Trovati 13 documenti.
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La vecchia signora del riad / Fouad Laroui ; traduzione Cristina Vezzaro
Del Vecchio, 2019
Abstract: È possibile condividere il proprio mondo con qualcuno che viene percepito come completamente estraneo? Questa è la domanda che Fouad Laroui si pone nel raccontare la tragicomica storia di François e Cécile, coppia benestante, progressista e liberale che assecondando un capriccio e inseguendo una imprecisata voglia di libertà lascia di punto in bianco la propria vita parigina per trasferirsi a Marrakesh. Costantemente destabilizzati da cliché e stupore i due "francesi di Francia" riescono, non senza qualche complicazione, a prendere possesso di un riad apparentemente perfetto, una dimora da sogno completamente in linea con le aspettative della coppia. Ed è proprio quando i due sembrano liberi di esplorare la propria idilliaca nuova vita che di nuovo si imbattono nell'inatteso: una silenziosa e coriacea vecchia signora che occupa, senza alcuna intenzione di andarsene, una stanza del loro riad. La convivenza forzata, che costringerà la coppia a confrontarsi con il proprio progressismo di maniera, saprà stimolare il dialogo tra i due mondi?
Londra / Louis-Ferdinand Céline ; a cura di Régis Tettamanzi ; traduzione di Ottavio Fatica
Adelphi, 2025
Abstract: All’inizio di Londra Ferdinand, alter ego di Céline, appena sceso dalla nave su cui si era imbarcato alla fine di Guerra, si ritrova nel mondo della mala londinese, o meglio di quella francese, fuggita in massa per scampare alle trincee. Una contro-società chiusa in sé stessa, con le sue regole inumane, da tutti accettate stoicamente. Ma che cos’è Londra? Un manuale di sopravvivenza a uso dei disertori, un inno dolente alla prostituzione, un’elegia alla città che i giornali dell’epoca definivano «il più grande mercato di carne umana del mondo»: mai così diversa, stralunata, affascinante nel suo superbo squallore. Céline squaderna una galleria di personaggi eroici nella turpitudine, alcuni già incontrati in Guerra come la prostituta Angèle e il maggiore Purcell (qui trasformato in folle inventore), o il bombarolo dostoevskiano Borokrom, i due papponi rivali Cantaloup e Tregonet, e il medico ebreo Yugenbitz, «pura bontà», quello che Céline avrebbe voluto diventare. Tutti dal destino segnato, popolano giorno e notte grandi arterie e angiporti, androni e locali malfamati, parchi e latrine. La violenza, l’intensità quasi insopportabile di questa prosa dimostrano che il romanzo ci è pervenuto in una versione non purgata, che mai avrebbe potuto vedere la luce negli anni Trenta, quando è stato scritto, e resta materia incandescente ancora oggi.
Assimil Italia, 2009 (stampa 2010)
Un etnologo al bistrot / Marc Augé
Raffaello Cortina, 2015
Abstract: Marc Augé esplora in questo libro il gran teatro del bistrot con tutti i suoi attori. Considerato con gli occhi dell'etnologo, il bistrot è il regno delle relazioni "di superficie" quelle in cui il gesto dello scambio importa assai più di ciò che lo motiva. Un grande bistrot nell'ora di punta è un luogo straripante di vita, di emozioni, in cui si scambiano parole per non dire nulla, gesti appena accennati, occhiate passeggere. Spazio relazionale ma anche spazio letterario: Maigret sarebbe impensabile senza le soste al bistrot. La Francia ha esportato in tutto il mondo questo modello di civiltà: da quel nome sprigiona ovunque il carattere amabile che ne contrassegna l'immagine. Non pura immagine, tuttavia: il bistrot è un oggetto del paesaggio urbano che rivendica di possedere una propria storia, una geografia e, d'ora in avanti, anche una propria etnologia.
Morire per una notte / Giorgio Todde
Il Maestrale, 2016
Abstract: Nessuno in tutta la città riesce a sfuggire alla verità che una mattina del 1793 appare nel golfo di Cagliari, quando la flotta francese tenta d'invadere la Sardegna. La Storia esplode in faccia alla piccola nobiltà della città alta e a una plebe che assomiglia mortalmente ai suoi capi. Inizia l'attesa paurosa dei cannoneggiamenti e l'attesa speranzosa dell'arrivo delle milizie da tutta l'Isola, ma non è sospesa la vita dentro la città murata, dove un giudice tiene stretto un idolo sanguinario di giustizia, un prete oppone ai cannoni un simulacro di religione, un nobile cerca di conservare il suo mondo che invece va in frantumi, i "novatori" tentano di saltare in groppa agli avvenimenti che vogliono disarcionarli. Quando cala la notte, fra gli occupanti delle navi minacciose alla fonda e personaggi importanti della città in terraferma corrono rapporti segreti di cospirazione. Ma un chiarore guida le azioni di Galatea Ruju e di Joseph Nièpce, uno di quelli che portano il "nuovo" dal mare. Nella luce sovrumana del golfo, che non finisce neppure quando appare il buio, Joseph e Galatea moriranno, anche se solo per una notte.
Parigi senza ritorno / Svevo Moltrasio
Sperling & Kupfer, 2017
Abstract: È stata tutta colpa dell'amore. Da ragazzino, l'amore virtuale per la Sophie Marceau nel Tempo delle mele. Poi, da grande, l'amore per una ragazza in carne e ossa. È per questo che Svevo - nato e cresciuto a Roma e decisamente refrattario ai viaggi - ha preso la decisione di trasferirsi a Parigi. E così, tutto d'un tratto, si è ritrovato a passeggiare lungo gli Champs Élysées, a passare sotto la Tour Eiffel, a mangiare regolarmente baguette e formaggi dall'odore poco rassicurante e, soprattutto, a non potersi più fare il bidet. In bagni rigorosamente senza finestra. Perché, a dirla tutta, Parigi sarà pure la Città delle luci, ma ha anche tante ombre, e la realtà quotidiana di un immigrato italiano non è esattamente la vie en rose. E i francesi saranno pure chic, raffinati ed eleganti, ma sono anche distaccati e formali, fissati con i loro complessi di superiorità, portatori di un concetto peculiare di igiene. Quanto alla loro tanto strombazzata cucina, poi... Insomma, la Parigi vissuta e raccontata in questo libro è tutta da scoprire e da ridere: è proprio a colpi di ironia che Svevo si «vendica» dei nostri cugini d'Oltralpe e fa giustizia di tanti stereotipi e cliché che penalizzano gli italiani e il Bel Paese. Svevo Moltrasio racconta la sua storia di romano trapiantato a Parigi, il suo rapporto di amore e odio con la capitale francese e quella insopprimibile nostalgia che tutti gli italiani all'estero, per amore o per forza, conoscono bene.
Torino : EDT, copyr. 1997
Abstract: Testimonianza d'amore di una grande scrittrice verso la sua celeberrima patria adottiva, questo volume riprende l'ambientazione dell'Autobiografia di Alice B. Toklas, pur essendo stilisticamente vicino al più sperimentale C'era una volta gli americani. La Parigi degli anni Trenta fa da sfondo ad un excursus a ruota libera, una sorta di raffinatissima conversazione sempre lontana dai luoghi comuni, sui francesi e sulla francesità che abbraccia le manifestazioni più varie della vita e del carattere nazionale.
Milano : A. Vallardi, 2009
Abstract: Una guida pratica alla lingua italiana di tutti i giorni per gli stranieri di lingua francese, con una breve grammatica di italiano.
3. ed
Genova : Erga, 2000
Abstract: Benvenuti a scuola è una pubblicazione destinata ai bambini stranieri, alle loro famiglie e ai loro insegnanti, che si propone di favorire una veloce integrazione in classe degli alunni provenienti da paesi lontani. Essa si compone di 52 schede illustrate e bilingue che trattano, con decine di esempi, gli argomenti più diversi.
Grammaire italienne facile : la grammaire amie pour apprendre l'italien / a cura di Martine Giraud
Milano : Vallardi, stampa 2005
Il passo falso di Emma Picard / Mathieu Belezi ; traduzione di Maria Baiocchi
Feltrinelli, 2025
Abstract: È il 1868 e la Francia di Napoleone III fa fatica a popolare le vaste colonie del suo Impero. L’amministrazione centrale decide allora di rivolgersi ai ceti meno abbienti, ai contadini poveri che abbondano in ogni parte del paese. Allettati da offerte irrinunciabili, muovono alla volta delle aride terre africane. Tra loro, la giovane vedova Emma Picard. Una fattoria e venti ettari di terra in Algeria sono il trofeo in palio per poter sfuggire alla miseria e garantire un decente avvenire o la semplice sopravvivenza ai suoi quattro figli. Emma si lancia anima e corpo nell’impresa, con la passione, lo slancio e la determinazione di una giovane madre, prima di rendersi conto di essere stata ingannata da promesse illusorie, sogni irrealizzabili, vuote chimere. È lei stessa che racconta la sua tragica avventura attraverso un ammaliante, ipnotico monologo. Nel corso di una notte, per allontanare la morte, alternando caparbietà e speranza, racconta all’ultimo figlio sopravvissuto, Léon, la loro discesa agli inferi. Ripercorre tutto quello che hanno passato: il duro lavoro in una terra selvaggia, la fame, le siccità, le invasioni di cavallette, lo scoramento. Ma anche le gioie, le risate fragorose, l’amore infinito di una madre per i suoi figli, la lotta, l’ostinazione… fino all’inevitabile disfatta. Personaggio tragico e nobile, indimenticabile, Emma Picard compie eroicamente il suo destino sul suolo algerino che, per riprendere le parole di Mathieu Belezi, “non l’ha mai voluta e mai la vorrà”. In lei, come nelle grandi figure femminili della letteratura, affiora l’irriducibilità e la rassegnazione, la ribellione e l’arrendevolezza, tutta la grandezza e la miseria della condizione umana.