreau, Henry David - CERUTTI, ALBERTINE

Vivere secondo natura

Garzanti Classici, 29/07/2021

Abstract: Le necessità dell'uomo possono essere ricondotte a quattro sole esigenze: cibo, riparo, abbigliamento e combustibile. Rinunciando a ciò che è superfluo, e abbracciando così un'esistenza all'insegna della semplicità e dell'autonomia, saremo in grado di guardarci intorno con occhi nuovi: ci accorgeremo di conoscere in verità "solo pochi uomini, ma una gran quantità di soprabiti e calzoni"; di non saper godere dell'aria aperta, mentre le nostre esistenze sono diventate domestiche più di quanto potevamo immaginare; scopriremo che, in fondo, "il viaggiatore più veloce è quello che va a piedi". Vicinissimo alla sensibilità dei nostri tempi, questo volume – tratto dal capolavoro Walden – è un vademecum irrinunciabile per imparare a vivere secondo natura e prenderci cura del mondo che ci circonda.

Canapa e calce. Tra tradizione e innovazione dalla bioedilizia alla neoedilizia
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Barcella, Gilberto

Canapa e calce. Tra tradizione e innovazione dalla bioedilizia alla neoedilizia

Dario Flaccovio Editore, 21/07/2021

Abstract: Il libro trasmette dieci anni di esperienze tra laboratorio, ricerca scientifica e oltre cinquecento cantieri. Dalla nuova costruzione al restauro ed efficientamento energetico, tra innovazione e tradizione, un ottimo approfondimento su come sia possibile e conveniente l'utilizzo dei biocompositi in canapa e calce naturale per ottenere edifici confortevoli, a basso impatto ambientale e altissima efficienza energetica. Da Venezia alle grotte di Ellora, con una promessa di eternità, l'autore condivide anche le criticità incontrate in questo lungo viaggio e racconta come ha risolto le problematiche sviluppando un brevetto con canapa, calce e microrganismi simbiotici. Dalla Svezia alla Puglia, tanti climi, tante culture del costruire e altrettante esperienze consentono all'autore di dare un quadro approfondito su questa nuova e vecchia tecnologia.

Il grande gioco del Sahel
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Aime, Marco - De Georgio, Andrea

Il grande gioco del Sahel

Bollati Boringhieri, 16/09/2021

Abstract: La fascia subsahariana, chiamata Sahel ("sponda" in arabo), è da secoli caratterizzata da un clima aleatorio, legato alla caduta irregolare delle piogge. Qui, da sempre, la convivenza tra allevatori e contadini è necessaria, ma è anche fonte di conflitti per le risorse.Negli ultimi anni, però, gli scontri si sono trasformati in veri e propri eccidi, anche a causa dell'intreccio delle questioni territoriali con il nuovo jihadismo. Diversi massacri hanno insanguinato i villaggi dei Paesi Dogon, in Mali, e della regione saheliana del Burkina Faso, causando decine di migliaia di sfollati.Nel 2009 un Boeing 727 è atterrato in pieno deserto, su una pista d'atterraggio fai-da-te: una colata di cemento nel mezzo del nulla. Il velivolo, ribattezzato "Air Cocaine", trasportava diverse tonnellate di cocaina destinate all'Europa. Quello che sta avvenendo in Sahel, quindi, ci riguarda da vicino, perché quella regione è diventata uno dei principali snodi della politica internazionale, specie quella sommersa. Sul Sahel convergono interessi diversi, che vedono coinvolte grandi potenze europee come la Francia, i nuovi piani espansionistici in Africa della Cina, le mire egemoniche delle più radicali fazioni jihadiste, il mercato internazionale di droga e di armi e la lucrosa tratta dei nuovi schiavi verso l'Europa.Con stile chiaro, in presa diretta, Marco Aime e Andrea de Georgio ci portano in questo territorio complesso, in cui si snodano i destini di un'umanità in lotta per la sopravvivenza, mostrando traffici ancora troppo poco conosciuti al lettore europeo.

Disegnare con l'occhio dominante
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Edwards, Betty

Disegnare con l'occhio dominante

Longanesi, 19/08/2021

Abstract: L'affascinante seguito dell'amatissimo bestseller Disegnare con la parte destra del cervello, con nuove scoperte sulla creatività e il modo in cui percepiamo il mondo intorno a noi. Grazie al metodo di Betty Edwards milioni di lettori in tutto il mondo hanno scoperto un modo nuovo di disegnare, basandosi su ciò che si vede davvero, piuttosto che su ciò che si pensa di vedere. In questo attesissimo nuovo volume la Edwards illumina un nuovo tassello del grande puzzle della creatività, svelando come il nostro occhio dominante influisca sul modo in cui percepiamo, creiamo e siamo percepiti dagli altri. Le neuroscienze ci dicono che all'emisfero cerebrale dominante – il destro, sensoriale e creativo, o il sinistro, verbale e logico – corrisponde, esattamente come avviene per le mani, anche un occhio dominante. Una volta che si impara a distinguere la differenza tra i due, attraverso semplici esercizi di disegno è possibile ottenere capacità percettive del tutto inesplorate, che ci consentiranno non solo di sviluppare le nostre competenze artistiche ma anche di schiudere la porta di una nuova capacità creativa e riflessiva.Impareremo così non solo come guardare, ma come vedere davvero.Generosamente illustrato, questo straordinario viaggio attraverso la storia dell'arte, la psicologia e il processo creativo è una lettura indispensabile per chiunque sia in cerca di una più profonda comprensione dell'arte, della mente umana, e di se stesso.

Memè Scianca
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Calasso, Roberto

Memè Scianca

Adelphi, 29/07/2021

Abstract: Un padre racconta ai figli, che glielo hanno chiesto, quello che ricorda dei suoi primi dodici anni, di cui loro non sanno quasi nulla. Storie troppo remote, pensa. Che differenza poteva esserci, in fondo, ai loro occhi, fra Firenze durante la guerra, dove era cresciuto, e per esempio la steppa dell'Oltre­ caucaso di Florenskij, alla fine dell'Ottocento? Non molta. Apparteneva tutto a quell'età incerta e fumosa che precedeva la loro nascita. E poi, da dove cominciare?La prima immagine della guerra, intravista dalla finestra di una soffitta clandestina nel centro di Firenze. La vecchia villa di San Domenico, dove un mattino, a seguito dell'assassinio di Giovanni Gentile, suo padre viene arrestato come pericoloso antifascista. Il polverio che sale dalle macerie di Por Santa Maria, subito dopo che i tedeschi hanno fatto saltare i ponti. Poi i giochi – e i libri che impercettibilmente ne prendono il posto. L'immersione nella letteratura e la scoperta della musica. E Firenze, "quella" Firenze degli anni subito dopo la guerra, separata da tutto, anche dal resto dell'Italia. Una lastra impenetrabile e trasparente confermava quella convinzione della città di essere "a parte". E un giorno, forse anche prima di saper leggere, chi scrive dichiara che il suo vero nome è Memè Scianca.

Bobi
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Calasso, Roberto

Bobi

Adelphi, 29/07/2021

Abstract: Di Roberto Bazlen, universalmente noto come "Bobi", non poco è stato scritto, ma il più rimane da dire e capire. Bazlen attraversò la prima parte del Novecento come un profilo di luce imprendibile. Nell'ultima fase della sua vita, fu l'ideatore di Adelphi, su cui riversò la sua sapienza, che non era solo quella – stupefacente – sui libri, ma investiva il tutto. L'idea e la fisionomia della casa editrice risalgono a lui. Quando Bazlen mi parlò per la prima volta di qualcosa che sarebbe stata Adelphi e non aveva ancora un nome mi disse: "Faremo solo i libri che ci piacciono molto".R. C.

Un amore del nostro tempo
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Landolfi, Tommaso

Un amore del nostro tempo

Adelphi, 29/07/2021

Abstract: Sigismondo e Anna, fratello e sorella, giovanissimi, si ritrovano, in occasione della morte del padre, nel maniero di famiglia. Si scrutano, sentono riaffiorare la complicità infantile. Ma a lungo non osano dirsi che sono follemente innamorati uno dell'altra. Questa situazione ricalca perfettamente (e il richiamo è una sfida) quella della seconda parte dell'"Uomo senza qualità" di Musil, quando Ulrich e Agathe si ritrovano. Ma il parallelo va ben oltre: come Ulrich e Agathe, una volta abbandonati al loro amore, cercheranno le "isole felici", in Polinesia, così anche faranno Sigismondo e Anna. Con una decisiva variante: a loro tutto va bene. Eppure alla felicità si accompagna sempre un'angoscia sottile e invincibile, un senso di "voraginosa sospensione".Questo romanzo estremo e provocatorio fu pubblicato da Landolfi nel 1965 e passò inosservato, come un vero libro fantasma. Le scarse voci dei critici sembrarono deprecarlo, perfino come "dannunziano", in ossequio alla perenne vocazione italica per il "politicamente corretto", che obbligò per almeno trent'anni dopo la guerra a tacciare di dannunzianesimo tutto ciò che sapesse di "décadence", quindi di letteratura. L'equivoco era totale. Il linguaggio alto, perennemente sopra le righe, di Sigismondo non è certo quello di Andrea Sperelli ma di un altro Sigismondo, quello di Calderón nella "Vita è sogno", e allude a uno stato di reclusione metafisica, di prigionia in qualcosa che, pur non essendo la realtà, non accetta neppure una qualche realtà esterna: ora, questa è appunto la condizione originaria di Landolfi, quella piaga tormentosa da cui stilla tutta la sua letteratura, in fondo anch'essa una passione colpevole. In questo romanzo dunque il gioco di Landolfi è particolarmente audace, e diviso su due tavoli: come vita e come letteratura. Nella storia dei due fratelli egli sembra avere racchiuso la sua immagine segreta di una felicità acuminata, "sulla punta di noi" – e il riconoscimento amaro, vibrante, di un'impossibilità che rode dall'interno qualsiasi forma della felicità.

Le due zittelle
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Landolfi, Tommaso

Le due zittelle

Adelphi, 29/07/2021

Abstract: Due anziane e devote "zittelle", Lilla e Nena, sprofondate nella più tetra e "muffosa" provincia italiana, prigioniere di un'esistenza sulla quale sembra essersi depositata "un'impalpabile polverina grigia"; una vecchia madre paralizzata ma implacabilmente autoritaria, che comunica solo percuotendosi il petto; una beffarda e turbolenta scimmia, Tombo, unico "maschio di casa", anche se "debitamente castrato"; e sullo sfondo "un'annosetta fantesca", Bellonia, assolutamente simile alle padrone. Ci sono tutti i presupposti per un bonario e ironico bozzetto, per una vecchia stampa provinciale di sapore palazzeschiano. Ma cosa succede se, appena liberate dall'incubo della dispotica madre, le due "zittelle" (e già la grafia, che gioca sul falso etimo "zitta", lascia presagire i biliosi intenti dell'autore) scoprono che di notte Tombo inscena sfrenati e blasfemi cerimoniali nella cappella dell'attiguo monastero? E se, a giudicare dell'operato della scimmia, vengono chiamati due religiosi, monsignor Tostini, appartenente alla più "declamatoria e retriva genia" degli uomini di fede, e il giovane padre Alessio, veemente e appassionato seguace di un Dio estraneo alle "complicate partite di dare ed avere" degli uomini? Succede che i due si scontrano senza esclusione di colpi e che il fortunato lettore può assistere alla più incredibile e fulminante delle dispute teologiche. Ma anche che il tranquillo bozzetto lascia improvvisamente posto al più oltraggioso sarcasmo, alla più acre irriverenza di quello che Landolfi ha sempre considerato "il mio miglior racconto" e Montale definì, nel risvolto della prima edizione, uno dei "maggiori "incubi" psicologici e morali della moderna letteratura europea".

Intrecci karmici
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Giovetti, Paola

Intrecci karmici

L'Età dell'Acquario, 05/08/2021

Abstract: Max Serrano, docente di filosofia di origini spagnole, è sempre stato affascinato dalla medianità, dalla reincarnazione e dal karma. Per coltivare questi suoi interessi, partecipa alle attività di un circolo della sua città, Friburgo, che si riunisce attorno a un medium. Grazie a lui, i partecipanti entrano in contatto con entità alle quali possono porre domande. È durante una di queste sedute che Max conosce Sara Sachs, giornalista e traduttrice. Sara è sposata e ha un figlio, ma tra lei e Max nasce subito una speciale affinità d'interessi, tanto che i due iniziano a svolgere ricerche su diversi argomenti del "mondo dei misteri" e diventano amanti. Col passare degli anni, in seguito a visioni, sogni ed episodi difficili anche soltanto da immaginare, Max si accorgerà che la relazione che lo lega a Sara ricalca in modo perfetto l'amore impossibile fra il grande poeta tedesco Johann Wolfgang Goethe e la scrittrice e dama di corte Charlotte von Stein. Ma è possibile che tra la vita di Max e quella di Goethe ci sia un legame così forte e fuori dal tempo?Grazie a un racconto appassionante, in cui il passato è una presenza vivida e reale nella vita dei protagonisti, Paola Giovetti riesce a coinvolgere il lettore nelle ricerche spirituali che la impegnano da anni: dagli studi di Jung alla reincarnazione, dalla comunicazione col mondo degli spiriti ai lavori di Rudolf Steiner. Intrecci karmici è un romanzo ibrido, al tempo stesso un'indagine su diversi aspetti del sovrannaturale e un'analisi profonda di quel sentimento altrettanto misterioso che è l'amore.

Homo cælestis. L'incredibile racconto di come saremo
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Ghidini, Tommaso

Homo cælestis. L'incredibile racconto di come saremo

Longanesi, 02/09/2021

Abstract: "Forse la benedizione più grande che si possa ricevere è scoprire giovanissimi qual è quella passione che ci brucia dentro come una febbre. Un motore nucleare personalissimo che produce speranza, fiducia, ottimismo senza lasciare scorie radioattive. È quel momento perfetto in cui siamo sospesi tra chi siamo e chi diventeremo, trasformati e modellati dall'argilla prodigiosa dei nostri sogni, perché l'amore è ambizioso. Ha programmi grandiosi per noi, dobbiamo solo assecondarlo senza mai abbandonare quel credo." Tommaso Ghidini, da vent'anni coinvolto nei più prestigiosi programmi aerospaziali al mondo e alto funzionario dell'Agenzia Spaziale Europea, quella passione l'ha scoperta molto presto: il volo. L'irresistibile attrazione per quello spazio senza confini che è il cielo, sottile congiunzione tra la Terra e le stelle, ha plasmato la sua esistenza. Ghidini oggi ha occhi che vedono il futuro più da vicino di molti altri. Perché lui, quel futuro, lo sta costruendo da tempo e sa che l'uomo del nuovo millennio impianterà una stazione sulla Luna, andrà su Marte, varerà i voli interplanetari e varcherà la frontiera che ci divide dallo spazio profondo. L'uomo del nuovo millennio avrà un rapporto del tutto nuovo con il cosmo in cui viviamo: l'Homo sapiens sapiens è pronto per diventare Homo cælestis.Attraverso una suggestiva riflessione che ci condurrà lungo l'intero arco di vita di un essere umano – dal concetto di nascita a quello di morte, dall'idea di libertà a quella di amore – Ghidini racconta con lucidità visionaria, eccezionale passione e assoluta competenza il rapporto profondo di attrazione e sfida che lega da sempre l'uomo e lo spazio. La sua esplorazione, mentre tocca i misteri più affascinanti dell'Universo, ci svela molto di noi e della nostra storia, proiettandoci al tempo stesso verso un futuro che attraverso le sue parole sembra quasi di poter toccare con mano.

Il pessimo capo
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Ferrari, Domitilla

Il pessimo capo

Longanesi, 09/09/2021

Abstract: Pare che in Giappone abbiano chiesto a Zoom di prevedere una disposizione gerarchica dei partecipanti ai meeting digitali, in modo da riservare ai dirigenti un posto di rilievo nella griglia dei volti. È un'ottima metafora del modo in cui il mondo del lavoro – e la leadership – non siano riusciti a adeguarsi al cambiamento in corso.Ma il lavoro non sta cambiando ora: è sempre in evoluzione, come tutto. Grazie alla tecnologia, all'innovazione, alla consapevolezza mutata della società. Lo smart working è un lascito durevole della crisi e modificherà in profondità il nostro modo di lavorare, fare riunioni, gestire routine, fissare obiettivi, ma non è la causa unica del cambiamento. Lo siamo noi, perché il lavoro è prima di tutto un luogo di relazioni e interazioni, e la chiave per rendere un lavoro migliore, più efficace e gratificante di un altro, sta nella leadership. Un cattivo capo può intossicare un ambiente di lavoro, danneggiare i risultati e deteriorare la salute mentale delle persone. Era vero prima ed è ancora più vero oggi che lo smart working ha reso immateriali – e complesse – le nostre dinamiche quotidiane. Quanti (molti) più danni può fare allora un pessimo capo, oggi? Domitilla Ferrari è un'esperta di marketing e di digitale – e di pessimi capi (statisticamente inevitabile, visto che ne aveva avuti già più di 20 prima dei 30 anni). In queste pagine tratteggia un utile manuale di resistenza al pessimo capo ma offre soprattutto preziosi spunti per affrontare, senza lasciarsi sopraffare, le grandi trasformazioni che il mondo (e con lui il lavoro) sta affrontando.

Benjamin e l'incanto
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Scarponi, Tommaso

Benjamin e l'incanto

Jouvence, 22/07/2021

Abstract: L'impresa teoretica di Walter Benjamin è certamente la più originale del XX secolo. Ma essa è anche un caso paradigmatico di celebrità postuma, che negli anni ha suscitato un numero sterminato di studi critici – premessa necessaria al fraintendimento. Rifiutando alla radice quella vulgata materialista che da decenni paralizza gli studi benjaminiani, questo libro esplora l'intera opera del filosofo berlinese, dalle prime annotazioni giovanili agli scritti pubblicati in vita, dai folti carteggi agli ultimi appunti sparsi. Ciò che emerge da queste pagine è una filosofia tutt'altro che discontinua, come la frammentarietà della sua forma ha spesso lasciato intendere. Si tratta, invece, di un tracciato mentale estremamente coerente, di cui in questo saggio vengono per la prima volta sottolineate alcune ossessioni (dal sapore nitidamente kafkiano), i principali motivi speculativi, le numerose correnti e i molti autori ai quali lo stesso Benjamin si strinse.

Randagi
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Amerighi, Marco

Randagi

Bollati Boringhieri, 26/08/2021

Abstract: "Con Randagi Marco Amerighi s'impone come uno scrittore dal quale non si potrà più prescindere. Fin dalle prime pagine la scrittura avvolge e coinvolge, si concentra e si distende, unisce personaggi per poi separarli. Magistrale, non c'è altra parola. Voce, lingua, grana, timbro, luce, trazione: la scrittura di Amerighi splende in questo romanzo e si colloca nel perimetro entro il quale stanno i grandi affabulatori della nostra tradizione – molti dei quali toscani come lui, da Collodi a Fabio Genovesi, passando per Malaparte, Pratolini, Palazzeschi, Pardini ed Edoardo Nesi. Tra essi Marco Amerighi, con questa sua seconda opera, cos  bella, così potente, prende definitivamente posto."Sandro Veronesi, autore di Il colibrì, Premio Strega 2020"Un libro che contiene la questione più importante: il coraggio di esplorarsi. Ed è lo stesso coraggio che Amerighi mette nella scrittura e nello sguardo di questo implacabile viaggio letterario."Marco Missiroli, autore di Fedeltà, Premio Strega Giovani 2019A Pisa, in un appartamento affacciato sulla Torre pendente, Pietro Benati aspetta di scomparire. A quanto dice sua madre, sulla loro famiglia grava una maledizione: prima o poi tutti i Benati maschi tagliano la corda e Pietro non farà eccezione. Per quanto impegno metta nella carriera musicale, nell'università o con le ragazze, per quanto cambi città e nazione, la sua vita resta un indecifrabile susseguirsi di fallimenti e delusioni. Almeno finché non incontra due creature raminghe e confuse come lui: Laurent, con il pallino delle nuotate, e Dora, appassionata di film horror. E, accanto a loro, finalmente Pietro si accende. Con una trama ricca di personaggi sgangherati e commoventi, Randagi è un abbagliante romanzo sulla giovinezza e su quei fragilissimi legami nati per caso che nascondono il potere di cambiare le nostre vite.

Giorni felici. Le sorelle del Ku'damm
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Riebe, Brigitte

Giorni felici. Le sorelle del Ku'damm

Fazi Editore, 09/09/2021

Abstract: Ritornano le sorelle Thalheim e il loro lussuoso negozio sul viale del Ku'damm. Con la guerra ormai alle spalle e gli affari ben avviati, le ragazze possono finalmente tirare un sospiro di sollievo. Ma i colpi di scena sono sempre dietro l'angolo.Berlino, 1952. "Vivi la vita come una danza": questo è sempre stato il motto di Silvie Thalheim. Mentre l'attività di famiglia è la priorità assoluta per la sorella Rike, dopo il periodo oscuro della guerra Silvie vuole solo una cosa: godersi la vita al massimo. Terminata una storia passionale ma tormentata con l'attore Wanja Krahl, corona il sogno di una relazione stabile e felice con l'editore Peter van Ackern, conosciuto alla Fiera del libro di Francoforte. Grazie al boom economico, gli affari vanno a gonfie vele e i grandi magazzini Thalheim sono sulla bocca di tutte le berlinesi: sottogonne e calze di nylon, ma anche raffinate collezioni dall'Italia, vanno a ruba. Da quando il fratello gemello di Silvie è tornato dalla guerra, le dinamiche familiari sono cambiate: Oskar dovrebbe dirigere l'azienda, ma preferisce abbandonarsi alla frenesia delle notti di festa. Quando un concorrente minaccia di portare via tutto ai Thalheim, Silvie si rende conto che deve assumersi la responsabilità del negozio e dei suoi cari. Non conosce le stoffe come sua sorella Rike, non ha l'occhio per il taglio e i modelli di Miriam Sternberg e non sa disegnare con la maestria della sorellastra Flori. Ma Silvie sa vedere e sentire. Riesce a indovinare i desideri più intimi delle persone: in questo è unica.Di Una vita da ricostruire, primo capitolo della saga, è stato scritto:"Una nuova trilogia al femminile con tutte le carte in regola per diventare un bestseller".Benedetta Marietti, "il Venerdì – la Repubblica""Riebe costruisce un plot con lo stesso serrato ritmo di una serie tv, e con una tensione emotiva e un'atmosfera capaci di sedurre anche il più smaliziato lettore".Luigi Forte, "TTL – La Stampa""Un romanzo delicatamente femminista, che si fa leggere per la sua leggerezza, piacevolezza e non di meno per la sua accurata ricostruzione storica. Una fortunatissima trilogia di cui a questo punto attendiamo il seguito".Marino Freschi, "il Giornale""Berlino, la città in cui sono ambientati questi libri, è stata ed è tuttora un crogiolo di destini, nel secolo scorso come nel presente. La sua forza è stata meravigliosamente ritratta da Brigitte Riebe".Carmen Korn

Il mare dei fuochi
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Buticchi, Marco

Il mare dei fuochi

Longanesi, 16/09/2021

Abstract: Estate 1980. Un aereo decolla con un leggero ritardo dall'aeroporto di Bologna. A bordo ottantuno persone tra passeggeri e membri dell'equipaggio. Quel volo non completerà mai la sua tratta, finendo per inabissarsi nel Mediterraneo e dando vita a uno dei più intricati misteri della già tortuosa storia della Repubblica Italiana. Trentacinque giorni più tardi, nella stazione ferroviaria della stessa città, una mano assassina colloca un ordigno che uccide ottantacinque innocenti e ferisce gravemente oltre duecento persone. Le autorità indagano sui due eventi ma, anche a distanza di decenni, sembra impossibile approdare alla verità. Estate 2022. Più di quarant'anni dopo quei tragici giorni, Sara Terracini e Oswald Breil si imbattono in Michela Di Romeo, vedova di un servitore dello Stato deceduto nel 1995 mentre investigava su un traffico di rifiuti tossici scomparsi dopo essere stati caricati su carrette del mare. L'uomo aveva scoperto l'esistenza di una vera e propria flotta di navi che tra il 1985 e il 1992 fu deliberatamente affondata nel cuore del Mediterraneo con il suo carico di morte, generando interessi illeciti da capogiro. Quando si tratta di fare giustizia e risolvere un mistero, si sa, i Breil non possono tirarsi indietro. Sara e Oswald decidono così di aiutare la donna a fare luce sulla morte del marito… Ma quello che scopriranno supererà ogni loro previsione e riscriverà il passato. Tra inquietanti sparizioni e pericolosi legami che coinvolgono la malavita organizzata, apparati deviati dello Stato, terrorismo internazionale e finanzieri dai pochi scrupoli, Marco Buticchi offre una versione alternativa e incredibilmente verosimile di quarant'anni di storia italiana in un'avventura ad alto rischio per l'intero equipaggio del Williamsburg.