Trovati 24 documenti.
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Ruanda nel cuore dell'Africa / Maurizio Bersanelli
Polaris, 2014
Formigine : Infinito, 2018
Afriche ; 6
Napoli : Marotta & Cafiero, 2019
Le zanzare ; 15
Abstract: Yolande è un'infermiera, una donna emancipata. Yolande è sulla lista nera degli hutu. Scappa nella foresta, tra i gorilla, con tre bambini e suo marito. Ogni notte, con i machete, migliaia di tutsi vengono massacrati in quello che passerà alla storia come il genocidio del Ruanda. L'Occidente resta a guardare, mentre Yolande perde i suoi figli e suo marito. Ma lei sopravvive, perché la morta non l'ha voluta. Questo libro è una terribile testimonianza di una donna che non ha taciuto nonostante l'orrore. Una storia cruda, senza filtri, senza pietà. Una mamma, una moglie, un'esule che non ha mai smesso di amare la propria terra.
Milano : Edizioni dell'Arco, 2000
Milano : Mondolibri, 2005
Hutu-Tutsi : alle radici del genocidio rwandese / Michela Fusaschi
Torino : Bollati Boringhieri, 2000
Saggi :Storia, filosofia e scienze sociali
Roma : E/O, [2007]
Dal mondoI leoni
Abstract: Dodici anni dopo il genocidio in Ruanda, Esther Mujawayo, la cui famiglia è stata in gran parte sterminata durante i massacri del 1994, scrive una testimonianza eccezionale sulla sua vita e sulla grande politica di riconciliazione nazionale che il governo ruandese cerca di mettere in atto. Racconta i momenti spietati e quasi irreali del confronto tra le vittime e gli assassini durante i gacaca, tribunali tradizionali creati per affrontare lo spinoso problema della giustizia del dopo genocidio. In cambio di riduzioni della pena, viene chiesto agli assassini di rivelare la verità sugli ultimi momenti di vita delle loro vittime così come sui luoghi dove i corpi sono stati abbandonati. Nella seconda parte del libro Esther Mujawayo e Souâd Belhaddad danno la parola ai sopravvissuti che lavorano ogni giorno con gli autori del genocidio per cercare di sensibilizzarli alla pace e alla ricostruzione di una nazione ruandese.
Luna park Rwanda / Ciko [i.e. Roberto Mauri]
Milano : Edizioni dell'arco, c2000
New York : Carroll & Graf, 2005
BeccoGiallo, 2007
Abstract: Ruanda, 15 aprile 1994. Le truppe della Nazioni Unite fanno le valigie lasciando migliaia di innocenti nelle mani dei carnefici. Vigliaccheria o strategia politica?
Milano : Mondadori, 2011
Abstract: Silvana Arbia è una delle persone più temute dai criminali di guerra e dai grandi ricercati internazionali. Oggi a capo della Cancelleria del Tribunale penale internazionale dell'Aja, ha lavorato per otto anni da procuratore, in prima linea. Incarico che l'ha portata nelle zone più pericolose dell'Africa, dove ha incontrato autori di efferati crimini contro l'umanità. Come Pauline Nyiramasuhuko, ministro della Famiglia in Ruanda e prima donna accusata di stupro contro l'umanità, o il sacerdote Athanase Seromba, responsabile del massacro di duemila tutsi nella sua stessa chiesa. In questa testimonianza drammatica e preziosa ci racconta da un punto di vista assolutamente unico alcune spaventose violenze di massa, oggi spesso dimenticate, dando voce alle vittime dei genocidi, analizzando come agiscono i più feroci carnefici, e spiegando perché molti Stati spesso intralciano l'azione della giustizia. Raccontandoci la sua esperienza professionale e di vita, Silvana Arbia ci offre uno straordinario esempio della battaglia civile per la ricerca della verità.
Bologna : EMI, 2012
Lampi di storia ; 3 - Africa 50 ; 11
Abstract: Un saggio sulla riconciliazione in Ruanda. A 18 anni dal genocidio, essa si rivela un processo ancora difficoltoso e affidato principalmente alle macchine giudiziarie, con tre tipi di tribunali (internazionale e ruandese), tutti con le loro luci e molte ombre. Un'esperienza come il Progetto Amahoro, appoggiato dal Centro Missionario Diocesano di Reggio Emilia, lascia intravedere altre vie possibili.
Oggi disegneremo la morte / W. L. Tochman ; traduzione di Marzena Borejczuk
Rovereto : Keller, 2015
Razione K ; 3
Abstract: Dopo Come se mangiassi pietre ecco un'altra importante testimonianza del mondo in cui viviamo, firmata da W. L. Tochman, uno dei più noti reporter polacchi. L'autore ci conduce attraverso le cicatrici di un intero Paese, quelle dei corpi, quelle della terra, per raccontarci il genocidio ruandese del 1994 e le sue conseguenze. Cosa succede alle vittime, ai colpevoli e a noi che ne siamo stati testimoni? Con uno stile che inchioda il lettore alla pagina, Tochman riesce a fare parlare i sopravvissuti, i carnefici e persino i luoghi e a instillarci dubbi e interrogativi ai quali non possiamo fuggire. Oggi disegneremo la morte è un alto esempio di reportage letterario.
Hutu-Tutsi : alle radici del genocidio rwandese / Michela Fusaschi
Torino : Bollati Boringhieri, 2000
Abstract: Il lavoro propone una ricerca delle ragioni profonde del conflitto che ha sconvolto il piccolo paese africano, analizzandone le premesse storico-antropologiche. L'autrice intraprende una completa rilettura della vasta letteratura etnografica e sociologica sul Rwanda, affrontando in particolare la revisione critica dei concetti di etnia e conflitto etnico impiegati indiscriminatamente quali categorie.
Congo, Ruanda, Burundi : le parole per conoscere / Jean Leonard Touadi
Roma : Editori riuniti, 2004
Abstract: La collana Il giro del mondo risponde all'esigenza crescente di un ampio pubblico, attento e partecipe, di comprendere le dinamiche e gli sviluppi storici, politici, economici e sociali di questioni internazionali di particolare rilievo. Un'enciclopedia tascabile composta da una serie di volumi di divulgazione e approfondimento, su paesi e regioni del mondo, scritti in modo chiaro ed esauriente per essere un utile e indispensabile strumento di informazione e conoscenza.
Stagione di sangue : un reportage dal Ruanda / Fergal Keane ; [traduzione di Ester Dornetti]
Milano : Feltrinelli, 2005
Feltrinelli real cinema
Abstract: La guerra civile che si è combattuta agli inizi degli anni novanta in Rwanda ha prodotto un numero sconcertante di morti (800.000 nei 100 giorni più atroci della guerra, e decine di migliaia nei mesi successivi). Il film di Terry George Hotel Rwanda racconta la storia vera di un uomo che, da solo, ha saputo resistere all'orrore. In quei cento interminabili giorni, mentre l'occidente, l'ONU, gli Stati Uniti il governo italiano facevano finta di non vedere, un semplice direttore d'albergo, rischiando ogni giorno la morte, ha dato rifugio e salvato dal massacro 1200 persone. In allegato, il libro-inchiesta di Fergal Keane, Stagione di sangue, che ricostruisce le cause e gli eventi della guerra civile in Rwanda.
Il leopardo di ghiaccio / Aaron Latham
Milano : Feltrinelli traveller, copyr. 1993
Mietitura di teste : pagine per il Ruanda / Abdourahman A. Waberi ; a cura di Marie-Josè Hoyet
Roma : Lavoro, copyr. 2001
Abstract: Pagine per il Ruanda.
Lo sguardo oltre le mille colline : testimonianze del genocidio in Rwanda / Ivana Trevisani
Milano : Baldini Castoldi Dalai, copyr. 2004
Abstract: Il 6 aprile 1994 l'aereo su cui viaggia il generale Juvénal Habyarimana, presidente del Rwanda, viene abbattuto mentre si prepara all'atterraggio sull'aeroporto di Kigali. Il presidente muore e il cielo ci cade addosso, racconta Amata: Habyarimana è infatti di rientro da Dar-es-Salaam, dove è sancita l'applicazione del trattato di Arusha che sembra dare concretezza alla possibilità di una compartecipazione della minoranza tutsi al governo hutu del Paese. Viceversa, quella notte, con l'aereo del presidente precipitano le speranze di possibile convivenza tra la popolazione rwandese. Dopo poche ore infatti si avvia la macchina di sterminio sistematico che dal 7 aprile al 19 luglio ha portato all'uccisione di circa un milione di rwandesi.
[Milano] : Bompiani, 2004
Abstract: Il libro offre una testimonianza della strage in Ruanda che ha visto, nel 1994, in poco più di un mese, il massacro di circa 50.000 tutsi a opera dell'etnia rivale hutu. L'autore, giornalista inviato di guerra per Libération fa parlare i carnefici e, in particolare, un gruppo di nove persone. Quello che emerge è la bestialità di questi esseri umani, una bestialità che è qualcosa di più della violenza individuale, qualcosa di più della follia, qualcosa di diverso da una guerra vera e propria, perché è fatta dell'indifferenza più totale alla vita, alla morte, al sangue, al dolore, a ogni forma di umanità.