Trovati 19 documenti.
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L'anima e le pietre / Aldo Trione ; prefazione di Gianni Puglisi
Sellerio, 2020
Abstract: «La pietra è Dio, ma non sa quello che è, ed il fatto di non saperlo fa di lei una pietra», scriveva Meister Eckhart. In questo abisso tra inconsapevolezza e pienezza di significato, si immerge l'analisi estetica e metafisica di Aldo Trione. Cosa è la pietra nuda? Nella sua privazione, essa è «cosa» più di ogni altra cosa. E il più spoglio silenzio oltre ogni parola, eppure sta prima di tutto e resterà dopo tutto. Contiene la vita come sua origine, eppure è anche vita consumata. Per i poeti, per i pensatori e per i mistici, la pietra nuda è linguaggio da interrogare. immagine archetipa. Nascono da lei gli dèi e gli uomini. E vicina alla forma pura. Ed è l'immagine del Dio nascosto. È là immobile ma, nella sua immobilità, si nasconde un canto. È presente assoluto, al di sopra di ogni distinzione. E, infine, è lo specchio di una mistica senza redenzione. Tante e diverse figure appaiono lungo l'itinerario di pensieri percorso da Trione in compagnia di autori di diverse epoche, come, tra gli altri, Platone, Bruno, Eckhart, Whitman, Valéry, Poe, Pessoa, Bachelard, Claudel, Caillois, Cioran, Camus. Per disegnare i contorni di una poetica «apersonale».
La metafora viva : dalla retorica alla poetica: per un linguaggio di rivelazione / Paul Ricoeur
Milano : Jaca book, 1981
Il filo del pensiero : tessere, scrivere, pensare / Francesca Rigotti
Il Mulino, 2002
Abstract: «Quel che ci tranquillizza... è infilare un filo, quel famoso filo del racconto di cui è fatto anche il filo della vita», dice Musil. Il filo è il caos fatto ordine, è il groviglio che trova struttura, è la linea che esce dal labirinto. Filare, pensare, scrivere: tutte azioni che sgorgano da questa necessità primordiale di imprimere una forma, una direzione, un senso. Già la Bibbia indicava, accanto al bisogno del cibo, quello di avere una «seconda pelle» come protezione. Filava Eva, tesseva Pelenope, cuciva e lavorava a maglia Maria. Dal filo di Arianna alla tela di Aracne, dalla corda di Ananke alle abilità tessili di Atena, il volume segue il farsi metaforico del filo, del tessuto e dell'intreccio, per approdare al contenuto simbolico del vestire e dello spogliare, che evocano l'interno e l'esterno del corpo, l'ambito morale e quello materiale, sofisticazione e virtù, menzogna e verità. Un percorso, questo, che ci porta direttamente alla metafora della rete internet, odierna «tessitura» che comprime il tempo e dilata lo spazio, e tradisce la profonda aspirazione contemporanea, inebriata di immanenza, a non accettare né prima e dopo, né inizio e fine.
Mondadori, 2002
Abstract: Un classico, ha scritto Italo Calvino, non ha mai finito di dire quel che ha da dire. Cosa ci dice, oggi, questo saggio di Susan Sontag, intensissimo e intrepido come da sua cifra, pubblicato per la prima volta nel 1978? Che la malattia, nonostante l'illusione di oggettività che l'Occidente "scientifico" tende a coltivare, non è percepita né concepita secondo le sue coordinate reali, ma è una costruzione culturale, profondamente connotata in senso metaforico. La malattia non parla di se stessa, perché la facciamo sempre parlare di altro, attraverso il linguaggio figurato con cui la bardiamo nella comunicazione e nell'immaginazione. E poiché "è quasi impossibile prendere residenza nel regno dei malati senza lasciarsi influenzare dalle sinistre metafore architettate per descriverne il paesaggio", è in primo luogo ai malati che dobbiamo una resistenza e una liberazione dal cascame di queste metafore, particolarmente pericolose nel caso di malattie epocali, mitizzate (e mistificate) come "predatori malvagi e invincibili": il cancro e le epidemie infettive (peste, tbc, sifilide, Aids, e altre che potremmo aggiungere a partire dal presente). "Nel tentativo di comprendere il male 'radicale' o 'assoluto', andiamo alla ricerca di metafore adeguate", ma è solo togliendo potere a queste appropriazioni retoriche, afferma Sontag, che possiamo conoscere più a fondo la realtà della malattia e affrontarla con la necessaria consapevolezza. Oggetto dell'indagine di questo libro è l'immaginario che la società costruisce intorno alla malattia: attraverso una fitta rete di riferimenti letterari l'autrice illustra il repertorio delle metafore, cariche dei tenaci pregiudizi e dei fantasmi di antiche paure, che hanno accompagnato un tempo la TBC e che oggi ammantano l'immaginario legato al cancro e all'Aids. Per spingere il lettore, finalmente, a liberarsi dall'oscuro senso di colpa e di scandalo che avvolge la malattia, lato oscuro della vita.
L'AIDS e le sue metafore / Susan Sontag
Einaudi, 1989
Abstract: Un classico, ha scritto Italo Calvino, non ha mai finito di dire quel che ha da dire. Cosa ci dicono, oggi, questo saggio di Susan Sontag, intensissimo e intrepido come da sua cifra, pubblicato per la prima volta nel 1989? Che la malattia, nonostante l'illusione di oggettività che l'Occidente "scientifico" tende a coltivare, non è percepita né concepita secondo le sue coordinate reali, ma è una costruzione culturale, profondamente connotata in senso metaforico. La malattia non parla di se stessa, perché la facciamo sempre parlare di altro, attraverso il linguaggio figurato con cui la bardiamo nella comunicazione e nell'immaginazione. E poiché "è quasi impossibile prendere residenza nel regno dei malati senza lasciarsi influenzare dalle sinistre metafore architettate per descriverne il paesaggio", è in primo luogo ai malati che dobbiamo una resistenza e una liberazione dal cascame di queste metafore, particolarmente pericolose nel caso di malattie epocali, mitizzate (e mistificate) come "predatori malvagi e invincibili": il cancro e le epidemie infettive (peste, tbc, sifilide, Aids, e altre che potremmo aggiungere a partire dal presente). "Nel tentativo di comprendere il male 'radicale' o 'assoluto', andiamo alla ricerca di metafore adeguate", ma è solo togliendo potere a queste appropriazioni retoriche, afferma Sontag, che possiamo conoscere più a fondo la realtà della malattia e affrontarla con la necessaria consapevolezza. Oggetto dell'indagine di questo libro è l'immaginario che la società costruisce intorno alla malattia: attraverso una fitta rete di riferimenti letterari l'autrice illustra il repertorio delle metafore, cariche dei tenaci pregiudizi e dei fantasmi di antiche paure, che hanno accompagnato un tempo la TBC e che oggi ammantano l'immaginario legato al cancro e all'Aids. Per spingere il lettore, finalmente, a liberarsi dall'oscuro senso di colpa e di scandalo che avvolge la malattia, lato oscuro della vita.
Malattia come metafora : AIDS e cancro / Susan Sontag ; confronto di Giovanni Jervis
Einaudi, 1992
Abstract: Un classico, ha scritto Italo Calvino, non ha mai finito di dire quel che ha da dire. Cosa ci dice, oggi, questo saggio di Susan Sontag, intensissimo e intrepido come da sua cifra, pubblicato per la prima volta nel 1978? Che la malattia, nonostante l'illusione di oggettività che l'Occidente "scientifico" tende a coltivare, non è percepita né concepita secondo le sue coordinate reali, ma è una costruzione culturale, profondamente connotata in senso metaforico. La malattia non parla di se stessa, perché la facciamo sempre parlare di altro, attraverso il linguaggio figurato con cui la bardiamo nella comunicazione e nell'immaginazione. E poiché "è quasi impossibile prendere residenza nel regno dei malati senza lasciarsi influenzare dalle sinistre metafore architettate per descriverne il paesaggio", è in primo luogo ai malati che dobbiamo una resistenza e una liberazione dal cascame di queste metafore, particolarmente pericolose nel caso di malattie epocali, mitizzate (e mistificate) come "predatori malvagi e invincibili": il cancro e le epidemie infettive (peste, tbc, sifilide, Aids, e altre che potremmo aggiungere a partire dal presente). "Nel tentativo di comprendere il male 'radicale' o 'assoluto', andiamo alla ricerca di metafore adeguate", ma è solo togliendo potere a queste appropriazioni retoriche, afferma Sontag, che possiamo conoscere più a fondo la realtà della malattia e affrontarla con la necessaria consapevolezza. Oggetto dell'indagine di questo libro è l'immaginario che la società costruisce intorno alla malattia: attraverso una fitta rete di riferimenti letterari l'autrice illustra il repertorio delle metafore, cariche dei tenaci pregiudizi e dei fantasmi di antiche paure, che hanno accompagnato un tempo la TBC e che oggi ammantano l'immaginario legato al cancro e all'Aids. Per spingere il lettore, finalmente, a liberarsi dall'oscuro senso di colpa e di scandalo che avvolge la malattia, lato oscuro della vita.
2. ed
[Milano : Bompiani], 2004
Parma : Guanda, copyr. 1992
Abstract: Viaggio tra anima e ragione, psiche e universo, scienza e leggenda, Le distese interiori del cosmo" - l'ultimo libro che Joseph Campbell portò a compimento prima della sua morte - è una raccolta di saggi in cui storia, antropologia, analisi del mito, spiritualità e psicologia analitica convergono in una speculazione riccamente documentata e sempre attuale. Credenze, riti, miti, pratiche ed espressioni artistiche e letterarie di popoli, figure e culture riconducibili a epoche e aree geografiche profondamente distanti vengono qui analizzati e interpretati come espressione universale dell'immaginazione mitica - la facoltà, nella concezione dell'autore, mediante la quale la mente umana supera i propri limiti e i confini spaziali e mette la dimensione interiore in relazione diretta con l'infinità del cosmo. Seguendo un percorso mirato a coglierne analogie, divergenze, rimandi ed elementi di continuità, Campbell spazia con grandissima apertura da Nietzsche a Blake, dai testi indú alla civiltà greca classica, dai rituali navaho ai culti egizi, mostrando come in ciascuna cultura il mito sia sempre metafora creativa che nasce dal bisogno universale di spiegare la realtà e dimostrando, di conseguenza, che uno studio ragionato delle mitologie consente di superare le differenze e i contrasti tra concezioni e tradizioni lontane e di esplorare nuovi mondi.
Il processo metaforico : connessioni tra vita e linguaggio / Gemma Corradi Fiumara
Bologna : Il mulino, copyr. 1998
Abstract: Questo lavoro si situa all'incrocio di campi diversi quali la filosofia, la linguistica, la psicoanalisi per affrontare in modo personale e innovativo il ruolo della metafora, vista come funzione cardine dell'attività intellettuale dell'uomo.
Paradigmi per una metaforologia / Hans Blumenberg ; [traduzione di Maria Vittoria Serra Hansberg]
Bologna : Il mulino, 1969
Collezione di testi e di studiFilosofia e metodologia
Che cos'è una metafora / Francesca Ervas, Elisabetta Gola
Roma : Carocci, 2016
Bussole ; 536Filosofia
Abstract: Forse un mattino andando in un'aria di vetro. .. Che cos'è un'aria di vetro? Quando pensiamo alle metafore, ci vengono in mente espressioni linguistiche come quelle delle poesie, in cui le parole evocano immagini non riducibili al significato letterale. Tuttavia la metafora è anche e soprattutto un potente strumento del pensiero in diversi ambiti del sapere e della vita pratica. Il libro è un'agile guida alle principali teorie e applicazioni della metafora (politica, pubblicità, arti ecc.).
L'Ippocampo, 2024
Abstract: «Non ci si bagna mai due volte nello stesso fiume.» Eraclito. «Immaginate di trovarvi in una profonda caverna.» Platone. «Uno spettro si aggira per l’Europa.» Marx. Il fiume, la caverna, lo spettro, il deserto, il gioco, lo specchio, il giardino... Nella storia della filosofia, questi termini hanno assunto di volta in volta significati diversi rispetto a quello letterale: sono diventati “metafore” di condizioni, rapporti e soggetti che i filosofi di tutti i tempi hanno adottato per illustrare le proprie dottrine. Quest’album raffinato e innovativo ripercorre le 24 tappe fondamentali del pensiero umano attraverso testi adatti a un giovane pubblico, ma non solo. Le grandi idee che hanno descritto (e cambiato) il mondo si animano nelle evocative tavole dell’artista catalano Guim Tió, che nella loro purezza invitano alla riflessione.
La comunicazione metaforica : il linguaggio analogico in psicoterapia / Aureliano Pacciolla
Roma : Borla, copyr. 1991
[Milano] : Bompiani, 2005
Abstract: Fin dalle sue origini il pensiero occidentale, in tutte le sue forme (filosofica, retorica, letteraria, scientifica, psicologica), si è interrogato sulla natura della metafora ma il valore cognitivo di questa figura retorica è stato spesso trascurato. Intento del volume, invece, è sostenere la portata conoscitiva della metafora: non si tratta infatti di un ornamento del discorso ma di una strategia per mettere sotto gli occhi di tutti concetti altrimenti inesprimibili. A sostegno di questa tesi, una ricca raccolta di saggi, che spazia dall'antichità alle più recenti ricerche di neurologia e intelligenza artificiale. Fra questi, due importanti contributi di Umberto Eco, di cui la curatrice è allieva e collaboratrice.
Le metafore tra le figure: una mappa ragionata / Michele Prandi
Novara : UTET, Università, 2021
Un pensiero in festa : le metafore visive nei processi di apprendimento dei bambini
Reggio Children, 2022
Abstract: Questo catalogo presenta una ricerca - realizzata da Reggio Children, Istituzione Scuole e Nidi d'infanzia del Comune di Reggio Emilia e Dipartimento di Educazione e Scienze Umane dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - che prova a rendere visibili i processi mentali attivati dalla comprensione e dalla produzione della metafora visiva nei bambini in contesti di nido e scuola dell'infanzia. Per metafora si intende quello strumento del pensiero e del linguaggio che connette elementi della realtà distanti tra di loro, costruendo una nuova realtà e un nuovo significato. La metafora è un vero e proprio sistema organizzatore dello sviluppo intellettuale, uno strumento di conoscenza che crea modi diversi di vedere il mondo. Un'intuizione in festa. Creatività, ironia, capacità di creare analogie e di cavalcare paradossi vengono qui presentate per essere accolte in una quotidianità consapevole.
Animali e metafore zoomorfe in Verga / a cura di Gianni Oliva
Roma : Bulzoni, 1999
Athenaeum ; 9