Trovati 517 documenti.
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Disegni di Hans Holbein il Giovane / presentazione di Karl Scheffler
Novara : Istituto geografico De Agostini, [1943]
Documentario fotografico Athenaeum
Einaudi, 2020
Abstract: Manet, Pissarro, Cézanne, Morisot, Seurat, Gauguin, Van Gogh... insieme ad altri illustri pittori del periodo realizzarono alcuni dei disegni più belli della storia dell'arte. Questo libro inserisce l'uso di questa tecnica nel contesto artistico francese del tardo XIX secolo, spiegando perché tali opere rivestono un'importanza pari a quella dei dipinti nella rappresentazione della modernità. Nella Francia di fine Ottocento, mentre gli artisti d'avanguardia introducevano nelle loro opere scene di vita contemporanea, un nuovo approccio ai materiali e una maggiore possibilità di esporre nelle mostre conferirono un'inedita dignità al disegno. Per la prima volta, dipinti e disegni condividevano gli stessi principî stilistici, contrassegnati da spontaneità, maneggevolezza e una deliberata assenza di rifiniture. I pastelli di Degas, gli acquerelli di Cézanne, i disegni a penna e inchiostro di Van Gogh e le opere a tecnica mista di Toulouse-Lautrec potevano e dovevano essere considerati del tutto autonomamente, e ciò si dimostrò fondamentale per lo sviluppo dell'arte moderna. «Gli artisti hanno ora a disposizione un ventaglio più ampio di materiali che possono utilizzare in nuovi contesti e senza alcun obbligo di aderire a prassi consolidate. Ciò vale in particolare per i materiali più teneri come il gessetto, il carboncino, la matita Conté, la matita litografica, il pastello, l'acquerello, la tempera e la gouache, ora tutti più facilmente reperibili in forma sia naturale sia di produzione industriale. C'era anche una maggiore apertura mentale rispetto all'uso di strumenti più tradizionali come la matita, la penna e i pennelli: Van Gogh, per esempio, amava le matite da falegname, le cannucce e le penne d'oca. C'era poi un più grande desiderio di sperimentare, e molti disegni vengono eseguiti con tecniche miste la cui analisi può risultare estremamente complessa e che non escludono l'olio, normalmente riservato alla pittura. L'improvvisazione dà spazio a varie forme di manipolazione della superficie, che viene macchiata, sfumata, sollevata, modificata con cancellature, raschiata, bagnata o trattata con fissativi adottando alcune tecniche comuni alle incisioni. A seguito di questi sviluppi, linea e colore nell'arte d'avanguardia convergono a tal punto da rendere il disegno indistinguibile dalla pittura».
Bianca e Bruno. Storia di primavera / Agostino Traini
Il Battello a vapore, 2021
Abstract: Bianca e Bruno sono due bambini felici e curiosi. Oggi è primavera e vanno a dipingere fiori e farfalle.
Dal cucchiaio alla città / di Ugo La Pietra
Recco : il Geko, 2014
In punta di penna ; 4
Giunti, 2019
Abstract: La parola d’ordine, nella produzione e nel pensiero di William Blake (Londra 1757-1827), è “immaginazione”. Attorno a questo concetto costruisce la sua fama di poeta e pittore, e anche di stravagante, mistico cultore della Bibbia come dell’assoluta libertà creativa. Un artista fuori dal coro; vicino, certo, alla sensibilità romantica, ma alla perenne ricerca di quelle che lui stesso definisce “le porte della percezione”, con una definizione la cui fortuna arriverà fino alle esperienze con gli allucinogeni di Huxley e a quelle di un’intera generazione di rocker. Coltiva la sua arte visionaria da autodidatta; insofferente a ogni accademia aderisce a ogni movimento di ribellione: una figura divisiva e affascinante. Lo celebra in questi mesi un’importante mostra alla Tate Britain di Londra.
L'Ippocampo, 2022
Abstract: Un libro illustrato per presentare 80 uccelli dei quattro angoli del mondo, dal passero repubblicano della Namibia che fabbrica estesi condomini multi-nido nel deserto, all'oca indiana che migra sorvolando due volte all'anno l'Himalaya. Se molti volatili sono protagonisti del folclore e della mitologia, altri sono assurti a simbolo nazionale, e altri ancora hanno ispirato famose scoperte scientifiche o audaci programmi di salvaguardia.
Nuova ed. [rivista, corretta e aggiornata]
Lazy dog, 2018
Abstract: I disegni del volume "L'architettura degli alberi" di Cesare Leonardi e Franca Stagi rappresentano uno strumento per la progettazione del verde. Frutto di uno studio durato oltre vent'anni, il libro contiene la trattazione di 212 specie arboricole, disegnate in scala 1:100, con e senza fogliame, corredate dai diagrammi delle proiezioni delle ombre durante le ore della giornata e nel corso delle stagioni, dalla tabelle di variazione cromatica stagionale delle chiome e da 393 schede descrittive di ogni famiglia (53), genere (128) e specie (212), con 185 disegni particolari di foglie, fiori e frutti. Un testo rivolto a professionisti, architetti, paesaggisti e designer, e a chiunque subisca l'irresistibile fascino del meraviglioso mondo degli alberi.
Architettura futurista / Antonio Sant'Elia ; a cura di Viviana Birolli
Milano : Abscondita, 2022
Miniature ; 121
Abstract: «Il problema dell'architettura moderna non è un problema di rimaneggiamento lineare. Non si tratta di trovare nuove sagome, nuove marginature di finestre e di porte, di sostituire le colonne, i pilastri, le mensole con cariatidi, con mosconi, con rane; non si tratta di lasciare la facciata a mattone nudo, o di intonacarla o di rivestirla di pietra; non si tratta, in una parola, di determinare differenze formali tra l'edificio nuovo e quello vecchio; ma di creare di sana pianta la casa nuova costruita, tesoreggiando ogni risorsa della scienza e della tecnica, appagando signorilmente ogni esigenza del nostro costume e del nostro spirito, calpestando quanto è grottesco, pesante e antitetico con noi (tradizione, stile, estetica, proporzione), determinando nuove forme, nuove linee, una nuova ragione d'essere solo nelle condizioni speciali della vita moderna, e la sua rispondenza come valore estetico nella nostra sensibilità. Quest'architettura non può essere naturalmente soggetta a nessuna legge di continuità storica. Essa deve essere nuova come sono nuovi il nostro stato d'animo e le contingenze del nostro momento storico».
Notti di Tokyo : l'arte del disegno di Mateusz Urbanowicz / Mateusz Urbanowicz
L'Ippocampo, 2022
Abstract: Il maestro degli anime giapponesi ci invita a una passeggiata notturna per le vie di una delle megalopoli più affollate del mondo. Urbanowicz ci racconta il suo arrivo nella capitale giapponese per lavorare in uno studio di animazione, rievocando quei momenti di solitudine provati quando gli sono venuti a mancare i punti di riferimento più familiari. In quel momento, l’unica via di fuga è stata per lui quella di vagabondare di notte, in una sorta di meditazione che gli ha permesso di assaporare al meglio la città. Come nel suo primo libro, Botteghe di Tokyo, l’autore richiama la nostra attenzione sui dettagli architettonici, ma anche sulle atmosfere che ha percepito e sulle tecniche adottate per ottenere una stupefacente maestria della linea e del colore. Le vedute presenti in Notti di Tokyo, un po’ come le stampe di Hokusai e Hiroshige, sedurranno gli amanti della cultura e dell’illustrazione giapponese, sia per la qualità pittorica sia per l’approccio pedagogico con cui Mateusz definisce il suo lavoro nell’ultimo capitolo. Inclusa nel volume, l’intervista dell’autore con uno dei più grandi registi d’animazione giapponesi saprà deliziare gli appassionati del genere.
Carlo Carrà (1881-1966) : disegni e incisioni / a cura di Luigi Cavadini
Como : E. Pifferi, [2005]
Adelphi, 2022
Abstract: Com’è noto, poco prima della morte, Kafka chiese all’amico Max Brod di distruggere tutti i suoi «scarabocchi». Alludeva non solo agli scritti, ma anche a quei disegni che, dando prova di autentico talento, aveva tracciato nel corso degli anni su fogli sparsi, pagine di diario e un intero quaderno. Max Brod non distrusse né gli uni né gli altri – e mai disobbedienza fu più provvidenziale. Rese tuttavia pubblico solo un numero ristretto di disegni: i restanti, la maggior parte, sono rimasti occultati per decenni in una cassetta di sicurezza, prima a Tel Aviv e poi a Zurigo. E solo quando, di recente, sono tornati alla luce, si è svelato pienamente il volto artistico di Kafka. Un volto che ora potremo conoscere grazie a questo libro, in cui è riprodotto – sul supporto originale, e quasi sempre a grandezza naturale – l’intero corpus dei disegni che si sono conservati. Pagina dopo pagina, incontreremo esili silhouette nere di omini curvilinei che ora camminano frettolosi, ora s’inerpicano chissà dove, ora sembrano danzare; figure angolose, dal volto appena accennato, talvolta comico; e ancora: esseri ibridi, spesso rappresentati con pochi tratti magistrali, immagini evanescenti, come in affannoso movimento, enigmatiche apparizioni. Ravviseremo così un artista imparentato con lo scrittore, ma che percorre un’autonoma strada parallela – una strada per Kafka non meno vitale, se a Felice Bauer poteva scrivere: «Una volta ero un grande disegnatore ... a quel tempo, ormai anni fa, quei disegni mi hanno appagato più di qualsiasi altra cosa».
Fausto Melotti : la dimensione del disegno / a cura di Flaminio Gualdoni e Marco Meneguzzo
[S.l. : s.n.], 1981 (Varese : La tecnografica)
[S.l.] : Electa, 2021
Abstract: Promosso dall'Associazione culturale Gillo Dorfles, fondata nel 2018 dagli eredi, il libro accompagna la mostra "Gillo Dorfles. Ghiri bizzi", ospitata negli spazi della Fondazione Cini di Venezia (25 novembre 2021 - 25 gennaio 2022), in cui sono esposti 21 disegni inediti, realizzati negli ultimi anni di vita dell'artista, accanto a un dipinto, "Vitrol", e a due libri, il primo e l'ultimo pubblicati dall'autore. L'opera pittorica e grafica di Dorfles, dagli esordi nel 1930 fino agli ultimi lavori del 2018, anno della sua scomparsa, è tutta avvolta da un alone di luce metafisica e surreale che ci trasporta in un mondo arcano popolato da esseri con sembianze a volte zoomorfe, o da un connubio di forme vegetali, animali e umane che ci sorprendono per la loro forte presenza e per i loro sguardi enigmatici. Questa preziosa e puntuale pubblicazione pone in luce la peculiarità della poetica di Dorfles, rivelando, soprattutto attraverso il testo di Luigi Sansone, l'intimismo percettivo di sensazioni e intuizioni che egli immetteva nella realtà, da lui trasfigurata in colori e segni indagatori che penetrano a fondo in essa: un omaggio all'originale unicità di Gillo Dorfles. Gillo Dorfles nasce a Trieste nel 1910. Trascorre l'infanzia a Genova e, al termine del conflitto mondiale, rientra a Trieste e completa gli studi superiori. Si trasferisce a Milano nel 1928 dove avvia gli studi di medicina che completa nel 1934 a Roma, specializzandosi in neuropsichiatria. A partire dagli anni Trenta ha svolto un'intensa attività di critca d'arte e saggistica ed ha esordito come pittore. Nel 1948 con Bruno Munari, Atanasio Soldati e Gianni Monnet, fonda il Movimento Arte Concreta (MAC) con l'obiettivo di dar vita a un linguaggio artistico nuovo, in grado di assimilare e di superare le ricerche astratte europee dei decenni precedenti. L'attenzione di Dorfles è rivolta soprattutto ai fenomeni comunicativi di massa, alla moda e al design, soffermandosi pur sempre sulla pittura, sulla scultura e sull'architettura moderna e contemporanea. Dagli anni Sessanta insegna estetica in diverse università italiane (Milano, Trieste, Cagliari) e dagli anni Ottanta riprende l'attività pittorica e grafica che per i suoi numerosi impegni aveva interrotto. Numerosissimi i riconoscimenti internazionali sia come artista che come critico. Nel 2010 è pubblicato "Gillo Dorfles - Catalogue raisonné", a cura di Luigi Sansone. Muore a Milano il 2 marzo 2018, qualche giorno prima dell'uscita del suo libro "La mia America", una raccolta di ricordi e scritti riguardanti i suoi viaggi negli Stati Uniti.
Il Castoro, 2018
Abstract: Un libro prezioso da regalare e condividere con le persone a cui si vuole bene, o da sfogliare per il piacere di sorprendersi a ogni pagina! In questo piccolo grande catalogo degli abbracci, che alterna magnifiche illustrazioni a citazioni di grandi autori della letteratura, l'autore ha voluto rappresentare il potere di un abbraccio, che sa scaldare i cuori di tutti, con la raffinatezza della sua arte e del suo genio.
Storie intime / Petites luxures
L'Ippocampo, 2020
Abstract: Un regalo divertente e sfacciato, nato dall’account Instagram @petitesluxures (Piccole Lussurie) nel quale il fondatore, Simon Frankart, illustra con uno stile delicato ed elegante le storie erotiche che gli confessano i suoi follower. L’account, aperto nel 2014 conta ora più di 1,3 milioni di follower nel mondo. In questa preziosa edizione, Simon ha illustrato cinquanta aneddoti piccanti accuratamente selezionati e inediti. L’intimità dei racconti si esprime nelle scene di passione disegnate dall’artista con un tratto sensuale e essenziale che ne rivela solo alcune linee.
[Milano] : Skira, 2018
Grafica storica ; 8
Bollati Boringhieri, 2019
Abstract: Carl Gustav Jung non si è rivelato soltanto un grande artista in prima persona. Ha sempre incoraggiato anche i suoi analizzandi (tra cui numerosi allievi) a esprimersi con colori e matite, vincendo la loro iniziale riluttanza a provarsi con mezzi che giudicavano impropri rispetto al tenore solo verbale dell’analisi, e di cui non comprendevano la finalità. Presto, però, tutti dovevano ricredersi. Raffigurare ciò che si agitava nelle regioni profonde della psiche era un «compito a casa» molto spesso risolutivo per l’evolversi della psicoterapia. Nelle mani di chi non aveva mai impugnato un pennello il contenuto dei sogni e delle visioni diurne prendeva forma materiale e, osservava Jung, «dispiegava completamente il suo effetto», ossia diventava «fantasia operante», e conduceva il paziente verso «qualcosa di inestimabile»: la «maturità psicologica». Ma, oltre all’efficacia terapeutica, qualcos’altro – non intenzionale, non messo in conto da nessuno, analista o paziente – traspare da queste figure e si impone: la bellezza. L’Archivio delle immagini conservato a Küsnacht dal C. G. Jung Institut di Zurigo custodisce 4500 opere di pazienti, raccolte da Jung tra il 1917 e il 1955, perlopiù anonime e di difficile datazione. Tesori dell’inconscio ne porta alla luce 178, selezionate e commentate sapientemente da un gruppo di studiosi che vanta competenze sia analitiche sia storico-artistiche. Jung spiegherebbe l’aria di famiglia che colpisce subito negli acquerelli, guazzi e disegni inediti qui riprodotti riferendone il «simbolismo primitivo», l’«arcaismo inconfondibile» e la «barbarica intensità» alla comune radice nell’inconscio collettivo. Ed è la stessa forza – dischiusa dai soggetti raffigurati, siano essi paesaggi, demoni interiori, furie animalesche o mandala – che vediamo agire nelle tavole de Il Libro rosso o negli splendidi manufatti di L’arte di C. G. Jung.
Gio Ponti: lettere ai Parisi / a cura di Piero Deggiovanni
Modena : Galleria civica di Modena, 1994
Gio Ponti: lettere ai Parisi / a cura di Piero Deggiovanni
Como : Nodolibri, 2019
Illustrazioni incredibili : Alberto Martini e i racconti di Edgar Allan Poe / Alessandro Botta
Fondazione Passaré : Quodlibet, 2017
Abstract: La narrativa di Edgar Allan Poe accompagna Alberto Martini (1876-1954) per quasi quarant'anni della sua vita, segnandone profondamente le vicende, sia umane che artistiche. Le illustrazioni ispirate ai Racconti dello scrittore americano si collocano in un momento di vero e proprio snodo della sua produzione figurativa che, dopo le prime affermazioni espositive e l'entusiastica accoglienza della critica, transita verso una ricerca più personale e indipendente. I disegni per Poe (centocinque in totale), a partire dalle prime apparizioni, si segnalano immediatamente come gli esempi più rappresentativi e fortunati della creatività di Martini, in grado di restituirne appieno sia il virtuosismo grafico che la raffinata propensione immaginativa. Esposte a Venezia, Bruxelles, Londra, Milano e Parigi, le illustrazioni godono di un notevole successo, grazie anche all'impegno del critico Vittorio Pica. L'interesse verso questa serie, che non dà segni di cedimento lungo tutto il Novecento, non si inscrive esclusivamente entro le riletture interne del percorso artistico martiniano, ma attraversa anche le molteplici declinazioni del simbolismo e la nascita delle avanguardie europee. Il saggio si concentra su due aspetti: da una parte ricostruisce la serie cronologica dei disegni, delineandone la fortuna attraverso le vicende espositive e i commenti della critica; dall'altra mette in luce il processo di costruzione delle illustrazioni che sembrano nascere tanto dal testo letterario quanto da modelli iconografici preesistenti.