Trovati 4 documenti.
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Robots : The transmissions files n° 1 / Matt Dixon
Lavieri, 2020
Abstract: I robot di Matt Dixon suscitano immediata simpatia. Un sentimento di tenerezza si alterna al sorriso strappato, lo stupore alla famigliarità. Poi, un po' alla volta, quella leggera impressione di ingenuità che trasmettono lascia il posto all'osservazione imposta da alcuni particolari. Dopo un po' si intuisce che, nel complesso, quello che Dixon sembra mettere in scena sono dei classici archetipi e che spesso quei robottini... siamo noi.
Connessioni : The transmissions files n° 3 / Matt Dixon
Lavieri, 2022
Abstract: Un ulteriore passo nel mondo dei robottini di Matt Dixon, con un titolo dedicato alla comunicazione, tema sempre caro all’autore. Il motivo, se non fosse chiaro (l’epifania è ormai svelata: i robot siamo noi), è che “comunicare”, sia per gli “antennuti” robottini che per noi macchine “morbide”, si traduce e coniuga sempre di più nel tecnologico “trasmettere”, e quindi sull’essere connessi. Come se la comunicazione diretta, viso a viso o comunque non mediata dalla tecnologia, ci fosse sempre più preclusa. Ulteriore e finale paradosso dell’era dei social network.
Esplorazioni : The transmissions files n° 2 / Matt Dixon
Lavieri, 2021
Abstract: È un volume il cui tema portante è l’esplorazione e, con lei, i suoi frutti: la scoperta di nuovi luoghi e nuove sensazioni. Una ricerca che sembra soprattutto interiore. Nell’ultimo capitolo, infatti è la vita che, come un mistero, inizia a rivelarsi e a sorprendere, non solo sotto forma di fiori e piante, ma anche attraverso incontri con varie specie animali.
Cose da robot : The transmissions files n° 6 / Matt Dixon
Lavieri, 2024
Abstract: ose da robot, se vogliamo, specie quelle che meno comprendiamo. Eppure eccoli lì, nelle situazioni più strane, come portarsi sul ciglio di un burrone o sedersi su un muro altissimo; oppure impartire comandi a una pietra, abbracciare un albero, truccarsi, mascherarsi o dipingersi il corpo. Se fossero esseri della nostra quotidianità perdoneremmo questi robottini anche dei disastri domestici più gravi, così come faremmo se fossero gatti o cuccioli di cane. Eppure, lo sappiamo ormai, sono semplicemente lo specchio di una parte di noi.