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Pensare come Medea. Cosa ci insegnano le donne del mito sulla nostra vita
Il Saggiatore, 25/10/2024
Abstract: Pensare come Medea significa abbracciare la nostra forza interiore, anche quando il mondo sembra voltarci le spalle. Significa rifiutare di essere vittime, rivendicare la nostra libertà e lottare per ciò in cui si crede, proprio come Medea, la maga che osa sfidare il potere maschile e ribellarsi all'ingiustizia. Ma non solo: significa anche amare con la passione di Calipso, ammaliare con la saggezza di Circe, resistere con la tenacia di Penelope, combattere per la legge del cuore come Antigone, scegliere la mitezza come Ismene, ispirare un amore eterno come Euridice. Significa cantare la bellezza e il dolore come Saffo, piangere con dignità come Ecuba, portare il peso della verità come Cassandra, proteggere i propri figli con coraggio come Andromaca, lottare per la libertà come le Amazzoni.Bianca Sorrentino ci invita a guardare oltre gli stereotipi, a riconoscere la complessità del femminile e a trovare la nostra voce ispirandoci alle storie immortali di donne che hanno affrontato il loro destino. Un viaggio alla scoperta di sé, un inno alla libertà e alla forza interiore che risiede in ognuno di noi.
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Ho sempre amato questo posto. Storie del Wyoming
minimum fax, 25/10/2024
Abstract: Storie del Wyoming / 3Annie Proulx"Nessuno è felice come due giovani innamorati nella casetta che hanno costruito con le proprie mani in un luogo fatto di bellezza e solitudine", scrive Annie Proulx a proposito di una coppia di sposini che cerca di mettere dimora nella brulla prateria spazzata dal vento: di tanto in tanto, come nota il New York Times, nel mondo di Annie Proulx – un mondo in cui la furia degli elementi è letale, e gli uomini non sono molto meglio – si intravede un fugace scorcio del giardino dell'Eden.In questi nove racconti, spesso segnati da una tristezza ineluttabile, tutti i personaggi sono, in qualche modo, dei pionieri, che lottano disperatamente per conquistare un ritaglio di paradiso in una terra impietosa. Con la sua prosa composta e struggente, il suo sorprendente senso dell'umorismo e la sua incrollabile compassione, Proulx dipinge un panorama feroce e viscerale, brutale e magnifico, abitato da generazioni di americani che lottano disperatamente per sopravvivere in una terra difficile da amare, le cui vite, grazie al potere del mito, si trasformano in letteratura: vividi dettagli di vita rurale si mescolano a frammenti di folklore, la brutalità della cultura tradizionale si mescola ai tratti, appena addolciti, del West moderno e i piccoli eventi quotidiani si fondono in modo quasi operistico con il clima selvaggio.Pubblicato a dieci anni dal primo volume delle Storie del Wyoming – quello che conteneva il celebre "Brokeback Mountain" – Ho sempre amato questo posto aggiunge un nuovo tassello al monumentale affresco con il quale il Premio Pulitzer Annie Proulx ha riscritto il mito del Far West.
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minimum fax, 25/10/2024
Abstract: Poco prima di Natale Bo perde sua madre, investita da un autobus e dal flusso del tempo. Vent'anni dopo Brandon perde il lavoro, perché il giornale per cui scrive deve proteggere il flusso di cassa. Viene poi avvicinato da un uomo che, senza conoscerlo, gli offre un lavoro e un appartamento. La generosa azienda si chiama Flux, e giura di aver realizzato una batteria che non si scarica mai. Brandon accetta quasi distrattamente, pietrificato da una solitudine emotiva da cui riesce a liberarsi solo quando riguarda le puntate di una serie poliziesca degli anni Ottanta, l'unico ricordo felice della sua infanzia e del rapporto col padre.Passano altri vent'anni e Blue, che può parlare solo con l'aiuto di un dispositivo elettronico, torna nella sede abbandonata di Flux per cercare risposte sul proprio passato. Magari la misteriosa compagnia non ha inventato una batteria infinita, ma di sicuro ha trovato il modo di infrangere il flusso del tempo come un specchio, nelle cui schegge, forse, c'è la madre di Bo, ancora viva.Tra fantascienza e dramma, Jinwoo Chong scrive un'ambiziosa metafora sentimentalesull'unidirezionalità del tempo, che può incrinare anche il più sincero dei legami, facendo sorgere il desiderio di una scappatoia fantastica, di un flusso di energia senza fine da usare per tornare in un passato ideale in cui però non c'è più nessuno, se non un implacabile silenzio.
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Lo spirito reazionario. Come il lato oscuro della politica americana ha infettato tutto il mondo
minimum fax, 25/10/2024
Abstract: C'è una contraddizione fondamentale al cuore della politica americana, che perdura sin dalla fondazione degli Stati Uniti: man mano che la democrazia progredisce e si consolida, ci sarà sempre una fazione reazionaria che si oppone al cambiamento e cerca di incrinarne le basi; man mano che gli ideali di libertà e uguaglianza si diffondono concretizzandosi in leggi e sentimenti più inclusivi, fenomeni come la xenofobia, la discriminazione e la divaricazione sociale vanno di pari passo.Negli ultimi anni questa discrepanza si è tradotta in un populismo di destra aggressivo fino alla ferocia, che utilizza le armi e le regole della democrazia per minarne le fondamenta dall'interno. Questo nuovo reazionarismo – che non si propone di abbattere le istituzioni democratiche ma di piegarle ai propri scopi – è un fenomeno che ha cessato da tempo di essere squisitamente americano e che si è esteso, con modalità talvolta differenti ma con la medesima base ideologica e pragmatica, all'Asia e all'Europa, fino a bussare alle nostre porte. Attingendo a un'ampia esperienza personale, e alternando con sapienza la teoria politica e l'analisi degli ultimi sviluppi in paesi che vanno da Israele all'India, dalla Cina all'Ungheria, Beauchamp spiega con dovizia di dettagli come determinate contraddizioni siano intrinseche al progetto stesso della democrazia, e come lo spirito reazionario, che in passato aveva cercato di respingere e negare quel progetto, ora ne adotti il linguaggio per sovvertirlo, dimostrandosi, in questo, ancora più insidioso.
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La letteratura come materia oscura
Treccani, 25/10/2024
Abstract: Cosa hanno in comune Einstein e Joyce? Entrambi hanno cercato di sfidare, con strumenti diversi, il mistero del Senso e del Tutto. Leggere i classici dell'antichità o quelli più moderni, in qualche modo, ci pone di fronte allo stesso tipo di imponderabilità offerto dai misteri che muovono la scienza. Il punto di partenza del libro sta proprio in questo parallelo tra la composizione del linguaggio e quella dell'universo, con i suoi fenomeni singolari, le sue oscurità, le apparenti arbitrarietà. Un testo letterario, qualunque esso sia, e a prescindere dalle intuizioni del suo creatore, dalla sua volontà, e persino dalle condizioni in cui vede la luce, sarebbe lettera morta se non esistesse un lettore che lo fa vivere. Ma anche nella scienza, in particolare nell'interpretazione relazionale della quantistica, accade qualcosa di simile: solo quando gli oggetti interagiscono se ne vedono le proprietà, che non sono da considerare, per così dire, intrinseche alle cose, ma appunto relative, relazionali. Questo ha spinto l'autore ad applicare alla ricezione dei testi letterari alcuni concetti propri della teoria dei quanti e altri derivanti dallo studio dell'universo. Perché "come per la scienza, anche in letteratura soltanto di fronte all'oscuro sa sprigionarsi l'immaginazione".
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Treccani, 25/10/2024
Abstract: Sono state raccolte in questo volume alcune delle voci più significative sulla storia risorgimentale del nostro paese scritte dallo storico Walter Maturi per l'Istituto della Enciclopedia Italiana: innanzitutto l'originalissima e lucida Risorgimento, che rappresenta il cuore del libro, seguita da Restaurazione, Questione romana, Neoguelfismo e Savoia. Precedute dall'ampia introduzione di Alessandro Campi, esse ricostruiscono nel loro insieme quel complesso processo storico, politico e segnatamente spirituale e morale, denso di trasformazioni economiche e sociali, di atteggiamenti letterari e culturali, di avvenimenti diplomatici e militari, che tra la fine del Settecento e l'Ottocento portò l'Italia dal secolare frazionamento politico all'unità, dal dominio straniero all'indipendenza nazionale, dall'assolutismo monarchico allo Stato liberale e costituzionale sotto la dinastia sabauda. Un percorso travagliato, eppure guidato dalla nascita di un'autentica coscienza nazionale.
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Voland, 24/10/2024
Abstract: Vent'anni di storia per uno dei progetti letterari più longevi e celebrati della scena editoriale italiana che giunge alla sua quarta, aggiornata e definitiva incarnazione. Dal 2004 a oggi Vanni Santoni ha scritto migliaia e migliaia di "personaggi" in forma di epigramma, che negli anni sono apparsi su riviste e giornali, sono stati trasformati in fumetti e illustrazioni, letti in programmi radiofonici e poetry slam, e sono tuttora ospiti della prima pagina del dorso toscano del "Corriere della Sera". Un panorama umano in affanno ma disperatamente autoconsapevole con cui l'autore ha portato la narrazione del precariato dalla mera cronaca alla struttura stessa del testo, dando vita a un vero e proprio universo di monadi stranite, ironiche, malinconiche e spietate.
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Gli immediati dintorni. Primi e secondi
Il Saggiatore, 24/10/2024
Abstract: "Si vorrebbe non aggiungere verbo mai a quel che si scrive. Lasciare che la cosa scritta parli da sé…" Così commenta Vittorio Sereni in uno dei testi che compongono Gli immediati dintorni. Pubblicata per la prima volta dal Saggiatore nel 1962 e poi accresciuta da altri testi successivi nel 1983, questa raccolta di brani in prosa rappresenta un piccolo capolavoro di stile, nascosto tra le gemme della produzione poetica. In queste pagine, scritte tra gli anni quaranta e sessanta – gli stessi in cui componeva Gli strumenti umani –, Sereni alterna riflessioni sull'attualità e appunti critici, note di viaggio e ricordi autobiografici, percorrendo sentieri paralleli a quelli tracciati nelle sue poesie: l'esperienza in Algeria, la prigionia e il rammarico di non aver potuto prendere parte alla Resistenza; il dialogo con le opere di Ezra Pound, Arthur Rimbaud ed Eugenio Montale; gli interrogativi sul proprio essere poeta e sul proprio essere uomo; la fede calcistica per l'Inter, vissuta come metafora esistenziale; le amicizie e i ritratti di città – dalla nativa Luino alla lontana Luxor, passando per Milano –, sui cui muri, con le loro scritte, si scopre a rispecchiarsi; ma anche narrazioni, riflessioni critiche, liriche e traduzioni.Arricchita da una nuova prefazione di Emanuele Trevi, questa sorta di diario-zibaldone, da Sereni stesso antologizzato, si rivela il completamento della sua opera letteraria in versi e allo stesso tempo un'occasione inedita di affacciar si sul proprio mondo interiore. Un luogo in un cui poesia e narrativa si incontrano lasciandoci sfiorare, ancora una volta, attraverso la parola, il mare senza fondo del fenomeno umano.
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Il Saggiatore, 29/10/2024
Abstract: Violetta Bellocchio ha deciso di sparire, cancellando ogni traccia di sé dopo che un uomo ha abusato di lei nel tragitto verso casa. Ha tagliato tutti i legami. Gettato telefoni. Gli abiti indossati in tv sono finiti nei cassonetti dei vestiti usati. Ha fatto in modo che non la trovasse più nessuno.Quando un corpo subisce una violenza non è più quello di prima. Il trauma disintegra ciò che siamo, modifica la percezione di sé e del pericolo circostante, fino a farci vedere l'allontanamento dalla quotidianità, ormai compromessa, come unica via di salvezza. Questa è l'urgenza che ha spinto Violetta al disfacimento della propria identità. Il suo alter ego in quel periodo è stato Barbara Genova, un nome, un corpo con cui ha vissuto, lavorato, pubblicato per due anni, lontano dalla sua lingua madre, diventando una sconosciuta. Barbara Genova ha permesso a Violetta di tornare alla luce, con un tempo privato e mesi di paziente lavoro solitario mentre il suo volto cambiava e il suo sistema nervoso andava riparandosi. Ma è stata Barbara a inventarsi la Violetta di oggi o il contrario? Quali tracce vivono ancora in lei?In Electra, la trasformazione del dolore in una lotta per riprendere il controllo del proprio io riporta Violetta Bellocchio faccia a faccia con i suoi lettori, nel travolgente racconto della sua scomparsa.
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Gli agonizzanti. Al tramonto di un'epoca entra in scena la donna nuova
8tto edizioni, 06/05/2024
Abstract: Roma, fine Ottocento. Giulio Bessardi è un fervente seguace dell'estetismo puro, in cui non vi è posto per le grevi questioni di ordine quotidiano e la parola "pratico" mai sfiora le curate labbra dell'aspirante asceta estetico. L'ingenua e inesperta Isabella Zerdoni una sola volta ha ceduto al fascino di Giulio, ma tanto è bastato per rimanerne incinta. Proprio questa enorme apparente tragedia dà alla giovane, vissuta sino a quel momento in un mondo ingabbiato, in cui alle signorine di buona famiglia si chiede di obbedire prima al padre e poi al marito scelto per loro, la forza di comprendere che, a dispetto della società e della cultura del tempo, solo lei può e deve decidere per se stessa e per il bambino che forse verrà. E la stessa notizia, ricevuta da Giulio, fa cadere un velo sull'inconsistenza e la vacuità di un mondo che forse non ha mai avuto ragione d'essere, e su coloro i quali ancora si aggrappano a un tempo che fu e che oggi non sono che delle ombre agonizzanti.Pubblicato nel 1900 da Roux e Viarengo, di questo romanzo non abbiamo edizioni successive e soprattutto passa quasi inosservato anche allora. La cosa non dovrebbe stupire: quale altra sorte poteva toccare a un libro scritto da una donna che lancia una feroce critica nei confronti di una parte della società? Che denuncia l'inconsistenza e la superficialità dei così detti "superuomini" che per quella stessa società sono sinonimo di grandezza e onnipotenza? E soprattutto che afferma che ormai non vi è più posto per loro, e che è arrivato il momento per la donna, in quanto individuo autonomo pensante, di prendersi la scena e di diventare il vero motore del cambiamento.
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SuperTele. Come guardare la televisione
minimum fax, 14/01/2021
Abstract: Tutti guardano la televisione. Molti ne parlano, ne discutono, ne scrivono. Non sempre però l'analisi riesce ad andare molto oltre il riassunto degli episodi, gli highlight della puntata, l'elenco di quello che è piaciuto o non è piaciuto al singolo spettatore. Eppure, non mancano gli strumenti metodologici e le prospettive teoriche e critiche che possono aiutare a indagare meglio le strategie creative, l'impatto culturale o l'importanza sociale di quello che va in onda sul piccolo schermo.Questo volume vuole essere una palestra per esercitare lo sguardo sulla televisione. Sono raccolti qui 19 saggi, scritti da autori differenti per competenze e per estrazione, dagli studiosi di media e di televisione ai professionisti che sanno riflettere sul loro lavoro e alle penne del giornalismo culturale. Ciascuno ha scelto un singolo programma o personaggio della televisione italiana e globale di oggi, e questo è l'innesco, il pretesto, la scusa per un'analisi che spesso lo trascende. Esercitando prospettive differenti: le letture testuali e il dietro le quinte dell'industria televisiva, l'analisi della ricezione critica e quella del consumo, il genere e i format, la scrittura e la promozione, l'estetica e la sociologia. Dalla fiction italiana alla serialità statunitense ed europea, dal talk show al reality, dall'informazione all'intrattenimento, dal factual ai meme e alla televisione di Instagram, tra le pagine di questo libro si compone un quadro aggiornato e molto efficace dalla tv contemporanea.
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Fandango Libri, 24/02/2023
Abstract: "L'unica volta che mia madre ha visto nascere un pidocchio è stato sopra la mia testa." Si apre così questo romanzo di infinitesimali dettagli che, come ha scritto Guadalupe Nettel, fanno scoppiare mine. In Tutte le nostre maledizioni, Tamara Tenenbaum, scrittrice e filosofa femminista argentina, autrice de La fine dell'amore, racconta la vita di una ragazza nata e cresciuta nella comunità ebreo-ortodossa a Buenos Aires e da essa più o meno fuoriuscita. Dipinge piccole storie, vite riassunte in tre, quattro righe, mentre va avanti o ristagna quella della protagonista: una bambina, poi ragazza, poi adulta, che prova a pensare da sé. Persino la morte del padre, ucciso in un attentato, è elaborata con poche, precise parole, anch'esse lontane dai percorsi canonici del lutto. Ma pensare da sé non è impresa facile: Tamara fraintende e sragiona, le sfuggono contraddizioni e trame latenti nel quotidiano. Come districarsi, in un mondo che, tanto dentro quanto fuori dalla fede, non fa altro che imporre riti e dogmi? Come spiegarsi comportamenti umani, la cui origine è remota nel tempo, e i cui legami con l'oppressione sono spesso occulti? Smontando e sviscerando cerimonie, disarticolando la normalità, irridendo persone, oggetti e luoghi, ma soprattutto se stessa: la capacità di ragionare sulla sensazione e di metterla a nudo, di dubitare di quel che fa sentire comodi e di quel che, al contrario, scomoda è il fulcro della scrittura di Tenenbaum. È la presa di coscienza, femminista innanzitutto, a spiegare le ragioni degli eventi: quanto più piccoli, maggiore il loro peso. Come in un Lessico famigliare d'oltreoceano, l'autrice riscatta e cristallizza le anomalie del quotidiano, in cui riecheggiano eventi lontani e sovrastrutture, strascichi di quel che non si vede ma persiste sottotraccia, ombre di storie.
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Fandango Libri, 17/02/2023
Abstract: Il corpo nero è la storia di Anna Maria Gehnyei, in arte Karima 2g. Anna nasce a Roma da genitori liberiani, suo padre è stato il primo uomo Kpelle a cui i capi del villaggio hanno permesso di allontanarsi dalla propria terra, il primo Kpelle ad arrivare in Europa. Nonostante la Liberia fosse "la terra dei Liberi", ovvero gli schiavi afroamericani rilasciati dagli europei in Africa, i suoi genitori le insegnano ad avere un amore incondizionato verso i bianchi, che per lei si incarnano nei bambini privilegiati di Roma Nord che non la trattano, nelle maestre della scuola che la lasciano sempre in banco con la gemella, nei datori di lavoro che si stupiscono del suo italiano, dei poliziotti che a ogni rinnovo del permesso di soggiorno fanno su chi è in attesa con lei battute razziste. Mentre tutto quello che sa della Liberia sono le storie che sua madre le ha raccontato da piccola. Non conoscendo le fiabe europee, infatti le racconta i giorni della sua infanzia, le descrive una terra magica e ricca di risorse, e i rituali nascosti del villaggio del padre. La Liberia e l'Africa sono tutti gli zii che frequentano la sua casa e i parenti che non ha mai conosciuto, la sua famiglia lontana. Ovunque lei vada, da sola o con le sue sorelle, qualunque età lei abbia, a Roma c'è sempre qualcosa o qualcuno che le ricorda di essere nera, così si trova a negoziare continuamente tra due culture: quella italiana che non l'accetta, e quella africana a cui non appartiene fino in fondo. È troppo nera per parlare bene l'italiano, troppo nera per indossare degli abiti eleganti, troppo nera per essere istruita. Il corpo nero è la storia di una generazione, la seconda, fatta da chi viene visto solo come un bambino immigrato. La storia tutta umana, fatta di ricordi, suoni, amore e vergogna, di chi nonostante il mancato riconoscimento dalle istituzioni e una cittadinanza negata, decide di non cadere nella trappola del vittimismo. Un libro politico per le nuove generazioni che non hanno voce.
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Voland, 10/01/2023
Abstract: Una ragazzina senza nome trascorre l'infanzia in una cittadina di provincia con i genitori e il fratello più grande. Ma la malattia e poi la morte della madre, l'infedeltà e l'alcolismo del padre compromettono un già fragile equilibrio, finché il conflitto tra i due uomini della famiglia sfocia in un drammatico epilogo e in un voto di silenzio tra fratelli… Un trittico che racchiude le tre stagioni della vita di una donna, scandita tra infanzia, giovinezza e maturità. Una complicità non voluta, opprimente e inconfessata, intercetta e vanifica ogni legame e impulso. Di tanto in tanto però una voce interiore turba la superficie di un'esistenza stagnante e si ribella a un destino di silenzio, solitudine, rimorso e rassegnazione: tutte sfumature della resa.
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Hunger strike. Sciopero della fame e martirio come atto politico
Fandango Libri, 26/04/2024
Abstract: All'inizio del 2023 il dibattito sullo sciopero della fame scalda l'arena politica, conquistando le prime pagine dei giornali attraverso la vicenda dell'attivista anarchico Alfredo Cospito che decide di digiunare in protesta contro il regime del carcere duro (41 bis) e dell'ergastolo ostativo al quale è stato condannato. D'improvviso in Italia si è iniziato a parlare diffusamente di una pratica di resistenza "non violenta" come atto politico che ha diviso il paese e che ha contribuito a radicalizzare le posizioni sul tema della privazione della libertà. Non c'era tuttavia una ricerca esaustiva che analizzasse in modo completo, dal punto di vista filosofico, politico e sociologico, lo sciopero della fame e l'uso politico del corpo come "arma" nelle carceri – e a specchio le politiche di alimentazione forzata come reazione a questa pratica. Hunger Strike colma un vuoto non solo nel panorama editoriale ma anche e soprattutto nella riflessione sociopolitica sul digiuno intenzionale e prolungato dei detenuti e delle detenute nel ventesimo e ventunesimo secolo. Attraverso una varietà di testi accademici fondamentali e inediti nel nostro paese, Nettuno dapprima analizza le esperienze degli scioperi della fame a Guantánamo, in Irlanda del Nord e in Turchia e poi – grazie a un accurato lavoro di ricerca su articoli di giornale, atti parlamentari e testimonianze dei detenuti – sistematizza il "caso italiano", caratterizzato da due grandi momenti: il primo con lo sciopero della fame nel carcere di San Vittore nel 1981, il secondo con quello dei brigatisti "irriducibili" nella sezione speciale del carcere di Nuoro alla fine del 1983 e nel febbraio 1984. Hunger Strike si rivela una lettura coinvolgente, approfondita ed essenziale per comprendere un fenomeno che ha rappresentato e rappresenta tuttora una pratica di resistenza politica radicale.
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Fandango Libri, 10/05/2024
Abstract: Da che ricordi, Belle – giovane commessa in un negozio di abbigliamento – è sempre stata ossessionata dalla sua pelle e dai video sulla skincare, guardarli è sempre stato il suo passatempo. Quando però sua madre Noelle, una bizzarra donna canadese trapiantata in California che non vede da tempo, muore misteriosamente, Belle parte dalle nevi di Montréal diretta nel sud degli Stati Uniti, ad affrontare la difficile eredità che la madre le ha lasciato e a cercare una risposta per la strana dinamica della sua morte. La posta in gioco aumenta quando una misteriosa presenza appare durante la veglia funebre ("il party"), facendo intendere a Belle di saperne più di lei sull'incidente di Noelle. Con l'aiuto di un paio di scarpe rosse, Belle verrà attirata nell'abbraccio pungente di quella che a prima vista sembra una lussuosa ed elitarissima spa a cui sua madre era affiliata. Rouge è Biancaneve che incontra Eyes Wide Shut, una surreale discesa nel lato oscuro della bellezza, nell'invidia, nel dolore e nel complicato amore tra madri e figlie. Con umorismo nero e un horror seducente, Rouge racconta l'industria della bellezza, e il pericolo a cui tutt3 andiamo incontro di interiorizzare il suo sguardo spietato. Baciato dal sole della California, ma macchiato dal rosso sangue delle rose, Rouge scandaglia il nostro rapporto con la mortalità e la bellezza, trascinandoci in una suggestiva favola gotica dove nulla, ma proprio nulla è come sembra.
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Generations of love. Ediz. ampliata
Fandango Libri, 03/05/2024
Abstract: I romanzi di formazione non sono tutti uguali. Parlano di maturazione, del passaggio traumatico dall'adolescenza all'età adulta, della voglia di diventare grandi, della ricerca di sé e della paura di un mondo che va in pezzi con l'attesa incerta di quello nuovo che verrà. E in questo a volte si somigliano. Ma poi ci sono storie che hanno il sapore candido e comico di una sit-com, specie se il protagonista cresce in un paesino della provincia lombarda negli scintillanti anni Ottanta, pensa che Morrissey abbia scritto le canzoni degli Smiths soltanto per lui, e scopre di essere gay per l'amore intraducibile che prova per suo cugino. Allora no, le storie non sono tutte uguali. Perché la promessa, in questo caso, è di ritrovarsi felici a guardare i micro-drammi della quotidianità, chiedendosi con il sorriso se la vita di un omosessuale non sia una continua telenovela del dubbio, per rispondersi euforici che il momento di vivere come ciascuno vuole prima o poi arriverà. Libro cult della letteratura gay – pubblicato per la prima volta nel lontano 1999 e ripubblicato oggi da Fandango Libri nella sua edizione Extensions, arricchita e definitiva – Generations of love torna in libreria. Accanto al romanzo originale, l'autore ha aggiunto otto racconti fulminanti che ruotano attorno a quegli stessi personaggi, episodi satellitari che ci fanno sorridere e commuovere, oggi come allora.
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Il manuale della femminista guastafeste
Fandango Libri, 10/05/2024
Abstract: A quante di voi è capitato, sedute a tavola con la propria famiglia, di sentire l'impulso irrefrenabile di rispondere a una frase offensiva, spesso sessista, di averlo fatto e di essere passata per quella che rovinava l'atmosfera, la solita guastafeste, o ancora peggio, la solita femminista guastafeste? Sara Ahmed parte da qui, da questa rottura, per raccontare come ci sia un momento in cui ci si trasforma nella persona indesiderata che "uccide la gioia", suona la nota stonata, sottolinea le disuguaglianze e le storture. Il manuale della femminista guastafeste ci dimostra come essere una guastafeste possa aiutarci a navigare nel mondo e come "rovinare la festa" possa essere un progetto radicale che crea il mondo. Con un'analisi acuta della letteratura, del cinema e delle maggiori (e non solo) opere femministe e attingendo alle proprie esperienze come studiosa e attivista femminista queer razzializzata, Ahmed rivela e raccoglie le preziose lezioni di chi è arrivata prima di lei, recuperando e unendosi a una genealogia di guastafeste nere e razzializzate, scrittrici come Alice Walker, bell hooks, Audre Lourde, Angela Davis e Claudia Rankine. Le idee di Ahmed sulla violenza, il silenzio, l'emozione, il razzismo, il femminismo bianco e la bianchezza, la denuncia, la diversità e l'istituzione hanno formato il pensiero femminista intersezionale contemporaneo, ponendo al centro l'importanza di fare domande e il potere di alzare gli occhi al cielo senza timore. Un libro che amplia il concetto stesso di femminismo, solidarietà e resistenza oltre i confini e le sovrastrutture. Sara Ahmed intesse un arazzo e un archivio del collettivo e della comunità femminista guastafeste, dopo aver letto il quale nessun pranzo di famiglia sarà più un terreno neutrale e nessuna battaglia sarà più individuale.
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Fandango Libri, 19/04/2024
Abstract: Milano, primi del Novecento. Ada, figlia giovanissima di un piccolo ristoratore socialista, inizia a occuparsi di politica. La sua vita è scandita dalle manifestazioni e dalla gestione della famiglia, fa parte della classe operaia e immagina un sole dell'avvenire che illumini e corregga le ingiustizie intorno a lei. Frequenta i capi del partito comunista clandestino, ma sa di non avere molto in comune con loro, istruiti e borghesi, quasi tutti maschi, che la interpellano per conoscere la "voce del popolo". Nei primi anni del regime fascista collabora alla diffusione dell'Unità a Milano e raccoglie fondi per il Partito comunista. Fino al giorno in cui, nel 1927, viene seguita, la sua casa perquisita, il padre minacciato e lei condotta verso un luogo sconosciuto. Imprigionata e sottoposta a indicibili torture, in balia di un potere oppressivo e violento, dopo anni di abusi viene finalmente interrogata dallo stesso giudice istruttore del processo contro Gramsci, che le dà uno spiraglio (forse): un modo, per quanto doloroso, potrebbe esserci per evitare un processo politico come nemica dello Stato. Ispirato a una storia vera, La Quarta Compagna rende omaggio alle tante donne combattenti italiane che, durante il regime fascista e per tutto il secolo scorso, hanno lottato per difendere il proprio senso di giustizia, a costo di perdere tutto ciò che avevano. Un racconto per tornare alle matrici della lotta per un mondo più giusto.
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Tutto quello che non doveva succedere
Fandango Libri, 24/05/2024
Abstract: Tra il 30 maggio e il 13 giugno 1984 sono successe due cose che non sarebbero mai dovute succedere. Iniziano con la sconfitta allo Stadio Olimpico dell'AS Roma durante la finale della Coppa dei Campioni, ai rigori, contro il Liverpool. Finiscono con i funerali di Enrico Berlinguer, l'uomo a cui era legato il cambiamento del più grande Partito Comunista europeo a pochi giorni dalle elezioni comunitarie. Quelli e quelle che c'erano dicono che sono stati i quattordici giorni durante i quali Roma, la città del rumore e della caciara, è stata zitta come non lo era mai stata. Dagli scontri per la ricerca del biglietto al rientro a casa dopo la sconfitta, dal corteo funebre a Piazza San Giovanni del segretario del Partito Comunista, al ricordo di Agostino Di Bartolomei, il capitano di quella Roma, che si suicida dieci anni dopo quella finale: una continua ricerca di senso che si ritrova nelle voci e nei ricordi di chi in quei giorni ha vissuto nella città più silenziosa della sua storia. Può un lutto essere elaborato in maniera collettiva e poi trasformarsi in racconto? Tutto quello che non doveva succedere è lo studio dell'acustica di un lamento collettivo che dal 1984 ancora rumina i quattordici giorni più tristi e silenziosi di un popolo. Tutto quello che non doveva succedere è anche un podcast Fandango disponibile su tutte le piattaforme gratuite.