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Storie del mio zoo
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Durrell, Gerald

Storie del mio zoo

Adelphi, 28/04/2022

Abstract: Molti bambini, intorno ai sei anni, sognano di dedicarsi da grandi ai più disparati mestieri: il poliziotto, il macchinista, il pompiere. Gerald Durrell sognava di avere uno zoo. Con tenacia, rimase fedele al suo desiderio, finché riuscì ad aprire davvero, nell'isola di Jersey, un suo zoo, che è tuttora in funzione e si pone come primo obiettivo quello di contribuire a salvare le specie in pericolo. Per Durrell lo zoo è così diventato una forma di vita: per lui significa svegliarsi all'alba alle voci degli svariati animali, che egli riconosce una per una, e poi passare la giornata affrontando i più umili e bizzarri problemi, trattando gli animali come propri conviventi, in un rapporto di felice intimità, che Durrell riesce a trasmetterci in tutti i suoi libri, e particolarmente in questo, che alla storia del suo zoo è dedicato. Le risse del trombettiere Trombi e di due pinguini, la laboriosa uscita di tante tartarughine dal loro uovo, il recupero di un tapiro fuggito, un matrimonio combinato fra gorilla: attraverso queste pagine ricche di movimento (e di insegnamenti) seguiamo Durrell in tutte le vicissitudini della sua vita quotidiana nello zoo di Jersey, vissute e raccontate dallo scienziato e insieme dal bambino che le aveva sognate.

Luoghi sotto spirito
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Durrell, Gerald

Luoghi sotto spirito

Adelphi, 28/04/2022

Abstract: "Luoghi sotto spirito": sono Corfù, Londra, la Nigeria, Bournemouth. Gerald Durrell li estrae dalla capace sacca dei suoi ricordi e ce li mostra con quella amabile grazia, con quello humour ben temperato che lo hanno reso uno scrittore amato in tutto il mondo. Incontreremo così una nuova avventura della sua celebre "famiglia" nelle acque di Corfù e personaggi indimenticabili come Ursula, una procace fanciulla, che parla continuamente senza sapere il significato delle parole che usa, o il colonnello Anstruther, che si dedica a grandiose battaglie con i soldatini di stagno. Così come non dimenticheremo le centocinquanta "incantevoli tartarughine d'acqua dolce" che si nascondono sotto i sedili di un bus londinese o il temibile serpente mamba che precipita da un gigantesco ventilatore di foglie di palma sulla tavola imbandita di una cena in onore di un funzionario coloniale. Sono frammenti di vita che nella prosa di Durrell conservano tutta la loro fragranza comica, sapidi episodi tratti dal ricco campionario zoologico e antropologico di uno dei rari scrittori di oggi che sappia comunicare ai suoi lettori una grande virtù: l'allegria.

Tutta colpa di Venere
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Piccione, Leonardo

Tutta colpa di Venere

Neri Pozza, 19/05/2022

Abstract: Attrae molto la sventurata storia dell'astronomo francese Guillaume Le Gentil de la Galaisière, nato nel 1725 e morto nel 1792. Le Gentil, come tutti gli scienziati di quel tempo, fu un eccentrico, erudito e avventuroso. L'anno cruciale è il 1761, quando Le Gentil decide di osservare il transito di Venere davanti al Sole, evento astronomico ritenuto fondamentale per il calcolo delle dimensioni dell'universo, e di andare a farlo a Pondicherry, una colonia francese in India. Ma da quel momento la sorte comincia ad accanirsi contro di lui. Bufere, guerre, naufragi sfiorati, tiranni ostili: tutto sembra cospirare contro l'astronomo, trasformando la missione piú importante della sua vita in un "pot-pourri di disdette". Ma Le Gentil non fu solo uno degli astronomi piú sfortunati della storia. I suoi viaggi, le sue esplorazioni e la sua brama di conoscenza tratteggiano un racconto d'avventura coinvolgente e sorprendentemente attuale, capace di parlare al lettore moderno attraverso il linguaggio universale della curiosità. A partire dalla ricostruzione della vicenda di Le Gentil, Leonardo Piccione ha messo a punto una narrazione piena di riferimenti, divagazioni, invenzioni e molta ironia. Narrazione della quale si trova ben presto a essere co-protagonista, uomo del xxi secolo inaspettatamente sollecitato dalle vicissitudini di uno stravagante astronomo vissuto piú di duecentocinquant'anni prima. Liberata dalle riduzioni macchiettistiche e innalzata ad allegoria contemporanea, la storia di Le Gentil diventa cosí il prototipo di ogni ostinazione quando non conduce al successo, il punto cruciale di ogni avversità, il paradosso della fortuna che si rovescia di continuo. Tutta colpa di Venere è un libro denso ed emblematico. Perché niente può farci capire meglio la realtà quanto quel raro tipo di sventura che diventa tentativo di comprensione del mondo in cui viviamo."In estrema sintesi, la vicenda di Guillaume Le Gentil è la piú lunga e ardua spedizione astronomica della storia dell'uomo, esclusi i viaggi interplanetari, che si è rivelata nella realtà dei fatti una grande commedia degli errori".

Uomini senz'arte. Saggi su Joyce, Hemingway, Faulkner, T.S. Eliot, Woolf
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Lewis, Wyndham - Fezzi Price, Aridea

Uomini senz'arte. Saggi su Joyce, Hemingway, Faulkner, T.S. Eliot, Woolf

Neri Pozza, 12/05/2022

Abstract: Vecchio vulcano solitario per W.H. Auden, preda delle furie per Pound, uomo bilioso e intrattabile per Leonard Woolf, Wyndham Lewis è noto come uno dei maggiori esponenti della pittura inglese tra le due guerre. Che sia stato anche un grande stilista di prosa, come diceva di lui T.S. Eliot, è tuttavia una verità riservata ancora a pochi. Intento a demolire la roccaforte letteraria del proprio tempo, Wyndham Lewis ha infatti scritto una serie di saggi – ne proponiamo qui una scelta per la prima volta in traduzione italiana – che si segnalano per le ardite divagazioni e irrisioni, l'insolente satira, la furia immaginifica che li alimenta. Una simile, veemente prosa è, naturalmente, inconcepibile senza una chiamata alle armi contro lo spirito della propria epoca, quella Siberia dell'anima, quell'incalzante imbarbarimento del mondo moderno che, voltando le spalle al cosmo, trasforma l'arte, per dirla con Gottfried Benn, in una vuota cosmesi o in un estenuato moralismo melodrammatico. Sparare sul quartiere generale, sui mostri sacri della letteratura del proprio tempo, diventa per - ciò il compito ineludibile di Wyndham Lewis, il "critico filosofo", come scrive Aridea Fezzi Price nell'introduzione a questo volume. Ecco, dunque, Joyce, "questo tranquillo e composto maestro irlandese dal fare positivo, con quell'aria di decoro signorile e bienséance del ceto medio irlandese", comporre con l'Ulisse "un immenso esercizio di stile, un'orgia di scimmiottamento… un'enciclopedia di tecnica letteraria inglese". Ecco il realista Hemingway dare vita a un'arte in cui "come il cinema, o come quelle nature morte "moderniste", invece di dipingere una scatola di fiammiferi sulla tela, ci si appende una scatola di fiammiferi vera e propria", per narrare poi di figure irrilevanti, senza scopo, "fantasmi drogati o per lo meno ubriachi fradici, come sotto shock dopo un'esplosione". Ecco Faulkner, il cantore di un'America "moralista da cima a fondo, di una moralità sadica, feroce e assetata di sangue". Ecco T.S. Eliot, "l'ultimo agonisant dell'agonia romantica". Ecco, infine, Virginia Woolf e gli aedi dell'interiorità dell'anima del circolo Bloomsbury muoversi dentro e fuori la "città irreale" di un mondo fatto di "fallimenti e frammenti". "Wyndham Lewis, uno dei rari uomini di lettere della mia generazione che non esiterei a chiamare un uomo di genio… il più grande prosatore del mio tempo". T.S. Eliot

Come dirti addio
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Marconi, Cristina

Come dirti addio

Neri Pozza, 12/05/2022

Abstract: Il tempo dell'abbandono fa parte del tempo dell'amore. Talvolta lo prosegue, persino lo protegge. Mille sono le antologie che raccontano la nascita e poi il trionfo dell'amore. Ma nessuna che ci dice di quel bordo ripido, di quella vertigine della fine che quasi tutti hanno provato addosso almeno una volta nella vita. Questo libro si sporge su quel bordo. Ci mostra il mare in tempesta dell'abbandono. C'è una prospettiva sull'abisso che dà a questi testi – che siano reali o letterari – un diverso spessore rispetto al resto degli epistolari sentimentali, e non importa che lo scrivente abbia davanti a sé una separazione, un suicidio o un plotone di esecuzione: cercherà di dire la verità e di lasciare un messaggio che continui ad agire quando non ci sarà più. In Come dirti addio vengono raccolte lettere pro - venienti da ogni epoca e da ogni continente, dai classici come le parole di Beethoven alla sua Amata immortale, al "non è colpa mia" omicida del Visconte di Valmont fino allo struggente saluto del leader indipendentista congolese Patrice Lumumba a sua moglie prima dell'arresto. Ma l'elenco è lungo: da Eloisa e Abelardo a Diderot, da Giacomo Casanova a Emily Dickinson, fino ad Anaïs Nin, Marguerite Duras e Leonard Cohen. Con uno sguardo agli amori clandestini e letterari, alle vicende meno note e ai manuali che, nel corso dei secoli, hanno spiegato con premura agli amanti meno fantasiosi quali parole scegliere, quali corde toccare per lasciarsi, Come dirti addio raccoglie testi preziosi e rari, privi della componente dolciastra degli epistolari sentimentali e forse per questo ancora più intensi, e accompagna il lettore in un appassionante viaggio attraverso i secoli, in cui le storie d'amore vengono lette attraverso l'inconsueta prospettiva del loro finale."Mio caro ragazzo, non voglio diventare la tua nemica; mi sarà già abbastanza doloroso diventarti a poco a poco, e molto presto, indifferente. Quindi, siccome la mia decisione è irrevocabile, prima di farti consegnare questa lettera per mano di Françoise le avrò chiesto i miei bauli. Addio, ti lascio la parte migliore di me". Albertine

Guerra o pace. Diversità e conflitto come punto di partenza per un destino comune nella vita e sul lavoro
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Zanolli, Sebastiano - Novara, Daniele

Guerra o pace. Diversità e conflitto come punto di partenza per un destino comune nella vita e sul lavoro

ROI Edizioni, 21/04/2022

Abstract: La pandemia ha evidenziato la nostra tendenza a creare fazioni e a definirci in opposizione a un "nemico". La tecnologia e i social favoriscono queste dinamiche, creando bolle in cui il dialogo e il confronto cedono il passo a una continua polarizzazione: bianco o nero, guerra o pace. Non solo nelle nostre vite, ma anche e soprattutto nelle nostre aziende: ambienti sempre più politici, dove le uniche alternative sembrano essere scontrarsi a tutto campo o fingere che tutto vada bene, lasciando che i problemi crescano nell'ombra. Questo libro analizza i motivi per cui litighiamo, quelli per cui non litighiamo e i motivi per cui, quando succede, litighiamo male. Riflessioni e strumenti utili e attuali per tornare a vedere sfumature che non cogliamo più e per creare ambienti in cui esprimere idee diverse non sia una colpa o un pericolo, ma una ricchezza.

Un paese lontano
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Mason, Daniel - Riva, Elena

Un paese lontano

Beat, 12/05/2022

Abstract: Nel remoto villaggio di Saint Michael, al bordo di una piantagione di canna da zucchero e di un magro fiume dal nome di Blackwater, la quattordicenne Isabel è cresciuta con il dono, o la maledizione, di saper "leggere le persone". Ha un legame speciale con suo fratello Isaias, che vorrebbe suonare il violino e invece deve tagliare canne dall'alba al tramonto, come tutti i maschi di Saint Michael. Nel villaggio tutti conducono un'esistenza grama nelle loro casupole dove le amache per dormire sono tanto vicine da toccarsi, con la siccità che taglia il suolo, la fame che scava i volti. Ci sono anche degli uomini armati che sempre più spesso si presentano a reclamare la proprietà di quelle terre avare. Ed è così che un giorno per Isaias giunge il momento di andare verso la grande città del Sud, in cerca di un futuro possibile con la sua musica. Isabel non può fermarlo: se non parte, infatti, Isaias potrebbe morirci a Saint Michael a tagliare canne. Lui le promette che scriverà, manderà denaro. Ma dopo poco le lettere si interrompono e anche per Isabel arriva il giorno di mettersi in viaggio verso la torrida, labirintica città del Sud, che sembra aver inghiottito il suo Isaias. Con le sue speranze, la sua dignità, la paura di perdersi, la ricerca di Isabel, nella scrittura profondamente empatica dell'autore dell'Accordatore di piano e di Soldato d'inverno, diventa la storia di milioni di poveri del mondo, costretti a lasciarsi alle spalle la terra per paesi lontani e metropoli disumane che non sanno che farsene di loro."Il potere di Mason come narratore è di immergere il lettore in un mondo perfettamente definito, così che non lo vediamo solo attraverso gli occhi della protagonista: tutti i nostri sensi sono coinvolti". San Francisco Chronicle "Mason, grande romanziere del nostro tempo, è interessato solo alle verità nelle sue storie, anche se brutali, e ce le consegna intatte, profonde, sconvolgenti". The Boston Globe

Alternative alla prigione
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Foucault, Michel - Romani, Annalisa

Alternative alla prigione

Neri Pozza, 12/05/2022

Abstract: Il testo presentato in queste pagine si basa sulla trascrizione condotta nel 1993 da Jean-Paul Brodeur, professore all'École de criminologie dell'Università di Montréal, dell'intervento di Michel Foucault a un convegno sulle alternative alla carcerazione tenutosi nella città canadese nel 1976. Si tratta di un intervento poco conosciuto, non incluso nei Detti e scritti del pensatore e storico francese. Un intervento, tuttavia, in cui il ricorso di Foucault a esempi a lui contemporanei sulle forme di controllo emergenti contribuisce non poco a comprendere la sua idea di un'estensione della società poliziesca nella nostra epoca. Gli istituti "alternativi" alla prigione – centri sociali e terapeutici, strutture di transizione e di reinserimento con programmi di esecuzione della pena personalizzati per ogni detenuto – liberano, nella considerazione di Foucault, il delinquente dalla "reclusione stretta, completa, esaustiva a cui era destinato nelle carceri ottocentesche". Ma insieme a lui è liberato anche qualcos'altro, "qualcosa di più grande di lui". Attraverso la risocializzazione ottenuta mediante il lavoro, la famiglia e l'autocolpevolizzazione, le vecchie funzioni carcerarie, infatti, si diffondono e si espandono in tutto il corpo sociale. Il testo, curato da Sylvain Lafleur, è accompagnato da una serie di conversazioni con Tony Ferri e Anthony Amicelle, esperti di esecuzione e controllo penale, sul rapporto tra progressismo penale e imposizione sempre maggiore di misure restrittive extra moenia."Quella cosa che chiamiamo punizione e che per secoli, forse millenni, è parsa più o meno ovvia alla civiltà occidentale, la nozione stessa di punizione, vi sembra altrettanto scontata oggi? Cosa significa essere puniti? È davvero necessario essere puniti?"

Chi possiede i frutti della terra
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Ciconte, Fabio

Chi possiede i frutti della terra

Laterza, 05/05/2022

Abstract: Una mela qualsiasi non è mai una mela qualsiasi. È il risultato di una selezione genetica che l'ha resa perfetta e di proprietà esclusiva di industrie genetiche che controllano l'intera filiera. Questo reportage che attraversa le isole Svalbard fino ad arrivare alle campagne pugliesi, dall'America di fine Ottocento ai potenti club che oggi decidono chi può coltivare, per la prima volta mette in luce le nuove forme di controllo del cibo e i rischi per la biodiversità e gli ecosistemi.Mangiamo poche specie vegetali e pochissime varietà, tutte uguali le une alle altre. Esteticamente perfette. È un fatto naturale? Assolutamente no. È un fatto neutro e senza conseguenze? Assolutamente no. Nel corso dell'ultimo secolo si è perso il 75% delle piante e dei frutti commestibili a favore di varietà esteticamente perfette. Le mele che acquistiamo al supermercato sono, infatti, il risultato di una selezione genetica che le ha rese identiche le une alle altre. Il kiwi giallo o l'uva senza semi che hanno invaso i mercati, sono gestiti da potenti club che oggi decidono chi e come può coltivare frutta sotto brevetto. Pochi e potenti gruppi industriali hanno estromesso dal mercato altre varietà, riducendo drammaticamente l'agrobiodiversità e imponendo un modello produttivo che ha radicalmente trasformato l'agricoltura, rendendo i coltivatori dei semplici licenziatari. Una inchiesta sul campo che, per la prima volta, mette in luce le nuove forme di controllo del cibo e i rischi per la biodiversità.

Svezzamento senza pensieri
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Ghelfi, Francesca

Svezzamento senza pensieri

Vallardi, 12/05/2022

Abstract: MAI PIÙ PAPPE, MAI PIÙ DOPPIA CUCINA, MAI PIÙ PIATTI INSAPORI: LO SVEZZAMENTO CON IL CIBO DEI GRANDI FA BENE AI PIÙ PICCINI.CON 50 GUSTOSE RICETTE ADATTE A TUTTI.Ha mangiato abbastanza? Può assaggiare i nostri piatti? Sarà adeguata la sua porzione? Lo svezzamento rappresenta una tappa importantissima nella crescita del bambino, non solo in quanto passaggio a un'alimentazione solida, ma soprattutto per il mondo di colori, profumi e sapori che si spalanca davanti ai suoi occhi. Grazie a un percorso strutturato pieno di consigli e informazioni, completo di 50 ricette gustose e per tutti, Francesca Ghelfi, nutrizionista con un dottorato in Scienze degli alimenti, affronta i dubbi e le difficoltà legate all'alimentazione infantile, rivoluzionando la gestione dei pasti in famiglia e trasformando l'ora della pappa in un momento unico di gioia e condivisione. Il libro ideale per affrontare lo svezzamento con la giusta serenità e consapevolezza, lasciandosi alle spalle la paura di sbagliare.Lo svezzamento rappresenta un momento di gioia, paura, entusiasmo e insieme di curiosità per adulti e bambini. Siamo impazienti di immortalare ogni loro conquista a tavola, ma al tempo stesso preoccupati di fornire il giusto cibo, nonché stremati davanti alla fatica di dover cucinare ogni giorno un pasto in più, sano ed equilibrato.Infatti, una corretta nutrizione durante i primi anni di vita è fondamentale non solo per garantire crescita, benessere e adeguato sviluppo del bambino, ma anche per influire positivamente sulle abitudini alimentari future e prevenire malattie croniche in età adulta. Ma quali scelte sono corrette? Sarà l'autosvezzamento la strada più giusta? E soprattutto, come conciliare l'alimentazione del bambino con i pasti di tutta la famiglia? Dalla costruzione di un pasto bilanciato, all'analisi precisa di tutte le indicazioni scientifiche, Svezzamento senza pensieri è la guida pratica e naturale per affrontare ogni aspetto di questa tappa cruciale con armonia e consapevolezza, accompagnati passo dopo passo dai preziosi suggerimenti e dalle gustose ricette di Francesca Ghelfi, nutrizionista ed esperta di alimentazione materno-infantile. Scoperta, esperienza, condivisione e fiducia: l'autrice porta in tavola gli ingredienti indispensabili per accompagnare i bambini alla scoperta del cibo e ad amarlo nella sua diversità, prevenendo l'insorgere di disturbi dell'alimentazione e trasformando i pasti in famiglia in un momento quotidiano di serenità e condivisione.    

L'avvenire della memoria. Raccontare l'impresa per stimolare l'innovazione
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Calabrò, Antonio

L'avvenire della memoria. Raccontare l'impresa per stimolare l'innovazione

Egea, 28/04/2022

Abstract: Le sfide del climate change, la pandemia e la recessione, gli squilibri geopolitici e i venti di guerra nel cuore dell'Europa: gli eventi spingono con urgenza verso un cambio di paradigma delle relazioni politiche e dello sviluppo economico e sociale. Servono dunque una rilettura critica del catalogo delle idee e la scrittura di nuove mappe della conoscenza, per riconsiderare anche le scelte economiche e culturali sul "progresso". Le imprese hanno in sé risorse essenziali: la forza innovativa d'un dinamico capitale sociale e la profondità d'una cultura plasmata dall'umanesimo industriale che ha contraddistinto la storia economica del paese. Se la letteratura sembra spesso estranea o perfino ostile al mondo produttivo, la cultura d'impresa ha trovato originali spazi di espressione: dalle riviste aziendali agli archivi che custodiscono una solida cultura politecnica, dal teatro alla musica, dalla promozione della ricerca di base all'utilizzo dei nuovi strumenti digitali. Parole, immagini e tecnologie animano un racconto consapevole, che pone una sfida al mondo della comunicazione: rilanciare una rappresentazione attendibile delle trasformazioni in corso, alla ricerca delle radici di quella cura per la bellezza, che si fa valore identitario, portatore di una positiva forza economica di sviluppo.

Slow horses
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Herron, Mick - Colitto, Alfredo

Slow horses

Feltrinelli Editore, 27/04/2024

Abstract: È alla Casa nella palude che finiscono le spie cadute in disgrazia. Un vero e proprio pantano dove chi ha fallito viene esiliato ad attendere la fine di una carriera ormai deragliata. Sono cavalli azzoppati, disadattati che nel corso del proprio lavoro hanno ceduto a droghe, alcol, sesso, o alla politica, e che per qualche ragione hanno tradito la loro missione. Confinati fra le pareti ammuffite di un edificio fatiscente, in stanze ingiallite "a forza di fiato stantio e tabacco, vapori di zuppa di noodles e cappotti lasciati ad asciugarsi sui termosifoni", questi scarti dei servizi segreti sono condannati a un lavoro marginale da innocui passacarte agli ordini di Jackson Lamb. Eppure ciascuno di loro resta, a conti fatti, un agente altamente qualificato. E se c'è una cosa che tutti hanno in comune, è la voglia di tornare in azione. Così, quando un ragazzino viene rapito e tenuto in ostaggio in attesa di essere decapitato in diretta web, non ci sono superiori né direttive che tengano. I Brocchi, gli Slow Horses, non se ne staranno seduti a guardare."Tra le migliori spy story di tutti i tempi."The Telegraph

Dead Lions
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Herron, Mick - Colitto, Alfredo

Dead Lions

Feltrinelli Editore, 27/04/2024

Abstract: Se un tempo sei stato una spia, sarai una spia per sempre. Vale per Jackson Lamb e i suoi uomini, i Brocchi o Slow Horses, agenti che si sono rovinati commettendo errori in servizio o cedendo a un vizio di troppo, e che l'Intelligence ha dovuto allontanare senza però riuscire mai a metterli a riposo. E vale per Dickie Bow. Un vecchio leone, per giunta cresciuto allo "Zoo" di Berlino durante la Guerra fredda. Un'ombra capace di infiltrarsi ovunque, di stare alle calcagna del suo obiettivo per mesi e carpirne i segreti. Almeno finché non viene trovato morto su un autobus vicino a Oxford. Jackson Lamb è stato a Berlino con Dickie prima della caduta del Muro. Ora ha tra le mani il suo cellulare, e con esso l'ultimo segreto rivelato dal collega, e sospetta che qualcuno stia escogitando un'operazione in vecchio stile sovietico proprio nel pieno centro di Londra. E tanto basta e a Lamb e alla sua squadra di irrecuperabili per entrare in azione."La maestria di Le Carré filtrata attraverso lo humour nero di Comma 22."Financial Times

La speranza progettuale
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Maldonado, Tomás - Riccini, Raimonda - Chiapponi, Medardo

La speranza progettuale

Feltrinelli Editore, 27/04/2024

Abstract: Acqua, aria e suolo. Sono i tre elementi fondamentali del nostro ambiente fisico, sempre più degradato e maltrattato. La posta in gioco della nostra epoca è ritrovare un rapporto sostenibile con questi elementi senza deprimere la qualità della vita degli esseri umani che abitano il pianeta. Come farlo? È questa la sfida che deciderà il nostro futuro.In questo saggio visionario e proiettato in avanti nel tempo, il problema della catastrofe ecologica è messo in relazione alle violenze della razionalità tecnocratica, alle utopie e al conformismo della progettazione ambientale, alla scarsa autonomia degli intellettuali nella società del tardo capitalismo, al nichilismo giovanile e al rapporto cruciale tra progettazione e rivoluzione.Non si parla di natura, ma di ambiente umano: qui sta l'attualità politica della speranza progettuale. La terra non può autoregolarsi di fronte alle insidie che la minacciano. Gli esseri umani hanno un ruolo nel processo di costruzione e, oggi più che mai, nella distruzione dell'ambiente. Di questa responsabilità dobbiamo diventare consapevoli.Tomás Maldonado mostra la via di una disperata speranza, di un pessimismo costruttivo: "Per noi esiste una sola possibilità: respingere sempre e di nuovo tutto quanto può minacciare la sopravvivenza umana; contribuire a disinnescare le 'bombe ad orologeria', cioè replicare all'incremento irresponsabile con il controllo responsabile, alla congestione con la gestione. In breve: la nostra scelta è la progettazione".

Lì dentro
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Ceccarelli, Filippo

Lì dentro

Feltrinelli Editore, 27/04/2024

Abstract: "Instagram mi piace da impazzire, letteralmente; Twitter per niente; Facebook non l'ho ancora capito tanto bene; YouTube mi affascina, però mi stanca, mentre TikTok deve essere formidabile, ma non ho tanto tempo e così me lo becco di seconda mano quando rimbalza sul mio schermo. Gli altri, boh, in tutta sincerità ho pure un po' di strizza a registrarmi, eccetera. Quel che ho mi basta e soverchia, come diceva Andreotti." È un salto in avanti e insieme all'indietro, vengono in mente le pitture rupestri degli animaloni che precedono di parecchio la scrittura. Dentro il telefonino con la cover sdrucita da vecchio sobbalza l'ambiguità della storia in modalità tecnologica, ciò che spiega parecchio quanto di selvaggio, in tutti i sensi, s'incontra normalmente sullo schermo a cristalli liquidi. "Benvenuto nell'orgia digitale!"In realtà, racconta Filippo Ceccarelli, lì dentro ha trovato ciò che sempre lo aveva incuriosito e attratto dell'Italia e degli italiani. La loro espressività, la spudoratezza creativa, la sorprendente umanità. È bello poterli osservare e basta, senza criteri etici, condanne moralistiche, afflati palingenetici, distinzioni fra alto e basso. Sono così, e che ci vuoi fare? Le cantilene degli ambulanti, i tipi buffi delle spiagge, i preti pazzi, i milites gloriosi, le sciantose, le svampitone, le nonne rimbambite, i fattoni, le scritte sui cruscotti delle auto, "papà vai piano", le scarpine da neonato sotto lo specchietto retrovisore, i rabbiosi cartelli nei condomini, le imprecazioni imprevedibili, le confessioni spudorate, le arti e i mestieri del Paese profondo, le differenze regionali, municipali, di quartiere e di campanile: "senza che me ne accorgessi Lì dentro era diventato Qui dentro". Dell'Italia, che Dio la protegga, le piattaforme elettroniche riflettono non solo e non tanto la testa e gli occhi, ma pure le orecchie, il naso e ogni possibile orifizio senza sottovalutare le viscere, il fegato, i reni, insomma i precordi. Lì dentro ci sono tutta l'Italia e gli italiani, le libertà e i rischi di dipendenza da sbronza social. Un racconto esilarante ma serissimo di come siamo sempre stati.

Sogni di robot
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Asimov, Isaac

Sogni di robot

Feltrinelli Editore, 27/04/2024

Abstract: I robot non possono nuocere all'uomo, devono obbedire agli ordini e badare alla propria sopravvivenza, a condizione di non mettere a rischio un essere umano: sono le Tre leggi della robotica, incorporate nei circuiti di tutti gli androidi, nonché il filo rosso che lega le opere di Isaac Asimov. Ma se l'uomo è fatto della stessa sostanza dei sogni, che cosa succede quando i robot cominciano a sognare? Nei racconti che compongono Sogni di robot, scritti fra gli anni cinquanta e gli anni ottanta, un robot è reso in grado di sognare, un altro impara a mentire, un'automatomobile si innamora dell'uomo che si è sempre preso cura di lei, e gli umani demandano le decisioni più importanti della res publica a un onnipotente supercomputer. Tutti i robot di Asimov sono accomunati dalla travolgente domanda di vita che erompe dai loro circuiti, e che li rende, per gli uomini, specchi in cui è troppo pericoloso guardare, ma dai quali è impossibile distogliere lo sguardo. Perché quando scopriamo cosa sogna un robot stiamo scoprendo cosa ci rende umani.

Infiammazione
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Marya, Rupa - Patel, Raj - Carlotti, Giancarlo

Infiammazione

Feltrinelli Editore, 27/04/2024

Abstract: Il nostro corpo, la società e il pianeta sono colpiti da una devastante infiammazione. Lo vediamo tutto attorno a noi: nelle scioccanti disparità razziali e sociali sulle quali la pandemia ha gettato luce; nell'aumento delle malattie infiammatorie come i disturbi gastrointestinali e l'asma; nelle rivolte di massa in tutto il mondo in risposta al razzismo sistematico e alla violenza; nella crescita del numero di rifugiati climatici. Questo saggio coraggioso e originalissimo è un viaggio nel corpo umano, nel nostro sistema digestivo, endocrino, circolatorio, respiratorio, riproduttivo, immunitario e nervoso. Ma a differenza di un tradizionale libro di anatomia, questo itinerario illumina le relazioni nascoste fra i nostri sistemi biologici e le profonde ingiustizie dei nostri sistemi politici ed economici. L'infiammazione è collegata al cibo che mangiamo, all'aria che respiriamo e alla diversità dei microbi che vivono dentro di noi, che regolano tutto, dallo sviluppo del nostro cervello al funzionamento del nostro sistema immunitario. Dipende dagli eventi traumatici che abbiamo vissuto da bambini e dai traumi subiti dai nostri antenati. È legata non solo all'accesso all'assistenza sanitaria ma agli stessi modelli di cura praticati dai medici. Raj Patel, grande economista politico, unisce la propria voce a Rupa Marya, medico dell'Università della California, per offrire una nuova cura radicale: la medicina profonda della decolonizzazione, che può guarire ciò che è stato diviso, ristabilendo le nostre relazioni con la Terra e gli altri esseri umani.

Tutte le volte che mi sono innamorato
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Marsullo, Marco - Cappellini, Elena

Tutte le volte che mi sono innamorato

Feltrinelli Editore, 28/04/2022

Abstract: Come vivono le relazioni, la coppia, il matrimonio e il sesso gli uomini d'oggi? Cesare, maestro elementare napoletano, ha le idee un po' confuse sull'amore. Tanto romantico quanto cervellotico nelle relazioni, si trincera dietro teorie improbabili e comici segni del destino, ma in realtà soffre per un decennio di storie sbagliate, tossiche, dolorose. Incontri sessuali surreali, colpi di fulmine e bruschi risvegli, e un gruppo di amici che sembra aver capito tutto prima di lui. A trentacinque anni, Cesare è rimasto l'ultimo single del gruppo e non sa più cosa farsene di tutta la sua libertà. Vive con il gatto Thiago, gira per la città sulla sua Vespa, ha un discreto successo con le donne, eppure la notte sempre più spesso torna a casa da solo, con un peso sul cuore. Quando il suo amico Sandro, prossimo alle nozze, gli consegna l'invito con un + 1 che campeggia beffardo accanto al suo nome, Cesare decide di raccogliere la sfida. Ha sei mesi per trovare la persona giusta che lo accompagni al ricevimento di matrimonio, ma come si trova l'amore oggi? Come orientarsi là fuori?

Un naufragio
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Pasquini, Daniele

Un naufragio

SEM Libri, 28/04/2022

Abstract: Valentina e Tommaso sono due trentenni come tanti: un'esistenza incerta, in bilico tra contratti a progetto e il sospirato posto fisso, qualche aperitivo in riva all'Arno, la ricerca di una casa che, con i loro stipendi, non possono permettersi. Nel momento in cui si sposano, sono già in crisi, anche se fingono di non vederlo.Il viaggio di nozze alle Seychelles è un disastro. Moglie e marito parlano poco e, quando lo fanno, escono fuori solo recriminazioni e malcontenti. Così, il ritorno a casa è vissuto come una liberazione. Ma il destino ha piani diversi per loro: il piccolo aereo su cui sono in volo viene sorpreso da una tempesta, nella turbolenza il portellone si spalanca e i due giovani vengono scaraventati giù.È un miracolo che sopravvivano, e sembra ancor più un miracolo l'isola che riescono a raggiungere, allo stremo delle forze. Ma Valentina e Tommaso ci mettono poco a comprendere la terribile verità: l'atollo è deserto. Una lunga spiaggia bianca, qualche uccello marino, una foresta lussureggiante e, all'orizzonte, soltanto il blu sterminato dell'oceano. Per i due naufraghi comincia una lotta per la sopravvivenza: la ricerca dell'acqua e del cibo, il fuoco da accendere, un riparo da costruire. Una prova estrema, senza strumenti né competenze per affrontarla, che li porterà a confrontarsi con una natura tanto ostile quanto affascinante.Eppure, in quell'isolamento forzato, Valentina e Tommaso trovano finalmente il coraggio per guardarsi dentro, analizzando le paure e le incomprensioni che stanno disintegrando la loro storia. E così l'isola deserta diventerà anche un'insperata occasione di salvezza: un viaggio attraverso i propri incubi e i propri ricordi, per tentare di uscirne, ancora una volta, insieme.Con un mix perfettamente calibrato di ironia e di profondità psicologica, Pasquini attualizza il topos dell'isola deserta ai giorni no-stri e se ne serve per raccontare l'avventura più pericolosa e affascinante di tutte: l'amore tra due esseri umani che si sono scelti, tra milioni di altri, con il folle obiettivo di diventare una cosa sola.

Un Occidente prigioniero
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Kundera, Milan

Un Occidente prigioniero

Adelphi, 12/05/2022

Abstract: Nel giugno del 1967, poco dopo la lettera aperta di Solženicyn sulla censura nell'Urss, si tiene in Cecoslovacchia il IV Congresso dell'Unione degli scrittori. Un congresso diverso dai precedenti – memorabile. Ad aprire i lavori, con un discorso di un'audacia limpida e pacata, è Milan Kundera, allora già autore di successo. Se si guarda al destino della giovane nazione ceca, e più in generale delle "piccole nazioni", appare evidente – dichiara Kundera – che la sopravvivenza di un popolo dipende dalla forza dei suoi valori culturali. Il che esige il rifiuto di qualsiasi interferenza da parte dei "vandali", gli ideologi del regime. La rottura fra scrittori e potere è consumata, e di lì a poco la Primavera di Praga confermerà sino a che punto la nuova fioritura culturale avesse accelerato il disfacimento della struttura politica. A questo discorso, che segna un'epoca, si ricollega un intervento del 1983, destinato – ha scritto Jacques Rupnik – a "rimodellare la mappa mentale dell'Europa" prima del 1989. Con una veemenza che il nitore argomentativo non riesce a occultare, Kundera accusa l'Occidente di avere assistito inerte alla sparizione del suo estremo lembo, essenziale crogiolo culturale. Polonia, Ungheria e Cecoslovacchia, che all'Europa appartengono a tutti gli effetti, e che fra il 1956 e il 1970 hanno conosciuto rivolte drammatiche e grandiose, sorrette dal raro connubio di cultura e vita, non sono infatti agli occhi dell'Occidente che una parte del blocco sovietico. Tragedia terribile e angosciosa, colpevole abbaglio di chi ha ormai smarrito la propria identità culturale.